Biennale Venezia 2024

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Alessandro Celli

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partiamo da qui.

Massimo Bartolini, "Due qui".
Non faccio commenti per non essere bannato a vita :asd:

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tanto ci pensa lui:

= Farò a breve un esposto alla Corte dei Conti per il finanziamento pubblico accordato al Padiglione Italia, che è un orrore contro l'umanità», lo ha affermato oggi, giovedì 18 aprile, Vittorio Sgarbi a margine della presentazione di Ifis Art a Venezia, invitando Banca Ifis a evitare di finanziare ulteriormente il sito. «Avere persone in coda per vedere tubi 'innocenti' che suonano mi sembra una presa in giro. È un intervento di balordi - ha concluso - che agiscono contro l'arte contemporanea».

:D
 
A me invece incuriosisce, difficile far peggio di Tosatti e bisognerebbe anche capire che budget aveva…il titolo è geniale come gioco di parole che ha senso solo se tradotto e pronunciato. Comunque si poteva trovare un modo per rendere più gradevole l’idea a livello estetico
 
Trovato questo:

Banca Ifis, che aveva invitato Sgarbi per la sua conferenza stampa, finanzia insieme a Tod's il padiglione per 400 mila euro, 800 mila euro è il finanziamento ministeriale.

Se le cifre sono soltanto per il lavoro dell’artista fa benissimo Sgarbone a denunciare 😂 l’esperto di truffe è lui e mi fido se ne riconosce una
 
A me invece incuriosisce, difficile far peggio di Tosatti e bisognerebbe anche capire che budget aveva…il titolo è geniale come gioco di parole che ha senso solo se tradotto e pronunciato. Comunque si poteva trovare un modo per rendere più gradevole l’idea a livello estetico
Anche io sono curioso di visitare il Padiglione Italia: un lavoro che si basa molto sui suoni non si può certo giudicare dalle foto. Non sono affatto d’accordo, invece, sul tuo giudizio su Tosatti: ho trovato molto suggestivi i suoi interventi.
È forse discutibile affidare spazi così grandi ad un solo artista, ma certo non è meglio l’estremo opposto: secondo me è difficile fare peggio dell’edizione del 2011, curata dall’esimio professore, che fu -quella sì- un autentico orrore contro l’umanità.
 
Leggo ma non ricordo da dove:

A partire da questi criteri, sono stati selezionati 331 artisti, poco noti anche nel mondo dell’arte e provenienti soprattutto da zone del mondo sottorappresentate, come l’Africa, il Sud America, l’Asia e il Medio Oriente. La maggior parte di loro, il 55 per cento, è morta (nessuna Biennale aveva mai raggiunto una percentuale così alta) e molti tra quelli ancora in vita non sono rappresentati da gallerie o non sono stati ospitati in musei importanti. Molti critici hanno notato la contraddizione di un’esposizione d’arte contemporanea fatta da persone che non sono più in vita, ma uno degli intenti di Pedrosa è ridefinire un nuovo canone artistico del Novecento, dando rilevanza e notorietà a personaggi dimenticati o rimasti immeritatamente ai margini.
 
A me invece incuriosisce, difficile far peggio di Tosatti e bisognerebbe anche capire che budget aveva…il titolo è geniale come gioco di parole che ha senso solo se tradotto e pronunciato. Comunque si poteva trovare un modo per rendere più gradevole l’idea a livello estetico


Padiglione Italia della Biennale Arte di Venezia: 1 milione e 200 mila euro per esporre un solo artista .

Un ponteggio un pochetto costoso, spero sia fatto a regola d'arte, per lo meno, eh:o

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Padiglione Italia della Biennale Arte di Venezia: 1 milione e 200 mila euro per esporre un solo artista .

