Analisi matematica

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...Il punto chiave credo sia:

Infatti scacchi e realtà non sono neanche lontanamente paragonabili

Manco realta' e poker, realta' e mercato, ecc., nonostante ci siano persone che ci mangiano in tutti e 3 i campi. :D

:D

E cosa c'entra? Non è che chi guadagna nel poker deve conoscere gli scacchi, o chi guadagna in borsa deve conoscere la fisica! :)

Dai, so che tu puoi fare molto meglio! Però parti dall'inizio ;)
 
Cos'è la 'casualità' ? :)

Ciò che non è voluto o programmato, o che non è controllabile dalla volontà perché imprevedibile. Casualità: Definizione e significato di Casualità – Dizionario italiano – Corriere.it
Una successione di eventi è detta casuale se non c'è alcun modo di prevedere un evento sulla base dell'evento o degli eventi che l'hanno preceduto. Casuale, casualit
Un avvenimento che si verifica senza una causa definita e identificabile. Un evento accaduto per cause che certamente vi sono ma non sono conosciute ovvero "non-lineari". Caso (filosofia) - Wikipedia


E' una 'calamità' vedere in quanti si lasciano 'fuorviare' dall' uso 'estensivo' (significati simili ma diversi) di vocaboli nati anch'essi in modi estremamente imprecisi. E' un 'problema' molto grave in tutte le lingue, anche in inglese.

Senza accettare la 'Teoria degli Errori di misura' si fanno solo gedankenexperiment.
Gli errori di misura sono inevitabili. Una misura non ha significato se non viene accompagnata da una ragionevole stima dell’errore.
“Una scienza si dice esatta non perché basata su informazioni infinitamente esatte, ma perché la sua metodologia consente di conoscere il valore dell’indeterminazione associata ad esse, ovvero di conoscere il limite del contenuto di informazioni che esse portano”.

http://www3.unisi.it/fisica/dip/dida/matinfef/teoria_errori.pdf

La sola idea di poter 'controllare' sistemi con 'infiniti' gradi di libertà può essere facilmente definita una 'aberrazione', una sorta di 'superstizione': se possiamo prevedere 10 possiamo prevedere anche 10^1Mld con un po' d'impegno...
 
:D

E cosa c'entra? Non è che chi guadagna nel poker deve conoscere gli scacchi, o chi guadagna in borsa deve conoscere la fisica! :)

Dai, so che tu puoi fare molto meglio! Però parti dall'inizio ;)

:D

E cosa c'entra? Non è che chi guadagna nel poker deve conoscere gli scacchi, o chi guadagna in borsa deve conoscere la fisica! :)

Dai, so che tu puoi fare molto meglio! Però parti dall'inizio ;)
Ma infatti no, io credo che FrankB chiami "fisica" (con uno stretch lessicale palese ma almeno per me non fastidioso ne' dissonante) la generica capacita' di formulare rispetto a sistemi dinamici un approccio problematico-quantitativo orientato a produrre risultati empiricamente rilevanti.

Ad esempio quando dice:
Vedere il numero "3" quando ci sono tre banane, una famiglia con un figlio, o la bibbia parla della SS. Trinita, quella e' fisica.

La stessa cosa io la chiamo "mindset scientifico", tu magari in un altro modo.

Mi sembra comunque che la discussione si sia poi arenata sulle metodologie descrittive proprie della fisica (es. tutto il papiello sulla meccanica statistica), mentre a mio avviso e' molto piu' rilevante l'aspetto delle metodologie d'indagine, ovvero il saldo ancoraggio tra modellazione e verifica empirica, e piu' recentemente il trinomio modellazione-simulazione-sperimentazione, campi questi ultimi due ancora in forma embrionale nella scienza economica e in rapido sviluppo.
 
Scusate l'intromissione...

Come si fa a scrivere la simbologia matematica al computer?
C'è qualche software da scaricare per "scrivere matematico" come ha fatto Cren in questo post?
Matematica Finanziaria non esiste, è una parte dell'Analisi Matematica in cui si sono inventati dei nomi diversi per serie numeriche e criteri di convergenza :p

Ah, e hanno anche riscoperto che

d97880863351fc356ab688803aba756f.png

e hanno deciso di costruirci sopra un sacco di nomi strani sugli interessi :D
 
Cren nel caso specifico ha linkato un'immagine gia' fatta, tuttavia esistono vari software per ottenere quello che chiedi, un paio di casi di uso comune sono:
1) Word processor Windows based -> Di solito il software ha un Math Editor o Equation Editor integrato che puo' essere richiamato tra i vari strumenti, spesso alla voce "Inserisci..." o similari.
2) Editing di documenti scientifici o professionali -> LaTeX
3) Interwebz -> Ci sono dei siti che permettono di scrivere e linkare equazioni in formato simil-LaTeX, ad esempio questo Online LaTeX Equation Editor - create, integrate and download, di cui ti agevolo esempio
gif.latex
 
Come si fa a scrivere la simbologia matematica al computer?
C'è qualche software da scaricare per "scrivere matematico" come ha fatto Cren in questo post?

