carte di credito clonate

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Dieci arresti tra Veneto e Lombardia. Raggirati migliaia di clienti di tutto il mondo dei maggiori istituti d'emissione di carte di credito (American Express, Visa, Master Card, Diners, CartaSì). Secondo quanto scoperto dalla polizia, le carte venivano clonate al momento del pagamento tramite degli skimmer, apparecchi grandi quanto un pacchetto di sigarette che decodificava il codice segreto. I consigli anti-truffa



Erano neozelandesi, giapponesi, spagnoli, australiani, americani: insomma turisti di mezzo mondo "caduti" nella trappola elettronica messa in piedi da Ion Plavosin, 35 anni, un imprenditore rumeno di Timisoara, che clonando le loro carte di credito faceva acquisti per migliaia di euro.

Ignari, i turisti, dopo un giro romantico nella città di Gulietta e Romeo, si fermavano per una cena galante in centro e si trovavano, la mattina dopo, con il conto "smagrito". Senza aver comprato nulla...
Bastava che pagassero il conto, con la loro carta di credito, in uno due ristoranti nei pressi dell'Arena di Verona, di proprietà di Angelo Napodano di Verona (tra gli arrestati).

CARTE COPIATE
Al momento del pagamento, le carte di credito (dei circuiti più importanti: Visa, Mastercard, CartaSi, American Express, Diners) di almeno cinquemila clienti (dato finora accertato) sono state passate, tra il Natale 2002 e il giugno 2003, nello skimmer che ha immagazzinato tutti i dati necessari per poi clonare le carte plastificate.
Ogni "strisciata" nella macchinetta nel ristorante veniva pagata 50 euro dal truffatore rumeno che avrebbe poi utilizzato quattro suoi connazionali e altri tre italiani per acquistare con le carte di credito clonate nel nord Italia, ma anche in Austria e Germania, beni di vario genere: telefonini cellulari, hi-fi, elettrodomestici e altro; materiale che veniva portato in Romania per essere venduto nei negozi di Plavosin.

Sono state le rimostranze dei clienti, che non si spiegavano come fosse possibile che i loro conti fossero prosciugati, a spingere gli investigatori a monitorare i due esercizi pubblici, arrivando al bandolo della matassa della truffa: gli addebiti che i clienti si ritrovavano sull'estratto corrispondevano proprio ai giorni successivi del pranzo o della cena nei due ristoranti veronesi.
Nel frattempo si sono attivate anche le sezioni frodi della varie multinazionali del credito a livello internazionale visto che la maggior parte dei reclami arrivavano da tutte le parti del mondo.

Secondo quanto accertato dalla polizia, braccio destro del rumeno Plavosin, era Fernando Munari (47 anni), un promotore commerciale di Lozzo Atestino (Padova), che avrebbe utilizzato le carte clonate assieme al promotore d'affari Lorenzo Calabria (62), di Cividate Al Piano (Bergamo), ad un venditore d'auto di Grisignano di Zocco (Vicenza), Giovanni Ongaro (37), di Cinto Euganeo (Padova), e a quattro rumeni arrestati in Lombardia.

SKIMMER
Il blitz della squadra mobile ha portato all' intercettazione anche degli skimmer - apparecchi grandi quanto un pacchetto di sigarette che decodificava il codice segreto e i dati caratteristici delle bande magnetiche che venivano poi memorizzati e immessi in un computer con un programma specifico (non venduto in Italia).
I dati dei reali possessori, dalla banda magnetica delle carte di credito poi venivano trasferiti alle nuove tesserine plastificate che così erano pronte all'uso.

CONTRO LE TRUFFE
Quella della lotta alle frodi prprio in Italia dovrebbe avere il suo new deal, grazie alla colossale rottamazione delle carte di pagamento (carte di credito e bancomat) con la striscia magnetica.

La nuova generazione di «smart card» dell'Abi (Associazione bancaria italiana), è fatta di tessere con un microprocessore in grado di memorizzare dati e «dialogare» grazie a codici personalizzati e diversi per ogni operazione, con sportelli bancomat e pos (le macchinette dei negozi).

Saranno infatti sostituite più di 20 milioni di carte, quasi 750 mila pos e adeguati 34 mila sportelli automatici. Il tutto per una spesa di 500 milioni di euro.
Ma dall'Abi rassicurano: se duplicare un microchip è possibile, non sempre conviene economicamente.

Un altro giro di chiavistello elettronico alle carte di credito della nuova generazione: un codice pin da digitare prima dell'uso, come succede per i bancomat. Pin & chips, ecco la ricetta contro i truffatori eletronici.

