Aforismi, citazioni, pensieri... II

Dance with wolf

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Una roba pagana, anticristiana ed anticattolica, proveniente da terre nordiche ed esplosa negli Usa... Il suo scopo è quello di mettere intralcio alla santità, è una ideazione del demonio che intende scompaginare i piani di Dio. #Halloween è una festa pagana.

(Gabriele Amorth)
 

Ezechiele

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"CIO' CHE PUO' ESSERE DISTRUTTO DALLA VERITA' LO DOVREBBE ESSERE"
 

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"Coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dove erano, ma sono ovunque noi siamo".

Sant'Agostino
 

joliejolie

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La vera saggezza è meno supponente della stupidità. L'uomo saggio dubita spesso, e cambia la sua opinione; lo stupido è ostinato, e non ha dubbi; egli conosce tutte le cose ma non la sua stessa ignoranza.


Faraone Akhenaton
 

Federico Fellini

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Ama il tuo sogno
ogni inferiore amore disprezzando,
ama il vento
ed accorgiti qui
che solo i sogni possono esistere veramente,
perciò in sogno a raggiungerti m’avvio.

EZRA POUND
 

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Proverbio giorgiano: La pecora ebbe la paura dei lupi tutta la vita, ma fu mangiata dal pastore.
 

michimaus

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Chi conosce gli altri è sapiente,
chi conosce sé stesso è illuminato. ( Lao Tzu )
 

joliejolie

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“Non è una colpa cercare la verità, ma lo è l'affermarla prima d'averla trovata.”
ALFRED DE VIGNY
 

Ezechiele

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“Al momento di marciare
molti non sanno
che alla loro testa marcia il nemico.
La voce che li comanda
è la voce del loro nemico.
E chi parla del nemico
è lui stesso il nemico.”

Bertolt Brecht
 

joliejolie

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“Se solo riuscissimo a comprendere che siamo nulla, potremmo ricominciare a essere umani.”

(Antonio Belsito)
 

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Dal Blog del Prof. FRANCO CARDINI :

