Analisi brevi

  • Due nuove obbligazioni Societe Generale, in Euro e in Dollaro USA

    Societe Generale porta sul segmento Bond-X (EuroTLX) di Borsa Italiana due obbligazioni, una in EUR e una in USD, a tasso fisso decrescente con durata massima di 15 anni e possibilità di rimborso anticipato annuale a discrezione dell’Emittente.

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Ciao a tutti !
Contribuisco anche io a far terminare il thread :D
Per quanto mi riguarda... questo thread era bellissimo perchè si parlava di titoli. Si parlava di aziende e dei loro fondamentali... delle loro acquisizioni e del loro sviluppo.
Mi pare di capire che siamo tutti grandi e vaccinati e che abbiamo intenzione di continuare a seguire le borse nonostante recessioni o catastrofi varie.
Quindi seguiamole insieme e parliamo anche di azioni..
Penso sia davvero complicato predirre il futuro macroeconomico ... e sinceramente non mi ci metto.
Condivido quasi tutte le preoccupazioni di Extent (che saluto !) ma non il suo livore...
Ma rimango della mia idea che le buone azioni vincono sempre... il difficile è scovarle le buone azioni ed è per quello che è bello confrontarsi tutti insieme.
Con affetto.
Nemo
 
Eccoci qui per il nuovo anno, ciao a tutti ;)

Ultimamente ho scritto molto poco, ma ho lavorato molto. Il portafoglio (che non ho mai svelato per intero) è cambiato molto nel corso dell'anno. Alcuni titoli e brevi descrizioni le ho messe un pò in giro nel forum e ultimamente qui: http://www.finanzaonline.com/forum/showthread.php?threadid=306249&perpage=20&pagenumber=5 (è il thread di Sedix, che saluto
:) )

Vi annuncio la composizione attuale (in ordine alfabetico e non di peso):

AUOptronics
Altadis
Campari
Chinamob.
Diageo
Eni
Euronext
Greggs
Heineken
Luxottica
Marzotto
Marzotto ris.
Mirato
Mondadori
Nestlè
Omv
Petrochina
Recordati
Vodafone

Molti di questi titoli sono presenti dal '02 molti altri sono entrati nel corso dell'anno e solo alcuni recentemente. Greggs in particolare è entrata due giorni fa e ha preso il posto di Stada che avevo acquistato per il lungo periodo, ma ho preferito mollare (sono sorti alcuni dubbi).

Parmalat: chi mi seguiva saprà che avevo questo titolo in portafoglio, titolo che ovviamente non c'è più. Immaginavo che c'era qualche problema serio soprattutto in corrispondenza del secondo crollo (l'ultimo, di fine anno). Non immaginavo però (come tutti.... non dite bugie!) che l'avessero fatta tanto grossa; è una cosa senza precedenti. Io alla fine ne sono uscito con un guadagno, ma dimezzato rispetto a prima e come reazione ho liquidato, oltre a Parmalat, diversi titoli italiani e sui quali non avevo le idee chiarissime.

Campari: è ancora il top pick del portafoglio, non c'è niente da dire, tutto come previsto.

Marzotto: ho tenuto duro e sono stato adeguatamente remunerato, ora ha un peso dimezzato (sul portafoglio) rispetto a quando era a 5 e metà posizione l'ho trasferita sulla risparmio che quota con un notevole sconto e paga un dividendo più alto.

I titoli esteri sono ormai oltre il 60% del portafoglio, sono saliti di peso per nuovi ingressi e perchè sono saliti più degli italiani che avevo, in alcuni casi molto di più.
In Italia c'è ormai veramente poco da comprare (come investimento) e in ogni modo le performance attese sono in generale più basse.
In Usa non ho comprato nulla se non ADR perchè i titoli grandi sono sopravvalutati, a volte spudoratamente costosi e quelli piccoli hanno anche loro corso molto e mi danno meno fiducia.
In Cina c'è stato un vero e proprio boom, PTR ha fatto performance eccezionali per un titolo molto "old" (petrolifero); mantengo le posizioni anche se attuo un ribilanciamento periodico.
In Europa, l'unica piazza dove vedo ancora alcune opportunità è quella inglese e in particolare tra le mid cap, ma anche qui i gap di valutazione si stanno colmando.

Per ora la performance è stata simile a quella dell'Eurostoxx 50. Il mio portafoglio azionario ha però un andamento molto più regolare.

Tengo a precisare che questo è il portafoglio azionario, ma non sono investito sull'azionario al 100% e ho da parecchio tempo posizioni short aperte sulla nostra borsa (che vengono in parte chiuse in ogni piccola correzione per poi essere riaperte) e che una grossa percentuale del capitale è impegnato nelle materie prime che mi hanno dato buone soddisfazioni nel '03. Il risultato totale di una composizione del genere è una performance positiva (per ora) da inizio '03, un andamento regolarissimo quasi quanto quello di un Bot e quasi del tutto slegato dall'andamento dell'azionario. Sono deciso a tenere questa allocazione fino a che i mercati finanziari non avranno prezzato gli squilibri che ci sono nel sistema; non dovremmo aspettare ancora molto, credo che dalla seconda metà del '04 ogni momento sarà buono per sentire gli scricchiolii. Nel frattempo l'azionario non dovrebbe andare molto lontano, sono possibili piccoli rialzi come piccoli ribassi, ma niente di eccezionale credo.