Non basta.
Le nuove carte intelligenti parleranno il linguaggio internazionale Emv (dalle iniziali dei grandi circuiti internazionali Europay-MasterCard-Visa), entrando da subito all'interno di un programma di sicurezza internazionale che già coinvolge inglesi e francesi.

PIN&CHIP
E per potenziare la distribuzionoe di queste nuove smart card, la tecnologia propone un chip potente per consentire alle banche di abbinare alle tessere molti servizi.
Le carte, con cui già oggi si saldano i pedaggi autostradali, potranno immagazzinare punti (i bollini dei distributori di benzina o dei supermercati), pagare parcheggi, ticket sanitari e magari le bibite alle macchinette.
Un ventaglio d'offerte che potrebbe convincere gli incerti italiani a puntare sui pagamenti elettronici. Infatti, se dal portafoglio di uno statunitense spuntano in media tre carte di credito, due da quello di un francese e una dalle tasche di uno spagnolo, in Italia solo un adulto su due utilizza la carta di credito.
Insomma, il microchip potrebbe riscaldare un mercato ancora tiepido.

I CONSIGLI DELL'ESPERTO

Per fare quindi acquisti sicuri con la carta?«Sino a quando i computer non saranno integrati con lettori di tessere col microchip» dice il colonnello Umberto Rapetto, comandante del Gat (Gruppo anticrimine tecnologico), «conviene utilizzare carte ricaricabili o scegliere i siti segnalati da un piccolo lucchetto giallo che indica una connessione protetta».
E al ristorante?
«Vale ancora la vecchia regola di seguire l'operazione alla cassa e controllare che la carta non venga passata due volte per copiare i dati contenuti nella banda magnetica». Sperando di non rileggerli sulle inserzioni dei giornali orientali che offrono stock di carte di credito e kit per caratteri in rilievo od ologrammi...».
http://www.panorama.it/italia/cronaca/articolo/ix1-A020001023244
 
Scritto da redon
Dieci arresti tra Veneto e Lombardia. Raggirati migliaia di clienti di tutto il mondo dei maggiori istituti d'emissione di carte di credito (American Express, Visa, Master Card, Diners, CartaSì). Secondo quanto scoperto dalla polizia, le carte venivano clonate al momento del pagamento tramite degli skimmer, apparecchi grandi quanto un pacchetto di sigarette che decodificava il codice segreto. I consigli anti-truffa



Erano neozelandesi, giapponesi, spagnoli, australiani, americani: insomma turisti di mezzo mondo "caduti" nella trappola elettronica messa in piedi da Ion Plavosin, 35 anni, un imprenditore rumeno di Timisoara, che clonando le loro carte di credito faceva acquisti per migliaia di euro.

Ignari, i turisti, dopo un giro romantico nella città di Gulietta e Romeo, si fermavano per una cena galante in centro e si trovavano, la mattina dopo, con il conto "smagrito". Senza aver comprato nulla...
Bastava che pagassero il conto, con la loro carta di credito, in uno due ristoranti nei pressi dell'Arena di Verona, di proprietà di Angelo Napodano di Verona (tra gli arrestati).

CARTE COPIATE
Al momento del pagamento, le carte di credito (dei circuiti più importanti: Visa, Mastercard, CartaSi, American Express, Diners) di almeno cinquemila clienti (dato finora accertato) sono state passate, tra il Natale 2002 e il giugno 2003, nello skimmer che ha immagazzinato tutti i dati necessari per poi clonare le carte plastificate.
Ogni "strisciata" nella macchinetta nel ristorante veniva pagata 50 euro dal truffatore rumeno che avrebbe poi utilizzato quattro suoi connazionali e altri tre italiani per acquistare con le carte di credito clonate nel nord Italia, ma anche in Austria e Germania, beni di vario genere: telefonini cellulari, hi-fi, elettrodomestici e altro; materiale che veniva portato in Romania per essere venduto nei negozi di Plavosin.

Sono state le rimostranze dei clienti, che non si spiegavano come fosse possibile che i loro conti fossero prosciugati, a spingere gli investigatori a monitorare i due esercizi pubblici, arrivando al bandolo della matassa della truffa: gli addebiti che i clienti si ritrovavano sull'estratto corrispondevano proprio ai giorni successivi del pranzo o della cena nei due ristoranti veronesi.
Nel frattempo si sono attivate anche le sezioni frodi della varie multinazionali del credito a livello internazionale visto che la maggior parte dei reclami arrivavano da tutte le parti del mondo.

