"cattiva gestione"

msm

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Da oltre un anno ho sottoscritto una GPF con una grossa SGR dopo averne a lungo monitorato i risultati ed il benchmarc.
Dopo il primo periodo con risultati ampiamente superiori al proprio indice di riferimento mi è arrivata una relazione trimestrale con risultati pessimi (perdite del 100% superiori al benchmarc)
Alle mie richieste di spiegazioni il Promotore mi informava che nell’ultimo trimestre era subentrato un nuovo gestore con una politica di gestione diversa ed un indice di rischio diverso.
Era stato infatti inserita una grossa percentuale di fondo tecnologico (mai utilizzato prima) ed era stata aumentata in modo significativo la quota di azionario snaturando l’asset del precedente gestore.
Mi interesserebbe sapere se la SGR è tenuta a richiedere il preventivo assenso del cliente prima di intervenire in modo così radicale sulla politica di gestione; trattandosi poi nel mio caso di palese gestione non fedele all’indice di rischio concordati in sede di sottoscrizione, la SGR potrebbe essere ritenuta responsabile dei danni economici conseguenti ?
grazie a tutti
msm
 
Per una risposta precisa, dovrei conoscere i limiti della gestione (percentuale destinata alle azioni, alle obbligazioni, altri limiti) e la composizione attuale della stessa: se la gestione non ha rispettato i parametri, certamente il cliente ha diritto al risarcimento, in quanto la gestione è andata oltre le proprie caratteristiche, sottoscritte dal cliente.

Una diversa "politica di gestione", così come un diverso "indice di rischio" non sono, da soli, indice di gestione andata fuori tema, potrebbe trattarsi di termini usati dal promotore per spiegare una politica maggiormente aggressiva, ad esempio, ma sempre nei limiti di quanto stabilito dal cliente al momento della sottoscrizione.
 
Il reclamo deve essere effettuato (sempre ci siano i presupposti, come ho detto) mediante Raccomandata A.R. all'apposita funzione della banca (Ufficio Reclami o nome simile) entro 90 giorni dalla ricezione del rendiconto trimestrale della gestione, in cui si evince la modica della politica di gestione.
 
X Voltaire
Ti ringrazio per la risposta chiara e puntuale, ho recuperato gli elementi che ti interessano -

Limiti contrattuali:
Gestione bilanciata max 50 % azionario - orizzonte temporale 3 / 4 anni - grado di rischio medio

Performance:
Storicamente ha sempre sovraperformato il benchmarc fino all’arrivo del nuovo gestore; percentuale di azionario 42/48 %
Dall’arrivo del nuovo gestore la performance è crollata a - 16 % (benchmarc del periodo - 4 %), percentuale di azionario 48/58 %

osservazioni:

Sul modulo di sottoscrizione i limiti sono piuttosto scarni, ma penso che individuino una gestione bilanciata non aggressiva (fino all’arrivo del nuovo gestore non erano mai stati inseriti fondi tecnologici).
L’utilizzo di fondi tecnologici fino ad un massimo del 25/27 % unitamente ad una percentuali di azionario oltre il limite consentito sono sicuramente stati in gran parte la causa dei pessimi risultati.
Il fatto di aver così radicalmente variato la politica di gestione, senza richieste di assenso, penso sia una grave colpa del gestore che sicuramente nella gestione non si è rivelato sufficientemente diligente.
L’improvviso mutamento delle performance da leggermente superiori al benchmarc a perdite clamorosamente superiori allo stesso penso che possano dimostrare il nesso tra l’operato del gestore ed il danno economico da noi subito.
Ritieni che ci siano gli estremi per ricorrere all’Ufficio reclami?
Sarà forse necessario rivolgersi ad un legale?
Grazie
sms
 
Scritto da msm
L’utilizzo di fondi tecnologici fino ad un massimo del 25/27 % unitamente ad una percentuali di azionario oltre il limite consentito...

Se la percentuale del patrimonio investita in strumenti azionari (dato che parliamo di una gestione in fondi) supera il limite del 50% previsto dal contratto certamente c'è il mancato rispetto dei limiti della gestione stessa.

Sulla elevata percentuale di fondi tecnologici in assenza di espliciti divieti contrattuali, il gestore può benissimo dire che si tratta della scelta di sovrappesare un settore molto penalizzato, e che la scelta guarda al lungo termine, e non ad un semplice trimestre.

