Calabria, sanità al collasso Fatture pagate 2 volte, infiltrazioni mafiose....

Soledad

vedo solo pornazzi
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L’Asp di Reggio Calabria era stata sbrindellata dai cani”, scrive Santo Gioffré nel suo ultimo libro, “Ho visto”, pubblicato poche settimane fa da Castelvecchi. È la storia della “grande truffa nella sanità calabrese”. Gioffré aveva scoperto quella che definisce la “contabilità orale” in un’Asp che, dal 2013, non ha più approvato i bilanci perché nessuno, commissari prefettizi compresi, sono stati in grado di ricostruire a quanto ammonta il debito. Un giorno addirittura l’ex commissario si è rivolto ai pm dopo aver bloccato un pagamento di 6 milioni di euro alla clinica “Villa Aurora” che lo aveva già incassato sette anni prima.

all’Asp di Reggio dove gli appalti venivano prorogati senza alcun bando pubblico e le fatture dei fornitori venivano pagate due e tre volte con buona pace di chi, negli anni, doveva controllare che i soldi pubblici venissero spesi per garantire, anche in Calabria, una sanità degna di un Paese civile. “Dentro l’Asp era attiva un’organizzazione criminale, composta da potenti colletti bianchi, massoni, dipendenti infedeli, grandi proprietari di strutture sanitarie che fornivano servizi all’Asp, multinazionali del farmaco, studi professionali e tant’altri”


Calabria, cosi la sanita e finita al collasso: "Fatture pagate 2 volte, ospedali finanziati e mai realizzati e le infiltrazioni dei clan" - Il Fatto Quotidiano
 
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