BTP ITALIA indicizzati all’inflazione italiana (info a pag.1) Vol.23

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Si prosegue da qui: https://www.finanzaonline.com/forum...azione-italiana-info-pag-1-vol-22-a-200.htmll
BTP ITALIA - Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione italiana

Comunicazione emissioni BTP Italia - Dipartimento del Tesoro

Coefficienti di indicizzazione BTP Italia - Dipartimento del Tesoro

Tabella ISTAT pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana

FAQ BTP ITALIA

Cos’è il BTP Italia?
E' un titolo di stato italiano che fornisce all’investitore una protezione contro l’aumento del livello dei prezzi italiani.
Il BTP Italia garantisce un interesse costante in termini reali, ovvero in termini di potere di acquisto, fissato al momento dell’emissione (il cosiddetto tasso cedolare reale annuo).
Sia le cedole, pagate semestralmente, che il capitale, la cui rivalutazione viene anch’essa corrisposta semestralmente, sono rivalutati in base all’inflazione italiana, misurata dall’Istat attraverso l’indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati (FOI) con esclusione dei tabacchi.

Come funziona il meccanismo d'indicizzazione?
Ogni 6 mesi è riconosciuto al detentore il recupero della perdita del potere di acquisto realizzatasi in quel periodo, attraverso il pagamento della rivalutazione semestrale del capitale sottoscritto, unitamente al pagamento delle cedole semestrali, calcolate moltiplicando la metà del tasso annuo di interesse cedolare reale, fissato all’emissione, per il capitale sottoscritto, rivalutato sulla base dell’inflazione verificatasi su base semestrale.
Alla scadenza finale, il BTP Italia garantisce la restituzione del valore nominale sottoscritto.
Il meccanismo di indicizzazione si basa sul Coefficiente d'Indicizzazione.

Cos'è il Coefficiente d'Indicizzazione?
La rivalutazione del capitale nominale sottoscritto e delle cedole avviene attraverso il Coefficiente di Indicizzazione (CI). In particolare, CI è calcolato sulla base dell’inflazione rilevata dall’indice FOI, con esclusione del tabacco, elaborato e pubblicato mensilmente dall’Istat. Tale coefficiente permette di conoscere ad una generica data (giorno “d” del mese “m”), il valore del capitale nominale rivalutato sulla base dell’andamento dei prezzi.
Il CI è calcolato mediante la seguente formula: CId,m = numero indiced,m/numero indice based,m
dove il numero indice si intende al giorno d del mese m di pagamento della cedola, mentre per il numero indice base, si intende il numero indice alla data di pagamento della cedola precedente (6 mesi prima). Il valore del Coefficiente di Indicizzazione così ottenuto è troncato alla sesta cifra decimale e arrotondato alla quinta. Nel caso di pagamento della prima cedola, quando la data di godimento della cedola coincide con la data di godimento del titolo, allora si prende come numero indice base del CI quello alla data di godimento del titolo.
I valori giornalieri dei Coefficienti di Indicizzazione sono pubblicati mensilmente sul sito Internet del Debito Pubblico (MEF Dipartimento del Tesoro), nella sezione BTP Italia.

Come si calcola il numero indice di riferimento?
Poiché l’indice dei prezzi FOI ex tabacchi viene pubblicato dall’Istat nella seconda metà del mese successivo a quello di riferimento, per calcolare il numero indice dei prezzi ad una generica data (giorno d del mese m) si procede con la seguente modalità di calcolo per interpolazione: Numero Indiced,m = NIfoim-3 + (d-1)/gg * (NIfoim-2 - NIfoim-3)
dove:
il numero indice è riferito del giorno d del mese m;
NIfoim-3 è l’indice FOI ex tabacchi che precede di 3 mesi quello per il quale viene effettuato il calcolo;
NIfoim-2 è l’indice FOI ex tabacchi che precede di 2 mesi quello per il quale viene effettuato il calcolo;
d è il giorno del mese per cui si sta effettuando il calcolo;
gg è il numero di giorni effettivi del mese m.
Il numero indice alla data di pagamento della cedola è quindi calcolato a partire dagli Indici Istat FOI ex tabacchi relativi a tre mesi e due mesi precedenti il mese per cui si effettua il calcolo. Il valore così ottenuto è troncato alla sesta cifra decimale e arrotondato alla quinta.
Qualora l’indice dei prezzi dovesse subire revisioni successivamente alla sua iniziale pubblicazione, per i calcoli si continuerà ad utilizzare l’indice pubblicato prima della revisione.
Qualora l’indice dei prezzi per il mese “m” non dovesse essere pubblicato in tempo utile, si utilizzerà il numero indice sostitutivo (NIS), calcolato mediante la seguente formula:
NISm = NIfoim-1 * (NIfoim-1 / NIfoim-13)^1/12
Il Numero Indice Sostitutivo è applicato per la determinazione dei pagamenti per interessi e per il calcolo della rivalutazione del capitale effettuati precedentemente alla pubblicazione dell’indice definitivo. Eventuali pagamenti effettuati sulla base dell’indice sostitutivo non sono rettificati.