Pertanto, credo sia utile puntare soprattutto sul mancato rispetto del limite del 50% per strumenti azionari.

Il reclamo non deve essere redatto in una forma particolare, l'importante è che sia chiaro, riporti tutti gli elementi adatti ad indentificare il rapporto (numero di contrato di gestione, ecc.) ed una richiesta di risarcimento dei danni, senza necessità di quantificarla in quel momento.
 
In mancanza di risposta (l'intermediario deve rispondere entro 90 giorni dalla ricezione del reclamo) o in caso di risposta non soddisfacente puoi rivolgerti, all'ombudsman bancario (se il danno non supera i 10 milioni di lire) o anche direttamente avviare una richiesta di risarcimento da parte di un legale.
 
Puoi anche inviare un esposto alla Consob

La Consob è destinataria di esposti con i quali soggetti appartenenti a varie categorie (azionisti di società quotate, clienti di intermediari, associazioni e comitati di tutela dei risparmiatori, intermediari, promotori finanziari) segnalano fatti (esposti-segnalazione) o denunciano disfunzioni o scorrettezze (esposti-reclamo) nei rapporti con i soggetti vigilati.

Gli esposti sono per la Consob una fonte d'informazione utile per lo svolgimento della sua attività di vigilanza e possono concorrere ad accertare e correggere comportamenti e pratiche irregolari.

L'esposto non comporta di per sé l'apertura di un procedimento amministrativo, né l'instaurazione di un contradditorio tra la CONSOB e l'esponente. Il procedimento di accertamento si attiva soltanto quando i fatti segnalati rientrano tra le competenze istituzionali e sono sufficientemente circostanziati.

La CONSOB non può dare immediata e diretta tutela ai diritti - patrimoniali e non - del singolo esponente, che per questo deve pertanto rivolgersi all'Autorità Giudiziaria. I suoi accertamenti mirano infatti a verificare eventuali comportamenti irregolari o scorretti e a sanzionarli, nel più generale interesse alla tutela del pubblico risparmio.

L'esposto va inoltrato per iscritto e indirizzato a:

CONSOB - Ufficio Esposti e Interrogazioni Parlamentari, Via G. B. Martini 3 - 00198 Roma.

E' necessario che l'esponente:

a indichi il proprio nome e cognome, indirizzo e numero di telefono per eventuali chiarimenti su quanto segnalato;


b riassuma in modo chiaro e conciso l'accaduto, il motivo del reclamo e il soggetto di cui si lamenta l'operato;


c alleghi fotocopia di ogni documento riguardante il fatto contestato (per es. copia del contratto di investimento sottoscritto, rendiconti della gestione patrimoniale, ecc.);


d alleghi il reclamo già inviato al soggetto di cui si lamenta l'operato e la risposta ricevuta (ai sensi dell'art. 59, comma 3 della delibera n. 11522/98 gli intermediari debbono rispondere per iscritto entro 90 giorni dal ricevimento del reclamo dell'investitore.
 
Scritto da msm
.... con risultati ampiamente superiori al proprio indice di riferimento mi è arrivata una relazione trimestrale con risultati pessimi (perdite del 100% superiori al benchmarc) .....

Scritto da msm
.... Dall’arrivo del nuovo gestore la performance è crollata a - 16 % (benchmarc del periodo - 4 %) ....


... altro che 100% !!!
A me sembra il 300% ?!? :mad: :mad: :mad:
 
Scritto da msm
.... era subentrato un nuovo gestore con una politica di gestione diversa ed un indice di rischio diverso.
Era stato infatti inserita una grossa percentuale di fondo tecnologico (mai utilizzato prima) ....

Sull'onda del successo ( o ... dell'eccesso! ) dei fondi tecnologici e/o Internet, fra i mesi di marzo, aprile e maggio 2000, le SGR "inondavano" il mercato di azionari specializzati dei quali nel frattempo avevano ottenuto le relative autorizzazioni.
Per quanto ovvio, oltre che a soddisfare ( o ... indirizzare! ), tramite le reti, la richiesta del retail che "puntava" quanto più possibile ( in barba ai più elementari criteri di diversificazione, orizzonte temporale e sensibilità al rischio ) ritenendo che ci fosse sempre spazio per crescite astronomiche delle società del Nasdaq e dei N.M., per quanto possibile le SGR aprirono i rubinetti di questi fondi, riversando quote a fiumi nelle Gestioni di casa.
Come spesso accade, e l'esperienza personale di msm ne è - purtroppo - un esempio lampante, il risparmiatore paga le spese di decisioni e politiche gestionali tutt'altro che imparziali, che non guardano minimamente alle reali ( o latenti ) esigenze di quest'ultimo.

