Capitali In Fuga. O No?

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Capitali In Fuga. O No?

Le proposte del centro-sinistra sulla revisione della tassazione delle rendite finanziarie hanno o non hanno già innescato una fuga di capitali dall'Italia? Alla vigilia del voto dopo la più urlata delle campagne elettorali degli ultimi decenni, questa domanda non ha ancora trovato una risposta univoca. Anche perché, tra insulti e sceneggiate, ogni giorno di campagna elettorale ha aperto un nuovo fronte, lasciando insolute le polemiche sollevate il giorno prima. Il caso della fuga dei capitali, che Silvio Berlusconi ha fatto subito suo, era stato sollevato da Jerome Booth, direttore del servizio studi dell'Ashmore group (uno dei maggiori gestori internazionali) con un'intervista all'International Herald Tribune. Secondo Booth nella valutazione dell'azionario italiano ´il quadro politico non viene adeguatamente preso in considerazione', considerando la violenza della campagna elettorale e il rischio di vittoria di una coalizione come il centro-sinistra che, secondo lui, potrebbe disintegrarsi nell'arco di sei mesi. Insomma, un'Italia meno affidabile di numerosi mercati emergenti. Nella sua newsletter, l'Ashmore group dipinge un quadro ancora più catastrofico , con il declassamento dei titoli italiani sui mercati internazionali sino ad arrivare a quotazioni non lontane da quelle dei titoli messicani e russi.

Booth è una Cassandra, un tifoso di Berlusconi o possiede informazioni riservate particolarmente sensibili per i mercati? L'Ashmore group ha una reputazione di prudenza e riservatezza. Se Booth ha rotto il silenzio è perché qualche allarme dai dati della bilancia dei pagamenti italiana evidentemente lo ha rilevato: il saldo (negativo) delle partite correnti italiane è ormai il doppio di quello (sempre negativo) dell'interscambio commerciale . È abbastanza evidente che la minaccia di tassazioni patrimoniali o sul frutto di risparmi investiti innesca inevitabilmente un tentativo di fuga verso lidi più sicuri, specialmente se si è in un paese caratterizzato da istituzioni deboli e da instabilità. Da questo punto di vista, la campagna elettorale del centro-sinistra non ha certo brillato per avvedutezza. Una vecchia saggia norma in vigore nella Prima Repubblica diceva che di tasse non si parla mai se non nel giorno in cui il governo ha varato il decreto legge con cui le modifica.

Perché l'innovazione langue in Italia

Il gap tra l'Italia e gli altri principali paesi industriali a economia di mercato è tecnologico: siamo infatti 19esimi su 30 in termini di investimenti in economia della conoscenza (la somma delle spese per ricerca scientifica, istruzione superiore e software). La quota italiana di ricercatori sugli occupati totali è appena un sesto di quella della Finlandia. Se l'economia della conoscenza non tira, non tira nemmeno il sistema-paese; ciò spiega, secondo l'Ocse, il basso tasso crescita negli ultimi dieci anni e addirittura la contrazione (-0,3%) della produttività italiana nel periodo 1995-2003 (quando quella dell'Irlanda, della Finlandia, della Grecia e degli Usa è invece aumentata, rispettivamente, del 4,1%, del 2,2%, del 2% e dell'1,5%). A conclusioni simili giunge anche un recente lavoro della Banca mondiale in cui si guarda non al medio periodo ma al lungo termine. L'analisi riguarda ben 40 anni (dal 1960 al 2000) e comprende tutti i 200 paesi che fanno parte dell'istituzione finanziaria internazionale con sede a Washington. Le principali variabili indipendenti sono le spese (pubbliche e private) per ricerca e sviluppo e il numero di personale tecnico-scientifico (ingegneri, fisici, ricercatori tecnologici) sul totale dell'occupazione. Il risultato è che l'innovazione ha un effetto positivo considerevole sul progresso economico di lungo periodo, anche se si è alle prese con un assetto istituzionale debole. Viene ribaltata, insomma, la convinzione qualitativa secondo cui istituzioni forti e ben funzionanti sono la premessa per l'innovazione, e non viceversa. Indicazioni specifiche per l'Italia vengono da uno studio empirico condotto all'Università Cattolica di Piacenza su un campione di 216 imprese e il loro andamento (in termini di innovazione) nel 1995-2000. Dal lavoro si ricava che nei periodi di espansione del fatturato, sono cresciute anche le spese per ricerca e sviluppo. L'effetto di trascinamento da domanda appare forte soprattutto per le aziende esportatrici che, di norma, hanno vincoli di liquidità e non ricevono sussidi pubblici (o ne ricevono meno di altre categorie di imprese).
 
