Albertini: Pdl-Lega? «Rapporto contro natura»

ceck78

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MILANO - «Io non ho dubbi: quello tra Lega e Pdl sarebbe un rapporto contro natura ed è impossibile da gestire». Gabriele Albertini è rinfrancato dalle prime notizie che gli giungono, dopo che si è concluso il vertice di via Rovani, fra la Lega e il Pdl, presente Roberto Formigoni.

Scusi, Albertini. Ma proprio Formigoni avrebbe giurato a Berlusconi che appoggerà Maroni e non lei, alle Regionali. Non le risulta?

«Io credo all'etica dei rapporti, alla lealtà e alla coerenza e penso che anche Formigoni abbia questa mia visione. Quindi mi aspetto che Formigoni continui ad appoggiare il nostro progetto: anche perché non potrebbe sostenere il programma di Maroni».

Ma allora, cosa sta succedendo?
«Mi pare che qualcuno stia ciurlando nel manico, facendo perdere tempo alle persone: qui si sta dilapidando un patrimonio di dignità personale e di visione politica che non capisco come si possa sopportare. Forse aveva ragione Montanelli».

Montanelli?
«Quando mi diceva che sarei stato "un grande sindaco ma non un buon politico, perché non avevo l'uzzolo del potere". Forse l'uzzolo del potere è accettare gli sputi...».

A chi allude?
«Diciamo che ignoravo le doti di incassatore del presidente Berlusconi, compromettendo il suo orgoglio e la sua dignità: i leghisti gli dicono che è impresentabile e lui li insegue. Ha tre volte i voti della Lega, dovrebbe essere lui quello corteggiato da un partito che rischia di sparire e invece li rincorre. Ma come è possibile? Io davvero non me lo spiego, mi pare accanimento terapeutico».

Quindi, niente Lega?
«Io sto a quello che dice il segretario Maroni: di rapporto contro natura ha parlato lui. Può scriverlo, per favore?».

Che cosa?
«Che nel terzo girone dell'Inferno ci sono i peccatori che compiono atti contro natura, i sodomiti che si trascinano nudi sotto una pioggia di fuoco. Qui è la stessa cosa: e se si ascolta Radio Padania si sente la base che lancia anatemi contro il Pdl. Sembra di risentire i commenti che si ascoltavano nel '94 anche se non siamo ancora arrivati al "mafioso di Arcore" che era costato una querela milionaria al senatore Bossi, conclusasi con un accordo di cui non si sono mai capiti esattamente gli estremi».

Come si conciliano Albertini e il Pdl, che attacca Monti cui lei si ispira?
«Dipende. Se ascoltiamo il Berlusconi del 9 ottobre, allora aveva detto le stesse cose che oggi dico io. Io non ho cambiato linea e, soprattutto, io credo che sui programmi serva serietà».

In che senso?
«Dire che si abbatte l'Imu è usare un argomento da pifferaio magico: si può abboccare, ma quando vedi le risorse che dovresti recuperare per coprire questa perdita capisci che proprio non ci sta. Così come la storia delle tasse: come si possono lasciare il 75 per cento delle tasse al Nord? Il Nord produce il 70 per cento del Pil: sarebbe una secessione fiscale che il Paese non può permettersi. C'è poi la farsa/tragedia del referendum per l'uscita dall'euro: come può il Pdl sottoscrivere queste richieste?».

E quindi?
«Formigoni ha una visione chiara e io sono d'accordo con lui: il Pdl non può stare con la Lega».
Albertini: da Formigoni mi aspetto lealtà Pdl-Lega? «Rapporto contro natura» - Milano
 
a me sembrano due partiti compatibilissimi

entrambi saparano cagate a raffica lobotomizzando i loro elettori
 
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