Cordialmente,
elac.
 
Scritto da elacorte
...."inondavano" il mercato di azionari specializzati dei quali nel frattempo avevano ottenuto le relative autorizzazioni.....


Altro aspetto da sottolineare, secondo me: un certo segmento di mercato parte ed inizia ad offrire ottimi rendimenti, le SGR capiscono che devono sfruttare il momento, ma per completare la procedura di autorizzazione per un nuovo fondo comune passano mesi e mesi, anche un anno dal momento della progettazione a quello della proposta al pubblico, ed ecco che il prodotto si trova ad essere immesso sul mercato quando, molto spesso, quel dato comparto ha già offerto gran parte di ciò che poteva offrire dal lato delle performance.

I clienti, invogliati dalle perfomrnace passate (solito errore) ed anche dai promotori che devono spingere il nuovo prodotto, investono, quindi, ai massimi (o quasi), e tutto ciò che accade dopo è la logica conseguenza di scelte errate quanto al timing dell'investimento.
 
Scritto da Voltaire



Il reclamo non deve essere redatto in una forma particolare, l'importante è che sia chiaro, riporti tutti gli elementi adatti ad indentificare il rapporto (numero di contrato di gestione, ecc.) ed una richiesta di risarcimento dei danni, senza necessità di quantificarla in quel momento.

Grazie Voltaire

Ho inviato il reclamo per mancato rispetto dei parametri sottoscritti (livello di rischio e percentuale di azionario) richiedendo il risarcimento dei danni.
Speriamo in bene
 
Scritto da elacorte




... altro che 100% !!!
A me sembra il 300% ?!? :mad: :mad: :mad:

Hai perfettamente ragione.
Il gestore è riuscito dopo il suo arrivo ad accumulare perdite superiori al benchmarc di quasi il 120% nei primi due mesi (rilevate nella sua prima relazione trimestrale ) e di oltre il 200 % nei successivi sei.
 
Scritto da elacorte


Sull'onda del successo ( o ... dell'eccesso! ) dei fondi tecnologici e/o Internet, fra i mesi di marzo, aprile e maggio 2000, le SGR "inondavano" il mercato di azionari specializzati...........

.....................il risparmiatore paga le spese di decisioni e politiche gestionali tutt'altro che imparziali, che non guardano minimamente alle reali ( o latenti ) esigenze di quest'ultimo.



.

Il ragionamento vale sicuramente per un asset di fondi gestiti con preventivo assenso.
In quel periodo penso che il caso di Finanza & Futuro sia stato estremamente significativo.
Nel mio caso si tratta di GPF (con fondi, anche i tecnologici, con uno storico di almeno 3/5 anni); vengono fissati orizzonte temporale, profilo di rischio e benchmarc ed il gestore opera in piena autonomia.
Negli ultimi mesi purtroppo il nuovo gestore non ha operato secondo il mandato da noi sottoscritto ed ha effettuato un operazione (l’eccessivo utilizzo di fondi tecnologici) non adatta al profilo di rischio concordato (sicuramente il recupero del valore di questi fondi andrà ben oltre l’orizzonte temporale concordato al momento della stipula del contratto).
 
Re: Re: "cattiva gestione"

Scritto da Voltaire



.........ed ecco che il prodotto si trova ad essere immesso sul mercato quando, molto spesso, quel dato comparto ha già offerto gran parte di ciò che poteva offrire dal lato delle performance.

I clienti, invogliati dalle perfomrnace passate (solito errore) ed anche dai promotori che devono spingere il nuovo prodotto, investono, quindi................





