Aiuto nella rimodulazione del portafoglio

Mark Lenders

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Ciao a tutti e grazie per l'aiuto che mi darete :)

Causa cambio banca, stiamo rimodulando compltamente quella parte del portafoglio di famiglia che reputiamo non debba servire e la stiamo investendo con Fineco. L'orizzonte temporale è lungo (se ci dovessero servire questi soldi vorrebbe dire che abbiamo problemi molto più importanti del sapere se abbiamo guadagnato o no), la propensione al rischio è alta.

Ho pensato a questa distinzione generale:

1) Il 40% in obbligazioni/titoli o qualsiasi altra cosa a capitale "quasi garantito"
2) Il 15% in fondi immobiliari chiusi (e ho già ricevuto ampi consigli nel thread apposito su questo e quindi lo lascio da parte qui)
3) il 45% in azionario internazionale, molto diversificato.

Parto da quest'ultimo punto, in cui mi sento un poco più competente. Pensavo di investire, in parti uguali, nei seguenti ETF quotati al MTA:

- Ishares Msci Emerging Markets
- Ishares Ftse/Xinhua China
- Ishares Msci Eastern Europe
- Ishares Msci Japan
- Ishares Msci Taiwan
- Ishares Dj Eurostoxx Midcap
- Ishares Dj Euro Stoxx Smallcap
- Fondo India di JP Morgan acquistabile con Fineco (non sono riuscito a trovare un ETF puro "solo India", se qualcuno ne conosce uno gliene sarei grato)

Su questo vorrei chiedervi come vi sembra la diversificazione, cosa ne pensate (so che manca un "big cap", ma mi pare che il mercato big cap europeo/americano sia un po' esausto) e se mi consigliate di investire qualcosa anche in America Latina. Non mi convince tanto il Brasile, che è a rischio elezione e ha corso tanto, ma se ci fosse un ETF o un fondo più diversificato lo valuterei (cosa ne pensate ad esempio del Pioneer America Latina?)...

Sulla componente obbligazionario sono veramente ignorante. Leggo che ci sono obbligazioni che danno un 3,5% netto, ma per quanti anni devo vincolare il capitale per avere una simile performance?
Valutavo anche il fondo Pioneer su bund dei Paesi Emergenti che mi pare abbia reso bene: avete opinioni su questo?
Più in generale, sulla parte meno rischiosa avrei veramente bisogno di un bel "mini-corso", o meglio, dei vostri preziosi suggerimenti. Nel frattempo, finchè non ho deciso meglio, questa parte è sul Conto Arancio, ma so che si può fare di più :)

Davvero ogni vostro suggerimento e ogni vostra opinione sono preziosissime per me :)

Grazie a tutti!
 
Il 45% azionario mi sembra suddiviso in troppi prodotti. Secondo me basterebbero 2 fondi internazionali globali: il primo è Carmignac investissement che non è venduto da Fineco ma lo potresti acquistare con Fundstore pur mantenendo il conto con Fineco .Carmignac ha uno stile growth.Con Fineco potresti comprare il fondo della UNION INVESTMENT azionario globale value.Avresti 2 ottimi fondi con 2 stili di gestione diversi e quindi un'ottima diversificazione.
 
A me la parte azionaria sembra troppo sbilanciata sui mercati emergenti...
 
Mark perchè questa voglia atavica di indicizzarti al mercato?

Non sarebbe meglio una strategia efficente?

Ciao
G.
 
Innanzi tutto grazie davvero a tutti e tre per le risposte :)

Riguardo alla parte azionaria:
1) Ho voglia di indicizzarmi al mercato e in generale preferisco gli ETF ai fondi perchè gli ETF sono monitorabili e vendibili in tempo reale, mi permettono ordini condizionati con l'amatissimo stop-loss e inizia davvero ad esistere una vera possibilità di diversificazione. In questo senso:
2) Personalmente reputo la grande diversificazione un punto di forza: gli ETF sono monitorabili e vendibili in tempo reale ed è bene avere un paniere ampio a mio modestissimo avviso. Lo sbilanciamento sui mercati emergenti, come dite voi, è una scelta voluta e, spero, ponderata, perchè credo che almeno nel prossimo biennio saranno quelli gli unici mercati a correre veramente (Est Europa, Cina, Taiwan e India innanzi tutto). Per quello che riguarda gli europei, credo che il margine di crescita si sia assottigliato molto e rimangano interessanti le mid-small cap. Certo potrei prendere un ETF sul Dow Jones, ma con la certezza di oscillare tra un 10% e un 15% se va bene, e prendermi tutto il rintracciamento se va male... per non parlare del rischio-cambio, a cui sarei comunque già esposto con gli ETF asiatici, dove credo però che il gioco valga la candela... Mi piacerebbero i vostri commenti su questo ;)
3) Sono ovviamente dispostissimo a valutare vostre proposte alternative come quella di andrea64, con l'unico punto fermo che i fondi/ETF/obbligazioni consigliati siano acquistabili con Fineco o con Directa.

