Appartamento uso ufficio

dodoale

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Cosa rischio se affitto un appartamento accatastato come uso ufficio a una famiglia senza fare il cambio di destinazione? Grazie.
 
in che regione è l'immobile?
 
non ho tempo di vedere qualcosa di specifico anche perchè è una delle regioni assai carenti a livello di contenuti legislativi su internet.

Detto ciò, normalmente si applica sanzione di 516 euro minimo ai sensi dell'art 37 del Dpr 380/2001
 
grazie fabio, gentilissimo. :)
 
comunque si resta a livello di sanzioni amministrative
 
Oltre all'aspetto fiscale, of course
 
Possono esserci soprattutto problemi fiscali, dato che il contratto deve riportare obbligatoriamente la categoria catastale e deve essere registrato....
 
cleopatra758 ha scritto:
Possono esserci soprattutto problemi fiscali, dato che il contratto deve riportare obbligatoriamente la categoria catastale e deve essere registrato....

Il contratto è gia attivo da 7 anni l'ho ereditato, è di tipo transitorio rinnovabile annualmente e solo adesso quasi per caso mi sono accorto che l'appartamento è accatastato A/10 quindi uso ufficio invece ci sta una famiglia che lo usa come abitazione?
Non so che fare, mi metto in regola o vado avanti così?
 
A parte il fatto che un contratto transitorio non dovrebbe essere rinnovabile....altrimenti, che transitorietà è? Le regole sono cambiate....In caso di contestazioni, un magistrato potrebbe ricondurre tutto ad un contratto a canone libero, con durata minima di 3+2....
Ma bando alle ciance. Se il contratto è vecchio, conviene andare avanti così e non smuovere le acque, probabilmente. Il rinnovo implica solo il pagamento annuo dell'imposta all'Ufficio del Registro, non la registrazione di un nuovo contratto.
Ovviamente, non dò consigli o suggerimenti su questioni così delicate, però io, al tuo posto, lascerei tutto così.
 
cleopatra758 ha scritto:
A parte il fatto che un contratto transitorio non dovrebbe essere rinnovabile....altrimenti, che transitorietà è? Le regole sono cambiate....In caso di contestazioni, un magistrato potrebbe ricondurre tutto ad un contratto a canone libero, con durata minima di 3+2....
Ma bando alle ciance. Se il contratto è vecchio, conviene andare avanti così e non smuovere le acque, probabilmente. Il rinnovo implica solo il pagamento annuo dell'imposta all'Ufficio del Registro, non la registrazione di un nuovo contratto.
Ovviamente, non dò consigli o suggerimenti su questioni così delicate, però io, al tuo posto, lascerei tutto così.

Il contratto è infatti molto strano ma ripeto non l'ho fatto io, c'è scritto che dura un 1 anno ed è rinnovabile di anno in anno senza una scadenza prefissata a meno che il proprietario non invii disdetta almeno 1 anno prima e l'inquilino almeno 1 mese prima della scadenza annuale.
Il tutto è giustificato dal fatto che l'inquilino fa un lavoro particolare e soggetto ai trasferimenti immediati però sono già 7 anni che si tira avanti così...
Per il resto sono brava gente e pagano sempre con puntualità, seguirò il tuo consiglio è lascio le cose come stanno....grazie. :)
 
I contratti di natura transitoria possono essere rinnovati se la natura di transitorietà continua ad esistere.

Per transitorietà si intende rispetto alla natura di esigenza abitativa dell'inquilino.

Ad esempio un contratto di villeggiatura per 1 mese all'anno che ogni anno si riconferma.

Si può rinnovare perchè al termine del contratto ed alla successiva stipulazione del rinnovo la natura transitoria sussiste nuovamente.

Solitamente per stabilire la transitorietà l'inquilino ha la residenza in altro Comune rispetto a quello in cui affitta l'immobile.
Ci sono comunque accordi territoriali che stabiliscono le "giustificazioni" per i contratti di locazione di natura transitoria.
 
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