E’ successo in F & F.
In quel periodo i Promotori sono stati incentivati a piazzare il loro prodotto ed avevano un rigido budget da rispettare
Il maggior responsabile è stato sicuramente il gestore che, oltre ad aver sbagliato il timing del collocamento, in quel periodo ha operato anche in malafede: da un lato spingeva i promotori alla vendita del fondo H.T. e dall’altra lo utilizzava in percentuale molto limita nelle proprie gestioni di cui era direttamente responsabile (probabilmente temeva che quel particolare settore avesse già dato quello che poteva dare dal lato delle performance, ma aveva delle esigenze commerciali....). Sicuramente anche i promotori, con comportamento finalizzato alla vendita ed al proprio tornaconto, non hanno per nulla rispettato i loro clienti,

Ritornando al mio caso, si tratta di un nuovo gestore che con il suo arrivo ha snaturato i parametri di una gestione consolidata ed affidabile. L’utilizzo di fondi tecnologici (a fine 2000 quando la tendenza del mercato si era già ben delineata) in percentuale eccessiva ed il superamento dei limiti di fondi azionari nella gestione bilanciata ha causato rilevanti perdite.
Probabilmente i gestori hanno interesse ad utilizzare prodotti più convenienti ed i tecnologici notoriamente hanno costi di gestione molto elevati.

Alla luce di quanto avvenuto in quest’ultimo anno e mezzo, cosa pensi della serietà e della professionalità dei gestori e dei promotori?
-----------------
 
perche' questa avversione ai promotori

:)

molto spesso la riuscita o la non riuscita a breve di un investimento mettono in crisi il rapporto con il promotore più che con la società di gestione.
Si arriva a facili considerazioni, tipo: il promotore ha spinto a vendere una cosa piuttosto che un'altra tanto cosa gli importa guadagna uguale.
E' assolutamente errata tale considerazione.
Il compito del promotore è valutare la situazione del cliente e individuare una corretta asset allocation temporale e di rischio.
Nel caso specifico tu hai seguito a lungo l'andamento della gestione, e convinto dalle performance passate hai scelto di fare una gestione con una componente azionaria bilanciata e un orizzonte temporale di 3-5 anni.
Perchè ora ti appelli a leggi o regolamenti o accusi un professionista che ha collocato un servizio di investimento in linea con le tue necessità, solo perchè l'andamento imprevedibile del mercato ha comportato una perdita di breve che mi auguro tu non abbia realizzato.
Mi sembra tu sia stato consapevole in pieno dell'investimento fatto, è ovvio che un andamento molto positivo negli anni passati sia frutto non solo di una buona gestione, ma anche di una componente azionaria aggressiva che alla lunga paga.
Quindi la riflessione che voglio farti è "tieni duro", nell'orizzonte temporale prescelto l'investimento ti darà ragione, l'ho sottoscritta anche io.
E soprattutto non prendertela con il promotore che è molto più scontento di te, visto che perderà forse il cliente e tutti i clienti che avresti potuto presentargli .
ciao . Luk
 
Io non ho una grande esperienza con promotori e gestori, ma l’unica volta che ho avuto rapporti con loro mi hanno molto deluso.
Fino a due anni fa non mi ero mai rivolto a promotori finanziari, ma poi mi sono fatto convincere da un collega ed all’inizio dell’anno scorso ho sottoscritto una gestione patrimoniale.
Mi aveva illustrato la sua gestione (rendimenti, valori di riferimento e stile di gestione). Si trattava di una gestione "tranquilla" (diversificazione molto buona ed atteggiamento attivo, ma prudente). Non aveva dato risultati eccezionali nei periodi di mercato positivo, ma si era ben difesa nei periodi negativi . In oltre due anni i risultati erano sempre stati superiori ai dati di riferimento ed i costi erano piuttosto contenuti.
Nei primi mesi il rendimento è stato abbastanza buono. Dopo un periodo molto positivo il mercato ha preso una brutta strada, ma la gestione ha sempre fatto meglio del proprio riferimento.
Improvvisamente ha avuto dei rendimenti estremamente negativi, in tre o quattro mesi ha subito perdite a due cifre molto lontane dal valore di riferimento. A seguito di nostre richieste di chiarimenti il promotore giustificava l’accaduto con il cambio del gestore.
A metà giugno, per la preoccupante situazione dei mercati ed a causa della sfiducia subentrata verso la società, ho richiesto di passare su linee a minor rischio incontrando grosse resistenze da parte del promotore perdendo tra l’altro del tempo prezioso.
Personalmente ritengo che il gestore sia criticabile per la poca capacità dimostrata e la società non sia sta sufficientemente attenta e seria (scarso controllo dell’operato del nuovo gestore e mancanza di informazione sulla variazione dello stile di gestione). Per quanto riguarda il promotore non ha manifestato alcuna sensibilità sulla situazione dei mercati e non ha apportato alcun valore aggiunto alla gestione.
Volutamente non ho citato il nome della società di gestione, ma se altri partecipanti al forum avessero avuto gli stessi problemi nei tempi da me indicati, ci si potrebbe magari coordinare per un eventuale reclamo.
Ciao - filippo
 
