Citazione di David Boaz da scolpire nella pietra

No. Perché anche la corruzione è soggetta a concorrenza. Mi conviene andare in un'azienda che mi offre più possibilità di rubare. Più sono bravo, più ho possibilità di scelta e mi orienterò verso l'azienda che mi consente di lucrare ampi extra.

Ma noooo questo non esiste assolutamente
 
Noto che nella discussione si stia delineando un conflitto costruttivo OK!
e non solo una difesa ideologica per partito preso
inoltre la butto li, un rapporto di forze tra liberismo e regolamentazione andrebbe rivisto anche considerando i vari livelli dell'attività economica,
dalle attività individuali passando per la piccola media impresa per arrivare ai colossi energetici finanziari o alle aziende di interesse pubblico
per esempio oggi assistiamo ad un predominio contrattuale politico dei grandi gruppi rispetto alle pmi, un anomalia che distorce pure una visione di partecipazione democratica alle scelte economiche di una società
liberismo si o no quando fa comodo e solo a chi fa comodo ?
liberismo vero con rispettiva responsabilità o to big to fall ?

Ma guarda, Rostron, che il liberalismo si fonda sulla regolamentazione.
E' una barzelletta di chi non lo conosce l'ipotesi del cosiddetto liberismo selvaggio senza regole e senza doveri.

La risposta a tutti i tuoi dubbi sta unicamente nel ruolo di servizio e non di potere dei necessari controllori cui è delegato il compito di far applicare le regole di convivenza o, in economia, del mercato.
Quanto siamo soliti denominare Stato di diritto in una democrazia liberale.
 
Sì, invece.
Il ragionamento di Gekko è ineccepibile.
L'homo economicus sarà di per sè ugualmente corruttibile, ma il contesto in cui lo metti cambia la situazione.
Avrai un contesto con incentivi economici a non avere questa corruzione, ed un contesto sostanzialmente indifferente (economicamente parlando) all'averla o meno.
Dove ci sono le maggiori possibilità di rubare? Dove economicamente, se rubi o no, per gli altri cambia poco o niente.

Un momento, il rubare o il non rubare è prima di tutto un fatto culturale.

Poi, certe distorsioni sociali possono favorire o nei casi estremi indurre alla corruzione.

Però nell'attuale contesto italiano inizio XXI secolo nelle aziende si ruba tantissimo perché questa è la mentalità dominante.

Ora, il caso immaginato da Gekko è quello di un'azienda, o meglio, dei capi di un'azienda che fanno il seguente ragionamento: impediamo alle varie figure aziendali di rubare e, grazie ai soldi risparmiati, l'azienda è più concorrenziale.

Ma questo equivale ad abbassare le entrate di molti dipendenti e dirigenti. L'azienda quindi finisce con il perdere competitività. A meno che gli stipendi vengono corretti tenendo conto del fatto che l'entrata da corruzione si è bloccata.

Vantaggi per l'azienda? Sicuramente ci sono, perché si rinuncerebbe a molte spese inutili.

Si tratta però di un discorso molto astratto, perché comunque non c'è possibilità di effettiva verifica che non si rubi. (Un esempio: un PM preme per fare una certa ricerca di mercato. La ricerca è davvero utile? O serve a intascare la busta da parte della società esterna che fornisce il servizio? E' probabile una risposta affermativa ad entrambi i quesiti. Ma le la ricerca devi comunque farla, come fai ad evitare i costi legati alla corruzione?)
 
Questo mi sta benissimo.
Il problema è aver creato un sistema di paracadute che li riparasse dagli effetti dei loro errori, come puntualmente è avvenuto.
Ed anche aver manipolato i prezzi in questo modo osceno, che non è cosa secondaria, perchè senza tale instabilità dei prezzi non sarebbe stato creato il castello prima nè sarebbe crollato dopo.

Intendo dire: sono capace anch'io, ad esempio, a vendere protezione senza avere le spalle coperte, intascarmi i premi, e poi se le cose vanno male paga Pantalone..

Beh, su questo mi trovi d'accordo.

Anche il TARP, alla fine, è stata una porcheria immane, un'ingiustizia ai danni dei cittadini gigantesca, che se mi trovo davanti uno di quei tipi della "meritocrazia" anglosassone e Stelle e Strisce me lo mangio.
 
Un momento, il rubare o il non rubare è prima di tutto un fatto culturale.

Poi, certe distorsioni sociali possono favorire o nei casi estremi indurre alla corruzione.

Però nell'attuale contesto italiano inizio XXI secolo nelle aziende si ruba tantissimo perché questa è la mentalità dominante.

Ora, il caso immaginato da Gekko è quello di un'azienda, o meglio, dei capi di un'azienda che fanno il seguente ragionamento: impediamo alle varie figure aziendali di rubare e, grazie ai soldi risparmiati, l'azienda è più concorrenziale.

Ma questo equivale ad abbassare le entrate di molti dipendenti e dirigenti. L'azienda quindi finisce con il perdere competitività. A meno che gli stipendi vengono corretti tenendo conto del fatto che l'entrata da corruzione si è bloccata.

Vantaggi per l'azienda? Sicuramente ci sono, perché si rinuncerebbe a molte spese inutili.

Si tratta però di un discorso molto astratto, perché comunque non c'è possibilità di effettiva verifica che non si rubi. (Un esempio: un PM preme per fare una certa ricerca di mercato. La ricerca è davvero utile? O serve a intascare la busta da parte della società esterna che fornisce il servizio? E' probabile una risposta affermativa ad entrambi i quesiti. Ma le la ricerca devi comunque farla, come fai ad evitare i costi legati alla corruzione?)


Vabbè no...magari nel breve periodo le entrate saranno minori, ma nel medio-lungo un'azienda non corrotta andrà meglio di una invece corrotta. Prendiamo l'esempio della ricerca: se quella ricerca è inutile, io è vero che mi prenderò una parcella, però l'azienda per farla spenderà soldi e perderà tempo. Se è inutile, avrà poi un altro svantaggio, ovvero quello dato dalle ricerche utili fatte dalle aziende concorrenti che faranno rimanere indietro la nostra azienda corrotta.

Se io poi al posto di assumere un ottimo amministratore, ci metto mio cugino ******, perderò quel contributo potenziale dell'ottimo amministratore che mi avrebbe fatto fare il salto di qualità (e quindi guadagnare) per invece acquisire un parente che, oltre a nn farmi fare quel salto, devo pure pagare (perdendoci).
Su questo basavo il mio ragionamento.
 
Ma guarda, Rostron, che il liberalismo si fonda sulla regolamentazione.
E' una barzelletta di chi non lo conosce l'ipotesi del cosiddetto liberismo selvaggio senza regole e senza doveri.

La risposta a tutti i tuoi dubbi sta unicamente nel ruolo di servizio e non di potere dei necessari controllori cui è delegato il compito di far applicare le regole di convivenza o, in economia, del mercato.
Quanto siamo soliti denominare Stato di diritto in una democrazia liberale.

beh si, il ruolo di servizio, vale per tutti, ritengo che prescinda da liberismo o altri sistemi, è il traguardo per ogni società democratica evoluta
in fondo qui dentro tutti aspiriamo al benessere proprio , che è comunque in vario modo dipendente dal benessere della società, la discussione in fondo verte su quale sia il modo per raggiungerlo
a me premeva solo dissacrare la citazione, che ribadisco essere troppo semplicistica
 
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