Cambiamenti climatici : voi che ne pensate?

Darkghost

Nuovo Utente
Registrato
25/4/05
Messaggi
971
Punti reazioni
50
http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/200605091443241146/200605091443241146.html
ESTATI SEMPRE PIU' ROVENTI, 3-5 GRADI IN PIU' E PIOGGE PIU' RARE

ROMA - Estati italiane sempre più bollenti, con 3-5 gradi in più; precipitazioni più rare con un calo di acqua piovana estiva fino a 50 millimetri ma sempre più violente; rischi concreti di desertificazione nel mezzogiorno; frane e dissesto; 33 zone costiere a rischio inondazione, come la Versilia.

Questa l'emergenza clima in Italia secondo l'Istituto sull' Inquinamento Atmosferico del Cnr che, nel volume "Kyoto e dintorni. I cambiamenti climatici come problema globale" curato dal ricercatore dell'Istituto, Antonello Pasini, per la prima volta, fa il punto sui cambiamenti climatici osservati e previsti sul nostro Paese. Il volume verrà presentato domani a Roma e, secondo le anticipazioni, il quadro che ne emerge non è rassicurante.

In particolare, l'aumento di temperatura riscontrato a livello globale nell'ultimo secolo si è verificato anche in Italia (oltre 1 grado in più negli ultimi 140 anni, nel caso di Roma) e avrà un ulteriore incremento nel trentennio 2071-2100, con aumenti particolarmente accentuati nelle estati, quando si stimano 3-5 gradi in più. La 'bella stagione' di questa fine del secolo rischia di essere come quella del famigerato 2003. A livello europeo, invece, le modificazioni delle correnti oceaniche nell'Atlantico fanno prospettare un raffreddamento delle nazioni nord-occidentali nel prossimo futuro, con il possibile risultato di un'Europa climaticamente spaccata in due.

A livello globale, a causa del riscaldamento atmosferico, il livello medio del mare si innalzerà (da 15 a 90 cm. In particolare, per l'Italia, concomitanti fenomeni geologici di abbassamento delle coste, pur se di pochi millimetri ogni anno, portano a stimare 33 zone costiere a rischio di inondazione nel corso di questo secolo. Tra queste, la Versilia, varie zone del Tirreno come la Piana di Fondi, tutto il territorio costiero tra che va da Rimini a Monfalcone.

"I cambiamenti climatici - sottolinea Pasini - sono un problema globale ma gli impatti dei cambiamenti sulla vita di tutti i giorni, avvengono ad una scala più ridotta, dove le caratteristiche locali di territorio, vegetazione, animali possono modificare pesantemente i trend generali".

E così si apprende che il regime delle precipitazioni estive é mutato negli ultimi 30 anni: un calo caratterizzato da diminuzione delle piogge di intensità medio-bassa e aumento di quelle di maggiore intensità, soprattutto nel Centro-Sud. I risultati dei modelli regionali confermano questa tendenza per il futuro, cioé precipitazioni più rare (circa mezzo millimetro in meno al giorno rispetto alla media estiva, per un totale di circa 40-50 mm. in meno nella stagione), ma più violente, con alcune zone del Sud che dovranno affrontare problemi di approvvigionamento idrico e rischi concreti di desertificazione, frane e dissesto del territorio.

Il volume sull'Italia e i guasti del clima è edito da Franco Angeli e realizzato con il contributo di Operandi-Fondazione British American Tobacco Italia Onlus e raccoglie i contributi di alcuni tra i massimi esperti di Enti come CNR, ENEA, Columbia University, NASA, Università La Sapienza, Università di Lecce, APAT.

"Il problema dei cambiamenti climatici interessa anche i non esperti - conferma Alessandro Adotti, vice presidente di Operandi Fondazione BAT - siamo consapevoli, come fondazione, che contribuire alla diffusione della cultura scientifica significa garantire sviluppo, produttività e competitività: valori in cui crediamo fortemente".


_________________________________________________________________
Approfitto di questo articolo per sentire la Vostra in merito; nei prossimi decenni assisteremo davvero a cambiamenti del clima che faranno sentire il loro peso non solo a scienziati ma anche ai comuni cittadini ?

