Citazione di David Boaz da scolpire nella pietra

soprattuto i più ricchi e potenti che vogliono lo stato e che dello stato si servono

Io questo l'ho capito. Ed è anche per questo che voglio evitare di servirli tramite lo stato.
Tu forse invece sei ancora un po' confuso.
 
Io questo l'ho capito. Ed è anche per questo che voglio evitare di servirli tramite lo stato.
Tu forse invece sei ancora un po' confuso.


no, è lei che è parecchio confuso, io mi riferivo in particolare al vostro fantastico modello , gli stati uniti; nelle cosidette democrazie europee socialiste ( non l'italia, quelle più anord) lo stato viene utilizzato in buona parte per sostenere persone non ricche
 
Quindi se negli Usa lo stato si mette a fare i comodi di qualche privato, contravvenendo ad ogni principio liberale, allora questo è un fallimento del liberalismo?

La logica, questa sconosciuta.

Cosa vuole che le dica? (visto che da del lei, mi adeguo)
Che è meglio regalare i soldi pubblici ai bisognosi piuttosto che a quelli che mafieggiano meglio? Non ho alcun problema ad essere d'accordo, ma non è questo l'oggetto della discussione.
 
Quindi se negli Usa lo stato si mette a fare i comodi di qualche privato, contravvenendo ad ogni principio liberale, allora questo è un fallimento del liberalismo?

La logica, questa sconosciuta.

Cosa vuole che le dica? (visto che da del lei, mi adeguo)
Che è meglio regalare i soldi pubblici ai bisognosi piuttosto che a quelli che mafieggiano meglio? Non ho alcun problema ad essere d'accordo, ma non è questo l'oggetto della discussione.

non è il fallimento del liberismo? non lo sò, ce lo dica lei; ci dica lei allora quale sarebbe l'esempio reale da seguire e da imitare , visto che gli stati uniti no vanno bene

oggetto della discussione è la corruzione che dovrebbe comportare il sistema statale; ma il livello di corruzione, varia "moltissimo" da stato a stato e quindi , la affermazione iniziale , è sbagliata
 
non è il fallimento del liberismo? non lo sò, ce lo dica lei; ci dica lei allora quale sarebbe l'esempio reale da seguire e da imitare , visto che gli stati uniti no vanno bene

oggetto della discussione è la corruzione che dovrebbe comportare il sistema statale; ma il livello di corruzione, varia "moltissimo" da stato a stato e quindi , la affermazione iniziale , è sbagliata

quindi quando la Schiavone (a proposito lo sapete che hanno vinto
in Australia le nostre donne della Fed Cup) perde
ha perso l'Italia (tennistica) e non la Schiavone ..:mmmm:
non fallisce il liberismo..semmai falliscono i libertari..
 
quindi quando la Schiavone (a proposito lo sapete che hanno vinto
in Australia le nostre donne della Fed Cup) perde
ha perso l'Italia (tennistica) e non la Schiavone ..:mmmm:
non fallisce il liberismo..semmai falliscono i libertari..

la giri un pò come le pare,stà di fatto che al momento, i vostri sogni liberisti, libertari, antiwelfare,pare che non vengano applicati molto; ci sarà un perchè
 
la giri un pò come le pare,stà di fatto che al momento, i vostri sogni liberisti, libertari, antiwelfare,pare che non vengano applicati molto; ci sarà un perchè

Sì, c'è un perchè.

Ed è scritto anche in questa frase:
il potere di imporre alle persone come vivere la propria vita o di trasferire il denaro da chi lo guadagna ad altri

I politici hanno tutti gli incentivi a comportarsi in questo modo.
Il loro potere dipende da quanta ricchezza intermediano.
Quindi è del tutto ovvio e naturale vederli sempre espandere il proprio potere, i soldi che gestiscono, le spese e le tasse.
Aumenta il loro benessere. Non c'è nulla di cui stupirsi. Lo fanno da sempre.
Ma il nostro benessere invece diminuisce.

Sta a noi limitarli, ma se "noi" la pensiamo come lei, stiamo freschi. Freschissimi direi.