Domenica 6 marzo 2022, Prima Domenica di Quaresima

EDITORIALE
PICCOLI INQUISITORI CRESCONO
Ha fatto un certo scalpore la notizia, per la verità malamente diffusa da alcuni media, secondo la quale due ricercatori italiani in un modo o nell’altro afferenti alla Columbia University di New York (Tanto nomini…) avrebbero condotto una ricerca scientifica sui “putiniani d’Italia”, edita all’interno di un volume miscellaneo, facendo nomi e cognomi. Tra gli indicati, ovviamente c’è Massimo Cacciari accanto il quale mi si è fatto l’onore di collocare anche il mio nome.
“Poi s’ariseppe”, sulle note di una celebre stornellata romana (nella fattispecie la Daje de tacco, daje de punta, quant’è bbona la sor’Assunta), che in realtà trattavasi della solita bufala. La Columbia University si è limitata a distribuire lo studio in questione, sull’evidente base di un accordo con l’editore ibidem a proposito del quale sospendo il giudizio in quanto per ora ne so poco. Il lavoro si presenta principalmente come una raccolta di nomi e di titoli di libri, saggi e articoli. Esile il commento critico: ad esempio, io sarei un “medievista”, uno “storico” noto per le sue posizioni denunziate come “putiniane” sulla base di un paio di articoletti. Un po’ poco, come apparato “disincantatorio-denunziatorio”, per uno che lavora e scrive da una settantina d’anni e che ha varie centinaia di pagine di titoli scientifici al suo attivo tra libri e saggi.
Il fatto è che l’esercitazione paraerudita in questione – la definisco così, ma potrebb’essere anche una ricerca fatta su commissione a scopo intimidatorio-ricattatorio – è stata presa molto sul serio (udite, udite!) da Gianni Riotta. Su ciò è intervenuto, con l’abituale arte di casellatore da bulldozer, Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano del 4 marzo scorso.
Quanto a me, che dire? Se le due persone che hanno steso il saggio propagandato da Riotta e svillaneggiato da Travaglio sono non già ricercatori bensì aspirati inquisitori, debbo dire – e qui una certa esperienza ce l’ho – che dovranno mangiar parecchia polvere di biblioteca e d’archivio prima di arrivare ai livelli di fray Tomàs de Torquemada o del Grande Inquisitore di Dostoevskij.
Quanto a me, povero untorello, non sarò certo io a spiantare il rigoglioso albero della NATO. Posso solo dire che la Sinusoide Inquisitoria mi tallona dappresso fin dal lontano 1960, e intensifica la sua azione secondo una sinusoide ventennale. Nel 1960, al tempo dei fatti di Genova, ero dirigente giovanile del MSI: immaginarsi come mi trovavo nella “rossa” facoltà di Lettere dell’Università di Firenze, dove peraltro mi sarei fatto carissimi amici il cui affetto ancor oggi perdura. Vent’anni dopo, a dirla con Dumas, ne feci un’altra: partecipai nel 1981 al convegno di Cison di Valmarina di alcuni ragazzacci tutti usciti o fuorusciti dal solito MSI (gente che si chiamava Marco Tarchi, Stenio Solinas, Monica Centanni e altri, che poi si sono fatti un nome…) di una semisedicente “Nuova Destra” che per la verità con la Destra aveva a che fare fino a un certo punto e che era fatta di estimatori di Alain de Benoist: mi piovvero addosso gli anatemi di tutto un gruppo di Grandi Saggi dell’intellighentzija di Sinistra che faceva capo al venerabile Norberto Bobbio. Dopo altri vent’anni, apriti cielo!, fra 2001 e 2003 stavo nello scellerato ambiente degli amici del mai più di adesso compianto Giulietto Chiesa e non solo avanzavo dubbi sulla versione ufficiale dei fatti dell’11 settembre 2001, ma ero fieramente contro l’intervento del criminale presidente Bush contro l’Iraq e le sue inesistenti “terribili armi di distruzione di massa”. Dopo tre ondate inquisitoriali a quasi perfettamente simmetrica distanza di un ventennio l’una dall’altra (eh, già, fosca magia dei ventennali!), moirevoilà segnato a dito come antiNATO (il che è verissimo) e filoputiniano (cosa della quale non sono del tutto convinto: ma ci penserò, perché vista la qualità di molti che ne dicono male qualcosa di buono vede pur avercela). Hanno detto ch’ero neofascista, neonazista, filomusulmano, adesso sono filorusso e quasi neosovietico. Proprio una gran brutta persona…
FC
 

joliejolie

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“La gratitudine può anche essere allenata: se non è una dote che possediamo, dovremmo impararla tutti. Basterebbe un po’ d’impegno.”

Da “Così ti scrivo – Memorie di un dialogo”
 

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7 dicembre 1928 - nasceva il filosofo Avram Noam Chomsky “Se non crediamo nella libertà di espressione per le persone che disprezziamo, non crediamo in essa affatto.” “La vera istruzione è insegnare alla gente a pensare da sola”
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RACCONTO

Finalmente sarò felice


Questa è la storia di un uomo che quando era ragazzo e andava a scuola continuava a dire: «Ah! quando lascerò la scuola e comincerò a lavorare, allora sarò felice».
Lasciò la scuola, cominciò a lavorare e diceva: «Ah! quando mi sposerò, sarà la felicità!».
Si sposò, e in capo a pochi mesi constatò che la sua vita mancava di varietà, e allora disse: «Ah, come sarà bello quando avremo dei bambini!».
Vennero i bambini, ed era un'esperienza affascinante, ma piangevano tanto, anche alle due di notte, e il giovane sospirava: «Crescano in fretta!».
E i figli crebbero, non piangevano più alle due di notte, ma facevano una stupidaggine dopo l'altra e cominciarono i veri problemi. E allora l'uomo sognò il momento in cui sarebbe stato di nuovo solo con sua moglie: «Staremo così tranquilli!».
Adesso è vecchio, e ricorda con nostalgia il passato: «Era così bello!».

