Cina: dubbi su credibilità S&P

  • Ecco la 68° Edizione del settimanale "Le opportunità di Borsa" dedicato ai consulenti finanziari ed esperti di borsa.

    La settimana è stata all’insegna degli acquisti per i principali listini internazionali. Gli indici americani S&P 500, Nasdaq e Dow Jones hanno aggiornato i massimi storici dopo i dati americani sui prezzi al consumo di mercoledì, che hanno evidenziato una discesa in linea con le aspettative, con l’inflazione headline al 3,4% e l’indice al 3,6% annuo, allentando i timori per un’inflazione persistente. Anche le vendite al dettaglio Usa sono rimaste invariate su base mensile, suggerendo un raffreddamento dei consumi che hanno fin qui sostenuto i prezzi. Questi dati, dunque, rafforzano complessivamente le possibilità di un taglio dei tassi a settembre da parte della Fed (le scommesse del mercato sono ora per due tagli nel 2024). Per continuare a leggere visita il link

  • Due nuove obbligazioni Societe Generale, in Euro e in Dollaro USA

    Societe Generale porta sul segmento Bond-X (EuroTLX) di Borsa Italiana due obbligazioni, una in EUR e una in USD, a tasso fisso decrescente con durata massima di 15 anni e possibilità di rimborso anticipato annuale a discrezione dell’Emittente.

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Pechino, 14 gen. - (Adnkronos/Xinhua) - L'azione di ieri S&P "solleva dubbi sulla credibilita' delle agenzie di rating". E' quanto si legge in un commento dell'agenzia di stampa cinese Xinhua sulla raffica di tagli di rating da parte dell'agenzia finanziaria internazionale Standard and Poor's di ieri, Francia e Italia incluse.

Nel caso di Parigi, scrive la Xinhua, sebbene l'intervento di S&P possa apparire "legittimo per alcuni aspetti" legati all'andamento dei conti pubblici, "per la tempistica suscita dei dubbi" viste le migliorate prospettive sulla situazione espresse dalla Bce ed il successo dell'asta spagnoli di due giorni fa.

Nel sottolineare come Spagna, Italia e gli altri paesi in difficolta' abbiamo adottato severi piani di austerity, l'agenzia cinese afferma che la mossa di S&P incide "sulla fiducia degli investitori". Da qui l'invito a S&P, ma anche alle altre due agenzie di rating Usa Moody's e Fitch, ad essere "obiettive e professionali" perche' "informazioni non corrette sui rischi sui debiti sovrani rischiano di avere consenguenze catastrofiche sui mercati globali".

Rundumschlag in der Euro-Zone: China attackiert S&P-Herabstufung | FTD.de
Crisi: agenzia stampa Cina, dubbi su credibilita' S&P, sia professionale - - liberoquotidiano.it
 
ma se l'agenzia cinese ci aveva gia dato tripla B un mesetto fa
 
il fondo sovrano cinese è concorrente di FMI ....
 
ma se l'agenzia cinese ci aveva gia dato tripla B un mesetto fa

Un mesetto fa! Appunto...progressi anche se piccoli li abbiamo fatti tutti in Europa...e non lo dico io o qualcun altro, ma lo dice il mercato.
Sti cinesi sono svegli...
 
Pechino, 14 gen. - (Adnkronos/Xinhua) - L'azione di ieri S&P "solleva dubbi sulla credibilita' delle agenzie di rating". E' quanto si legge in un commento dell'agenzia di stampa cinese Xinhua sulla raffica di tagli di rating da parte dell'agenzia finanziaria internazionale Standard and Poor's di ieri, Francia e Italia incluse.

Nel caso di Parigi, scrive la Xinhua, sebbene l'intervento di S&P possa apparire "legittimo per alcuni aspetti" legati all'andamento dei conti pubblici, "per la tempistica suscita dei dubbi" viste le migliorate prospettive sulla situazione espresse dalla Bce ed il successo dell'asta spagnoli di due giorni fa.

Nel sottolineare come Spagna, Italia e gli altri paesi in difficolta' abbiamo adottato severi piani di austerity, l'agenzia cinese afferma che la mossa di S&P incide "sulla fiducia degli investitori". Da qui l'invito a S&P, ma anche alle altre due agenzie di rating Usa Moody's e Fitch, ad essere "obiettive e professionali" perche' "informazioni non corrette sui rischi sui debiti sovrani rischiano di avere consenguenze catastrofiche sui mercati globali".

Rundumschlag in der Euro-Zone: China attackiert S&P-Herabstufung | FTD.de
Crisi: agenzia stampa Cina, dubbi su credibilita' S&P, sia professionale - - liberoquotidiano.it

Uhauhauhauhauhauhauhauhauhauhauhauhauhauhauha!!!

