Affittasi appartamento vista Duomo a 450 €/mese

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La casa in centro a 200 euro al mese
ecco la nuova affittopoli di Milano

E per 130 metri con affaccio sulla Galleria ne bastano mille. Agiati professionisti tra gli inquilini di Comune ed enti: appartamenti vista Duomo a 450 euro. Canoni fino a quattro volte più bassi di quelli di mercato concessi ad amici e parenti di ORIANA LISO e FRANCO VANNI

La casa in centro a 200 euro al mese ecco la nuova affittopoli di Milano

MILANO - Un prestigioso trilocale di 150 metri quadri in corso Monforte, centro storico di Milano, si affitta tramite agenzia, quindi sul mercato dei privati, a 51mila euro l'anno: 4.250 euro al mese, spese incluse. A poche centinaia di metri da lì, 132 metri quadri con affaccio sulla Galleria Vittorio Emanuele costano all'inquilino che fa parte di un manipolo di "fortunati" poco meno di mille euro al mese. E basta fare ancora pochi passi per arrivare in corso Italia, dove 70 metri quadri costano 210 euro ogni mese. Anche se le condizioni di stabile e appartamento non sono all'altezza dell'indirizzo, il risparmio - va da sé - è notevole.

Comune di Milano, Policlinico, Pio Albergo Trivulzio: tre enti, migliaia di proprietà immobiliari in città e in provincia, un patrimonio poderoso di 3.700 tra case, negozi e locali in uso ad associazioni che, nonostante le promesse cicliche e i ciclici scandali, resta gestito, nella migliore delle ipotesi, con una buona quota di negligenza. Così si disegna una Milano a due facce: quella, maggioritaria, delle famiglie e dei single che devono riservare una grossa fetta del loro reddito all'affitto, spesa imprescindibile, anche a scapito di altre voci altrettanto necessarie. L'altra faccia è quella di una Milano del privilegio, che spesso non ha niente a che fare con il bisogno. Perché, se non è una colpa pagare un canone bassissimo rispetto a un mercato immobiliare tra i più cari d'Italia, è una colpa - degli enti pubblici - aver permesso che per decenni si stratificassero privilegi. Con il risultato che oggi tanti di quegli indirizzi in pienissimo centro sono abitati da professionisti - medici, architetti, giornalisti... - e da qualche amico e parente di. Non solo da quei bisognosi per aiutare i quali erano nati in anni lontani questi serbatoi immobiliari, ancor oggi rimpinguati da lasciti privati.

Nei giorni scorsi i tre enti, sotto la spinta di partiti d'opposizione e giornali, hanno iniziato a pubblicare sui siti gli elenchi degli immobili. Ma è un'operazione trasparenza con qualche alone di troppo: a volte mancano le date di fine locazione, quasi sempre i nomi degli inquilini, o ancora ci sono generici raggruppamenti di immobili senza alcuna specifica economica. Fa una premessa Mario Breglia, presidente di Scenari immobiliari: "Alcuni palazzi sono malconci, gli enti non pagano le manutenzioni e quindi tocca agli inquilini anche ristrutturare". Ma i confronti sono pesanti. Il quadrilocale in via Dogana vista Duomo a 453 euro al mese, 5.400 euro all'anno? Sul mercato varrebbe cinque volte tanto. I 73 metri quadri in via Bagutta a 331 euro? Un'agenzia immobiliare chiederebbe almeno il triplo. "Il problema, però, non è quello di far pagare di più gli inquilini - argomenta Breglia - , quanto quello della mancanza di regole certe su chi ha diritto a quelle case, e sulle modalità di ricambio degli affittuari. Se un anziano padre ha la pensione minima non dovrebbe subentrargli allo stesso canone il figlio professionista. Milano ha fame di alloggi a canoni bassi per fasce sociali che, altrimenti, sono costrette a lasciare la città". In via Pellico, nel cortile alle spalle di boutique e bar famosi, c'è ancora l'84enne vedova del portinaio dello stabile. Ma nel palazzo successivo c'è anche il modello con pied-a-terre di 80 metri quadri a meno di 500 euro al mese, 5.700 euro in un anno. E in via Caminadella, viuzza chic in zona Cattolica, 177 metri quadri non arrivano a 2mila euro al mese, grazie ai contratti del Policlinico.