Secondo quanto accertato dalla polizia, braccio destro del rumeno Plavosin, era Fernando Munari (47 anni), un promotore commerciale di Lozzo Atestino (Padova), che avrebbe utilizzato le carte clonate assieme al promotore d'affari Lorenzo Calabria (62), di Cividate Al Piano (Bergamo), ad un venditore d'auto di Grisignano di Zocco (Vicenza), Giovanni Ongaro (37), di Cinto Euganeo (Padova), e a quattro rumeni arrestati in Lombardia.

SKIMMER
Il blitz della squadra mobile ha portato all' intercettazione anche degli skimmer - apparecchi grandi quanto un pacchetto di sigarette che decodificava il codice segreto e i dati caratteristici delle bande magnetiche che venivano poi memorizzati e immessi in un computer con un programma specifico (non venduto in Italia).
I dati dei reali possessori, dalla banda magnetica delle carte di credito poi venivano trasferiti alle nuove tesserine plastificate che così erano pronte all'uso.

CONTRO LE TRUFFE
Quella della lotta alle frodi prprio in Italia dovrebbe avere il suo new deal, grazie alla colossale rottamazione delle carte di pagamento (carte di credito e bancomat) con la striscia magnetica.

La nuova generazione di «smart card» dell'Abi (Associazione bancaria italiana), è fatta di tessere con un microprocessore in grado di memorizzare dati e «dialogare» grazie a codici personalizzati e diversi per ogni operazione, con sportelli bancomat e pos (le macchinette dei negozi).

Saranno infatti sostituite più di 20 milioni di carte, quasi 750 mila pos e adeguati 34 mila sportelli automatici. Il tutto per una spesa di 500 milioni di euro.
Ma dall'Abi rassicurano: se duplicare un microchip è possibile, non sempre conviene economicamente.

Un altro giro di chiavistello elettronico alle carte di credito della nuova generazione: un codice pin da digitare prima dell'uso, come succede per i bancomat. Pin & chips, ecco la ricetta contro i truffatori eletronici.

Non basta.
Le nuove carte intelligenti parleranno il linguaggio internazionale Emv (dalle iniziali dei grandi circuiti internazionali Europay-MasterCard-Visa), entrando da subito all'interno di un programma di sicurezza internazionale che già coinvolge inglesi e francesi.

PIN&CHIP
E per potenziare la distribuzionoe di queste nuove smart card, la tecnologia propone un chip potente per consentire alle banche di abbinare alle tessere molti servizi.
Le carte, con cui già oggi si saldano i pedaggi autostradali, potranno immagazzinare punti (i bollini dei distributori di benzina o dei supermercati), pagare parcheggi, ticket sanitari e magari le bibite alle macchinette.
Un ventaglio d'offerte che potrebbe convincere gli incerti italiani a puntare sui pagamenti elettronici. Infatti, se dal portafoglio di uno statunitense spuntano in media tre carte di credito, due da quello di un francese e una dalle tasche di uno spagnolo, in Italia solo un adulto su due utilizza la carta di credito.
Insomma, il microchip potrebbe riscaldare un mercato ancora tiepido.

I CONSIGLI DELL'ESPERTO

Per fare quindi acquisti sicuri con la carta?«Sino a quando i computer non saranno integrati con lettori di tessere col microchip» dice il colonnello Umberto Rapetto, comandante del Gat (Gruppo anticrimine tecnologico), «conviene utilizzare carte ricaricabili o scegliere i siti segnalati da un piccolo lucchetto giallo che indica una connessione protetta».
E al ristorante?
«Vale ancora la vecchia regola di seguire l'operazione alla cassa e controllare che la carta non venga passata due volte per copiare i dati contenuti nella banda magnetica». Sperando di non rileggerli sulle inserzioni dei giornali orientali che offrono stock di carte di credito e kit per caratteri in rilievo od ologrammi...».
http://www.panorama.it/italia/cronaca/articolo/ix1-A020001023244


Mi è piaciuto il commento del colonnello... cioè che basta che un sito sia crittografato per avere maggiore sicurezza.....
Domani metto su un sito crittografato e catturo tutte le carte....
Le vere soluzioni sono altre:
- Comprare esclusivamente su siti conosciuti (Amazon..etc.)
- Non lasciare i dati delle carte sugli archivi degli stessi (one-click è un esempio di conservazione dei dati su server per non ridigitarli)
- chiave di crittografia ...ovvio (lucchetto).
- Non lasciare mai la carta a persone (camerieri etc.) che possono prendere nota dei dati.

Ricordiamoci che le truffe su carte di credito avvengono praticamente solo per:
- utilizzo fraudolento della carta ( acquisizione carta o dati da male intenzionati)
- acquisizione dei dati delle carte da server di concentrazione (come dicevo prima, se entrano su un server che le memorizza c'è il rischio...)
- carte duplicate (clonate).

