beh ... che dite..

lovercraft

HOWARD PHILLIPS
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beh... che dite..
è arrivato o no il momento di ridurre
l'esposizione sull'azionario?
 
In un'ottica di breve direi proprio di si, credo che gli istituzionali lo stiano già facendo da settimana oramai.
 
E di lungo periodo?
 
drumbsd ha scritto:
E di lungo periodo?

Adoro le diatribe breve-lungo :)

Come se perdere il 10% sul breve non significasse -10% anche sul lungo...

Ciao

Nikkei
 
Spiego il mio pensiero, che sicuramente si rivelerà sbagliato: a breve vendere, perchè il mercato è nella fase di 'distribuzione' durante la quale gli investitori istituzionali mantengono ad un livello elevato le quotazioni per poter chiudere al meglio sul mercato i titoli accumulati nell’arco degli ultimi tre anni, fase che durerà ancora un po' e che presuppone una discesa notevole degli indici una volta completata.
A lungo si puo' tenere duero, perchè i prezzo delle azioni rapportati a quelli delle obbligazioni sono nella media storica, perchè gli utili non danno segnali di discese importanti, anzi, e perchè se si esce con l'obiettivo di rientrare con prodotti tipo i fondi si rischia o di non rientrare piu' o di rientrare a prezzi piu' alti di quelli di quando si è usciti.
IMHO, naturalmente. ;)
 
NCC1701 ha scritto:
Spiego il mio pensiero, che sicuramente si rivelerà sbagliato: a breve vendere, perchè il mercato è nella fase di 'distribuzione' durante la quale gli investitori istituzionali mantengono ad un livello elevato le quotazioni per poter chiudere al meglio sul mercato i titoli accumulati nell’arco degli ultimi tre anni, fase che durerà ancora un po' e che presuppone una discesa notevole degli indici una volta completata.
A lungo si puo' tenere duero, perchè i prezzo delle azioni rapportati a quelli delle obbligazioni sono nella media storica, perchè gli utili non danno segnali di discese importanti, anzi, e perchè se si esce con l'obiettivo di rientrare con prodotti tipo i fondi si rischia o di non rientrare piu' o di rientrare a prezzi piu' alti di quelli di quando si è usciti.
IMHO, naturalmente. ;)

Secondo te la discesa che ritieni imminente coincide con la fine del ciclo (quello di cui si parla tanto nella parte azionaria del forum) o è solo uno storno come quelli visti a ottobre e aprile scorso?

Ciao
 
Fridrick ha scritto:
Secondo te la discesa che ritieni imminente coincide con la fine del ciclo (quello di cui si parla tanto nella parte azionaria del forum) o è solo uno storno come quelli visti a ottobre e aprile scorso?

non sono un esperto, ma leggendo su stampa e internt, mi sono fatto l'idea che non siamo di fronte alla fine di un ciclo ma ad uno storno fisiologico del mercato: se è vero che ci saranno altri aumenti di tassi USA ed europa e se non degenera la crisi con l'Iran, non credo che gli investitori molleranno tanto facilmente le borse a favore dei bond
 
Nikkei ha scritto:
Adoro le diatribe breve-lungo :)

Come se perdere il 10% sul breve non significasse -10% anche sul lungo...

Infatti! Perdere il 10 sul breve NON significa perdere il 10 sul lungo. Anzi,
di solito ti risparmi (almeno) le spese e le tasse. E anche qualche mal di testa. Cmq
c'e` chi si diverte anche cosi` ...
 
pincopall0 ha scritto:
Infatti! Perdere il 10 sul breve NON significa perdere il 10 sul lungo. Anzi,
di solito ti risparmi (almeno) le spese e le tasse. E anche qualche mal di testa. Cmq
c'e` chi si diverte anche cosi` ...

Beh, dipende se si parla di ETF, Sicav o Fondi Comuni Italiani.
Le strategie di uscita+rientro, che di fatto significano spezzare il lungo periodo in tanti brevi periodi, richiedono tanta attenzione. E molti non possono permetterselo.
Inoltre, richiedono lo strumento giusto.
Se confrontiamo i 3 strumenti citati sopra, esclusivamente limitatamente al concetto di uscita+rientro (e non guardando tutti gli altri aspetti che possono giustamente far rovesciare le conclusioni)
ETF: Non potendo recuperare le minus da Delta NAV, e avendo generalmente costi di transazione alti, è sfigatissimo per questa tipologia di gestione.
SICAV: recupera male le minus (si compensano col risparmio amministrato e non col gestito), e ha costi di transazione spesso più alti di tutti.
FCI: per chi opera parecchio, è l'unica soluzione. Costi di transazione nulli o bassissimi (pochi euri al massimo), e recupero immediato delle minus (che vengono di fatto liquidate in quota).