Se hai Office lo puoi già fare con l' Equation Editor.

607-1.png
 
Benissimo, grazie ad entrambi! :bow:
Siccome sto (ri)studiando la matematica delle superiori, sicuramente dovrò chiedere supporto sui siti specializzati e fino ad ora non sono riuscito a scrivere in modo adeguato, se non in questo formato "primitivo", tipo:

16/2^3+[(5^2)^3]

eccetera...

Cosa mi tocca (ri)fare... :rolleyes:
 
Allora, visto che ormai abbiamo sequestrato il thread, mi piacerebbe riproporre un mio vecchio post, nato come commento ai post di un gestore di HF segnalatomi su un noto forum di trader statunitense. Vediamo se qui trovo qualcuno interessato all'argomento (quanto in neretto all'attenzione di FrankB):


Riguardo la discussione di MAESTRO sulla casualità devo dire che è un tema che mi ha sempre appassionato moltissimo. Sul forum l'ho sfiorato una volta con stea, ma in realtà non ho mai trovato interlocutori interessati. Tuttavia colgo l'occasione per fare un altro tentativo.

MAESTRO cerca di dimostrare che il caso non è la misura della nostra ignoranza, se non una espansione del nostro livello di comprensione. Pur essendo di base d'accordo con lui, secondo me non ci riesce. Anche perchè, come dirò in seguito, forse è impossibile.

Quando ne parlai con stea, determinista convinto, alla fine l'argomentazione più interessante che riuscii a portare, e che chiuse il discorso, fu relativamente semplice: senza caso non c'è libertà. Perchè se non ci fosse il caso alla base della modellizzazione della coscienza (o consapevolezza), ma semplice determinismo, allora ogni algoritmo, per quanto semplice o complesso che sia, dovrebbe averne una. E "tutto" sarebbe già scritto.

Anche se MAESTRO cita spesso Ashby, il vero padre della cibernetica secondo me è stato Wiener (si Cren, proprio lui), ma entrambe, per non citare per l'ennesima volta Godel, hanno trovato, grazie al concetto di "complessità" di un sistema, un'altra strada per capire che c'è un limite invalicabile alla nostra comprensione profonda della coscienza. Questo può sembrare estremamente avvilente, come può esserlo per una scimma la consapevolezza che non potrà mai arrivare al livello di comprensione di un uomo, e per di più è altamente probabile che un tale limite non possa essere superato neanche attraverso mutazioni, ovvero con l'evoluzione.

Probabilmente, ma non sicuramente, lo stesso limite potrebbe esserci per la comprensione profonda del caso. Ogni tentativo di modellizzazione di un processo casuale fisico potrebbe essere, per noi, impossibile.

Recentemente il modello standard ha fatto un grande passo avanti: finalmente si è provata con sufficente sicurezza l'esistenza della particella responsabile dell'aggregazione della materia (o meglio, più che la sua esistenza si è provato il suo "funzionamento"). Purtroppo però tale modello, pur riuscendo a comprendere meccanica quantistica e relatività ristretta, non è ancora completo. Manca la gravità; la materia oscura; la relatività generale resta ancora incompatibile con la meccanica quantistica: l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo non riescono ancora a conciliarsi nelle rispettive teorie.

C'è una scuola di pensiero, che sinceramente mi affascina, che ritiene che la mente umana possa compiere operazioni non riconducibili a logica formale, come ad esempio risolvere problemi provatamente indecidibili (in tempi finiti). E che alla base del suo funzionamento, e quindi della fisica dei neuroni, ci possa essere una modellizzazione fisica ancora ignota in grado di unificare la teoria di Einstein con la meccanica quantistica.

La teoria della decoerenza quantistica (ritorna il gatto di Schrodinger) viene utilizzata per confutare queste idee affermando che il neurone non è abbastanza "veloce" da superare il tempo necessario per essere considerato "quantistico" (detto brutalmente solo per rendere l'idea). A me personalmente questa confutazione non ha convinto per niente, visto che non possiamo sapere cosa si nasconda veramente in un neurone solo guardando il suo tempo di reazione.

Per chiudere: magari non arriveremo mai a capire; ma sicuramente, finchè ci sarà il dubbio, non smetteremo mai di cercare!



P.S. Anche un commento di amartya mi farebbe piacere :)

Beh io posso dire questo.