Riguardo alla strategia, a parte la "comodità" e la trasparenza degli ETF di cui sopra, sono comunque molto interessato a valutare il punto di vista di Giuppy, se hai voglia di chiarirlo, aiutarmi e consigliarmi... :)

Riguardo all'obbligazionario, mi interessa molto il discorso sulle obbligazioni high yeld, nel post di Giandino. Detto che non mi riconosco alcuna competenza in questo settore, e che quindi davvero qui sarebbero preziosi i vostri consigli, non mi sento onestamente di acquistare direttamente dei bond con Directa, come viene consigliato, e preferirei forse in questo campo affidarmi ai fondi, perchè se per caso acquisto l'obbligazione dell'azienda che fallisce poi sto male dei mesi... In ogni caso se qualcuno ha delle "occasioni che non si possono rifiutare" e ce le comunica ci ragioniamo insieme se vi va... :)

Per quanto riguarda il 40% della parte obbligazionaria, ho pensato a questa suddivisione:

- 30% in BOT e simili.
- 30% in obbligazioni high yeld Europa
- 30% in obbligazioni mercati emergenti
- 10% in liquidità remunerata

A questo proposito, ho fatto un po' di ricerche e mi sto concentrando su questi fondi, su cui vorrei vostre opinioni. Per gli HY area euro:

- Merryl Lynch Euro High Yield (3,78% da inizio anno, 9,94% a 12 mesi, 12,88% all'anno negli ultimi tre anni)
- Pictet Funds Euro High Yield (5 stelle: 7,46% a 12 mesi e 10,99% anno negli ultimi 3 anni)
- Fidelity-A Europ. Hi-Yield (5 stelle: 7,48% a 12 mesi; 10,20% a tre anni; 7,61% a 5 anni)

Per le convertibili:
- BNP Paribas Parvest Europ. Conv. Bond (5 stelle, 18,51% a 12 mesi; 10,72% a 3 anni, ma solo 2,86% a 5 anni)
- Credit Suisse-L BF Convert Europe (16,27% a 12; 7,15% a 3 anni; 3 stelle)

Per i Bond emergenti:
- Credit Suisse-L BF Emerging Europe (4 stelle: 8,77% a 12 mesi; 7,26% a 3 anni; 9,25 a 5 anni)
- Julius Bear MBnd-B Emerging (5 stelle: 8,16%; 12,46%; 10,02%)
- Pioneer Emerging Markets Bond E (4 stelle: 18,35%; 9,96%; 8,04%)

Che ne pensate?

Attendo vostri commenti, suggerimenti e impressioni; oltre che i vostri preziosissimi consigli :)
Ciao!
 