Come vengono calcolate le cedole semestrali e la rivalutazione del capitale su base semestrale?
L’importo variabile delle cedole semestrali è calcolato moltiplicando il tasso annuo di interesse cedolare reale, diviso due, per il capitale nominale rivalutato alla data di pagamento della cedola (pari al capitale nominale sottoscritto moltiplicato per il Coefficiente di Indicizzazione modificato alla data di pagamento della cedola).
Cedolat= Tasso cedolare reale annuo /2 * Capitale nominale * Max(CIt, 1)
dove CIt rappresenta il Coefficiente di Indicizzazione riferito alla data di stacco cedolare, mentre Max(CIt, 1) rappresenta il Coefficiente di Indicizzazione modificato a 1 nel caso in cui il Coefficiente di Indicizzazione semestrale risultasse inferiore all’unità, ovvero nel caso in cui si verifica una riduzione dei prezzi su base semestrale, a cui corrisponderebbe in teoria una svalutazione del capitale, si assume che il numero indice dei prezzi sia uguale a quello del periodo precedente (meccanismo cosiddetto del floor sulla cedola). Di conseguenza, il coefficiente di indicizzazione diventa uguale a uno (coefficiente di indicizzazione modificato), e quindi viene corrisposto il tasso cedolare reale, che costituisce il rendimento minimo garantito. Nel periodo successivo, qualora il coefficiente di indicizzazione su base semestrale ritorni superiore all’unità, si prende come base il valore massimo del numero indice dei prezzi rilevato nei semestri precedenti.
Oltre al pagamento della cedola semestrale, è prevista anche la corresponsione della quota di rivalutazione del capitale nominale sottoscritto, maturata nel semestre di riferimento:
Rivalutazione Capitaler= Capitale Nominale * Max(CIt-1, 0)
Nel caso in cui il coefficiente di indicizzazione semestrale sia inferiore all’unità, non viene corrisposta alcuna rivalutazione (meccanismo cosiddetto del floor sul capitale). Nel periodo successivo, qualora il coefficiente di indicizzazione su base semestrale ritorni superiore all’unità, si prende come base il valore massimo del numero indice dei prezzi rilevato nei semestri precedenti.
Ai fini del pagamento, il risultato ottenuto da ciascuna delle predette operazioni (calcolo cedola e calcolo rivalutazione del capitale), comprensivo di un numero di cifre decimali non inferiore a dieci, è arrotondato al secondo decimale.
La remunerazione totale semestrale è data quindi dalla somma della cedola più la quota di rivalutazione del capitale del periodo di riferimento:
Remunerazione semestralet=Cedolat + Rivalutazione capitalet