Che in generale la stessa Matematica, non la Fisica, ma la Matematica si basa su postulati, come il 5° di Euclide che non sono stati ancora dimostrati e forse mai lo saranno.

Per non parlare della forma chiusa dei numeri primi.

Voglio dire non riusciamo a dimostrare cose che sono evidenti, eppure le riteniamo vere e su queste fondamenta così incerte abbiamo costruito intere città della conoscenza.

E' paradossale che sia molto più facile intuire e dimostrare la relatività generale o il Teorema Fondamentale dell'Algebra che non il 5° postulato o la forma chiusa dei numeri primi.


Trovo cmq molto interessante, ed è anche oggetto delle mie riflessioni e/o curiosità come il cervello umano non soggiace ad alcuna legge fisica conosciuta. Voglio dire che studiando il cervello umano non riusciresti ad intuire la stessa legge gravitazionale che Newton intuì, la leggenda vuole, quando sulla testa gli cadde una mela.

Personalmente non credo che possa esistere una Fisica ignota che ne spieghi il funzionamento. Pensare di mettere in concorrenza la velocità del neurone con la velocità quantistica lo trovo francamente folle.

Il fatto puro e semplice è che più un sistema è complesso più il cervello umano esprime la sua superiorità, la cui formazione è ignota.

Con le conoscenze della Fisica di oggi siamo più vicini a viaggiare a velocità vicine a quelle della luce che a replicare un cervello umano.
 
pprllo ha capito tutto e l'ha scritto molto meglio di me. Senza dubbio e' un fisico :)

Anche se conosco le equazioni e le equazioni sono deterministiche "tutto" non e' gia scritto.
Nel modello di un gas ideale, che pure e' un caso semplice, certamente conosco le equazioni (deterministiche), ma non appena le molecole sono di numero abbastanza elevato ed aspetto un po' non posso piu prevedere lo stato completo del sistema.

Il mondo normalmente osservabile e' spiegato al 100% da quello che conosciamo ora. Sono effetti particolarissimi quelli su cui ancora ci sono dubbi. Infatti per studiarli abbiamo bisogno o di fare osservazioni nell universo lontano, o di sofisticatissimi acceleratori di particelle per riprodurre condizioni del tutto aliene alla nostra quotidianeta.
Noi non viviamo ne' un microsecondo dopo il bing bang, ne' in dimensioni subatomiche: Inler se ne frega del principio di indeterminazione quando tira
uno dei suoi missili da fuori area. E giustamente.

Tuttavia, il fatto di conoscere le equazioni non ci garantisce affatto la conoscenza completa dell' evoluzione di un sistema appena un po' complicato.
Il "fisico abile" definisce caratteristiche del sistema osservabili, prevedibili e utili.

Personalmente non credo che possa esistere una Fisica ignota che ne spieghi il funzionamento. Pensare di mettere in concorrenza la velocità del neurone con la velocità quantistica lo trovo francamente folle.
No. C'e' una fisica nota che ne spiega il funzionamento.
"velocita quantistica" ? Il neurone poi sta fermo, non va da nessuna parte. Sono i segnali elettrici che si muovono fra neuroni, attraverso le sinapsi. Segnali elettrici=equazioni di Maxwell. Non si scappa.

Con le conoscenze della Fisica di oggi siamo più vicini a viaggiare a velocità vicine a quelle della luce che a replicare un cervello umano.
Diciamo che viaggiare alla velocita della luce e' impossibile, ci riesce soltanto la luce e altre particelle senza massa.
Invece sul funzionamento del cervello umano abbiamo fatto passi da gigante. Un tempo c'era solo l'elettroencefalogramma. Oggi abbiamo collegato arti artificiali al cervello (muoviamo roba col pensiero!) e sappiamo quali zone sono piu attive quando gli amici del forum di trading ne fanno una delle loro, e quali quando un investitore serio realizza un utile.
 
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pprllo ha capito tutto e l'ha scritto molto meglio di me. Senza dubbio e' un fisico :)

Anche se conosco le equazioni e le equazioni sono deterministiche "tutto" non e' gia scritto.
Nel modello di un gas ideale, che pure e' un caso semplice, certamente conosco le equazioni (deterministiche), ma non appena le molecole sono di numero abbastanza elevato ed aspetto un po' non posso piu prevedere lo stato completo del sistema.

Il mondo normalmente osservabile e' spiegato al 100% da quello che conosciamo ora. Sono effetti particolarissimi quelli su cui ancora ci sono dubbi. Infatti per studiarli abbiamo bisogno o di fare osservazioni nell universo lontano, o di sofisticatissimi acceleratori di particelle per riprodurre condizioni del tutto aliene alla nostra quotidianeta.
Noi non viviamo ne' un microsecondo dopo il bing bang, ne' in dimensioni subatomiche: Inler se ne frega del principio di indeterminazione quando tira
uno dei suoi missili da fuori area. E giustamente.

