capitalgain e minusvalenze

fernandino

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sottopongo i seguenti quesiti di csai che si verificano spessissimo:
1) si chiude un conto corrente e relativo deposito titoli con una banca trasferendo gli stessi ad altra, sulla prima banca erano state accumulate su compravendite effettuate delle minusvalenze, alla stessa è stato chiesto di trasferire anche dette informazioni.
Come si dovrà comportare la nuova banca su dette minusvalenze.
2) Il prezzo di carico nella nuova banca dei titoli trasferiti sarà quello di carico della precedente?.
Grazie per la risposta.
 
1) La prima banca trasferisce i titoli alla seconda.

Effettuerà anche una apposita certificazione delle minusvalenze fiscali al cliente, ed il cliente la presenterà alla seconda banca (raccomando di farsi rilasciare apposita ricevuta).

2) I prezzi di carico fiscale che la seconda banca assume sono i prezzi di carico fiscale che si avevano alla prima banca: prima c'era confusione in materia, ma adesso il fisco ha finalmente chiarito che il semplice trasferimento titoli da un conto all'altro non comporta l'applicazione del capital gain se gli intestatari del conto titoli sono esattamente gli stessi, e con le medesime quote di intestazione.

In pratica, se gli intestatari non cambiano, né riguardo ai nominativi (nessuna aggiunta o eliminazione), né riguardo le quote di possesso dei titoli (ad esempio, 4 intestatari ciascuno col 25% o due intestatari ciascuno col 50%, ecc.), si trasferiscono i titoli esattamente come li si aveva in deposito presso la prima banca, con i prezzi di carico fiscale originari, e con le minusvalenze trasferite mediante l'apposita certificazione.
 
x Voltaire quesito sulle minusvalenze

Se le minusvalenze in un dossier titoli sono reali (vendita con stop loss) ed il titolare del conto decide di estinguere il conto non volendo più sentir parlare di azioni per il resto dei suoi giorni, è possibile in questo caso portare in deduzione la minusvalenza dal reddito complessivo anche se si è optato per il regime del risparmio amministrato?
 
Non è mai possibile portare in detrazione le minusvalenze da altri redditi, né in regime amministrato, né in regime dichiarativo.
 
Le minusvalenza, comunque, si detraggono anche da plusvalenza provenienti da altri strumenti finanziari assogettati al capital gain (esclusi i fondi comuni italiani, che sono in regime di risparmio gestito), come le obbligazioni, i titoli di Stato e le Sicav estere, diffusissime.
 
Scritto da Voltaire
Le minusvalenza, comunque, si detraggono anche da plusvalenza provenienti da altri strumenti finanziari assogettati al capital gain (esclusi i fondi comuni italiani, che sono in regime di risparmio gestito), come le obbligazioni, i titoli di Stato e le Sicav estere, diffusissime.

Scusa la mia ignoranza, ho capito che se uno si compra un bot può detrarre le minus da dall'imposta da pagare sullo stesso bot; è così? tks

bye
 
RECUPERO MINUS

Riporto quanto scritto su "L'esperto risponde - Il Sole 24 Ore" del 17 giugno2000.
Domanda lettore: Un cittadino che ha subito un aperdita in borsa e che ha chiuso definitivamente il conto titoli può portare in detrazione la perdita nei quattro anni successivi. In quale rigo Unico va indicata la perdita?
Risposta dell'esperto:
Le minusvalenze devono essere certificate dall'intermediario evidenziando i dati e le informazioni necessarie a consentire la deduzione delle minusvalenze.
Le stesse, entro il quarto periodo di imposta successivo a quello di realizzo (ma non oltre il quarto) va effettuata nel quadro RT del modello Unico 2002, presumibilmente nella sezione IIB, rigo RT"£, colonna 2; in tal caso questo importo va riportato alla colonna 5 del rigo RT32.
Ho sfrondato un pò la risposta per abbreviarla, tenendo però tutto il significativo.
 
errore

Scusate: dopo scritto RT"£ deve intendersi RT23.
 
Scritto da GGianni
Riporto quanto scritto su "L'esperto risponde - Il Sole 24 Ore" del 17 giugno2000


In quel caso, siamo alla dichiarazione dei redditi, per chi ha scelto il regime dichiarativo, appunto.

Chi è in regime amministrato non deve farlo.

Comunque, anche in regime dichiarativo le minusvalenze si portano in detrazione dalle future plusvalenze, e non è prevista la compensazione con altre imposte.
 
