atto di donazione con firma apocrifa

arowana

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in un atto di donazione (risalente a + di 20 anni fa), uno dei donatari ha apposto la firma del donante (corrompendo il notaio) e lasciando uno spazio in bianco, alla fine dell'atto, che in un secondo tempo è stato riempito con una postilla in forza della quale l'altro donatario vendeva al primo la propria parte e dichiarava nell'atto di aver ricevuto il corrispondente pagamento.

Ora:
1) il notaio è morto da tempo
2) il donante e il secondo donatario (che ha apposto la propria firma pensando che si trattasse esclusivamente di una donazione) non ne sapevano nulla
3) al donante non è rimasto molto da vivere e i momenti di lucidità sono pochi

Domanda:
1) dopo più di 20 anni il donante (in generale) può revocare la donazione?
2) per richiedere una perizia calligrafica quale strada bisogna seguire?
3) se si riuscisse ad accertare la falsità della firma del donante, l'atto sarebbe nullo?!?!

un grazie anticipato per eventuali risposte
 
Francamente

le risposte potrebbero essere tecnicamente semplici ma il quesito, nei fatti, mi sembra un po' ingarbugliato. Usa il termine A,B,C,:)
 
..

donazione di cosa, vendita di cosa....
 
Re: ..

Scritto da redon
donazione di cosa, vendita di cosa....

hai ragione, scusa

dunque:

oggetto della donazione è stato un immobile, donato dal donante A ai due figli B e C (50% ciascuno);

in realtà uno dei due donatari (poniamo B) ha firmato di suo pugno l'atto di donazione anche per il donante A;

in un secondo tempo sempre B ha fatto inserire, nello spazio lasciato vuoto nell'atto di donazione dell'immobile, una postilla con la quale si stabiliva che l'altro donatario C vendeva a B la propria quota ricevuta in origine da A (e sempre nella medesima postilla si dice che C ha ricevuto da B una certa somma in pagamento della quota venduta);

come accennavo prima il donante A non sa di aver donato (non era presente all'atto - per quello che ne so non necessariamente gli atti pubblici vengono redatti alla presenza contestuale di tutte le parti: tanto c'è il notaio che attesta l'autenticità della firma; salvo poi attestare il falso...); inoltre il donatario C non sapeva che la donazione fosse stata fatta all'insaputa di A e ignorava l'esistenza della postilla aggiunta successivamente;

morale della favola: il donatario B si farà a breve grasse risate (visto il precario stato di salute del genitore A) mentre il donatario C si ritrova in braghe di tela

ordunque: acclarata la scaltrezza di B e l'eccessiva ingenuità di C, cosa possiamo consigliare a quest'ultimo? (C incomincia ad avere un'età e quindi dobbiamo escludere cose del tipo:
forare le gomme
rigargli la macchina
etc...)

mi dai un consiglio
grazie per l'attenzione
ciao
 
caro c...

....la donazione rispetta i diritti dei legittimari?
 
Re: caro c...

Scritto da lowlander
....la donazione rispetta i diritti dei legittimari?

x fortuna non sono nè A (sennò non starei scrivendo), nè B, nè C

ad ogni modo credo di sì visto che era stata fatta al 50% ed altre cose da ereditare non credo ci siano;

tuttavia vista la firma falsa (e quindi non essendoci espressione di volontà del donante A), l'atto dovrebbe essere giuridicamente nullo;

solo mi chiedo (non venedomi in mente nient'altro):

1) che strada seguire per fare accertare la falsità della firma di A (ed il fatto che la calligrafia, quasi sicuramente, è di B)?

2) sperando in qualche residuo momento di lucidità di A, la donazione è ancora revocabile (non lo so, ma ad occhio la revoca mi sembra meno laboriosa dell'ipotesi al punto 1)?
 
...