Tuttavia, il fatto di conoscere le equazioni non ci garantisce affatto la conoscenza completa dell' evoluzione di un sistema appena un po' complicato.
Il "fisico abile" definisce caratteristiche del sistema osservabili, prevedibili e utili.


No. C'e' una fisica nota che ne spiega il funzionamento.
"velocita quantistica" ? Il neurone poi sta fermo, non va da nessuna parte. Sono i segnali elettrici che si muovono fra neuroni, attraverso le sinapsi. Segnali elettrici=equazioni di Maxwell. Non si scappa.


Diciamo che viaggiare alla velocita della luce e' impossibile, ci riesce soltanto la luce e altre particelle senza massa.
Invece sul funzionamento del cervello umano abbiamo fatto passi da gigante. Un tempo c'era solo l'elettroencefalogramma. Oggi abbiamo collegato arti artificiali al cervello (muoviamo roba col pensiero!) e sappiamo quali zone sono piu attive quando gli amici del forum di trading ne fanno una delle loro, e quali quando un investitore serio realizza un utile.

Per quanto riguarda la fisica sul cervello umano, non mi riferivo all'impulso elettrico, ma alla capacità del cervello di fare enormi salti logici istantaneamente.

Mi riferivo alla cosa più importante di tutte l'Intelligenza, quella capacità di scrivere una melodia, disegnare un quadro, elaborare un teorema. Non conosciamo il meccanismo base da cui si origina.
Nonostante il nostro cervello sia esaminabile, sappiamo pochissimo, lo abbiamo mappato, abbiamo collegato la corteccia agli arti, ma siamo lontanissimi dal ripararlo e non sappiamo neanche da dove cominciare per replicarlo.

E' vero cmq che la Fisica che oggi noi conosciamo spiega praticamente tutto l'universo conosciuto ed è andata anche un pò oltre come con l'antimateria.

Le conoscenze sulla Matematica invece sono molto al di sopra delle capacità delle altre scienze di utilizzarle per qualche fine pratico.

Quindi abbiamo:
1) Biologia, si sa tanto ma siamo ancora lontani dal dominio, sopratutto nel campo della neurologia;
2) Fisica, si sa praticamente tutto e si comincia ad andare oltre;
3) Matematica, la parte che attualmente ha un fine pratico sta diventando sempre più piccola, dominiamo campi della Matematica a cui l'uomo non ha ancora trovato applicazioni concrete attraverso le altre materie come appunto la Fisica ovvero l'Economia.
 
Cos'è la 'casualità' ? :)...

Benissimo :bow:. Questo è il punto che volevo evidenziare.

Partiamo da qui: il caso non è la misura della nostra ignoranza, se non una espansione del nostro livello di comprensione.

Cercherò di spiegarlo con un esempio: quando vogliamo far generare ad un computer numeri casuali utilizziamo algoritmi che creano sequenze solo apparentemente casuali, ma che sono assolutamente deterministiche (anche quando utilizziamo clock e diavolerie simili). E non siamo assolutamente in grado di fare altrimenti.

Quando invece chiediamo al nostro cervello di dare un numero a caso, allora c'è una concreta possibilità che quel numero sia "fondamentalmente" casuale. Perchè se non lo potesse essere non esisterebbe alcuna possibilità di "libero arbitrio".

Quando FrankB vuole applicare la statistica (anche se la chiama fisica) ai mercati come la si applica alla dinamica dei fluidi (dove il caso è la misura della nostra ignoranza), considera come deterministico qualcosa che probabilmente non lo è per sua stessa natura (visto che potrebbe essere una espansione del nostro livello di comprensione).

Concludo riprendendo il tuo discorso sui gradi di libertà: quand'anche il nostro cervello fosse deterministico, vista la sua enorme complessità (per noi), non credo comunque possibile utilizzare profiquamente "la misura della nostra ignoranza" per prevedere le sue reazioni. Ancor meno in gruppi interdipendenti, se non per situazioni relativamente "semplici" e circoscritte, come il traffico, le elezioni, ecc.

Per me tempo scaduto: poi risponderò anche a birillo! :)
 
Per quanto riguarda la fisica sul cervello umano, non mi riferivo all'impulso elettrico, ma alla capacità del cervello di fare enormi salti logici istantaneamente.