Ad oggi non si conoscono casi di copiatura dei dati delle carte di credito direttamente su internet, se parliamo di siti conosciuti e protetti.

L'hacker dovrebbe riuscire a bucare la crittografia, decodificare l'algoritmo di crittografia, collegarsi con il tuo computer, avere un decodificatore di tastiera, ed azzeccare i numeri inerenti i dati della carta......

Fate vobis, io compro su internet da 10 anni circa..... mai avuto problemi.
 
Non si è più tranquilli!! KO!

Dati carte di credito sul Web
In vendita su siti iperprotetti

Carte di credito ad alto rischio. Su siti iperprotetti e difficilmente accessibili sono in vendita i numeri delle carte, con i relativi pin e l'ammontare del tetto di spesa o di prelievo. Lo hanno reso noto i carabinieri di Firenze che indagano sulle carte clonate. Difficile raggiungere gli ideatori del traffico che hanno studiato dei sistemi di protezione per impedire di risalire ai pc di organizzatori e acquirenti.

La scoperta è avvenuta in occasione dell'arresto di due cittadini bulgari bloccati, mentre erano impegnati in un fitto giro di prelievi con carte clonate con dei sistemi molto sofisticati. Il tenente Marco Capparelli, l'ufficiale del radiomobile che ha coordinato l'intervento, ha spiegato di aver appreso la cosa recentemente. Secondo l'ufficiale, gli ideatori del traffico avrebbero studiato dei sistemi di protezione che impedirebbero di risalire ai computer sia degli organizzatori che degli eventuali acquirenti.

Si tratta dell'ennesimo caso di carte di credito "clonate". Un affare che sembra prendere sempre più piede e che sta allarmando non poco, anche vista la difficoltà a smascherare gli ideatori da parte delle forze dell'ordine e di rendersi conto per tempo della truffa subita da parte degli ignari cittadini. KO! :mad:
 
7 novembre 2005
Carte di credito, boom di truffe via Internet

Allarme del sistema antifrode del Crif: sempre più tentativi per sottrarre i dati sensibili. L'avvocato: sono organizzati come bande criminali

MILANO — Se può consolare, chi ci lavora non viene risparmiato. Al signor Fabrizio Lucatello, che in CartaSi promuove l'uso delle carte di credito, ne hanno clonate due. Nel 2003, durante una trasferta di lavoro a Milano, ha portato fuori a cena un ospite in un ristorante del centro. Al momento del conto ha consegnato al «gentilissimo» cameriere due carte, la sua personale e quella aziendale. Il mattino dopo si è accorto che la tessera aziendale aveva sforato il tetto massimo. Un paio d'ore più tardi dall'ufficio gli hanno comunicato che anche il credito di quella personale era stato esaurito. Facile risalire all'unico momento in cui le due carte erano state usate insieme. Il cameriere è stato subito denunciato: nel suo armadietto i poliziotti hanno trovato uno skimmer, l'apparecchio che clona le bande magnetiche.
La Banca d'Italia dichiara che nel 2004 sono state revocate, smarrite o rubate 4,2 milioni di carte. La centrale di allarme interbancaria ha ricevuto 72.230 segnalazioni di uso improprio del pagamento con carta, il 28,7% in più rispetto all'anno precedente. L'Associazione bancaria italiana minimizza: a fronte di 50 milioni di carte in circolazione (metà sono bancomat), dall'inizio dell'anno sono state registrate 266 mila operazioni fraudolente. Sotto la media europea, assicurano all'Abi. Ma non è dello stesso avviso il Sistema antifrode del Crif, la maggior banca dati privata sui finanziamenti richiesti ed erogati. Ecco il resoconto: nel 2004 i tentativi di frode con carte di credito sono aumentati del 16% rispetto al 2003, quando si era registrato un +13 per cento.
Come fare se ci si rende conto che mille dei propri sudati euro sono stati spesi in un centro commerciale londinese (e magari non si è mai stati a Londra)? «Non tutto è perduto», tranquillizza l'avvocato Gianluca Di Ascenzo, direttore dell'Ufficio legale nazionale Codacons. Quei soldi si possono recuperare. «Gli istituti di credito sono assicurati. È indispensabile fare la denuncia. Le cose si complicano un po' quando abbiamo a che fare con consumatori che vivono a Roma, hanno il conto in una banca di Milano e gli acquisti vengono scoperti a Pescara: le procure coinvolte sono tre».
Di Ascenzo va avanti: «L'esperienza ci dimostra che in alcuni casi è il commesso o il dipendente infedele ad abusare della fiducia del suo titolare e a clonare la carta con uno skimmer. Per poi rivendere i dati ad altri, che fanno le spese all'estero. Si tratta di vere e proprie bande criminali».
Molte banche ora permettono ai propri clienti di ricevere sul telefonino un sms immediatamente dopo ogni acquisto fatto con carta di credito. Questo facilita le cose, anche se è soltanto un palliativo. I truffatori sono ingegnosi e spesso, il modo più facile per evitarli, è quello di non lasciar loro alcun margine di azione. Internet, per esempio. Nei primi mesi del 2005 i tentativi di truffa attraverso i messaggi di posta elettronica sono stati almeno 9 milioni, con un giro di affari di oltre 4 milioni di euro e 500 mila italiani coinvolti. Si chiama
phishing: i cyber-malintenzionati mandano alla potenziale vittima un'email nella quale riproducono grafica e logo dell'istituto preso di mira e chiedono di aggiornare o inserire di nuovo i propri dati personali. Meglio riadattare i vecchi buoni adagi: mai accettare «email» dagli sconosciuti.

