Appunti di Analisi Tecnica - 2 - I supporti e le resistenze.

Larry

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Volevo riprendere ‘brevemente’ il concetto di trendline, e soprattutto quello di supporto e di resistenza, come livelli orizzontali significativi dei prezzi, per discutere anche della validità generale degli altri indicatori utilizzati nella pratica del trading.

Nell’analisi del book telematico di negoziazione i prezzi verso l’alto crescenti (bid) – decrescenti (ask) sono ugualmente disposti secondo livelli orizzontali. Questo mi fa pensare al fatto che, se ciò fosse possibile, si potrebbe utilmente inserire a lato del grafico del prezzo dell’eseguito (trade) proprio il book telematico, sotto forma di indice grafico rappresentato ad es. da barre colorate di diversa lunghezza, in corrispondenza dei livelli di prezzo, secondo i volumi delle pdn.

In verità, chi ha seguito le vicende dell’abortito ‘Progetto Ulisse’ su queste pagine avrà ben chiaro che i 5 livelli del book di cui disponiamo sono ben poca cosa rispetto al più ricco book a 15 livelli, o anche completo, disponibile ai privati investitori sul Nasdaq (il Nyse, com’è noto, ha solo il livello I, cioè il negoziato).

In effetti il book completo presenta dei problemi oggettivi di ricezione; due o più book completi rischiano di bloccare insieme il sistema di feed e quello di accesso agli ordini. Ma ciò non è sempre vero. Il book ‘leggero’ e incompleto a 15 livelli di Island ci permette di vederne sul video finchè questo è totalmente stipato (20-30 book).

Il book di negoziazione ci offre l’immagine di livelli dinamici di supporto/resistenza. Dinamici nel senso più vero del termine, perché aggiornati in tempo reale.

Al contrario, i livelli di supporto/resistenza presenti sul grafico del titolo osservato sono, oltrechè storici, del tutto statici, e quindi non più attuali nel mostrare le aspettative e le disponibilità all’acquisto o alla vendita degli investitori.

Ciò non toglie che se una determinata quota di investitori ha manifestato un comportamento di acquisto/vendita nel recente passato, ciò non abbia un significato valido ancora oggi, anche se i venditori di ieri non saranno più i venditori di oggi, e forse neppure i compratori.
Tanto più recenti sono i dati, tanto maggiore sarà la loro influenza sul momento presente. In ordine di importanza, avremo i dati della seduta corrente, della seduta di ieri, delle sedute dell’ultima settimana, di quella precedente, dell’ultimo mese, delle 52 settimane.

Purtroppo i valori del book si rinnovano ad ogni istante, il che vuol dire che scompaiono ad ogni istante; in questo modo perdiamo una inestimabile quanto voluminosa mole di dati, che invece
potrebbero essere ritenuti sotto forma cumulativa, esattamente come accade per i livelli di volume.

I dati dei singoli trade vengono di fatto cancellati dopo due giorni dagli archivi on line degli info-provider, ma restano come visione d’insieme sotto forma di grafici di prezzo e volume.

Tuttavia, nel mentre si formano i prezzi, anche le pdn presenti sul book, invisibili sul grafico, sono elementi importanti per valutare il sentiment del mercato corrispondente ad ogni livello di prezzo.
Dati preziosi che ci permetterebbero (specie con un book completo o esteso) di compilare un grafico quanto mai esatto della ‘sensibilità’ relativa del mercato ai vari livelli di prezzo.

Francamente non mi riesce di capire come mai, visto che da molti anni queste informazioni sono disponibili, non esista sul mercato un ‘elaboratore di book telematico’ che consenta di tracciare un grafico a bande colorate con i livelli del book di negoziazione. Specie per il fatto che la provenienza dei principali programmi di lettura dei dati è l’America, che da tempo dispone del book telematico completo sul Nasdaq.

Dovendo rinunciare a questo importante strumento, ci accontentiamo nella nostra operatività dei livelli di supporto e resistenza più significativi tracciati su un normale grafico a barre o a candlestick (grafico dei prezzi).
Non solo. Possiamo usare il book telematico come ausilio per determinare on-line, ulteriori livelli di supporto e resistenza ‘reali’, che possono esserci utili, ad esempio, per determinare un livello di stop-loss più preciso, in base alle quantità reali di liquidità presenti sul lato denaro, che possano assorbire la nostra futura proposta di vendita ad uno specifico prezzo limitato.

Poiché, come dicevo, l’impatto che i prezzi recenti hanno sull’andamento attuale è proporzionalmente maggiore, siamo soliti tenere conto dei dati di oggi e dell’ultima seduta per stabilire i livelli di prezzo più importanti, e controlliamo se questi livelli si situino in prossimità di livelli importanti dell’ultima settimana, dell’ultimo mese, dell’ultimo anno, per sottolineare livelli importanti di supporto (perché possano agire come base per un rimbalzo) o di resistenza (per essere pronti ad uscire da una posizione long), confermando i livelli attuali con quelli, consolidati, del passato.

