Ciao Michele

roberto

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ci mancherai tantissimo.
 
scsate cosa significa?
 
il professore?
 
Non ho avuto il piacere di conoscere michele, ma mi associo al dolore degli amici suoi...e della famiglia

sentite condoglianze
 
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Quel Michele Maggi?!

GRAZIE DI TUTTO.... :'( :'( :'(
 
Ultima modifica:
:'( :'( mi spiace moltissimo avendolo anche conosciuto.....scusate la curiosita' se non sono invadente ma cosa e' sucesso?............. :'( :'(
 
Milano 26.10.02



un pensiero...
 
Aioo ha scritto:
:'( :'( mi spiace moltissimo avendolo anche conosciuto.....scusate la curiosita' se non sono invadente ma cosa e' sucesso?............. :'( :'(

il figlio dell'amico Michele, mio tramite, mi dice di chiedervi quanto segue:

"sono felice dell'affetto che si è riversato su Michele, purtroppo in questa tragica circostanza, ed indirettamente su di noi; ma per una questione di rispetto sia nei nostri confronti sia che nei suoi, vi chiedo cortesemente di evitare di porre questo tipo di domande ("come/cosa è successo").
Mi scuso per questo, ma vederlo esposto in un forum mi darebbe molto fastidio, visto che è una cosa a cui TUTTI, anche persone totalmente estranee, possono accedere.
Chiedo anche a coloro che sanno di evitare di postare qui il motivo del decesso.
Grazie,
Simone Dosoli.
ps. so benissimo che il cognome di Michele è diverso dal mio, ma questo non pregiudica il fatto che lui è stato come un padre per me."
 
MICHELE MAGGI E’ ANDATO AVANTI
di Emilio Tomasini -
E’ deceduto venerdì sera il fondatore di Trading Library: sicuramente il migliore imprenditore che il TOL italiano abbia mai avuto
Nel gergo della naja alpina si dice “andare avanti”. E Michele Maggi è andato avanti, ha preso commiato da noi nella notte di venerdì scorso a casa sua per un malore improvviso. Così come gli alpini lo vogliamo pensare e ricordare oggi, un amico che ci ha preceduti in quel posto dove tutti andremo prima o poi a finire.
Io e Michele non eravamo amici, eravamo di più, eravamo amanti. Ovvero eravamo in quello stadio di relazione per cui ogni malinteso, anche minimo, veniva vissuto non come tale ma come una ferita sanguinante, da parte mia e da parte sua. E negli ultimi due anni come due vecchi amanti ci siamo comportati, battibeccandoci in continuazione per poi finire di nuovo a braccetto. Inevitabilmente.
Io Michele Maggi l’ho tenuto a battesimo nel 1998 quando il suo primo periodico di analisi tecnica, inserito in un mensile che si chiamava Trade, glielo abbiamo scritto io ed il mio socio Ascanio Strinati. Michele prima si occupava di altro, di editoria informatica, anche se aveva sempre avuto un occhio di interesse per la Borsa. Ma Michele come imprenditore aveva una marcia in più rispetto a me e quel primato che Lombard aveva è andato dopo il 2001 a Trading Library. Onore al merito. E sono contento di averglielo anche detto a voce, qualche mese prima che morisse. Così come lui ripeteva a tutti che i rudimenti del mestiere di aveva imparati da me. Sincero, come sapeva essere.
Spero, quando un giorno lo raggiungerò, di non sedere sulla stessa nuvola del Paradiso, ammesso e concesso che mi ci facciano entrare, perché mi verrebbe da rimproverargli subito che non è corretto alzarsi dal tavolo e abbandonare il gioco così come ha fatto lui. E correremmo il rischio di continuare a punzecchiarci per l’eternità come due vecchi amanti persi tra un diverbio ed una riappacificazione. Lui, sono sicuro, mi replicherebbe ciondolando la testa con quel fare disarmante che spesso aveva, proprio di chi è ben cosciente di saperla lunga, “hai visto, ecco che l’hai fatto, e allora ? E alla fine cosa ci hai guadagnato ? Cosa ti avevo detto ?”. E ora che lui è andato avanti, a questa sua domanda che spesso mi ripeteva, non saprei davvero cosa rispondere. No, non ci ho guadagnato niente, Michele, proprio niente. Anzi, non ci abbiamo guadagnato niente tutti e due.
E voglio aggiungere una cosa che solo ora riesco a capire: senza Michele Maggi manca il metro di misura, manca una figura imprenditoriale che era tranquillizzante per gli operatori del settore (me compreso) perché sapeva rappresentare l’industria, fiutare il vento ed indicare la direzione.
E tutte le volte che andrò in qualche meeting del TOL so che mi aspetterò sempre di vederlo sbucare da dietro una porta mentre parla vorticosamente con il suo telefonino.
I vecchi soldati non muoiono mai. Rimangono tra quelli che li hanno conosciuti, per sempre.
 
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