Vorrei porre il seguente quesito a Voltaire e a chiunque altro voglia rispondere --

Preso atto che la minusvalenza si recupera in 4 anni, mi rimane oscura la pratica applicazione.
Supposto che uno abbia concretizzato una minusvalenza P.es in data 20 febbraio 2001 fino a quale data è possibile recuperarla?
Immagino che la risposta, in questo caso, sia abbastanza semplice.
Ma il mio probema è: ipotizziamo che nei 2 anni successivi al 20 febbraio 2001 continuino a concretizzarsi altre minusvalenze. Per semplicita diciamo una ogni tre mesi e sempre dello stesso importo.
Se la minusvalenza sempre a mo di esempio nel febbraio 2003 sarà diventata di 9000 euro.
Che succede?
Quando scadrà la possibilità di recupero?
Ipotizziamo ancora che nel marzo 2002 ci sia stato un momentaneo recupero con una plusvalenza di 2000 euro che porta il passivo da 5000 euro a tremila che però successivamente torna ad essere perso portando secondo, l'ipotesi iniziale, la minusvalenza a 9000 euro nel febbraio 2003.
Ipotizziamo infine che da quella data abbia inizio un recupero lento e continuo.
Che succede in tali ipotesi.
Come funziona?
Quando effettivamente scade la possibilità di recupero?
Ringrazio sin d'ora per le risposte che arriveranno dai più eperti.
 
Ultima modifica:
Scritto da avicenna
Quando scadrà la possibilità di recupero?



Si considera il tempo di ciascuna singola minusvalenza, vale sempre la regola "anno in cui si realizza + i 4 successivi".

Anche nell'esempio che poni, ciascuna minusvalenza vale per l'anno in cui si realizza + i 4 successivi, e viene scalata dalle future plusvalenze.
 
Scritto da Voltaire




Si considera il tempo di ciascuna singola minusvalenza, vale sempre la regola "anno in cui si realizza + i 4 successivi".

Anche nell'esempio che poni, ciascuna minusvalenza vale per l'anno in cui si realizza + i 4 successivi, e viene scalata dalle future plusvalenze.

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Scritto da avicenna
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Ipotizziamo ancora che nel marzo 2002 ci sia stato un momentaneo recupero con una plusvalenza di 2000 euro che porta il passivo da 5000 euro a tremila che però successivamente torna ad essere perso portando secondo, l'ipotesi iniziale, la minusvalenza a 9000 euro nel febbraio 2003.
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Chiedo troppo se fai un esempio concreto?

Calendario alla mano come si interpreta: "anno in cui si realizza + i quattro anni successivi"?
Nel citato esempio la scadenza è febbraio 2005 ol febbraio 2006?

Nell'ìpotesi di cui sopra --
La plusvalenza dei 2000 euro fa partire il calendario del recupero
Da settembre 2001 compensando la minusvalenza di febbraio e di maggio?
Faccio presente che l'ipotesi era: minusvalenza di 1000 euro ogni 3 mesi esatti a partire dal 20 febbraio 2001.
 
Ultima modifica:
Scritto da avicenna
Nel citato esempio la scadenza è febbraio 2005 ol febbraio 2006?


Per anno si intende l'anno intero, quindi (esempio febbraio 2001) dicembre 2005.

Le minusvalenze si detraggono dalle plusvalenze realizzate a partire dal giorno successivo, e si scalano mano a mano.

Se nel frattempo arrivano anche altre minusvalenze, queste avranno scadenza a parte (in base al loro anno di realizzazione), ma si useranno prima quelle antecedenti.
 
Scritto da Voltaire



--OMISSIS--

Le minusvalenze si detraggono dalle plusvalenze realizzate a partire dal giorno successivo, e si scalano mano a mano.

Se nel frattempo arrivano anche altre minusvalenze, queste avranno scadenza a parte (in base al loro anno di realizzazione), ma si useranno prima quelle antecedenti.


La prima parte della spiegazione adesso mi è perfettamente chiara
Quindi chi concretizza una minusvalenza il primo di gennaio ha un anno in + per recuperare rispetto a chi la stessa minusvalenza la realizza il 31 dicembre.
E' così?

La seconda parte della spiegazione è formalmente ineccepibile ma ancora non mi è del tutto chiara.

