Anche I Traders Fanno Bilanci Taroccati?

  • Ecco la 56° Edizione del settimanale "Le opportunità di Borsa" dedicato ai consulenti finanziari ed esperti di borsa.

    Settimana da incorniciare per i principali indici internazionali grazie alla trimestrale più attesa dell’anno che non ha deluso le aspettative. Nvidia negli ultimi tre mesi del 2023 ha generato ricavi superiori all’intero 2021, confermando la crescita da record della società grazie agli investimenti globali nell’intelligenza artificiale. I mercati azionari hanno festeggiato aggiornando i record assoluti a Wall Street e in Europa, mentre il Nikkei giapponese raggiunge un nuovo massimo storico dopo 34 anni. Le prossime mosse delle banche centrali rimangono sempre al centro dell’attenzione. Per continuare a leggere visita il link

rob54

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-Leggendo tutte le trimestrali e i bilanci delle varie aziende quotate....TUTTE VANNO BENE...A GONFIE VELE...con ottime prospettive e con recensioni favorevoli da parte di Istituzioni intrallazzate.
-Leggendo i vari threads tutti i TRADERS VANNO BENE,.....A GONFIE VELE...CON GUADAGNI OTTIMI....e prospettive sempre piu' entusiasmanti riducendo i rischi al minimo;

EPPURE...nonostante cio'...da piu' parti l'economia italiana sembra prossima al collasso e come da recenti articoli addirittura con molte analogie a quella disastrata che colpi' l'Argentina.
A questo punto...se è vero che la Borsa riflette in buona parte il reale andamento dell'economia di un paese....risulta chiaro che tutte le voci di chimere che annunciano tempi grami e bui sono bufale oppure le varie Societa' di Borsa ancora una volta hanno imparato a fare Bilanci taroccati sulla scia dell'esempio di Parmalat..Cirio....ecc.ecc.ecc. e i segugi che le seguono hanno da loro imparato ad utilizzare il linguaggio piu' adatto.
-
 
rob54...se è vero che la Borsa riflette in buona parte il reale andamento dell'economia di un paese[/QUOTE ha scritto:
E' questa l'ipotesi errata.
:)
 
ipotesi forse errata........ ma in una economia sana lo sarebbe.
 
ricpast ha scritto:
E' questa l'ipotesi errata.
:)
Stavo per postare la stessa cosa ... se la borsa è fatta al 70% da ENI + BANCHE che cavolo vuoi che rifletta l'economia reale ...
 
atramo ha scritto:
Stavo per postare la stessa cosa ... se la borsa è fatta al 70% da ENI + BANCHE che cavolo vuoi che rifletta l'economia reale ...


Ma io parlavo dei mercati finanziari in generale.
:)

E non certo perchè ritengo che essi siano: perennemente e costantemente manovrati da mani forti oppure dominati dalle forze cattive della speculazione...

Credo invece che semplicemente i mercati finanziari non sono MAI per definizione la fotografia di un determinato momento dell'economia.

Credo che le tempistiche e la variabili che agiscono e determinano gli andamenti delle 2 realtà (economia reale e mercati finanziari) siano semplicemente diverse.

Tutto qui.

In ogni caso, e ancora una volta esprimo la mia idea, non sono talmente pazzo da affermare che le 2 realtà non abbiano alcuna interconessione fra loro.

Forse siamo solo in un periodo in cui è generalizzata la percezione dell'esistenza di una forte divergenza negli andamenti delle 2.
Percezione che probabilmente è vera.
Ma anche in questo caso, se guardiamo il passato di entrambe, la cosa non è nuova nè tantomeno dovrebbe scandalizzarci.

:)
 
atramo ha scritto:
Stavo per postare la stessa cosa ... se la borsa è fatta al 70% da ENI + BANCHE che cavolo vuoi che rifletta l'economia reale ...

Sul Spmib bancari assicurativi e enrgetici fanno il 77% circa della capitalizzazione che salgono all'88% con altri monopoli (autostrade, autogrill, mediaset e telecom). Le uniche sottoposte al "mercato" sono Bulgari, Fiat, Luxottica, Italcementi, Finmeccanica e Stm. Gli industriali fanno appena l'8%. Esiste un altro listino mondiale cosi sbilanciato ? :rolleyes:
 
robycon ha scritto:
Sul Spmib bancari assicurativi e enrgetici fanno il 77% circa della capitalizzazione che salgono all'88% con altri monopoli (autostrade, autogrill, mediaset e telecom). Le uniche sottoposte al "mercato" sono Bulgari, Fiat, Luxottica, Italcementi, Finmeccanica e Stm. Gli industriali fanno appena l'8%. Esiste un altro listino mondiale cosi sbilanciato ? :rolleyes:

Concordo sul fatto che sul ns listino pesano molto poche società e quindi pochi settori.

Però nel dibattito bisognerebbe considerare anche il fatto che il tessuto della ns economia è fatto (per oltre il 90%) da aziende di dimensioni non piccole....ma addirittura microscopiche (1-5 dipendenti).

Ovviamente tutte queste realtà produttive non possono avere spazio (per ovvie ragioni dimensionali) in qualsiasi mercato finanziario: anche di quello dei paesi + evoluti a livello capitalistico.

Il risultato è sotto i ns occhi e lo avete ricordato: ENI e le banche pesano in modo decisivo.

Ma i mercati finanziari (ieri e oggi....del doman non v'è certezza!!!;) ) sono fatti così: le realtà piccole o microscopiche non hanno visibilità alcuna.
E di questo dobbiamo prenderne atto.
Non si tratta di un "problema italiano": in tutte le borse varrebbe questo assunto.