Come vengono calcolati i ratei di compravendita?
La quotazione dei prezzi dei BTP Italia sul mercato secondario è effettuata in termini “reali”: il prezzo di quotazione, e quindi potenzialmente di scambio, non tiene conto della componente di indicizzazione. Il controvalore a cui lo scambio viene regolato è invece ottenuto moltiplicando il prezzo di quotazione/scambio per il Coefficiente di Indicizzazione relativo alla data di regolamento della transazione a cui vanno aggiunti i dietimi di interesse anch’essi rivalutati per il Coefficiente di Indicizzazione (senza modifiche per tenere conto di una potenziale deflazione nel semestre). La somma del controvalore indicizzato e dei dietimi rivalutati corrisponde alla somma del prezzo “reale” (clean real price) e dei ratei di rivalutazione del capitale (valutato al prezzo “reale” di quotazione sul mercato) e degli interessi cedolari, che vengono illustrati qui di seguito. Per il calcolo dei ratei negoziati sul mercato secondario si segue la convenzione di mercato giorni effettivi/giorni effettivi.
Il calcolo del rateo cedolare è effettuato in due passi successivi:
1. Si calcola la quota percentuale della cedola maturata fino alla data di regolamento (AC%):
AC%=Tasso cedolare reale annuo/2 * giorni competenza/giorni del semestre di godimento
dove per giorni di competenza si intende il numero di giorni tra la data di pagamento dell’ultima cedola e il giorno di regolamento dell’operazione (giorno “d” del mese “m”).
2. Si moltiplica il valore ottenuto per il capitale nominale sottoscritto rivalutato alla data di regolamento (pari al Capitale Nominale Sottoscritto moltiplicato per il Coefficiente di Indicizzazione):
RCd,m = AC% * Capitale nominale * CId,m
Il rateo della rivalutazione del capitale nel giorno di regolamento dell’operazione (giorno “d” del mese “m”) si calcola nel seguente modo:
RRCd,m= Capitale Nominale * Pr/100 * (CId,m -1)
dove Pr indica il prezzo di quotazione sul mercato al momento dello scambio.

Che cos'è il premio fedeltà CUM?
Agli investitori retail che sottoscrivono il BtpItalia al collocamento per conservarlo fino a scadenza, ovvero fino alla data di pagamento del premio, viene riconosciuto un premio predefinito all'emissione, chiamato premio fedeltà oppure premio CUM, che può generalmente valere il 4 oppure 8 per mille lordi del capitale nominale.
Il BtpItalia dotato di premio fedeltà viene identificato con un codice isin CUM differente dal codice isin ordinario attribuito al medesimo Btp Italia non dotato di premio fedeltà scambiabile sul mercato secondario.
Alla sottoscrizione retail, gli investitori privati ottengono l'assegnazione del titolo CUM dotato di premio fedeltà. Se poi il titolo CUM viene venduto, totalmente o parzialmente, decade il premio fedeltà sulla sola quantità venduta, alla quale viene automaticamente riassegnato il codice isin ordinario al momento dello scambio sul mercato secondario.

La rivalutazione capitale espressa dal CI può generare plusvalenza fiscale?
Al rimborso del titolo e al pagamento della cedola, la rivalutazione viene fiscalmente considerata sempre un reddito da capitale, mai un reddito diverso da plusvalenza.
Tuttavia, in caso di vendita del titolo sul mercato, la rivalutazione può generare plusvalenza, infatti i prezzi fiscali di acquisto e di vendita vengono generalmente calcolati come prezzo x CI, esistono però alcune eccezioni elencate in seguito.
Se si vendesse il titolo ad un prezzo superiore a quello d'acquisto, la rivalutazione espressa dal CI potrebbe contribuire ad aumentare la plusvalenza generata.
Se invece si vendesse il titolo ad un prezzo inferiore a quello d'acquisto, la rivalutazione espressa dal CI potrebbe contribuire a ridurre la minusvalenza, fino anche a generare una plusvalenza.
E' però necessario considerare anche l'esistenza di un particolare periodo "fiscalmente diverso" che inizia dal primo giorno del mese solare nel quale verrà pagata la cedola e si conclude col pagamento della cedola stessa. Durante suddetto periodo la rivalutazione verrebbe considerata un disaggio d'emissione pertanto, in caso di vendita, la rivalutazione verrebbe fiscalmente considerata un reddito da capitale anziché un reddito diverso da plusvalenza.
Questo periodo "fiscalmente diverso" consegue alla normativa che imporrebbe di considerare la rivalutazione come un disaggio d'emissione a partire dalla data in cui diventi noto il CI cedolare. Tuttavia, visto che suddetta data non è fissa ne ufficiale, e siccome le tabelle CI pubblicate dal MEF sono mensili, la maggior parte delle banche si sono accordate per interpretare la norma applicandola dal primo giorno del mese di pagamento cedolare, definita come data fissa ed ufficiale nella quale il CI cedolare sarà sempre certamente già noto.
Alcune banche hanno invece interpretato diversamente, considerando il CI cedolare noto solo nel giorno stesso di pagamento cedolare, rendendo di fatto inesistente alcun periodo "fiscalmente diverso".


