Asset allocation da Personal Financial Adviser !

Angelo M.

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Una persona che conosco è stata contattata da un Personal Financial Adviser di Unicredit che le ha proposto di disinvestire completamente tutti i prodotti d’investimento in suo possesso e di versare il ricavato in vari fondi (quasi tutti esteri).


Il portafoglio attuale dell’investitore in questione è così suddiviso:

15% asset class monetaria

75% asset class obbligazionaria

10% asset class azionaria.




Gli UCITS suggeriti dall’Adviser sono i seguenti:


HEND. PAN EUROPEAN EQ A2: 10%

PION. US RESEARCH EQ E: 10%

PF EUROPEAN EQ SELECTION R: 10%

JPM EUROPE EQ D: 10%

JPM EMERGING MARKETS EQ D: 10%

PION F TOP EUR PLAYERS E: 10%

ANIMA LIQUIDITA': 10%

FIDELITY AMERICA A: 9%

FRANKLIN AGGRESSIVE GROWTH A: 8%

JPM JAPAN SELECT EQ A: 6%

PARVEST USA C: 5%

PF ASIAN EQUITIES R: 2%.



L’Adviser dice di aver utilizzato per la costruzione del portafoglio il modello di Markovitz ed il livello più probabile di performance per il portafoglio stesso è del 16% annuo.


Ora la qualità delle SICAV proposte mi sembra molto buona. Ciò che mi lascia perplesso è il livello di rischio del nuovo portafoglio che è molto più elevato rispetto a quello precedente.
Infatti la percentuale dell’asset class azionaria sale al 90% (!) con un 10% di quella monetaria.

Vorrei precisare che l’esperienza finanziaria dell’investitore è bassa.

Un altro motivo di perplessità è rappresentato dal fatto che l’asset allocation è stata costruita senza prima individuare la propensione al rischio e l’orizzonte temporale dell’investitore.



Cosa dovrebbe fare secondo voi quest’ultimo? Accettare i consigli dell’Adviser e vendere tutti i prodotti in suo possesso per acquistare i nuovi?



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scusami e il portafoglio precedente come e' formato a parte le percentuali
 
feliceanima ha scritto:
scusami e il portafoglio precedente come e' formato a parte le percentuali


Il portafoglio in essere è costituito da:


-2 polizze vita tradizionali,

-1 polizza index-linked

-1 obbligazione strutturata

-1 Gestione Patrimoniale SICAV bilanciata.


Tutti questi prodotti sono in guadagno.


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Certo e' un bel salto mamma mia quanti prodotti con costi esorbitanti
 
Le polizze vita sono in scadenza?
E' stata consigliata male la prima volta ed anche la seconda troppo prodotti in entrambe le soluzioni.
E' chiaro che bisogna vedere anche di che cifre parliamo
 
Angelo M. ha scritto:
Il portafoglio in essere è costituito da:


-2 polizze vita tradizionali,

-1 polizza index-linked

-1 obbligazione strutturata

-1 Gestione Patrimoniale SICAV bilanciata.


Tutti questi prodotti sono in guadagno.


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per smontare questo portafoglio andrà incontro a dei costi aggiuntivi,il consulente gliel'ha detto??
 
cmq il problema maggiore è la propensione al rischio,è un bel salto,e nn so se il tuo amico ne è consapevole....
 
io menerei direttamente l'advisor, senza se e senza ma.
 
Oltre le cose già dette , forse alcune sicav si sovrappongono .

Anche per me è esagerato un 90% di azionario senza analizzare il profilo di rischio ; comunque almeno non ha proposto index e unit il nuovo consulente.
 
Angelo M. ha scritto:
L’Adviser dice di aver utilizzato per la costruzione del portafoglio il modello di Markovitz ed il livello più probabile di performance per il portafoglio stesso è del 16% annuo

Il "personal financial adviser" altro non è che un promotore finanziario. Parlasse come magna.

Sul resto, ti hanno risposto bene. Passare da strutturati del cacchio ad un portafoglio decente di fondi può starci tutto (ma bisogna vedere se è adatto a lui), smontare quegli strutturati è un macello.

Il modello di Markovitz è storiella antica, ancora non si sono aggiornati? :rolleyes:
 
Angelo M. ha scritto:
Ora la qualità delle SICAV proposte mi sembra molto buona

Le sicav sono tutte indicizzate e ci sono molti doppioni in particolare su america ed europa
E' la classica asset geografica replicabile con 3-4 fondi/ETF con diversificazione quasi nulla e potenziali perdite del 20-30% a trimestre
Profilo di rischio:suicida

Inoltre,come già detto temo che il portafoglio in essere non sia liquidabile senza pesanti penalizzazioni
 
A proposito, chiede anche la parcella per la consulenza?
 
Pek ha scritto:
Profilo di rischio:suicida


Ma come? :rolleyes:

E' stato elaborato dall'esclusivissimo software basato sul modello di Markovitz :rolleyes:
 
Voltaire ha scritto:
Ma come? :rolleyes:

E' stato elaborato dall'esclusivissimo software basato sul modello di Markovitz :rolleyes:


Probabilmente ha usato i rendimenti dell'ultimo mese

:D
 
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In effetti gli strumenti finanziari che possiede questa persona sono tutti prodotti costosi anche se, quando ha effettuato gli investimenti, ETF e Certificates (che come sappiamo sono a basso costo) erano ancora poco diffusi nel nostro Paese.


