Clamoroso: si pensa di considerare anche le polizze vita come "rendite finanziarie"

P.A.T.

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Clamoroso: si pensa di considerare anche le polizze vita come "rendite finanziarie"

Nel convegno di Tuttorisparmio di ieri, un giornalista economico del Sole 24 Ore ha posto la domanda ad Enrico Letta, responsabile economico nazionale della Margherita, se debbano esserci dei riferimenti anche alle polizze vita della prossima riforma di rimodulazione fiscale delle rendite finanziarie.

Il deputato Letta ha risposto che l'iniziativa del Centro Sinistra si inserisce nel progetto di finanziarie la riduzione del cuneo fiscale ed avra' "un'applicazione ampia".

A questo punto il timore che la tassazione dal 12,5% al 20% vada a colpire anche degli strumenti che non hanno una vera e propria natura di rendita, come ad esempio le polizze vita, i fondi comuni, i fondi pensione aperti e i fondi aperti chiusi, diventa manifesto.

Ad esempio Antonio Spallanzani ha commentato subito che il pericolo di una fuga dal risparmio è "non lontano".
 
...tutto fa brodo :o
 
Bah, ci andei cauto., mi pare una p....ata

P.A.T. ha scritto:
Nel convegno di Tuttorisparmio di ieri, un giornalista economico del Sole 24 Ore ha posto la domanda ad Enrico Letta, responsabile economico nazionale della Margherita, se debbano esserci dei riferimenti anche alle polizze vita della prossima riforma di rimodulazione fiscale delle rendite finanziarie.

Il deputato Letta ha risposto che l'iniziativa del Centro Sinistra si inserisce nel progetto di finanziarie la riduzione del cuneo fiscale ed avra' "un'applicazione ampia".

A questo punto il timore che la tassazione dal 12,5% al 20% vada a colpire anche degli strumenti che non hanno una vera e propria natura di rendita, come ad esempio le polizze vita, i fondi comuni, i fondi pensione aperti e i fondi aperti chiusi, diventa manifesto.

Ad esempio Antonio Spallanzani ha commentato subito che il pericolo di una fuga dal risparmio è "non lontano".

Faccio la doverosa premessa che se cio' si avverasse sarebbe una contraddizione con la conclamata volonta' (ed innegabile necessita') di incentivare la previdenza personale, credo e spero che Letta si sia fatto sorprendere da una domanda inattesa (il che non e' una bella figura, sia chiaro).
Inoltre, credo che si porrebero dei seri dubbi di costituzionalita' (se fosse retroattivo) o delle problemaiche di gestione per l'intermediario (12,5 fino a..., 20 dopo ...).

Anche se e' ovvio parlare dei provvedimenti promessi, mi sembra sia un po' prematuro parlare nei dettagli di un provvedimento annunciato (per inciso, ma e' sicuro che il csx vincera', Silvio non ha gia' annunciato tre volte il sorpasso?) che dovra' eventualmente passare per il Parlamento.

Rimane il vero problema: come giustamente dici tu, c'e' la necessita' di fare cassa, e presto, visto che non si riesce ad incidere sulla spesa pubblica ed incombe l'aumento dei tassi e si deve evitare che lo spread aumenti.

Mah! che Dio ce la mandi BBona.

Saluti
 
che tristezza... KO! chi è che diceva che finiremo come l'Argentina ?!? :mmmm:
 
Roberto17 ha scritto:
che tristezza... KO! chi è che diceva che finiremo come l'Argentina ?!? :mmmm:
guarda che l'argentina e' messa bene OK! a noi hanno raccontato il contrario ;)
 
Adesso e' messa bene....

iccio ha scritto:
guarda che l'argentina e' messa bene OK! a noi hanno raccontato il contrario ;)

Ma ha passato un brutto quarto d'ora nella seconda meta' del 2001.

Ne e' uscita con una svalutazione da fuoco (presumo inflazione da import), perdita del potere d'acquisto, disoccupazione alle stelle, default del debito estero (riconosciuto solo al 30%) e una crisi politica gravissima che per fortuna non e' sfociata nel golpe.

