• Ecco la 56° Edizione del settimanale "Le opportunità di Borsa" dedicato ai consulenti finanziari ed esperti di borsa.

    Settimana da incorniciare per i principali indici internazionali grazie alla trimestrale più attesa dell’anno che non ha deluso le aspettative. Nvidia negli ultimi tre mesi del 2023 ha generato ricavi superiori all’intero 2021, confermando la crescita da record della società grazie agli investimenti globali nell’intelligenza artificiale. I mercati azionari hanno festeggiato aggiornando i record assoluti a Wall Street e in Europa, mentre il Nikkei giapponese raggiunge un nuovo massimo storico dopo 34 anni. Le prossime mosse delle banche centrali rimangono sempre al centro dell’attenzione. Per continuare a leggere visita il link

  • e secondo te sono per gli eserciti contro i civili? secondo te auspico una guerra in siria?
    c'era bisogno di bollinare di rosso per dire una ovvietà che chissà come mai non attribuisci pure a me?
    ma per favore, .. viaaaaa
    beh, in senso positivo cosa dovrebbe commentare un francese di un italiano che attacca i propri organi costituzionali?
    al massimo gli dice che sono affari suoi...

    ti informo io va!!!

    Il punto, però, è che lo sdegno italiano non corrisponde affatto al clima che si respira a Bonn. In primo luogo perché se davvero fosse stata così tanto sgradita la sortita di Berlusconi, con ogni probabilità Antonio Tajani non sarebbe stato riconfermato vicepresidente del Ppe con 366 voti, oltre 300 in più rispetto a quelli della sola delegazione del Pdl. Un segnale che trova conferma anche nelle parole di due membri illustri del Partito popolare europeo. Il primo è Peter Hintze, rieletto ieri primo vicepresidente del Ppe. Sottosegretario all’Economia in Germania e uomo forte di Angela Merkel in Europa, Hintze definisce il discorso di Berlusconi «davvero splendido». «Ha parlato - spiega lasciando il Congresso - da vero combattente che lotta contro la sinistra europea». Allo stesso modo Wilfried Martens, neopresidente del Ppe. Che non entra nel merito dell’intervento del Cavaliere ma ci tiene a dire che «dopo la Prima guerra mondiale» Berlusconi «è il primo presidente del Consiglio italiano ad avere una maggioranza così forte». Difficile, insomma, interpretarla come una presa di distanza.
    Decisamente più netto, invece, il francese Joseph Daul, presidente del gruppo del Ppe a Strasburgo dal 2007. «L’intervento di Berlusconi? Sacrosanto. Ha fatto un ottimo discorso, molto ascoltato e apprezzato». E all’obiezione sull’opportunità di affrontare in questa sede le questioni interne italiane, Daul risponde così: «Qui arriva una percezione distorta dalla stampa di sinistra, bene ha fatto a dire la sua. Anche perché nei giudici che stabiliscono da soli della vita e della morte delle persone io non ho alcuna fiducia. I tribunali sono un’altra cosa, ma i giudici hanno da soli il potere di metterti in manette dalla sera alla mattina senza neanche chiederti scusa quando finalmente ti viene riconosciuta la tua innocenza». Insomma, Berlusconi non ha fatto altro che «replicare» a «quella stessa sinistra» che due mesi fa voleva far approvare al Parlamento di Strasburgo una mozione sulla mancanza di libertà di stampa in Italia. Quella stessa sinistra che «insinua che il vostro non sia più un Paese democratico e uno Stato di diritto». Nel Ppe, insomma, non sembrano così «preoccupati» come auspica Bersani. Almeno stando alle parole del presidente, del vicepresidente vicario e del capogruppo al Parlamento europeo.
    AdSig
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