Consiglio lettura di questo libro, per farsi un'idea:
Democrazia: il dio che ha fallito - Hoppe Hans-Hermann - Libro - IBS - Liberilibri - Oche del Campidoglio
 
non è il fallimento del liberismo? non lo sò, ce lo dica lei; ci dica lei allora quale sarebbe l'esempio reale da seguire e da imitare , visto che gli stati uniti no vanno bene

No, non è il fallimento del liberismo.
Il liberismo non prevede che si sovvenzionino gli amici più influenti.
Il liberismo prevede che lo stato non abbia il potere di sovvenzionare gli amici più influenti, e che quindi tali amici non perdano tempo cercando di ottenere questi favori.
 
il liberismo puro, applicato cosi' come teorizzato non tiene conto dell'effetto di convergenza verso il gigantismo delle imprese, se dapprima fonda la sua base sulla libera concorrenza, appena alcune aziende prendono il sopravvento sulle altre si ingigantiscono diventando esse stesse l'essenza dell'oligopolio

senza un intervento riequilibratore, addio concorrenza...il lberismo integtralista puo' solo portare ad una sorta di feudalesimo capitalistico dove poche macroaziende detengono il mercato e rimane spazio esclusivamente per fornitori angariati, in tale condizione al consumatore non resta che il ruolo di servo della gleba

inoltre il liberismo ha un altro grande difetto di base: pone l'attivita' economica come unico fine e non come il mezzo per ottenere una societa' vivibile a misura dei suoi componenti, valori come cultura, ricerca pura, welfare, sicurezza sociale, evoluzione culturale, volontariato, solidarieta’ e crescita filosofica sono fattori che determinano il benessere delle societa' tanto quanto la disponibilita' di ricchezze, forse di piu' e tali attivita', notoriamente non molto remunerative non possono essere governate dai principi liberisti ma appartengono piu' ad un sistema di comunione cooperativa


pero' perche' si deve sempre essere cosi' integralisti e non si puo' pensare a sistemi misti che prendano dalla esperienze comuniste e liberiste il meglio, per poi fonderlo in un sistema equo

mi spiace ma non vedo applicabili i principi liberisti ad esempio alla gestione dell'acqua potabile, tanto quanto non trovo giusto applicare il socialismo nella gestione aziendale
 
Sì, c'è un perchè.

Ed è scritto anche in questa frase:
il potere di imporre alle persone come vivere la propria vita o di trasferire il denaro da chi lo guadagna ad altri

I politici hanno tutti gli incentivi a comportarsi in questo modo.
Il loro potere dipende da quanta ricchezza intermediano.
Quindi è del tutto ovvio e naturale vederli sempre espandere il proprio potere, i soldi che gestiscono, le spese e le tasse.
Aumenta il loro benessere. Non c'è nulla di cui stupirsi. Lo fanno da sempre.
Ma il nostro benessere invece diminuisce.

Sta a noi limitarli, ma se "noi" la pensiamo come lei, stiamo freschi. Freschissimi direi.

Consiglio lettura di questo libro, per farsi un'idea:
Democrazia: il dio che ha fallito - Hoppe Hans-Hermann - Libro - IBS - Liberilibri - Oche del Campidoglio

l'applicazione del liberismo integralista non e' l'unica strada per diminuire le risorse ed il potere degli stati ...ci sono anche altre vie
 
Non sono d'accordo su alcune cose (che ci fosse minore evasione, ad esempio, o minore pressione fiscale, se vuoi ne parliamo con dei dati), ma sono d'accordo che nel complesso l'italia degli anni '90 non fosse più liberale di adesso.
Statalista in modo simile, direi.
Il paese soffre di tanti problemi, certamente, ma per me lo statalismo è quello più cogente.

Negli primi anni 90 l'evasione era in linea con quella che abbiamo adesso, a metà anni si ridusse per poi ritornare su valori poco al di sotto degli odierni, questo è quello che ricordo.
Io comunque mi riferivo a metà anni '90.

Se diciamo che negli anni '90 eravamo statalisti in misura simile ad oggi, allora non si capisce dove siano quei meccanismi "liberali" che sarebbero stati introdotti.
Sono stati introdotti in misura infima, e per altri versi si è invece fatto un passo indietro.

