Aprire un C/C al VATICANO, presso lo IOR

  • Ecco la 69° Edizione del settimanale "Le opportunità di Borsa" dedicato ai consulenti finanziari ed esperti di borsa.

    Settimana difficile per i principali indici europei e americani, solo il Nasdaq resiste alle vendite grazie ai conti di Nvidia. Il leader dei chip per l’intelligenza artificiale ha riportato utili e prospettive superiori alle attese degli analisti, annunciando anche un frazionamento azionario (10 a 1). Gli investitori però valutano anche i toni restrittivi dei funzionari della Fed che hanno ribadito la visione secondo cui saranno necessari più dati che confermino la discesa dell’inflazione per convincere il Fomc a tagliare i tassi. Anche la crescita degli indici Pmi, che dipingono un’economia resiliente con persistenti pressioni al rialzo sui prezzi, rafforzano l’idea di tassi elevati ancora a lungo. Per continuare a leggere visita il link

  • Due nuove obbligazioni Societe Generale, in Euro e in Dollaro USA

    Societe Generale porta sul segmento Bond-X (EuroTLX) di Borsa Italiana due obbligazioni, una in EUR e una in USD, a tasso fisso decrescente con durata massima di 15 anni e possibilità di rimborso anticipato annuale a discrezione dell’Emittente.

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come si fa ? che vantaggi fiscali da' ?
segretezza, riciclaggio del nero, ecc ?
 
ho letto questo:


"Gea, in Vaticano i fondi segreti"
I sospetti del pm: soldi depositati nello Ior dalla società di Moggi jr
di MARINO BISSO e CORRADO ZUNINO

ROMA - Fondi neri della Gea World e conti bancari segreti in Vaticano. Milioni di euro provenienti da operazioni di calciomercato, spariti poi dai bilanci della società di collocamento calciatori presieduta da Alessandro Moggi e amministrata da Franco Zavaglia. I pm romani Luca Palamara e Maria Cristina Palaia stanno concentrando la loro inchiesta sul denaro che da vicolo Barberini, sede della Gea a Roma, porterebbe allo Ior, l'Istituto per le opere religiose, banca del Vaticano dal 1941. Secondo gli inquirenti molti capitali sarebbero stati depositati proprio nella banca vaticana.

S'apre, così, uno scenario da alta finanza che potrebbe spingere i magistrati romani a ipotizzare nuovi reati come falso in bilancio e riciclaggio. Per la Procura esisterebbe una contabilità occulta della Gea World, società di cui Chiara Geronzi, figlia del presidente di Capitalia, è maggiore azionista con il 32,4%.

Già in passato la procura romana si era occupata di doping amministrativo e di un filone legato alla Juventus di Antonio Giraudo e Luciano Moggi, poi stralciato e trasmesso ai pm di Torino che ora indagano, proprio, per frode fiscale. E anche in quel caso la guardia di finanza aveva ipotizzato l'esistenza di conti all'estero dove trasferire le alte percentuali - dal 5% al 15% - incassate dalla Gea per la cessione dell'ampio parco giocatori sotto controllo (262). Le indagini della finanza, ma anche quelle dei carabinieri del nucleo operativo romano, hanno fatto emergere la cessione sospetta del centrocampista Fabio Liverani, passato dal Perugia alla Lazio di Cragnotti nel settembre 2001 per volontà di Cesare Geronzi.


La cifra fu stabilita - secondo il racconto di Luciano Gaucci - da Geronzi padre: 25 miliardi di lire. Tre miliardi e 750 milioni, rivelò l'ex presidente del Perugia ora latitante a Santo Domingo, "li consegnai nella sede della Gea a Chiara Geronzi. Quattro, cinque viaggi con le valigette con i contanti. Era la percentuale in nero". Di quel pagamento, oggi, la procura cerca traccia. Gli inquirenti ritengono le dichiarazioni di Gaucci e dei suoi figli "di alto valore". E anche la vendita di Nesta al Milan, nell'agosto 2002, presenta vuoti finanziari su cui si sta lavorando.

