Campa Cavallo(ex ministro argentino!) che il debito cresce::!!

FaGal

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Tango-bond, risparmiatori col fiato sospeso
Allungamento delle scadenza di cinque anni, taglio del 70% del valore nominale dei titoli e indicizzazione dei tassi di interesse al Pil argentino.

Questa la nuova proposta, che secondo indiscrezioni giornalistiche, il governo del neopresidente argentino Kirchner avrebbe in serbo per la rinegoziazione dei bond del Paese sudamericano caduti in default.

Delusione grossa per i 400mila italiani possessori dei tango-bond, che fino a due mesi fa contavano su delle prospettive ben diverse.

Nell’incontro dello scorso mese di marzo del segretario delle Finanze del Paese sudamericano, Guillermo Nielsen, con le rappresentanze degli investitori, le garanzie erano di tutt’altro tenore.

Il comunicato del consorzio delle associazioni dei consumatori, così recitava: “Il governo argentino ha mostrato grande disponibilità evidenziando soluzioni concrete. Sono state prospettate tre ipotesi alternative l’una all’altra. L'annullamento dei tempi senza toccare il capitale, oppure il ritocco dei tassi, oppure una diminuzione del capitale”.

La proposta attuale conterrebbe, quindi, cumulativamente tutte le tre soluzioni negative. Per Nicola Stock, il presidente dell'associazione fondata dalle banche per proteggere gli interessi degli italiani che hanno in portafoglio i bond argentini, si tratta di un’indiscrezione giornalistica non avallata da nessuna conferma.

”Non mi piace commentare proposte che non provengano da fonti istituzionali del governo argentino – chiosa Stock -, ma sia chiaro che se vogliono la guerra noi siamo pronti. Abbiamo esposto direttamente ai rappresentanti del Paese sudamericano le condizioni minime e da lì non ci smuoviamo”.

Sin dall’incontro di marzo con il segretario delle Finanze del Paese sudamericano, Guillermo Nielsen, l’associazione che conta su 412mila deleghe dei risparmiatori traditi aveva chiarito i termini della questione. “Vada per un allungamento delle scadenze e una riduzione dei tassi , ma il capitale non si tocca”.

”E’ da queste basi – sentenzia Stock – che ricominceremo a trattare a settembre. Non credo che adesso ci siano le condizioni giuste. Ma sia chiaro che quanto detto a marzo resta la base di partenza della trattativa”.
 
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