Conosco il gruppo che menzioni in quanto lavoriamo nella stesso settore e ricordo la newsletter di marzo . in praticolare diceva, la riporto testualmente copiata dal documento

The country's finances have worsened in recent years and appear particularly fragile in advance of the election next month in which Prime Minister Silvio Berlusconi is hoping to keep Romano Prodi from taking his job.

Should Berlusconi win, or should Prodi win and then see his government fall apart six months later when he fails to address the fiscal crisis, the country is likely to be downgraded ... The possibility of Mexico and maybe Russia trading through Italy is very real

...

The reality is that there's risk everywhere, in every country. We're now in a world where you've got two types of countries: emerging markets, where political risk is priced in, and a whole bunch where it isn't priced in at all.

Quindi da questo si evince che l idea di Jerome e che comunque vada saremo giudicati negativamente. Logicamente ci sara molta manfrina sul possibile downgrade in quanto la sx potrebbe dire, in caso di vittoria, che la colpa e di chi c era prima e la dx che e colpa di Bertinotti... Viceversa, la colpa sarebbe della stampa e dei poteri forti per la dx e per l inefficacia della politica economica della dx da parte della sx...

Insomma, se i capitali scappano dall italia perche lo fanno? Si e mai arrestato il flusso di capitali scappati dall italia?

Poi cosa vuole dire fuga di capitali? Secondo il termine piu macroeconomico si indica il disinvestimento da un Paese ad un altro. Quando vengono pubblicati i dati tra entrate ed uscite, il cittadino comune, tende a guardare il dato come un evasione di capitale. Mentre la maggior parte delle uscite sono principalmente verso Paesi che offrono opportunita di crescita maggiori. Quindi non sono quel 20pct di ritenuta sugli interessi o dividendi che porta via il capitale ma ben altro.

Jerome Booth segue principalmente i Paesi Emergenti e dopo pranzo riporto le sue impressioni sulla crisi argentina cosi da darvi idea di chi sia e come la pensa su tutto...

A dopo che la glicemia va giu...
 
Stamattina ho sentito di un warning di Morgan S. sui titoli del debito italiano.....non mi sembra consueta tutta questa pubblicità......ultima chiamata prima dello schianto ?
 
scirè ha scritto:
Stamattina ho sentito di un warning di Morgan S. sui titoli del debito italiano.....non mi sembra consueta tutta questa pubblicità......ultima chiamata prima dello schianto ?

Da Repubblica:

MILANO - "Vendere titoli di stato italiani e comprare quelli della Germania", è questo il consiglio che ieri gli esperti di Goldman Sachs hanno dato alla loro clientela. Il motivo non è certo l'aumento della tassazione dei Bot dal 12,5% al 20% nel caso di vittoria dell'Unione.

A spaventare gli analisti sono stati i brutti dati della relazione di cassa che ieri ha annunciato un debito esplosivo, salito nel 2005 al 106,4% dal 103,8% del 2004 e che quest'anno dovrebbe arrivare al 108% del Pil. Davanti a una cifra così spaventosa, c'è un chiaro rischio di tenuta della nostra finanza pubblica, che difficilmente potrebbe reggere ad un crollo dei prezzi dei titoli di Stato che spingerebbe ulteriormente verso l'alto gli interessi e quindi il costo del debito pubblico.


http://finanza.repubblica.it/script...news.tpl&del=20060407&fonte=LFN&codnews=48321
 
Jerome Booth sostiene che in Argentina la situazione sia precipitata solo per il malgoverno e che il FMI ha invece fatto il proprio dovere ed anzi la dollarizzazione* avrebbe aiutato l economia. In linea di massima si puo essere d accordo con lui, sul malgoverno sia chiaro, ma io non penserei mai, in my right own mind, di dare soldi a chi so li fara sparire in Uruguay... La corruzione argentina era stata uno dei problemi di sempre di quel Paese, non era iniziata il giorno prima.

nel 2004 invece disse che il FMI doveva lasciare l Argentina nel suo brodo onde evitare che il FMI perdesse di credibilita, chiedendo di fare cadere Bs As nell isolazionismo...

altra cosa di Jerome Booth e che da sempre tifa per i mercati emergenti, in fondo e il suo mestiere.

Proprio di quest anno infatti l invito agli investitori GM di tenersi lontano dalle azioni nell attesa che ci sia una fusione con qualche societa cinese in modo da spostare il baricentro del mercato verso l Asia, la frase che uso fu quella di aspettare la quiete dopo la tempesta, visto che in Argentina si fanno gli affari dopo il default non prima,,,

finora tutto ok, prudenza, anche se un po di parte sapendo la parte che il FMI gioca nelle economie dei mercati emergenti...