Un ponteggio un pochetto costoso, spero sia fatto a regola d'arte, per lo meno, eh:o

Vedi l'allegato 3007579
sarebbe stato interessante collegare la rappresentazione di tale opera-truffa d'artista (si scherza, la vedrò e giudicherò con le mie orecchie, visto che gli occhi hanno poco da vedere) alle vicende recenti dei cantieri italiani con alle prese con i bonus (s)facciata 110% che metteranno in ginocchio le finanze pubbliche nei prossimi anni 😆
 
Non sono affatto d’accordo, invece, sul tuo giudizio su Tosatti: ho trovato molto suggestivi i suoi interventi.
per carità, non vorrei tornare sul tema che in questi due anni passati abbiamo spolpato ovunque e in tanti contesti (non qui però, almeno io). Brevemente ho sempre trovato l'artista molto sopravvalutato e aiutato da relazioni forti, non aveva lo status per ricevere quell'incarico, né tutte le cose seguite in quell'anno (vedi Hangar Bicocca) e la galleria che lo rappresenta, per quanto potente e influente, non ha smosso di un euro il suo valore, nonostante porti in ogni fiera sempre la stessa triste tavola di corten vista e stra-vista per cercare di trovargli un chiodo. Lui molto furbetto ha sfruttato temi visti e conosciuti da sempre, l'ambiente, le lucciole, Pasolini, l'industria decaduta ed ha costruito una macchina in scala reale 1:1 prevedibile e noiosa (per quanto ovviamente suggestiva da attraversare per qualche minuto) che è proprio l'opposto di quello che dovrebbe fare l'arte con i simboli e metafore. Lo vedrei meglio al lavoro su set teatrali o televisivi, come artista non ha niente da dirci che non sappiamo già. La cosa migliore in quel padiglione erano i testi in coda, non scritti da lui però...opinione purtroppo molto diffusa anche se a qualcuno era piaciuto anche il resto (chiuso OT, torno a parlare dell'edizione 2024)
 
a distanza di poche ore dall'apertura, al "pronti-via!" gli artisti sulla bocca di tutti al momento sembrano essere in particolare questi:

- il duo Claire Fontaine
- Louis Fratino
- Yinka Shonibare

vediamo come si evolve la situazione, comunque le cose belle e sorprendenti non mancheranno...mai vista così tanta offerta a Venezia

Screenshot 2024-04-20 alle 13.58.29.png
 
per carità, non vorrei tornare sul tema che in questi due anni passati abbiamo spolpato ovunque e in tanti contesti (non qui però, almeno io). Brevemente ho sempre trovato l'artista molto sopravvalutato e aiutato da relazioni forti, non aveva lo status per ricevere quell'incarico, né tutte le cose seguite in quell'anno (vedi Hangar Bicocca) e la galleria che lo rappresenta, per quanto potente e influente, non ha smosso di un euro il suo valore, nonostante porti in ogni fiera sempre la stessa triste tavola di corten vista e stra-vista per cercare di trovargli un chiodo. Lui molto furbetto ha sfruttato temi visti e conosciuti da sempre, l'ambiente, le lucciole, Pasolini, l'industria decaduta ed ha costruito una macchina in scala reale 1:1 prevedibile e noiosa (per quanto ovviamente suggestiva da attraversare per qualche minuto) che è proprio l'opposto di quello che dovrebbe fare l'arte con i simboli e metafore. Lo vedrei meglio al lavoro su set teatrali o televisivi, come artista non ha niente da dirci che non sappiamo già. La cosa migliore in quel padiglione erano i testi in coda, non scritti da lui però...opinione purtroppo molto diffusa anche se a qualcuno era piaciuto anche il resto (chiuso OT, torno a parlare dell'edizione 2024)
Ciao. Non ha ovviamente senso discutere dei gusti, se, legittimamente, non ti è piaciuto il Padiglione di Tosatti. Vorrei però sfruttare il tuo intervento per fare qualche considerazione su quello che, secondo me, dovrebbe essere l’atteggiamento di chi va a visitare una Biennale (così non siamo OT).