Scegliendo quindi lo strumento dei fondi comuni italiani, è possibilissimo anche uscire ad ogni accenno di ribasso, e rientrare sul trend consolidato. E, incredibilmente, non è neanche complesso. Basta scegliere una soglia di uscita e una soglia di ingresso, un foglio di excel, e con una occhiatina al giorno/settimana si fa tutto.
Lo svantaggio, è che qualche volta si esce dopo un semplice storno (ma significa che si era scelta una soglia di oscillazione troppo stretta, basta adeguarla).
Ma i vantaggi sono interessanti. Il giorno in cui comincerà 'il grande crollo', si è sicuri che non si perderà più di tot. Quando c'è un ribasso che va al di là del semplice 'stornello', spesso si parla (sugli azionari) di un -10%. E se uno a -4% è uscito, intanto ha guadagnato qualche settimana di tranquillità. Poi, quando tutto risale, quasi sempre si riesce a rientrare più bassi di dove si è usciti, con un guadagno netto in numero di quote detenute, rispetto al cassettista.

Io, da 3 anni, ho due portafogli. Su uno, non avendo home banking, non opero attivamente, e faccio il cassettista. Sull'altro, grossomodo speculare, ho invece l'home banking e opero attivamente. Dopo tre anni di toro, posso dire che i rendimenti sono estremamente favorevoli all'operatività attiva. E in caso di orso 'vero', ovviamente il vantaggio diverrà ancora più sensibile.


Ciao

Nikkei
 
e sulla parte 'hold' che farai???
la tieni ferma in ogni caso??resti long?ciao
 
$o$ ha scritto:
e sulla parte 'hold' che farai???
la tieni ferma in ogni caso??resti long?ciao

Quantitativamente parlando, è di entità minore rispetto alla parte attiva, quindi il grosso lo controllo.
Poi, se le cose andranno veramente male, liquiderò anche quella, ma mi toccherà fare un salto in filiale...

Ciao

Nikkei
 
Nikkei ha scritto:
E, incredibilmente, non è neanche complesso. Basta scegliere una soglia di uscita e una soglia di ingresso, un foglio di excel, e con una occhiatina al giorno/settimana si fa tutto.


Non semplifichiamo troppo
Applicando semplici regole di entrata e uscita
(es: stop&trailing stop a -5% rientro su rimbalzo >5%)
si possono creare disastri

ps ma tu quando esci da un Fondo/Sicav ne chiedi il rimborso
sul conto? :mmmm:
 
Pek ha scritto:
Non semplifichiamo troppo
Applicando semplici regole di entrata e uscita
(es: stop&trailing stop a -5% rientro su rimbalzo >5%)
si possono creare disastri

Ma anche no [cit.]

Diciamo che la regola può anche essere complicatissima (io, ad esempio, effettuo una comparazione con uno zerocoupon al 2.5%, in modo da andare in stop anche su mercati laterali, e spostando il trailing stop solo quando il NAV supera il max per almeno x giorni consecutivi), ma quella che è semplice è l'operatività: digitare (o copiincollare) data e NAV in una casella di excel, e trascinare le formule (per creare la giornata nuova). La casellina si colora di blu (CONSOLIDARE), di rosso (STOP) o resta nera (nulla da fare).
Ovviamente, la parte più 'concettuale' è definire le regole.
Per le regole di uscita, è facile. Basta copiare le regole che utilizzano le obbligazioni strutturate per i loro sottostanti. Che se garantiscono il capitale, significa che le emittenti hanno fatto i loro conti...
Per le regole di entrata, è più 'a sentimento', ma grossomodo analizzando gli storici io ne ho individuate un paio che sembrano lavorare molto bene (rendimento a due mesi > 3% => START).


Pek ha scritto:
ps ma tu quando esci da un Fondo/Sicav ne chiedi il rimborso
sul conto? :mmmm:

No, di solito effettuo uno switch su uno strumento monetario o un obbligazionario che in quel momento non sia a rischio (ad esempio un BT o un convertibile).

Ciao

Nikkei
 
Nikkei ha scritto:
Ma anche no [cit.]

Diciamo che la regola può anche essere complicatissima (io, ad esempio, effettuo una comparazione con uno zerocoupon al 2.5%, in modo da andare in stop anche su mercati laterali, e spostando il trailing stop solo quando il NAV supera il max per almeno x giorni consecutivi), ma quella che è semplice è l'operatività: digitare (o copiincollare) data e NAV in una casella di excel, e trascinare le formule (per creare la giornata nuova). La casellina si colora di blu (CONSOLIDARE), di rosso (STOP) o resta nera (nulla da fare).
Ovviamente, la parte più 'concettuale' è definire le regole.
Per le regole di uscita, è facile. Basta copiare le regole che utilizzano le obbligazioni strutturate per i loro sottostanti. Che se garantiscono il capitale, significa che le emittenti hanno fatto i loro conti...
Per le regole di entrata, è più 'a sentimento', ma grossomodo analizzando gli storici io ne ho individuate un paio che sembrano lavorare molto bene (rendimento a due mesi > 3% => START).