Senza offesa e con il massimo rispetto..Extent io ti preferivo così.
Lucido e disponibile e auto ironico.
Pazienza se vivremo recessioni planetarie...the show must go on...come diceva Freddie Mercury.
 
Ciao Nemo, non ti preoccupare per il thread, ho deciso che terminerà oggi, ormai ha esaurito il suo compito.

Immagino che mi preferivi in quel modo, ma io non sono più così. Se mi mettessi a scrivere quello che faccio ora e perchè, ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate sui commenti del tipico frequentatore del FOL. Il problema è che risate a parte sarebbe un'enorme perdita ti tempo.

E non sono diventato così indisponente perchè prevedo catastrofi, sono solo stufo di leggere sempre le stesse cose da anni, vedere ripetersi gli stessi comportamenti. Questo thread lo mette pure in evidenza, si vede nel corso di questi anni che i frequentatori sono cambiati e i nuovi hanno spesso mostrato commenti e comportamenti già presenti nelle pagine precedenti. Mi sembra di vedere una ruota che gira... alla fine si torna sempre nello stesso punto.

Certo, posso anche piantarla del tutto di passare di qui, ma poi mi perdo anche commenti interessanti come lo sono i tuoi o quelli di Gioia. Continuerò a passare, ma mentre mi rimbalza leggere commenti che non sono di alcuna utilità sugli altri thread rimango un pò meno indifferente quando si tratta di questo. Ti assicuro che mi intristisco.
 
... questo thread era bellissimo perchè si parlava di titoli. Si parlava di aziende e dei loro fondamentali... delle loro acquisizioni e del loro sviluppo...

Bravo, è proprio questo il punto.
Infatti, da quanto tempo non si parla più di queste cose qui? Da quanto si nega totalmente la funzione originaria per cui era nato?
 
:D
Forza, diamoci da fare che oggi lo terminiamo così poi il thread viene archiviato e non troviamo più niente di quello che si scrisse anni fa.

stai scherzando, spero, bene sarebbe che non andasse perduto il 3d,
bene sarebbe continuarne un'altro,
ancora meglio se si potrebbe tornare ad analizzare ... quando sarà il momento...

Che dire, io sono permeato di uno sconcertante pessimismo, non tanto per il mercato in se, quanto per i suoi partecipanti..., qualcuno ha detto che l'avvento di Internet è stato una "disgrazia", e nel senso in cui è inteso io sono d'accordo, questo soprattutto in termini finanziari, si è messo in mano a soggetti inconsapevoli e inconscienti un mezzo perfetto di "autodistruzione", online-banking, siti finanziari etc. abbassano se non eliminao il livello di guardia e il senso del dolore, apparentemente convenienti e poco costosi molticplicano invece le possibilità d'introito dei grandi centri finanziari e bancari, ma alla fine alla gran massa porta ben pochi benefici, però, però questa continua attività ha aumentato con il tempo il livello generale dei prezzi distaccandoli sempre più da reali e serie valutazioni...

Fai un'analisi sul titolo e poi scopri che crolla perchè fondi, etf, banche o altro lo scaricano per coprire perdite su titoli invendibili, oppure certi titoli non riescono a scendere più di tanto, perchè certi analisti, banche o chi altro con tanti soldi e poca testa, le considera sottovalutati e li attribuisce valori ingiustificabili...

insomma abbiamo una marea di informazioni quotidianamente a disposizione ma che poi 1) non sappiamo cosa farne, 2) oppure porta a conclusioni errate, proprio perchè spesso manca la capacità analitica personale per un'giusto approccio. Il web è utile se sai cosa fare, come fare e dove cercare, ma per riuscire in questo servono capacità teoriche che il web non ti da.
Devi studiare e leggere, leggere e pensare, possibilmente a livello individuale e poi confrontarti.

In campo finanziario questo è ancora più tragico. come ho già scritto, è un campo estremamente solitario, perchè se perdi, sei il "pollo" e ti attiri derisione, se guadagni, soltanto "invidia, gelosia" e chissà cos'altro, e cosi sia destinato alla solitudine "creativa", nella quale però puoi e DEVI formarti un'carattere forte e adeguato...
e non hai scelta...
se perdi significa perdere due volte,
1) perchè hai fatto una scelta errata e perdi,
2) perchè l'alternativa che avresti dovuto/potuto scegliere magari rende e oltre alla perdita subisci un mancato guadagno...
non so se rendo l'idea e si capisce il significato....