Certo allora si potrebbe dire che il "problema italiano" risiede proprio nella fittezza e piccolezza dei fili che compongono il suo tessuto.
E questo rappresenta sicuramente un limite in uno scenario che vede l'intero pianeta come campo di gioco e proprio i mercati finanziari come leva da sfruttare per lo sviluppo e il successo delle realtà aziendali e produttive.

Ma qui il discorso inizia ad avere contorni molto ampi: sociali e politici.
Ognuno qui ha la sua posizione in merito.....



Tornando al discorso dei pesi all'interno del ns listino possiamo notare che pesano molto i settori che meno sono influenzati dal ciclo economico.
In quest'ottica si potrebbe allora avere una buona argomentazione per spiegare il perchè la borsa sia andata bene nonostante l'economia reale sia andata male.

Direte voi: si, ma anche i tedeschi hanno la borsa che è cresciuta moltissimo in qs anni nonostante in quel listino pesino moltissimo gli industriali e quindi i settori più soggetti al ciclo economico.
Qui spesso viene richiamato il discorso dei tassi bassi europei che hanno agito da volàno ai corsi azionari....

:)
 
ricpast ha scritto:
Ma io parlavo dei mercati finanziari in generale.
:)

E non certo perchè ritengo che essi siano: perennemente e costantemente manovrati da mani forti oppure dominati dalle forze cattive della speculazione...

Credo invece che semplicemente i mercati finanziari non sono MAI per definizione la fotografia di un determinato momento dell'economia.

Credo che le tempistiche e la variabili che agiscono e determinano gli andamenti delle 2 realtà (economia reale e mercati finanziari) siano semplicemente diverse.

Tutto qui.

In ogni caso, e ancora una volta esprimo la mia idea, non sono talmente pazzo da affermare che le 2 realtà non abbiano alcuna interconessione fra loro.

Forse siamo solo in un periodo in cui è generalizzata la percezione dell'esistenza di una forte divergenza negli andamenti delle 2.
Percezione che probabilmente è vera.
Ma anche in questo caso, se guardiamo il passato di entrambe, la cosa non è nuova nè tantomeno dovrebbe scandalizzarci.

:)

Sì, nulla da eccepire, il tuo ragionamento è giusto in generale, su tutti i mercati... volevo solo dire che in una realtà come quella italiana lo è ancor di più, per via dei numeri che citavo!!
Giustamente poi in un tuo post metti in risalto il fatto che la nostra realtà industriale è costituita da microimpresa... a questo aggiungi il fatto che anche realtà industriali più grosse e interessanti non sono quotate in borsa (mi vengono in mente Ferrero e Barilla)...
 
ricpast ha scritto:
Concordo sul fatto che sul ns listino pesano molto poche società e quindi pochi settori.

Però nel dibattito bisognerebbe considerare anche il fatto che il tessuto della ns economia è fatto (per oltre il 90%) da aziende di dimensioni non piccole....ma addirittura microscopiche (1-5 dipendenti).

Ovviamente tutte queste realtà produttive non possono avere spazio (per ovvie ragioni dimensionali) in qualsiasi mercato finanziario: anche di quello dei paesi + evoluti a livello capitalistico.

Il risultato è sotto i ns occhi e lo avete ricordato: ENI e le banche pesano in modo decisivo.

Ma i mercati finanziari (ieri e oggi....del doman non v'è certezza!!!;) ) sono fatti così: le realtà piccole o microscopiche non hanno visibilità alcuna.
E di questo dobbiamo prenderne atto.
Non si tratta di un "problema italiano": in tutte le borse varrebbe questo assunto.

Certo allora si potrebbe dire che il "problema italiano" risiede proprio nella fittezza e piccolezza dei fili che compongono il suo tessuto.
E questo rappresenta sicuramente un limite in uno scenario che vede l'intero pianeta come campo di gioco e proprio i mercati finanziari come leva da sfruttare per lo sviluppo e il successo delle realtà aziendali e produttive.

Ma qui il discorso inizia ad avere contorni molto ampi: sociali e politici.
Ognuno qui ha la sua posizione in merito.....



Tornando al discorso dei pesi all'interno del ns listino possiamo notare che pesano molto i settori che meno sono influenzati dal ciclo economico.
In quest'ottica si potrebbe allora avere una buona argomentazione per spiegare il perchè la borsa sia andata bene nonostante l'economia reale sia andata male.

Direte voi: si, ma anche i tedeschi hanno la borsa che è cresciuta moltissimo in qs anni nonostante in quel listino pesino moltissimo gli industriali e quindi i settori più soggetti al ciclo economico.
Qui spesso viene richiamato il discorso dei tassi bassi europei che hanno agito da volàno ai corsi azionari....

:)


Dimenticate che negli ultimi anni è andato altrettanto bene il mibtel, ove sono presenti tutte le aziende quotate . Pertanto i parametri per spiegare l'eventuale andamento negativo della ns. economia dovrebbero necessariamente essere diversi, perchè la borsa dimostrerebbe il contrario.
 
Princi5 ha scritto:
Dimenticate che negli ultimi anni è andato altrettanto bene il mibtel, ove sono presenti tutte le aziende quotate . Pertanto i parametri per spiegare l'eventuale andamento negativo della ns. economia dovrebbero necessariamente essere diversi, perchè la borsa dimostrerebbe il contrario.


:confused: :confused: :confused:
Sarebbe sciocco se volessimo spiegare l'andamento dell'economia reale gurdando la borsa....non avrebbe senso.....

Il discorso era un altro.
 
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