Mi riferivo alla cosa più importante di tutte l'Intelligenza, quella capacità di scrivere una melodia, disegnare un quadro, elaborare un teorema. Non conosciamo il meccanismo base da cui si origina.
Il bello e' che il cervello non fa salti logici istantaneamente. Sembra a te, ma se lo misuri vedrai che non e' cosi.
E non potrebbe essere altrimenti, dato che tutto quello che c'e' nella scatola cranica deve seguire le leggi fisiche note.
Naturalmente rimane il fatto che il cervello e' straordinariamente complesso percui non abbiamo nemmeno la speranza di risolvere le sue equazioni di Maxwell ed averne conoscenza assoluta. Pero non vuol dire che non possiamo cercare di prevedere il comportamento delle persone e meglio ancora il comportamento di grandi gruppi di persone. Questo gia lo facciamo e anche piuttosto bene.

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Quando invece chiediamo al nostro cervello di dare un numero a caso, allora c'è una concreta possibilità che quel numero sia "fondamentalmente" casuale. Perchè se non lo potesse essere non esisterebbe alcuna possibilità di "libero arbitrio".

L'unica cosa veramente "casuale" che c'e' e' il principio di indeterminazione. Tuttavia, al livello del numero pensato, il principio non conta.
Il numero e' ciononostante causale visto che non e' possibile prevederlo data la complessita del sistema (ma non quella delle leggi che lo governano!)

Quando FrankB vuole applicare la statistica (anche se la chiama fisica) ai mercati come la si applica alla dinamica dei fluidi (dove il caso è la misura della nostra ignoranza), considera come deterministico qualcosa che probabilmente non lo è per sua stessa natura (visto che potrebbe essere una espansione del nostro livello di comprensione).

Concludo riprendendo il tuo discorso sui gradi di libertà: quand'anche il nostro cervello fosse deterministico, vista la sua enorme complessità (per noi), non credo comunque possibile utilizzare profiquamente "la misura della nostra ignoranza" per prevedere le sue reazioni. Ancor meno in gruppi interdipendenti, se non per situazioni relativamente "semplici" e circoscritte, come il traffico, le elezioni, ecc.
Ed e' giusto, ma non sottovaluterei la capacita di prevedere traffico, elezioni, risultato della pubblicita, etc...
 
Teoricamente il corpo umano possiede dei meccanismi di feedback positivo in grado di amplificare a livello macroscopico fenomeni di tipo quantistico.

Il primo esempio che mi viene in mente sono i tumori.

Nulla vieta che la roba che chiamiamo "mente" abbia meccanismi simili che la portino nel campo del "true random".

Dichiaro pero' anticipatamente che io sono sostenitore dell'incompatibilismo pessimistico, anche se riconosco il fascino della tesi di PGiulia, che ho sostenuto io stesso in passato. :D
 
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...E non potrebbe essere altrimenti, dato che tutto quello che c'e' nella scatola cranica deve seguire le leggi fisiche note...

E perchè mai dovrebbe seguire leggi fisiche note? E se seguisse leggi fisiche ignote?

Pensare di conosce tutto "o quasi" della "fisica" (come della realtà) è un punto di vista comune a tutti i periodi della storia della scienza. Scaturisce da una necessità umana di ottenere risposte anche dove non si è in grado di averne, ovvero è un comune bias comportamentale. Le religioni sono l'apoteosi di questo bias.

Probabilmente le leggi di Maxwell, che tanto ci piacciono, tra qualche millennio saranno considerate come ora noi consideriamo il teorema di pitagora (sono sicura che consideri "fisica" anche quel teorema). E probabilmente verranno trovate altre leggi ben più affascinanti. Ma questo non significa che avremo mai raggiunto "il tutto", "o quasi".

L'unica cosa veramente "casuale" che c'e' e' il principio di indeterminazione. Tuttavia, al livello del numero pensato, il principio non conta.
Il numero e' ciononostante causale visto che non e' possibile prevederlo data la complessita del sistema (ma non quella delle leggi che lo governano!)

Questo è determinismo assoluto, oltre che dogmatismo :)

Una religione "antiquantistica" che non conosco? :D

Fenomeni casuali sono stati ipotizzati e sperimentati addirittura nella cinematica, anche se a livello infinitesimale.

Ma sono affetta da pesanti bias anch'io: tra l'altro non riesco proprio ad accettare di essere fatalista.

Teoricamente il corpo umano possiede dei meccanismi di feedback positivo in grado di amplificare a livello macroscopico fenomeni di tipo quantistico.

Il primo esempio che mi viene in mente sono i tumori.

Nulla vieta che la roba che chiamiamo "mente" abbia meccanismi simili che la portino nel campo del "true random".