E' quello che intendo, da una parte si è dato e dall'altra si è tolto.

D'altronde è anche il ritornello che sentiamo tutti i giorni: sono 15-20 anni che aspettiamo la "rivoluzione liberale", che però non si è vista neanche dipinta, ed anzi spesa ed entrate del settore pubblico sono sempre in ottima forma.

Beh te ne dico due, mercato del lavoro e privatizzazioni da un lato :)

Una misura classificabile come liberale che si è vista è quella di aver reso più flessibile il mkt del lavoro. E qui, anche se non è tutto oro quel che luccica, i risultati si sono visti: rispetto agli anni '90 la disoccupazione è diminuita, e non di poco. In parte sarà semplicemente nero emerso (sarebbe comunque una cosa positiva), in parte no, ma è successo questo:
18f3d2d60151a98e7e6af03250b4c105.jpeg

Per me invece si è assistito oltre che ad emersione di un pò di nero, anche di aumento di contratti di lavoro e non di occupazione, e/o boom di alcuni settori che sono andati in bolla (infatti il livello di occupazione sta ritornando a quella che era una volta)
Del tipo se prima erano 100 a lavorare 8 ore, adesso sono 50 a lavorare 4,1 ora:D ma gli occupati in definita son quelli di prima.
Quello che è cambiata è la flessibilità e paga del dipendente e quindi il costo dell'azienda.

Una cosa da dire riguarda la pressione fiscale. Allontanati un attimo come punto di vista, e nota che negli anni '80, quando crescevamo discretamente, le entrate totali dello stato erano inferiori al 40% del Pil (non ho sottomano la pressione fiscale, ma come proxy accontentiamoci).
Tra l'89 ed il '92 c'è stato un salto non da poco, che ci ha portati al 45% del pil (con nel '97 una punta quasi al 48%) valore da cui non ci siamo mai schiodati, in sostanza. Anzi.
Ora, sarà anche questo un caso, ma è più o meno da allora che abbiamo smesso di crescere. E' da metà anni '90 che le cose non vanno.
E non posso pensare che le pretese vampiresche dello stato siano incolpevoli di questa situazione: una priorità è quella di ridurre tali pretese e di lasciar libero di respirare il sistema economico.
Ovviamente non in deficit come negli anni '80, ma contenendo proporzionalmente la spesa. Che invece è aumentata di 6 punti (uscite tot. da 46.2% a 52.5%) tra 2000 e 2009.
Anche il pareggio di bilancio è caro ai liberali, da sempre.

Condivido quel che dici, ma tu semplicisticamente bolli questo solo come statalismo invece è molto di più.


Per non parlare del peso dello stato negli anni '50 e '60.
Perchè tutti sono sempre lì a dire che allora c'era il boom, che si cresceva tanto, che della crescita beneficiavano larghissimi strati della popolazione, però non si va neanche a vedere quali erano le "regole del gioco" a quei tempi.

Bravo! Quanta "economia" gestiva lo stato in quegli anni? Così trovi la risposta.

Ma no, perchè. Siamo sempre qui a parlare di Svezia e Germania.
Anche queste, però, negli ultimi anni si sono rese conto che un certo tipo di statalismo non è sopportabile e qualcosina in senso liberale per aiutare la crescita l'hanno fatta.
Anche la Germania, ad esempio, come dicevo in un altro 3d ha ridotto un po' i costi della pa, ultimamente ha introdotto il pareggio di bilancio, e simili.

Perchè non sono paesi guidati da ideologizzati o persone in mala fede (nella maggioranza) e quindi si accorgono che devono ricalibrare alcuni parametri della loro economia, c'è chi lo farà in modo positivo e chi in negativo.
Avviene anche in USA ma non hanno una buona scuola per farlo, son troppo ideologizzati.
Kasparek è normalissimo che ciò avvenga, è sempre accaduto.

Comunque ripeto quanto già detto: i paesi tendenzialmente liberali sono generalmente prosperi un po' in tutto il mondo. Non mi pare si possa dire lo stesso dei paesi socialdemocratici o molto statalisti in generale.