Vorrei porre l’attenzione sui livelli dei prezzi battuti e sui motivi per i quali essi determinano la direzione del mercato. I minimi storici ottenuti in un arco temporale sufficientemente lungo definiscono supporti primari, i minimi posti a livelli superiori di prezzo supporti secondari. Il contrario per i livelli di resistenza primari e secondari identificati dai massimi storici.

I livelli di supporto rappresentano un range di prezzo in corrispondenza del quale il trend in corso, se impostato al ribasso, rallenta la sua discesa o inverte la sua direzione trasformandosi in un uptrend, o aumenta la sua velocità (la resistenza diviene supporto), attraversandolo, se impostato al rialzo. Analogamente, in senso inverso, per la resistenza.

La validità di un qualunque strumento di analisi grafica dipende molto dalla sua plausibilità interna, dalle ragioni che lo rendono comprensibile, logicamente coerente, e perciò affidabile.
In effetti le ragioni per le quali la dinamica dei prezzi ci appare quale è sono facilmente comprensibili.

L’ipotesi di lavoro sulla quale mi sono sempre basato, e mi situo un po’ fuori dagli schemi teorici abituali, è piuttosto asettica, nel senso che per me i prezzi sono dati, al tempo stesso, dal dialogo fra i due lati del mercato, cioè dal rapporto fra domanda e offerta che definisce le tendenze, cioè gli andamenti temporanei dei livelli dei prezzi battuti (e ovviamente, dalla psicologia del comportamento degli investitori che ne è alla base), e da una certa quota di casualità.

L’ottimo recente testo di Renato Di Lorenzo ‘Come guadagnare in borsa con Internet: le tecniche specifiche del trading veloce’ riporta con forza alla nostra attenzione il concetto di casualità con delle osservazioni molto acute. Anzitutto, e ciò ci tranquillizza, attraverso le sue routine di calcolo statistico, elaborando i dati di mercato su un periodo temporale sufficientemente lungo, fa verificare al computer l’ipotesi che ‘nel grafico del prezzo esistano dei trend’! Noi sappiamo che esistono dei trend, ascendenti, e discendenti. Tuttavia l’analisi fatta non sarebbe stata del tutto inutile e scontata per un osservatore che cercasse d’essere obiettivo. Anche perché dalle routine di simulazione, con le quali Di Lorenzo, ottimo docente universitario, genera su Excel grafici automatici di prezzi, con l’unica condizione che le variazioni di prezzo non debbano eccedere la percentuale del 10% in più o in meno, sono state stampate perfette figure di ‘testa e spalla’, ‘doppio minimo, o massimo’, ‘broadening top’, eccetera, assolutamente indistinguibili dai tracciati reali.

L’unico limite metodologico all’esperimento di Di Lorenzo è proprio questo. L’aver accettato quote di movimenti liberi sino al 10%. Come dovrebbe chiamarsi, se non trend a breve, o brevissimo termine, una variazione del 3, del 5 o del 10%? Se avesse accettato, come gli avrebbe consentito invece la teoria delle probabilità ben applicata, un massimo spostamento unidirezionale di un tick, ovvero di due tick (con probabilità dimezzata), di quattro tick (con probalità ridotta ad un quarto), e così via, avrebbe ottenuto una linea quasi piatta e senza senso, con movimenti significativi che si sarebbero evidenziati solo grazie all’aiuto di una lente di ingrandimento.

L’esperimento di Di Lorenzo ci fa capire, nonostante questo ‘errore’ di range che ci torna utile, che nella attività di trading a breve e brevissimo termine, il trader deve affrontare, oltre ai movimenti speculativi piccoli e grandi, alla velocità degli altri trader, alle anomalie dei mercati illiquidi, anche le turbolenze continue provocate da spostamenti casuali, forse in continuo aumento, dovuti all’intervento di sempre nuove categorie di investitori piccoli, medi, grandi. Il grafico ne è colpito un po’ come una gocciolina in sospensione in un mezzo fluido, che urta con altre cellule invisibili, nei moti browniani. E’ parte del rischio con il quale dobbiamo fare i conti quotidianamente. Non tutti i movimenti, quindi, hanno un senso.
Ma, grazie al cielo, questi moti casuali sono solo una quota, forse non molto grande, del totale.

Debbo dire che quei grafici fanno comunque una certa impressione. Perché questa divagazione su Di Lorenzo? Nel contesto del nostro discorso, cioè il tentativo di rinvenire le ragioni che sono alla base dei vari modelli di analisi tecnica, ne ricordo, per un riesame critico, alcuni fra i più importanti: i Pivot Point, le tecniche di ‘conteggio’ delle barre quali l’1-2-3 High e Low ed il Ross Hook, gli angoli di Gann, i ritracciamenti di Fibonacci, le onde di Elliot.

Tutti questi ultimi, assieme all’analisi dei supporti e delle resistenze citato all’inizio, sono modelli finalizzati all’individuazione del momento temporale più opportuno per l’accesso al mercato. Modelli che sono destinati ad essere divisi in due famiglie distinte, per la diversa interpretazione del fenomeno dei prezzi e per la gestione delle ‘posizioni speculative’ (vedi il testo di Franco Poggi, citato recentemente).