La cosa che mi ha colpito nell articolo e stato quel L'Ashmore group ha una reputazione di prudenza e riservatezza.

Sulla riservatezza credo non si possa obbiettare ma sulla prudenza ho dei seri dubbi perche anche se sono prudenti nelle loro esposizioni, come provato finora, il gruppo Ashmore non fa hedging con i Credit Default Swaps in quanto cercano di fare profitto proprio dal rischio di Default calcolato dal mercato, secondo loro, in maniera non corretta.


Tenendo conto che la maggior parte del profitto di Ashmore viene da fondi offshore sui mercati emergenti che vengono settati all indomani delle crisi, credo che ci sia un certo interesse affinche i soldi vadano via dai Paesi On Shore...

E se anche leggete altre analisi su altri Paesi OECD l invito sembra quasi sempre quello di stare fermi per poi investire nei Paesi emergenti... Questa per me non e prudenza...

Locandina pubblicitaria
http://www.escapeartist.com/OREQ11/Tiger_Economies.html

*non dimentichiamo che la maggior parte del debito dei PE e in USD... leggete la prudenza sul loro sito

www.ashmoregroup.com/info/emerging/index_01b.phtml
 
Ultima modifica:
luigir ha scritto:
Jerome Booth sostiene che in Argentina la situazione sia precipitata solo per il malgoverno e che il FMI ha invece fatto il proprio dovere ed anzi la dollarizzazione* avrebbe aiutato l economia.
si, avrebbe aiutato l'economia... quella USA pero' :D
 
bollafrolla ha scritto:
si, avrebbe aiutato l'economia... quella USA pero' :D

neanche, quella della societa che rappresenta visto che i loro fondi sono quasi tutti in dollaroni, meno soldi da spendere per proteggersi dal rischio di cambio... :)
 
overthecounter ha scritto:
Da Repubblica:

MILANO - "Vendere titoli di stato italiani e comprare quelli della Germania", è questo il consiglio che ieri gli esperti di Goldman Sachs hanno dato alla loro clientela. Il motivo non è certo l'aumento della tassazione dei Bot dal 12,5% al 20% nel caso di vittoria dell'Unione.

A spaventare gli analisti sono stati i brutti dati della relazione di cassa che ieri ha annunciato un debito esplosivo, salito nel 2005 al 106,4% dal 103,8% del 2004 e che quest'anno dovrebbe arrivare al 108% del Pil. Davanti a una cifra così spaventosa, c'è un chiaro rischio di tenuta della nostra finanza pubblica, che difficilmente potrebbe reggere ad un crollo dei prezzi dei titoli di Stato che spingerebbe ulteriormente verso l'alto gli interessi e quindi il costo del debito pubblico.


http://finanza.repubblica.it/script...news.tpl&del=20060407&fonte=LFN&codnews=48321
:clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap:
 
Imposta al 20 % retroattiva su tutto lo stock del debito...quando poi si presenta un debito più basso voglio vedere cosa dicono gli analisti
 
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LA REPUBBLICA mercoledì 3 maggio 2006
05 La coalizione guidata dalla Merkel eleva dal 42 al 45% l´Irpef sulle famiglie con oltre 500 mila euro annui - Stretta fiscale sui super-ricchi tedeschi - Più aiuti per i congedi di maternità se anche i padri restano a casa - Accordo sulle due riforme. Vittoria del ministro della famiglia Ursula von der Leyen

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE da BERLINO - Più tasse per i super-ricchi, sostanziali assegni pubblici di congedo maternità anche per i padri. Con queste due importanti riforme la Grosse Koalition guidata dalla Cancelliera Angela Merkel, al potere da dicembre, ha superato la sua prima crisi interna tra la CduCsu della premier e gli alleati socialdemocratici sulle grandi scelte per il paese. E in un´Europa segnata, da Parigi a Londra, da tensioni nelle maggioranze e indebolimento dei governi in carica, il governo Merkel lancia un chiaro segnale di stabilità e capacità di governare. Un segnale che è anche la vittoria di due donne dc al potere: la Cancelliera stessa e il ministro della Famiglia, Ursula von der Leyen. Entrambe le riforme entreranno in vigore dal 1º gennaio 2007.