L'Europa è nè più nè meno socialista con un giusto mix di liberismo e con alcune eccezioni, non mi sembra sia un cattivo esempio, anzi.
I paesi liberisti quali sono? Svizzera, Hong Kong, Singapore, San Marino, Lussemburgo, Isole Cayman? No dimmi.

A me pare invece che nei paesi tendenzialmente liberali lo sviluppo interessi la gran parte della popolazione, che beneficia della libertà (perchè io non metto mai questo aspetto "morale" in subordine, essendo noi persone e non ingranaggi) e dell'accresciuto benessere economico.

Fammi un elenco di paesi liberali in Europa per capire la diversa interpretazione che ne diamo.

Sì, fallisce il meno efficiente, ma non vuol dire che dovrà andare all'inferno.

Ci mancherebbe, non siamo nel 1500 e qualcosa nella teoria liberista per fortuna è cambiato, ma definire una società progredita se a 100 mt dalla ricchezza vi è la miseria è follia.

Per stare alla tua immagine, in un sistema liberale l'albero avrà un proprietario che avrà tutto l'interesse a mantenerlo in vita in salute. Come fa qualsiasi persona di buon senso.
Lo abbatterà solo se l'alberò è oggetto di una concessione statale studiata male.

Se l'albero è ritenuto di valore ZERO dalla società, o se l'albero è detenuto da un inetto che lo regala o lo vende, allora si, può essere abbattutto ed in questo ci rimette la società per un fine del singolo.

Una certa gestione della moneta, e quindi della finanza, sicuramente non è stata liberista.
Non per condannarla col senno di poi, ma perchè i maggiori esponenti liberisti, indipendentemente dalla scuola, hanno sempre (cioè da prima) raccomandato di fare molto molto diversamente.

Quindi se un'economia liberista può essere bucata da privati per invertire gli interessi della società (nello statalismo sono i privati che si fanno pubblici per i loro fini) è anch'essa fallibile alla stregua di un'economia statalista?

Quindi questo per me è un esempio di come la pianificazione statale non funziona, e di certo non una manifestazione di fallimento del liberismo.

Di certo non è una vittoria, se è cambiato qualcosa è perchè quel qualcosa non era più sostenibile.
 
il liberismo puro, applicato cosi' come teorizzato non tiene conto dell'effetto di convergenza verso il gigantismo delle imprese, se dapprima fonda la sua base sulla libera concorrenza, appena alcune aziende prendono il sopravvento sulle altre si ingigantiscono diventando esse stesse l'essenza dell'oligopolio

senza un intervento riequilibratore, addio concorrenza...il lberismo integtralista puo' solo portare ad una sorta di feudalesimo capitalistico dove poche macroaziende detengono il mercato e rimane spazio esclusivamente per fornitori angariati, in tale condizione al consumatore non resta che il ruolo di servo della gleba

inoltre il liberismo ha un altro grande difetto di base: pone l'attivita' economica come unico fine e non come il mezzo per ottenere una societa' vivibile a misura dei suoi componenti, valori come cultura, ricerca pura, welfare, sicurezza sociale, evoluzione culturale, volontariato, solidarieta’ e crescita filosofica sono fattori che determinano il benessere delle societa' tanto quanto la disponibilita' di ricchezze, forse di piu' e tali attivita', notoriamente non molto remunerative non possono essere governate dai principi liberisti ma appartengono piu' ad un sistema di comunione cooperativa


pero' perche' si deve sempre essere cosi' integralisti e non si puo' pensare a sistemi misti che prendano dalla esperienze comuniste e liberiste il meglio, per poi fonderlo in un sistema equo

mi spiace ma non vedo applicabili i principi liberisti ad esempio alla gestione dell'acqua potabile, tanto quanto non trovo giusto applicare il socialismo nella gestione aziendale

:yes:
ottimo intervento !

sarebbe interessante sviluppare il dibattito sul perchè: perche' si deve sempre essere cosi' integralisti e non si puo' pensare a sistemi misti che prendano dalla esperienze comuniste e liberiste il meglio, per poi fonderlo in un sistema equo
 
...cut...

Quindi se un'economia liberista può essere bucata da privati per invertire gli interessi della società (nello statalismo sono i privati che si fanno pubblici per i loro fini) è anch'essa fallibile alla stregua di un'economia statalista?

