Bonifico in Europa superiore a 10000 €

Hakuna Matata

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Ciao a tutti,poiche' ho aperto un conto con un broker estero ,dovrei bonificare una somma superiore ai vecchi 20.000.000,mi pare che vada dichiarato un capitale in uscita superiore a tale cifra per i paesi extra-cee ,vale anche se il conto e' in Germania?
Grazie in anticipo.
 
Si deve compilare il modulo RW del modello Unico, infatti (compilare sempre, anche se non si deve presentare la dichiarazione dei redditi).
 
Grazie Voltaire,invece se la cifra e' inferiore non va compilato?
 
Sotto la soglia non vi è obbligo, infatti.
 
2. MODULO RW – INVESTIMENTI ALL’ESTERO E TRASFERIMENTI
DA, PER E SULL’ESTERO

ATTENZIONE: i contribuenti che hanno presentato la “dichiarazione riservata” delle attività detenu-te
all’estero sono esonerati dall’obbligo di compilazione del presente modulo, relativamente alle at-tività
finanziarie oggetto di rimpatrio o di regolarizzazione.
Questo modulo deve essere utilizzato dalle persone fisiche residenti in Italia, le quali, in conformità a
quanto previsto nel D.L. 28 giugno 1990, n. 167, convertito dalla L. 4 agosto 1990, n. 227, e modi-ficato
dal D.Lgs. 21 novembre 1997, n. 461, devono indicare:
a) i trasferimenti da e verso l’estero di denaro, certificati in serie o di massa o titoli effettuati attraverso
soggetti non residenti, senza il tramite di intermediari residenti, se l’ammontare complessivo di tali tra-sferimenti
nel corso del periodo di imposta sia stato superiore a euro 10.329,14, pari a lire 20 mi-lioni,
(art. 2, comma 1 del D.L. n. 167 del 1990). Nell’ammontare complessivo vanno computati tut-ti
i trasferimenti e, quindi, sia quelli verso l’estero che quelli dall’estero.

