antitrust contro agenzie immobiliari

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SOTTO TIRO LE TRE MAGGIORI ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA. SI SAREBBERO ACCORDATE PER IMPORRE TARIFFE MINIME E SPARTIRSI IL MERCATO
L’Antitrust accusa le agenzie immobiliari
Il garante: intese restrittive sulle provvigioni per vendere le case

27/5/2003



Gli agenti immobiliari e la compravendita di case sono finiti nel mirino del Garante per la concorrenza. Ieri l’Antitrust ha annunciato di aver aperto un’istruttoria nei confronti di tre delle maggior associazioni di categoria del settore che raggruppano la maggior parte delle agenzie italiane. L’accusa è di aver violato le regole del mercato attraverso un tariffario minimo nelle commissioni per le transazioni e la spartizione del mercato grazie al cosiddetto contratto di esclusiva. «Le restrizioni - scrive l’autorità presieduta da Giuseppe Tesauro - appaiono consistenti e molto diffuse». L’inchiesta è partita da due segnalazioni fatte dalla Guardia di Finanza e dall’Assorisparmiatori. Sotto la lente del Garante sono la Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali (Fiaip, 16 mila iscritti, di cui 6 mila titolari di agenzie, sparsi in 18 regioni e in 92 province) e la Federazione Italiana Mediatori Agenti d'Affari (Fimaa associata alla Confcommercio) e l'Associazione Nazionale Agenti e Mediatori d'Affari (Anama) che conta 6.500 operatori. L’indagine riguarda dunque l’intero settore se si tiene conto che in totale gli agenti immobiliari italiani sono circa 24 mila. Al centro dell’indagine ci sono regolamenti e codici deontologici delle tre associazioni di categoria che nei loro statuti prevedono alla voce «provvigioni di compravendita degli immobili» tariffe minime sotto le quali le agenzie non possono andare. La soglia individuata, anche se il quantum non è importante ai fini dell’indagine, è del 4% sul valore della casa. Per l’Antitrust si tratta di «un'intesa idonea a restringere le regole della formazione dei prezzi». Si legge nel regolamento della Fiaip all’articolo 23: «Nello stabilire l'ammontare del proprio compenso l'agente immobiliare non dovrà scendere al di sotto di quanto stabilito dagli Usi e Consuetudini raccolti dalla Camera di Commercio di appartenenza». La conseguenza per i consumatori è «la soppressione della possibilità di prendere decisioni autonome» e l’innalzamento artificioso dei prezzi. In altri casi (Fimaa) la libera contrattazione trova un ostacolo nella fissazione di tariffe massime. A sostegno della tesi di accordi restrittivi della concorrenza il Garante ha rilevato che le disposizioni di statuti e codici deontologici sono dei veri e propri obblighi per gli associati. Ancora il codice deotologico del Fiaip parla chiaro: «Gli associati sono obbligati ad uniformarsi alle delibere assunte dagli organi della Federazione e a rispettare le norme statutarie e sono obbligati, altresì, ad osservare il Codice Deontologico Professionale, al quale deve essere uniformata l'attività di ogni iscritto
.... Gli associati rispondono in via oggettiva nei confronti della Federazione del comportamento antideontologico anche di agenti immobiliari e di mandatari a titolo oneroso alla stessa non iscritti, che siano loro soci, collaboratori o dipendenti». Inoltre, l'articolo 5 dello statuto dispone addirittura «l'espulsione in caso di violazione». Sulla stessa linea le indicazioni delle altre associazioni. Un’altra distorsione del mercato è, secondo quanto scrive il Garante nell’apertura dell’istruttoria, è rappresentata dai contratti di esclusiva che non consentono ai clienti di affidare un mandato di vendita o di acquisto a più di un operatore. I regolamenti (articolo 18 del Fiaip e articolo sette dell’Anama) obbligano gli agenti a rifiutare l’incarico qualora vengano al corrente che l’operazione sia già stata affidata ad un collega di un’altra impresa. Insomma ci sarebbe un accordo tacito, agli occhi del cliente, ma scritto nelle regiole interne per spartirsi il mercato costringendo il pubblico ad affidarsi al contratto in esclusiva. E, come si sa, l’esclusiva si paga.

Federico Monga
La stampa
 
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