Per comprendere come sia nata la giungla dei prezzi e dei favori è necessario andare indietro nel tempo fino alla fine degli anni Settanta quando Trivulzio, Policlinico e in parte anche il Comune affittavano le proprie case a prezzi di equo canone con bandi aperti che premiavano i bene informati. "I primi a sapere delle case in affitto erano i primari e i dirigenti dell'ospedale, ma anche i politici - racconta un anziano funzionario del Policlinico, oggi in pensione - lo dicevano agli amici, che facevano richiesta". Nulla cambia fino al 1992, quando la legge 359 introduce i "patti in deroga": ogni ente può decidere se affittare gli appartamenti che si liberano a prezzi di mercato oppure confermando l'equo canone. Trivulzio e Policlinico scelgono la seconda ipotesi per la maggior parte del patrimonio, il Comune valuta caso per caso. Palazzo Marino negli anni Novanta diversifica i nuovi contratti al punto che nello stesso stabile c'è chi paga l'equo canone, chi è "concessionario di spazi" e chi versa cifre vicine a quelle di mercato. Vicine, ma mai troppo: in via della Guastalla, zona Tribunale, 105 metri quadri costano all'inquilino 1.208 euro al mese. Per chi è già dentro le case nulla cambia invece fino al 1998, quando la legge 431 prevede che l'equo canone sia sostituito da tariffe concordate fra Comune, sindacati inquilini e associazioni dei proprietari immobiliari.

Da quindici anni almeno, quando un appartamento si svuota viene messo in affitto al prezzo "libero" definito dall'agenzia del Territorio, in media tre quarti del valore corrente. "È sbagliato porre l'accento sui casi di privilegio - dice Marco Bistolfi, segretario provinciale del Sicet - la sopravvivenza del sistema dei prezzi concordati per il rinnovo dei contratti ha consentito a inquilini poveri di evitare il dramma degli sfratti". E a molti "fortunati" di risparmiare migliaia di euro all'anno.

(26 gennaio 2011)
 
Poi le casse sono vuote...:censored:
 
il solito schifo...
 
Alcuni edificanti dettagli sulle case del Pio Albergo Trivulzio

Alcuni edificanti dettagli sulle case del Pio Albergo Trivulzio:

Case del Pio Albergo Trivulzio, affitti «scontati» a politici e amici - Milano

I PRIMI NOMI DEGLI INQUILINI: 5 MILA EURO L'ANNO PER 128 METRI QUADRATI IN VIA MOSCOVA
Case del Pio Albergo Trivulzio,
affitti «scontati» a politici e amici
Tra i locatari anche il consigliere comunale Manca, Buonocore e l'ex tesoriere di Forza Italia
MILANO - Eccoli, i primi nomi (vali all'elenco). Tra gli inquilini del Pat ci sono ex segretari di partito, onorevoli, ex assessori e consiglieri comunali, in una girandola di nomi che comprende figli, parenti ingombranti e amici dei potenti. Il lupo perde il pelo ma non il vizio e le case di pregio della Baggina continuano ad essere affittate a prezzi stracciati ai soliti noti, nelle pieghe di criteri per le assegnazioni che lasciano troppi margini alla discrezionalità e che le opposizioni in Comune e in Regione sintetizzano in una parola: affittopoli. Era il 17 febbraio 1992. I carabinieri piombarono al Pat nell'ufficio del presidente Mario Chiesa e per la Prima Repubblica fu l'inizio della fine. Sono passati vent'anni e molte cose sono cambiate. Ma non tutte, evidentemente. Di certo il 17 febbraio non è una data fortunata per il Pio Albergo Trivulzio. E di certo non è passata di moda l'abitudine di disporre del patrimonio pubblico per far piacere a qualcuno. Oggi come allora. Nello storico feudo nato nel 1771 per aprire le porte ai poveri.