Speriamo che tutto questo ci sia negato, visto che alcuni elementi dello scenario argentino sono comuni (mi riferisco ad una valuta sopravvalutata che il sistema economico sopporta a fatica, ad un ingente debito (la' estero, qua pubblico), a una classe politica incapace di fare scelte dolorose, ecc.).

Buona giornata
 
P.A.T. ha scritto:
Nel convegno di Tuttorisparmio di ieri, un giornalista economico del Sole 24 Ore ha posto la domanda ad Enrico Letta, responsabile economico nazionale della Margherita, se debbano esserci dei riferimenti anche alle polizze vita della prossima riforma di rimodulazione fiscale delle rendite finanziarie.

Il deputato Letta ha risposto che l'iniziativa del Centro Sinistra si inserisce nel progetto di finanziarie la riduzione del cuneo fiscale ed avra' "un'applicazione ampia".

A questo punto il timore che la tassazione dal 12,5% al 20% vada a colpire anche degli strumenti che non hanno una vera e propria natura di rendita, come ad esempio le polizze vita, i fondi comuni, i fondi pensione aperti e i fondi aperti chiusi, diventa manifesto.

Ad esempio Antonio Spallanzani ha commentato subito che il pericolo di una fuga dal risparmio è "non lontano".

Credo che il riferimento alle "rendite finanziarie" sia funzionale ad una esigenza di sintesi, ma non mi sorprende che venga rivista anche la tassazione di ciò che non costituisce rendita in senso stretto: altrimenti, tanto per fare un esempio, dovremmo credere che non sia toccato il capital gain per la compravendita di azioni.
Detto questo, è chiaro che a me personalmente e a chiunque si occupi di finanza la cosa non fa molto piacere, ma a pensarci bene il provvedimento è più auspicabile di quanto non possa apparire in un primo momento: sinceramente e obiettivamente non credo che l'Italia, con le finanze statali che si ritrova, possa permettersi il lusso di mantenere una tassazione tanto più bassa della media. Né capisco dove dovrebbero fuggire i capitali, visto che comunque anche con l'elevazione si arriverebbe alla media (anzi secondo Prodi si resterebbe ancora sotto la media) europea.
Quanto alle polizze, per carità: se proprio deve esserci un aumento delle tassazione, speriamo che riguardi anche le polizze vita: altrimenti le compagnie avrebbero un'arma in più per piazzare quei prodotti che, di norma, costituiscono spazzatura finanziaria allo stato puro (almeno nel caso nel caso delle tipologie a rendita differita).
Discorso diverso, ovviamente, per i fondi pensione, per i quali la tassazione è bene non sia toccata.
 
Ultima modifica:
Salentino ha scritto:
Credo che il riferimento alle "rendite finanziarie" sia funzionale ad una esigenza di sintesi, ma non mi sorprende che venga rivista anche la tassazione di ciò che non costituisce rendita in senso stretto: altrimenti, tanto per fare un esempio, dovremmo credere che non sia toccato il capital gain per la compravendita di azioni.
Detto questo, è chiaro che a me personalmente e a chiunque si occupi di finanza la cosa non fa molto piacere, ma a pensarci bene il provvedimento è più auspicabile di quanto non possa apparire in un primo momento: sinceramente e obiettivamente non credo che l'Italia, con le finanze statali che si ritrova, possa permettersi il lusso di mantenere una tassazione tanto più bassa della media. Né capisco dove dovrebbero fuggire i capitali, visto che comunque anche con l'elevazione si arriverebbe alla media (anzi secondo Prodi si resterebbe ancora sotto la media) europea.
Quanto alle polizze, per carità: se proprio deve esserci un aumento delle tassazione, speriamo che riguardi anche le polizze vita: altrimenti le compagnie avrebbero un'arma in più per piazzare quei prodotti che, di norma, costituiscono spazzatura finanziaria allo stato puro (almeno nel caso nel caso delle tipologie a rendita differita).
Discorso diverso, ovviamente, per i fondi pensione, per i quali la tassazione è bene non sia toccata.

