attenzione: cambia il modulo blu per sinistri auto

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26 maggio 2003
Automobilisti, occhio al modulo blu

A utomobilisti, occhio al modulo blu. Dal 30 giugno cambia il formulario per la Cid, la procedura di constatazione amichevole degli incidenti. Le novità più importanti riguardano l’indicazione del codice fiscale dei guidatori coinvolti e dei dati di eventuali testimoni e feriti. Lanciata nel maggio 1978, la Convenzione per l’indennizzo diretto è stata chiamata in causa nell’indagine conoscitiva sull’rc auto promossa dall’Antitrust perché non è riuscita a frenare il rincaro delle polizze. Sino al 2002 quasi 26 milioni di incidenti stradali sono stati gestiti attraverso questo sistema che permette di essere risarciti dal proprio assicuratore anziché da quello della controparte, come avviene invece nella procedura ordinaria, rendendo più facile la gestione di tutte le pratiche.
Nel corso degli anni il campo d’applicazione della Cid si è via via ampliato anche se, come ha rilevato l’Antitrust, è ancora limitato. Oggi può essere utilizzata nei sinistri, anche avvenuti all’estero, fra due veicoli assicurati con compagnie aderenti alla convenzione (sono 78 e rappresentano il 99,8% dell’rc auto), esclusi ciclomotori e macchine agricole. I danni non sono soggetti a limiti d’importo, mentre per quelli alle cose trasportate bisogna richiedere l’indennizzo secondo il sistema ordinario. Il modulo blu dev’essere firmato da entrambe le parti: se è sottoscritto da una sola vale come denuncia di sinistro e la procedura è normale. Per ora l’indennizzo diretto non si applica ai danni fisici: in caso di ferite, anche lievi, bisogna rivolgersi alla compagnia che assicura l’altro automobilista.
Con il modulo blu l’assicurazione deve accertare i danni entro quindici giorni e pagare il risarcimento entro i quindici successivi: nella pratica, però, questi tempi spesso si allungano.
«Nel 2002 con la Cid sono stati trattati 1.176.000 sinistri - spiega Carmelo De Marco, condirettore generale di Unipol e presidente del Consorzio Cid -, il 5,5% in meno rispetto all’anno precedente, con risarcimenti complessivi per 1,105 miliardi d’euro. Nel 98% dei casi si tratta di incidenti in cui è chiara la responsabilità di una parte, le ipotesi di concorso di colpa sono molto rare. Il calo è dovuto da un lato alla riduzione nella frequenza degli incidenti, cioè al numero rispetto ai veicoli in circolazione, dall’altro alla crescente incidenza di quelli con lesioni personali, per il momento esclusi dall’indennizzo diretto».
Secondo l’Antitrust, la Cid non è stata in grado di contenere i costi dei sinistri e, quindi, l’incremento delle tariffe rc auto. «Nel 2002 - ribatte De Marco -, il costo medio della Cid si è attestato a 939,57 euro, il 6,6% in meno rispetto all’anno precedente e il contenzioso praticamente inesistente. Per ottenere l’indennizzo sono necessari in media dai trenta ai cinquanta giorni che però, a differenza di quanto avviene nella normale procedura di liquidazione, vengono calcolati dalla data del sinistro e non da quella successiva della denuncia. I tempi sono molto differenziati a seconda delle compagnie e delle aree geografiche, perché in alcune zone vi sono controlli maggiori contro le truffe».
Al Cid si affianca l’accordo Ania-carrozzieri, che consente agli automobilisti di far riparare il veicolo senza anticipare la spesa in una delle circa 15 mila officine convenzionate, su un totale di 18 mila, comprese quelle di alcune case automobilistiche come Renault, Peugeot, Bmw e in futuro Ford.
Per il modulo blu è in arrivo un restyling. «L’aggiornamento - spiega De Marco - è dovuto alla necessità di armonizzare il modulo rispetto agli altri Paesi europei e di raccogliere alcuni dati per la banca dati dell’Isvap. Il nuovo prospetto richiede l’indicazione del codice fiscale degli automobilisti coinvolti, che finora non era necessaria. In un secondo foglio, completamente nuovo, devono essere specificati dati anagrafici e codice fiscale di eventuali testimoni e feriti. Si richiede, fra l’altro, di precisare se sul posto sono intervenuti carabinieri, polizia o vigili urbani e se i feriti stessi sono stati ricoverati al pronto soccorso. La compilazione del secondo foglio, comunque, non è obbligatoria e non condiziona la possibilità di applicare l’indennizzo diretto».
http://www.assinews.it/rassegna/articoli/ce260503rca.html
 
questo e non solo

16 giugno 2003
«Svolta» nel modulo blu
Rc auto/1. Da luglio più informazioni nel prospetto usato per la denuncia sinistri
Paolo Mariotti