Il primo gruppo, costituito dall’analisi grafica dei livelli di supporto e resistenza, dalle tecniche di ‘conteggio’ della barre, dai Pivot Point, sono una famiglia. Gann, Elliott, Fibonacci, una seconda famiglia.

La prima famiglia comprende strumenti che analizzano un passato recente attraverso dati oggettivi di prezzo basati su una logica ‘empirica’. I livelli di supporto e resistenza sono livelli ai quali alcuni investitori hanno fatto sapere che intendevano comperare o vendere. I Pivot Point sono tratti, con elaborazioni piuttosto semplici, da quegli stessi livelli di prezzo.
Più complesso il discorso della tecnica dell’1-2-3 High and Low, con la variante del Ross Hook, che si basa su una delle regole fondamentali della dinamica e della grafica dei prezzi, che afferma che, in ogni caso di uptrend, si realizza un ritracciamento prima della sua prosecuzione.

La seconda famiglia comprende modelli descrittivi precostituiti, ovvero afferma che l’andamento di ogni curva di prezzi segua un modello predefinito, al quale dovrà uniformarsi.

Prima di affrontare in modo critico la seconda famiglia di strumenti, torno ancora ai livelli di supporto per inserire un mio particolare modo di individuarli, che si aggiunge, ovviamente, a quelli tradizionali. Non sono riuscito a trovare in alcuno dei numerosi testi che compongono la mia piccola libreria dedicata all’argomento, riferimenti ad un fenomeno che mi pare di avere individuato, in modo decisamente non rigoroso dal punto di vista teorico, ma pragmatico e perciò, forse, ugualmente corretto.

Fra i livelli di supporto ‘psicologici’ a mio parere vanno senz’altro collocati tutti i livelli di prezzo individuati da numeri interi, e in modo particolare quelli che possono rivestire una importanza ‘simbolica’ maggiore, ovvero le decine, e le ulteriori suddivisioni a metà (10, 20, 30, 40, 50….100 e 15, 25, 35, 45…. 105, e così via).
Mi rendo conto che la mia teoria possa apparire banale, specie se portata alla vostra attenzione accanto a critiche più o meno velate a sistemi di alta tradizione, ad insegnamenti ‘accademici’ (vedi le università tematiche, come quella di Gann). Eppure, la motivazione che è alla base del mio ragionamento è piuttosto semplice.

Molti investitori, e una parte discreta di coloro che si rivolgono a un ufficio di banca per le proprie scelte, individuano livelli di prezzo spesso grossolani ed imprecisi. Partecipano alla dinamica del mercato con vistosi errori di scelta dei tempi, se paragonati alla tempestività degli speculatori e dei trader.

Esiste una quota di investitori per i quali un determinato titolo diventa ‘interessante’ per l’acquisto solo sopra una soglia definita di prezzo. E si può esser certi che, salvo il caso di un investitore esperto, o di un consiglio a lui rivolto, non si tratti di un prezzo a più decimali, ma intero. ‘Compera sopra 50 euro’; ‘Aspetta che arrivi a 48 e poi acquista’; ‘Il titolo dovrebbe arrivare sino a 45 euro’. E così via. Non credo si tratti di una visione irrealistica.

Come è noto, è una quota degli investitori e non la totalità degli investitori che determina i livelli di prezzo che ne delimitano l’andamento erratico. E’ dunque sufficiente che quota 45, 46, 47, 48, 49 e ancor più 50 siano percepiti da molti come livelli ‘significativi’ di prezzo per trasformarli in supporti e resistenze.

Ovviamente, il livello viene sempre ‘sfiorato’ per lo ‘slippage’ del caso. L’intenzione di vendere o comperare a 50 euro viene realizzata poco sopra o sotto questo livello.

Torno alla seconda famiglia di strumenti di analisi. Di norma la verifica della fondatezza di una teoria appartenente alle ‘scuole’ fondamentali di analisi tecnica viene effettuata dal singolo investitore apprendendo prima la tecnica e verificandola poi sui grafici storici e infine su quelli ‘in real time’.
Gli obiettivi di prezzo individuati dalle misure di Gann e Fibonacci avrebbero invece, come presupposto ‘psicologico’ un ‘ideale di equilibrio’ sulla spinta di una inconscia e generalizzata aspettativa generata dalla massa degli investitori, che porterebbe alla fine alla valorizzazione di frazioni importanti degli angoli e dei valori (argomenti rinvenuti a più riprese in testi americani).

Identificati il Top ed il Bottom Pivot, le Gann Lines si ottengono frazionando il Price Space in otto parti uguali, individuando sette rette ideali parallele all’asse delle ascisse. E’ importante che siano otto le parti, dunque un numero pari multiplo di 2.
Mi astengo naturalmente dall’esaminare tutta la teoria di Gann (angoli, retracements).