Il discorso più serio, concreto e ragionevole che ho letto nel centinaio di thead aperti sull'argomento in tutte le sezioni del forum.......

Chapeau :bow: :bow:
 
P.A.T. ha scritto:
Nel convegno di Tuttorisparmio di ieri, un giornalista economico del Sole 24 Ore ha posto la domanda ad Enrico Letta, responsabile economico nazionale della Margherita, se debbano esserci dei riferimenti anche alle polizze vita della prossima riforma di rimodulazione fiscale delle rendite finanziarie.

Il deputato Letta ha risposto che l'iniziativa del Centro Sinistra si inserisce nel progetto di finanziarie la riduzione del cuneo fiscale ed avra' "un'applicazione ampia".

A questo punto il timore che la tassazione dal 12,5% al 20% vada a colpire anche degli strumenti che non hanno una vera e propria natura di rendita, come ad esempio le polizze vita, i fondi comuni, i fondi pensione aperti e i fondi aperti chiusi, diventa manifesto.

Ad esempio Antonio Spallanzani ha commentato subito che il pericolo di una fuga dal risparmio è "non lontano".


a mio parere è auspicabile un'unica aliquota cui tassare i proventi di operazioni finanziarie, in modo da rendere neutrale fiscalmente la scelta del risparmiatore di dove allocare i propri risparmi.

si potrebbe (dovrebbe) avere un'aliquota diversa solo per il risparmio previdenziale.

nel merito, essendo un investitore non sono certo contento di questo, ma ricordiamoci che il reddito da lavoro ha aliquote medie più alte, dunque nessuno scandalo, tutt'altro, dobbiamo ricordarci che il debito pubblico pende sulle nostre teste come una spada di damocle, guai a scordarcelo...purtroppo il sentiero dell'italia è assai stretto...
 
piccolassemblea ha scritto:
Ma ha passato un brutto quarto d'ora nella seconda meta' del 2001.

Ne e' uscita con una svalutazione da fuoco (presumo inflazione da import), perdita del potere d'acquisto, disoccupazione alle stelle, default del debito estero (riconosciuto solo al 30%) e una crisi politica gravissima che per fortuna non e' sfociata nel golpe.

Speriamo che tutto questo ci sia negato, visto che alcuni elementi dello scenario argentino sono comuni (mi riferisco ad una valuta sopravvalutata che il sistema economico sopporta a fatica, ad un ingente debito (la' estero, qua pubblico), a una classe politica incapace di fare scelte dolorose, ecc.).

Buona giornata
bhe se la democrazia e' non pagare i debiti era meglio un golpe :o

p.s. la parola democrazia non esiste nel vocabolario di questo"popolo" KO!
 
Quello che trovo preoccupante è che Mortadella & Co. non sono da meno nel prendere per il k.ulo l'italiota medio, visto che i tremila leader che hanno in coalizione non hanno una visione comune sull'argomento.

Si decidessero a fare il punto della situazione... evidentemente non lo fanno perchè ne sono incapaci o perchè hanno un bel pacco pronto per l'italiota elettore.

Certo che proporre un risparmio del 5% di cuneo fiscale a fronte dell'elevazione della tassazione al 20%... fatti due conti io ci rimetto.

E poi aggiungo: l'inculata sulle rendite è certa, la riduzione del cuneo è una dichiarazione d'intenti.
 
P.A.T. ha scritto:
(...) Enrico Letta, responsabile economico nazionale della Margherita, (...)

sulla cui competenza non ci sono dubbi: da quando ha pronunciato a Radio anch'io le profetiche parole "L'avvio positivo della Borsa di Milano di oggi dimostra che il mercato non crede alle paure che state cercando di insinuare nei risparmiatori" la nostra Borsa non ha fatto altro che sottoperformare ampiamente le altre europee...