Un tizio domandò al mio amico Jaime Cohen: «Secondo te, qual è la cosa più divertente degli esseri umani?»
Cohen rispose: «Il fatto che siano sempre contraddittori: hanno fretta di crescere e poi sospirano per l'infanzia perduta. Sacrificano la salute per ottenere il denaro, e poi spendono i soldi per avere la salute. Pensano in modo talmente impaziente al futuro che trascurano il presente e così non si godono né il presente né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai, e muoiono come se non avessero mai vissuto.»
(P. Coelho, Sono come il fiume che scorre, Ed. Bompiani, 2006, p. 194)
 

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Un passo alla volta
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Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell'anima. Il passato non esiste in quanto non è più, il futuro non esiste in quanto deve ancora essere, e il presente è solo un istante inesistente di separazione tra passato e futuro!
RA Ein Sof
Il passato non è più ma vive in noi, come le persone care che non ci sono più. E vive più forte di prima per le gioie ma anche per le cicatrici e le ferite aperte che ci impediscono di dimenticare. Il passato è tutto ciò che abbiamo sperimentato, noi comuni mortali la chiamiamo esperienza, ed un una delle poche positività degli anni che passano.
Il presente esiste nella sua emozione immediata, se abbiamo voglia di provarla dando importanza ad ogni secondo
Il futuro non esisterà ancora, ma è quello che ci da speranza e una ragione per andare avanti. Senza speranza cosa saremmo ? E la speranza è proiettata nel futuro, anche immediato, non nell'immediato presente che esperiamo istantaneamente.
Se non esiste il passato, il futuro, e se il presente è solo un instante inesistente, chi siamo e cosa ci stiamo a fare in questo mondo ?
O tutto è proiettato, per chi ci crede (io no) che la nostra eternità la vivremo nella beatitudine del paradiso o nella dannazione dell'inferno ?
Certo che il tempo è una dimensione dell'anima, ma il tempo siamo noi, la nostra vita è scandita dal tempo e da quanto ci lascia e ci cambia.
Opinioni mie, ovviamente, quindi del tutto opinabili e personali.
Quello che segue è uno dei brani che più di tutti mi ha spiegato il senso della vita, un connubio unico tra musica e parole, la vita e il tempo che passa come un lungo viaggio, segnato dalle nostre scelte e da tutto ciò che è stato e non tornerà più

Hejira (joni mitchell)​

Sto viaggiando in qualche veicolo
Sedendo in qualche caffé
Disertrice delle futili guerre
Che hanno traumatizzato via l'amore

C'è conforto nella malinconia
Quando non c'è bisogno di spiegare
È tanto naturale quanto il tempo
In questo volubile cielo di oggi

Nella nostra possessiva unione
Così tanto non poteva essere espresso
Così ora sto restituendo a me
Queste cose che tu e io sopprimevamo

Vedo qualcosa di me in tutti
Proprio in questo momento nel mondo
Mentre la neve si accumula come catene di pizzo
Valzeggiano su una ballerina

Sai che non è mai stato facile
Sia che tu ti rassegni o meno
Sia che tu percorra l'ampiezza degli estremi
O ti incolli a una linea più dritta

Ecco ci sono un uomo e una donna seduti su una roccia
Finiranno con lo sciogliersi o col gelare
Ascolta...pezzi di Benny Goodman
Arrivano attraverso la neve e gli alberi di pino

Sono porosa di febbre da viaggio
Ma sai sono così contenta di essere per conto mio
Eppure in qualche modo il più lieve tocco di uno sconosciuto
Può innescarmi un tremolio nelle ossa

Lo so, nessuno mi mostrerà tutto quanto
Tutti veniamo e andiamo sconosciuti
Ognuno così profondo e superficiale
Tra il forcipe e la pietra

Be' ho guardato le lapidi di granito
Quelle che danno tributo alla conclusione, all'eternità
E poi ho guardato me qui
Che graffio a zampe di gallina per la mia immortalità*

Nella chiesa accendono le candele
E la cera rotola giù come lacrime
C'è la speranza e la disperazione
A cui ho assistito per trent'anni

Siamo solo particelle di cambiamento lo so, lo so
In orbita intorno al sole
Ma come posso avere quel punto di vista
Quando sono sempre vincolata e legata a qualcuno


Bianche bandiere di camini invernali
Sventolano tregua contro la luna
Negli specchi di una banca moderna
Dalle finestre di una stranza d'albergo