Diversificare fa sempre bene? Se si esagera mica tanto. Lo ...
Diversificare fa sempre bene? Se si esagera mica tanto. Lo provano portafogli autorevoli e consultabili da tutti in omaggio alla massima trasparenza, come quelli dei giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti.
Oltre una certa soglia, accumulare prodotti diversi, siano essi azioni, fondi, strumenti del mercato monetario o obbligazionario, significa solo aumentare il peso delle commissioni di transazione e dei costi di tenuta conto, con pochi o nulli guadagni in termini di rendimento o di contenimento del rischio. E lo studio fatto da Morningstar negli Stati Uniti sulle scelte dei magistrati ha rilevato che un portafoglio formato da quattro fondi azionari specializzati sui listini americani, già fornisce gran parte dei benefici di una corretta diversificazione sul mercato Usa. E che virtualmente non ci sono differenze in termini di volatilità tra un portafoglio composto da nove fondi internazionali e uno che, al contrario, di fondi ne contiene 30.
I portafogli dei giudici della Suprema Corte di Giustizia degli Stati Uniti, che per legge sono obbligati a rendere pubblica la composizione dei propri investimenti (vedi il sito www.judicialwatch.com ) hanno gatto da «cavia» per l’analisi di Morningstar. All'interno di questo campione dal reddito medio-alto e contenente centinaia di nomi, lo studio ha evidenziato un po' di confusione e diversi casi limite. Il capo della Suprema Corte di Giustizia degli Stati Uniti, John Roberts, ad esempio, ha dovuto compiere un notevole sforzo per compilare il report sulla trasparenza degli investimenti, perché a fine 2003 aveva in portafoglio 46 titoli azionari e 31 fondi, oltre a svariati prodotti del mercato monetario, con un elevato grado di sovrapposizione degli investimenti.
Tre dei sette fondi Fidelity sottoscritti erano specializzati sul mercato americano e si sovrapponevano al più economico fondo indicizzato Merrill Lynch S&P500 Index. Non solo, circa 30 delle azioni possedute da Roberts erano blue chip, già contenute negli stessi fondi comuni. Oltre ad alcuni prodotti settoriali segmentati per stile di investimento, Roberts possedeva non meno di otto fondi specializzati sulle Borse internazionali. Il portafoglio sembrava il risultato di un pout-pourry di consigli e suggerimenti provenienti da diverse fonti, che avevano indotto il giudice a collezionare prodotti diversi, senza una precisa strategia. È infatti difficile trovare una giustificazione all'acquisto di otto fondi internazionali appartenenti ad altrettante diverse case di gestione. L'irregolare portafoglio di Roberts risultava certamente molto diversificato, ma non ben diversificato, perché tanti e diversi prodotti non aggiungono nulla in termini di rendimento. Solo extra lavoro e costi raddoppiati.
www.morningstar.it
MARIA GRAZIA BRIGANTI

corriere
 
Mark, prima di esprimermi vorrei che mi chiarissi il tuo concetto di diversificazione.
E, quindi, vorrei che mi spiegassi come applichi questo concetto.

Dopo ti esprimo il mio punto di vista e ti darò un canovaccio su cui operare.

Ciao
G.
 
Giuppy ha scritto:
Mark perchè questa voglia atavica di indicizzarti al mercato?

Non sarebbe meglio una strategia efficente?

Ciao
G.

Che significa efficente ??
 
Specifico la mia strategia, che è fondata su una serie di ragionamenti molto semplici, compreso quello sulla diversificazione.

Una parte del patrimonio deve "stare sicura", come si dice, ma vorrei battesse l'inflazione. Un mix con la prossima emissione di BOT, un fondo obbligazionario High Yield in euro come quello di Merryl Lynch (che ha avuto un buon rendimento costante negli ultimi 5 anni e una gestione solida), più un buon fondo obbligazionario sui mercati emergenti come quella di Pioneer mi paiono buone scelte... ma ovviamente non ho la certezza e proponevo alternative della stessa famiglia tra cui sceglierne una e valutavo eventuali altre proposte per la parte su cui sono disposto a "rischiare ma non troppo" (non azioni cioè)... 3-4 prodotti per investire circa 45000 euro non mi paiono eccessivamente diversificati onestamente... ma sono stao il primo a dire che sulle obbligazioni mi sentivo in difficoltà... 35% in BOT, 30% in High Yield area euro e 30% in bond mercati emergenti però mi pare una buona ripartizione... e me la cavo con 3-4 prodotti soltanto...

Come ho detto poi, 15000 euro andranno su fondi immobiliari chiusi: rendimento di circa il 7% annuo ai valori attuali (che sono a sconto rispetto al NAV su tutti i maggiori fondi) e possibilità di uscire in giornata qualora lo ritenessi opportuno...

Sulla parte azionaria il mio ragionamento è ancora più semplice e si basa su una convinzione: l'asse Europa/America mi pare esausta. I veri mercati che cresceranno sono Cina, Taiwan, India ed Est Europa. Spazio di crescita in area euro c'è sulle small/mid cap. Questa è una convinzione. A questo punto mi chiedo: "qual è il miglior modo per investire in questi mercati?"... La mia risposta al momento è stata: "un ETF perchè mi permette di uscire immediatamente qualora le cose andassero male e perchè minimizza i costi". Sono assolutamente disposto a sentirmi dire: "guarda, il fondo X batte costantemente il benchmark del mercato est europe, quello Y batte invece quello del mercato cinese etc.": vi ringrazierei di cuore anzi per questo ed è anzi quello che sto cercando!