VADE RETRO! IMHO...
 
maccherone ha scritto:
(...) il reddito da lavoro (...)

ma insomma, non ce l'ho con te, ma la smettiamo di ragionare da veteromarxisti?

La maggior parte di chi in Borsa *investe* pagando le tasse in Italia ha già un reddito da lavoro.

Le società italiane sulle quali investe (contribuendo alla crescita dell'economia e rischiando il proprio capitale) già pagano le esorbitanti tasse del nostro paese per cui l'*eventuale* CG già sconta il "post-tax".
 
nbsoft ha scritto:
ma insomma, non ce l'ho con te, ma la smettiamo di ragionare da veteromarxisti?

La maggior parte di chi in Borsa *investe* pagando le tasse in Italia ha già un reddito da lavoro.

Le società italiane sulle quali investe (contribuendo alla crescita dell'economia e rischiando il proprio capitale) già pagano le esorbitanti tasse del nostro paese per cui l'*eventuale* CG già sconta il "post-tax".

Il paragone con il reddito da lavoro in effetti mi lascia perplesso e quindi lo metterei da parte, ma è impossibile concordare sul concetto per cui tassazioni superiori al 12,5 % (e, nella fattispecie, al 20 % ) sarebbero da veteromarxisti.
Vogliamo guardare, una volta tanto, obiettivamente e con senso di responsabilità, alla realtà dei fatti?

Tassazione cedole obbligazionarie

Austria 25 %
Belgio 15 %
Finlandia 29 %
Francia 25 %
Germania 31,65 % (con esenzione dei primi 3119 €)
Grecia 10 %
Irlanda 22 % a titolo di acconto, con successiva tassazione ordinaria con aliquota massima del 44 %
Lussemburgo 25 % a titolo di acconto, con successiva tassazione ordinaria con aliquota massima del 46 % e franchigia di 1487 €
Paesi Bassi: tassazione ordinaria con aliquota massima del 60 % e franchigia di 454 €
Portogallo 20 %
Regno Unito 20% a titolo di acconto, con successiva tassazione ordinaria con aliquota massima del 40 % (esenti i titoli di Stato)
Spagna 18% a titolo di acconto, con successiva tassazione ordinaria con aliquota massima del 48 % (esenti i titoli di Stato)
Svezia 30 %

Sono evidenti tre fatti: 1) le tassazioni altrui sono, di norma, molto più alte del 12,5 %; 2) si tratta, nella quasi totalità dei casi, di Paesi con finanze statali più solide delle nostre; 3) in nessuno dei suddetti vige un regime comunista

Tassazione capital gain (dove dico "solo per operazioni speculative" sottintendo che le altre sono esenti. Per "operazioni speculative" in genere si intende operazioni chiuse entro 12 mesi):

Austria: tassazione ordinaria solo per le operazioni speculative (esenti i primi 436 €)
Belgio: 33 % solo per operazioni speculative
Danimarca: tassazione ordinaria per titoli detenuti meno di tre anni, con aliquota massima del 39 %
Finlandia: 29 %
Francia: 26 % con esenzione dei primi 7622 €
Germania: tassazione ordinaria solo per le operazioni speculative (esenti i primi 511 €)
Grecia: esenzione totale
Irlanda: 20 % (esenti i primi 1270 €)
Lussemburgo: tassazione ordinaria solo per le operazioni speculative, con aliquota massima del 46 % (esenti i primi 248 €)
Paesi Bassi: tassazione ordinaria solo per le operazioni speculative, con aliquota massima del 60 %
Portogallo: 10 % per azioni mantenute meno di un anno.
Regno Unito: tassazione ordinaria con aliquota massima del 40 % (esenzione dei primi 11.111 €)
Spagna: tassazione ordinaria per azioni mantenute meno di due anni, con aliquota massima del 48 %; altrimenti 20 %
Svezia: 30 %
 
Ultima modifica:
Salentino ha scritto:
(...)
Tassazione capital gain (dove dico "solo per operazioni speculative" sottintendo che le altre sono esenti. Per operazioni speculative in genere si intende operazioni chiuse entro 12 mesi): (...)

appunto. Sai invece il pessimo (IMHO) autogol del mortadella quanto peserà sui cassettisti? Sarà tutto sulle (s)palle dei piccoli e medi cassettisti.