Quello che suggerirò all’amico (salvo qualche altra idea che potrà venire da voi) è quanto segue:


1) dichiarare la propria propensione al rischio ed il proprio orizzonte temporale,

2) costruire in base a questi una nuova asset allocation probabilmente meno rischiosa di quella inizialmente suggerita,

3) non disinvestire le polizze vita tradizionali dato che queste, se non erro, riconoscono un interesse minimo del 2% ed in una fase di rialzo dei tassi non è un vantaggio da poco considerando che fondi e gestioni separate obbligazionarie (collegate alle polizze) vengono penalizzati in questo periodo,

4) disinvestire la GPS (versando il ricavato direttamente in SICAV) ma lasciando su di essa un minimo in maniera tale che la stessa non venga chiusa, evitando così l’addebito della ritenuta fiscale che, come sappiamo, quando si tratta di SICAV estere, se pur contenute in una Gestione, avviene nel momento del disinvestimento,

5) vendere la polizza index-linked e l’obbligazione strutturata versando il netto ricavo in SICAV anche se in questo caso non sono molto convito perché così facendo l’investitore perderebbe la garanzia del rimborso del capitale a scadenza (se non erro entro il 2008 per entrambi i prodotti) per la quale ha già pagato delle commissioni nel momento della sottoscrizione.


Altre vostre riflessioni sono le benvenute.

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Angelo M. ha scritto:
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In effetti gli strumenti finanziari che possiede questa persona sono tutti prodotti costosi anche se, quando ha effettuato gli investimenti, ETF e Certificates (che come sappiamo sono a basso costo) erano ancora poco diffusi nel nostro Paese.


Quello che suggerirò all’amico (salvo qualche altra idea che potrà venire da voi) è quanto segue:


1) dichiarare la propria propensione al rischio ed il proprio orizzonte temporale,

2) costruire in base a questi una nuova asset allocation probabilmente meno rischiosa di quella inizialmente suggerita,

3) non disinvestire le polizze vita tradizionali dato che queste, se non erro, riconoscono un interesse minimo del 2% ed in una fase di rialzo dei tassi non è un vantaggio da poco considerando che fondi e gestioni separate obbligazionarie (collegate alle polizze) vengono penalizzati in questo periodo,

4) disinvestire la GPS (versando il ricavato direttamente in SICAV) ma lasciando su di essa un minimo in maniera tale che la stessa non venga chiusa, evitando così l’addebito della ritenuta fiscale che, come sappiamo, quando si tratta di SICAV estere, se pur contenute in una Gestione, avviene nel momento del disinvestimento,

5) vendere la polizza index-linked e l’obbligazione strutturata versando il netto ricavo in SICAV anche se in questo caso non sono molto convito perché così facendo l’investitore perderebbe la garanzia del rimborso del capitale a scadenza (se non erro entro il 2008 per entrambi i prodotti) per la quale ha già pagato delle commissioni nel momento della sottoscrizione.


Altre vostre riflessioni sono le benvenute.

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Facciamo considerazioni troppo generiche, che poliizze sono?(prospetti?), che gestione è?(prospetto?) che strutturata è?(prospetto?)...
Si prende il tutto, si cucina a fuoco lento capendo bene questi prodotti, poi si dice all'amico: stai mangiando questa minestra, ti piace?
Domanda succesiva: che cosa ti piacerebbe mangiare?, c'è qualche cibo a cui sei intollerante?
...e poi si fa il portafoglio!! Chi lo sà, magari le polizze vanno anche bene!
:yes:
 
se ho un programma che fa un simil-Markovitz ovviamente dovrò far disinvestire tutto. Il che mi dice già che non sono un consulente ma un *******.
Quanto tempo ha dedicato allo studio alle polizze già in essere?
era possibile inserire le polizze nella simulazione del computer del sedicente consulente?
come ha già detto qualcuno, la stima dei costi di vendita quale impatto ha sul rendimento potenziale? In quanti anni prevede di ammortizzarlo?
Quali strumenti di controllo del rischio sono implementati?
Ogni quanto tempo avviene la verifica?
VAR?

Saluti, Lightcreek
 
Sulle polizze è bene ricordare che quelle anteriori ad un certo anno (che non ricordo) sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi. Varrebbe la pena di tenerle anche per questo, oltre che per le considerazioni dell'ottimo Angelo.
Gli strutturati in essere li manterrei fino a scadenza per evitare le commissioni di uscita e sfruttare comquneu il momento di up a cui sono soggette. A occhio mi sembra che il profilo di rischio voluto sia basso, quindi del capitale investibile opterei per:

1) 10% monetario su conto di deposito o c/c ad alta remunerazione, pct e similari
2) 65% obbligazioni a breve per non farsi scottare dalla corsa dei tassi, magari diversificando con una quota parte di bond in valuta e/o qualcuno con rating intorno a BB
3) 25% azionario, che partizionerei su etf midcap eurozona, largecap italia, eurostoxx50, brasile, cina, jappone, korea. Questi ultimi 4 globalmente non più di 1/4 - 1/3 del globale.
 
Angelo M. ha scritto:
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Un altro motivo di perplessità è rappresentato dal fatto che l’asset allocation è stata costruita senza prima individuare la propensione al rischio e l’orizzonte temporale dell’investitore.







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vabbè che la propensione al rischio è in parte conseguenziale all'andamento dei mercati, ma senza l'orizzonte temporale come diavolo si fa a costruire un portafolio del genere, prima ancora della valutazione dei singoli prodotti? :mmmm: :confused:
 
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