Fibonacci, dal suo canto, era un matematico pisano nato intorno al 1170, le cui sequenze numeriche, passate alla storia come ‘relazioni auree’, hanno stimolato gli studi grafici di una serie di analisti, fra cui lo stesso Gann, ed Elliott.
La serie di Fibonacci, utile ad esempio per individuare percentuali fisse di ritracciamento a partire sempre da un massimo e minimo importanti, è costituita da una sequenza di numeri ciascuno dei quali, tranne i primi due, è pari alla somma dei due precedenti, cioè:

1,1,2,3,5,8,13,21,34,55,89,144,233, ecc.

Esistono varie relazioni matematiche curiose fra ogni numero ed il precedente o il seguente.

Secondo Gann, le percentuali effettivamente rilevanti, a seguito di una inversione di tendenza, o in una correzione di prezzi sono il retracement pari al 37,5%, al 50% e al 62,5%.
Nei retracement di Fibonacci le rette ideali più importanti sono situate fra i Pivot Point sui livelli del 23,6%, del 38,2%, del 50% e del 61,8%.

Dalla semplice osservazione delle ‘misure’ accademiche prescelte come fondamentali, emerge in fatto che, con alcune leggere correzioni, esse si avvicinino a percentuali, per così dire, particolarmente importanti dell’unità dell’intervallo fatta 100, e cioè il 50%, in modo particolare, ma anche il 40% (vedi il 37,5% di Gann ed un 38,2% di Fibonacci) ed il 60% (vedi il 62,5% di Gann ed il 61,8% di Fibonacci).

In effetti le altre linee, sembrano meno pregnanti all’analisi grafica.

Vorrei introdurre, oltre ad una critica che riguarda i fondamenti teorici delle stesse riflessioni che sono all’origine di alcune delle scuole odierne, anche una ipotesi alternativa che suonerebbe eresia, lo premetto, a chiunque si sia formato in maniera esclusiva sulle teorie di Gann, Fibonacci, Elliott.

Il mio riferimento alla predilezione dei prezzi interi, per unità o per decine, delle linee di supporto e resistenza significative, che ho tratto unicamente, come ho detto, dalla plausibilità delle riflessioni che ho ricordato e da semplici e sistematiche osservazioni e conferme del tutto empiriche, è importante in quanto da solo è sufficiente a giustificare almeno la sussistenza della significatività delle percentuali di correzione principali.

E’ evidente che, se sono significativi i due Pivot posti a 40 ed a 20 euro, sarà significativo il livello dei prezzi intero 30, 25 (che corrisponde in questo caso alle percentuali del 62,5%=25 o 61,8%=24,72 prossimo a 25), 15 (che corrisponde al 37,5%=15 o al 38,2% di Fibonacci = 15,28).

Anche se scegliamo valori più credibili, quali 10 e 8, otteniamo valori simili, ma gli esempi sono innumerevoli. Per chi è rimasto incuriosito dalle mie osservazioni suggerirei semplicemente di controllare i livelli di prezzi interi, per unità, e a maggior ragione, per decine, su un numero sufficientemente ampio di grafici, e paragonarli, contestualmente, ad esempio, alle percentuali dei ritracciamenti di Fibanocci o di Gann.

E’ ovvio che tutto ciò è possibile solo per chi possieda software adatti per questo tipo di osservazioni, perché siano sufficientemente numerose.

Se avessero senso, queste osservazioni renderebbero meno favorevoli le rilevazioni su livelli Di Gann e Fibonacci calcolati a partire da Pivot posti su frazioni di interi. A me pare che le cose stiano così.

Se si tralasciano alcune caratteristiche un pò ‘esoteriche’ e folkloristiche relative ad esempio all’importanza del numero 3 in molti, troppi approcci tecnici (tre fasi maggiori nella teoria di Dow, ed in quella delle onde di Elliott), gli autori citati sono ricordati anche per contributi teorici estremamente affidabili. Lo stesso John J.Murphy si intrattiene tuttavia in alcune discussioni sul tema del 3, concludendo: ‘Qualunque ne sia la ragione, è innegabile il ruolo preminente che questo numero riveste nell’analisi tecnica.’, in ‘Analisi tecnica dei mercati finanziari’, pg. 69.

Ma la critica più consistente che si può rivolgere alle teorie che ho analizzato riguarda proprio i fondamenti teorici, meno rigorosi degli altri strumenti, circa la determinazione delle percentuali predefinite dei ritracciamenti e degli angoli, cioè le spiegazioni che ci dovrebbero convincere della fondatezza delle argomentazioni del caso.

Perché un ritracciamento del 37,5% dovrebbe essere più frequente di uno del 45%? E’ un bel dilemma. Che possano esistere proporzioni definite nell’ambito dei movimenti dei prezzi è senz’altro possibile, e non per motivi estetici. Ma una spiegazione dovrebbe pur essere nascosta, da qualche parte, se ne esiste una diversa da quella che ho proposto. Certamente, essa potrebbe essere fondata su eventuali quote percentuali fisse di compratori/venditori che interagiscano fra loro. Tuttavia, i mercati cambiano, i comportamenti degli investitori anche, eppure le percentuali resterebbero sempre, nel tempo, le stesse.
Si tratta di un ulteriore ragione di sospetto. In effetti, ogni sistema teorico applicato su un contesto che muta evidenzia, in genere, un insieme di regole che, applicate in modo non controllato, corrispondono ai criteri di non-confutabilità, come spiego meglio poco più avanti, per i quali non posso che rimandare ai testi di Karl Popper. Ma l’investitore medio di ciò non sa nulla.

