C'era un tempo sognato ...Che bisognava sognare!

maf@lda

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Dicono che c'è un tempo per seminare
E uno che hai voglia ad aspettare
Un tempo sognato che viene di notte
E un altro di giorno teso
Come un lino a sventolare

C'è un tempo negato e uno segreto
Un tempo distante che è roba degli altri
Un momento che era meglio partire
E quella volta che noi due era meglio parlarci

C'è un tempo perfetto per fare silenzio
Guardare il passaggio del sole d'estate
E saper raccontare ai nostri bambini quando
È l'ora muta delle fate

C'è un giorno che ci siamo perduti
Come smarrire un anello in un prato
E c'era tutto un programma futuro
Che non abbiamo avverato

È tempo che sfugge, niente paura
Che prima o poi ci riprende
Perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo
Per questo mare infinito di gente

Dio, è proprio tanto che piove
E da un anno non torno
Da mezz'ora sono qui arruffato
Dentro una sala d'aspetto
Di un tram che non viene
Non essere gelosa di me
Della mia vita
Non essere gelosa di me
Non essere mai gelosa di me

C'è un tempo d'aspetto come dicevo
Qualcosa di buono che verrà
Un attimo fotografato, dipinto, segnato
E quello dopo perduto via
Senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
La sua fotografia

C'è un tempo bellissimo, tutto sudato
Una stagione ribelle
L'istante in cui scocca l'unica freccia
Che arriva alla volta celeste
E trafigge le stelle
È un giorno che tutta la gente
Si tende la mano
È il medesimo istante per tutti
Che sarà benedetto, io credo
Da molto lontano
È il tempo che è finalmente
O quando ci si capisce
Un tempo in cui mi vedrai
Accanto a te nuovamente
Mano alla mano
Che buffi saremo
Se non ci avranno nemmeno
Avvisato

Dicono che c'è un tempo per seminare
E uno più lungo per aspettare
Io dico che c'era un tempo sognato
Che bisognava sognare


Ivano Fossati



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Beati coloro che si baceranno sempre al di là delle labbra,
varcando il confine del piacere, per cibarsi dei sogni.

ALDA MERINI



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A volte penso di essere un sogno che qualcuno si è dimenticato di fare, il sogno nel cassetto aperto
nel momento sbagliato, il dormiveglia di una dalia d'inverno che lascia i suoi petali alla brina
che
l'uccide, grata di conservare intatto il suo cuore per la primavera alle porte... a volte penso di essere
una foto con l'autoscatto venuta fuori trasparente, che non si vede bene, che non si vede niente,
un nastro dimenticato annodato sul letto che da solo non sa sciogliere questo nodo...”

ALDO BUSI


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Abbiamo tutti le nostre macchine del tempo.
Alcune ci riportano indietro e si chiamano ricordi,
altre ci portano avanti e si chiamano sogni.

Jeremy Irons


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VIDE COR MEUM - L'amorosa passione di Dante

"E pensando di lei, mi sopragiunse uno soave sonno, ne lo quale m’apparve una maravigliosa visione:
che me parea vedere ne la mia camera una nebula di colore di fuoco, dentro a la quale io discernea
una figura d’uno segnore di pauroso aspetto a chi la guardasse; e pareami con tanta letizia, quanto
a sé, che mirabile cosa era; e ne le sue parole dicea molte cose, le quali io non intendea se non poche;
tra le quali intendea queste: «Ego dominus tuus». Ne le sue braccia mi parea vedere una persona
dormire ****, salvo che involta mi parea in uno drappo sanguigno leggermente; la quale io riguardando
molto intentivamente, conobbi ch’era la donna de la salute, la quale m’avea lo giorno dinanzi degnato
di salutare. E ne l’una de le mani mi parea che questi tenesse una cosa la quale ardesse tutta, e pareami
che mi dicesse queste parole:«Vide cor tuum». E quando elli era stato alquanto, pareami che disvegliasse
questa che dormia; e tanto si sforzava per suo ingegno, che le facea mangiare questa cosa che in mano
li ardea, la quale ella mangiava dubitosamente. Appresso ciò poco dimorava che la sua letizia si convertia
in amarissimo pianto; e così piangendo, si ricogliea questa donna ne le sue braccia, e con essa mi parea
che si ne gisse verso lo cielo; onde io sostenea sì grande angoscia, che lo mio deboletto sonno non poteo
sostenere, anzi si ruppe e fui disvegliato…

E cominciai allora questo sonetto:

A ciascun’alma presa e gentil core
nel cui cospetto ven lo dir presente,
in ciò che mi rescriva in su’ parvente,
salute in lor segnor, ciò è Amore.