non so, forse non è vero o forse quel che si legge è solo mania di "grandeur", ma qui si compra e si vende allegramente, le perdite si ripiananosperando in futuri rialzi, si va a caccia per recuperare minusvalenze, si vende italia per dedicarsi agli USA; poi però magari non si parla inglese, si comprano gli etf più svariati e non si capisce il sottostante, ci si butta sulla Cina, ma oltre a non capire capire la lingua e a non capire che Hongkong non è la Cina non si conosce la differenza tra H-shares, A-shares, e quali titoli compongono quali indici e cosi via, e mentre a noi ci consigliano a "diversificare" sulla Cina, be, ai risparmiatori cinesi si consiglia di diversificare sull'Europa...

e se poi ci si annoia e non si perde abbastanza, adesso ci sono i cereali e le altre commodities....ALLEGRIA

comunque questo a quei pochi esperti e navigati operatori non può che far piacere, è fonte di lucro e ricchezza, ma per il resto del parco buoi non è allegra la situazione, ma c'è sempre internet e i fora diversi, ci si scrive si racconta, ci si scarica e ci si sente meglio...è valium al quadrato e costa anche poco...ma il punto essenziale è sempre quello che nessuno ti dice,

Una perdita e una perdita TUA, per te, ed è personale, significa che hai meno soldi, ti mancano per te, per i tuoi figli, per la moglie e in futuro ti mancheranno ancora di più...
Il punto allora non è in cosa investire ma piuttosto cosa imparare per capire e "resistere" e cercare di muoversi capendo abbastanza e se non hai capito stai fermo... e questo è la parte più difficile!!!

La mattina mi alzo e spero che in quel giorno non debba essere il "pollo", e attualmente mi rallegro se il mercato cala, mi sento sollevato, per me, c'è troppo liquidità troppi soldi e spesso nelle mani sbagliate, forse non ci sarà nessun crollo secolare, ne crisi del 29, ne mega-proteste delle masse, ma ci sarà di peggio, ci sarà un trasferimento continuo e impercettibile da "taluni" a "talaltri", o comunque una distrizuione di liquidità e di ricchezza in qualche modo creatasi artificiosamente. Che sia in atto questo lo vediamo da alcuni mesi, e non parlo di quando folcloristicamente titolano "bruciati 200 miliaridi" di capitalizzazione ...:D
ma piuttosto le svariate ricapitalizzazioni bancarie degli ultimi mesi cosa altro sono se non drenaggio di liquidità???

Scusate, per il lungo post, e apparentemente sconclusionato, non sono scrittore di professione:D, spero però si colga il significato, io intanto in questo giorni festeggio il mio anniversario sul mercato:D:yes:,
cercando continuamente di essere meno "pollo":rolleyes:, e la speranza sarebbe quella di vedere il "pollaio" sempre meno affollato...
gioia23
 
Ciao Gioia, ti saluto con un inchino dedicato al tuo ultimo post.

Per quanto riguarda il thread, no, non sto scherzando. Io ho dato, sono tornato per fare la mia ultima scorribanda :D gettare un pò di scompiglio tra i nuovi, salutare le persone che mi hanno accompagnato in questi anni e salutare il "mio thread" come si deve e non vederlo chiuso a forza di cavolate.

Non so se potete immaginare come lo posso vivere questo thread. Va avanti dal 2002, qui ho scritto più che in ogni altro, ha accompagnato tanti cambiamenti, non solo di operatività, ma pure personali. Grazie a questo ho imparato tante cose.
Anche nei lunghi periodi in cui non ho scritto sono spesso tornato a leggere quello che si scriveva negli anni precedenti, l’ho quasi imparato a memoria.
Ho deciso che oggi finisce e vi assicuro che lo sento emotivamente molto questo momento.

Si perderanno delle informazioni, ma se a qualcuno interessano può anche andare indietro e copiarsele prima che spariscono. Ma tanto dubito che siano in tanti che vanno oltre la lettura degli ultimi post e in ogni caso quello che si può trovare scritto non elimina in alcun modo la necessità di una profonda riflessione personale.
 
Gioia, anche io in questi giorni festeggio l'anniversario... è appena iniziato il mio undicesimo anno di operatività. :)
 
Per esempio non leggo da tempo discussioni sulla diversificazione. Questa ve la ricordate? Risale a gennaio 2004, sempre questo thread:
La diversificazione
"Un portafoglio ben diversificato....", io mi trovo spesso a disagio quando leggo questo concetto, e piuttosto incompreso
quando sostengo che diversificare dimostra anche una "limitata capacità" di scelta e di conoscenza, estremizzando per me diversificare è piuttosto un limite! cosi come lo è un alto turn-over del proprio portafoglio, insomma se si perde tempo ed energia per analizzare attentamente bilanci che senso ha rimane investito soltanto per pochi mesi?

Allora o la mia valutazione era sbagliata (perchè no??) oppure sono cambiate sostanzialmente le valutazioni del mercato ? oppure mi è sfuggito qualcosa? oppure si presentano opportunità migliori? premetto ovviamente che l'analisi fatta si basa su numeri veritieri e corrispondenti alla realta (sic!)