Scusa se mi permetto,ma ho il dubbio che tu abbia male interpretato alcune cose,pronto a ricredermi :bow:
Le obbligazioni strutturate che garantiscono il capitale a scadenza sono appunto strutturate cioè del tipo
sottostante più opzione ovvero Zero coupon + Call
Lo ZC garantisce il capitale a scadenza mentre la call
tenta l'eventuale overperformance

In alternativa alcuni prodotti promettono una soglia di capitale protetto ed attuano strategie di Dynamic Hedging
Queste strategie devono tener conto del risk free per
adeguare la percentuale di capitale a rischio e le soglie di stop.
I ribilanciamenti sono graduali
Sebbene queste tecniche siano ben codificate e spiegate largamente anche su fonti pubbliche non le definirei "semplici" nè di facile realizzazione casalinga

Tu proponi invece un sistema di trading con il 100% del capitale (che può essere anche una frazione del totale)
con regole semidiscrezionali e benchmark il risk free

Questa strategia può essere ottima in assoluto o per le tue aspettative,non discuto :)
Bisogna però evidenziare che

-il capitale non è assolutamente garantito nè protetto
-Evidentemente la facilità operativa attuale deriva da
uno studio approfondito e da una sensibilità acquisita che
non puoi pensare di trasmettere in un post dando indicazioni generiche su sottostante,entrata e uscita

Sei convinto?


Nikkei ha scritto:
No, di solito effettuo uno switch su uno strumento monetario o un obbligazionario che in quel momento non sia a rischio (ad esempio un BT o un convertibile).

Ciao

Nikkei


OK da come tratti l'aspetto fiscale ed i costi di switch delle Sicav mi era sembrato che disinvestissi ogni volta

:)
 
Ultima modifica:
Nikkei ha scritto:
Come se perdere il 10% sul breve non significasse -10% anche sul lungo...

Se l'orizzonte temporale e' impostato sul lungo periodo, delle oscillazioni di
breve me ne posso anche fregare.
 
Pek ha scritto:
Scusa se mi permetto,ma ho il dubbio che tu abbia male interpretato alcune cose,pronto a ricredermi :bow:
Le obbligazioni strutturate che garantiscono il capitale a scadenza sono appunto strutturate cioè del tipo
sottostante più opzione ovvero Zero coupon + Call
Lo ZC garantisce il capitale a scadenza mentre la call
tenta l'eventuale overperformance

In alternativa alcuni prodotti promettono una soglia di capitale protetto ed attuano strategie di Dynamic Hedging
Queste strategie devono tener conto del risk free per
adeguare la percentuale di capitale a rischio e le soglie di stop.
I ribilanciamenti sono graduali
Sebbene queste tecniche siano ben codificate e spiegate largamente anche su fonti pubbliche non le definirei "semplici" nè di facile realizzazione casalinga

La seconda versione, ossia quella col ribilanciamento, è esattamente ciò che io faccio.
Ovviamente non è semplice da mettere in piedi, come dicevo, quanto a formuline in excel. Ma se uno avesse un consulente serio, e non in chiaro conflitto di interesse (perchè il consulente in conflitto d'interesse, ti dice che conviene fare un PAC così compri sui ribassi: genialata!), potrebbe avere il fogliettino di excel già fatto, solo da compilare.
Poi, diciamo che il vecchietto non lo fa, ma uno che abbia voglia di seguire i propri soldi, può imparare in due giorni come funziona.

Pek ha scritto:
Tu proponi invece un sistema di trading con il 100% del capitale (che può essere anche una frazione del totale)
con regole semidiscrezionali e benchmark il risk free

Grossomodo, sì.


Pek ha scritto:
Questa strategia può essere ottima in assoluto o per le tue aspettative,non discuto :)
Bisogna però evidenziare che

-il capitale non è assolutamente garantito nè protetto
-Evidentemente la facilità operativa attuale deriva da
uno studio approfondito e da una sensibilità acquisita che
non puoi pensare di trasmettere in un post dando indicazioni generiche su sottostante,entrata e uscita

Sei convinto?

Certo, che il capitale non è garantito. Ma è quasi certo (cioè, se un fondo mi perde il 10% in un giorno, oramai è andato, ma rimaniamo su scenari più realistici) che non perderò mai più di un x% dall'ultimo 'consolidamento', ossia dall'ultimo NAV in cui ho spostato il trailing-stop.
E se consideri che la paura di tutti, me compreso, è quella che tutto si inverta, tutto crolli, e ci si ritrovi con un -30% come qualche anno fa, avere la quasi certezza di non perdere mai più del, ad esempio, 5% del capitale, è un bel tranquillante.