Ohihohihohihohihohihohihoh!!!

Ihhhhhhhhhhh!!!


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I cinesi hanno idee chiare....

Stanno convertendo dollari in oro e facendo acquisizioni in europa.. acquisizioni industriali...tipo ferretti....

In Asia si sono messi d'accordo con il Giappone per ridurre il sussidio monetario del dollaro nel commercio internazionale....

non mi stupirebbe se emergesse qualche azionista con gli occhi a mandorla in unicredit....
 
C'è qualcosa di marcio nello Stato dei rating - L'economia della trasparenza

14 gennaio 2012 - 10:48
C'è qualcosa di marcio nello Stato dei rating.

Standard and Poor's ha declassato i rating - giudizi sulla capacità di rimborsare il debito - di nove Paesi dell'Unione europea. Germania esclusa, che è stata risparmiata e che conserva la Tripla A. A conti fatti, con la decisione a sorpresa operata ieri dall'agenzia statunitense, mezza Europa è stata depotenziata. Ciò significa che da lunedì Italia, Spagna, Francia, Austria Portogallo, Cipro, Malta, Slovacchia e Slovenia rischiano di pagare più interessi sui titoli dei rispettivi bond governativi in quanto, di fatto, questi titoli da lunedì, quando riapriranno i mercati, saranno ufficialmente considerati più rischiosi di quanto non lo fossero ieri.

Dopo la stoccata di S&Poor's , resistono nell'elitario club delle Triple A: Danimarca, i Paesi Bassi, la Germania, il Regno Unito, la Svezia, la Norvegia, la Finlandia, il Lussemburgo, la Svizzera, l'Australia, Hong Kong, il Canada e Singapore. Gli Stati Uniti ne sono usciti lo scorso 5 agosto quando la stessa S&Poor's ha declassato l'economia americana da AAA ad AA+.

In ogni caso, la decisione di S&P dimostra una incoerenza drammatica da parte delle agenzie di rating. Senza agitare teorie complottistiche (che i sostenitori rinfocolano ricordando che S&P, Moody's e Fitch, le tre più grandi agenzie di rating al mondo, sono statunitensi e che questa mossa potrebbe essere considerata come un attacco all'euro dell'asse Usa-Inghilterra) va detto che solo pochi giorni fa Fitch aveva escluso uno scenario di tagli a cascata fra i Paesi Ue. Ebbene, dopo pochi giorni S&P - i cui analisti hanno sottomano gli stessi bilanci, gli stessi debiti, gli stessi dati - estrae dal suo cilindro una stilettata di proporzioni inaudite. Nove Paesi bocciati e ridimensionati in un colpo solo.

Un taglio "incoerente" secondo il commissario europeo Olli Rehn. E come dargli torto? Questo taglio arriva proprio nel momento in cui le istituzioni europee stanno accelerando le riforme dopo una lunghissima empasse, di cui la Germania può essere considerata grande responsabile (si è sempre opposta agli Eurobond e a un potenziamento della Bce con funzioni di tesoreria (stampare moneta) come invece nelle possibilità di Federal Reserve, Bank of England, Banca del Giappone, Banca centrale svizzera).

Solo questa settimana i mercati (e anche le agenzie di rating) hanno "ascoltato" le seguenti notizie:

- accelerazione sulla modifica del Trattato dell'Unione europea (anche prima di marzo)

- straordinario apprezzamento della cancelliera Merkel per le riforme dell'Italia

- prosecuzione dei colloqui tra Ungheria e Fmi per ripristinare il rapporto, incrinatosi dopo la decisione del Parlamento magiaro di sganciare la Banca centrale ungherese dal controllo della Bce

Di fatti, tutte queste notizie hanno "calmierato" gli spread, di tutti i Paesi dell'Ue con quelli italiani tornato sotto quota 500.

Ebbene proprio mentre un venticello d'ottimismo cominciava a soffiare nell'Ue, S&P ha utilizzato una brutale mannaia. Mannaia che, purtroppo, per quanto le agenzie di rating vengano da tempo criticate per i loro conflitti di interesse e per l'eccessivo peso che i loro giudizi hanno sui mercati, rischia di impattare sulle quotazioni dei mercati (e sui risparmi della gente che paga in ultima istanza tale dazio) da lunedì, quando, dopo l'ennesima batosta, riapriranno i battenti.