Le ultime dichiarazioni di Rosella Sensi, amministratore della Roma, hanno aiutato a definire il grande intreccio tra business dei diritti televisivi e calciomercato: la chiave per entrarci è stato il caso Emerson e adesso si scopre che una parte dei soldi di quel trasferimento potrebbe non essere stata dichiarata. Dietro quella trattativa c'erano l'Italpetroli di Franco Sensi e nuovamente Capitalia.

Ma sui conti esteri della "cupola" aveva già aperto uno squarcio Giuseppe Gazzoni Frascara, ex patron del Bologna fallito dopo l'ostracismo del palazzo del calcio. "Girano molti soldi, estero su estero", aveva detto nel 2004 ai pm romani. Poi l'ha ribadito alla Procura di Napoli.

Questa mattina il ct azzurro Marcello Lippi sarà interrogato come "persona informata sui fatti". I magistrati vogliono capire se il tecnico sia stato condizionato da Moggi & soci nelle scelte sui giocatori da convocare in Nazionale. I pm hanno già annunciato di voler ascoltare anche il figlio di Lippi, Davide, stretto collaboratore della Gea. Ieri, infine, è stato sentito Daniele Pradè, dirigente della Roma, anche lui ritenuto subalterno a Francesco Zavaglia, amministratore della Gea World.

http://www.repubblica.it/2006/05/se...reti/gea-fondi-segreti/gea-fondi-segreti.html
 
E' sostanzialmente corretto quanto riportato, almeno collima con più fonti
 
n. 117 del 19-05-06 pagina 24

Una banca che non fa prestiti e non ha assegni
di Redazione

L’Istituto per le Opere di religione, pur operando in tutto il mondo ha un’unica sede dentro le mura vaticane, nel torrione di Nicolò V, a fianco del palazzo del Papa. Lo Ior è una banca «sui generis»: non emette assegni, non concede prestiti. La sua principale finalità è quella di investire e far fruttare i patrimoni per poi disporre di denaro da impiegare in opere di bene. Parte delle rendite vengono messe a disposizione del Papa, che le utilizza per aiutare direttamente situazioni di bisogno e popolazioni in difficoltà. Possono depositare i loro averi allo Ior le diocesi, le parrocchie, gli ordini religiosi e gli enti privati con finalità religiose. Dopo la bufera che si è abbattuta sull’Istituto per il crac del Banco Ambrosiano guidato da Roberto Calvi (che aveva fatto affari con lo Ior allora guidato dall’arcivescovo americano Paul Marcinkus, recentemente scomparso) e il pagamento della cospicua somma di 406 milioni di dollari versata a «titolo volontario», la banca vaticana è stata radicalmente riformata. Con i nuovi statuti, entrati in vigore nel 1990, lo Ior è guidato da un consiglio di sovrintendenza - presieduto da Caloia - e da una commissione cardinalizia di vigilanza presieduta dal Segretario di Stato, Angelo Sodano. Gli altri membri del consiglio di sovrintendenza sono l’americano Virgil Dechant, dei Cavalieri di Colombo; il tedesco della Deutsche Bank Theodor Pietzcker; lo spagnolo del Banco Bilbao-Vizcaya José Angel Sánchez Aslain e lo svizzero Robert Studer, dell’Union de Banques Suisse. Il direttore generale è Lelio Scaletti, il suo vice è Dario Sabbioni. Lo Ior investe oggi soprattutto in obbligazioni e opera sul dollaro, sull’euro, sullo yen, con buoni risultati anche in periodi di vacche magre per i mercati finanziari. In questi anni, la banca vaticana ha smobilitato quasi tutte le precedenti partecipazioni azionarie.ilgiornale
 
FaGal ha scritto:
Gli altri membri del consiglio di sovrintendenza sono l’americano Virgil Dechant, dei Cavalieri di Colombo; il tedesco della Deutsche Bank Theodor Pietzcker; lo spagnolo del Banco Bilbao-Vizcaya José Angel Sánchez Aslain e lo svizzero Robert Studer, dell’Union de Banques Suisse.
le principali banche europee sono dentro lo IOR...
anche questo e' molto interessante...
 
..ma adesso gli aumenteranno la tassa sul capital gain... o no? :mmmm:


:confused:


..mmmmmmhhhh....no no , gli aumenteranno l'ICI....



...mmmhhhh... uff , che pasticcio....