Io temo di sì, non che preveda improvvise catastrofi per carità, ma un lento
surriscaldarsi del clima, da frequantatore assiduo della montagna lo noto da qualche anno a questa parte (ghiacciai che si ritirano, ruscelli meno gonfi, piogge minori, ma magari tutte assieme in bei temporaloni serali, ecc.)

Che impatto potrebbe avere sulle nostre società/economie ??
 
E' un gran casino!!! Questo è effettivamente (se gli studiosi che
lo temono hanno ragione) il più grosso casino che dovremo affrontare
(iran a parte...). Non siamo attrezzati per reagire velocemente
a questi cambiamenti......ci sono problemi come quello
della possibile interruzione della corrente del golfo che avrebbe
un impatto negativo enorme sulla GB ..
Guardate alle inondazioni ricorrenti nel Nord/est Europa..
immaginate se le acque del mediterraneo diventassero abbastanza
calde da richiamare...qualche (e dico qualche) squalo.....
sarebbe una tragedia per l'economia balneare...
Non ho sentito parlare di squali ma di pesci che non
si erano mai visti nel mediterraneo sì....
 
ramirez ha scritto:
E' un gran casino!!! Questo è effettivamente (se gli studiosi che
lo temono hanno ragione) il più grosso casino che dovremo affrontare
(iran a parte...). Non siamo attrezzati per reagire velocemente
a questi cambiamenti......ci sono problemi come quello
della possibile interruzione della corrente del golfo che avrebbe
un impatto negativo enorme sulla GB ..
Guardate alle inondazioni ricorrenti nel Nord/est Europa..
immaginate se le acque del mediterraneo diventassero abbastanza
calde da richiamare...qualche (e dico qualche) squalo.....
sarebbe una tragedia per l'economia balneare...
Non ho sentito parlare di squali ma di pesci che non
si erano mai visti nel mediterraneo sì....

bah ramirez lo squalo esiste nel mare mediterraneo...

i problemi sono altri non certo lo squalo ;)
 
Wild Weasel ha scritto:
bah ramirez lo squalo esiste nel mare mediterraneo...

i problemi sono altri non certo lo squalo ;)
Beh di quello che si è mangiato un pescatore nel Tirreno
lo so.......io ho scritto qualche e pensavo addirittura diversi
o se preferisci molti....
non è un problema? aspetta il primo attacco (Dio non voglia)
magari nelle coste sud del mediterraneo e poi vedi...
se il clima si surriscalda e i mari si riscaldano non è poi
improbabile che arrivino..magari seguendo i pesci che prediligono....
lo so che non è il solo problema...ma potrebbe (e per tutti occorre usare
il condizionale) diventarlo...
 
Beh io credo che i problemi grossi potrebbero essere:
-desertificazione (lenta) di talune zone già a rischio tipo Sud Italia
-problemi di approvvigionamento acqua per zone già in difficoltà, e anche problemi minori per zone che ora l'acqua tutto sommato la hanno
- Regioni costiere, nel lungo la casa sulla spiaggia (tipo quella di Montalbano :D) potrebbe diventare un problema più che una gioia quotidiana...
- Difficoltà per l'agricoltura
- Maggiori dispendi energetici per climatizzatori ecc. (già adesso Milano d'estate senza clima è un problema serio...ricordate la Francia due o tre estati fa con la moria di anziani?
 
Darkghost ha scritto:
Beh io credo che i problemi grossi potrebbero essere:
-desertificazione (lenta) di talune zone già a rischio tipo Sud Italia
-problemi di approvvigionamento acqua per zone già in difficoltà, e anche problemi minori per zone che ora l'acqua tutto sommato la hanno
- Regioni costiere, nel lungo la casa sulla spiaggia (tipo quella di Montalbano :D) potrebbe diventare un problema più che una gioia quotidiana...
- Difficoltà per l'agricoltura
- Maggiori dispendi energetici per climatizzatori ecc. (già adesso Milano d'estate senza clima è un problema serio...ricordate la Francia due o tre estati fa con la moria di anziani?
sono d'accordo sul fatto che possano essere considerati problemi
visto che siamo in Italia....in Israele di acqua ne hanno pochina..
eppure...
Nel '73 lavoravo alla Sir (sì quella caso imi - sir, previti)
vendevamo impianti di desalinizzazione in Bahrein (o giù di lì)
ripeto nel 1973....oggi come oggi dovremmo poter inondare
d'acqua tutto il Sud Italia...
 