PRECISAZIONI, SEMPLIFICAZIONI ED ESEMPI

Indice FOI ed inflazione semestrale per il calcolo della cedola
Il FOI è un indice dei prezzi al consumo, non è l'inflazione.
L'inflazione è la variazione, in un certo periodo, dell'indice dei prezzi al consumo.
La cedola del BtpItalia viene calcolata (cedola rivalutata + rivalutazione capitale) sulla base dell' inflazione semestrale, ovvero dell' incremento dell'indice FOI rilevato nel semestre di godimento. Ma la rilevazione si aggancia ai dati ufficiali con due mesi di ritardo.
Se nel semestre non venisse rilevato alcun incremento dell'indice FOI, significherebbe che non c'è stata inflazione oppure che che c'è stata deflazione. In questo caso il BtpItalia pagherebbe esclusivamente la cedola nominale senza alcuna rivalutazione aggiuntiva.
Se nel semestre viene rilevata deflazione, nonostante la discesa dell'indice FOI, la cedola nominale resterebbe integra grazie al meccanismo di floor che pone il CI=1 nel giorno di stacco cedolare.

Eventuale discesa dell'inflazione
La discesa dell'inflazione corrisponde ad una diminuzione della velocità di salita dei prezzi.
Sul FOL periodicamente qualcuno scrive erroneamente che se l'inflazione non superasse il livello registrato al semestre precedente il BtpItalia pagherebbe solo la cedola nominale senza alcuna rivalutazione. Chi scrive questo sta facendo confusione tra il livello dell'indice dei prezzi e il livello dell'inflazione.
In realtà, fintato che ci fosse inflazione, ci sarebbe obbligatoriamente anche una corrispondente salita dell'indice dei prezzi al consumo.
Ad esempio:
Se in un semestre l'inflazione semestrale fosse stata del 3%, il BtpItalia pagherebbe unitamente alla cedola un supplemento del 3%.
Se nel semestre successivo l'inflazione semestrale fosse solo del 2%, il BtpItalia pagherebbe unitamente alla cedola un supplemento del 2%.
Nell'esempio l'indice FOI sale sempre, del 3% nel primo semestre e del 2% nel secondo semestre, complessivamente del 5% su anno.

Eventuale deflazione ed indice watermark
La discesa dell'inflazione diviene deflazione (ossia inflazione negativa) solo se i prezzi al consumo iniziano a scendere.
L'indice watermark entra in gioco solo in caso di deflazione, poiché registra il più elevato tra i livelli dell'indice registrati all'inizio di tutti i semestri precedenti di vita del titolo, affinché la rivalutazione possa riprendere solo a partire da questo livello. In pratica serve solo per non pagare più di una volta la rivalutazione per la stessa inflazione, nel caso si alternino periodi di deflazione ed inflazione.
Ad esempio:
Se in un semestre si verificasse un episodio deflattivo con inflazione negativa al -1%, il BtpItalia pagherebbe solo la cedola nominale senza alcun supplemento.
Se nel semestre successivo l'inflazione salisse al +3%, il BtpItalia pagherebbe unitamente alla cedola un supplemento del 2% infatti, il watermark calcolerebbe il supplemento sulla differenza -1%+3%=+2%.
Nell'esempio l'indice FOI prima scende e poi sale, del -1% nel primo semestre e del +3% nel secondo semestre, complessivamente del +2% su anno.

BTP ITALIA ATTUALMENTE IN CIRCOLAZIONE
L'elenco è in ordine di scadenza.
Il primo codice ISIN appartiene al titolo ordinario, ed è l'unico ISIN che può essere utilizzato per le compravendite sul mercato secondario.
Il secondo codice ISIN (tra parentesi) appartiene al titolo CUM sottoscritto all'emissione e dotato di bonus fedeltà. Non è possibile usare questo ISIN per acquisti sul mercato secondario.