E anche se l'economista Fitoussi indica che la Germania sarà la prossima vittima, al momento i dati parlano chiaro . Questi crisi sta favorendo, perlomeno nel breve, proprio la Germania (che paga a sconto gli interessi sul debito e continua ad esportare con l'euro e non con un eventuale supermarco rafforzando nel frattempo il suo ruolo di leadership e di influenza politica nell'area). Questa crisi sta anche potenziando Stati Uniti e Inghilterra che pur viaggiando su deficit/Pil al 10% (lo stesso livello della Grecia) pagano interessi sul debito a 10 anni sotto il 2% nominale e sottozero a livelli reali (al netto dell'inflazione). E che, al pari della Germania, stanno elegantemente ristrutturando il debito.

C'è o non c'è qualcosa di marcio nello Stato dei rating?
 
Intanto, mentre le Cosche d'Affari si divertono (anche se per il galletto nano godo come un maiale :yes: :clap: :clap: :clap:), l'Euro si svaluta (fortunatamente), i Tassi vengono abbassati e sono destinati a scendere ulteriormente, la Grecia fallisce come era ovvio dall'inizio e non si capisce che bisogno c'era di buttare nel cesso ... 300 mld? :confused: ... bene ... :D

... mancano gli Eurobond ma, giustamente, onde evitare che siano soggetti ai giochini del Mafiosetti di cui sopra, prospetterei la loro immissione in concomitanza con la Creazione Dell'Agenzia di Rating Europea (Se così la si vuol chiamare) ... in fondo ne ha una anche la Cina. OK!

Ma io sono un pazzo visionario ed i complotti probabilmente non esistono ... :o :o :o

P.S.

Giacchè a mio modestissimo avviso, quando, volenti o nolenti, ci si trova a partecipare ad una guerra, specialmente se parte offesa, è oltremodo idiota stare a guardare senza difendersi sperando in qualche gesto di magnanimità gratuita da parte del NEMICO ... KO! Bannato

... tanto per dare un avviso agli yankies ... :yes:

... non credo sarebbe tanto difficile per un'Europa realmente Unita fare crackare i mangiapudding nel giro di :confused: ... 6 mesi? OK! ... :no: :eek: :D :o

Beh ... qualche sistema "semplice e sbrigativo" ce l'avrei anche per far questo :clap: :clap: :clap: ... naturalmente, come piace alla Nostra Illustrissima Classe Dirigente (Italiana ed Europea), nel nome della "non violenza" e "del pacifismo" ed evitare eventi assai più sgradevoli ... OK!

Abbeh ... io dissi diverso tempo fa ormai, mesi o forse più di un anno ... che le news grosse, quelle VERAMENTE GROSSE, me le attendo da oltreoceano ma soprattutto e prima di tutto da oltremanica ... prima ancora che dalla nostra "piccolissima" ed "umilissima" Europa ... :yes:

Intanto non si subiscono le decisioni altrui e si continuano ad incassare cazzotti per quanto si possa essere resistenti :no: ... ad un certo punto i pugni bisogna anche darli ... :mmmm:

Io, come appena detto, inizierei ad accanirmi sui mangiapudding :yes: :D ... se vogliamo li tritiamo in un battibaleno ... diventano una poltiglia come il loro piatto nazionale! :clap: :clap: :clap: OK! :D

Cito qui per non riscrivere ... prima beccare il cucciolotto come avvisaglia ... :D OK!
 
Buongiorno.

A mio modo di vedere S&P ha commesso un grave errore.

Avrebbe dovuto declassare di un gradino la Germania e di due gradini la Francia.

Anche il debito della Germania, priva di sovranità monetaria come gli altri paesi dell'area euro, e' troppo elevato perché la stessa possa meritare la tripla AAA.

Quello che questa crisi ha messo in evidenza e' che i paesi privi di sovranità monetaria possono avere un debito pubblico pari al massimo al 30/40% del PIL.

E forse 30/40% e' una percentuale troppo elevata, soprattutto se una parte del debito pubblico e' in mani straniere.
 
Buongiorno.

A mio modo di vedere S&P ha commesso un grave errore.

Avrebbe dovuto declassare di un gradino la Germania e di due gradini la Francia.

Anche il debito della Germania, priva di sovranità monetaria come gli altri paesi dell'area euro, e' troppo elevato perché la stessa possa meritare la tripla AAA.

Quello che questa crisi ha messo in evidenza e' che i paesi privi di sovranità monetaria possono avere un debito pubblico pari al massimo al 30/40% del PIL.

E forse 30/40% e' una percentuale troppo elevata, soprattutto se una parte del debito pubblico e' in mani straniere.

E' evidente che o sei mangiapudding o non mastichi la materia ... OK! :D
 
Buongiorno.

A mio modo di vedere S&P ha commesso un grave errore.

Avrebbe dovuto declassare di un gradino la Germania e di due gradini la Francia.