Eh eh ne so qualcosa tramite mio padre. Stessi anni stesse soluzioni in Kuwait...
Da noi invece siamo ancora a rattoppare gli acquedotti...
 
Darkghost ha scritto:
Eh eh ne so qualcosa tramite mio padre. Stessi anni stesse soluzioni in Kuwait...
Da noi invece siamo ancora a rattoppare gli acquedotti...

Una cosa che mi ha sempre sorpreso in Italia e' il costo della bolletta dell'acqua: bassissima ..... infatti inmolti condomini nemmeno si fa' la ripartizione dei consumi.

Al contrario in Germania, la bolletta dell'acqua e' quasi come la bolletta della luce. Non ricordo esattamente quanto, credo almeno 10/20 volte piu' che da noi.


Il perche'? Boh (non sono certo, comunque non mi sembra che in Germania ci siano problemi di siccita',anzi....BOH)



Probabilmente e' per quello che gli impianti in Italia sono vecchi ...... c'hanno pochi soldi per ripararli?
 
Al contrario in Germania, la bolletta dell'acqua e' quasi come la bolletta della luce. Non ricordo esattamente quanto, credo almeno 10/20 volte piu' che da noi.

Caspita ! Speriamo che non ne approfittino in Italia per adeguarsi all'Europa...
Comunque rimane il fatto che molti scienziati continuano a suonare campanelli d'allarme che vengono ora bellamente ignorati, ora sminuiti, ridicolizzati dalle classi politiche.
Mi piacerebbe capire quali siano le reali proporzioni del fenomeno.

Per raccontarvene un'altra i miei amici swuisseri mi raccontavano che ultimamente primari istituti di credito swuisseri non concedono più prestiti per apertura di strutture turistiche (alberghi, ristoranti e simili) che puntano sulla stagione invernale in località di altitudine inferiore a 1600/1800m...
E non faccio fatica a crederci perchè sulle prealpi vodesi a 1300m 10 anni fa a Natale trovavi un bel manto nevoso...ora solo i pascoli ingialliti e per la neve a 1300 bisogna attendere fine gennaio...

Dark
 
Direi che non è il caso di esagerare con l'allarmismo, le variazioni climatiche sono nell'ordine delle centinaia e a volte migliaia di anni e le analisi meteorologiche serie non si possono fare misurando le temperature degli ultimi 40 anni. Le previsioni in questo campo necessitano di una quantità enorme di dati e osservazioni che non abbiamo...

Attualmente, e dalla metà del 19° secolo, le temperature si sono gradualmente rialzate perchè stiamo uscendo da quella che è stata definita la piccola era glaciale iniziata nel tardo medioevo.
Precedentemente ci fu il periodo chiamato medioevale caldo che durò fino al 1300 circa, ci sono testimonianze scritte di antiche cronache che riportano il fatto che intorno all'anno 1000 il colle del gigante (3300 mt.) fra courmayeur e chamonix fosse percorribile a piedi in estate.
Oggi si usano ramponi e picozza tutto l'anno.

La presenza dell'uomo in ogni caso introduce cambiamenti nell'ambiente, però a mio parere c'è da preoccuparsi del fatto che la terra sia popolata da 6 mld di esseri umani e non da qualche variazione climatica di un'estate torrida (2003 per esempio) rispetto a quella precedente o successiva.
Se non si rimedia in fretta alla crescita degli abitanti del pianeta, sopratutto nelle zone più povere, ci saranno problemi ben più gravi nei prossimi 50 anni dell'aumento di un pochino di CO2 nell'atmosfera.
 
skymap ha scritto:
Direi che non è il caso di esagerare con l'allarmismo, le variazioni climatiche sono nell'ordine delle centinaia e a volte migliaia di anni e le analisi meteorologiche serie non si possono fare misurando le temperature degli ultimi 40 anni. Le previsioni in questo campo necessitano di una quantità enorme di dati e osservazioni che non abbiamo...