La pratica, come ho spiegato, per diversi motivi, è tutt’altra cosa. Oltre alla teoria alternativa dei numeri interi significativi, va detto, per inciso, che il livello atteso predefinito non va mai considerato con precisione millimetrica. Al contrario, si lascia alla misura accademica attesa una certa libertà di anticipo o ritardo numerico, il che completa le mie argomentazioni, per la semplice ragione che la gamma delle numerazioni predefinite di questi strumenti (li ho accomunati in una unica famiglia) copre a ventaglio quasi l’intera gamma delle possibilità, riuscendo ad adattarsi plasticamente ad una larga percentuale dei casi.

Cosa dovremmo dire, allora, dell’uso di programmi avanzati, come Advance Get, che possono impiegare queste tecniche? Direi che si tratta comunque di programmi evoluti, che aggiungono alla teoria di base degli elementi realmente informativi (nel senso che sono capaci di introdurre informazione utili alle decisioni operative).
Advance Get parte da alcune configurazioni riconoscibili in base alle teorie di Gann, Fibonacci, Elliot, per ricavarne tecniche predittive autonome. ‘Dopo lo sviluppo della onda 4°, in presenza di queste altre condizioni, si avrà una probabilità X che si realizzi un uptrend significativo’.

Poiché il programma si appoggia all’onda esistente, è plausibile supporre che se ne possano trarre delle conclusioni pregnanti. Che lo sarebbero di più, a mio parere, se si approfondissero gli argomenti che ho qui portato.

Trovo incredibile che, con i programmi e le grandi possibilità di calcolo che si posseggono oggi nessuno abbia sinora provato a verificare QUALI fossero le percentuali di correzione veramente significative, ammesso che esistano, sempre che si riesca a determinarne il valore prescindendo dall’”effetto numeri interi” di cui parlavo.

Forse, se si fosse partiti da una analisi di questo campo di interesse con strumenti statistici seri e con metodi di validazione altrettanto accurati, parte delle teorie di Gann, Elliott, ed i numeri di
Fibonacci, non sarebbero usate. Con tutto il rispetto e l’onore che attribuisco a tutti gli altri loro fondamentali contributi teorici.

La mia operatività attuale (che non è molto cambiata dagli inizi) si basa pertanto sugli strumenti tradizionali di analisi tecnica. Supporti e resistenze citati, figure grafiche fondamentali, Pivot Point e altri strumenti della ‘prima famiglia’, oscillatori come primo supporto (in particolare lo stocastico), analisi dei volumi come ultima conferma, e da qualche tempo alcuni indicatori di Tradestation 2000 che si dimostrano un buon aiuto nella interpretazione dei grafici. Sarò lieto di esprimere un giudizio più preciso sul citato Advance Get o su Elwave dopo uno studio più approfondito di questi strumenti, ed eventualmente, se sarà il caso, di correggere alcune delle opinioni sin qui espresse. Credo che Advance Get (in particolare per l’analisi dei Pivot) o Elwave dovrebbero essere impiegati come strumenti operativi di conferma delle scelte operate.

Concludo con un ringraziamento a Franco Poggi per aver accettato il mio ed altrui velato invito a partecipare ai nostri dibattiti, anche se posso comprendere che la navigazione fra queste pagine richieda un certo impegno.
E con l’augurio che un giorno sia disponibile il mio ‘lettore e analizzatore di book’ che ho citato all’inizio.

Approfitto anche per un appello, che ho già rivolto ad alcuni amici. Non riesco a trovare un testo dal quale mi aspetto molto e che purtroppo è esaurito da tempo. Si tratta di ‘Day trading with short term price patterns and opening range breakouts’, by Toby Crabel. Sono disposto a scambi di materiale cercando nella mia piccola libreria. Ne ha fatto riferimento Quirus in un post del 19 agosto di quest’anno. Forse lo possiede.



Un P.S.: A proposito del mio tentativo di reperire la plausibilità delle teorie ‘in sé’. Gli studi di psicologia che ho alle spalle mi permettono di dire che il cervello umano non è, proprio per la sua concezione ed ‘architettura’, uno strumento di analisi e validazione statistica efficiente, anzi, non lo è affatto. Cosicchè, la convinzione che un certo strumento interpretativo sia valido, anche nel caso in cui ciò sia del tutto falso, resiste indefinitamente nel tempo, almeno sino a che un’altra teoria, apparentemente di maggiore plausibilità, si sostituisce, nella pratica, alla precedente.
Numerosi sono gli errori sistematici di ‘autoconvincimento’, gli effetti ‘alone’ deformanti che ci possono indurre in errore in perfetta buona fede.

Non vorrei esagerare nel rendere negativa questa visione. L’atteggiamento riflessivo, tipico delle persone con una mentalità sistematica (molti trader ce l’hanno) ci consente di non farci troppo ingannare da false teorie.