b) gli investimenti all’estero e le attività estere di natura finanziaria attraverso cui possono essere con-seguiti
redditi di fonte estera imponibili in Italia, detenuti al termine del periodo di imposta se l’am-montare
complessivo di tali investimenti ed attività, al termine del periodo di imposta, risulta su-periore
a euro 10.329,14, pari a lire 20 milioni,, (art. 4, commi 1 e 5 del D.L. n. 167 del 1990).
Quest’obbligo sussiste anche se nel corso dell’anno non siano intervenute movimentazioni.
Agli effetti degli obblighi di dichiarazione, si considerano come di fonte estera i redditi corrisposti da sog-getti
non residenti, nonché i redditi derivanti da beni che si trovano al di fuori del territorio dello Stato.
Si considerano, in ogni caso, di fonte estera i redditi soggetti alla ritenuta del 12,50 o del 27 per
cento ai sensi dell’art. 26, commi 3 e 3-bis, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (interessi ed altri
proventi dei depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero, proventi derivanti da riporti e pronti
contro termine con controparti non residenti).
Si considerano, altresì, di fonte estera gli interessi ed altri proventi delle obbligazioni e titoli similari
esteri, compresi quelli di cui all’art. 31 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601 emessi all’estero, sog-getti
all’imposta sostitutiva del 12,50 o del 27 per cento ai sensi dell’art. 2, commi 1-bis e 1-ter, del
D.Lgs. n. 239 del 1996.
Sono, inoltre, da considerare di fonte estera i redditi soggetti alle disposizioni dell’art. 16-bis del TUIR.
c) i trasferimenti da, verso e sull’estero che hanno interessato i suddetti investimenti e attività, se l’ammon-tare
complessivo dei movimenti effettuati nel corso dell’anno, computato tenendo conto anche dei di-sinvestimenti,
sia stato superiore a euro 10.329,14, pari a lire 20 milioni, (art. 4, commi 2 e 5 del
D.L. n. 167 del 1990). Quest’obbligo sussiste anche se al termine del periodo d’imposta i soggetti in-teressati
non detengono investimenti all’estero né attività estere di natura finanziaria, in quanto a tale da-ta
è intervenuto, rispettivamente, il disinvestimento o l’estinzione dei rapporti finanziari.
Si precisa che l’obbligo di dichiarazione di cui ai precedenti punti b) e c) sussiste in ogni caso; vale a
dire qualunque sia l’origine delle attività finanziarie e degli investimenti detenuti all’estero (ad esempio
donazione o successione) e qualunque sia la modalità con cui sono stati effettuati i trasferimenti che han-no
interessato tali attività (attraverso intermediari residenti, attraverso intermediari non residenti o in forma
diretta tramite trasporto al seguito).
L’obbligo di dichiarazione sussiste anche nel caso in cui le operazioni siano state poste in essere da-gli
interessati in qualità di esercenti attività commerciali in regime di contabilità ordinaria e siano sog-getti
a tutti gli obblighi di tenuta e conservazione delle scritture contabili previsti dalle norme fiscali.
Considerato che il modulo RW riguarda la rilevazione su base annua dei trasferimenti da, verso e sul-l’estero
di denaro, certificati in serie o di massa o titoli, il modulo RW deve essere presentato con riferi-mento
all’intero anno solare.
Per gli importi in valuta estera il contribuente deve indicare il controvalore in lire o in euro utilizzando il
cambio indicato nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 20 febbraio 2002, in cor-so
di pubblicazione.
Gli obblighi di dichiarazione non sussistono, invece, per espressa previsione legislativa per i certificati in
serie o di massa ed i titoli affidati in gestione o in amministrazione alle banche, alle SIM, alle Società fi-duciarie
ed agli altri intermediari professionali indicati nell’art. 1 del D.L. n. 167 del 1990, per i contrat-ti
conclusi attraverso il loro intervento, anche in qualità di controparti, nonché per i depositi ed i conti cor-renti,
a condizione che i redditi derivanti da tali attività estere di natura finanziaria siano riscossi attraver-so
l’intervento degli intermediari stessi e detto esonero sussiste anche nel caso in cui il contribuente non ab-bia
esercitato le opzioni previste dagli artt. 6 e 7 del D.Lgs. n. 461 del 1997.
Nel caso in cui le attività di cui alla presente dichiarazione abbiano prodotto redditi relativamente ai qua-li
non sussistono le condizioni di esonero, il contribuente dovrà farne oggetto di dichiarazione nei relati-vi
quadri secondo le istruzioni ivi fornite.
Si ricorda che l’art. 6 del D.L. n. 167 del 1990, ai fini delle imposte sui redditi, prevede la presunzione
di fruttuosità, nella misura pari al tasso ufficiale medio di sconto vigente in Italia nei singoli periodi d’im-posta,
con riguardo alle somme in denaro ai certificati in serie o di massa o ai titoli trasferiti o costituiti al-l’estero,
senza che ne risultino dichiarati i redditi effettivi, a meno che nella dichiarazione non venga spe-cificato
che si tratta di redditi la cui percezione avverrà in un successivo periodo d’imposta.
Se il contribuente è obbligato alla presentazione del modello UNICO/2002 Persone fisiche, il presen-te
modulo deve essere presentato unitamente a detto modello.
Tipo di attività detenuta all’estero Obbligo di compilazione del quadro RW
Attività finanziarie estere (emesse da non residenti, – in ogni caso
compresi titoli pubblici)
Immobili all’estero – se sono assoggettati ad imposte sui redditi
nello Stato estero o comunque se sono dati in affitto
– in caso di cessione suscettibile di generare
una plusvalenza imponibile in base all’articolo 81,
comma 1, lettere a) e b) del Tuir
Preziosi ed opere d’arte – solo se impiegati in attività destinate a produrre
redditi imponibili in Italia
Attività finanziarie italiane (emesse da residenti, – in caso di cessione o rimborso suscettibili di generare
compresi titoli pubblici esteri emessi in Italia) plusvalenze imponibili in base all’articolo 81,
comma 1, lettere da c) a c-quinquies) del Tuir

