Brics

  • Due nuove obbligazioni Societe Generale, in Euro e in Dollaro USA

    Societe Generale porta sul segmento Bond-X (EuroTLX) di Borsa Italiana due obbligazioni, una in EUR e una in USD, a tasso fisso decrescente con durata massima di 15 anni e possibilità di rimborso anticipato annuale a discrezione dell’Emittente.

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  • SONDAGGIO: Potrebbe interessarti una sezione "Trading Sportivo"?

    Ciao, ci piacerebbe sapere se potrebbe interessarti l'apetura di una nuova sezione dedicata unicamente al trading sportivo o betting exchange. Il tuo voto è importante perchè ci consente di capire se vale la pena pianificarla o no. Per favore esprimi il tuo voto, o No, nel seguente sondaggio: LINK.
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    Staff | FinanzaOnline

Io sono tonno e vabbè. D’altra parte si sa che su sto forum sono tutti investitori provetti che fanno soldi a sfascio e stanno qui a cazzaggiare tra un aperitivo e l’altro allo Sporting di Montecarlo…..🤣

Ma ciò detto e assodato, la domanda è: ma veramente qualcuno crede che questo coacervo di paesi con nulla in comune tranne forse l’autoritarismo del loro sistema politico, possano rappresentare un’alternativa al mondo occidentale, al dollaro ecc…?

PS: per te che sei un investitore sofisticato sappi che non esistono ETF sui BRICS. Esistono ETF sugli Emerging Markets, di cui I BRICS fanno parte.
Normalmente una componente intorno al 10% di EM è consigliata nella gran parte di asset allocation. Io sto ben sotto a questa quota, nondimeno mi rode il chiccherone a vedere le perdite, come si dice a Roma.
Seguire un fenomeno come quello dei Brics non significa automaticamente credere nella riuscita del loro progetto economico.
Per molti, compreso il sottoscritto, significa cercare di comprendere le dinamiche sottostanti e le relazioni passibili di sviluppo.

Che poi ci siano tifosi della curva sud per i quali interessarsi dei brics o di qualche altra realtà scomoda significhi automaticamente crederci...
Cambi tread.
 
Seguire un fenomeno come quello dei Brics non significa automaticamente credere nella riuscita del loro progetto economico.
Per molti, compreso il sottoscritto, significa cercare di comprendere le dinamiche sottostanti e le relazioni passibili di sviluppo.

Che poi ci siano tifosi della curva sud per i quali interessarsi dei brics o di qualche altra realtà scomoda significhi automaticamente crederci...
Cambi tread.
Ah ok, l’interesse è puramente di tipo concettuale. E vabbè.

Allora la dinamica sottostante imho è piuttosto semplice.
Abbiamo in amministrazione USA estremamente deficitaria in politica estera, che pretende di dividere il mondo in buoni e cattivi, laddove il criterio è quello della somiglianza al sistema USA e soprattutto alle ossessioni “ woke “ dei democratici.
Questa cosa fa profondamente inqazzare e anche preoccupare tutti gli autocrati che governano gran parte del mondo: da Putin a Xi, ma anche tutti i leader arabi, gran parte delle pseudodemocrazie sudamericane, passando poi per Erdogan e Modi.
Tutti questi temono fortemente che la mannaia delle sanzioni economiche, oggi riservate a Putin ed in misura minore a Xi possano abbattersi sui loro regimi, e allora cercano di precostituire un sistema di relazioni economiche e commerciali che sia al di fuori del dollaro e dall’influenza USA.

Secondo me non porterà da nessuna parte proprio perché sono tutte economie estremamente deboli e dipendenti dalle tecnologie dei paesi avanzati e poi anche perché speriamo che alla casa bianca vada qualcuno meno rinqoglionito di Biden e Blinken.

Tutto ciò detto in maniera molto grossier un tanto al kilo per capirsi.
 
Ma il nuovo presidente dell'argentina, aspirante Brics, non ha intenzione di fare l'opposto della de-dollarizzazione ancorando l'economia argentina alla valuta degli usa?
 
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https://www.reportsardegna24.it/mon...alternativa-ai-servizi-internet-statunitensi/

I BRICS propongono un’alternativa ai servizi Internet statunitensi.

La proposta arriva da Dmitry Gusev, Vice Presidente del Comitato di Controllo della Duma di Stato. L’obiettivo è quello di arrivare ad un servizio internet indipendente, cosa che chiuderebbe il monopolio delle comunicazioni statunitensi.