Quello che premetti su Tosatti è magari tutto giusto, ma è davvero rilevante per giudicare un padiglione alla Biennale? Se Tosatti fosse stato un genio riconosciuto, se si fosse strameritato l’incarico e se avesse sfondato nelle quotazioni dopo l’evento, il tuo giudizio sul Padiglione sarebbe stato diverso?

Secondo me bisognerebbe visitare queste manifestazioni con una mente molto aperta, cercando di non considerare i criteri di selezione di curatori e artisti, le consorterie politiche, le amicizie, ecc.

Neanche il criterio della “novità” tematica mi sembra il più adatto: se i temi “visti e conosciuti da sempre” andassero banditi, forse la Biennale potrebbe chiudere, ma anche l’arte in generale non se la passerebbe molto bene (si parla addirittura di arte “di genere”). Che poi, si tratta sempre di estensioni all’universo mondo di ciò che hai visto e conosciuto tu: ho visto il Padiglione di Tosatti con mio figlio, allora quindicenne, e ti assicuro che lui non aveva mai visitato una fabbrica di quel tipo o vissuto in un’abitazione così e qualche meditazione l’ha fatta. Questo non prova nulla, per carità (ci sono anche le Wunderkammer e non sono opere d’arte), ma è solo per dire che le opere, specialmente in una Biennale, si rivolgono ad un pubblico vasto ed internazionale, che non ha esperienze omogenee di ciò che ha conosciuto e ha visto. Ed è anche quello il bello.
 
... se posso, eh? ....

In tutta sKiettezza nella scorsa biennale il Tosatti ci fece entrare in fabbrica degli anni 70, in un mondo che di contemporaneo non aveva nulla.

Credo che il buon Franco Toselli avrà avuto uno schianto di nostalgia a ritrovarsi sparato in ciò in cui era ben capace di fare, ma cinquant’anni prima però.:yes:

Forse per i feticisti del vintage in qualche fiera locale, ma in biennale no grazie dai.:no:

M è l’italia degli amici degli amici, del resto il curatore Eugenio Viola gestì
un ciclo di mostre supportate da Fondazi
one Morra, Lia Rumma e Madre (la santissima Trinità come la chiamo io🙏🙏🙏).

Gian Maria Tosatti - Lia Rumma

Ora siamo punto e da capo, da Tosatti a Bartolini è cambiato solo lo sponsor, da Napoli ci siamo avvicinati in quel di Venezia: MASSIMODECARLO


Francesco Bonami potrà fare il copia incolla di quanto dichiarò alla precedente biennale “il padiglione è interessante proprio perché rappresenta la noia attuale della cultura italiana".:P

Tornando a quella attuale mi pare di constatare parecchie paraculate che cavalcano in ogni salsa le solite tematiche di differenza, diversità, inclusione, dialogo, rispetto, tolleranza...... machepalle .....:asd::asd::asd:

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... se posso, eh? ....

In tutta sKiettezza nella scorsa biennale il Tosatti ci fece entrare in fabbrica degli anni 70, in un mondo che di contemporaneo non aveva nulla.

Credo che il buon Franco Toselli avrà avuto uno schianto di nostalgia a ritrovarsi sparato in ciò in cui era ben capace di fare, ma cinquant’anni prima però.:yes:

Forse per i feticisti del vintage in qualche fiera locale, ma in biennale no grazie dai.:no:

M è l’italia degli amici degli amici, del resto il curatore Eugenio Viola gestì
un ciclo di mostre supportate da Fondazi
one Morra, Lia Rumma e Madre (la santissima Trinità come la chiamo io🙏🙏🙏).