Dichiaro pero' anticipatamente che io sono sostenitore dell'incompatibilismo pessimistico, anche se riconosco il fascino della tesi di PGiulia, che ho sostenuto io stesso in passato. :D

Finalmente il birillo che mi stupisce! :)

La mia tesi è l'incompatibilismo (anche se tendo a quello libertario :p), che comprende il tuo incopatibilismo pessimistico. Quindi resti ancora sostenitore della mia tesi :p

Non capisco però perchè tu abbia scelto delle tre possibilità la "pessimistica", ma mi piacerebbe approfondire. Anche perchè ti dovrebbe portare al fatalismo, e quindi all'abbandono totale :D

P.S. Devo ancora risponderti all'arrampicata sul "mindset scientifico" per giustificare il determinismo FrankBiano, ma ho poco tempo e devo dare delle priorità! :D
 
Il problema della Cuasualità è intrinsecamente legato al problema della Mente-Cervello Umano. Cercherò di esporre la mia analisi.

Se un fenomeno che noi riteniamo casuale non ha visto come parte attiva l'interazione umana, allora si, in quel caso e solo in quel caso è possibile dire che "quella" causualità è il frutto di una mancata conoscenza ovvero errore di calcolo.

Diversamente se con fenomeno Casuale ci riferiamo ad una azione tipicamente umana ovvero condotta dall'uomo allora si quella Casualità è tale.

La cosa dirimente, e con questa superiamo pure il discorso di vedere il fenomeno umano come un fenomeno fisico, è il Fatto che il Campo Umano non è Consistente cioè letteralmente che esso entra in Contraddizione.

A differenza della Matematica o della Fisica dove noi possiamo avere Buchi ma mai teorie che sono in contraddizione nello Stesso Insieme di Riferimento perchè Se è Vera Una non Può Essere Vera l'Altra, e quindi tali Materie sono definite Consistenti, ciò non si verifica nell'Insieme di Riferimento Umano.

Il punto Fondamentale di tale Asimmetria che poi è la Forza dell'Uomo sta nelle Possibili Infinite Logiche dell'azione Umana, così capita che un Uomo possa scegliere un auto rossa o nera, decida di puntare su un evento pur avendo l'1% di possibilità di vincita, restituisca del denaro trovato ecc ecc ecc.

E neanche la logica dei Grandi Numeri, quella che sottende alcuni approcci fisici può essere definita Esatta, basti pensare alle conseguenze del fondo LTCM o alla funzione Copula creata per spezzettare i rischi dei mutui Subprime in una infinita successione di strumenti finanziari pensando che la loro suddivisione non originasse un rischio sistemico, oppure ai sondaggi sbagliati sulle elezioni.

E quindi La Logica ovvero la sue Infiite Logiche determinano irrimediabilmente la natura dei fenomeni se cioè essi sono deterministici o meno.

E se non sono deterministici allora possono essere casuali.

Nei sistemi deterministici la Logica è una ed una soltanto, e se la Logica è Una allora la Scelta è Zero.

E quindi tutto il discorso della Casualità, dell'Uomo, del Suo Cervello ecc ecc si risolve nell'Assioma della Scelta.
 
...Se un fenomeno che noi riteniamo casuale non ha visto come parte attiva l'interazione umana, allora si, in quel caso e solo in quel caso è possibile dire che "quella" causualità è il frutto di una mancata conoscenza ovvero errore di calcolo...

Bell'intervento: tu sei incompatibilista libertario :) Non ho capito però cosa risolve l'assioma della scelta :confused:

Questo quotato qui sopra però non è detto sia esatto. Il caso potrebbe essere intrinsecamente presente anche nell'infinitamente piccolo:

...L'unica cosa veramente "casuale" che c'e' e' il principio di indeterminazione. Tuttavia, al livello del numero pensato, il principio non conta.
Il numero e' ciononostante causale visto che non e' possibile prevederlo data la complessita del sistema (ma non quella delle leggi che lo governano!)...

Copio/incollo:

Il principio di indeterminazione viene a volte spiegato, erroneamente, sostenendo che la misura della posizione disturba necessariamente la quantità di moto della particella e lo stesso Werner Heisenberg diede inizialmente questa interpretazione. In realtà il disturbo non gioca nessun ruolo, in quanto il principio è valido anche quando la posizione viene misurata in un sistema e la quantità di moto viene misurata in una copia identica del primo sistema. È più accurato dire che in meccanica quantistica le particelle hanno alcune proprietà tipiche delle onde, non sono quindi oggetti puntiformi, e non possiedono una ben definita coppia posizione e quantità di moto, oppure che l'indeterminazione risiede nella preparazione stessa del sistema.
 