E’ certo tuttavia che applicare acriticamente una determinata tecnica può condurre a cocenti delusioni anche per questi motivi. E’ stata giustamente più volte consigliata, su queste stesse pagine, la ‘semplicità’ del pensiero.

Il buon testo di Renato Di Lorenzo sulle candlestick ‘Guadagnare in borsa con l’analisi tecnica: le candele giapponesi’ presenta un clamoroso esempio di fiasco di alcuni dei pattern grafici più conosciuti (nelle figure tradizionali delle candlestick, appunto), attraverso un esame statistico efficace effettuato su candele a 5 giorni (forse il range è eccessivo ma è quello consigliato dalla tradizione), in particolare per le figure dell’harami e dell’engulfing pattern. Risultati pesantemente negativi anche per lo spinning top, per la shooting star, e la black cloud. Lo hammer presenta un riscontro appena sufficiente e sufficienti (ma non più che questo) sono quelli per la tall black, ad esempio, una candela nera tre volte più alta della precedente, e soprattutto per l’hanging man, la cui posizione del body deve essere superiore alla chiusura precedente (si va corti). Ed è forse solo per questo che può essere considerato una figura di inversione appena sopra la sufficienza.
Un motivo in più per usare sempre delle verifiche di ogni tecnica valida, e, una volta scelta, dei livelli successivi di conferma.

Certamente la predisposizione di una routine statistica resta il mezzo migliore per sapere sino a che punto un certa tecnica di analisi sia valida o no. Ci sono stati dei tentativi interessanti di sistematizzare le osservazioni empiriche, ad esempio sui pattern grafici più noti, si veda l’interessante lavoro di Thomas N. Bulkowski, ‘Encyclopedia of chart patterns’. Bulkowski ha ricreato con Tradestation gli algoritmi corrispondenti ai pattern grafici più conosciuti (Testa e spalla, Tazza con manico, Doppio minimo e massimo, One-day reversal, Triangolo ascendente e discendente, Island reversal, e così via) calcolando il risultato percentuale predittivo effettivamente verificatosi per ciascun caso.
[Messaggio editato da Larry il 17-12 alle ore 21:58]
 
X LARRY
Non ho la tua competenza nel trading,anche perchè allo stato attuale,pur studiando intensamente,evito compravendita telematiche. Ma, a proposito del book,non so fino a quanto possa essere effettivamente veritiero.Il fatto stesso che si disponga di Book di serie A e di serie B (a soli 5 livelli),la dice lunga sulla ambizione di una "finanza" offerta a condizione di parità.
A tale proposito,riterrei che oltre ad un ampliamento dei livelli, sarebbe + utile modificare visivamente questo strumento e portarlo da una dimensione di leggibilità alfanumerica ad una esclusivamente grafica sotto forma di bande dinamiche in altezza e divise per colori.Forse ho detto una eresia e ti pregherei di correggermi.
PS: Ho conservato dei tuoi vecchi post,ma non vorrei apparire nostalgico,dicendo che prima assistevo a conversazioni tecniche molto stimolanti ;piano piano sostituite da argomentazioni + blande e meno interessanti.
A parte il gradito contributo del Dr.Poggi ,non farci mancare anche i tuoi spunti.
ciao :)
 
Ciao Larry,

ho letto anche io il recente testo di Renato Di Lorenzo “Come guadagnare in borsa con Internet…” e mi sembra proprio di buon livello considerando l’approccio “statistico” di problemi generalmente affrontati con altre metodologie.
Sulle cose che hai detto in questo post a proposito di Gann ed Elliot ed i numeri di Fibonacci non posso che concordare con te.
Veramente tanto di cappello per loro , sono stati dei personaggi eccezionali.
Ma hanno vissuto in una altra epoca, dove non esistevano i computer, non esistevano le calcolatrici ed i grafici venivano fatti a mano sulla carta millimetrata ed i conti anche essi a mano con il regolo calcolatore.
Penso che le regole che loro hanno trovate sono state il meglio che era possibile trarre con i mezzi a loro disposizione.
Oggi con i processori ad 1 GHz e una infinità di programmi a disposizione è possibile fare dei test in qualche secondo, mentre al’inizio del secolo ciò era impensabile.
L’approccio statistico può ,a parere mio, essere una arma molto efficace per la riuscita nel trading ai giorni nostri.

Sul book: credo di avere capito quello che dici all’inizio del post, ma non mi è chiaro come ti prefiguri il grafico a bande colorate con i livelli del book di negoziazione. Potresti fare qualche esempio pratico?

Ti saluto con la speranza di continuarti a leggere sul FOL.
 
per larry

buongiorno,a tutto il forum,in particolare a larry
leggendo un tuo precedente post riguardante il libro di
larry williams avrei bisogno del tuo indirizzo e mail
per un messaggio privato da inviarti
mie email:mario..mario@katamail.com
grazie e ciao
 
a Korgm3

Ho provato a spedire un messaggio al tuo indirizzo ma mi è tornato indietro. Il mio indirizzo è cborzel@tiscalinet.it

Larry
 
A Frency, Luonto, Wilmer.