Su una cosa invece ho più dubbi: voi dite: "eccesiva diversificazione porta ad eccessive commissioni". Non sono d'accordo perchè io ho commissioni all'1,3 per mille con Directa sugli ETF e quello che avevo in mente sono 8 ETF da 5000 euro su cui pago 6,5 euro di commissioni ciascuno... Se ne investissi 10000 in uno solo dimezzando la diversificazione pagherei 8 euro (commissione fissa con Directa): non un gran risparmio come vedete... in più riguardo al discorso postato da FaGal, nessuno di questi ETF/Fondi si sovrappone agli altri... Est Europa, Cina, India, Small Cap, Mid Cap... sono tutti settori diversi... compresi Cina e Taiwan che non sono sovrapponibili nel paniere dei titoli dei due ETF quotati a Milano...

Questo è quello a cui sono arrivato col mio cervello. Ma sono assolutamente disposto a metterlo in discussione e da parte, ascoltando i vostri pareri che attendo con impazienza :)

Grazie ancora a tutti :)
 
Ultima modifica:
Mark non hai ancora risposto alla mia domanda.

Qual'è il tuo concetto di diversificazione e che benefici speri di ottenere?

Risposto a questa domanda faccio un commento alle tue affermazioni.

Ciao
G.
 
Credo che quello che sto cercando di ottenere è l'aumento piuttosto consistente del capitale investito in azionario sperando di sfruttare la crescita dei mercati indicati.

La diversificazione degli ETF che ho proposto so che non propone l'Europa big cap e il mercato americano, ma ho già in portafoglio alcuni titoli da cassettista che voglio mantenere (Eni, Sirti, Saipem, Enel e Generali) e penso possa premiare il rischio di esporsi maggiormente su quei mercati di cui sopra, che mi paiono anche non necessariamente correlati tra di loro, da qui la scelta eterogenea che stavo valutando (sono ancora liquido al 100%).

Aspetto i tuoi commenti e critiche Giuppy, anche feroci!
Ciao :)
 
Aggiungo che qualcosa sulle materie prime lo vorrei prendere e mi ero dimenticato di inserirlo... c'è un ETF su Fineco che verrà quotato tra poco anche a Milano
 
Mark Lenders ha scritto:
Credo che quello che sto cercando di ottenere è l'aumento piuttosto consistente del capitale investito in azionario sperando di sfruttare la crescita dei mercati indicati.

La diversificazione degli ETF che ho proposto so che non propone l'Europa big cap e il mercato americano, ma ho già in portafoglio alcuni titoli da cassettista che voglio mantenere (Eni, Sirti, Saipem, Enel e Generali) e penso possa premiare il rischio di esporsi maggiormente su quei mercati di cui sopra, che mi paiono anche non necessariamente correlati tra di loro, da qui la scelta eterogenea che stavo valutando (sono ancora liquido al 100%).

Aspetto i tuoi commenti e critiche Giuppy, anche feroci!
Ciao :)


Purtroppo quella che proponi sembra una diversificazione, ma di certo non lo è,

infatti anche se hai scelto paesi diversi, questi rientrano in logiche simili dal punto di vista del rischio.

Se infatti il mercato smette di salire o lateralizzare, come stà facendo da 3 anni, e se comincia a scendere al punto che gli operatori prendono paura (basterebbe un -15%), allora partirà l'effetto Fly to Quality,
ovvero gli operatori sposteranno massicciamente i loro soldi sulla qualità, fuggendo dagli emergenti alla velocità di un salto nell'iperspazio,

quegli ETF potrebbero perdere il 30% anche in una settimana, e magari il 10% il primo gg se ci sarà una notizia catalizzatrice.

Il mercato è fatto così, di colpo scopre che quello che andava bene fino a ieri, oggi è spazzatura,
e si rimane col cerino in mano.

Naturalmente stò esagerando, ma ti assicuro che in passato è successo anche di peggio, e più volte,
e riaccadrà,
più volte.


La tua diversificazione è una bomba ad orologeria,
sembra tranquilla, fa solo tic tac, ...................



Poi sono daccordo con te che quei mercati nel lungo periodo (qualche lustro) saranno più redditizi dei mercati occidentali,
ma la diversificazione si fa per ridurre il rischio, e come l'hai impostata non può funzionare.



Non sperare tra l'altro di andare a vendere quegli ETF mentre crollano,
sono mercati sottili, e durante un crollo vero in Danaro non troverai proposte decenti, solo tanta Lettera;
a questo scopo su quei mercati è meglio usare i fondi, molti fanno uscire col Nav del giorno se si opera il mattino.
 
Scorpius ha scritto:
Che significa efficente ??