Già eran quasi che atterzate l’ore
del tempo che onne stella n’è lucente,
quando m’apparve Amor subitamente,
cui essenza membrar mi dà orrore.

Allegro mi sembrava Amor tenendo
meo core in mano, e ne le bracci’ avea
madonna, involta ’n un drappo dormendo;

poi la svegliava, d’esto core ardendo
lei paventosa umilmente pascea:
appresso gir lo ne vedea piangendo."

(Vita Nuova III)



A ciascun'alma presa e gentil core è il primo sonetto contenuto nella Vita Nova di Dante Alighieri. Lo stesso autore afferma di aver composto il testo per salutare «tutti li fedeli d'Amore» e per chiedere loro «che giudicassero» un sogno fatto dopo aver incontrato Beatrice per la seconda volta, all'età di 18 anni. In questo sogno il poeta vede Amore personificato che tiene in braccio Beatrice addormentata avvolta in un drappo sanguigno. In una delle mani Amore tiene il cuore del poeta e, dopo aver svegliato la donna, le fa mangiare il cuore, cosa che ella fa «dubitosamente», cioè con paura. A questo punto la gioia si trasforma in dolore e il poeta vede Amore, con la donna tra le braccia, andare verso il cielo, piangendo.



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"I sogni del mare sono immensi ed imperscrutabili,
tu sei il mio sogno, che li rende
più azzurri e misteriosi"

Maram al-Masri


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Oggi è un sogno cui dai nome libertà,
domani potrebb’essere un sogno cui dare nome verità;
non conta che siano o non siano obiettivi reali,
conta rincorrerne il miraggio, la luce.

ORIANA FALLACI


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La donna ideale (Charles Bukowski)

Il sogno di un uomo
è una putt.ana con un dente d’oro
e il reggicalze,
profumata
con ciglia finte
rimmel
orecchini
mutandine rosa
l’alito che sa di salame
tacchi alti
calze con una piccolissima smagliatura
sul polpaccio sinistro,
un po’ grassa,
un po’ sbronza,
un po’ sciocca e un po’ matta
che non racconta barzellette sconce
e ha tre verruche sulla schiena
e finge di apprezzare la musica sinfonica
e che si ferma una settimana
solo una settimana
e lava i piatti e fa da mangiare
e .................................
e lava il pavimento della cucina
e non mostra le foto dei suoi figli
né parla del marito o ex-marito
di dove è andata a scuola o dov’è nata
o perché l’ultima volta è finita in prigione
o di chi è innamorata
si ferma solo una settimana
solo una settimana
e fa quello che deve fare
poi se ne va e non torna più indietro
a prendere l’orecchino che ha dimenticato sul comò.


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Avrò notizie di te - di Paul Eluard

Avrò notizie di te se entro nel sole.
Nel magma dei vulcani coglierò il tuo colore.
Ti cercherò nel fondo degli abissi, nel mormorio del vento.
T’ascolterò adagiati sulla luna,
ci parleremo, ci culleremo nell’occhio del ciclone,
Perché nel mondo dei sogni
io t’ho incontrato…
 

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Ancora Morricone OK!, un altro Dream





con la voce della splendida Amy Stewart





Ciao :) Maf
 

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Buongiorno Diago...mi auguro che il ricordo di un bel sogno fatto stanotte
ti renda questa giornata più leggera!