stile di gestione

caro filippo,
mi fa molto piacere sentire questo tuo commento a proposito della gestione da te sottoscritta.
Negli ultimi 19 mesi si è verificata una crisi che non è stata solo di mercato. E' stata una crisi di sistema finanziario economico.
Il calo repentino della crescita americana ha causato un enorme calo delle quotazioni di tutti i titoli, tranne i petroliferi.
Non è sicuramente dimenticata la fase di euforia nella quale fior di analisti stabilivano target da fantascienza per titoli già sopravvalutati arrivando oggi invece a lanciare sugli stessi titoli già colpiti da ribassi nell'ordine del 70 % target ribassisti.
Si tratta di una situazione eccezionale nella quale analisti gestori banche ecc non hanno capito niente, nel senso di non aver inteso con anticipo l'ingresso potenziale in una fase di recessione che allora e fino a pochi mesi fa nessuno prevedeva.
L'economia è una cosa difficile da interpretare se non con il senno di poi. E' difficile imputare a un gestore une performance negativa quando prendendo a caso qualsiasi titolo di società primarie mondiali si nota ribassi nell'ordine del 70%. Il gestore ha il compito di attenersi al mandato affidato, tipo composizione azionaria e obbligazionaria, non può certo stabilire una stile di gestione prudente o meno prudente poichè questo sarebbe stato possibile solo in un mercato meno volatile di quello attuale.
Il mio consiglio è valutare attentamente gli estratti conto inviati dalla società e verificare che il gestore si sia attenuto al mandato, se così non è avrai buone possibilità di vincere un ricorso.
ciao
luciano
 
Caro Luciano
Sicuramente non si può ignorare il particolare momento dei mercati finanziari con perdite difficilmente prevedibili e la recessione alle porte, ma devi ammettere che molto spesso l’operato di certi gestori e promotori sia alquanto discutibile. Si trovano parecchi interventi su questo sito di gente che ha subito grosse perdite per il loro cattivo operato.
Nell’ultimo anno è stato difficile fare delle previsioni, ma qualche strumento di analisi dei mercati questi specialisti della finanza lo devono pur avere.
Nel mio caso, rendimenti tanto inferiori agli indici di riferimento possono essere giustificati solo da eccessivi rischi presi dal gestore , diversificazione insufficiente ed eccessivo utilizzo di fondi azionari in momenti non opportuni.
Per quanto riguarda il promotore mi aspettavo che, ai primi segnali negativi, mi informasse suggerendo magari i necessari correttivi, ma non è stato cosi. Purtroppo queste gestioni danno dei resoconti trimestrali ed in genere è difficile prendere dei provvedimenti tempestivi.
Ti ringrazio per il consiglio, verificherò estratti conto e contratto per vedere se ci sono gli estremi per un eventuale ricorso.
Ciao - filippo
 
"perchè questa avversione ai promotori" di Luamatox

Sono stato fuori per lavoro un paio di settimane e posso risponderti solo ora.

Riprendo una parte del mio precedente post:

***(E’ successo in F & F. In quel periodo i Promotori sono stati incentivati a piazzare il loro prodotto ed avevano un rigido budget da rispettare. Il maggior responsabile è stato sicuramente il gestore che, oltre ad aver sbagliato il timing del collocamento, in quel periodo ha operato anche in malafede: da un lato spingeva i promotori alla vendita del fondo H.T. e dall’altra lo utilizzava in percentuale molto limita nelle proprie gestioni di cui era direttamente responsabile (probabilmente temeva che quel particolare settore avesse già dato quello che poteva dare dal lato delle performance, ma aveva delle esigenze commerciali....). Sicuramente anche i promotori, con comportamento finalizzato alla vendita ed al proprio tornaconto, non hanno per nulla rispettato i loro clienti)****

Ho visto che tendi a difendere i promotori:

Scritto da luamatox il 18-09-01 12:12:

"............... la riuscita o la non riuscita a breve di un investimento mettono in crisi il rapporto con il promotore più che con la società di gestione.
Si arriva a facili considerazioni, tipo: il promotore ha spinto a vendere una cosa piuttosto che un'altra tanto cosa gli importa guadagna uguale.
E' assolutamente errata tale considerazione.
Il compito del promotore è valutare la situazione del cliente e individuare una corretta asset allocation ........"

