Amici investitori ......un consiglio ...vendete e prendetevi una vacanza

Giuppy ha scritto:
Volesse iddio!

Altro insulto!
Ehi pril.otto...mi sembri quello della pubblicità del non c'è 12 senza 88!!
Anzi no...sei la scimmietta della pubblicità del 12 54! :clap: :D

Addio....spero per l'ultima volta! :bye:

Ciao
G.

Facciamo pace :) ...............per la mia parte ...ti chiedo scusa ..... :)

Abbiamo esagerato ......io per primo ..... :bow: :( :)
 
Abbiamo fatto le ore piccole stanotte di quali strategie abbiamo parlato :D .
Speriamo che sia finita davvero :bow: :bow:
 
Scorpius ha scritto:
Facciamo pace :) ...............per la mia parte ...ti chiedo scusa ..... :)

Abbiamo esagerato ......io per primo ..... :bow: :( :)

Ok facciamo pace.

Senza rancore e speriamo che duri.

Ciao
G.
 
36000 primo obbiettivo

buona serata ........ :)
 
sarebbe potuto essere un thread interessante..

36000 supporto forte o c'è spazio per andare oltre..?
 
$o$ ha scritto:
sarebbe potuto essere un thread interessante..

36000 supporto forte o c'è spazio per andare oltre..?

Quando avro' un segnale chiaro ....... ;) se ci saro' ancora ........ OK!
 
perchè non dovresti??vai in vacanza??:)
continuate il confronto,ma solo sul piano delle strategie e delle mosse da fare..perchè è molto interessante
 
drumbsd ha scritto:
Perdere soldi, e subito, e' una delle migliori lezioni che si possano avere dai
mercati finanziari.

condivido....

io li ho persi... e quasi subito... in una settimana mi sono mangiato il 10% di gain che avevo, + un 25% del capitale...

mi sono intestardito, sono stato il piu possibile razionale, e DISCIPLINATO, oggi ho recuperato il capitale, e pochi spiccioli.

Non so che c'entra, ma volevo dirlo... :confused: :confused:

CIAO !!!
 
tempi di magra

mercati preparano
il grande dietro-front

Per agosto-settembre, gli esperti vedono una possibile maxi-correzione dei listini. In quel periodo arriveranno al pettine tutti i nodi: il livello dei tassi, la congiuntura americana e quella europea, gli utili delle aziende. di G.TURANI


Da La Repubblica, rubrica "Affari & Politica"
di domencia 14 maggio 2006
MILANO - C’è una certa quantità di nebbia che circonda il futuro delle Borse un po’ di tutto il mondo. E questo non perché nel giro di una decina di giorni abbiano perso tutte quante (mediamente) il 4-5 per cento. Questo dagli esperti viene considerato abbastanza normale e, in una certa misura, anche previsto e auspicabile. Un po’ come quando ci si ferma sotto un albero dopo una lunga corsa. Anzi, sempre gli esperti (sia pure nella varietà di opinioni che di solito circonda simili personaggi) sono d’accordo nel ritenere che non è nemmeno finita qui. Nei prossimi giorni (o settimane) i mercati dovrebbero perdere un altro 4-5 per cento. In questo modo finirebbero per ritrovarsi di un buon 8-10 per cento al di sotto dei massimi recenti, conquistati durante la lunghissima corsa che va avanti dal 2003.

Insomma, secondo loro siamo nella norma. I mercati,

si sa, un po’ vanno su e un po’ vanno giù. Solo che questa volta sono andati su per un tempo enorme e quindi è giusto che si prendano una pausa e che facciano un po’ di strada all’indietro. Giusto per togliere un po’ di confusione intorno ai listini, giusto per far scappare (con perdite) i ritardatari che sono arrivati poche settimane fa, immaginando che la corsa dei mercati fosse semplicemente infinita. Fatto questo secondo aggiustamento del 4-5 per cento, arriverà una pausa. Probabilmente un periodo “laterale”. Un periodo, cioè, nel quale le Borse gireranno un po’ intorno a se stesse, senza drammi, ma anche senza soddisfazioni.
I problemi, quelli seri, dovrebbero arrivare nel periodo agosto-settembre. Per quella stagione, che non è poi così lontana, gli esperti vedono una possibile maxi-correzione dei listini. Loro non amano parlare di crolli o di cose di questo genere, e quindi dicono maxi-correzione, ma, se si va a vedere bene, intendono un crollo delle quotazioni nella misura del 15-20 per cento. Insomma, una bella botta in testa. E questo perché in quel periodo arriveranno al pettine tutti i nodi che già oggi circondano i mercati, senza però farsi ancora sentire troppo. E cioè il livello dei tassi, la congiuntura americana e quella europea, gli utili delle aziende. Si tratta di grandezze tutte viste in discesa, a parte i tassi. In teoria i tassi (almeno quelli americani) dovrebbero fermarsi o addirittura scendere. Ma sui mercati sono in pochi a essere convinti che le cose andranno davvero così.