E - tutti presi da BOT e CCT e dalle estemporanee dei due dracula dei risparmio Visco e Letta - non si è sinora nemmeno parlato dell'unica cosa logica da fare per le azioni, ossia la equalizzazione del prezzo di carico (che già si fece con l'introduzione del 12,5%).

Con i sindacati - l'UGL assieme alla triplice! - che applaudono (e questo già dovrebbe far rizzare i capelli) non pensando ai fondi pensione (che dovrebbero gestire con le loro elevatissime e specifiche professionalità).

Comunque torno a scriverlo: è il voler paragonare a tutti i costi (per ignoranza, populismo o *sensi di colpa* - che mi sembrano albergare a piene mani anche qui sul FOL, quasi che guadagnare *qualche volta* fosse un peccato...) il capital gain a un reddito la vera, indiscutibile e pericolosissima mistificazione.
 
nbsoft ha scritto:
appunto. Sai invece il pessimo (IMHO) autogol del mortadella quanto peserà sui cassettisti? Sarà tutto sulle (s)palle dei piccoli e medi cassettisti.

E - tutti presi da BOT e CCT e dalle estemporanee dei due dracula dei risparmio Visco e Letta - non si è sinora nemmeno parlato dell'unica cosa logica da fare per le azioni, ossia la equalizzazione del prezzo di carico (che già si fece con l'introduzione del 12,5%).

Con i sindacati - l'UGL assieme alla triplice! - che applaudono (e questo già dovrebbe far rizzare i capelli) non pensando ai fondi pensione (che dovrebbero gestire con le loro elevatissime e specifiche professionalità).

Comunque torno a scriverlo: è il voler paragonare a tutti i costi (per ignoranza, populismo o *sensi di colpa* - che mi sembrano albergare a piene mani anche qui sul FOL, quasi che guadagnare *qualche volta* fosse un peccato...) il capital gain a un reddito la vera, indiscutibile e pericolosissima mistificazione.

Mi sembrava che la tabella fosse inequivocabile.
Non trovo corretto estrapolare solo un aspetto, tralasciando una visione d'insieme: è vero che ci sono alcuni paesi in cui il capital gain, in caso di operazioni di medio-lungo periodo non si paga. Però, a parte il fatto che si tratta appunto di "alcuni" e non di tutti, è comunque innegabile che proprio in quegli stessi paesi, che sono i soli che tu vuoi considerare, la tassazione delle cedole è mediamente più alta del 20 % a cui dovremmo arrivare noi.
Non solo, proprio quei paesi, in cui, secondo l'interpretazione da te fornita, non vi sarebbe il "senso di colpa" per l'arricchimento, si fanno fa pagare tasse mediamente superiori al 40 % proprio a chi, avendo tanti soldi, rivende delle azioni prima di uno/due anni.
 
Salentino ha scritto:
(...)
Non trovo corretto estrapolare (...)

io non trovo corretto estrapolare delle fantomatiche "tassazioni medie europee" quando proprio dalla tua tabella si evince facilmente che sono prive di significato
 
P.A.T. ha scritto:
(...) (solo 1,7 sui 10 ml, necessari)
(...)
E Di Pietro dovrebbe immediatamente dimettersi oggi.
(...)

sul primo quote: stima ottimistica. Ne ho lette altre che arrivavano a malapena alla metà

sul secondo quote: sarebbe l'unico aspetto positivo ;) della distruzione del risparmio che stanno cercando di perpetrare, pur tra mille indecisioni e inevitabili imbarazzi e sotto la principale spinta di sindacati che non hanno la minima idea di quali siano i reali termini della questione
 
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