Già M. Keynes scriveva nel '34 "It is a mistake to think one limits one's risks by spreading too much between enterprises about which one knows little and has no reason for special confidence".

oppure Phil Fisher già nel 1958 "It never seems to occur to investors, much less their advisors, that buying a company without having sufficient knowledge of it may be even more dangerous than having inadequate diversification. Great stocks are extremely hard to find. I knew I wanted to own the best or none at all".

Oppure Buffett nel 1991 "One's knowledge and experience are definitely limited and there are seldom more than two or three enterprises at any given time in which I personally feel myself entitled to put full confidence".

ser
Complimenti, una discussione veramente interessante.

Pero' non sono tanto d'accordo con Gioia riguardo alla diversificazione: due o tre titoli, anche se li conosci bene, mi sembrano pochi. Se hai solo due titoli e uno si rivela essere la Parmalat di turno, sei quasi rovinato (hai perso il 50%).

Se hai dieci titoli e ne fallisce uno, vabbe' hai perso il 10% ma puoi rifarti abbastanza alla svelta.

Anch'io ho una grandissima ammirazione per Buffett, pero' a leggere i bilanci della sua societa' ti rendi conto che, anche se ci sono quattro o cinque titoli "preferiti", poi anche i suoi investimenti sono diversificati in modo relativamente ampio.
Interessante il discorso sulla diversificazione.

Io credo che la critica di Gioia23 sia stata soprattutto verso un'eccessiva diversificazione e se così fosse mi trova abbastanza d'accordo.
Poi ha portato l'esempio di Buffett che è sempre stato pubblicizzato per aver diversificato pochissimo. In effetti la gran parte del denaro che ha guadagnato lo ha fatto con pochissime società, con una scarsa diversificazione di portafoglio, ma ha anche sempre messo in chiaro quali sono le condizioni a cui si può fare una cosa del genere. Le società che ha inserito in portafoglio le ha acquistate per intero (!) oppure una quota tale che gli permetteva comunque di conoscere a fondo la situazione interna e di avere una certa influenza sulle decisioni del management. In queste condizioni si capisce che può avere senso mettere tutto il proprio denaro in 2 - 4 società.
E' ovvio che il 99.99% (per essere ottimisti) di noi non ha queste possibilità ed è meglio che aumenti un pò la diversificazione come ammonisce giustamente Sedix.

La diversificazione è quindi una funzione della conoscenza delle società su cui si investe. Se siamo proprietari al 100% delle società in questione possiamo anche permetterci di averne solo alcune (magari!!).
Se siamo piccoli investitori privati abbiamo invece a che fare con due ordini di problemi. Da un lato, essendo analisti esterni ed essendo singoli, quindi senza una squadra di analisti al nostro servizio non siamo in grado di seguire con la massima cura tanti settori molto diversi tra loro e tante società diverse nello stesso tempo. Quante società può seguire in modo accurato il singolo? Dipende dal tempo a disposizione e dalle competenze, ma dubito che possa tenere 50 società in portafoglio ed essere sempre aggiornato sulla loro situazione. Dall'altro lato per diminuire il rischio specifico (quello legato alla singola società o settore) maggiore è la diversificazione meglio è.

E' ovvio che passando da 2 titoli in portafoglio a 4 si dimezza il rischio specifico mentre passando da 100 a 104 lo si abbassa pochissimo. Quindi se si hanno pochi titoli aggiungendone uno o due si abbatte drasticamente il rischio mentre superata una certa soglia ogni aggiunta crea poco vantaggio o peggio lo diminuisce per il discorso precedente.
Poi bisogna anche vedere che sia vera diversificazione: i titoli dovrebbero appartenere a settori diversi, non essere correlati nello stesso modo alla stessa variabile macroeconomica come tassi e inflazione, ecc.

Buon lavoro ;)
Sedix, ovviamente hai ragione, con due titoli il rischio è eccessivo, ma d'altra parte, con due titoli, ovviamente non investirei MAI in una società tipo Parmalat.
Poi dipende dal capitale investito con un capitale limitato, non più di 5 o 6 società in caso di somme più elevate, si può arrivare a 10-15 titoli, che sono già troppi. Comunque su ogni società almeno un 10% del capitale. Se questo sembra troppo, ma allora sarebbe troppo anche il 2%, o no???