Dal prossimo 1º luglio il modulo blu cambia look. È questa una delle tante novità che stanno interessando la Rc auto, in parte derivanti dall'operazione di riforma del settore (si veda anche la pagina a fianco sull'applicazione delle misure previste dal protocollo d'intesa firmato a inizio maggio da Ania, associazioni dei consumatori e Governo). Il cambiamento. L'atto di nascita del modulo blu rinnovato è un provvedimento del 13 dicembre scorso, con il quale l'Isvap (l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private) ha approvato il nuovo modulo di denuncia di sinistro per l'assicurazione obbligatoria Rc auto. Questo modulo sostituirà, dal 1º luglio, dopo oltre 25 anni e quasi 27 milioni di sinistri liquidati, lo stampato con il quale - in forza di un decreto legge del 1976 - i conducenti di veicoli a motore coinvolti in un incidente sono obbligati a denunciare il sinistro alla propria compagnia di assicurazione. I motivi. I motivi fondamentali di questa sostituzione sono rappresentati dalla opportunità di «agevolare la circolazione internazionale dei veicoli a motore, mediante l'utilizzo di un modulo di denuncia di incidente analogo a quello adottato in altri Paesi dell'Unione europea» e dall'esigenza di «predisporre efficaci strumenti per agevolare la raccolta delle informazioni necessarie per l'aggiornamento della banca dati sinistri istituita presso l'Isvap». Ulteriori informazioni. In linea con questi obiettivi dichiarati nelle premesse del provvedimento, il nuovo modulo presenta spazi per la comunicazioni di nuove e maggiori informazioni come il codice fiscale delle persone coinvolte nel sinistro a qualunque titolo e i dati anagrafici di eventuali testimoni (con la chiara finalità di contribuire efficacemente alla lotta alle frodi). Danni fisici. La novità, comunque, di maggiore rilievo è rappresentata da una nuova sezione del modulo nella quale dovranno essere fornite alle compagnie di assicurazione le informazioni relative agli eventuali danni fisici subiti dai conducenti, dai trasportati e dai pedoni coinvolti nell'incidente. Andrà indicato anche se si è reso necessario un ricovero in ospedale o il ricorso a un pronto soccorso. I danni fisici. L'approvazione di un nuovo modello di constatazione amichevole di incidente con l'aggiunta di una sezione dedicata alle informazioni relative ai danni fisici ha fatto ritenere che anche per questi danni si possa fare ricorso alla procedura di indennizzo diretto del danneggiato da parte del proprio assicuratore. Ma questa soluzione si potrà realizzare solo con una modifica della convenzione che è in corso tra le imprese aderenti all'accordo. Il punto è stato ripreso anche nel protocollo d'intesa recentemente sottoscritto tra Governo, Associazione delle imprese di assicurazione (Ania) e alcune sigle delle associazioni dei consumatori e Ania. Su invito del Governo, l'Ania ha confermato «l'impegno a estendere la procedura Cid ai danni alla persona di lieve entità, non appena saranno disponibili i parametri per la valutazione medico-legale previsti dalla legge». Raffaele Pellino

