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FaGal

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Bollo auto, la Consulta «bacchetta» il Fisco

Chi richiede al Pubblico registro automobilistico (Pra) la radiazione del proprio veicolo o l'annotazione della perdita di possesso entro il mese successivo alla scadenza del bollo non è tenuto a rinnovare il pagamento della tassa. Il principio, che rovescia una prassi pluridecennale, è stato stabilito dalla Corte costituzionale, con l'ordinanza 120 depositata il 10 aprile scorso (pubblicata nella «Gazzetta Ufficiale» 15 del 16 aprile 2003) su una questione di legittimità della legge 53/83 sollevata dal Tribunale di Trieste. E quel che più sorprende è che, nel giudizio davanti alla Consulta, l'amministrazione finanziaria ha di fatto dichiarato illegittimo l'atteggiamento da essa stessa tenuto negli ultimi 20 anni. La vecchia posizione delle Finanze. L'illegittimità stabilita dalla Consulta e ammessa dall'amministrazione si riferisce a un caso fin troppo frequente: quello di chi fu chiamato a pagare il rinnovo per il periodo da maggio 1996 ad aprile 1997, nonostante avesse annotato nel Pra la perdita di possesso sin dal 13 maggio 1996. L'amministrazione finanziaria, prima di ora, aveva sempre insistito per la sussistenza dell'obbligo di rinnovo: da ultimo con risoluzione 411615 del 10 gennaio 1991 della soppressa Direzione generale tasse. E tale è stata fino a oggi la prassi applicativa, pur nel nuovo contesto maturato dopo il 1998, in cui la titolarità del tributo, e quindi la parola ultima vincolante sul piano interpretativo, spetta alle Regioni e non più allo Stato. Il cambio di rotta della Consulta. Tornando all'ordinanza della Corte costituzionale, il ragionamento in motivazione è stato lineare e ricalca quanto da noi affermato sin dall'epoca delle prime forzature interpretative operate in senso inverso dall'Aci con la circolare 1 del 7 gennaio 1985. Il comma 32 della legge 53/83 stabilisce che «al pagamento...sono tenuti coloro che, alla scadenza del termine utile per il pagamento..., risultano essere proprietari dal Pra...». Nel caso di specie, quindi, alla data del 31 maggio 1996, termine stabilito per il pagamento, l'automobilista in questione risultava non più proprietario a seguito, dice la Corte, della già avvenuta annotazione nel Pra della perdita di possesso. Per cui l'automobilista, secondo l'opinione del giudice costituzionale, non era più obbligato al rinnovo per il periodo che va da maggio '96 ad aprile '97. Su questo punto, per la verità, l'ordinanza forza un tantino le cose, equiparando la radiazione alla perdita di possesso, e finendo così per allontanarsi dal dato testuale che, limitatamente al caso di perdita di possesso, è nella legge di segno contrario (stando quantomeno alle parole recate dal successivo comma 36). Ora sarà inevitabile un intervento chiarificatore: l'ordinanza di rigetto, infatti, non è vincolante e, pur segnando un precedente autorevole di tutto rispetto a favore dell'automobilista, non mette la parola fine sulla questione. Spetta alle Regioni intervenire: la Lombardia lo ha già fatto venerdì scorso, con la nuova legge regionale sul bollo che addirittura riconosce la possibilità di ottenere un rimborso per il bollo non goduto anche quando si perde il possesso oltre il primo mese del periodo d'imposta (si veda «Il Sole-24 Ore» del 10 maggio), che però deve essere ancora approvata dal Consiglio regionale. Tra gli altri enti, solo la Provincia autonoma di Trento si era adeguata alla legge 53/83, a partire dal 2002. Sarebbe opportuno un intervento immediato di tutte le Regioni, dato che il problema si pone già da queste settimane per il rinnovo dei bolli scaduti ad aprile 2003 sulle auto radiate o sottoposta ad annotazione di perdita di possesso nel corso del mese di maggio. Un colpo all'indivisibilità del debito annuale. La nuova interpretazione della Corte fa inoltre traballare il "mitico" principio di indivisibilità della obbligazione tributaria in materia di bollo auto, che resiste oramai da 20 anni (comma 38 della legge 53/83). Un assunto, quest'ultimo, che obbedisce a pure esigenze di gettito, in barba ai più elementari principi di equità. Sulla scorta di questa regola, infatti, l'automobilista viene chiamato a pagare 12 mesi di bollo anche per "possessi" d'auto (presunti in base al Pra) durati, nel caso limite, anche un solo giorno. GIUSEPPE PASQUALE
Il sole 24 ore 13 maggio 2003
 
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