Qui apro una parentesi e parlo di esperienza personale. Sono stato anche investito su 20-25 società, ma il 80% del capitale si concentrava su 4 o 5 titoli, il resto era sparso sul resto, diciamo che il capitale era diviso, una parte sul "sicuro", l'altra parte più a rischio per poter per "captare" il gioello di turno".
Morale:
Dispersione enorme di tempo per tenere tutto sotto controllo ed ovviamente di costi per entrare ed uscire su diversi titoli, per quanto riguarda la parte più speculativa.
Alla fine questa parte "speculativa" si è rivelata un non senso. perchè anche nel caso che trovassi un "gioiello", l'incidenza sul capitale totale era minima. Inoltre non è poi cosi semplice trovare continuamente "gioielli" per cui potresti diversificare e godere la crescita di tutti questi. Percùi alla fine sei costretto a fare ricerca più approfondita, fare le dovute comparazioni e poi "rischiare", però qui il termine rischiare e piuttosto limitato, se sai che vai a "rischiare" il 10% o più del tuo capitale, non investi in società tipo Parmalat o Cirio o altre che non nomino.
Veniamo tratti in inganno quando diversifichiamo troppo. Se scegliamo 15 o 20 titoli, il rischio di trovare il bidone e molto più alto, non solo statisticamente, ma soprattutto perchè mentalmente noi siamo più disposto ad accettare il bidone...
ed allora la probabilità di sceglierne non solo uno ma diversi aumenta...! poi ad ognuno a fare le proprie considerazioni.
Non so se mi sono espresso in modo sufficientemente comprensibile, il discorso è piuttosto complesso e chi opera nel settore capirà cosa intendo.

Più in generale il concetto è molto matematico (sic!!), oltre alla diversificazione, che dovrebbe abbassare il rischio, entra il gioco l'ottimizzazione del portafoglio, il cosiddetto "Kelly Optimization model". In parole povere, ci sono altre variabili da considerare e rispettare, è scientificamente provato che la diversificazione oltre ad un certo livello è controproducente.

Il discorso su Buffett è piuttosto complesso e non è solo quello che appare a prima vista, ovviamente farà errori anche lui, almeno lo ammette e lo scrive. Oltre ad essere un'"fondamentalista" è veramente un grande trader. Basta leggere attentamente tutti i suoi rapporti annuali.
Non può uscire da titolo come KO, o G, perchè crollerebbero immediatamente, ma lo considero fenomenale ciò che è riuscito a fare negli ultimi 5 o 6 anni,

se vi va, potremmo proseguire,...
saluti
ser
Volevo rispondere a Gioia23.

Alla fine, mi sembra che abbiamo avuto delle esperienze molto simili.

Anch'io in certi periodi storici, ho avuto in portafoglio dei titoli che rappresentavano ciascuno in certi momenti il 40% del totale.

Il periodo della bolla e del suo scoppio l'ho attraversato avendo in portafoglio Italcementi rnc, Italmobiliare rnc, Unipol priv. tutti con percentuali superiori al 20%.

I risultati sono stati buoni, ma bisogna riconoscere che in quei momenti i titoli sottovalutati erano talmente pochi che non era possibile diversificare di piu' senza perdere in qualita' del portafoglio.

Forse, sintetizzando, si puo' dire che quando trovi un gioiello lo devi comprare. Poi, se ne trovi 15 li compri tutti e quindici, se ne trovi solo cinque ne compri 5. Ripensandoci, non scenderei al di sotto di 5.

Ciao
 
Che dire, io sono permeato di uno sconcertante pessimismo, non tanto per il mercato in se, quanto per i suoi partecipanti..., qualcuno ha detto che l'avvento di Internet è stato una "disgrazia", e nel senso in cui è inteso io sono d'accordo, questo soprattutto in termini finanziari, si è messo in mano a soggetti inconsapevoli e inconscienti un mezzo perfetto di "autodistruzione", online-banking, siti finanziari etc. abbassano se non eliminao il livello di guardia e il senso del dolore, apparentemente convenienti e poco costosi molticplicano invece le possibilità d'introito dei grandi centri finanziari e bancari, ma alla fine alla gran massa porta ben pochi benefici, però, però questa continua attività ha aumentato con il tempo il livello generale dei prezzi distaccandoli sempre più da reali e serie valutazioni...

Fai un'analisi sul titolo e poi scopri che crolla perchè fondi, etf, banche o altro lo scaricano per coprire perdite su titoli invendibili, oppure certi titoli non riescono a scendere più di tanto, perchè certi analisti, banche o chi altro con tanti soldi e poca testa, le considera sottovalutati e li attribuisce valori ingiustificabili...

insomma abbiamo una marea di informazioni quotidianamente a disposizione ma che poi 1) non sappiamo cosa farne, 2) oppure porta a conclusioni errate, proprio perchè spesso manca la capacità analitica personale per un'giusto approccio. Il web è utile se sai cosa fare, come fare e dove cercare, ma per riuscire in questo servono capacità teoriche che il web non ti da.
Devi studiare e leggere, leggere e pensare, possibilmente a livello individuale e poi confrontarti.

Questo è molto interessante.
Secondo me il successo con un titolo o con un’altra attività finanziaria si gioca sulla differenza di informazione. Non necessariamente si esce vincenti da un’operazione se abbiamo capito “molto”, se ne esce vincenti se abbiamo capito più della maggioranza degli operatori in gioco o che potenzialmente possono essere in gioco. Infatti è molto difficile fare bene nei mercati molto efficienti come quelli valutari o dei tassi d’interesse, mentre è relativamente più facile farlo per esempio con i titoli poco seguiti.
Da questo punto di vista la diffusione delle teorie value, delle strategie utilizzate dai vari Buffett, Lynch e compagnia (che infatti spesso critico, non tanto per le teorie in sé, ma per come sono spesso interpretate dagli investitori)… la diffusione delle analisi fondamentali e la relativa facilità di trovare dati fondamentali rispetto al passato… insomma tutte queste cose e in poche parole la diffusione dell’utilizzo di internet è una disgrazia.
Per fare bene bisogna sapere qualcosa di più della maggioranza e ora è più difficile di una volta, perché bisogna capire quello che il mercato sa e per farlo bisogna leggere tantissimo e scremare una massa enorme di informazioni, poi bisogna farsi un’idea di quello che non sa.
 
