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12 giugno 2003
Isvap, cala al 4,5% il tasso di riferimento per le polizze
R.Sa.




MILANO - L'Isvap riduce al 4,5% il tasso d'interesse con il quale le assicurazioni potranno presentare ai loro clienti le proiezioni sulle performance delle polizze vita rivalutabili. Lo ha deciso l'istituto di vigilanza del settore assicurativo in una circolare che modifica le sue precedenti disposizioni. Fino ad oggi le compagnie, simulando l'andamento futuro dei loro prodotti nelle note informative consegnate ai consumatori, potevano utilizzare due diversi tassi di rendimento, il 6 ed il 7,5 per cento. Con la crescente diminuzione dei tassi d'interesse, però, quelle simulazioni erano diventate sempre può irrealistiche e fuorvianti. Ad esempio nel 2001 - l'anno più recente cui giungono le rilevazioni dell'Isvap - il rendimento medio lordo registrato ex-post sulle polizze rivalutabili è stato del 5,52 per cento. «L'attuale scenario, caratterizzato da una riduzione dei tassi di rendimento e da una maggiore stabilità degli stessi, suggerisce la presentazione al contraente di un unica proiezione, da effettuarsi sulla base del tasso del 4,5 per cento». Le note informative - ha precisato ancora l'Isvap - dovranno tener conto dell'aliquota di retrocessione del rendimento riconosciuta agli assicurati e di ogni previsione contrattuale che comporti una riduzione delle performance destinate agli assicurati. Con un'altra circolare, comunicata anch'essa ieri, l'authority di vigilanza ha anche vietato che le prestazioni delle polizze index linked possano essere collegate a indici o altri valori di riferimento «costruiti, in modo diretto o indiretto, a titoli derivanti da operazioni di cartolarizzazione» o anche a derivati sul credito. L'iniziativa dell'istituto nasce dalla constatazione che, negli ultimi tempi, sono state commercializzate polizze finanziarie che «offrono prestazioni direttamente collegate al valore di credit linked notes o di titoli emessi da società veicolo nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione di elevata complessità, spesso associate all'utilizzo di derivati del credito che rendono difficile la valutazione del reale rischio di investimento da parte degli assicurati».

http://www.assinews.it/rassegna/articoli/sole120603is.html
 

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