E questo perché si aspettano una ripresa sostenuta dell’inflazione (l’oro è arrivato a quota 725 dollari l’oncia, un anno fa stava a 500). In sostanza, nel periodo in questione i mercati potrebbero trovarsi di fronte alla sorpresa di una congiuntura (sia americana che europea) che sta diminuendo la sua spinta. E, in più, con le aziende che fanno fatica a tenere lo stesso livello di profitti tenuto fin qui e con un costo del denaro che potrebbe anche salire. Uno scenario, appunto, da piccolo crollo (da maxi-correzione).

Questa profezia (collocata fra agosto e settembre) è anche l’ultima che sentirete dagli esperti. Su quello che viene dopo c’è, appunto, più che altro molta nebbia. E qualche amara considerazione. Spostiamoci, dicono, all’inizio del 2007. Quale mondo vedremo? Avremo delle Borse che, rispetto al 2003, sono poco meno che raddoppiate (tenendo conto anche delle correzioni nel frattempo intervenute). E’ pensabile che decidano di mettersi a correre per raddoppiarsi un’altra volta? Per quadruplicarsi rispetto ai livelli del 2003, da cui erano partite? Probabilmente no. E già questo lascia immaginare che, se ci sarà una nuova corsa, sarà certamente di dimensioni molto modeste.

Ma, ancora, rispetto al 2003 ci si ritroverà a fare i conti con un costo del denaro che già oggi è il doppio o il triplo di quello di allora. E che potrebbe anche salire ancora un po’. Le aziende, come si è già detto, hanno già recuperato molto e è difficile (soprattutto avendo davanti una congiuntura calante e tassi in salita) che possano fare di meglio. Anzi, faranno di peggio. A tutto questo aggiungete che nessuno di noi sa a quale livello si troveranno allora il prezzo del petrolio e delle materie prime (per non parlare dello stato di guerra/pace del mondo, vedi situazione iraniana), e si capirà perchè diventa impossibile fare previsioni assennate. Previsioni basate su qualcosa di ragionevole. Una scelta potrebbe essere quella di essere pessimisti neri sul 2007. Ma proprio nel recente passato a essere pessimisti si è sbagliato a lungo e alla grande. E allora è meglio dire che non si capisce quello che potrà succedere.

Per ora si nota solo che si sta accumulando, lungo la strada del 2007, una certa quantità (rilevante) di elementi negativi e assai poco incoraggianti. Mentre non si vedono quelli eventualmente positivi. Certo tutto potrebbe cambiare, anche nel giro di pochissimo tempo, ma per ora non abbiamo niente che ci indichi questi possibili mutamenti. Al punto che forse conviene cominciare a considerare l’ipotesi di lasciare progressivamente le Borse, per tornarvi chissà quando, probabilmente in un lontano futuro.




(18 maggio 2006)
 
$o$ ha scritto:
perchè non dovresti??vai in vacanza??:)
continuate il confronto,ma solo sul piano delle strategie e delle mosse da fare..perchè è molto interessante

E' un confronto che non sta ne' in cielo ne' in terra io non capisco niente di borsa ......... ;) investimenti .......rischio .......... :specchio:

Chiusura interessante di settimana .......e adesso ??? .... :( :rolleyes: :angry: :wall: :specchio: :p :D

ciao :)
 
Quindi riassumendo :

si continua a scendere ??

si galleggia ??

si rimbalza ??


Ci salviamo dicendo la strainflazionata mitica frase .....navighiamo a vista ??


:no: :no: :no:








Per una volta potrei essere d'accordo che non ci sia altro da fare nel breve ........ma l'investitore che fa ?? Vende ....rimane flat ....compra ??

Il segnale per me e' chiaro ..... fuori dall' obbligazionario da tempo e dall'azionario da 10 gg ..........

Solo la mia ............la stagione per qualche mese almeno e' finita ........................ ...........godetevi i gain .......se li avete fatti ..

Se non riuscite a stare fermi ...qualche dollaro ......
 