...cut...

---> si ricade sempre nello stesso errore: per poter affermare che nell'economia di uno Stato vi siano (almeno) elementi realmente liberisti, lo Stato stesso deve essere arbitro super partes rispetto agli agenti che agiscono nell'economia; quindi il liberismo e' impedito all'origine se:
1) lo Stato e' esso stesso un agente (magari con una % notevole) nel gioco economico e senza opportuni limiti al suo operare (concorrenza falsata);
2) se impone il suo controllo in modo parziale con leggi di parte e/o non garantendo la legalita' del gioco economico (mancanza di concorrenza tra gli agenti).
Nel caso prospettato di uno Stato la cui supervisione e' stata catturata da un numero limitato di agenti, non siamo piu' in presenza di uno Stato definibile come liberista ma piuttosto di uno Stato autoritario e/o monopolista.
Come gia' spiegato da kasparek, il liberismo non e' una etichetta che si possa appiccicare o meno: o c'e' oppure non c'e'...
 
Ultima modifica:
---> si ricade sempre nello stesso errore: per poter dire che nell'economia di uno Stato vi siano (almeno) elementi realmente liberisti, lo Stato stesso deve essere arbitro super partes rispetto agli agenti che agiscono nell'economia; quindi il liberismo e' impedito all'origine se:
1) lo Stato e' esso stesso un agente (magari con una % notevole) nel gioco economico;
2) se impone il suo controllo in modo parziale con leggi di parte e/o non garantendo la legalita' del gioco economico.
Nel caso prospettato di uno Stato la cui supervisione e' stata catturata da un numero limitato di agenti, non siamo piu' in presenza di uno Stato definibile come liberista ma piuttosto di uno Stato autoritario e/o monopolista.
Come gia' spiegato da kasparek, liberismo non e' una etichetta che si possa appiccicare o meno: o c'e' oppure non c'e'...

Perdonami Kimo, ma se qualche anno fa lo definivate liberista io seguo il vostro parere.
Siete voi che avete "appiccicato" l'etichetta poi è successo qualcosa ed è cambiato, altrimenti pensi che qui sia pieno di grulli, siete dei furbetti prima lanciate il sasso e poi nascondete la mano....:D:D

Se uno stato che è liberista e poi dopo non è più liberista (cit. kimo), cosa vuol dire? che significa?
 
Perdonami Kimo, ma se qualche anno fa lo definivate liberista io seguo il vostro parere.
Siete voi che avete "appiccicato" l'etichetta poi è successo qualcosa ed è cambiato, altrimenti pensi che qui sia pieno di grulli, siete dei furbetti prima lanciate il sasso e poi nascondete la mano....:D:D

Se uno stato che è liberista e poi dopo non è più liberista (cit. kimo), cosa vuol dire? che significa?

---> dotto', io ho quotato un tuo intervento sull'italia e quindi sto trattando il caso italia e non altri...pf non sfarfalliamo sempre e rimaniamo sul paese in oggetto...questo e' uno dei pb del multi-quoting
 
: perche' si deve sempre essere cosi' integralisti e non si puo' pensare a sistemi misti che prendano dalla esperienze comuniste e liberiste il meglio, per poi fonderlo in un sistema equo

perche' i sistemi misti si avvitano da soli e portano sempre o ad un socialismo estremo o addirittura al comunismo
 
Per me invece si è assistito oltre che ad emersione di un pò di nero, anche di aumento di contratti di lavoro e non di occupazione, e/o boom di alcuni settori che sono andati in bolla (infatti il livello di occupazione sta ritornando a quella che era una volta)
Del tipo se prima erano 100 a lavorare 8 ore, adesso sono 50 a lavorare 4,1 ora:D ma gli occupati in definita son quelli di prima.
Quello che è cambiata è la flessibilità e paga del dipendente e quindi il costo dell'azienda.

Uhm, non direi. Ora non ho sotto mano i dati, ma sono abbastanza sicuro che il numero di ore lavorate sia cresciuto.
Poi è vero che oggi ci sono problemi occupazionali, però per 10 anni le cose sono andate meglio. Anche con la disoccupazione di oggi, inoltre, siamo sempre sotto i livelli degli anni '90.
Ecco, le modifiche al mkt del lavoro hanno fatto quanto richiesto.
Ovviamente ora c'è il problema che si guadagna troppo poco, che però dipende da altro e non dal mkt del lavoro ingessato.