"Il modo migliore per realizzare un sogno è quello di svegliarsi".(Paul Valéry)




Sono sempre i sogni
a dare forma al mondo
sono sempre i sogni
a fare la realtà
sono sempre i sogni
a dare forma al mondo
e sogna chi ti dice
che non è così
e sogna chi non crede
che sia tutto qui (Ligabue)



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Cristina Campo , pseudonimo di Vittoria Guerrini (1923 – 1977), è stata una scrittrice, poetessa e traduttrice italiana...molto raffinata.
Per una congenita malformazione cardiaca, che rese sempre precaria la sua salute, Cristina non poté seguire regolari studi scolastici.
L'ambiente culturale fiorentino in cui crebbe fu determinante nella sua formazione. Il suo stile personalissimo, ricorrente nei diversi
generi letterari da lei praticati, è caratterizzato da una spiccata tensione a far coincidere la parola con il suo significato più profondo,
rifuggendo da tutto ciò che era da lei ritenuto ovvio o superfluo.

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[Su Paterson V di William Carlos Williams]
La purezza del tessuto di questo libro mi sembra stupefacente. Tutte le linee segnate con una purezza di sogno – come viste attraverso
un lievissimo velo di lacrime.
È lo stesso tessuto del Viaggio ad Amore – bianchi spazi colmi di realtà come le cose stesse.
E sono stata fulminata dalla sua traduzione di Saffo. Mai avevo letto nulla di simile. È un miracolo... «la mia lingua è spezzata» ...
«mi rombano gli orecchi» ... «mi manca poco a morire». Quale lezione di concentrazione, di bellezza e di semplicità definitiva. (Cristina Campo)

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Cara Cristina,
Le notizie che mi dà del suo squisito libretto o delle sue traduzioni mi colmano di spavento. Non pensavo che nessuno in questo mondo
mi avrebbe mai potuto scoprire nei miei libri come ha fatto lei, né che qualcuno si sarebbe mai curato di fare tanto per me.
Lei mi ha rovesciato come un guanto, mi ha interamente messo a nudo, e io non mi sento nemmeno a disagio, al contrario la accolgo
con la gioia con cui si accoglie un amante e un amico. Nulla di fisico in questo; va molto più nel profondo, è per questo che dico che
mi spaventa – non si ammettono tali intimità in questo mondo, dobbiamo nasconderle l'uno all'altro, ma lei mi ha scoperto, e io ne
sono spaventato, è un'intimità che un uomo non può permettere in una moglie. E tuttavia è un'intimità a cui continuamente aspiriamo,
e ci si spezza il cuore quando non si coglie all'istante nello sguardo di quelli che amiamo e che ci amano. (William Carlos Williams)
 

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L’OCCHIO DELL’AMORE

Mi chiedi
perché facciamo l’amore a occhi chiusi.

Me lo chiedi con le palpebre abbassate…
Ti ascolto con le palpebre abbassate…

Aspetta un attimino che rifletta…

… Ah, quando facciamo l’amore,
è come se lo sognassimo.

E poiché i sogni hanno bisogno d’oscurità,
l’oscurità è il nostro occhio dell’amore.

Marko Matičetov



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C’è come un diario che ho chiuso nel petto, sento che devo tirarlo fuori e devo farlo senza schemi
se non gli schemi che mi porto nel cuore. Ah! Mannaggia mannaggia, mannaggia al cuore che
non sa far calcoli ma che pure spesso sbaglia i conti.
(...)Non voglio pensarti ma non lasciarmi solo, non andare via anche dai miei sogni.
Tu dolce ferita mi tagli il cuore, ma io sorrido sai? Non mi fa male questo maledetto male.
Sorrido perché dentro ci sei te e ti vedo, almeno posso vederti.
(...)Sei come quelle macchie di inchiostro sul taschino della camicia, solo che sulla camicia ci
puoi mettere una giacca, un maglioncino, ma su di te cosa ci posso mettere?

