Cinema - thread libero

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    Staff | FinanzaOnline

Tra i film che ho visto o rivisto recentemente spicca Crash (1996) di David Cronenberg, recentemente riguardato anche da Mereghetti, con aumento del voto da 3 stelle al massimo (4) nel Dizionario. La promozione è meritatissima: eccellente sia come messa in scena che come attori (i quali di per sé, a parte Holly Hunter, non sarebbero niente di speciale), è in equilibrio perfetto tra almeno tre generi diversi: il thriller erotico alla Basic Instinct, molto di moda negli anni '90, il noir metropolitano, ed il film d'autore. Un capolavoro originalissimo e che tiene incollati allo schermo.

Tra gli altri film visti o rivisti segnalo Valanga gialla (1952), un buon film di propaganda bellica (guerra di Corea) alzato molto di livello dalla regia del bravissimo Joseph H Lewis. Inoltre è interessante Microcosmos: il popolo dell'erba (1996), un documentario quasi senza dialogo su insetti ed vari altri piccoli animali dei prati, premiato al Festival di Cannes.

Da ultimo, mi è piaciuto molto il thriller La finestra socchiusa (1949), una specie di incrocio tra La finestra sul cortile e Mamma ho perso l'aereo, con il protagonista bambino interpretato dal bravissimo Bobby Driscoll (quello di L'isola del tesoro ed I racconti dello Zio Tom). La scena con la chiave che viene fatta passare sotto la porta è stata omaggiata in Torso di Sergio Martino, il thriller all'italiana preferito di Quentin Tarantino, all'interno della sequenza capolavoro con la protagonista zoppa nella villa in Umbria.
 
Di recente ho rivisto 3 film d'autore che stra-consiglio.
Il campo di cipolle
Tuta bu
Cane bianco

3 film ovviamente diversissimi ma che ci riportano al cinema di 40 anni fa e alla sua durezza.

Per "Il campo di cipolle" conservo gelosamente la videocassetta Domovideo.
 
Di recente ho rivisto 3 film d'autore che stra-consiglio.
Il campo di cipolle
Tuta bu
Cane bianco

3 film ovviamente diversissimi ma che ci riportano al cinema di 40 anni fa e alla sua durezza.

Per "Il campo di cipolle" conservo gelosamente la videocassetta Domovideo.
Ottimi tutti e tre, hai molto buon gusto in fatto di film OK!

Tuta blu (1978) è l'esordio alla regia di Paul Schrader, uno che, come regista e/o sceneggiatore, di grandi film ne ha fatti veramente tanti, nell'arco di ormai quasi 50 anni. Anche il regista di Cane bianco (1981), Samuel Fuller, ha diretto molti film che meritano di essere visti e rivisti. Secondo me un ottimo punto di partenza è cercare i nomi dei registi sul sito filmtv.it, e poi guardare i film iniziando da quelli con la media voto utenti più alta. Gli utenti di quel sito sono mediamente piuttosto affidabili.

Il campo di cipolle (1979) è tratto da un romanzo di Joseph Wambaugh, un ex poliziotto di Los Angeles che poi divenne scrittore. Dai suoi romanzi, sempre aventi al centro della trama le forze dell'ordine, sono stati tratti tre film, tutti di ottimo livello. Oltre ad Il campo di cipolle, gli altri due sono I ragazzi del coro (1977) di Robert Aldrich, e soprattutto I nuovi centurioni (1972) di Richard Fleischer, molto lodato dal dizionario Mereghetti, e con una grandissima interpretazione di George C. Scott.
 
Ottimi tutti e tre, hai molto buon gusto in fatto di film OK!

Tuta blu (1978) è l'esordio alla regia di Paul Schrader, uno che, come regista e/o sceneggiatore, di grandi film ne ha fatti veramente tanti, nell'arco di ormai quasi 50 anni. Anche il regista di Cane bianco (1981), Samuel Fuller, ha diretto molti film che meritano di essere visti e rivisti. Secondo me un ottimo punto di partenza è cercare i nomi dei registi sul sito filmtv.it, e poi guardare i film iniziando da quelli con la media voto utenti più alta. Gli utenti di quel sito sono mediamente piuttosto affidabili.

Il campo di cipolle (1979) è tratto da un romanzo di Joseph Wambaugh, un ex poliziotto di Los Angeles che poi divenne scrittore. Dai suoi romanzi, sempre aventi al centro della trama le forze dell'ordine, sono stati tratti tre film, tutti di ottimo livello. Oltre ad Il campo di cipolle, gli altri due sono I ragazzi del coro (1977) di Robert Aldrich, e soprattutto I nuovi centurioni (1972) di Richard Fleischer, molto lodato dal dizionario Mereghetti, e con una grandissima interpretazione di George C. Scott.
Grazie, dovrò recuperare gli ultimi 2 film citati, che probabilmente ho visto molti anni fa ma di cui ho un ricordo vago.
 