Attualmente, e dalla metà del 19° secolo, le temperature si sono gradualmente rialzate perchè stiamo uscendo da quella che è stata definita la piccola era glaciale iniziata nel tardo medioevo.
Precedentemente ci fu il periodo chiamato medioevale caldo che durò fino al 1300 circa, ci sono testimonianze scritte di antiche cronache che riportano il fatto che intorno all'anno 1000 il colle del gigante (3300 mt.) fra courmayeur e chamonix fosse percorribile a piedi in estate.
Oggi si usano ramponi e picozza tutto l'anno.

La presenza dell'uomo in ogni caso introduce cambiamenti nell'ambiente, però a mio parere c'è da preoccuparsi del fatto che la terra sia popolata da 6 mld di esseri umani e non da qualche variazione climatica di un'estate torrida (2003 per esempio) rispetto a quella precedente o successiva.
Se non si rimedia in fretta alla crescita degli abitanti del pianeta, sopratutto nelle zone più povere, ci saranno problemi ben più gravi nei prossimi 50 anni dell'aumento di un pochino di CO2 nell'atmosfera.
premesso che le discussioni sui cambiamenti climatici sono
tutte aperte con opinioni le più diverse....sembra confermata
la velocità in cui il pianeta si sta riscaldando......
guidare una Punto è una cosa....una Ferrari un'altra
nel passato ci sono stati altri periodi di surriscaldamento? Ok
ma quante persone c'erano sulla Terra? Terreni a volontà...
Il problema dei 6 miliardi ed oltre è un problema perchè si
rifiutano tecnologie moderne (OGM - nucleare) sennò di cibo ce n'è
per tutti (magari maldistribuito-ma si può rimediare..)
basta vedere cosa sanno fare in Israele o, se vogliamo sognare,
in Dubai per capire quante possibilità abbiamo....certo se ci dormiamo sopra....
buonanotte..
 
skymap ha scritto:
Direi che non è il caso di esagerare con l'allarmismo, le variazioni climatiche sono nell'ordine delle centinaia e a volte migliaia di anni e le analisi meteorologiche serie non si possono fare misurando le temperature degli ultimi 40 anni. Le previsioni in questo campo necessitano di una quantità enorme di dati e osservazioni che non abbiamo...

Attualmente, e dalla metà del 19° secolo, le temperature si sono gradualmente rialzate perchè stiamo uscendo da quella che è stata definita la piccola era glaciale iniziata nel tardo medioevo.
Precedentemente ci fu il periodo chiamato medioevale caldo che durò fino al 1300 circa, ci sono testimonianze scritte di antiche cronache che riportano il fatto che intorno all'anno 1000 il colle del gigante (3300 mt.) fra courmayeur e chamonix fosse percorribile a piedi in estate.
Oggi si usano ramponi e picozza tutto l'anno.

La presenza dell'uomo in ogni caso introduce cambiamenti nell'ambiente, però a mio parere c'è da preoccuparsi del fatto che la terra sia popolata da 6 mld di esseri umani e non da qualche variazione climatica di un'estate torrida (2003 per esempio) rispetto a quella precedente o successiva.
Se non si rimedia in fretta alla crescita degli abitanti del pianeta, sopratutto nelle zone più povere, ci saranno problemi ben più gravi nei prossimi 50 anni dell'aumento di un pochino di CO2 nell'atmosfera.