...ah , ecco , aumenteranno a me ICI e capital gain.... nartra vorta... :rolleyes:
 
in vaticano hanno studiato per bene il latino "pecunia non olet"
 
sub_ comandante ha scritto:
quindi si può aprire un conto, o no?

Anche se si potesse aprire, io di queste persone mi fiderei ancora meno delle banche tradizionali....opinione personale
 
interessante 3d...
sarei curioso di sapere SE e COME si può aprire un conto nel vaticano....
 
non si puo'e basta,a meno che tu non lavori dentro la citta' del vaticano
 
traderDAX ha scritto:
non si puo'e basta,a meno che tu non lavori dentro la citta' del vaticano


O fai Geronzi di cognome.... ;)
 
Sono tutti filantropi in quella banca, il vaticano che destina il 12,5 dell' ottopermille ,ai poveri quindi può propagandarsi quale benemerita al clero,e godere i privilegi della chiesa che non paga quasi nulla, e risparmia e mette in banca ,forse in attesa di trovare poveri da aiutare, gli altri sono tutti partecipanti in varia misura," al sistema ", per cui le banche centrali stampano carta per i governi a costo loro praticamente zero 0 , la passano ai governi col valore nominale stampigliato sopra gravandolo pure di interesse pretendendone la restituzione non al costo di stampa come dovrebbe essere, ma al valore stampigliato sopra frodandoci la differenza tra produzione e nominale circa il 98% lo stato le ripassa ai cittadini che pagan carta come fosse oro,quindi direttamente sputando sangue sul lavoro ,paga anche indirettamente con tasse e svalutazione continua del potere d'acquisto, questo sulla pelle della gente ,su chi lavora , e in modi più perversi sui veri poveri del mondo ,per arricchire più e di più la nobile casta che sovrastando il mondo non è soggetta ai bilanci o inscrive in essi quello che è guadagno netto adirittura come perdita con relativi benefici fiscali giacchè questi stessi vengono inscritti come soldi di cui le banche consociate si stanno privando, al danno la beffa, magari con annesse benedizioni vaticanizie.
 
Tratto da : http://it.wikipedia.org/wiki/IOR

L'unica sede è nel Vaticano: vi si accede dalla Porta di sant'Anna, una delle quattro del colonnato di Bernini. Al Cortile di san Damaso si aprono quattro ingressi, uno di questi (il cortile del Maresciallo) conduce allo Ior. I locali interni sono sobri e silenziosi, animati da giovani seminaristi che raccolgono i sussidi per studiare o da suore che depositano i risparmi per i conventi. Come in tutte le banche che si rispettino i clienti di peso vengono ricevuti all'interno, nelle stanze della direzione. L'Istituto è un organismo finanziario vaticano - secondo una definizione data dal cardinale Agostino Casaroli - ma non è una banca nel senso comune del termine. Lo Ior utilizza i servizi bancari, però l'utile non va, come nelle banche normali, agli azionisti (che nel caso dello Ior non ci sono) ma risulta a favore delle "opere di religione". A ogni cliente viene fornita una tessera di credito con un numero codificato: né nome né foto. Con questa si viene identificati: alle operazioni non si rilasciano ricevute, nessun documento contabile. Non ci sono libretti di assegni intestati allo Ior: chi li vuole dovrà appoggiarsi alla Banca di Roma, convenzionata con l'istituto vaticano. I clienti dello Ior possono essere solo esponenti del mondo ecclesiastico: ordini religiosi, diocesi, parrocchie, istituzioni e organismi cattolici, cardinali, vescovi e monsignori, laici con cittadinanza vaticana, diplomatici accreditati alla Santa Sede. A questi si aggiungono i dipendenti del Vaticano e pochissime eccezioni, selezionate con criteri non conosciuti. Il conto può essere aperto in euro o in valuta straniera: circostanza, questa, inedita rispetto alle altre banche. Aperto il conto, il cliente può ricevere o trasferire i soldi in qualsiasi momento da e verso qualsiasi banca estera. Senza alcun controllo. Per questo, negli ambienti finanziari, si dice che lo Ior è l'ideale per chi ha capitali che vuole far passare inosservati. I suoi bilanci sono noti a una cerchia ristrettissima di cardinali, qualsiasi passaggio di denaro avviene nella massima riservatezza, senza vincoli né limiti. Si racconta, tra leggenda e realtà, che quando Giovanni Paolo II, dopo lo scandalo Calvi, chiese l'elenco di tutti i correntisti dello Ior, si sentì rispondere: "spiacenti, santità, ma la riservatezza dei clienti è sacra". Lo Ior, che ha una personalità giuridica propria, è retto da un "Consiglio di soprintendenza" controllato da una Commissione di cinque cardinali: si tratta del nucleo di vigilanza. I porporati, però, non hanno generalmente alcuna competenza finanziaria. Il loro dovrebbe essere un controllo morale. Un ruolo più tecnico è svolto dal "Consiglio di amministrazione" composto di cinque laici ed un direttore generale. L'Istituto intrattiene rapporti valutari e creditizi con clienti e banche italiane, opera attivamente sul mercato finanziario internazionale, gioca in borsa, investe, raccoglie capitali; tuttavia, come istituto estero, non è sottoposto ad alcun controllo da parte delle autorità di vigilanza italiane. da carboni a pisanu Nella storia dello Ior entrano tutte le facce dell'Italia degli intrighi