Ultimamente mi sono appassionato del granfe Michael Powell, di cui ho visto questi film, secondo me tutti bellissimi:

Scala al Paradiso
Duello a Berlino
Narciso Nero
Scarpette Rosse
L'occhio che uccide

Ho visto anche

Un racconto di Canterbury

che però non mi ha esaltato, forse non l'ho capito.
È stato un regista molto prolifico. Sapreste suggerirmi qualche altro titolo, magari della giovinezza? Adoro vedere le prime opere dei maestri, in cui il genio si manifesta in maniera primitiva, senza essere ancora mediato dall'esperienza e dalla tecnica.
 
Ultimamente mi sono appassionato del granfe Michael Powell, di cui ho visto questi film, secondo me tutti bellissimi:

Scala al Paradiso
Duello a Berlino
Narciso Nero
Scarpette Rosse
L'occhio che uccide

Ho visto anche

Un racconto di Canterbury

che però non mi ha esaltato, forse non l'ho capito.
È stato un regista molto prolifico. Sapreste suggerirmi qualche altro titolo, magari della giovinezza? Adoro vedere le prime opere dei maestri, in cui il genio si manifesta in maniera primitiva, senza essere ancora mediato dall'esperienza e dalla tecnica.
Hai scelto bene i film da cui iniziare, sono più o meno i migliori.

Tra i primi film ti consiglio Ai confini del mondo (1937), introvabile in lingua italiana, ma di cui un appassionato ha creato i sottotitoli in italiano qui: The Edge of the World subtitles | 10 subtitles

C'è anche il film online in inglese con sottotitoli in inglese qui: 1937 The Edge of the World (sub EN)

In generale, per i film di Powell secondo me è un ottimo punto di riferimento (anche più del solito!) il dizionario Mereghetti, che nelle ultime edizioni ha sostituito/ampliato diverse schede, e ne ha aggiunto altre dei primi film del regista.
 
Hai scelto bene i film da cui iniziare, sono più o meno i migliori.

Tra i primi film ti consiglio Ai confini del mondo (1937), introvabile in lingua italiana, ma di cui un appassionato ha creato i sottotitoli in italiano qui: The Edge of the World subtitles | 10 subtitles

C'è anche il film online in inglese con sottotitoli in inglese qui: 1937 The Edge of the World (sub EN)

In generale, per i film di Powell secondo me è un ottimo punto di riferimento (anche più del solito!) il dizionario Mereghetti, che nelle ultime edizioni ha sostituito/ampliato diverse schede, e ne ha aggiunto altre dei primi film del regista.
Grazie, lo vedrò al più presto.
Io peraltro parlo e capisco male l'inglese ma lo leggo bene, per cui i sottotitoli in inglese sono perfetti.
Grazie, grazie grazie!
 
Approfitto dell'inaspettata scoperta di questa discussione per domandare se vi è piaciuto un film

Everywhere everything all at once

A me è piaciuto. Forse troppo lungo. Anche pretenzioso, ma la pretenziosità a mio parere è stata mediata perfettamente dall'ironia e da un esilarante aspetto di parodia.
La protagonista, la madre, mi ha fatto schiantare dalle risate.
Non lo ritengo un capolavoro, per carità, ma intrattenimento di ottimo livello, quello si.
 
Tanto per parlare di Cinema: due visioni/revisioni al mese (non di più, che serve materiale per il thread dei fotogrammi quiz).

Per il mese di novembre il top è: Testimone d'accusa (Wilder, 1957), stupendo meccanismo a orologeria in cui verità e falsità si scambiano ripetutamente posizione diventando indistinguibili fino al colpo di scena finale.

Sorpresa del mese è: Cold Fish (Sion Sono, 2010) un'incredibile discesa agli inferi di follia, sesso e violenza cui solo la morte può fornire una sorta di liberazione (forse redenzione).. un altro "The Silence of the Lambs" in salsa orientale dopo il già citato "No mercy".



Si trovano entrambi in rete.
 