bisogna distinguere le variazioni di temperatura per variazione dell'asse terrestre ,variazioni solari ecc ecc , che si ripropongono periodicamente con le piccole glaciazioni e le grandi glaciazioni, e quelle da variazione della co2.
Sarebbe come dire che d'estate in casa fa caldo e la cosa sarebbe naturale , ma se accendi il riscaldamento d'estate la cosa va fuori controllo .
Per cui ci sono miniglaciazioni e mini riscaldamenti , come per esempio il periodo caldo al tempo degli antichi romani , nel quale si poteva coltivare l'uva anche in inghilterra , che si alternano a periodi freddi di alcuni secoli , ma queste sono fluttuazioni su cui l'uomo non è in grado di interferire.
La gente pensa che in queste variazioni ci siano chissà quanti gradi di variazione di temperatura media del pianeta :in realtà la differenza di temperatura media fra miniglaciazioni e periodi caldi è stata di 0,7/0,8 gradi soltanto.
Per cui quando si sente dire -sono solo 3 gradi di più -previsti nei prossimi decenni , uno pensa ad un'estate un pò più lunga , ma in realtà è un forno a microonde.
Da che dipende ? da un semplice fenomeno fisico riproducibile da fine '800 anche in laboratorio , e cioè che alcuni gas , CO2 , metano ecc, formano una pellicola intorno alla terra e imprigionano il calore che viene emesso dalla stessa quando viene colpita dai raggi solari.
Non sono i raggi solari che scaldanno l'atmosfera , ma i raggi infrarossi che emette la terra dopo essere stata colpita dai raggi solari.Se questi vengono trattenuti dai gas serra aumentati di quantità ,si ha l'effetto che produce il telo di plastica a copertura delle serre.
Quindi se oltre al riscaldamento naturale che ha il pianeta , che provoca mini riscaldamenti periodici , noi ci aggiungiamo la CO2 da combustione fossile e il metano (da allevamenti animali) introduciamo artificialmente una variazione incontrollata nel sistema .
Mi fermo qua per non appesantire
 
ah già c'eravamo scordati il metano (come inquinante, non come carburante)
tutti presi dalla CO2..........
il metano (mi pare) contribuisca all'effetto serra più della co2..
inoltre viene prodotto da......................tutti noi (6 miliardi!!)
più da tutti gli animali viventi ....
 
Siamo troppi, senza controllo delle nascite si finiranno le risorse disponibili e questo rischia di succedere molto prima dei problemi climatici.

:( :(

Dovrebbe essere un argomento primario per la comunità internazionale invece nessuno parla, tranne pochi studiosi del problema da prendere pure loro con le dovute cautele visto che alcuni negli anni 80 pronosticavano la polazione mondiale sopra i 10 mld intorno al 2010...
Cmq si è già visto che lo sviluppo asiatico sta creando problemi enormi in asia a livello inquinamento e consumo materie prime.

Sull'incremento demografico ci sono anche pesantissime responsabilità dei potentati religiosi, ma questo esula dall'argomento della sezione.
 
però a mio parere c'è da preoccuparsi del fatto che la terra sia popolata da 6 mld di esseri umani e non da qualche variazione climatica di un'estate torrida (2003 per esempio) rispetto a quella precedente o successiva.
Se non si rimedia in fretta alla crescita degli abitanti del pianeta, sopratutto nelle zone più povere, ci saranno problemi ben più gravi nei prossimi 50 anni dell'aumento di un pochino di CO2 nell'atmosfera.

Bravo, altro punto importante. Credo che i due problemi (sovrapopolazione, clima) siano in qualche modo collegati dal fatto che le risorse sono "mal distribuite" e che gli squilibri tra zone povere (poverissime) e zone ricche del pianeta concorrano ad instaurare un clima non collaborativo(scusate il gioco di parole) sugli aspetti ecologici. Vedasi Kyoto. forse l'introduzione di una "borsa" dell'inquinamento non sarebbe male.
Brogli e fregature possibili a parte negli States parecchi sindaci si sono messi d'accordo per creare una cosa del genere fra comuni USA (numero speciale dell'economist di un paio di mesi fa mi pare).

Inoltre il problema dei 6 miliardi , come diceva Ramirez, sarebbe un non problema se vi fosse un clima collaborativo fra le varie nazioni ricche e meno ricche....cosa che purtroppo non c'è.
 