La Reichensteuer, cioè l´addizionale Irpef del 3% quale tassa per i ricchi, è il primo importante ritocco verso l´alto delle aliquote delle imposte sul reddito in Germania dall´era del cancellierato Kohl, se si eccettua l´introduzione dell´addizionale di solidarietà introdotto dopo la riunificazione per sostenere la ricostruzione dell´est. Il principio è anche qui la volontà di lanciare un forte segnale di solidarietà sociale: i conti pubblici vanno risanati, la Germania deve rientrare nei tetti imposti al disavanzo dal Patto di stabilità europeo e dai Trattati di Maastricht, cioè non oltre il 3 per cento del prodotto interno lordo. E i tagli al Welfare non devono dare l´impressione di un abbandono dei ceti sfavoriti. Da gennaio dell´anno prossimo dunque i single che guadagnano oltre 250mila euro l´anno, e le famiglie con un reddito annuo superiore ai 500 mila euro, vedranno la loro aliquota Irpef aumentata dal 42 per cento attuale al 45 per cento.

L´addizionale Irpef non si applica alle attività commerciali, come chiedeva la Spd. I cristianoconservatori della cancelliera (CduCsu) si sono opposti con successo a questa richiesta di aumento indiscriminato dell´imposizione, sostenendo che avrebbe danneggiato le piccole e medie imprese e quindi occupazione e congiuntura. L´aumento di gettito fiscale è dunque previsto in poco più di 300 milioni di euro l´anno. Sarebbe arrivato al miliardo e 200 milioni e oltre tassando anche i redditi da attività commerciali, ma il compromesso tra i due partiti al potere lo ha escluso.

Mentre aumentano le tasse per le fasce alte, Berlino accresce anche gli aiuti del Welfare. In aggiunta al Kindergeld (assegni familiari già esistenti, circa 150 euro mensili a figlio) lo Stato pagherà il cosiddetto Elterngeld. Cioè un assegno per il congedo maternità, pari al 67% della paga ricevuta, in ogni caso non oltre i 1800 euro mensili. Sarà erogato per 12 mesi, ma per 2 mesi in più se anche il padre resterà almeno due mesi a casa. Per i disoccupati, è previsto un aiuto di 300 euro al mese aggiuntivo ai sussidi di disoccupazione del Welfare. L´Elterngeld è considerato un chiaro successo della ministro Ursula von der Leyen, 47enne, medico e madre di sette figli. E´ considerata ormai l´altro astro nascente donna al vertice tedesco, dopo la signora Merkel. andrea tarquini
 
L´aumento di gettito fiscale è dunque previsto in poco più di 300 milioni di euro l´anno
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grandi scelte per il paese ,il 3% di tasse per i ricchi ?
solo un pò di fumo negli occhi populistico per un paese ultrasindacalizzato come la Germania. Che ci fai con 300 milioni? li ottieni probabilmente aumentando di 20cent le sigarette , che almeno fanno male alla salute.
 
manx ha scritto:
L´aumento di gettito fiscale è dunque previsto in poco più di 300 milioni di euro l´anno
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solo un pò di fumo negli occhi populistico per un paese ultresindacalizzato come la Germania. Che ci fai con 300 milioni? li ottieni probabilmente aumentando di 20cent le sigarette , che almeno fanno male alla salute.
Questa è la politica, fare una cosa piccola ma che suoni bene...
A proposito di germania. Ieri sera sentivo l'intervista di un azionista
di VW...''perchè pagare i lavoratori di Wolfsburg 55 euro l'ora
quando all'Audi di Inglostadt ne prendono 40?''
Potere dei sindacati...
 
ramirez ha scritto:
Questa è la politica, fare una cosa piccola ma che suoni bene...
A proposito di germania. Ieri sera sentivo l'intervista di un azionista
di VW...''perchè pagare i lavoratori di Wolfsburg 55 euro l'ora
quando all'Audi di Inglostadt ne prendono 40?''
Potere dei sindacati...


Perche' non andare vicino Praga e pagarne 20, o meglio in Cina e pagarne 8. Almeno si puo' avere una VW Golf a 5 massimo 6.000 Euro anziche' pagare una fortuna come oggi.
 
claudio_rome ha scritto:
Perche' non andare vicino Praga e pagarne 20, o meglio in Cina e pagarne 8. Almeno si puo' avere una VW Golf a 5 massimo 6.000 Euro anziche' pagare una fortuna come oggi.
vai.. :D
 
Se preferisci pagare 30.000 Euro una cosa che puoi pagare 6.000 accomodati pure.
Non credo sia giusto obbligare anche me a pagare 5 volte di piu' lo stesso prodotto che potrei avere a 5 volte di meno.
 
claudio_rome ha scritto:
Se preferisci pagare 30.000 Euro una cosa che puoi pagare 6.000 accomodati pure.
Non credo sia giusto obbligare anche me a pagare 5 volte di piu' lo stesso prodotto che potrei avere a 5 volte di meno.

concordo pienissimamente :bow:
 
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