BTP ITALIA 2018/2022 26/11 1,45% IND IT0005351678 (CUM IT0005351660)
BTP ITALIA 2015/2023 20/04 0,50% IND IT0005105843 (CUM IT0005105835)
BTP ITALIA 2017/2023 22/05 0,45% IND IT0005253676 (CUM IT0005253668)
BTP ITALIA 2017/2023 20/11 0,25% IND IT0005312142 (CUM IT0005312134)
BTP ITALIA 2016/2024 11/04 0,40% IND IT0005174906 (CUM IT0005174898)
BTP ITALIA 2016/2024 24/10 0,35% IND IT0005217770 (CUM IT0005217762)
BTP ITALIA 2020/2025 26/05 1,40% IND IT0005410912 (CUM IT0005410904)
BTP ITALIA 2018/2026 21/05 0,55% IND IT0005332835 (CUM IT0005332827)
BTP ITALIA 2019/2027 28/10 0,65% IND IT0005388175 (CUM IT0005388167)
BTP ITALIA 2022/2030 28/06 1,60% IND IT0005497000 (CUM IT0005496994)


BTP Italia: nuova emissione dal 14 novembre con premio di fedeltà
Torna Btp Italia, il titolo di Stato indicizzato al tasso d’inflazione nazionale pensato per i risparmiatori individuali (persone fisiche o affini).
La nuova emissione si terrà da lunedì 14 a giovedì 17 novembre 2022.
Il BTP Italia avrà una durata di 6 anni e un premio fedeltà pari all’8 per mille per coloro che lo acquisteranno durante l’emissione e lo deterranno fino a scadenza, nel 2028.
Come di consueto il titolo sarà collocato sul mercato in due fasi: la Prima Fase si svolgerà da lunedì 14 a mercoledì 16 novembre, salvo chiusura anticipata, e sarà riservata esclusivamente ai risparmiatori individuali e affini (cosiddetti retail); la Seconda Fase avrà luogo il giorno 17 novembre e sarà riservata solo agli investitori istituzionali.
I tassi minimi garantiti saranno comunicati venerdì 11 novembre.
BTP Italia sarà sottoscrivibile in banca, presso gli uffici postali o tramite il proprio home banking, se abilitato alle funzioni di trading.
Il collocamento avverrà sulla piattaforma elettronica MOT (il mercato telematico delle obbligazioni e titoli di Stato di Borsa Italiana)
 
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Tramaglino

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la cedola minima garantita si somma alla variabile ?

Sì.

i prezzi sono aumentati su tutto nella vita reale e non torneranno certamente indietro essendo ormai acquisiti ,se non adegui stipendi e pensioni i danni saranno ben maggiori ,impoverendo sempre più la popolazione :yes:
dobbiamo prenderne coscienza che questa inflazione è partita dalla finanza ma oil contagio è avvenuto nella vita reale e piu rimarrà a lungo e più farà danni e le banche centrali lo sanno bene ...

E su questo siamo d'accordo.
Ma gli stipendi non aumenteranno come le pensioni che hanno un sistema di rivalutazione molto rigido...
E la vera povertà è quella sugli stipendi, perché colpisce le nuove famiglie e i futuri contributi pensionistici.
 

NordSudOvestEst

Gian Piero Motti fan
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Sì.



E su questo siamo d'accordo.
Ma gli stipendi non aumenteranno come le pensioni che hanno un sistema di rivalutazione molto rigido...
E la vera povertà è quella sugli stipendi, perché colpisce le nuove famiglie e i futuri contributi pensionistici.

Diciamo che in ordine di inkiul.amento troviamo : autonomi ; pensionati ; dipendenti.
I primi decidono l'inflazione, o quantomeno ci si adeguano seduta stante;
i secondi la subiscono, ma - con un certo lag - vengono indennizzati, almeno in parte ;
gli ultimi la subiscono e basta.
 

money4nothing

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se 1.6% minimo entro di sicuro, 1.5% con cifra piu' bassa, se il piu' probabile 1.4% ci devo pensare
 

alf55

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il tasso cedolare (reale) annuo minimo garantito della diciottesima emissione del BTP Italia, al via da lunedì 14 novembre, è fissato all’1,60%
Il codice ISIN del titolo per questa Prima Fase è IT0005517187.
Il numero indice dell’inflazione calcolato alla data di godimento e regolamento del titolo è 113,41000.
 

fras04

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1,6% come ci si aspettava anzi un po' meglio così come fu per il 30
 

orsomorso

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La crisi con la Francia avrà ripercussioni sullo spread?
francamente non mi vengono in mente correlazioni

Da +10% a -10% :asd: :D :D
anche se fosse, vorrebbe dire che si compra più roba con gli stessi soldi. Per cui mi può anche star bene.