Bell'intervento: tu sei incompatibilista libertario :) Non ho capito però cosa risolve l'assioma della scelta :confused:

Questo quotato qui sopra però non è detto sia esatto. Il caso potrebbe essere intrinsecamente presente anche nell'infinitamente piccolo:



Copio/incollo:

Il principio di indeterminazione viene a volte spiegato, erroneamente, sostenendo che la misura della posizione disturba necessariamente la quantità di moto della particella e lo stesso Werner Heisenberg diede inizialmente questa interpretazione. In realtà il disturbo non gioca nessun ruolo, in quanto il principio è valido anche quando la posizione viene misurata in un sistema e la quantità di moto viene misurata in una copia identica del primo sistema. È più accurato dire che in meccanica quantistica le particelle hanno alcune proprietà tipiche delle onde, non sono quindi oggetti puntiformi, e non possiedono una ben definita coppia posizione e quantità di moto, oppure che l'indeterminazione risiede nella preparazione stessa del sistema.

Ho introdotto la parola Assioma proprio per il suo significato originale cioè un qualcosa che non si può dimostrare. Noi non possiamo dimostrare perchè si Sceglie A piuttosto che B.

E pur tuttavia la citazione non è casuale :D

Infatti già Godel ha dimostrato con il suo teorema di Incompletezza che in un Sistema Formale che sia anche Consistente, non è possibile dimostrare la sua non contradditorietà stando all'interno di quel sistema. Ci vuole Ben Altro.

Con tale risultato fondamentale si pone fine al fatto che anche la Matematica deve piegarsi al fatto di non essere completa e che la sua Consistenza può essere provata solo al di fuori dal linguaggio matematico.

Per quanto mi riguarda, ma questa è una mia riflessione ad alta voce, il problema è nel concetto di Cardinalità contrapposto al concetto di Ordinalità.

Con la Cardinalità diciamo che si origina l'altro concetto quello di Calcolo e da questo poi discende il tutto (Matematica, Fisica ecc ecc)

Una prova di quello che io penso la trovo nel Teorema di Impossibilità di Arrow, per cui partendo da curve di preferenza classificate ordinalmente e non cardinalmente è impossibile giungere ad una Scelta che sia la Migliore.
 
E perchè mai dovrebbe seguire leggi fisiche note? E se seguisse leggi fisiche ignote?
Per ipotizzare leggi ignote devi avere effetti non spiegabili in base a quelle note. Questo in fisica moderna, ovviamente. In religione puoi anche ipotizzare che ci siano 21 grammi di anima nel cervello, che pero non possiamo pesare, ma la scienza moderna non tratta queste cose.

Pensare di conosce tutto "o quasi" della "fisica" (come della realtà) è un punto di vista comune a tutti i periodi della storia della scienza. Scaturisce da una necessità umana di ottenere risposte anche dove non si è in grado di averne, ovvero è un comune bias comportamentale. Le religioni sono l'apoteosi di questo bias.
E' proprio l'opposto della religione. Oggi non spieghiamo tutto, ma quello che non spieghiamo e' confinato a situazione estreme, lontanissime da qualsiasi cosa interessi la nostra vita materialmente.
Sono finiti i tempi in cui bastava tagliare una rana, o giocare con un paio di provette per scoprire qualche cosa. Oggi ci vogliono misure sofisticatissime di cose dell' altro mondo..

Probabilmente le leggi di Maxwell, che tanto ci piacciono, tra qualche millennio saranno considerate come ora noi consideriamo il teorema di pitagora (sono sicura che consideri "fisica" anche quel teorema). E probabilmente verranno trovate altre leggi ben più affascinanti. Ma questo non significa che avremo mai raggiunto "il tutto", "o quasi".
Il teorema di pitagora non e' piu valido ? Quella e' comunque matematica, che poi possiamo scegliere di applicar o no.
Le equazioni di maxwell descrivono le interazioni elettromagnetiche e quelle sono alla base del 99% di cio che vedi intorno a te. L'altro 1% sono interazioni nucleari e forza di gravita. Al di la di questo non c'e' niente che tu possa sperimentare sulla tua pelle.



Questo è determinismo assoluto, oltre che dogmatismo :)

Una religione "antiquantistica" che non conosco? :D

Fenomeni casuali sono stati ipotizzati e sperimentati addirittura nella cinematica, anche se a livello infinitesimale.
?? Le leggi della dinamica sono assolutamente deterministiche. Le uniche leggi che non lo sono sono quelle che si occupano di fenomeni quantistici, ma sarei abbastanza stupido a cercare di usarle per studiare il moto di una palla da biliardo. Invece se prendo 10^23 palle di biliardo e le faccio scontrare fra loro. Anche se tutte le collisioni seguno le equazioni deterministiche del moto, il moto di una singola palla descrive un random walk assolutamente casuale, con tanto di distribuzione gaussiana.
La casualita c'e' anche quando tutti gli effetti sono deterministici. Basta prendere un sistema abbastanza complesso.



I
Il punto Fondamentale di tale Asimmetria che poi è la Forza dell'Uomo sta nelle Possibili Infinite Logiche dell'azione Umana, così capita che un Uomo possa scegliere un auto rossa o nera, decida di puntare su un evento pur avendo l'1% di possibilità di vincita, restituisca del denaro trovato ecc ecc ecc.