Per quanto riguarda il book, debbo dire che in effetti le possibilità offerte dal book a 5 livelli non sono molte perché il price space che potrebbero mettere in risalto, nella zona soprastante e sottostante i prezzi battuti non è molto ampio.
Direi che i 15 livelli americani rappresentano forse il minimo fisiologico per poter compiere analisi utili. Dipende dai casi.

Guardando, solo a titolo di esempio, i demo offerti dal sito di http://www.WindowOnWallstreet.com , il book è proposto sotto forma di bande di diversi colori la cui lunghezza esprime il prodotto fra il prezzo ed il numero di azioni offerte o chieste nelle pdn.

I diversi colori esprimono non solo la convenienza dei prezzi ma anche l’immagine immediata delle quantità che rappresentano i livelli di supporto/resistenza dei quali parlavo.

La mia idea però era quella di sovrapporre le barre colorate, di diversa lunghezza al livello dei prezzi reali per mettere meglio in risalto i livelli ‘sensibili’, passando rapidamente da un grafico all’altro, e di conservare successivamente i dati cumulativi sotto forma di ‘indicatore’, al pari di altri (anche il volume, su Tradestation, si trova nell’elenco degli indicatori).

Per quanto riguarda Advance Get, Gann, Fibonacci, sono d’accordo con Wilmer, tuttavia bisognerebbe a questo punto fare uno studio serio di tipo statistico per vedere quali sono i tipi di strumenti più usati dai vari investitori-tipo.

Senz’altro i supporti e le resistenze, assorbono una quota maggiore circa l’indirizzamento delle scelte. Sono convinto che anche il mio argomento sui livelli di prezzo ‘interi’ sia forte.

Gann e Fibonacci presuppongono l’uso di un software, e forse vengono a seguire in ordine di importanza, anche se vanno per la maggiore nei corsi di aggiornamento. Forse sono usati come conferme dalle grandi S.I.M., per gli acquisti. Non certo per i Fondi di Investimento, che probabilmente impiegano tecniche di tipo diverso.

I Pivot venivano originariamente calcolati con carta e penna, e quindi potrebbero avere anch’essi una grande importanza.

Come ho detto, l’uso di Advance e di Elwave può essere un aiuto importante per stabilire conferme secondarie.
 
X Larry

Prima di tutto non posso non farti i complimenti per quanto ai scritto (anche se su alcuni punti sono parzialmente in disaccordo), comunque, vorrei sapere, se possibile, qualcosa in più sull' Encyclopedia of chart patterns.
Vorrei sapere, in particolare, se puoi indicarmi sinteticamente i risultati (magari solo sui maggiori patterns) ottenuti dal Bulkowski.
Grazie.

Pix77
 
Per Pix 77

Ti invierò una breve mail con alcune precisazioni.
Ciao,

Larry
 
Per quanto riguarda la rappresentazione grafica del book, c'è visualtrader che nella versione intraday offre proprio la possibilità di avere la grafica del book sul grafico dei prezzi (barre orizzontali di livello di prezzo di lunghezza proporzionata al volume delle PDN)

Per quanto riguarda l'approccio statistico è un argomento che mi interessa moltissimo, in particolar modo sto cercando, e al momento non ho ancora trovato, un metodo di analisi degli indicatori, rigoroso e scientificamente corretto.

In giro ho trovato una pletora di indicatori, metodi, pattern, strategia, ecc. ma non sono riuscito ancora a trovare un metodo standard di valutazione della bontà statistica di un metodo che non sia il solito report di un Trading system .

Ciao
 

clamoroso esempio di fiasco di alcuni dei pattern grafici più conosciuti (nelle figure tradizionali delle candlestick, appunto), attraverso un [R]esame statistico efficace[/R] effettuato su candele a 5 giorni (forse il range è eccessivo ma è quello consigliato dalla tradizione), in particolare per le figure dell’harami e dell’engulfing pattern. Risultati pesantemente negativi anche per lo spinning top, per la shooting star, e la black cloud. Lo hammer presenta un riscontro appena sufficiente e sufficienti (ma non più che questo) sono quelli per la tall black, ad esempio, una candela nera tre volte più alta della precedente, e soprattutto per l’hanging man, la cui posizione del body deve essere superiore alla chiusura precedente (si va corti). Ed è forse solo per questo che può essere considerato una figura di inversione appena sopra la sufficienza.
Un motivo in più per usare sempre delle verifiche di ogni tecnica valida, e, una volta scelta, dei livelli successivi di conferma.