Troppo buono a considerare interessanti le mie banalità.
Direi che siamo sempre in tempo ..se volete..a riparlare di azioni. A me interessa... ho 34 anni e una piccola parte dei miei investimenti o meglio dei miei risparmi sarà sempre investita in azioni.
Se la recessione porta un calo delle quotazioni c'è da aspettarsi che qualche azienda diventi comunque appetibile ad essere scalata o acquistata.
La carne al fuoco c'è lo stesso... Microsoft che gioca l'ultima carta per recuperare il gap con Google nell'on line..Yahoo che non accetta l'offerta e forse si allea con Aol o Amazon..oppure Mac Donalds attacca Starbuck al cuore offrendo caffè e colazioni... l'eterna sfida tra Coke and Pepsi o Nestlè e Danone..i titoli Oil..con Exxon che ha pubblicato un bilancio incredibile ..con guadagni di migliaia di dollari al secondo... esatto al secondo..e la nostra Eni che sta soffrendo un po'... le banche... quali e quante resisteranno a questa onda..eccetera eccetera..eccetera ! Anche il solo parlare di tutto ciò lo trovo abbastanza interessante... sarò mica pazzo? Boh... mia moglie comincia ad avere qualche dubbio... con i miei amici che fanno e parlano sicuramente d'altro !
 
E' che io per quanto riguarda i singoli titoli non ho tanto da dire, anche perchè evito di espormi prima di entrare, non che sia tanto seguito da muovere il mercato, ma mi viene così...
Sto seguendo dei titoli per poter cogliere un rimbalzo, ma è solo speculazione e attualmente non ne ho in portafoglio.

Per quello che vedo ora mi sembrano da seguire con attenzione i titoli del settore Oil & Gas, per quanto riguarda gli investimenti. Non entrerei ancora, si devono chiarire alcune cose, ma sono da tenere in watch list.
Per gli altri settori terrei d'occhio qualche titolo specifico in settori del consumo non discrezionale.

Per quanto riguarda i titoli da te citati... l'offerta di Microsoft mi sembra una gran boiata, la concorrenza che McDonalds vorrebbe fare a Starbucks pure non mi sembra tanto importante, al limite mi ricorda la guerra dei prezzi che fecero con Burger King e altri che finì per affossarli tutti, Coke e Pepsi... mi sembra che quasi non sono più nemmeno concorrenti, comunque tutto il settore, Nestlé e Danone compresi, è da tenere d'occhio, ma non dimentichiamoci che sono titoli stra-seguiti, presenti in tutti i fondi che investono in azioni USA ed EU, con le conseguenze del caso.

Sempre di questo settore ti ricordi Hershey, ero entrato a 41$ per poi uscire subito, non convinto che tutto il pessimismo circolante fosse ancora nei prezzi. Ha fatto poi un minimo a 34$ e si aggira ancora li. Non so, non sono ancora convinto delle strategie che loro e gli altri stanno seguendo.
 
Per esempio non leggo da tempo discussioni sulla diversificazione. Questa ve la ricordate? Risale a gennaio 2004, sempre questo thread:

:eek::rolleyes::bow::bow:
Grazie, grazie, il 3d sta per chiudere ma non illudetevi che sia la fine:D
intanto quasi non credo ai miei occhi, di aver scritto cose cosi profonde:D, sensate e piene di logica, e te extent, vorresti far finire nel dimenticatoio queste cose...?:no:

leggendo le mie cose del 3d provo la stessa incredulità come quando mi vado ad aprire i miei ex-portafogli di 10 anni fà, pieno di titoli high-tech e internet che facevano 2-3-400% e adesso, sono quasi tutti a meno 90%....il tempo che scorre:confused:, gli attori cambiano, i contesti pure ma le cose che scriviamo sono simili, cambia poco e non illudiamoci che tra 10 anni sia diverso....
extent (o chi altro) se vai a leggere le lettere agli azionisti di Buffett anni 60 ai tempi della sua LP, scrive cose simili ad ora, il tono è sempre quello, perchè probabilmente è cosciente che il pubblico non cambia cosi tanto, e pensate che lui non si annoi a scrivere da 50 anni le stesse cose e il parco buoi continua a farsi spennare...:eek:??