Sto viaggiando su qualche veicolo
Sedendo in qualche caffé
Disertrice delle guerre futili
Finché l'amore mi risucchia di là
Joni Mitchell - Testo delle canzoni: Hejira + traduzione in Italiano
 
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Un passo alla volta
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I maestri cattivi sono quelli migliori

...I genitori di un ragazzo erano morti e un lontano parente lo aveva accolto. Quell'uomo era cattivo. Picchiava duramente il ragazzo per il minimo errore. Il ragazzo non riuscì a sopportarlo e scappò via. Per molto tempo vagò, vagabondò, rubò e una notte passò la notte davanti alla porta della scuola di arti marziali. Un vecchio insegnante lo notò e lo prese con sé. In cambio di riparo e cibo, il ragazzo svolgeva tutti i lavori sporchi della casa. Vedendo la sua diligenza e serietà, l'insegnante iniziò a dare ripetizioni all'orfano. Col tempo, il ragazzo è diventato un ottimo spadaccino, erede della stessa scuola.
Una volta, essendo già anziano, stava viaggiando con i suoi studenti. Quando arrivò in un villaggio, vide un vecchio sulla soglia di una casa che intrecciava un cesto di ramoscelli. Chiamò i suoi compagni e disse:
- Ricordate che vi ho raccontato la storia della mia vita? Quindi quel vecchio laggiù è mio zio da cui sono scappato.
I discepoli afferrarono le spade con l'intenzione di abbattere l'uomo, ma il maestro di spada li fermò.
"È un uomo a cui sono molto debitore nella mia vita. Se non fosse per lui, non sarei quello che sono!..."
Vero, si impara molto anche da chi vuole farti (e spesso ti fa) male ...... ma solo se lo superi

“La gratitudine può anche essere allenata: se non è una dote che possediamo, dovremmo impararla tutti. Basterebbe un po’ d’impegno.”

Da “Così ti scrivo – Memorie di un dialogo”

Una volta, tanti anni fa, in molte famiglie c'era l'abitudine di ringraziare il signore per il pane e per la salute che ci aveva dato. Fatto meccanicamente non serve a molto, ma farlo con intenzione, ringraziando con convinzione chi si vuole (il signore, un altro dio, la sorte, il destino, ecc) ci servirebbe per ricordare che non tutto è scontato e non tutto è dovuto.
E quante volte ci lamentiamo per ciò che non abbiamo avuto dimenticandoci tutto ciò che ci è stato dato ma che diamo per scontato ?
Farlo, qualche volta, ci renderebbe meno frustrati e anche un minimo più appagati, anche nei momenti difficili.
 

torre1

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Altre dimensioni, altri eoni:
Da che cosa è dovuta l'illusione del passaggio del tempo?
L'illusione del passaggio del tempo nasce dalla confusione tra le sensazioni
che il mondo ci da, e la realtà;
il passaggio del tempo avviene perché pensiamo di occupare realtà diverse, di fatto occupiamo solo sensazioni diverse.
C'è un'unica realtà, viviamo all’interno del sogno di uno spirito.
Non so se stiamo parlando delle stesse cose.
Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni, ce l'hanno spiegato esplicitamente qualche secolo fa, qualcuno ci ha costruito un capolavoro teatrale, ma qualcosa di simile probabilmente era noto già da un paio di millenni semplicemente esprimendolo in modo diverso, stessa sostanza, diversa forma.
Quindi, niente di nuovo
Ma quei sogni siamo noi, noi siamo i nostri sogni e le nostre percezioni di noi, degli altri e della realtà
E lo sa bene proprio chi ha seguito un percorso terapeutico (psicoterapia, ma ci si arriva anche con altri tipi di percorsi) con un minimo di risultati, la sua percezione di sè, degli altri e della realtà cambia completamente, lo stesso episodio, la stesso modo di essere viene percepito e vissuto in modi diametralmente opposti.

Ho letto Hejira, ora telefono allo psicoterapeuta, chiedo cosa ne pensa, tanto è un amico.
:rolleyes:
Fammi capire, quando ascolti un brano e il relativo testo chiami uno psicoterapeuta per sapere cosa ne pensa ? Non dovrebbe essere più importante quello che senti/non senti tu ?