Un'altro cosa riguardo a effetto serra e buco nell'ozono. Leggevo che tali strati atmosferici hanno equilibri abbastanza delicati. Il problema veniva delineato non tanto quanto un problema di quantità tout court, quanto di mantenimento dei delicati equilibri fra sostanza che compongono l'atmosfera e pare che l'uomo di sia andato giù pesante in questi ultimi 150 anni.
 
skymap ha scritto:
Siamo troppi, senza controllo delle nascite si finiranno le risorse disponibili e questo rischia di succedere molto prima dei problemi climatici.

:( :(

Dovrebbe essere un argomento primario per la comunità internazionale invece nessuno parla, tranne pochi studiosi del problema da prendere pure loro con le dovute cautele visto che alcuni negli anni 80 pronosticavano la polazione mondiale sopra i 10 mld intorno al 2010...
Cmq si è già visto che lo sviluppo asiatico sta creando problemi enormi in asia a livello inquinamento e consumo materie prime.

Sull'incremento demografico ci sono anche pesantissime responsabilità dei potentati religiosi, ma questo esula dall'argomento della sezione.

Sono d'accordo, basta ricordare la nube di sabbia sulla cina, dovuta, si crede, al disboscamento di vaste zone.
http://www.repubblica.it/2006/04/se.../pechino-nube-sabbia/pechino-nube-sabbia.html

Lo sviluppo asiatico potrebbe creare molti più problemi di quanti ne abbiamo visti fino a oggi (sono 3 miliardi e passa). Purtroppo, la Comunità Internazionale ha ben poco peso quando ci sono in ballo interessi di così grosso calibro.
 
Sono d'accordo !
Darkghost ha scritto:
Beh io credo che i problemi grossi potrebbero essere:
-desertificazione (lenta) di talune zone già a rischio tipo Sud Italia
Desertificazione già avviata
Darkghost ha scritto:
-problemi di approvvigionamento acqua per zone già in difficoltà, e anche problemi minori per zone che ora l'acqua tutto sommato la hanno
Le zone in difficoltà per l'approvvigionamento dell'acqua in Italia non sono così poche come si potrebbe credere.
Darkghost ha scritto:
- Regioni costiere, nel lungo la casa sulla spiaggia (tipo quella di Montalbano :D) potrebbe diventare un problema più che una gioia quotidiana...
Pensa anche al turismo balneare !
Darkghost ha scritto:
- Difficoltà per l'agricoltura
Troppo caldo, troppo freddo, poca acqua, quante ne vuoi !
Darkghost ha scritto:
- Maggiori dispendi energetici per climatizzatori ecc. (già adesso Milano d'estate senza clima è un problema serio...ricordate la Francia due o tre estati fa con la moria di anziani?
Tenendo conto anche che l'energia potrebbe cominciare a scarseggiare in futuro.....
 
skymap ha scritto:
Siamo troppi, senza controllo delle nascite si finiranno le risorse disponibili e questo rischia di succedere molto prima dei problemi climatici.

:( :(

Dovrebbe essere un argomento primario per la comunità internazionale invece nessuno parla, tranne pochi studiosi del problema da prendere pure loro con le dovute cautele visto che alcuni negli anni 80 pronosticavano la polazione mondiale sopra i 10 mld intorno al 2010...
Cmq si è già visto che lo sviluppo asiatico sta creando problemi enormi in asia a livello inquinamento e consumo materie prime.

Sull'incremento demografico ci sono anche pesantissime responsabilità dei potentati religiosi, ma questo esula dall'argomento della sezione.
perfettamente d'accordo.... OK!
 
le cose si fanno serie!

Il premier inglese ha presentato il rapporto sulle conseguenze economiche dei danni ambientali
"Ora sappiamo che investire oggi ci ripagherà in futuro, evitando la catastrofe"
Cambiamenti climatici, il monito di Blair
"Agiamo subito o sarà un disastro"
Londra pensa a una "tassa verde" sulla CO2 e preme per rinforzare il Protocollo di Kyoto


Blair e Brown alla presentazione del Rapporto
LONDRA - E' uno scenario fosco quello che dipinge Tony Blair presentando il rapporto commissionato dal governo britannico sulle ripercussioni economiche dei cambiamenti climatici. Il dossier, redatto dall'ex dirigente della Banca Mondiale Nicholas Stern, è già stato anticipato dalla stampa: il mondo rischia seriamente di andare incontro a un collasso economico molto peggiore di quello del 1929.