Nei casi di esonero dalla dichiarazione dei redditi o nel caso di presentazione del mod. 730/2002,
il modulo RW deve essere presentato con le modalità e nei termini previsti per la dichiarazione dei red-diti
unitamente al frontespizio del modello UNICO/2002 Persone fisiche debitamente compilato.
Il riquadro identificativo in alto a destra del modulo deve essere compilato indicando il codice fiscale del
contribuente.
Il presente modulo si compone di tre sezioni:
 nella Sezione I vanno indicati i trasferimenti dall’estero verso l’Italia e dall’Italia verso l’estero di denaro,
certificati in serie o di massa o titoli, effettuati attraverso non residenti e senza il tramite degli intermediari
residenti, per ragioni diverse dagli investimenti all’estero e dalle attività estere di natura finanziaria;
 nella Sezione II vanno indicate le consistenze degli investimenti esteri e delle attività finanziarie dete-nute
all’estero al termine del periodo di imposta;
 nella Sezione III vanno indicati i flussi dei trasferimenti dall’estero verso l’Italia, dall’Italia verso l’estero
e dall’estero sull’estero di denaro, certificati in serie o di massa o titoli, effettuati attraverso intermedia-ri
residenti, attraverso non residenti ovvero in forma diretta, che nel corso dell’anno hanno interessato
investimenti esteri ed attività estere di natura finanziaria.
Nella Sezione I indicare per ciascuna operazione di trasferimento, i seguenti dati:
 nelle colonne 1 e 2, le generalità complete (cognome e nome, se si tratta di persone fisiche; denomi-nazione,
se si tratta di soggetti diversi dalle persone fisiche) del soggetto non residente attraverso il
quale è stata effettuata l’operazione;
 nella colonna 3, il codice dello Stato estero di residenza del soggetto non residente rilevato dalla tabel-la
“Elenco Stati esteri” posta in APPENDICE al Fascicolo 1;
 nella colonna 4, la tipologia dell’operazione, indicando il codice:
1 se l’operazione ha comportato un trasferimento dall’estero verso l’Italia;
2 se l’operazione ha comportato un trasferimento dall’Italia verso l’estero;
 nella colonna 5, il codice dello Stato estero, rilevato dalla tabella “Elenco Stati esteri” posta in APPEN-DICE
al Fascicolo 1;
 nella colonna 6, il mezzo di pagamento impiegato per l’effettuazione dell’operazione indicando il codice:
1 se denaro;
2 se assegni bancari
3 se altro mezzo;
 nella colonna 7, il codice della causale dell’operazione, rilevato dalla “Tabella codici operazioni con
l’estero” posta in APPENDICE;
 nella colonna 8, la data dell’operazione;
 nella colonna 9, l’importo dell’operazione. Se le operazioni sono state effettuate in valuta estera, il con-trovalore
in euro o in lire degli importi da indicare, è determinato, per il 2001, sulla base dei valori di
cambio riportati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 20 febbraio 2002, in
corso di pubblicazione.
Nella Sezione II indicare per ciascuna tipologia di investimento estero e di attività estera di natura
finanziaria, distintamente per ciascuno Stato estero, le consistenze dei predetti investimenti ed atti-vità
detenuti all’estero al termine del periodo di imposta. In particolare indicare:
 nella colonna 1, il codice dello Stato estero, rilevato dalla tabella “Elenco Stati esteri” posta in APPEN-DICE
al Fascicolo 1;
 nella colonna 2, il codice della causale dell’operazione, rilevato dalla “Tabella codici operazioni con
l’estero” posta in APPENDICE;
 nella colonna 3, l’importo degli investimenti ed attività suddetti. In proposito si richiama quanto già pre-cisato
in riferimento alla colonna 9 della Sezione I;
 nella colonna 4, barrare nel caso in cui i redditi relativi a somme di denaro, certificati in serie o di mas-sa
e titoli verranno percepiti in un successivo periodo d’imposta
Nella Sezione III indicare, per ciascuna operazione che ha comportato trasferimenti di denaro, certifi-cati
in serie o di massa o titoli da, verso e sull’estero, i seguenti dati:
 nella colonna 1, il codice dello Stato estero, rilevato dalla tabella “Elenco Stati esteri” posta in APPEN-DICE
al Fascicolo 1;
 nella colonna 2, la tipologia dell’operazione indicando il codice:
1 per i trasferimenti dall’estero verso l’Italia;
2 per i trasferimenti dall’Italia verso l’estero;
3 per i trasferimenti dall’estero sull’estero;
 nella colonna 3, il codice dell’operazione, rilevato dalla “Tabella codici operazioni con l’estero”
posta in APPENDICE;
 nella colonna 4, gli estremi di identificazione della banca;
 nella colonna 5, il numero di conto corrente utilizzato;
 nella colonna 6, la data in cui è intervenuta l’operazione;
 nella colonna 7, l’importo dell’operazione. In proposito si richiama quanto precisato in relazione alla
colonna 9 della Sezione I.
Se il contribuente ha posto in essere una pluralità di operazioni comportanti il trasferimento dall’estero
verso l’Italia, dall’Italia verso l’estero e dall’estero sull’estero di denaro, certificati in serie o di massa o ti-toli
mediante l’utilizzo di uno o più conti correnti, in luogo della indicazione delle singole operazioni di
trasferimento, il contribuente può limitarsi ad indicare, con riferimento a ciascun conto interessato, l’am-montare
complessivo dei trasferimenti effettuati dall’estero (codice 1), dall’Italia (codice 2) e sull’estero
(codice 3), indicandone l’importo nella colonna 7 e la tipologia nella colonna 3.