:censored: :confused: :confused: :confused:
1 la donazione è atto pubblico, avviene in presenza di 2 testimoni...per la firma querela di falso. Si è in presenza poi in presenza di un falso documentale, stando a quanto viene detto. Ma sulla vicenda penale nn mi esprimo
2 Per la revocazione i casi sono ben specificati dal codice civile (ingratitudine e sopravvenienza dei figli).
3 quello che nn capisco è cosa sia avvenuto tra BeC. Nel senso si dice che C rinuncia...
a) ha accettato donazione e ha donato a sua volta a B? Perchè la donazione di B è valida ovviamente se v'è accettazione. La donazione della quota è avvenuta nello stesso atto?
b) a che titolo avviene il trasferimento, cosa c'è scritto
c) ci sono due istituti: la COLLAZIONE (per cui salvo espressa previsione) tutte le donazioni dirette od indirette che vengano fatte ai discendenti e coniuge si presume siano anticipazioni sulla successione; la RIUNIONE FITTIZIA DEL PATRIMONIO per cui tutte le donazioni fatte in vita, a chiunque fatte, vanno considerate ai fini della tutela della legittima. Ne consegue che una violazione della suddetta, civilmente comporta il ripristino della situazione di diritto, impugnado i negozi che ledono la legittima. Ovviamente se questo è il motivo del contendere, l'impugnazione andrà fatta una volta apertasi la successione, cioé quando A è morto, non prima cioé in vita del donante. Se si contesta questo. Altra cosa è la contestazione della veridicità dell'atto o atti..non si è ben capito
 
Peraltro

anche a fronte di una eventuale contestazione di B(ma C mi ha donato il bene, se donazione v'è stata) donandomi la quota ed ora morto A pretende la tutela della legittima impugnando un atto che lui stesso ha voluto (eventuale donazione della quota), sarebbe inopponibile a mio avviso, mostrandosi come una violazione del dieto di patti successori, in virtù del quale non è possibile di sporre della eredità prima che il de cuius sia deceduto, perchè sostanzialmente, stantibus sic rebus è ciò che è avvenuto
 
quindi nel caso di petizione della legittima

si dovrebbe tenere conto del valore dell'immobile che aveva al tempo del decesso di A, e frazionarlo in 2, se sono solo B e C a succedere, per calcolare la quota spettante a C.
Es: bene 500000€ a C spettano 250 mila
Se B glieli da bene, se no immobile finisce all'asta e si spartiscono il ricavato, dopo lungo iter eventualmente, spese che comportano comunque una soddisfazione economica ridotta...
 
Re: quindi nel caso di petizione della legittima

sei stato gentilissimo e approfitto ancora della tua disponibilità x alcune precisazioni:

C, dopo aver ricevuto la metà dell'immobile in donazione, lo ha venduto a B (NON glielo ha donato); il problema è che non sapeva di averlo fatto xké la vendita (cessione dei diritti di 1/2) è stata fatta tramite postilla (inserita solo dopo la firma di C, in un secondo tempo, nel medesimo atto di donazione, e all'insaputa di C stesso);

quindi: C sapeva solo di aver ricevuto metà dell'immobile x donazione e NIENT'ALTRO; secondo quanto scritto nella postilla, invece, C non solo ha venduto la parte ricevuta da A in donazione, ma ha anche ricevuto una somma in pagamento da B, della quale avrebbe (sempre secondo quanto scritto x postilla) rilasciato quietanza liberatoria; C NON HA MAI espresso in nessuna sede e in nessun modo la volontà di cedere la propria parte (i propri diritti) a chicchessia

quindi non c'è stata lesione della legittima; e visto che mi sembra di aver capito che non è possibile (in questa situazione) revocare la donazione, l'unica strada è dimostrare che non essendo stato presente all'atto il donante, la sua presunta firma in realtà è stata apposta da B (o comunque non certo da A); ritieni che una perizia calligrafica delle firme di A e di B (C ha recuperato una copia dell'atto) possa validamente consentire a C di agire x tutelare i propri diritti? se sì, come?
anche xKè, come giustamente hai ricordato prima, (in teoria) erano presenti dei testimoni e quindi sarebbero tutti contro C; l'unica possibilità mi sembra quella di ricorrere alla sola prova evidente della falsità della firma;

tra l'altro (cosa altrettanto grave) l'atto non è neanche stato mai letto di fronte a C e non gliene è mai stata consegnata una copia

:bow: :bow: di nuovo grazie, per la disponibilità e per l'esaustività delle risposteOK!
 
...

:mad: stando a quanto hai detto, qui non si tratta solo di perizia calligrafica...qui almeno si profilano fatti di rilevanza penale: falso in atto pubblico, truffa...fai tu. C'è la quitanza..firmata da chi? Anche quella falsa? Io procederei sia penalmente che civilmente
 
Re: ...