Gian Maria Tosatti - Lia Rumma

Ora siamo punto e da capo, da Tosatti a Bartolini è cambiato solo lo sponsor, da Napoli ci siamo avvicinati in quel di Venezia: MASSIMODECARLO


Francesco Bonami potrà fare il copia incolla di quanto dichiarò alla precedente biennale “il padiglione è interessante proprio perché rappresenta la noia attuale della cultura italiana".:P

Tornando a quella attuale mi pare di constatare parecchie paraculate che cavalcano in ogni salsa le solite tematiche di differenza, diversità, inclusione, dialogo, rispetto, tolleranza...... machepalle .....:asd::asd::asd:

Vedi l'allegato 3007721
Ma sbaglio, o ad un certo punto sei stato coinvolto anche tu nella famigerata Biennale del 2011? Nulla di male, eh (e, se non ricordo bene, ti chiedo scusa). Però è anche comodo parlare dell’“Italia degli amici degli amici” solo quando non si è nel giro, ma farsela andare bene quando tocca ai tuoi amici.
 
Ma sbaglio, o ad un certo punto sei stato coinvolto anche tu nella famigerata Biennale del 2011? Nulla di male, eh (e, se non ricordo bene, ti chiedo scusa). Però è anche comodo parlare dell’“Italia degli amici degli amici” solo quando non si è nel giro, ma farsela andare bene quando tocca ai tuoi amici.
dai evitiamo di andare sul personale, in qualsiasi rete si viene chiamati per stima e amicizia, in particolare nel sistema dell'arte.
Però a volte si esagera o si scommette su giovani "artisti" sbagliando, il caso di Tosatti è eclatante ed è stato molto discusso, soprattutto dove si poteva parlare liberamente senza offendere chi lo sponsorizza...
 
Quello che premetti su Tosatti è magari tutto giusto, ma è davvero rilevante per giudicare un padiglione alla Biennale? Se Tosatti fosse stato un genio riconosciuto, se si fosse strameritato l’incarico e se avesse sfondato nelle quotazioni dopo l’evento, il tuo giudizio sul Padiglione sarebbe stato diverso?

Secondo me bisognerebbe visitare queste manifestazioni con una mente molto aperta, cercando di non considerare i criteri di selezione di curatori e artisti, le consorterie politiche, le amicizie, ecc.

Neanche il criterio della “novità” tematica mi sembra il più adatto: se i temi “visti e conosciuti da sempre” andassero banditi, forse la Biennale potrebbe chiudere, ma anche l’arte in generale non se la passerebbe molto bene (si parla addirittura di arte “di genere”). Che poi, si tratta sempre di estensioni all’universo mondo di ciò che hai visto e conosciuto tu: ho visto il Padiglione di Tosatti con mio figlio, allora quindicenne, e ti assicuro che lui non aveva mai visitato una fabbrica di quel tipo o vissuto in un’abitazione così e qualche meditazione l’ha fatta.

su questo invece permettimi alcune banali considerazioni: se non devo curarmi di chi è l'artista, quanto è importante, perché è stato selezionato e quanto è nuovo ciò che vuole dirci ma scusa, allora così va bene tutto e tutti, tocca sospendere o annullare ogni senso critico...capisco non avere pregiudizi e dare una possibilità a tutti, ma quello è il lavoro di chi deve selezionare gli artisti non di chi va lì per vedere i contenuti già selezionati tra i migliori in circolazione, selezione che mi aspetto facciano con criterio e cultura i curatori senza condizionamenti commerciali.

...e il fatto che tuo figlio abbia apprezzato non fa che confermare i miei sospetti sul fatto che fosse un'esperienza più alla Universal Studios, più teatro e set cinematografico che arte contemporanea.
 
su questo invece permettimi alcune banali considerazioni: se non devo curarmi di chi è l'artista, quanto è importante, perché è stato selezionato e quanto è nuovo ciò che vuole dirci ma scusa, allora così va bene tutto e tutti, tocca sospendere o annullare ogni senso critico...capisco non avere pregiudizi e dare una possibilità a tutti, ma quello è il lavoro di chi deve selezionare gli artisti non di chi va lì per vedere i contenuti già selezionati tra i migliori in circolazione, selezione che mi aspetto facciano con criterio e cultura i curatori senza condizionamenti commerciali.