Ultimamente mi sono appassionato del granfe Michael Powell, di cui ho visto questi film, secondo me tutti bellissimi:

Scala al Paradiso
Duello a Berlino
Narciso Nero
Scarpette Rosse
L'occhio che uccide

Ho visto anche

Un racconto di Canterbury

che però non mi ha esaltato, forse non l'ho capito.
È stato un regista molto prolifico. Sapreste suggerirmi qualche altro titolo, magari della giovinezza? Adoro vedere le prime opere dei maestri, in cui il genio si manifesta in maniera primitiva, senza essere ancora mediato dall'esperienza e dalla tecnica.
Della sua lunga produzione ... temo di aver visto solo "La battaglia di Rio de La Plata", film di metà anni 50 che ripercorre le vicende che a fine 1939 portarono all'autoaffondamento della corazzata tascabile tedesca Admiral Graf Spee.
 
A metà anni 90, ebbi occasione di vedere 2 film che vorrei richiamare alla vostra memoria.
"Ed Wood", sceneggiato dalla coppia Alexander/Karaszewski con la regia di Tim Burton e "Nel bel mezzo di un gelido inverno" con soggetto/sceneggiatura e regia di Kennet Branagh.
Entrambi in bianco e nero.
Il primo, come dice il titolo, ripercorre la vita e le opere cinematografiche del visionario regista Ed Wood, "accreditato" come "il peggior regista di tutti i tempi" (ma di sicuro qui molti ne sapranno più di me). Nel ruolo di Wood, Johnny Depp ... ma a livello di recitazione l'Oscar come miglior attore non protagonista andò a Martin Landau che interpreta magistralmente la parte di Bela Lugosi, attore all'epoca ormai in disarmo e quasi dimenticato ma ingaggiato da Wood per dare lustro ai suoi film grazie alla sua fama passata (... in una scena del film Ed Wood racconta a un produttore l'intenzione di scritturarlo e si sente rispondere .. "Lugosi" credevo fosse ormai morto!"). Per me magistrale la scena in cui Landau/Lugosi, immerso in un laghetto, per ragioni sceniche si inventa una lotta con una gigantesca piovra di gomma .... a cui deve dare vita con i suoi movimenti convulsi ...
Il secondo invece è una commedia agro/dolce in salsa british. Una raccogliticcia compagnia teatrale (fantastiche le scene delle audizioni) si ripropone di recitare l'Amleto in una sagra natalizia di una comunità montano/rurale.
Nel corso delle prove, fatte in una vecchia chiesa adibita a teatro, vita e finzione si sovrappongono e finiscono per mettere a nudo, con momenti a volte ironici a volte amari, l'articolato "io" e bagaglio di esperienze vissute, che ognuno degli attori (come ogni essere umano) si porta dietro. Originali intermezzi di Joan Collins (all'epoca già storica sex symbol ormai over 50) che si presta a una simpatica presa in giro di se stessa nei panni della volitiva agente dell'organizzatore e capo della compagnia (Michael Maloney, attore shakespeariano presente in altre opere di Branagh)I
P.S. Non ricordo di averli mai visti passare alla tv ... per cui il primo credo di averlo visto una sola volta al cinema ... ma di "Nel bel mezzo di un gelido inverno" posseggo anche la cassetta VHS che a suo tempo ho visionato diverse volte ... e che ora mi spiace di non trovare mai tempo di riesumare.
 
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Approfitto dell'inaspettata scoperta di questa discussione per domandare se vi è piaciuto un film

Everywhere everything all at once

A me è piaciuto. Forse troppo lungo. Anche pretenzioso, ma la pretenziosità a mio parere è stata mediata perfettamente dall'ironia e da un esilarante aspetto di parodia.
La protagonista, la madre, mi ha fatto schiantare dalle risate.
Non lo ritengo un capolavoro, per carità, ma intrattenimento di ottimo livello, quello si.
Non l'ho mai visto. Di film girati da circa il 2000 in poi ne ho guardati pochissimi.

