Come sta? Non bene? Prego si spogli e dica 33!

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La shungite è una pietra che si trova solo in Russia.
Viene chiamata la “pietra dei miracoli” o anche “pietra della vita del XXI secolo".

Di colore nero brillante, questa pietra è una vera meraviglia, di quelli che solo la Natura sa creare: oltre ad un elevato contenuto di Carbonio, contiene tutti gli elementi chimici presenti sulla terra che formano la tavola di Mendelev. E pare sia l’unico minerale ad averli tutti.

La scoperta dei benefici di questa pietra però è molto recente e si intreccia con una delle scoperte più eclatanti degli ultimi trentanni che ha valso il Premio Nobel per la Chimica a tre ricercatori per avere scoperto i fullereni, molecole di carbonio formate da tanti atomi. La shungite è l’unico minerale che contiene queste particolari molecole, il che fa della zeolite un minerale doppiamente unico nel suo genere.

A seconda della concentrazione di Carbonio, la pietra si classifica in:

shungite di tipo 1: può contenere circa il 98% di Carbonio e fullereni, appare di colore nero argenteo quasi metallico. È rara e quindi particolarmente pregiata, non a caso è chiamata anche shungite elite, utile per purificare l’acqua;
shungite di tipo 2: la percentuale di Carbonio è del 60-90%. Dato che però si deve dichiarare sempre il minimo, viene indicato il 28% perché si tratta della presenza ASSOLUTA più bassa rilevata nella miniera. Normalmente la percentuale MEDIA è intorno al 60%. La shungite di tipo 2 è quella più comune utilizzata per fare piramidi, sfere o cubi che vengono utilizzati per la protezione degli ambienti dalle onde elettromagnetiche. Si ricavano anche ciondoli che si possono indossare così come piastre per le radiazioni dei cellulari;
shungite di tipo 3 e 4: è di tipo più economico ma contiene anche poco Carbonio e fullereni, per cui il suo effetto è più blando.

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Shungite: i benefici
Come detto, la notorietà di questa affascinante pietra nera è la sua capacità di contrastare le onde elettromagnetiche, che non significa che è in grado di modificarle o annullarle, se lo facesse e ce l’avessimo in casa non saremmo più in grado di vedere la TV o di fare una chiamata col cellulare.
Al contrario, i suoi benefici sono nel fatto che è in grado di filtrare e armonizzare le energie che si sviluppano nella stanza, in modo che il nostro organismo non sia completamente in balia degli effetti delle onde negative.

I benefici della shungite non si fermano di certo qui. Eccone alcuni:

aiuta a equilibrare il chakra della radice in modo da radicare anche le nostre emozioni,
aiuta ad armonizzare la parte destra e la sinistra del corpo umano, così che possiamo essere più equilibrati,
aiuta ad equilibrare le energie del corpo,
dona maggiore energia,
allevia stress e ansia,
aiuta a purificare corpo, mente e spirito,
migliora la qualità del sonno
.


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La Tormalina ha la qualità di purificare.
Protegge anche da ogni tipo di energia e radiazione negativa.

Uno dei motivi per cui la pietra tormalina nella sua colorazione nera oggi viene così tanto apprezzata ed è conosciuta anche dai non appassionati di pietre preziose e semi-preziose, è il suo “potere” di schermarci dalle radiazioni emesse dagli apparecchi elettronici. L'ideale sarebbe tenerla sulla scrivania o il comodino. Se volete portarla con voi tenetela in tasca, createci un anello o un bracciale. Non va bene portata al collo perché è in linea con le frequenze basse dei chakra, non con quelle alte e rischiereste di “sballare” il vostro schema energetico.

Indossate la tormalina nera se volete imparare a gestire la rabbia, liberarvi da pensieri negativi ma anche dall’abuso di sostanze. Per i caratteri ansiosi è l’ideale perché svincola da tutte quelle preoccupazioni croniche che impediscono di vivere in modo libero e spensierato la vita.

Questi veleni mentali vengono invece sostituiti da un pensiero molto più chiaro e neutrale, capace di vedere le cose per quello che sono e affrontare un problema alla volta.