Certamente la predisposizione di una routine statistica resta il mezzo migliore per sapere sino a che punto un certa tecnica di analisi sia valida o no. Ci sono stati dei tentativi interessanti di sistematizzare le osservazioni empiriche, ad esempio sui pattern grafici più noti, si veda l’interessante lavoro di Thomas N. Bulkowski, ‘Encyclopedia of chart patterns’. Bulkowski ha ricreato con Tradestation gli algoritmi corrispondenti ai pattern grafici più conosciuti (Testa e spalla, Tazza con manico, Doppio minimo e massimo, One-day reversal, Triangolo ascendente e discendente, Island reversal, e così via) calcolando il [R]risultato percentuale predittivo effettivamente verificatosi per ciascun caso[/R].
[Messaggio editato da Larry il 17-12 alle ore 21:58]




Ecco quello che non riesco a trovare è proprio l'"esame statistico efficace" per calcolare "il risultato percentuale predittivo effettivamente verificatosi per ciascun caso. "

Mi servirebbe conoscerne le premesse teoriche e le metodologie di realizzazione pratica.

Comunque per quanto riguarda i risultati riportati sui pattern non mi stupiscono perchè anche io con prove fatte utilizzando metodi empirici e grossolani non ho trovato (almeno finora) alcuna efficacia predittiva significativa.
Non è che i professoroni premi nobel che teorizzano il modello del random walking dei mercati finanziari, alla fine abbiano ragione? ;)

Ciao
 
Scritto da Larry
Il buon testo di Renato Di Lorenzo sulle candlestick ‘Guadagnare in borsa con l’analisi tecnica: le candele giapponesi’ presenta un clamoroso esempio di fiasco di alcuni dei pattern grafici più conosciuti (nelle figure tradizionali delle candlestick, appunto), attraverso un esame statistico efficace effettuato su candele a 5 giorni (forse il range è eccessivo ma è quello consigliato dalla tradizione), in particolare per le figure dell’harami e dell’engulfing pattern. Risultati pesantemente negativi anche per lo spinning top, per la shooting star, e la black cloud. Lo hammer presenta un riscontro appena sufficiente e sufficienti (ma non più che questo) sono quelli per la tall black, ad esempio, una candela nera tre volte più alta della precedente, e soprattutto per l’hanging man, la cui posizione del body deve essere superiore alla chiusura precedente (si va corti). Ed è forse solo per questo che può essere considerato una figura di inversione appena sopra la sufficienza.
Un motivo in più per usare sempre delle verifiche di ogni tecnica valida, e, una volta scelta, dei livelli successivi di conferma.

Certamente la predisposizione di una routine statistica resta il mezzo migliore per sapere sino a che punto un certa tecnica di analisi sia valida o no. Ci sono stati dei tentativi interessanti di sistematizzare le osservazioni empiriche, ad esempio sui pattern grafici più noti, si veda l’interessante lavoro di Thomas N. Bulkowski, ‘Encyclopedia of chart patterns’. Bulkowski ha ricreato con Tradestation gli algoritmi corrispondenti ai pattern grafici più conosciuti (Testa e spalla, Tazza con manico, Doppio minimo e massimo, One-day reversal, Triangolo ascendente e discendente, Island reversal, e così via) calcolando il risultato percentuale predittivo effettivamente verificatosi per ciascun caso.
[Messaggio editato da Larry il 17-12 alle ore 21:58] [/B]

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Secondo lei Renato di Lorenzo ha scritto un buon testo sulle candlestick , ma scherziamo.
In italia non esiste nessun testo che tratti le candlestick tantomeno l'approccio statistico e il filtering .
Sono tutte scopiazzature varie e i testi sono molto supeficiali.
Non esiste tutt'oggi nessun testo in italiano che tratti le candlestick seriamente i due testi di Cavanna e di Bomberini sono di livello stra-base ideali per farsi una idea ma non sono operativi.

Se cerca uno studio statistico e sul filtering , sulla valenza dei patterns è meglio studiare tutti libri di Morris unico che ha eseguito uno studio statistico sulla valenza dei patterns , ma quale di lorenzo.
Trovera' l'approccio statistico piu' completo e trattato da chi le usa e le studia nel trading.
Il resto a parte nison è tutto in giapponese anche se nei siti specializzati si possono trovare su ordinazione anche tradotti in inglese.

Un titolo per tutti kisamori kichitaro - kubushiki keisen-
inoltre sempre un ottimo testo dove vengono trattate non in 20 paginette, kenji ohyama -inn yoh ohsoku ashi no mikata-
di toshihihko - no chato kyoshitsu volume 1 e 2
Tutto quello che ha scritto takeiro hikita .
Inoltre tuti i testi di Dave patxon e di stepfen bigalow.
Come base meglio leggersi i libri corsi base di nison.

i libri sono tutti in inglese o giapponese

Leggendo i suoi interventi , lei è molto preparato , se vuole realmente utilizzare la candlestick per ottimizzare la sua strategia operativa non si rifaccia a di Lorenzo per quanto riguarda la candlestick statistic and filtering.

salve.
 
Scritto da ninonino
spero che vi rendiate conto che state citando messaggi scritti tre anni fa e i cui autori sono purtroppo assenti da fol da tanto tempo ...

:rolleyes:

:)

mi era sfuggita la data

purtroppo tread recenti che siano anche interessanti non ci sono :(

ciao
 
leggo solo adesso questo post..

COMPLIMENTI:)
 
un vecchio post che in tanti dovrebbero leggere
 
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