Nemo, i titoli che menzioni sono interessanti, nel senso che se tu fossi un gestore, sarebbero "ottimi" per non farti perdere il posto di lavoro, ma se sei un privato e vuoi guadagnare, dovrai essere più esigente oppure più coraggioso per riuscirci, nel senso che o trovi titoli meno sparlati su cui lavorare oppure ti serve coraggio per entrarci quando questi grandi nomi sono in crisi, questo è un piccolo esempio della "disgrazia" di internet, tutti pensano di sapere tutto e cosi le trovi in tutti i portafoglio questi titoli, ma se già sono presenti come il prezzemolo, come faranno a rivalutarsi???
scusa, questa non è una critica ne uno scoraggiamento nei tuoi confronti, è la realtà, la primo volta che comprai AOL era il 1995, quando nel 96 andai in banca per sapere se potevo acquistare yahoo, l'operatore pensava che fosse un espressione di un fumetto (non scherzo!!), e cosi si potrebbe continuare alla lunga...
gioia23

p.s. che dite si continua di la, avrei qualche altre cose, anche in riferimento all'oil & gas, tanto per addescarci extent...;):D
 
Ah dimenticavo questa..che si difende sempre bene... ma il mio era un pour parler... era solo per dire che la vita va avanti e di storie e di azioni si parlerà comunque !

General Mills Reports Results for Fiscal 2008 Second Quarter
Net Sales Increased 7 Percent to $3.70 Billion; Diluted Earnings Per Share Grew to $1.14 Including Product Recall Expenses
MINNEAPOLIS, Dec 19, 2007 (BUSINESS WIRE) -- General Mills (NYSE:GIS) today reported results for the second quarter of fiscal 2008. Net sales for the 13 weeks ended Nov. 25, 2007, rose 7 percent to $3.70 billion. Segment operating profits essentially matched last year's second quarter at $716 million, including higher input costs, a 10 percent increase in consumer marketing investment and $20 million pre-tax expense associated with a product recall of frozen pepperoni pizza. Net earnings totaled $391 million including restructuring and associated costs of $20 million pre-tax, $13 million after tax. Diluted earnings per share (EPS) totaled $1.14, up 6 percent from $1.08 a year ago. Product recall expenses reduced 2008 second-quarter EPS by 4 cents.
Through the first six months of 2008, General Mills' net sales increased 7 percent to $6.78 billion. Segment operating profits grew 4 percent to $1.29 billion. Net earnings through six months grew 4 percent to $679 million. Diluted EPS for the year to date totaled $1.95 per share, up 8 percent from $1.81 in last year's first half.

Chief Executive Officer Ken Powell said, "Our worldwide operations are continuing to generate good growth in fiscal 2008. Each of our three business segments reported net sales gains for the second quarter and first half. And segment operating profits were up 4 percent through the first six months despite significant input cost inflation, recall expenses and double-digit growth in our consumer marketing investment. This performance has us on track to achieve our full-year growth targets."

U.S. Retail Segment Results

Second-quarter net sales for General Mills' U.S. Retail operations grew 3 percent to $2.52 billion. Unit volume fell 2 percent and operating profits declined 2 percent to $584 million. Product recall expenses reduced U.S. Retail operating profit by $20 million in the quarter.

Snacks division net sales grew 12 percent, fueled by continued strong sales and market share gains for Nature Valley grain snacks, Fiber One bars and fruit snacks. Yoplait division net sales increased 11 percent, reflecting pricing, continued strong performance from Yoplait Light yogurt, and good initial results from new products including Yo-Plus yogurt with probiotic cultures and fiber. Net sales for Big G cereals grew 3 percent, following 5 percent growth in the first quarter of 2008. Baking Products net sales also increased 3 percent. Meals division net sales grew 1 percent, led by Progresso ready-to-serve soups. Pillsbury USA division sales declined 2 percent including the impact of the frozen pizza recall. Net sales for the company's Small Planet Foods organic business rose 14 percent.

Through six months, U.S. Retail segment net sales increased 5 percent to $4.55 billion. Unit volume matched prior-year levels, and operating profits increased 1 percent to $1.06 billion.

International Segment Results

Second-quarter net sales for General Mills' consolidated international businesses grew 22 percent to $666 million. Volume increases contributed 8 points of growth, pricing and mix added 5 points of growth, and foreign exchange accounted for 9 points of the increase. Sales grew in every major geographic region in which the company competes. Latin America led net sales growth in the quarter, driven by market share gains and pricing actions taken in key countries. Asia/Pacific and Europe grew net sales at double-digit rates. Net sales in Canada increased 2 percent. International segment operating profits grew 36 percent to $84 million.

Through the first half, International segment net sales grew 20 percent to $1.27 billion and operating profits increased 32 percent to $155 million.

Bakeries and Foodservice Segment

Second-quarter net sales for the Bakeries and Foodservice segment grew 8 percent to $517 million, reflecting price increases taken to counter rising input costs. Unit volume declined 1 percent and operating profits were 14 percent below last year's second-quarter results, when profits increased 40 percent.

Through six months, Bakeries and Foodservice segment net sales increased 4 percent to $958 million and operating profits totaled $82 million compared to $85 million in last year's first half. 2008 first-half results included approximately $3 million of expenses for conversion from brokers to a direct sales force for a portion of this business.