E neanche la logica dei Grandi Numeri, quella che sottende alcuni approcci fisici può essere definita Esatta, basti pensare alle conseguenze del fondo LTCM o alla funzione Copula creata per spezzettare i rischi dei mutui Subprime in una infinita successione di strumenti finanziari pensando che la loro suddivisione non originasse un rischio sistemico, oppure ai sondaggi sbagliati sulle elezioni.

E quindi La Logica ovvero la sue Infiite Logiche determinano irrimediabilmente la natura dei fenomeni se cioè essi sono deterministici o meno.

E se non sono deterministici allora possono essere casuali.

Nei sistemi deterministici la Logica è una ed una soltanto, e se la Logica è Una allora la Scelta è Zero.

E quindi tutto il discorso della Casualità, dell'Uomo, del Suo Cervello ecc ecc si risolve nell'Assioma della Scelta.
Questo a me sembra eccessivo uso di maiuscole e Filosofia, ma non Filosofia Naturale ;)
 
Per ipotizzare leggi ignote devi avere effetti non spiegabili in base a quelle note.

Come per esempio la consapevolezza?

E' proprio l'opposto della religione. Oggi non spieghiamo tutto, ma quello che non spieghiamo e' confinato a situazione estreme, lontanissime da qualsiasi cosa interessi la nostra vita materialmente...

Neanche Pitagora si sarebbe mai immaginato cosa fosse l'elettromagnetismo. E quali conseguenze potesse portare.

Sono finiti i tempi in cui bastava tagliare una rana, o giocare con un paio di provette per scoprire qualche cosa. Oggi ci vogliono misure sofisticatissime di cose dell' altro mondo...

Un pò come le misure di oggi appaiono a Pitagora.

...Le equazioni di maxwell descrivono le interazioni elettromagnetiche e quelle sono alla base del 99% di cio che vedi intorno a te. L'altro 1% sono interazioni nucleari e forza di gravita. Al di la di questo non c'e' niente che tu possa sperimentare sulla tua pelle.

Questo lo pensi perchè vivi nell'era dell'elettronica, e vedi campi elettromagnetici ovunque. Ma, ad esempio, la genetica dove la lasci?
Chi ti dice i campi gravitazionali (come anche gli stessi elettromagnetici) non possano riservare altre importanti sorprese? Chi ti dice che non esistano altri "campi", o più in generale "fenomeni", che ancora non conosciamo e che potrebbero soppiantare tutto?

Un piccolo esempio affascinante per farti capire quanto "cio che vedi intorno a te" può cambiare anche con la fisica dei quanti:

Boaz Almog

Da guardare fino alla fine.

Pitagora, come ti ho già detto, le onde elettromagnetiche non sapeva neanche immaginarsele, come neanche gli strumenti per vederle.
Neanche possiamo immaginare quello che verrà trovato in futuro (anche perchè altrimenti l'avremmo già trovato). Ma non per questo possiamo dire che non c'è più niente da trovare, tantomeno di ... "cio che vedi intorno a te".

Sicuramente la nostra "macchina pensante" ha i suoi bei pesanti limiti, ma non per questo possiamo accettare ad ogni nuova scoperta di averli raggiunti.

?? Le leggi della dinamica sono assolutamente deterministiche.

Si, ma è probabile che descrivano con precisione più che acettabile una realtà che invece deterministica non è.

Le uniche leggi che non lo sono sono quelle che si occupano di fenomeni quantistici,...

In realtà non abbiamo ancora nessuna legge in grado di descrivere il non determinismo (e non è detto che esista, oppure che potremmo mai averla).

...ma sarei abbastanza stupido a cercare di usarle per studiare il moto di una palla da biliardo.

Assolutamente. Ma saresti altrettanto stupido se usassi le leggi della dinamica per prevedere i mercati finanziari.

...Invece se prendo 10^23 palle di biliardo e le faccio scontrare fra loro. Anche se tutte le collisioni seguno le equazioni deterministiche del moto, il moto di una singola palla descrive un random walk assolutamente casuale, con tanto di distribuzione gaussiana...

Ecco, ad esempio non sappiamo neanche che distribuzione hanno, i mercati. E' anche quella casuale! :D

La casualita c'e' anche quando tutti gli effetti sono deterministici. Basta prendere un sistema abbastanza complesso.

Quella non è casualità: è "la misura della nostra ignoranza"

Questo a me sembra eccessivo uso di maiuscole e Filosofia, ma non Filosofia Naturale ;)

Secondo me scriveva col cellulare settato male :D
 
Questo non è un forum di filosofia della scienza!
 
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