Quanto all'operatività, stavo facendo esempi. Nessuna presunzione di fornire formule magiche in un post di poche righe. Sintetizzavo, giusto per fornire una 'visione', se vogliamo un po' fuori dalle righe, ma che, credimi, ha i suoi bei vantaggi.

Pek ha scritto:
OK da come tratti l'aspetto fiscale ed i costi di switch delle Sicav mi era sembrato che disinvestissi ogni volta

Beh, non è detto che si possa switchare sempre. Ci potrebbe anche essere il caso di dover uscire. Oppure la Sicav non ha comparti promettenti, per cui passo dall'azionario al monetario, poi ad un certo punto mi tocca uscire per andare su un'altra società. E qui pago le plus (ed è il caso positivo), o mi carico di minus (che però non sono facili da recuperare, andando sull'amministrato che non seguo più di tanto).

Ciao

Nikkei
 
drumbsd ha scritto:
Se l'orizzonte temporale e' impostato sul lungo periodo, delle oscillazioni di
breve me ne posso anche fregare.

Dipende dalla tua volontà di essere attivo o passivo.
Se siamo in un thread in cui ci si chiede se alleggerire o meno, significa voler essere attivi (altrimenti compriamo e teniamo, e chiuso l'argomento).
E se si vuole essere attivi, uscire in un momento di ribasso, aspettare un po' su un monetario, e rientrare sui rialzi, paga parecchio.
Cioè, se oggi un fondo perde il 10%, la performance che farà da domani in poi si applicherà al 90% rimanente. Diciamo che successivamente faccia +100%, alla fine si avrà 180%.
Se invece sul ribasso si esce a -5%, e si rientra 'perdendo' il primo 5% del rialzo, si applicherà +95% sul 95%, ossia finale=185%.
Se questa cosa la applichi a oscillazioni ancora più ampie, vale ancora di più.
E se questa cosa la applichi ad un crollo del mercato, capisci subito che non c'è paragone.

Ma il vero beneficio, è in termini di relax. Io non perdo il sonno a pensare se sia o meno il momento di uscire. Guardo il colore di una cella di excel, e so subito se tutto sta andando come deve. E se non va come deve, esco dalla posizione e vado a prendere un tè.

Ciao

Nikkei
 
Nikkei ha scritto:
La seconda versione, ossia quella col ribilanciamento, è esattamente ciò che io faccio.

.......

Grossomodo, sì

Ok,anche se non ho ancora capito bene se
fai trading puro (grossomodo) o dinamic hedging (esattamente quello che faccio), mica è uguale :mmmm: :D

L'importante è evidenziare che la cosa non è banale

Poi sono d'accordo con te che una gestione dinamica possa
profilare meglio certe equity,ma in generale si riversa parte
del rischio di mercato in rischio di gestione

ps se il tuo foglio excel promette MAXDD al 5%
con esposizione 0-100 su singolo mercato,postalo pure

:)
 
Storno abbastanza forte in corso, ma non ditemi che porto sfiga, io vi avevo avvisato... :p
 
NCC1701 ha scritto:
Storno abbastanza forte in corso, ma non ditemi che porto sfiga, io vi avevo avvisato... :p

Io vorrei capire di cosa stiamo parlando.
Prendendo in considerazione alcuni fondi che qui nel fol sono stati ampiamente pubblicizzati assistiamo in una settimana ad una perdita che va dal 1,7% al 2,6%

http://www.morningstar.it/funds/ove...on_ID=-1&Sector_Pct=-1&Region_Pct=-1&pageno=5

http://www.morningstar.it/funds/ove...r=&Rating=-1&region_id=-1&submit1=%A0Cerca%A0

http://www.morningstar.it/funds/ove...r=&Rating=-1&region_id=-1&submit1=%A0Cerca%A0

E me lo chiamate uno storno forte?
Certo che se uno si fa trovare sbilanciato su asset ad alta volatilità non può aspettarsi che questa volatilità agisca solo al rialzo.
Sarebbe bene che termini come crollo o storno venissero banditi e sostituiti dal termine "volatilità".
La volatilità esiste sempre. E' una caratteristica implicita di ogni asset finanziario ed agisce sia quando l'asset si rivaluta che quando si svaluta.
Solo che chissà perchè quando sale si tende a dimenticarsene e si ragiona come se qualla salita sia dovuta esclusivamente alle "meravigliose" caratteristiche dell'asset prescelto.
Se non si tollera la volatilità sarebbe meglio non investire in borsa oppure più semplicemente ridurre il beta di portafoglio con opportune strategie di copertura.
 
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