Cinque le notizie da non omettere

Nessuna novità per quanto concerne l'utilizzo del modulo nelle procedure per ottenere il risarcimento di danni. Ecco comunque qualche chiarimento. Firma congiunta. La sottoscrizione congiunta da parte degli automobilisti coinvolti in un incidente resta una delle condizioni fondamentali per l'attivazione della procedura Cid (Convenzione indennizzo diretto), una procedura che consente al danneggiato in tutto o almeno in parte incolpevole, di ottenere il risarcimento direttamente dal proprio assicuratore. Limiti di indennizzo. Per la liquidazione con questa procedura, i danni ai veicoli non sono soggetti a limiti di importo. Il risarcimento dei danni alle cose trasportate, invece, va richiesto secondo la procedura ordinaria. «Con l'eliminazione nel 2000 del tetto dei dieci milioni di vecchie lire - osserva Carmine Panariello, direttore del Consorzio che nell'ambito dell'Ania gestisce il Cid - oggi si liquidano anche sinistri del valore di oltre 35mila euro. Il costo medio dei sinistri trattati nell'ambito Cid è comunque salito molto più lentamente rispetto ai sinistri trattati con la procedura ordinaria». Tempi brevi. La compagnia deve accertare i danni entro 15 giorni e pagare i risarcimenti nei quindici successivi. Nella pratica i tempi possono però essere più lunghi (dai 30 ai 50 giorni) con situazioni diverse secondo le compagnie e le aree geografiche. «Ma va anche detto che, a differenza di quanto avviene con la procedura normale - specifica Panariello - i 30 giorni vanno calcolati dalla data del sinistro e non da quella della denuncia». Vecchio modulo o informazioni mancanti. E chi utilizza ancora il vecchio modulo o non dà tutte le informazioni? «Nessun problema, la procedura Cid scatta ugualmente - precisa Panariello -. Non pretendiamo che l'assicurato completi tutto il modulo. Importanti sono cinque informazioni: nomi delle parti, quelli delle compagnie, modalità del sinistro, targhe e firme». Procedura ordinaria. Qualora non si faccia ricorso a questa procedura convenzionale e ci si debba rivolgere all'assicuratore del responsabile, i vantaggi - anche sul piano dell'onere probatorio - derivanti dall'utilizzo del modulo di denuncia firmato da entrambi i conducenti sono comunque rilevanti: le norme in vigore prevedono, infatti, che «quando il modulo sia firmato da entrambi i conducenti coinvolti si presume, salvo prova contraria da parte dell'assicuratore, che il sinistro si sia verificato nelle circostanze, con le modalità e con le conseguenze risultanti dal modulo stesso». Sempre nell'ipotesi di firma congiunta sul modulo blu, il termine di 60 giorni entro il quale la compagnia è obbligata a proporre al danneggiato «congrua offerta per il risarcimento ovvero comunicare i motivi per i quali non ritiene di proporre offerta» è ridotto a 30 giorni. Se il modulo blu è firmato da una sola parte vale come denuncia di sinistro ma opera la procedura normale.

Nessun obbligo se convenzionato

Tempi duri per gli automobilisti disonesti. Dal 1° maggio, infatti, è obbligatorio presentare alla compagnia entro tre mesi dall'avvenuto pagamento la fattura delle riparazioni effettuate e per le quali si è ottenuto un risarcimento. In caso contrario la compagnia potrà chiedere la restituzione della somma erogata. Dunque non è più possibile "gonfiare" gli importi relativi alle riparazioni dei veicoli o incassare il risarcimento senza effettuare alcun intervento. Tutte le spese devono essere documentate o, in alternativa, si deve fornire la prova dell'avvenuta demolizione del veicolo. L'applicazione. Queste sono le disposizioni previste dalla legge 273/2002, ma quanto alla loro applicazione pratica la situazione non è molto chiara: più di una compagnia ha dichiarato al Sole-24 Ore del lunedì di non aver ancora stabilito la procedura da seguire, anche se sono allo studio nuove iniziative. In altri casi, invece, le compagnie applicano già integralmente la normativa che comporta l'obbligo - a carico dell'assicurato - della presentazione della documentazione. Tale incombenza (fattura o prova di avvenuta demolizione del veicolo) varrebbe anche nel caso in cui l'automobilista risulti danneggiato ma non esente da colpa, perché come sottolinea Genertel «la legge prevede che, a prescindere dal concorso di colpa, il danneggiato deve scegliere o di riparare il mezzo o di rottamarlo». Quindi anche a fronte di un rimborso parziale della spesa sostenuta è necessario inviare la relativa documentazione alla propria compagnia se non si vuol rischiare di dover restituire il risarcimento. Carrozzerie convenzionate. Come ricorda Winterthur si è esentati dall'obbligo solo nel caso in cui si vada da un carrozziere convenzionato con la società di assicurazione. Anche Ras conferma che «l'assicurato non dovrà preoccuparsi né del pagamento della riparazione, né di inoltrare la fattura alla compagnia. È infatti previsto un accordo per il quale il carrozziere inoltra direttamente alla compagnia la delega di pagamento con allegata copia del documento fiscale». M.Pri.