Altre curiosità
sportelli aperti tutti i gg tranne la domenica con orario 9/12,( per gli interni solamente dalle 7.30 alle 8.30)

all’apertura occorre dare il nome di un beneficiario in caso di morte

un tempo erano accettate aperture di conto con qualsiasi valuta tranne il marco tedesco

:)
ciao
 
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diSt ha scritto:
un tempo erano accettate aperture di conto con qualsiasi valuta tranne il marco tedesco

:)
ciao

Sicuramente..............se esistesse ancora...........ora lo accetterebbero :P
 
FaGal ha scritto:
n. 117 del 19-05-06 pagina 24

Una banca che non fa prestiti e non ha assegni
di Redazione

L’Istituto per le Opere di religione, pur operando in tutto il mondo ha un’unica sede dentro le mura vaticane, nel torrione di Nicolò V, a fianco del palazzo del Papa. Lo Ior è una banca «sui generis»: non emette assegni, non concede prestiti. La sua principale finalità è quella di investire e far fruttare i patrimoni per poi disporre di denaro da impiegare in opere di bene. Parte delle rendite vengono messe a disposizione del Papa, che le utilizza per aiutare direttamente situazioni di bisogno e popolazioni in difficoltà. Possono depositare i loro averi allo Ior le diocesi, le parrocchie, gli ordini religiosi e gli enti privati con finalità religiose. Dopo la bufera che si è abbattuta sull’Istituto per il crac del Banco Ambrosiano guidato da Roberto Calvi (che aveva fatto affari con lo Ior allora guidato dall’arcivescovo americano Paul Marcinkus, recentemente scomparso) e il pagamento della cospicua somma di 406 milioni di dollari versata a «titolo volontario», la banca vaticana è stata radicalmente riformata. Con i nuovi statuti, entrati in vigore nel 1990, lo Ior è guidato da un consiglio di sovrintendenza - presieduto da Caloia - e da una commissione cardinalizia di vigilanza presieduta dal Segretario di Stato, Angelo Sodano. Gli altri membri del consiglio di sovrintendenza sono l’americano Virgil Dechant, dei Cavalieri di Colombo; il tedesco della Deutsche Bank Theodor Pietzcker; lo spagnolo del Banco Bilbao-Vizcaya José Angel Sánchez Aslain e lo svizzero Robert Studer, dell’Union de Banques Suisse. Il direttore generale è Lelio Scaletti, il suo vice è Dario Sabbioni. Lo Ior investe oggi soprattutto in obbligazioni e opera sul dollaro, sull’euro, sullo yen, con buoni risultati anche in periodi di vacche magre per i mercati finanziari. In questi anni, la banca vaticana ha smobilitato quasi tutte le precedenti partecipazioni azionarie.ilgiornale



Non ho nulla o quasi contro il clero, ma perchè tutti questi benefici? A che pro l'assenza di controlli e varie? E perchè a noi ci controllano, comuni mortali, fin dentro le mutande??
 
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