Pertanto riformulo la domanda

A febbraio 2001 realizzo una minusvalenza di 1000 euro a maggio dello stesso anno una ulteriore minusvalenza di 1000 euro che aggiunta ai precedenti 1000 sono diventati 2000.
Ad agosto si aggiunge una ulteriore minusvalenza di 1000 Euro a novembre altri 1000 a febbraio 2002 altri 1000 la minusvalenza si è portata a 5000 euro.
A marzo si ha una plusvalenza di 3000 euro.
Questi ultimi 3000 euro compensano le minusvalenze del 2001 portando quindi la scadenza a dicembre 2006?

Da settembre 2001 compensando la minusvalenza di febbraio e di maggio?
Faccio presente che l'ipotesi era: minusvalenza di 1000 euro ogni 3 mesi esatti a partire dal 20 febbraio 2001?
Scusa se ho approfittato, ma la mia forma mentis mi consente di capire solo di fronte ad esempi assolutamente tangibili e concreti.
Grazie ancora per le risposte date e per quella che darai a quest'ultima domanda.
 
Scritto da avicenna
chi concretizza una minusvalenza il primo di gennaio ha un anno in + per recuperare rispetto a chi la stessa minusvalenza la realizza il 31 dicembre.


Esatto.




Scritto da avicenna
Questi ultimi 3000 euro compensano le minusvalenze del 2001 portando quindi la scadenza a dicembre 2006?


No, la scadenza delle minus è sempre la stessa: dalle plusvalenze si detraggono le minusvalenze (partendo da quelle più vecchie), ma le minusvalenze mantengono la data originaria, senza mai subire modifiche.

Ogni qualvolta c'è una plus, si utilizzano, a scalare le minus più vecchie per compensarla, ogni qualvolta c'è una minus la si "mette in elenco" con scadenza anno di realizzazione + 4.
 
Scritto da Voltaire



No, la scadenza delle minus è sempre la stessa: dalle plusvalenze si detraggono le minusvalenze (partendo da quelle più vecchie), ma le minusvalenze mantengono la data originaria, senza mai subire modifiche.

Ogni qualvolta c'è una plus, si utilizzano, a scalare le minus più vecchie per compensarla, ogni qualvolta c'è una minus la si "mette in elenco" con scadenza anno di realizzazione + 4.
Scusa, ma perchè dici che non è come dicevo io visto che l'ipotesi è che nel 2001 si è realizzata una minus di 3000 euro e nel marzo 2002 si è realizzata una plus ancora di 3000 euro.
Da quel che dici sembrerebbe che azzerate le minusvalenze del 2001 restano quelle verificatesi a partire dal febbraio 2002, quindi la scadenza dovrebbe essere dicembre 2006.
O forse continuo a non aver capito?
 
Scritto da avicenna

....
A febbraio 2001 realizzo una minusvalenza di 1000 euro a maggio dello stesso anno una ulteriore minusvalenza di 1000 euro che aggiunta ai precedenti 1000 sono diventati 2000.
Ad agosto si aggiunge una ulteriore minusvalenza di 1000 Euro a novembre altri 1000 a febbraio 2002 altri 1000 la minusvalenza si è portata a 5000 euro.
A marzo si ha una plusvalenza di 3000 euro.
Questi ultimi 3000 euro compensano le minusvalenze del 2001 portando quindi la scadenza a dicembre 2006?

Da settembre 2001 compensando la minusvalenza di febbraio e di maggio?
Faccio presente che l'ipotesi era: minusvalenza di 1000 euro ogni 3 mesi esatti a partire dal 20 febbraio 2001?
....

2001 ===> 4000 euro di MINUS (compensabili sino al 2005)
2/2002 => 1000 euro di MINUS (compensabili sino al 2006)

totale 5000 euro di MINUS

3/2002 => 3000 euro di PLUS

totale 2000 euro di MINUS (compensabili per 1000 euro sino al 2005 e per 1000 euro sino al 2006)

Le eventuali successive MINUS generate da operazioni poste in essere dall'aprile al dicembre 2002 saranno compensabili sino a tutto il 2006, mentre le (augurabili!!!) PLUS dello stesso periodo compenserebbero prima i 1000 euro con scadenza 2005 e successivamente gli altri 1000 con scadenza 2006.

Saluti,
elac
 
Per elecarte

Grazie per la dettagliata spiegazione fornita che dà un ulteriore utile contributo alla discussione, che credo sia di interesse generale soprattutto in un momento, come questo, dominato da un mercato orso.
Ovviamente ringrazio ancora Voltaire.
Ciao
 
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