Nel giorno in cui il garante della privacy accende il semaforo verde alla pubblicazione dei nomi, ecco che si apre un primo squarcio negli elenchi degli affittuari finora così gelosamente custoditi dal presidente del Trivulzio, Emilio Trabucchi. E basta un rapido sguardo per capire che il direttore generale non l'ha raccontata proprio giusta ai consiglieri comunali che in commissione a Palazzo Marino, inutilmente, hanno cercato di ottenere la lista dei contratti del Pat e che si sono sentiti rispondere che, comunque, di politici tra gli inquilini non ce n'erano. Sono più di mille gli alloggi del Pio Albergo in città, ma è sufficiente esaminarne alcuni per capire che l'identità degli affittuari da salvaguardare dalla «morbosità del pubblico» (parole di Trabucchi) non è quella del cittadino qualunque. In via Santa Marta 15 spicca un contratto intestato dal 2003 al consigliere comunale del Pdl Guido Manca, ex assessore alla Sicurezza del centrodestra e presidente di Metroweb: canone di 5015 euro annui per 70 metri quadrati lordi.

Nello stesso palazzo ha trovato casa, sempre dalla stessa data, il nipote di Francesco Cossiga, Piero Testoni, parlamentare del Pdl eletto in Sardegna. Il suo affitto è un po' più caro: 8.438 euro per un'abitazione di 83 metri quadrati. Entrambi i contratti sono scaduti nel 2008, ma non risultano oggetto di nuovo bando. E per i contratti scaduti il Pat ha fatto sapere che è stata concordata la proroga con i sindacati con un aumento medio del 30 per cento. Un appartamento di 45 metri in via Paolo Bassi 22 è stato invece destinato dai vertici della Baggina a un tal Alessandro Manca, forse però è solo un omonimo del figlio di Guido. Canone: 1.644 euro.

Ma l'elenco dei politici o dei loro parenti non finisce qui. In via Moscova 25 vive in una casa di 128 metri quadrati per un affitto di 5.655 euro all'anno Luciano Buonocore, politico di lungo corso, co-fondatore del Pdl dove ha portato in dote la Destra Libertaria di cui era segretario. Attualmente è presidente del consiglio comunale di Peschiera Borromeo. Il suo contratto d'affitto scadrà nel 2013. Lo stabile di corso di Porta Romana 116 ha aperto invece le porte, nel 2002, a Domenico Lo Jucco. Contratto scaduto nel 2009: per 121 metri quadrati un canone annuo di 10.242 euro. Lo Jucco, gavetta in Publitalia al fianco di Marcello dell'Utri, è stato tra i fondatori di Forza Italia e del partito azzurro è stato anche tesoriere.Del resto, perché sorprendersi? Il Pat è un'istituzione antica e antiche sono le abitudini.
Rossella Verga
17 febbraio 2011
 
è una gigantesca ingiustizia verso tutti i cittadini che pagano lira di dio per affitti da capogiro e mutui assurdi. pure gente che guadagna un sacco di soldi che magari fa la **** con abiti firmati, auto di lusso e cene fuori dicendo che abita puri in via spiga e tu pensi che sei proprio sfigato che cerchi di stare attento a spendere poco, a uscire poco fuori a cena, e a non sperperare soldi in auto nuove....spero che a quelli che hanno pagato affitti ridicoli gli facciano pagare tutti gli arretrati e al pio trivulzio gli sequestrino gli immobili.
 
Fossi in Carla Fracci, mi incacserei come un riccio perchè pago troppo!:

"Tra gli inquilini anche l'ex ballerina classica Carla Fracci che abita in via dell Spiga 5, nel cuore del quadrilatero della moda, in un appartamento di circa 187 metri quadrati per un affitto di 45.593 euro, piu' 6.148 euro di spese."
 
a roma era lo stesso schifo....
 
Fossi in Carla Fracci, mi incacserei come un riccio perchè pago troppo!:

"Tra gli inquilini anche l'ex ballerina classica Carla Fracci che abita in via dell Spiga 5, nel cuore del quadrilatero della moda, in un appartamento di circa 187 metri quadrati per un affitto di 45.593 euro, piu' 6.148 euro di spese."

Ho notato anch'io! Alcuni pagano di più del libero mercato!:confused:
 
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