Affido di minori

dal lunedì al sabato: 8,30 - 12,30
lunedì e giovedì pomeriggio: 15 - 18

PROVINCIA DI MODENA
ASSESSORATO POLITICHE SOCIO-SANITARIE

in collaborazione con:
COMUNI DELLA PROVINCIA e AZIENDA USL DI MODENA





Anche nella nostra provincia molti bambini e adolescenti vivono in situazioni familiari critiche.
Per questo, a volte non possono restare nella propria famiglia, ma hanno bisogno che qualcun'altro li accolga, anche per un breve periodo e dia loro la sicurezza emotiva ed affettiva necessaria al superamento di una fase critica per lo sviluppo personale e familiare.

L'affidamento familiare permette ad un bambino di conservare i propri legami e godere, all'interno della nuova famiglia, di nuovi rapporti educativi.

La famiglia del bambino sarà sostenuta dai Servizi nel superamento delle proprie difficoltà; la famiglia affidataria a sua volta sarà arricchita da questa esperienza.

I Servizi Sociali sono il punto di riferimento progettuale tra domande di aiuto e offerte familiari.








Diversamente dall'adozione, che è definitiva e recide ogni legame tra il bambino e la sua famiglia naturale, l'affidamento dura il tempo di cui ha bisogno un bambino per ritrovare nella sua famiglia le condizioni di uno sviluppo adeguato.

Durante questo periodo il minore affidato continua ad incontrare i suoi genitori.

L'affidamento può durare da alcuni mesi a qualche anno. Si può, inoltre, offrire la propria disponibilità anche per un SOSTEGNO: ad esempio per il fine settimana, per qualche giorno, o per la durata di un'emergenza.

I Servizi Sociali offrono un percorso di orientamento alle famiglie rispetto ai bisogni di aiuto.








Tutti gli adulti possono accogliere un minore in affidamento, non solo famiglie con figli, anche persone singole purchè:

ACCETTINO il bambino così com'è, con il suo passato, le sue abitudini, rispettando la sua storia e i suoi tempi di evoluzione.

CERCHINO di costruire con lui un rapporto positivo che potrà conservarsi anche quando sarà tornato alla sua famiglia d'origine.

MANTENGANO i rapporti con i suoi genitori e con gli operatori sociali.

I servizi Sociali dispongono l'affidamento familiare, sulla base di un progetto concordato con le famiglie.








Durante l'esperienza di affidamento, gli operatori dei Servizi territoriali offrono consulenza e sostegno alla famiglia affidataria in relazione al progetto in atto.

I Servizi Sociali, mediante risorse provenienti da provincia, comuni, regione, garantiscono un contributo a titolo di rimborso spese e la copertura assicurativa, oltre ad ogni intervento che si renda opportuno o necessario.
 
Dal ’75 ad oggi le domande si sono ridotte a un decimo. I genitori: in ritardo i rimborsi del Comune. Aumentano le adozioni a distanza

Carovita e lavoro precario, crollano gli affidi

Il tribunale dei minori: più di 1.500 bambini in difficoltà, ma le famiglie non riescono più ad accoglierli

Da uno alla settimana a meno di uno al mese. In città 1.500 ragazzini in difficoltà sono in attesa di un affido familiare. Ma è «un’attesa che si prospetta lunghissima», secondo il Cam, il centro ausiliario per i problemi minorili creato nel 1975 dal Tribunale dei minori e passato da una media annua di 50 affidi ai 10 del 2005 e ai 5 di quest’anno. «Colpa della precarizzazione del lavoro, del carovita, della disgregazione delle famiglie - dice Monica Prestinari, coordinatrice dell’ufficio affidi del centro -. Molte coppie tardano a sposarsi, ad avere un figlio, a regalargli un eventuale fratellino. Inutile stupirsi se l’ipotesi di prendere in carico altri piccoli, sia pur per periodi limitati di tempo, nemmeno più la considerano».
A dicembre, Palazzo Marino aveva fatto partire un’apposita campagna. Destinatarie, le famiglie. L’appello: prendere un bimbo in affidamento.

I MINORI - A Milano i minori in difficoltà - assenza di uno o entrambi i genitori, mamma o papà con problemi psichici o in carcere, abusi sessuali e molestie - aumentano. E sono destinati a crescere ulteriormente. Per più motivi. Afflusso costante di immigrati. Disagio tra le famiglie che vivono in periferia. Impennata dei bimbi di strada: circa 1.200, soprattutto romeni, la nazionalità più rappresentata - oltre la metà - nel carcere Beccaria dove, da mesi, non c’è un posto libero.
«Nel 2004 - prosegue la Prestinari - avevamo ricevuto 162 telefonate di famiglie interessate a un affido. Nel 2005, le chiamate sono state 108. Quest’anno, siamo sotto quota cento». Numeri che indicano un generale calo d’interesse. Dettato dalle emergenze d’oggi: «Non sempre - prosegue la coordinatrice - i papà e le mamme hanno un lavoro stabile. Spesso, sono entrambi precari. E poi la vita costa, gli affitti e i prezzi degli immobili sono alti».

GENITORI PRECARI - Occupazioni precarie. Vita che costa. Affitti e immobili alle stelle. Cause che stanno dietro anche all’abbassamento, continuo, delle nascite. In una sua proiezione statistica, l’ufficio Anagrafe del Comune prevede per il 2013, 36 mila bimbi da zero a quattro anno. A inizio 2005, erano 55 mila. Gli affidi rischiano di estinguersi accelerando i tempi. «Il fatto che il sostegno a distanza per i piccoli in difficoltà vada bene significa un cambio di mentalità - dice la Prestinari -. Nel senso: "Vuoi un aiuto? Io ti aiuto. Ma a casa tua"». Le adozioni a distanza prevedono un coinvolgimento minimo e «per prendere in casa un bimbo che arriva da problemi gravi, bisogna avere una spinta solidale enorme». Inoltre, adottare un piccolo in Africa e Asia costa meno, mentre «le nostre famiglie affidatarie lamentano la mancanza di riconoscimenti economici adeguati». Palazzo Marino ha dichiarato di «spendere ogni anno 43 milioni di euro per pagare le rette agli istituti sovvenzionati che ospitano bimbi in difficoltà». Il Comune che ha in carico uno dei minori affidato a una famiglia versa a quest’ultima 300-400 euro mensili. Gli affidatari lamentano che la cifra non viene corrisposta e, se sì, dopo tortuosi iter burocratici.

CHI CERCA AIUTO - Le storie dei piccoli che attendono l’affido sono le storie di Anna, Mirko, Luca e Francesco. Anna ha 10 anni e da 8 passa da un istituto all’altro. La mamma ha problemi psicologici. Il papà è scappato da tempo. Mirko di anni ne ha 15. Sua madre ha chiamato i Servizi sociali, e chiesto che siano loro a occuparsi del figlio, lei non ce la fa. Luca e Francesco sono due fratellini. Di 8 e 10 anni. Vivono coi nonni da quando i genitori li hanno affidati a loro, perché non si sentivano ancora pronti per fare da papà e mamma. Sono lontani da Milano, non si sa più nemmeno dove. I nonni, sempre più acciaccati e bloccati in casa, vivono con una pensione minima.

Fonte: Corriere della Sera di oggi
 
Indietro