Bravo! Quanta "economia" gestiva lo stato in quegli anni? Così trovi la risposta.

Posso risponderti con questo grafico?
La questione è macroscopica.

Image22.gif


Quindi se un'economia liberista può essere bucata da privati per invertire gli interessi della società (nello statalismo sono i privati che si fanno pubblici per i loro fini) è anch'essa fallibile alla stregua di un'economia statalista?

Come ti ha risposto Kimo, se un'economia liberista è "bucata" da privati che si mettono a fare gli affari loro allora non è più liberista.
Questo forse è un equivoco degli ultimi decenni, in cui in tanto hanno creduto che liberismo=business.
Il liberismo è pro business, ci mancherebbe, ma non vuol dire affatto essere governati dai ceo. Anzi, vuol dire una cosa totalmente diversa. Vuol dire avere un arbitro super partes, discreto e poco invasivo, ma assolutamente estraneo agli interessi in gioco.
Quindi se gli usa si ritrovano gli uomini di gs nei ministeri a regalare soldi a gs NON siamo in presenza di liberismo, ma di una cosa completamente diversa.

Questa commistione tra stato, quindi arbitro, e privato, quindi giocatori, non si ha solo quando lo stato si mette a fare impresa, ma anche quando l'impresa si mette a fare lo stato (prego astenersi da qualsivoglia commento politico nostrano per non far degenerare la discussione su di un diverso piano).
 
perche' si deve sempre essere cosi' integralisti e non si puo' pensare a sistemi misti che prendano dalla esperienze comuniste e liberiste il meglio, per poi fonderlo in un sistema equo

Innanzi tutto mi dovresti spiegare cosa di buono ha prodotto il comunismo, prima di volerne prendere alcuni pezzi.
Prodotto, non auspicato.

Poi io, al di là di tutti i discorsi che faccio, non sono affatto "integralista" come volete dipingermi (magari con la complicità di quello che dico).
Volete aiutare i poveri? Va bene. Anche se faccio sempre fatica a capire perchè volete aiutarli coi soldi degli altri e non con i vostri. Io se voglio aiutare economicamente i poveri apro il portafogli e faccio qualcosa, non dico di tassare qualcun altro.
Volete avere la sanità più o meno garantita a tutti? Ed anche la scuola? Va bene.
Mi sta tutto bene, ma ci vogliono dei LIMITI, e tutte queste cose le si possono fare nella misura in cui non uccidono il sistema economico e non privano le persone della libertà di cercare di realizzarsi nella vita.
Altrimenti, a parte quest'ultimo aspetto, sono più i poveri prodotti di quelli aiutati, e sono più i servizi sanitari e scolastici che la gente non si può comprare da sola di quelli che lo stato le fornisce.
 
Uhm, non direi. Ora non ho sotto mano i dati, ma sono abbastanza sicuro che il numero di ore lavorate sia cresciuto.
Poi è vero che oggi ci sono problemi occupazionali, però per 10 anni le cose sono andate meglio. Anche con la disoccupazione di oggi, inoltre, siamo sempre sotto i livelli degli anni '90.
Ecco, le modifiche al mkt del lavoro hanno fatto quanto richiesto.
Ovviamente ora c'è il problema che si guadagna troppo poco, che però dipende da altro e non dal mkt del lavoro ingessato.

Neanche io ho voglia di prenderti i dati e quindi non posso confutare la mia tesi, ma sono d'accordo con te sul fatto che serviva una riforma solo che a mio avviso siamo andati ad erodere il reddito del dipendente per un vantaggio aziendale.
va beh, ma questa è un'altra storia.


Posso risponderti con questo grafico?
La questione è macroscopica.

Image22.gif

O fingi di non capire o non mi sono spiegato :D
Non ho detto quanto si spendeva, ma quanto gestiva dell'economia lo stato.
In sostanza quanto era pubblico.