...e il fatto che tuo figlio abbia apprezzato non fa che confermare i miei sospetti sul fatto che fosse un'esperienza più alla Universal Studios, più teatro e set cinematografico che arte contemporanea.
Sarai senz’altro più bravo di me e ti faccio i complimenti, ma soprattutto nelle ultime edizioni della Biennale (e qui mi riferisco all’intera manifestazione), sempre più aperte ad artisti molto lontani da noi o misconosciuti, oserei dire che sono più gli artisti che non conosco, di cui ignoro l’importanza, che non so come siano stati scelti o dei quali non so dire se, nel Paese da dove provengono, abbiano detto qualcosa di veramente nuovo oppure no. Non vuol dire affatto annullare ogni senso critico, ma solo avere un atteggiamento prudente, sospendendo magari il giudizio sul valore artistico e limitandosi ad esprimere un proprio gusto. Io la vedo così e, ovviamente, ciò si applica meno agli artisti italiani, che conosciamo molto meglio, ma anche nel loro caso non trovo utile avere dei pregiudizi sulla loro presenza (un artista “raccomandato” potrebbe stupirti in positivo e un Maestro potrebbe fare un disastro; tanto vale concentrarsi sull’opera).
 
Ma sbaglio, o ad un certo punto sei stato coinvolto anche tu nella famigerata Biennale del 2011?


Eccome, fui invitato da Bice Curiger, esperienza in prima battuta stimolante, poi quando compresi come girava il sistema (e non credo dispendesse solo da Sgarbi, ma veramente un sistema consolidato) mi resi ben conto che di libertà ve ne è davvero poca.
Per evitare diffamazioni vorrei trovare un sinonimo di 'na mafia, ma il sinonimo non lo trovo quindi ti direi un bell'intreccio fra mercanti, curatori, critici e benpensanti.:ubriachi::ubriachi::ubriachi:

Nel mio caso probabilmente non davo fastidio a nessuno e visto che ci furono un milione (si fa per dire) di artisti mi lasciarono libertà.

Anni dopo (ma non mi va di scrivere con quale curatore:no:) mi arrivò un altro invito : credimi, manco risposi per non dover dare spiegazioni.:cool:

Ciao
 
Sarai senz’altro più bravo di me e ti faccio i complimenti, ma soprattutto nelle ultime edizioni della Biennale (e qui mi riferisco all’intera manifestazione), sempre più aperte ad artisti molto lontani da noi o misconosciuti, oserei dire che sono più gli artisti che non conosco, di cui ignoro l’importanza, che non so come siano stati scelti o dei quali non so dire se, nel Paese da dove provengono, abbiano detto qualcosa di veramente nuovo oppure no. Non vuol dire affatto annullare ogni senso critico, ma solo avere un atteggiamento prudente, sospendendo magari il giudizio sul valore artistico e limitandosi ad esprimere un proprio gusto. Io la vedo così e, ovviamente, ciò si applica meno agli artisti italiani, che conosciamo molto meglio, ma anche nel loro caso non trovo utile avere dei pregiudizi sulla loro presenza (un artista “raccomandato” potrebbe stupirti in positivo e un Maestro potrebbe fare un disastro; tanto vale concentrarsi sull’opera).

nessun pregiudizio nel mio caso, ma un giudizio dopo aver visto di persona e dopo aver studiato l'artista e il suo lavoro. Chiaro che in Biennale ormai si va quasi alla cieca essendoci un esercito di artisti sconosciuti, però mi fido in partenza di chi per mestiere dovrebbe sceglierli. Purtroppo nel caso di Tosatti è stata una scommessa persa, io ho maturato poi le mie idee sul perché è avvenuta, ma senza pregiudizi iniziali direi, anzi, mi incuriosiva molto
 
... per rimanere sul contemporaneo:D in biennale ci sta pure questa di Mario Tozzi : opera del 1931

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