Come ben sai quando si investe in qualcosa di diverso dal risk-free si assume un rischio che è funzione del rendimento che ci si aspetta e del tempo che si è disposti ad aspettare.
L'efficienza è un numero che misura la bontà della strategia in termini di rendimento correlato al rischio che si assume.
A parità di rendimento atteso una strategia sarà tanto più efficiente quanto meno rischio fa assumere all'investitore.
Ovviamente il rischio assunto oltre che a condizionare l'efficienza ha come conseguenza il condizionamento dell'orizzonte temporale minimo.

Ad esempio un portafoglio bilanciato globale che abbia come benchmark il 50% dell'indice MSCI AC World in EUR e il 50% Cash – cioè un portafoglio che si prefigge un rendimento di lungo periodo assumendosi un rischio medio-alto – presenta un rischio, misurato col metodo della volatilità negativa, di circa il 20% medio annuo. Un tale portafoglio ha, pertanto, un orizzonte temporale d’impiego di 8-10 anni (e infatti nella particolare situazione un tale portafoglio sarebbe ancora in negativo con un -2,16 a fine 2005).
Pertanto se io mi fossi indicizzato al mercato a fine 2000 con l'acquisto di uno o più fondi/EFT a fine 2005 non solo non avrei conservato il potere d'acquisto ma nemmeno il capitale in senso assoluto.

L'approccio al mercato con una strategia più efficiente del mercato avrebbe dato ragione all'investitore.
Non voglio in questo caso proporre portafogli strabilianti o cose simili.
Supponiamo di aver investito a quel tempo tutto il nostro capitale in un prodotto efficiente: l'arcinoto Carmignac Patrimoine.
Bene non solo Carmignac Patrimoine ci avrebbe dato un ritorno al 31/12/2005 di oltre il 44% (contro il -2% del mercato) ma facendoci esporre a un rischio, misurato col metodo della volatilità negativa, di poco meno del 7%.
Questo ci fa capire che l'uso di un prodotto efficiente come Carmignac Patrimoine ci ha permesso di battere il mercato di quasi il 50% in 5 anni facendoci esporre per circa 1/3.

Ho fatto l'esempio con un solo fondo. Mettendo in piedi una strategia completa ed efficiente i risultati che si possono raggiungere sono decisamente migliori.

Mi spiace se sono stato un pò "lunghetto" ma spero di essere stato chiaro e di aver fatto capire meglio il concetto.

Ciao
G.
 
Alan mi ha preceduto e mentre preparavo il post recuperando i dati ha risposto a te che nel frattempo avevi risposto a me.

E qui veniamo al punto.

Molte persone per diversificare intendono comprare cose diverse. Diversificare non vuol dire questo.
Diversificare vuol dire acquistare attività fra loro poco correlate così da ridurre il rischio complessivo di portafoglio.

Ora mi devo assentare per un'oretta ma mi riprometto di riprendere il discorso al mio ritorno.

Ciao
G.
 
Vi aspetto con impazienza entrambi alan e giuppy :)

Ad Alan, oltre che a ringraziarlo infinitamente, chiedo: ammettiamo che tu mi abbia convinto, e diamo per acquisito che io abbia letto i vostri pareri in "L'investitore e l'efficienza del mercato"; come la costruiresti la parte azionaria tenuto conto che il mio profilo rischio è alto e che nel breve io sono convinto che India, Cina, Est Europa e Taiwan cresceranno? Se puoi, consigliami dei prodotti concreti (ETF, fondi) su cui io possa documentarmi... è innanzi tutto questo che mi aiuta nell'immediato perchè il discorso di fondo mi è chiarissimo ormai!!! :)

A giuppy, oltre che postare il suo parere che ho in grande considerazione, chiedo la stessa cosa.

Ad entrambi invece chiedo: della parte più difensiva cosa ne pensate?

- 30% in Merryl Lynch Euro High Yield
- 25%% in BOT o CTZ
- 25% in Julius Bear MBnd-B Emerging oppure in Pioneer Emerging Markets Bond E
- 20% in qualcosa di simile al Carmignac Patrimoine Acc; ma acquistabile con Fineco (non mi pare di avere visto questo ottimo fondo, che ha guadagnato il suo 5% anche in pieno crollo del 2001, con Fineco)

Vi aspetto e vi ringrazio fin da subito e aspetto anche i pareri di tutti gli altri che lo vorranno dare ovviamente :)
 
Ultima modifica:
Mark Lenders ha scritto:
Vi aspetto con impazienza entrambi alan e giuppy :)