A metà anni 90, ebbi occasione di vedere 2 film che vorrei richiamare alla vostra memoria.
"Ed Wood", sceneggiato dalla coppia Alexander/Karaszewski con la regia di Tim Burton e "Nel bel mezzo di un gelido inverno" con soggetto/sceneggiatura e regia di Kennet Branagh.
Entrambi in bianco e nero.
Il primo, come dice il titolo, ripercorre la vita e le opere cinematografiche del visionario regista Ed Wood, "accreditato" come "il peggior regista di tutti i tempi" (ma di sicuro qui molti ne sapranno più di me). Nel ruolo di Wood, Johnny Depp ... ma a livello di recitazione l'Oscar come miglior attore non protagonista andò a Martin Landau che interpreta magistralmente la parte di Bela Lugosi, attore all'epoca ormai in disarmo e quasi dimenticato ma ingaggiato da Wood per dare lustro ai suoi film grazie alla sua fama passata (... in una scena del film Ed Wood racconta a un produttore l'intenzione di scritturarlo e si sente rispondere .. "Lugosi" crdevo fosse ormai morto!"). Per me magistrale la scena in cui Landau/Lugosi, immerso in un laghetto, per ragioni sceniche si inventa una lotta con una gigantesca piovra di gomma .... a cui deve dare vita con i suoi movimenti convulsi ...
Il secondo invece è una commedia agro/dolce in salsa british. Una raccogliticcia compagnia teatrale (fantastiche le scene delle audizioni) si ripropone di recitare l'Amleto in una sagra natalizia di una comunità montano/rurale.
Nel corso delle prove, fatte in una vecchia chiesa adibita a teatro, vita e finzione si sovrappongono e finiscono per mettere a nudo, con momenti a volte ironici a volte amari, l'articolato "io" e baglio di esperienze vissute, che ognuno degli attori (come ogni essere umano) si porta dietro. Originali intermezzi di Joan Collins (all'epoca già storica sex symbol ormai over 50) che si presta a una simpatica presa in giro di se stessa nei panni della volitiva agente dell'organizzatore e capo della compagnia (Michael Maloney, attore shakespeariano presente in altre opere di Branagh)I
P.S. Non ricordo di averli mai visti passare alla tv ... per cui il primo credo di averlo visto una sola volta al cinema ... ma di "Nel bel mezzo di un gelido inverno" posseggo anche la cassetta VHS che a suo tempo ho visionato diverse volte ... e che ora mi spiace di non trovare mai tempo di riesumare.
Ottimi tutti e due. Su temi simili consiglio anche il corto Il canto del cigno (1992), regia di Kenneth Branagh. Si trova su youtube con sottotitoli in italiano, ed è stato recensito sul Mereghetti nonostanti duri meno poco più di 20 minuti.

Promo di Nel bel mezzo di un gelido inverno dalla pay-tv (anni 90), subito dopo c'è anche quello del sottovalutatissimo Da morire di Gus Van Sant, con Nicole Kidman, Joaquin Phoenix e un piccolo ma importante ruolo per il regista David Cronenberg:
 
Voi quali siti di recensioni di film prediligete, se ne usate?
Fermo restando che, ovviamente, i gusti sono personali e che quindi non può esistere il recensore perfetto per ognuno di noi.
Io di solito mi affido a LongTake. Molto scarno, ma spesso mi ci ritrovo.
 
Voi quali siti di recensioni di film prediligete, se ne usate?
Fermo restando che, ovviamente, i gusti sono personali e che quindi non può esistere il recensore perfetto per ognuno di noi.
Io di solito mi affido a LongTake. Molto scarno, ma spesso mi ci ritrovo.
Secondo me, mediamente le recensioni utenti di FilmTV.it sono piuttosto buone. In particolare consiglio l'utente teaestefano / Baliverna (ha cambiato nick dopo che è rimasto vedovo): competentissimo, oltre 2,5k film recensiti, alcuni dei quali poco noti. Se però piacciono a lui tendono a meritare sicuramente almeno una visione.

Tende come me a preferire film non recentissimi, e non ha particolari preferenze tra un genere e l'altro. Ad esempio, tra quelli che gli sono piaciuti molto ci sono film tra loro diversissimi come Uragano (1937), Roma ore 11 (1952), L'incubo di Janet Lind (1963) e Tre amici le mogli e affettuosamente le altre (1974).

teaestefano | FilmTV.it
Baliverna | FilmTV.it
 
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Qualcuno ha visto Perfect Days di Wim Wenders?
 
Qualcuno ha visto Perfect Days di Wim Wenders?
Personalmente no. Ma alcuni giorni fa ne ho letto la sinossi e mi piacerebbe visionarlo.
P.S.
Per restare a film dello scorso anno, l'altra sera ho voluto vedere "Hai mai avuto paura?", un recente horror italiano di semi-atmosfera che romanza in maniera piuttosto alternativa la vita della famiglia Leopardi nel primo ventennio dell'800.
Il film risulta liberamente tratto (direi molto liberamente data la differente piega impressa al film) da un romanzo del 1990 di Michele Mari: "Io venia pien d'angoscia a rimirarti", all'epoca vincitore del premio Campiello.
Ora, al film accreditano il voler sottolineare alcuni passaggi fondamentali della vita che traghettano dall'infanzia all'adolescenza ... ma personalmente non ho trovato particolarmente pregnante questo aspetto. Direi anzi che il film il si perde alla ricerca di significati metafisici evocativi quando avrebbe invece potuto fare maggiormente centro concentrandosi sul mero filo rosso di una storia di maledizioni.
Insomma la mia impressione è si si sia voluto fare il passo più lungo della gamba e forse una maggiore aderenza al testo scritto avrebbe partorito un risultato migliore.
 
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