Scritto da redon
:mad: stando a quanto hai detto, qui non si tratta solo di perizia calligrafica...qui almeno si profilano fatti di rilevanza penale: falso in atto pubblico, truffa...fai tu. C'è la quitanza..firmata da chi? Anche quella falsa? Io procederei sia penalmente che civilmente

la quietanza è ricompresa nella stessa postilla (quella che è stata aggiunta successivamente); nella postilla infatti è scritto più o meno così: C vende a B la propria parte ricevendo in cambio tot lire, rendendo con ciò anche quietanza di pagamento (il senso è questo); formalmente è tutto a posto xké l'atto è stato sottoscritto in origine senza la postilla, ma lasciando appositamente uno spazio vuoto, quindi l'unica firma apposta da C vale quale sottoscrizione di:

* accettazione della donazione
* vendita
* quietanza di pagamento

il problema è dimostrare (la falsità de) il tutto:( :wall: :angry:
non sono un legale (decisamente consiglierò a C di prenderne uno) quindi l'unica cosa che mi era venuta in mente era proprio quella di partire dalla dimostrazione che la firma di A è falsa: fatto questo forse è più facile far crollare tutto il resto; anche xké decisamente non si può sperare in una testimonianza di A (visto le condizioni di salute) e a quel punto sarebbe la parola di C contro quella di B, con la differenza che quest'ultimo può opporre un atto pubblico :wall:

thanx again:)
 
Devi valutare anche se il reato è caduto in prescrizione.....

Rendon...quali sono i termini????
 
..

REDON:D è solo un nick poi...
1) che si parli di quietanza, ok, che vi sia è altro. Dovrà pur dimostrare di aver pagato...
2) Certo, termini di prescrizione, nn li avevo considerati, tenendo conto del fatto in sè, non citando date...per la parte penal...c'è notaio che è morto e questo è purtroppo un elemento non secondario. Ideale è procedere per truffa con querela (5 anni) da quando il fatto è stato commesso. Ovviamente, se tutto è prescritto, si può solo agire civilmente, poichè eventuali profili di rilevanza penale saranno esaminati nel processo civile (cd. incidenter tantum, cioè in via incidentale). Azione civile comunque è fondamentale ed eventualmente, in parallelo quella penale se vi sono gli estremi
 
nel senso che la quietanza

serve a questo. Se ti dico che non hai pagato, mi devi dimostrare che lo hai fatto. Se per di più la firma è pure falsa..questo lo stabilirà il processo...
 
Re: ..

Scritto da redon
REDON:D è solo un nick poi...
1) che si parli di quietanza, ok, che vi sia è altro. Dovrà pur dimostrare di aver pagato...
2) Certo, termini di prescrizione, nn li avevo considerati, tenendo conto del fatto in sè, non citando date...per la parte penal...c'è notaio che è morto e questo è purtroppo un elemento non secondario. Ideale è procedere per truffa con querela (5 anni) da quando il fatto è stato commesso. Ovviamente, se tutto è prescritto, si può solo agire civilmente, poichè eventuali profili di rilevanza penale saranno esaminati nel processo civile (cd. incidenter tantum, cioè in via incidentale). Azione civile comunque è fondamentale ed eventualmente, in parallelo quella penale se vi sono gli estremi


azzz ti ho aggiunto una N..... PARDON!!!! :D
 
Re: ..

Scritto da redon
...Ovviamente, se tutto è prescritto, si può solo agire civilmente, poichè eventuali profili di rilevanza penale saranno esaminati nel processo civile (cd. incidenter tantum, cioè in via incidentale). Azione civile comunque è fondamentale ed eventualmente, in parallelo quella penale se vi sono gli estremi

l'atto di donazione dovrebbe risalire al 1982 o al 1983, non ricordo bene;

per quanto riguarda l'aspetto penale, conoscendo C credo che comunque si accontenterebbe di avere quanto gli spetta e nulla di più (C è l'Abele della situazione, mentre B è il Caino);

ad ogni modo se si riconoscesse la firma falsa si attesterebbe la mancanza della volontà negoziale di A con conseguente nullità dell'atto (se le mie reminiscenze di diritto privato non si sono totalmente dissolte), che quindi si avrebbe come inefficace sin dall'origine. Se questo è vero (è così?:confused: :mmmm: ) si pone ugualmente il problema della prescrizione dell'azione civile?
 
NO

LA NULLITà DELL'ATTO NON è SOGGETTA A PRESCRIZIONE
 
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