Tabella unica per le lesioni una storia quasi infinita

La riforma della disciplina del danno biologico - con la realizzazione di una tabella unica per le lesioni di lieve entità - è un tassello indispensabile per un'effettiva revisione del sistema Rc auto e per la possibile estensione del Cid ai danni alla persona. Tanto più che i sinistri con lesioni sono in continua crescita: nel 2002, secondo fonte Ania, hanno inciso per il 22% sul totale contro il 7% del 1990. La definizione. La nozione di danno biologico è contenuta in due disposizioni normative: l'articolo 13, comma 1 del Dlgs 28/2000 (disposizioni in materia di assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali) e l'articolo 5, comma 2 della legge 57/2001 (disposizioni in materia di apertura e regolazione dei mercati). La prima legge definisce il danno biologico come «la lesione all'integrità psico-fisica suscettibile di valutazione medico-legale della persona». La seconda definisce il danno biologico come «la lesione all'integrità psico-fisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale risarcibile indipendentemente dalla sua incidenza sulla capacità di produzione del reddito del danneggiato». Da queste definizioni deriva che tale danno ha un fondamento medico-legale poiché per la sua esistenza ci deve essere una lesione in corpore ovvero una menomazione dell'integrità psico-fisica del danneggiato. Le tabelle. Le due norme hanno introdotto delle tabelle di liquidazione il cui ambito di applicazione, però, è molto limitato. Il Dlgs 28/2000 disciplina infatti solo il danno biologico subìto dai lavoratori in ambito Inail mentre la 57/2001 disciplina il danno biologico con postumi permanenti di lieve entità (sino al 9%). La tabella unica. C'è, però, una novità importante in arrivo. La legge n. 273/2002 all'articolo 23 stabilisce che entro sei mesi dalla sua entrata in vigore - quindi fine giugno 2003 - il ministro della Salute, di concerto con il ministro del Lavoro e il ministro della Giustizia provvederanno alla predisposizione di una tabella unica su tutto il territorio delle menomazioni all'integrità psico-fisica tra 10 e 100 punti nonché il valore pecuniario da attribuire a ciascun punto. Una tabella che dovrebbe finalmente mettere la parola fine al caos sul risarcimento del danno biologico oggi esistente. Anche se non sarà l'ultimo passo per il completamento del quadro normativo di riferimento. Infatti anche il protocollo d'intesa firmato a inizio maggio cita il danno biologico: laddove dice che il Governo si impegna all'adozione di tutti i provvedimenti necessari. Ma si dà altri sei mesi di tempo. P.Ma. R.Pe.

Ancora poche idee per il recupero certo
Franchigia "garantita"

Da alcuni anni sul mercato, le polizze Rca con franchigia non hanno finora riscosso un grande successo, anche se consentono di ridurre il premio. Le esperienze. Genertel, per esempio, che ha introdotto la formula bonusmalus con franchigia nel 1994, garantisce risparmi fino al 17% per auto e moto e fino al 39% per i ciclomotori, ma solo il 10% dei clienti ha scelto questa soluzione. Buoni risultati sono stati ottenuti dalla Nuova 4R di Lloyd Adriatico anche perché in questo caso la riduzione del premio può arrivare al 30%, al pari di quanto offerto da FondiariaSai che però limita questa tariffa ad autocarri o flotte aziendali. Proprio il settore degli autocarri sembra aver gradito maggiormente questa soluzione, come conferma Cattolica, di cui il 33% dei
clienti ha scelto la polizza b/m con franchigia. Altre compagnie hanno verificato un minor interesse negli assicurati, ma va anche detto che alcune formule prevedono risparmi non superiori al 5% a fronte di una franchigia di 500 À .
Recupero difficile. Ma oltre a non incontrare le preferenze degli automobilisti questo polizze comportano una preoccupazione in più per le società di assicurazione. Infatti in caso di incidente provocato da un proprio cliente la compagnia deve comunque risarcire il danneggiato, riservandosi il diritto di recuperare la somma sborsata nei limiti della franchigia prevista.
La legge 273/2002 ha stabilito che l'impresa possa prevedere varie soluzioni per verificare le garanzie fornite dall'assicurato,
ma finora la maggior parte delle compagnie interpellate non ha individuato la soluzione da applicare. Primi passi. Ad esempio,
Genertel vincola la stipula di un contratto con franchigia al pagamento con carta di credito, mentre Ras "sta studiando
una nuova formula" al pari di FondiariaSai, Axa e Cattolica Assicurazioni; Reale Mutua è in attesa "degli opportuni chiarimenti da parte dell'Isvap sulla corretta interpretazione di tali disposizioni"; al gruppo Toro non hanno previsto alcuna garanzia di
recupero, ma potranno essere prese decisioni nel prossimo futuro. È già sicura però la possibilità di scegliere, da ottobre,
"polizze b/m con franchigie alte (750 e 1000 euro) e sconti significativi". A riguardo sono state preannunciate ulteriori novità anche da Reale Mutua, Axa e Cattolica. Matteo Prioschi
http://www.assinews.it/rassegna/articoli/sole160603rca.html
 
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