Storicamente anche l'inflazione è stata bassa o zero dal 2013 al 2020, quindi negli anni più recenti.
E se cala l'energia sono certo che calerà anche l'inflazione. Però dubito che lo faccia così velocemente e penso che cercheranno di mantenerla il più possibile vicino al target del 2% il più a lungo possibile.
Penso che sia più probabile che inizi a calare (con inflazione comunque positiva) per almeno altri 2-3 anni, poi si vedrà ma è difficile fare previsioni. L'unica cosa che non penso ci sarà sarà un altro periodo di super inflazione visto che, a mio parere, lato energia le cose sono cambiate molto (c'è molta meno dipendenza dalla russia e i passi in avanti a livello Europeo daranno i loro frutti). C'è però un potenziale inflattivo non ancora sfruttato, le aziende per evitare di perdere clienti hanno cercato di non scaricare tutti i costi sui clienti ma sul lungo periodo vorranno in qualche modo rifarsi delle perdite quindi i prezzi dovrebbero alzarsi anche se più lentamente che in questo periodo, inoltre il costo dell'energia alla fine sarà comunque maggiore e man mano che la crisi passerà dovranno ripristinare la tassazione originale... In pratica per un po' di tempo difficilmente si andrà in deflazione.
concordo su quasi tutto.
il fatto che l'energia cali, si, ok... ma è un po' la miccia che ha fatto esplodere la bomba, ed innescato una reazione a catena che non si spegne solo abbassando i costi dell'energia.
Aggiungici che tutti gli Stati si sono molto indebitati con la pandemia e sono ben felici che il debito "evapori" con l'inflazione "senza mettere (apparentemente) le mani nelle tasche"...

io voto per una luuuuuuuuunga discesa verso (verso) il 2%...

Sono contento che in Usa l'inflazione sia scesa, anzi, per loro non c'è più (visto come il dato ha condizionato le borse mondiali)..
Posso confermare che da noi non è così però..
Oggi variazione di prezzo di 168 prodotti (ripeto, centosessantotto) ovviamente tutto in aumento...
Un esempio: Coca cola, fanta e Sprite, lattine da 0,5lt da 0.85€ a 0,99€. A voi il calcolo della variazione... A che ci siete dite agli americani di fare il calcolo anche sulla variazione anno/anno, dato che lo scorso anno costavano 0.59€...
:bye:
Resto sintonizzato per il tasso del Nv28
:mano:

e i bonus, sopratutto quello dell'edilizia, che hanno drogato il mercato ...
ci hanno anche fatto aver un PIL record che ha evitato ca##i molto amari nel rapporto deficit-pil... Sarebbe il caso di vedere i problemi a tutto tondo e non solo da un lato...
 

money4nothing

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Dai e' finita bene e vorrei dire che i calcoli di enca sono stati di nuovo corretti, altro che ciarlatani al 2%
 

cthulhu

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decennale al 4%, vuol dire che da qui al 2028 dovrà esserci un'inflazione media per anno del 2,4% per pareggiare il conto?
 

Tramaglino

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decennale al 4%, vuol dire che da qui al 2028 dovrà esserci un'inflazione media per anno del 2,4% per pareggiare il conto?

Da quando in qua si confrontano i decennali con i titoli a 6 anni?
2028-2022=6
Ma obbligazioni ne hai mai comprate?

A sei anni i fissi danno 3,4%-3,5% quindi 1,8%-1,9% di media.
E te lo avevo già detto... Mi pare. :mmmm:
 

sciatore

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il giu 30 sembra aver preso la notizia del nuovo tasso 28 abbastanza bene
 

federico il duca

open six
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i vecchi si stanno muovendo sulle previsioni dell inflazione di poco fa