Quindi se gli usa si ritrovano gli uomini di gs nei ministeri a regalare soldi a gs NON siamo in presenza di liberismo, ma di una cosa completamente diversa.

Non riesco ancora a capire come si possa definire un giorno liberista uno stato e poi quando fa più comodo rinnegare l'idea che ci si era fatti.
Troppo comodo.
Per me non può esistere uno stato liberista e quindi concordo che gli USA non erano a marchio DOP certificati 100%.
Ok, diciamo che avete preso un abbaglio :yes::clap::clap:

Questa commistione tra stato, quindi arbitro, e privato, quindi giocatori, non si ha solo quando lo stato si mette a fare impresa, ma anche quando l'impresa si mette a fare lo stato (prego astenersi da qualsivoglia commento politico nostrano per non far degenerare la discussione su di un diverso piano).

Kasparek ciò che non volete capire che la corruzione (a pari "qualità" delle persone che formano la società) che vedi nel pubblico è quella derivante dal privato, e non è che liberalizzando a go go l'economia fai sparire inefficienze o corruttele varie, quelle permangono (perchè gli attori sono gli stessi) ed anzi faranno avvizzire prima una società avendo uno stato meno forte.
 
O fingi di non capire o non mi sono spiegato :D
Non ho detto quanto si spendeva, ma quanto gestiva dell'economia lo stato.
In sostanza quanto era pubblico.

Te lo dice quel grafico "quanta" ricchezza viene intermediata dal pubblico, e quindi gestita dallo stato.
Negli anni '50-'60 lo stato spendeva il 25-30% del pil. Quindi "sceglieva" la destinazione del 25-30% della ricchezza prodotta. Il resto era gestito ed allocato dal privato.
Dagli anni '90 siamo intorno al 45-50% del pil.
Cioè su ogni 10 euri di ricchezza prodotta, lo stato decide dove metterne 5, lasciando al privato solo gli altri 5.

Questa non è "economia gestita dallo stato"?
Come altro vorresti misurarla?

Non riesco ancora a capire come si possa definire un giorno liberista uno stato e poi quando fa più comodo rinnegare l'idea che ci si era fatti.
Troppo comodo.
Per me non può esistere uno stato liberista e quindi concordo che gli USA non erano a marchio DOP certificati 100%.
Ok, diciamo che avete preso un abbaglio :yes::clap::clap:

Gli Usa sono discretamente "liberi". Ciò non vuol dire che lo siano al 100%.
Se un giorno arriva come ministro uno di gs e regala soldi a gs, è evidente che sono meno liberisti. Ed è altrettanto vero che se costui regala soldi ai suoi amici non è colpa del liberismo, ma di ciò che non è liberista!

Siamo al paradosso: se in un sistema discretamente libero arriva un pianificatore a fare disastri, poi la colpa è del liberismo. Per cortesia.

L'altro esempio abnorme è quello della politica monetaria.
Si inserisce in un sistema discretamente libero, ma consiste in un sistema di pianificazione statale e centralista degno dei soviet.
Assorbe e rialloca risorse in modo enorme, distorce prezzi, altera mercati, crea azzardo morale.
Ebbene, quando tutto ciò produce -ovviamente- qualche disastro, allora è colpa del liberismo?

Eh no, la colpa è di chi gioca a fare l'ingegnere sociale, che è il contrario del liberismo, e non del contesto discretamente libero su cui l'ingegnere sociale opera.


Kasparek ciò che non volete capire che la corruzione (a pari "qualità" delle persone che formano la società) che vedi nel pubblico è quella derivante dal privato, e non è che liberalizzando a go go l'economia fai sparire inefficienze o corruttele varie, quelle permangono (perchè gli attori sono gli stessi) ed anzi faranno avvizzire prima una società avendo uno stato meno forte.

In linea di massima invece diminuiscono.
Che interesse ha l'operatore pubblico ad essere efficiente se non i suoi principi morali?
L'operatore privato ha interessi materiali nell'essere efficiente; gli stessi interessi materiali che ha l'operatore pubblico nel farsi gli affari suoi.

Non giriamoci attorno: la corruzione nel pubblico può anche essere endemica, nel privato non mi pare proprio, perchè diversi sono gli interessi in gioco.
 
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