La superstizione, si sa, è di casa in Borsa. L'improvviso ribasso delle ultime sedute ha così ricordato agli investitori il popolare detto di origine anglosassone «Sell in may and go away, «Vendi in maggio e scappa». Secondo la tradizione statistica, il mese delle rose coincide, infatti, con l'inizio della stagione fredda per i listini, destinati da quel momento a un inesorabile ribasso sino alla fine di ottobre, mese dal quale parte poi il rally di fine anno. Una ricorrenza che trova alcuni appigli statistici nella storia delle Borse e che viene invece liquidata come diceria suggestiva da chi non ha simpatie per le stagionalità finanziarie.
Crederci o non crederci? Ognuno deciderà. Sta di fatto che mai come quest'anno la tradizione sembra confermata dai fatti, visto che le principali Piazze internazionali, dopo aver segnato i massimi triennali, nei primi 20 giorni di maggio stanno perdendo il 6%. Le Cassandre del mercato, ruolo tradizionalmente interpretato dagli analisti tecnici, ovvero coloro che cercano di anticipare l'andamento di Borsa guardando i grafici dei prezzi, lanciano il loro avvertimento. Nelle prossime settimane il clima sui listini è destinato a subire un calo delle temperature. Anche se la tendenza di fondo della Borsa non è ancora compromessa.
«Guardate con attenzione il grafico di lungo periodo del nostro indice Comit (vedi grafico sopra, ndr )- spiega Enrico Nicoloso a capo dell'analisi tecnica di Websim.it -. Non è un caso che la Borsa abbia accusato una decisa battuta d'arresto proprio sui massimi di maggio. Tali livelli corrispondono infatti alle soglie che, una volta abbandonate, hanno dato il via al terribile Orso del 2000-2003». E in termini relativi sta andando peggio per gli indici europei, una situazione che conferma ancora una volta la correlazione inversa tra l'euro forte e le Piazze azionarie. «Guardando poi alla stagionalità - prosegue l'analista - negli ultimi undici anni soltanto due volte, nel 2003 e nel 2005, il mese di maggio è risultato favorevole alle piazze azionarie».
Secondo Nicoloso, comunque, andando ben oltre le suggestioni cabalistiche di Sell in may , esistono segnali concreti che fanno presagire una pausa di riflessione: «Non dimentichiamo che dal 12 marzo 2003 l'indice delle blue chip di Piazza Affari ha messo a segno un rialzo dell'80,3%, lo Stoxx europeo del 95,2% e lo Standard & Poors 500 del 56,7%. Crescite veramente notevoli. E queste percentuali tengono già conto dei ribassi degli ultimi giorni. Per fortuna non ci sono elementi che inducano a credere in un'inversione drammatica della tendenza rialzista degli ultimi tre anni. Un consolidamento, però, può essere nella logica delle cose». Il verdetto finale? Una fase laterale, che andrà a cercare i propri minimi il 5/7% al di sotto dei livelli attuali, vale a dire a 1.700 punti per il Comit e a 35 mila per l’S&P Mib di Piazza Affari.
Secondo Maurizio Milano, a capo dell'ufficio studi analisi tecnica di Banca Sella , la vera novità nei ribassi delle ultime settimane è la volatilità. «L'indice Vix, che indica la volatilità dello S&P 500, ha fatto un balzo del 50% dai minimi, riportandosi in prossimità di livelli che, se superati, potrebbero fornire i primi importanti segnali di inversione di tendenza. Un aumento del Vix, infatti, indica che gli investitori cominciano a ragionare come se il bicchiere della Borsa fosse mezzo vuoto. Oggi il Vix si trova a circa 17 punti, una prima resistenza è posta a 17,2 punti, con forti tensioni sopra 18,6 punti». Anche Milano non vede tracolli, ma si aspetta in ogni caso una correzione che potrebbe portare l'indice statunitense a 1.245 punti, livello che rappresenta un supporto critico, in corrispondenza del quale dovrebbero cominciare gli acquisti di chi sta aspettando i saldi anticipati di maggio.
«Per Piazza Affari - continua Milano - vediamo un primo supporto a 36 mila punti (-2% sui livelli attuali ndr ) e un secondo a 35 mila punti (-4%). A favore della debolezza del nostro listino gioca anche il cambio. Una maggiore stabilità del rapporto euro/dollaro sarebbe di giovamento a Piazza Affari».
Nonostante i segnali di debolezza, quindi, il mese di maggio non dovrebbe vedere la fine del trend rialzista di medio periodo che domina al momento le Borse. Per Amedeo Cocca , analista tecnico di Rasbank : «Il quadro grafico di medio termine rimane valido. Il mercato è impostato ancora al rialzo. Una conferma ci sarà qualora gli indici dovessero andare a ritoccare i principali supporti di questo trend. Per l'S&P il livello da monitorare è intorno ai 1.200 punti».
In questo contesto Piazza Affari si presenta addirittura difensiva, nonostante il nostro indice S&P Mib dai minimi di ottobre 2005 (31.700 mila punti) sia cresciuto, senza mai prendersi una pausa, sino a 38.900 punti: ?23%. «In occasione dell'ultima correzione all’inizio dell'autunno 2005 - continua Cocca - il nostro listino ha fatto un passo indietro meno ampio rispetto agli altri mercati europei. Un segnale di forza che potrebbe trovare conferma anche questa volta». L'esperto vede un primo supporto importante per l'S&P Mib a 35.000/34.500 punti e un secondo a 33.300/33.000».
E quest’ultimo numero, se volete farvi stregare dal fascino dei grafici, non è senza significati storici. Proprio a quel livello, infatti, ci sono le fondamenta della spinta al rialzo che ci ha accompagnato fin qui dal 2003.
 
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