Anche il debito della Germania, priva di sovranità monetaria come gli altri paesi dell'area euro, e' troppo elevato perché la stessa possa meritare la tripla AAA.

Quello che questa crisi ha messo in evidenza e' che i paesi privi di sovranità monetaria possono avere un debito pubblico pari al massimo al 30/40% del PIL.

E forse 30/40% e' una percentuale troppo elevata, soprattutto se una parte del debito pubblico e' in mani straniere.

di fatto la germania la sovranità è quasi come se l'avesse, perchè se dovesse andare in difficoltà non avrebbe problemi a far partire un bel QE da mamma BCE

il problema della sovranità monetaria si presenta sicuramente più calzante per tutte le altre economie, fermo restando che non è l'unico fattore che può salvare la situazione in caso di divisione
 
E' evidente che o sei mangiapudding o non mastichi la materia ... OK! :D

La materia e' il mio mestiere.

Uno Stato privo di sovranità monetaria deve essere trattato alla stregua di un'impresa.

Anzi sono stato troppo generoso indicando il 30%.

Nelle imprese solide, con elevato rating, il rapporto debito/ebitda
non dovrebbe superare i 2.

E l'Ebitda degli Stati e' l'avanzo primario.

Quindi il debito pubblico, negli Stati che si indebitano in valuta estera, come sono gli Stati dell'area euro, non dovrebbe superare 2 volte l'avanzo primario.

Multiplo che possiamo portare a 3, o anche a 4, se vogliamo considerare che uno Stato ha sovranità fiscale e moral suasion per convincere gli investitori istituzionali a sottoscrivere debito pubblico.
 
La materia e' il mio mestiere.

Uno Stato privo di sovranità monetaria deve essere trattato alla stregua di un'impresa.

Anzi sono stato troppo generoso indicando il 30%.

Quindi il rapporto debito/Ebitda non dovrebbe superare i 2.

E l'Ebitda degli Stati e' l'avanzo primario.

Quindi il debito pubblico, negli Stati che si indebitano in valuta estera, come sono gli Stati dell'area euro, non dovrebbe superare 2 volte l'avanzo primario.

Multiplo che possiamo portare a 3, o anche a 4, se vogliamo considerare che uno Stato ha sovranità fiscale e moral suasion per convincere gli investitori istituzionali a sottoscrivere debito pubblico.

Ah ... OK ... scusa ... allora è la prima ipotesi! OK!

Grazie ... ciao ... buona Domenica e buon pudding! ;) :D
 
30% per avere la tripla A in assenza di sovranità monetaria.

Mi pare una barzelletta pure se raccontata dagli anglosassoni che sugli unici a meritarsi la serie B con deficit mostruosi ed una proiezione del debito che attualmente non pare certo sotto controllo.

usa e uk hanno creato questa crisi e la stanno facendo pagare all'europa.

La sovranità monetaria è una presa per i fondelli. Sono tutti bravi ad avere rendimenti ridicoli con un deficit fuori contrtollo con una fed che compra due trilioni di dollari.

Fino a quando durerà.

A quel punto non ci saranno fondi salvastati.
 
Ultima modifica:
resta il fatto che la crisi è stata malgestita è che il taglio ennesimo del rating è dovuto per tutti i paesi. dico tutti, quelli dell'area euro.
la cosa inconcepibile è che gli usa con un debito monstre e una economia debole sono stati tagliati sola da S&P. questa mostra la loro coerenza nel vedere il grosso guaio del debito pubblico.

io questo lo vedrei come un monito. l'economia così come è non va. per farla girare si producono debiti immensi che poi la bassa crescita non riesce a far rientrare. è evidente che così non va eppure gli usa continuano imperterriti nel loro cammino
 
30% per avere la tripla A in assenza di sovranità monetaria.

Mi pare una barzelletta pure se raccontata dagli anglosassoni che sugli unici a meritarsi la serie B con deficit mostruosi ed una proiezione del debito che attualmente non pare certo sotto controllo.

usa e uk hanno creato questa crisi e la stanno facendo pagare all'europa.

La vera barzelletta e' l'euro e la BCE.

Qualcuno si e' chiesto come sia possibile che la GB, che ha una situazione economica peggiore della Francia e anche dell'Italia, continui a finanziarsi a tassi risibili?

Secondo Voi i mercati sono impazziti?

Certamente no.

Il motivo e' banale.

E' perché sanno che il debito pubblico GB sara' sicuramente pagato alla scadenza, sia pure con un'emissione di moneta, comunque mascherata.

Mentre oggi chi compra un titolo denominato in euro sa che sara' pagato solo se, quando il suo titolo scade, ci sara' qualcun altro disposto a finanziare quello Stato.
 
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