Infine, nel caso in cui per una stessa operazione di trasferimento intervengano più intermediari men-zionati
nei primi due commi dell’art. 1 del D.L. n.167 del 1990, dovrà essere indicato soltanto il
numero di conto relativo all’intermediario che per primo è intervenuto nell’operazione di trasferimento
verso l’estero e per ultimo nell’operazione di trasferimento verso l’Italia.
Nel caso in cui non fosse sufficiente un unico modulo per l’indicazione dei dati richiesti, si dovranno utilizza-re
altri moduli avendo cura di numerare distintamente ciascuno di essi, riportando la numerazione progressi-va
nella apposita casella posta nella prima pagina del modulo.
 
Obbligo non solo per i trasferimenti, ma anche per le attività detenute, quindi. Inoltre, cosa che mi era sfuggita, all'atto del trasferimento deve essere effettuata una comunicazione (sempre a fini statistici, e sempre solo se supera la soglia). Non so se la procedura sia cambiata (mi pare di no).



Questo modulo deve essere utilizzato dalle persone fisiche residenti in Italia, le quali......
.....devono indicare:

a) i trasferimenti da e verso l’estero di denaro, certificati in serie o di massa o titoli effettuati attraverso soggetti non residenti, senza il tramite di intermediari residenti, se l’ammontare complessivo di tali trasferimenti nel corso del periodo di imposta sia stato superiore a euro 10.329,14, pari a lire 20 milioni,
(art. 2, comma 1 del D.L. n. 167 del 1990). Nell’ammontare complessivo vanno computati tutti i trasferimenti e, quindi, sia quelli verso l’estero che quelli dall’estero.

b) gli investimenti all’estero e le attività estere di natura finanziaria attraverso cui possono essere conseguiti
redditi di fonte estera imponibili in Italia, detenuti al termine del periodo di imposta se l’ammontare complessivo di tali investimenti ed attività, al termine del periodo di imposta, risulta superiore a euro 10.329,14, pari a lire 20 milioni,
 
Ti avevo gia' ringraziato in MP ma credo che lo meriti anche in pubblico vista la tua grande disponibilita'.
GRAZIE
 
Ho integrato la precedente risposta incompleta:eek:
 
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