I costi degli interventi per risanare gli effetti di siccità, innalzamento del livello dei mari, fenomeni estremi come uragani e inondazioni (e le conseguenti emigrazioni di massa), nei prossimi decenni rischiano di costare fino al 20% del Pil mondiale.

Se non si fa nulla per fermare il riscaldamento globale, le conseguenze per il mondo, ha ribadito il premier britannico, saranno "disastrose e irreversibili". "Questo - ha aggiunto - è il documento sul futuro più importante pubblicato da questo governo da quando è al potere". "Il rapporto Stern - ha proseguito Blair - sbaraglia anche gli ultimi argomenti a sostegno dell'immobilismo: ora sappiamo che investire oggi nella lotta ai cambiamenti climatici ci ripagherà in futuro, evitando la catastrofe".

L'aspetto positivo in un quadro tanto allarmante è che le conoscenze scientifiche, le risorse e le tecnologie per innescare la retromarcia ci sono già. Quello che manca è la volontà politica. Il riferimento di Blair è infatti indirizzato in particolare alla posizione degli Stati Uniti, che si sono rifiutati di aderire al Protocollo di Kyoto sostenendo che avrebbe avuto un costo troppo alto per l'economia. Costo che l'Inghilterra ritiene piuttosto una via di mezzo tra un investimento e un'assicurazione sulla vita.

Per questo il premier britannico ha annunciato di voler portare avanti una strategia su due livelli. Sul piano internazionale Londra intende premere affinché la comunità mondiale ponga la questione ambientale in cima alla sua agenda gettando quanto prima le basi per un rinnovo del Protocollo di Kyoto. Il desiderio è quello di fissare obiettivi ancora più ambiziosi per la fase successiva al 2012 e modalità in grado di ottenere anche l'adesione degli Usa. Sul piano interno la politica ambientalista di Blair si dovrebbe tradurre invece in un'azione di contrasto alle emissioni di gas serra molto più stringente, senza escludere la possibilità di una "tassa verde" sull'anidride carbonica.

Il primo banco di prova per le ambizioni di Blair arriverà molto presto. In questi giorni sono in corso infatti a Bonn i lavori preparatori della Conferenza
Internazionale sui cambiamenti climatici indetta annualmente dall'Onu e in programma a Nairobi dal 5 novembre. All'ordine del giorno c'è proprio la doppia sfida di convincere gli Stati Uniti ad aderire al Protocollo di Kyoto e di accelerare la messa a punto di regole per il dopo 2012.

Malgrado i risultati fissati per la prima fase dell'accordo internazionale siano piuttosto modesti (-5% delle emissioni di gas serra entro il 2012 rispetto ai livelli del 1990), la comunità mondiale fatica comunque a centrarli. Fra il 2000 e il 2004 le emissioni da parte dei Paesi industrializzati sono aumentate dell'11%.
Al momento il Protocollo non prevede invece nessun limite alle emissioni dei Paesi di via di sviluppo come Cina e India, che però hanno ormai raggiunto quelle delle grandi potenze industriali.

Se i problemi sono dunque enormi, consola la crescente consapevolezza dell'emergenza rappresentata dai cambiamenti climatici e la crisi ambientale più in generale. Almeno a parole nella sua battaglia Blair infatti non è solo. La cancelliera tedesca Angela Merkel, che nei prossimi mesi assumerà sia la presidenza della Ue che quella del G8, ha già annunciato che tra i dossier economici che intende sottoporre ai partner internazionali figurano la trasparenza sui mercati finanziari (con la minaccia dei fondi speculativi), la lotta alla pirateria industriale, la dimensione sociale della globalizzazione, i cambiamenti climatici e l'attuazione del Protocollo di Kyoto, l'efficienza energetica, lo sfruttamento responsabile delle materia prime.
 
Indietro