CHARLES BUKOWSKI




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Fotografi contemporanei: I sogni elettrici di Tony Burns

Tokio è una città che sembra provenire direttamente dal futuro. Illuminata da luci al neon e fitta di simboli
che rimandano al mondo dei fumetti.
Affascinante, bella, spesso strana..
Camminare di notte nel quartiere d Shinjuku, con la musica elettronica che riempie le strade, è un'esperienza unica.
Una parte della città in aperto contrasto con l'immagine più comune del Giappone, spesso visto come un paese
conformista ed inibito.
Kabuchiko, il quartire a luci rosse dove molte delle foto sono state scattate, sembra un antidoto a questo conformismo,
un posto dove l'estremo ed il paradosso regnano sovrani. Un posto per gli edonisti, per gli avventurieri a caccia di
emozioni forti, un posto per le persone sole ed annoiate.
Un posto irreale ed estremo, un cartone animato pieno di possibilità. Un posto dove si vendono sogni, sogni elettrici"


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grazie, Gentilissima Maf :)


 

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Volano i sogni

E giorno dopo giorno scivolo sempre più giù
sfiorando con gli occhi la cornice del tempo
mentre gli spazi si restringono sempre di più
e la vita si nasconde nelle pieghe dell' anima.
E così volano i sogni di libertà e di avventura
oltre le vecchie colline, oltre le nuvole bigie,
ora anche il mio cuore passeggia lassù, vaga
fin dove lo sguardo indirizza la mia fantasia.

Il sole scalda la terra infreddolita dalla notte
e il giorno si apre come un fiore sotto le api,
così mi dondolo nell'attesa di vane speranze
dopo la fuga di sogni irreali e di antichi tabù.
Non oso sciogliere i longevi nodi del destino,
le parole sepolte nei solchi remoti del tempo
e i rimpianti che all'alba spirano come i sogni,
come quando sale la nebbia e il sole svanisce.

Aspetto che una parola giunga da lontano,
dalle terre dove tutto si confonde, si disperde;
dalle avvizzite strade abbandonate dal tempo
come ragnatela nella cognizione dello spazio.
Il vento questa notte spiffera con troppa furia
ed il cuore si rifugia dietro le imposte serrate,
ora solo nei sogni ascolto la tua voce soffusa,

una voce poco velata che invoca il mio nome.
Signore, accompagnami nella fatica della sera
mentre la vita fa nascere e morire ciò che amo
e mentre Tu lassù ascolti l'ansare del mio cuore
mi nasce la preghiera che unisce gioia e dolore.

LICIO GELLI



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"...I sogni possono essere tanto pericolosi: covano sotto la cenere come
un fuoco e a volte ci consumano completamente.

...Il rimpianto è un tipo di dolore molto particolare; di fronte a esso siamo impotenti.
È come una finestra che si apre di sua iniziativa: la stanza diventa gelida e noi non possiamo fare altro che rabbrividire.
Ma ogni volta si apre sempre un po’ meno, finché non arriva il giorno in cui ci chiediamo che fine abbia fatto.

... Al tempio c’è una poesia intitolata “la mancanza”, incisa nella pietra.
Ci sono tre parole, ma il poeta le ha cancellate.
Non si può leggere la mancanza, solo avvertirla."

Memorie di una geisha . Arthur Golden
 

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Gli scienziati dicono che siamo fatti di atomi,
ma un albero mi ha sussurrato che siamo fatti di sogni,
un’onda mi ha detto che siamo fatti di viaggi,
un bambino che gioca con le fate mi ha raccontato che siamo fatti di meraviglia.


(Fabrizio Caramagna)


 

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"Una mattina di maggio del 1965 mi svegliai con una musica deliziosa in testa"
raccontò Paul McCartney al biografo Barry Miles.
«Pensai: che meraviglia, chissà com’è».
Paul si alzò e suonò al piano la melodia che sarebbe diventata Yesterday.
Poiché non c’erano ancora le parole, McCartney le improvvisò:
“Uova sbattute, o bimba mia, mi piacciono le tue gambe”.
Gli piaceva il suono, ma aveva qualche riserva perché non riusciva a credere di averle scritte lui.
«Quando la canzone mi è venuta in mente ho chiesto ai miei amici:
"Lo conosci? È un buon motivetto. Ma non l'ho scritto, l'ho sognato"
» ricorda ancora Sir Paul.
Oggi Yesterday è nel Guinness come la canzone più registrata.


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