Riassumiamo, è utile per: attacchi di panico, per proteggersi dalle onde elettromagnetiche, per attivare la mente, gestione della rabbia, controllo dell’abuso di sostanze, per allontanare le preoccupazioni, porta il pensiero chiaro, purifica l’ambiente, scudo energetico, accende l’entusiasmo, promuove la luce interiore, toglie i blocchi aurici. .


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Il cumino dei prati (Carum carvi) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Umbrelliferae.
I suoi semi sono utilizzati come spezia.

Oltre ad essere utilizzata in mille ricette (è uno degli ingredienti fondamentali del curry) è oggi molto valutata anche per le sue grandi proprietà benefiche e curative per l'organismo, oltre che per essere un portentoso brucia grassi.

Il consumo di cumino dei prati può interferire con l’assunzione di litio, farmaci metabolizzati dal fegato, antidiabetici, diuretici, sedativi e altri medicinali. In caso di dubbi è bene chiedere consiglio al proprio medico.

Il cumino dei prati trova impiego nella medicina tradizionale con rimedio alla flatulenza, all’indigestione, alle coliche nei bambini, all’indolenzimento muscolare, al raffreddore, alla bronchite e alla sindrome del colon irritabile. Inoltre l’industria farmaceutica lo usa come ingrediente per collutori. In effetti i suoi oli essenziali hanno proprietà carminative e digestive. Inoltre si tratta di molecole dall’azione antiossidante che si vanno ad aggiungere agli altri antiossidanti presenti al suo interno. Il cumino dei prati potrebbe quindi aiutare a proteggere l’organismo dalle conseguenze dello stress ossidativo.

Dal cumino si ricava anche un olio essenziale utilizzato soprattutto come rimedio per le forme influenzali respiratorie, come tosse e raffreddore, e anche per fare massaggi per lenire il gonfiore e il dolore delle infiammazioni dei muscoli. Anche l'olio estratto dai semi si può utilizzare allo stesso modo.

Spesso si sente dire che il cumino aiuti a dimagrire. Anche se può sembrare strano, è esattamente così.

Tra le tante caratteristiche di questi semi c'è anche quella di stimolare il metabolismo e la digestione e di aumentare il consumo dei grassi. Aumentando il calore del nostro corpo, aumenta di conseguenza il consumo di energia.

In questo modo vengono bruciati anche quei grassi che solitamente non eliminiamo e che invece si depositano, soprattutto nella zona addominale. Alcuni studi hanno verificato che l'eliminazione del grasso in eccesso può arrivare ad aumentare anche del 25%.

L'azione del cumino, inoltre, aumenta notevolmente se assunto insieme a finocchio selvatico, anice, zenzero e senape.



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TEMPEH

Altamente digeribile e proteico, si produce con la soia come il tofu ma è molto più saporito. Ideale per diete vegetariane o vegane.
Il tempeh ha origini indonesiane. Si produce con la soia come il tofu ma è molto più saporito e ha le stesse proteine della carne. Per questo è un ingrediente prezioso per le diete vegetariene e vegane.

È il cugino meno famoso del tofu, così ricco di proteine da essersi guadagnato il nome di “carne di soia”.
In realtà il tempeh, dall’aspetto di un panetto di fagioli e il sapore che ricorda i funghi e le noci, è un alimento dal carattere originale e spiccato. Rispetto al tofu, a cui lo accomuna l’origine dalla soia gialla (Glycine soia), ha un gusto molto più deciso, perché si ottiene per fermentazione.

D’altra parte con la carne non ha proprio niente in comune e siamo noi occidentali a considerarlo un possibile sostituto. La sua patria è l’Oriente, non la Cina ma l’Indonesia, dove il tempeh è la base della dieta quotidiana, tanto che sull’isola di Giava c’è un villaggio che ne produce ben due tonnellate al giorno. Si ricava dai semi di soia, ammollati, sbucciati e spezzettati, che vengono parzialmente cotti, inoculati con un fungo e fatti fermentare. Alla fine i fagioli si compattano in panetti bianchi, che sono avvolti in foglie di banano e poi venduti al naturale o grigliati.