Joint Venture Summary

After-tax earnings from joint ventures totaled $28 million in the second quarter of 2008 compared to $23 million in the same period last year. Both periods include charges of $1 million after tax associated with previously announced restructuring of the Cereal Partners Worldwide (CPW) manufacturing plants in the United Kingdom.

Net sales for the company's joint ventures grew 17 percent in the second quarter to $309 million, led by a 21 percent sales increase for CPW. Net sales for the Haagen-Dazs joint ventures in Asia increased 4 percent. Net sales for 8th Continent (U.S. soy beverage joint venture) declined 15 percent.

Through six months, after-tax earnings from joint ventures totaled $50 million in 2008 compared to $43 million in the first half of 2007. These totals include CPW restructuring expenses of $3 million in each period.

Corporate Items

Restructuring, impairment and other exit costs totaled $3 million of expense in the second quarter, compared to $1 million of income in the period a year ago. Associated costs (primarily accelerated depreciation of assets in facilities to be sold) of $17 million are included in corporate unallocated expense in our operating segment results, and are recorded in cost of sales in the consolidated statements of earnings. Total corporate unallocated expense was $26 million in the second quarter of 2008, down from $40 million in the same period a year ago, primarily due to a net $15 million mark-to-market gain on commodity hedges and an $11 million gain on the sale of a corporate investment.

Net interest expense for the second quarter totaled $116 million, up 5 percent due to higher debt levels. The effective tax rate for the quarter was 36.5 percent compared to 35.9 percent in the same period a year ago.

Cash Flow Highlights

Cash flow from operations totaled $444 million through November 2007, down from $565 million through the second quarter of last year primarily due to higher working capital. Capital expenditures through the first six months totaled $186 million in fiscal 2008 compared to $150 million last year. Dividends through six months grew to $259 million. The company repurchased 21 million shares of common stock during the first half of fiscal 2008 at an average price of $58 per share. In October 2007, the company issued 14 million shares to Lehman Brothers under a forward purchase contract and received $750 million in cash, which was used to retire outstanding debt.

Outlook

Looking ahead to the second half of fiscal 2008 Powell said, "We expect our good sales momentum to continue, with contributions from additional new product introductions, selected pricing actions and ongoing investment in brand-building activities. For the year in total, we now estimate that our net sales will grow at a mid-single digit rate, exceeding our long-term goal of low single-digit sales growth."

The company expects input cost inflation will be higher in the second half than in the first half, and that full-year inflation will be greater than originally estimated. However, above-plan results through the first half, pricing and increased productivity savings are expected to offset this cost pressure. General Mills reaffirmed its fiscal 2008 earnings per share guidance of $3.39 to $3.43.
 
Anche GIS è una bella società, la seguo da anni, ma non l'ho mai comprata e non mi sembra giunto il momento.
 
Lo riposto perchè è ancora molto significativo. Innanzitutto vedendo quello che sta succedendo da mesi al settore finanziario si capisce che cosa comporta investire in un settore che è stato troppo premiato dal mercato. Già nel 2004 avevamo l'indicazione precisa che era lecito aspettarsi pessime performance a lungo termine investendo nel settore. Poi quello che è sucesso al settore energy dopo il 1980 ci fornisce pure l'indicazione che quando un settore arriva ad un tale livello di sovrappeso non si risolleva subito... giusto come ammonimento a non ritenere convenienti i titoli finanziari perchè scendono da solo "pochi" mesi.
Per quanto riguarda il settore energy non so che peso ha ora negli indici, è sicuramente salito rispetto al 2004, ma dovrebbe ancora avere qualcosa da dare. Attenzione che sono grafici di forza relativa quindi potremmo anche vedere il peso del settore salire con le quotazioni che scendono, come abbiamo visto il peso che scendeva con le quotazioni che salivano.
Comunque, seppure penso come probabile una correzione dei prezzi energetici in caso di crisi e soprattutto nella fase acuta di un'eventuale crisi, penso anche che la correzione sarà di breve durata (a differenza del resto), la forza relativa degli energetici dovrebbe continuare a mantenersi in crescita come trend principale. Quindi in caso di crash del mercato sarei più propenso a pescare in questo settore piuttosto che in quelli legati alla finanza.
 
Per chiudere in bellezza, una bella panoramica delle crisi passate in relazione all'andamento dell'indice americano.
Sempre in relazione alle solite affermazioni riguardo gli investimenti di lungo periodo che vedono le azioni sempre profittevoli in un ragionevole lasso di tempo e bla bla... teniamo conto per favore di alcune cose importanti: l'andamento durante le guerre (gli US non le hanno combattute nel loro territorio e ne sono sempre usciti rafforzati, il discorso è diverso per altri paesi) e il periodo di alta inflazione, questo è un indice non deflazionato.
 

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Notare il limitato numero di recessioni e la loro breve durata negli ultimi decenni e soprattutto negli ultimi due. Dopo un tale digiuno di recessioni non mi stupirei di veder recuperare il tempo perso...
 
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