Oggi ho trovato questo sul fol:

***(Sunday, 30 September @ 19:42:28 EDT


Ecco in che mani sono i soldi degli italiani: sono molto spesso in mano a degli incompetenti piazzisti finanziari i quali cambiano solo il modo per proporsi, ma in realtà hanno il solo scopo di mantenere l'incasso provvigionale quanto più elevato possibile.

Su MF di ieri c'è un bell'articolo-inchiesta (....si fa per dire....) sull'utilità dei fondi comuni, dati i disastri recenti.

In un riquadro è riportata un'intervista a Renato Rota, Amministratore Delegato di Finanza & Futuro, uno dei mille "professionisti della finanza" (professionisti della finanza solo grazie ai giornali, però...vedi il Professor Carlà) che prelevano commissioni esose alla clientela senza offrire quasi nulla in cambio.

Avevo fatto delle considerazioni nelle settimane scorse, se ricordate, e le parole dell'ennesimo mega-global-manager che finisce sui giornali in qualità di "esperto" non fanno altro che confermarle: ecco le perle principali (in neretto le mie considerazioni).

- "Anche i clienti hanno le loro colpe: era difficile respingere a fine 1999 le richieste di fondi tecnologici".

Mentre i promotori finanziari erano certamente disperati dal fatto che si mettevano in tasca commissioni altissime, premi produzione, ecc.
F & F, in particolare, lanciò a febbraio 2000 (che tempismo...) il proprio fondo Select high tech Europa che, supportato da una enorme campagna pubblicitaria, raccolse immediatamente cifre notevolissime...tutta colpa dei clienti, però...

- "La lacuna maggiore delle reti (di vendita n.d.r.) è sul fronte dell'assistenza: non è sufficiente impostare l'asset allocation iniziale, i portafogli necessitano, poi, di continui aggiustamenti" .

E te ne accorgi solo adesso? In oltre quindici anni di risparmio gestito in italia nessuno tra i super-mega-managers della tua sim lo ha detto ai tuoi piazzisti finanziari? Soltanto adesso (anzi, entro fine anno sarà deliberato, quindi se ne parla tra chissà quanto tempo...) F & F doterà i promotori finanziari di un software per l'asset allocation, quando chiunque sa che una corretta asset allocation è alla base di qualsiasi scelta in campo finanziario.

- "Noi siamo tra coloro che non si sono lasciati contagiare dall'euforia del "vendere di tutto".

Nessun commento, e chiunque abbia avuto a che fare con le sim, e con F & F "dal di dentro" sa bene come stanno le cose. E poi basta leggere del fondo high tech, sopra.

- "La visione del direttore investimenti di una casa va decodificata e trasmessa alla distribuzione. Un processo che si inceppa quando si vendono prodotti di terzi".

Sarebbe a dire che sei capace di fare asset allocation solo con i fondi di casa e non con prodotti altrui? Non è meglio dire che sui prodotti di casa si guadagna di più?

- "Nei prossimi tre mesi punteremo sul concetto di sicurezza, sia attraverso una campagna pubblicitaria, sia con incentivi alla rete perché promuova prodotti come le unit a capitale protetto o conti remunerati al 4-4.5%".

Ecco la risposta alla crisi, come avevo fin troppo facilmente previsto: pubblicità, premi alla rete e "capitale garantito" per tutti (ovviamente con le polizze che bloccano i soldi per molti anni e pagano un sacco di provvigioni, anche nascoste).


Ecco in che mani sono i soldi degli italiani: sono molto spesso in mano a degli incompetenti piazzisti finanziari i quali cambiano solo il modo per proporsi, ma in realtà hanno il solo scopo di mantenere l'incasso provvigionale quanto più elevato possibile, strafregandosene dei clienti e dei loro interessi.

Ultima chicca: F & F ha commissioni, in genere, più elevate della media perché, dicono, "la qualità si paga".... )**


Mi sembra che dall' A.D. ai promotori ci sia poco da salvare, non penso che abbiano diritto ad attenuanti: o sono degli incompetenti o dei gran furboni.
Sono stato un po’ troppo emetico, ma sto uscendo.
Cosa ne pensi ?
 
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