Ad Alan, oltre che a ringraziarlo infinitamente, chiedo: ammettiamo che tu mi abbia convinto, e diamo per acquisito che io abbia letto i vostri pareri in "L'investitore e l'efficienza del mercato"; come la costruiresti la parte azionaria tenuto conto che il mio profilo rischio è alto e che nel breve io sono convinto che India, Cina, Est Europa e Taiwan cresceranno? Se puoi, consigliami dei prodotti concreti (ETF, fondi) su cui io possa documentarmi... è innanzi tutto questo che mi aiuta nell'immediato perchè il discorso di fondo mi è chiarissimo ormai!!! :)

A giuppy, oltre che postare il suo parere che ho in grande considerazione, chiedo la stessa cosa.

Ad entrambi invece chiedo: della parte più difensiva cosa ne pensate?

- 30% in Merryl Lynch Euro High Yield
- 25%% in BOT o CTZ
- 25% in Julius Bear MBnd-B Emerging oppure in Pioneer Emerging Markets Bond E
- 20% in qualcosa di simile al Carmignac Patrimoine Acc; ma acquistabile con Fineco (non mi pare di avere visto questo ottimo fondo, che ha guadagnato il suo 5% anche in pieno crollo del 2001, con Fineco)

Vi aspetto e vi ringrazio fin da subito e aspetto anche i pareri di tutti gli altri che lo vorranno dare ovviamente :)


Un portafoglio come ESP presente su Investorclub va bene se non vuoi usare strumenti efficienti e decorrelati al mercato.
Dentro ESP ci sono tutti gli elementi che cerchi, compresa l'ascesa dei mercati come l'India la Cina ecc.
solo che non c'è ne la Cina ne l'India.

Non è necessario investire direttamente sui mercati,
occorre invece conoscere quelle che sono le dinamiche che l'ascesa di quei mercati proporranno al mercato globale,
Sfruttando quelle dinamiche si ottengono gran parte dei benefici senza correre gli enormi rischi conseguenti.

E per questo che si chiama Efficient Static Portfolio, perchè sfrutta al massimo l'efficienza che i mercati offrono in modo statico.

Ovvio che si può fare molto meglio rinunciando alla staticità,



Per il portafoglio difensivo siamo completamente fuori strada,
quel portafoglio nel 98 avrebbe perso il 10% abbondante in 3 mesi,
non è certo da chiamarsi difensivo.



Giuppy può aiutarti a fare i portafogli, io non ne ho il tempo.
 
Gianluca ha scritto:
bene se vuoi fare un esercizio di diversificazione, posso citarti il mio esempio:

unica avvertenza rendimento netto dell' investito intorno al 4/5 % annuo (netto ovviamente), propensione al rischio su questa parte del pf che è l' 80/90% dell'intero capitale, vicina allo zero assoluto, volatilità accettata bassa, per gli "azzardi" c'è il rimanente 10/20% del capitale che cmq non va tenuto in considerazione ai fini della composizione del pf in questione.

strumenti:

tutti quelli presenti su borsaitalia, per ciò che riguarda i fondi possiamo suddividere l'esercizio in due, uno con i fondi di iwbank ed uno con i fondi di fineco, così riusciamo a soddisfare molti dei visitatori del fol.


Vedo che ti accontenti di poco :D .

Sul club stiamo lavorando al riassetto delle strategie,
credo che ci sarà qualcosa anche per te :) ,
si chiamerà ARP,

fra qualche mese.
 
Gianluca ha scritto:
bene se vuoi fare un esercizio di diversificazione, posso citarti il mio esempio:

unica avvertenza rendimento netto dell' investito intorno al 4/5 % annuo (netto ovviamente), propensione al rischio su questa parte del pf che è l' 80/90% dell'intero capitale, vicina allo zero assoluto, volatilità accettata bassa, per gli "azzardi" c'è il rimanente 10/20% del capitale che cmq non va tenuto in considerazione ai fini della composizione del pf in questione.

strumenti:

tutti quelli presenti su borsaitalia, per ciò che riguarda i fondi possiamo suddividere l'esercizio in due, uno con i fondi di iwbank ed uno con i fondi di fineco, così riusciamo a soddisfare molti dei visitatori del fol.


Il nuovo ARP o il collaudatissimo TRLS o un mix di queste sono di certo le strategie che vanno bene per te.

Ho postato in altro topic il grafico reale di TRLS nell'ultimo biennio.

Mark domani ti scrivo un post di risposta.

Ciao
G.
 
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