Affittare casa cosa meno: canoni giù del 16% in 5 anni

reganam

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19/11/09
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Affittare casa cosa meno: canoni giù del 16% in 5 anni

Il mercato delle locazioni è legato a doppio filo con quello delle compravendite, crollato di un quarto nel 2012 e di un altro 14% nel primo trimestre di quest'anno. L'aumento di offerta di case in affitto da parte di chi non riesce a vendere o di chi ha bisogno di mettere a reddito un immobile per far fronte alla crisi o al peso dell'Imu (che ha tagliato una buona fetta dei vantaggi della cedolare) si confronta, infatti, con la domanda crescente di locazione di chi non riesce a comprare o comunque sceglie l'affitto perché lo ritiene più conveniente o perché rinvia il momento dell'acquisto confidando in ulteriori (e consistenti) cali dei prezzi.

Il risultato di queste dinamiche, unito alla più bassa capacità di spesa delle famiglie non più in grado di sostenere canoni troppo elevati, ha portato – secondo i dati che Nomisma ha anticipato a Casa24 Plus – a un ulteriore calo dei canoni del 4% su base annua. Un trend negativo che in 5 anni porta la discesa media degli affitti nelle grandi città al 16 per cento.
Nel frattempo è aumentato il numero di contratti registrati. Secondo dati del ministero dell'Economia elaborati da Confedilizia, questi sono cresciuti del 15% in due anni: da 1,252 milioni nel 2010 a 1,445 milioni del 2012. Secondo l'associazione dei proprietari, si tratta per lo più di contratti emersi per effetto della cedolare: l'opzione è stata esercitata in un caso su 5 nel 2011 e in uno su 3 nel 2102 (vedi articolo in pagina 5). «La locazione – afferma il presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani – si sta spegnendo sotto il peso di una tassazione che le ha tolto ogni redditività, ma nonostante questo i contratti sono in aumento, segno che la cedolare trascina le locazioni. Il livello dei canoni non ha un trend omogeneo, ma è a macchia di leopardo: dove i comuni hanno alzato di più le tasse i proprietari non possono abbassare le richieste e preferirebbero vendere». Operazione oggi certo più difficile che affittare.

Tra le 13 grandi città monitorate dall'Osservatorio Nomisma non c'è nessun segno positivo. Il calo annuo più marcato nei centri storici è stato a Padova, dove l'affitto mensile è sceso del 6%; in periferia è invece Bari a guidare i ribassi (-5,9%). Firenze è la città dove nell'ultimo anno la discesa dei canoni è stata più contenuta (-3%), ma se si guarda al trend di medio periodo il capoluogo toscano è in testa: nel 2008 vivere in affitto costava il 23% in più. Trend simile quello di Bologna: adeguamenti nella media nell'ultimo anno, ma discesa di oltre un quinto dei canoni negli ultimi cinque.
«Nonostante l'indubbio aumento della domanda di case in affitto – commenta Luca Dondi, responsabile real estate di Nomisma – il settore locativo ha visto negli ultimi anni progressivamente ridursi i valori di mercato. L'affitto è una scelta spesso obbligata, che nulla ha a che vedere con strategie di differimento dell'acquisto. Si tratta di una domanda economicamente debole, per la quale i canoni di mercato, nonostante la flessione, rappresentano un fardello molto spesso insostenibile e la morosità una prospettiva tutt'altro che remota. L'entità della flessione dei canoni registrata finora appare ancora insufficiente a garantire che l'incidenza delle spese per la casa non ecceda il 30% del reddito».
I canoni restano infatti in assoluto ancora elevati: mediamente ci vogliono oltre 980 euro per affittare 75 mq in centro città e circa 570 in periferia. I picchi sono a Roma (quasi duemila euro in centro e quasi 900 in periferia) e Milano (1.587 euro e 784 euro). Tra i centri più "economici" Catania (630 euro in centro e 400 in periferia) e Torino (rispettivamente 830 e 500 euro).
«Gli affitti sono ancora troppo alti – conferma Daniele Barbieri, presidente Sunia – e in sofferenza sono soprattutto le grandi aree urbane dove negli ultimi dieci anni i canoni sono più che raddoppiati. Per avere un ridimensionamento più significativo bisognerebbe rivedere la fiscalità a favore dei canoni concordati e garantire i proprietari contro la morosità con appositi fondi di rotazione».
Anche Solo Affitti registra un calo dei canoni: un agente su tre nelle grandi città rileva un «numero elevato» di riduzioni del canone prima della scadenza del contratto. E sono diffuse anche le scritture private per rivedere contratti in corso. Il motivo? Trattenere inquilini che si sono rivelati "buoni pagatori". Un fenomeno sottolineato anche da Confabitare: al proprietario costa meno abbassare il canone che rischiare di lasciare sfitto l'appartamento per alcuni mesi e imbattersi in nuovi inquilini morosi (vedi Casa24 Plus del 16 maggio, pagina 15). Inoltre, sempre più spesso si ricorre a contratti di "affitto garantito": polizze e fidejussioni che coprono il rischio dei mancati pagamenti. E dato che il prezzo di queste garanzie cade quasi sempre sull'inquilino, spesso le parti si vengono incontro attraverso una rinegoziazione del canone.
 
Si trasla, si trasla




















(l' Imu)
 
i disoccupati correranno ad andare in affitto :o
 
gli agenti immobiliari, sublimi

ogni tanto vado a vedere qualche casa in affitto, non ho nessuna urgenza ma se trovo qualcosa di più grande e bello potrei anche spostarmi.
Nell'ultimo anno ho visto quattro appartamenti, ognuno con un'agenzia diversa.
Identica però la frasetta ripetuta da tutti: "eh, d'altronde gli affitti stanno salendo, del resto è ovvio: la gente non può comprare e allora va in affitto"
Una panzana clamorosa alla quale io sorrido in silenzio senza proferir verbo :)
 
Al limite, causa Imu c'è stata una minore diminuzione

al limite:D
come quando qualcuno tirava fuori la storia che gli immobili recuperano SEMPRE l'inflazione in base ai LORO przzi virtuali... in caso di discesa dei prezzi veri - non quelli sognati - basta dire che se gli immobili non avessero recuperato l'inflazione sarebbero scesi ancora di più....:clap::clap::clap:

grande ragionamento
ma da quelli che pensano che si possa uscire tranquillamente dall'euro come bere un bicchiere di acqua fresca non mi aspetto di meglio...:D
 
hahahah che risate, davvero. tutti convinti che l'imu avrebbe portato ad un aumento dei canoni :D

Paradossalmente porta ad un calo: calo dell'appetibilità degli immobili---calo dei prezzi delle compravendite----calo dei canoni di affitto che sono un "succedaneo"(cioè soddisfano la stessa esigenza=abitare e vanno nello stesso senso=calo)
 
"Tutti" no di certo :no::no::no:...qui l'abbiamo sempre detto.
 
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