http://www.assinews.it/rassegna/articoli/cor071105pe.html
 
Bancomat europeo la carta antitruffa in dirittura d’arrivo

Oggi un italiano su due ne ha uno nel portafogli. Resta un nodo da sciogliere: l’integrazione tra i 25 Paesi dell’Ue per la struttura che regola i pagamenti

STELLA BIANCHI

Sempre più europee e sempre più sicure. Così diventeranno nel giro di pochi anni le nostre carte bancomat. Allineate a procedure uguali in tutti i paesi dell’Unione Europea, in modo da migliorare l’efficienza, e ognuna con il proprio microprocessore incorporato, per rafforzare la schermatura contro possibili clonazioni o contraffazioni. Una trasformazione non da poco. Intanto perché riguarda più di 25 milioni di carte, nel nostro paese. Un numero rilevante che dice che quasi un italiano su due ha un bancomat nel proprio portafoglio. Molto rilevante è anche il numero delle transazioni visto che i pagamenti che non vengono effettuati con contante sono stati oltre 3,4 miliardi nel 2004. Di questi il 34% è stato fatto con carte di credito o di debito. Una trasformazione non da poco anche perché si tratta di uniformare le procedure di venticinque diversi sistemi bancari.
«Il lavoro che si sta facendo a livello europeo — spiega Domenico Santececca, direttore centrale dell’Abi, — punta a costruire la cosiddetta Sepa, la Single European Payment Area, in sostanza un’unica area europea per i pagamenti. Un lavoro che coinvolge il sistema delle banche centrali, la Commissione Ue e l’industria bancaria che è impegnata in una logica di autoregolamentazione. Il nostro obiettivo è quello di costruire un sistema per cui i servizi di pagamento, dai bonifici agli incassi, alle carte di pagamento, siano uguali in tutti i paesi europei in termini di efficienza e competitività. In pratica dovrà esserci per il cliente lo stesso prezzo e la stessa velocità di esecuzione per un’operazione che si svolge tra due città italiane o tra due città europee. Fatto salvo ovviamente che ogni banca sarà poi libera di decidere il livello delle commissioni da applicare».
Un percorso complesso, scandito da tappe precise. Che prevedono che a partire dal 2008 tutte le carte bancomat di nuova emissione rispondano ai requisiti fissati in sede europea. «Non dovremo lavorare per adeguare il nostro sistema — spiega Santececca — perché stiamo già di fatto svolgendo in buona parte le funzioni di un sistema internazionale visto che circa l’85% delle nostre carte di debito ha già un marchio Maestro o Visa cash e quindi sono abilitate a prelevare contante anche nei terminali che si trovano fuori dal nostro paese, operando in quel caso sul circuito delle carte di credito». La svolta vera, anche in termini di costi per il sistema, è nel passaggio alla tecnologia con microprocessore che sostituirà quella a banda che viene ora utilizzata. «Al momento le nostre carte — sottolinea Santececca — hanno una banda scura sul retro che contiene tutte le informazioni. E’ un sistema di riconoscimento non particolarmente intelligente che vogliamo invece sostituire con un chip. Si vedrà sulle carte un ragnetto dorato, simile a quello che è già sulle carte sim dei telefonini, e lì saranno contenute tutte le informazioni. Con il vantaggio in più che questa tecnologia consente una maggiore protezione dai rischi di clonazione o di contraffazione». Una tecnologia sicura che comporterà però anche rilevanti costi di adeguamento: 400 o 500 milioni di euro. repubblica
 
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