Il procedimento è un po’ lungo ma il tempeh si può preparare in casa, con la soia, un po’ di aceto e lo starter (il fungo, in vendita sul web o nei negozi specializzati). Oltre a quello classico, esistono anche varianti arricchite con cereali, semi oleosi, mandorle e altro. Grazie al processo di fermentazione, le proteine della soia diventano più digeribili e il tempeh è più leggero ma ugualmente ricco di fibre, sali minerali, vitamine, grassi polinsaturi e sostanze che abbassano il colesterolo.

Si mangia bollito, mescolato a zuppe o insalate; insaporito con salsa di spezie e latte di cocco, al curry; alla piastra, con peperoncino, coriandolo e zenzero o erbe aromatiche; tagliato a fette e fritto, con verdure, pasta o riso bollito.

Il tempeh va sempre cotto


Da noi è ancora poco diffuso. Si trova al naturale in panetti sottovuoto o in barattolo, in genere nel banco dei freschi, e va conservato in frigo. Oppure viene venduto già grigliato. In ogni caso il tempeh deve essere sempre cotto per eliminare il gusto amarognolo.


https://www.salepepe.it/ricette/primi/minestra-zuppa/acqua-cotta/

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Se non ricordo male è utile anche per le coltivazioni...


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OK!....ricordi molto bene!:cool:

La Shungite oltre ad annullare gli effetti delle radiazioni nocive e delle vibrazioni negative, dinamizza e fertilizza il suolo e rimuove le memorie dei luoghi e i cattivi pensieri.

USO IN AGRICOLTURA DELLA SHUNGITE


La Shungite è utilizzabile in agricoltura grazie alla sua capacità di vitalizzare l’ambiente in cui viene posta.
Invece di distruggere ed impoverire il terreno con concimi chimici, la Shungite può fornire soluzioni importanti. Assorbe e neutralizza residui di pesticidi, erbicidi, fungicidi e defoglianti che non si sono del tutto degradati dopo il loro utilizzo ed interramento che vengono attirati e neutralizzati dalla molecola fullerenica.
Inoltre la Shungite stimola la vitalità dei naturali microorganismi del terreno, ristabilendone l’equilibrio.

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Esperimenti russi hanno rilevato che interrando 1 kg di Shungite nel substrato per metro quadrato il terreno si ristruttura ed aumenta di vitalità. Invece per arricchire il terreno si può, ogni 3 anni, distribuire 1 kg di shungite per metro quadro (chiaramente questa operazione non è possibile eseguirla per le colture perenni tipo le viti).
Un altro ottimo sistema è quello di depositare 30 Kg di queste pietre di Shungite in un deposito d’acqua ed utilizzare l’acqua energizzata dalla Shungite per innaffiare le coltivazioni; questa operazione può essere protratta all’infinito ed ha un elevato valore a livello di resa.


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Digitopressione per perdere peso, ecco i punti migliori su cui agire:

All’interno del lobo dell’orecchio: qui si trovano tre fasce di meridiani energetici che possono venire sfruttati nella digitopressione per il controllo del peso. Massaggia questo punto che si chiama ‘appetito’ usando pollice e indice per circa 3 minuti, 2 volte al giorno. La pressione deve essere leggera, ma costante. Ridurrà la fame nervosa e avrà anche un’azione calmante e rilassante.

Un altro punto di digitopressione è posizionato tra naso e bocca, sul labbro superiore: tienilo premuto per 3 minuti 2 volte al giorno, ma tutte le volte che avverti gli stimoli della fame nervosa. Servirà anche a far passare l’ipertensione e l’ansia.

Avambraccio: tre dita sotto la piega del gomito.
Stimolando questo punto il paziente potrà notare un netto miglioramento del transito intestinale e si sentirà più leggero.

Zona superiore della caviglia: ad una distanza indicativa di un palmo dal malleolo. Esercitando una pressione decisa e costante con il pollice si potrà notare nel giro di poche settimane una maggiore funzionalità intestinale ed urinaria, che favorirà l’eliminazione delle scorie dal corpo e la conseguente perdita di peso.


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Esatto, anche per l'acqua da bere e i russi sono avanti tantissimo su questi argomenti. E anche per tanti altri a dire il vero.