Gusev sostiene che l’istituzione di un’infrastruttura internet dedicata ai paesi del BRICS ridurrebbe significativamente il controllo degli Stati Uniti sulla narrazione globale.

La proposta è stata denominata “Un unico spazio cibernetico BRICS+”.
 
34 trilioni di debito pubblico USA ci cambieranno presto la vita

di FRANCESCO SINATTI – I BRICS, Brasile Russia India Cina Sud Africa, leadership mondiali nelle materie prime e con tanto oro nel piatto.​

Dal 1 gennaio 2024, come accennato nel precedente articolo, ha “debuttato” un nuovo circuito di pagamenti internazionali in “concorrenza” con il circuito “swift” (circuito finanziario occidentale per il regolamento delle transazioni) costituito dai BRICS in diretta concorrenza con il dollaro.

La convenzione internazionale, introdotta nel 1944 con gli accordi di Breton Woods, stabiliva la parità fra dollaro e oro, questo meccanismo “costringeva” a garantire, con oro, la stampa di “nuova valuta”, evitando così d’inflazionare il circolante.

15 agosto 1971, FINE DEL REGIME DI PARITÀ​

A Camp David, il Presidente degli USA Richard Nixon annuncia la sospensione della convertibilità del dollaro con l’oro, di fatto, lo sforzo economico imposto dal lungo conflitto con il Vietnam, costringeva la superpotenza americana a ripristinare una regime ad “alto tasso inflattivo”, cioè stampare dollari senza “collaterale oro”.

Dal 1971, sarà un crescendo sui mercati che favorirà la “finanza creativa” e “bolle speculative”, degli anni 80, lentamente, ma progressivamente, fino ai giorni nostri, sottraendo sempre più valore all’economia reale, a favore della “finanza di carta”; alimentando così il debito pubblico USA e delle nazioni in genere.

34 TRILIONI DI DEBITO PUBBLICO USA​

Ultimo ritocco (al rialzo) al livello massimo di debito pubblico, da parte del congresso, è stato votato nell’estate del 2023, pena il “default” del dollaro, ha di fatto soltanto rimandato il regolamento dei conti ad un altra data, senza risolvere il problema.

Prima o dopo, l’instabilità colpirà di nuovo il circuito bancario, come nella primavera del 2023, si rifarà viva con il fallimento delle banche USA più esposte al debito (di cui detengono i titoli “tresury”)

Il sistema finanziario internazionale ha solo cercato di ricapitalizzare le banche mantenendo più a lungo i tassi elevati, con l’alibi dell’inflazione, ma appena dovesse venire meno questa crescita drogata dai signori delle banche centrali, il “bubbone debito USA” rischia di far saltare la finanza di mezzo mondo!

DISINNESCARE LA “BOMBA USA”​

Quanto appena detto, pare sia diventato più chiaro, se non a tutti, almeno alla maggioranza degli Stati che un tempo (a inizio XXI secolo) erano denominati “economie emergenti”, ma che oggi sono già da tempo economie protagoniste del grande RESET, sotto l’acronimo BRICS: BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUD AFRICA, che da sole rappresentano almeno quattro miliardi di persone sul globo.

La proposta di questi cinque grandi paesi, al resto del mondo, è quella di creare un circuito parallelo per le transazioni internazionali, NON garantito dal dollaro, bensì da le loro cinque valute riunite in un circuito alternativo il “5R plus” (cioè: rial, rublo, renminbi, rupia e rand) alternativo, appunto, allo “swift”, nel tentativo di sfuggire all’elevato rischio di default del dollaro che minaccia le loro economie, come del resto le nostre.

L’iniziativa ha il grande pregio di essere lanciata da Stati che hanno, non solo una leadership mondiale nelle materie prime, ma che hanno soprattutto tantissimo ORO FISICO, raccolto nei propri forzieri negli ultimi anni, nel tentativo di trovare un “collaterale ” indiscutibile (appunto l’ORO) per fungere da contrappeso “all’economia di carta” creata dagli USA negli ultimi cinquant’anni.

“LA SCOMMESSA DEI BRICS”​

Ovviamente, quanto appena descritto, è il tentativo, nemmeno troppo velato, di soppiantare il dollaro nelle transazioni internazionali, pur cercando di ottenere una sorta di “soft landing” per l’economia USA, viste le grandi quantità di titoli al debito sottoscritti da questi paesi, se il dollaro dovesse svalutarsi troppo in fretta i loro titoli USA sarebbero solo “carta straccia”!

Quanto tempo ci resta prima che questa operazione di “sgancio” possa salvare l’economia mondiale dal default ? Nessuno lo sa.
 
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