In alcuni negozi di minerali vendono dei sacchetti con pietruzze da mettere nelle bottiglie (di vetro). L'avevo fatto per qualche settimana ma si fa prima ad acquistare acqua buona (Lauretana, Lete...) in bottiglia di vetro e rendere "viva" e o informata.
Il procedimento è più o meno questo:
Si congela acqua del rubinetto, più volte..
Si energizza con la shungite o altro minerale.

Su internet si trovano il procedimento, spiegato bene.
So che ci sono anche aggeggi che però costano un botto.

Io prendo Lauretana in bottiglia di vetro, costa di più ed è un pò una menata per i vuoti ma oramai mi sono organizzata carico la macchina di cestelli e via...
Se poi si pensa che il corpo umano è composto il 90% ca da acqua, non ha senso spendere per comprare cibo sano se poi si beve acqua scadente.

Non avevo mai letto questo 3d perchè i dottori non mi vedono neanche in cartolina da anni.
Ma posterò qua le notizie che ritengo valide per la salute.


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Chapeau!OK!...io non amo trafficare, possibilmente, troppo per ottenere rimedi naturali da usare con costanza. Faccio, quando serve, uso di TM, macerati glicerici. Ho, da anni ormai!, i miei affezionati libretti da consultare che mi sono stati molto e veramente utili in varie situazioni.
Poi ho avuto la passione per le pietre ma dopo un po' ho lasciato perdere. I fiori di Bach non mi hanno convinto, invece l'omeopatia (fai da me)
mi ha portato dei giovamenti. Gli oligoelementi
trovo che siano veramente preziosi per la nostra salute. Ultimamente ho avuto modo di apprezzare l'argento colloidale ...veramente portentoso.
La natura è veramente splendida con i suoi "farmaci" vegetali
.


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Bere regolarmente acqua povera di sodio è una delle buone abitudini che dovremmo sempre tenere a mente.
Assumerla ogni giorno, infatti, apporta alcuni vantaggi, come:

aiutare la digestione;
pulire l’organismo dal sodio in eccesso;
agevolare la diuresi;
contrastare la ritenzione idrica;
limitare la pressione alta;
aiutare a combattere malattie renali e cardiovascolari


In commercio ci sono moltissime varietà di acqua in bottiglia a disposizione. Ma qual’è quella più povera di sodio? Ecco la lista:

Dolomia, 0,17 mg/L (Coop);
Eva, 0,3 mg/L;
Beber, 0,5 mg/L;
Courmayeur, 0,7 mg/L;
Flavia, 0,7 mg/L;
Castello, 0,8 mg/L;
Fonte Lonera, 0,8 mg/L;
Lauretana, 0,88 mg/L;
Chiarella, 0,9 mg/L;
Bernina, 0,93 mg/L;
Dolomiti, 1,3 mg/L (Esselunga);
Cime Bianche, 1,4 mg/L;
Sant’Anna 1,5 mg/L;
Cristalia, 1,5 mg/L;
Fontealta, 1,5 mg/L;
Fontelaura, 1,6 mg/L;
Blues 1,8 mg/L (Eurospin);
Levissima, 1,9 mg/L;
Vera 2 mg/L;
Castellina, 2,2 mg/L;
Pejo 2,2 mg/L;
Flaminia, 2,6 mg/L;
Norda Ducale 3 mg/L;
Azzurrina, 3,5 mg/L;
Vitasnella, 3,7 mg/L;
Alisea 4 mg/L;
Rocchetta, 4,1 mg/L;
Cottorella, 4,99 mg/L;
Boario, 5 mg/L;
Lete 5,1 mg/L;
Crodo Lisiel, 5,4 mg/L;
Fontenoce, 5,5 mg/L;
Cerelia, 5,9 mg/L;
Fiuggi, 6,4 mg/L;
Panna 6,4 mg/L;
Evian 6,5 mg/L;
Ceciliana, 6,6 mg/L;
Guizza 7,7 mg/L;
Camarda 7,8 mg/L;
Fonte Preistorica, 8,02 mg/L;
Fonte Aura, 8,03 mg/L;
Cintoia, 9,4 mg/L;
FonteLieta, 10 mg/L;
FonteIlaria, 11 mg/L;
Fonte del Principe, 11,9 mg/L;
Fontalba, 12 mg/L;
Fonte Napoleone, 16 mg/L;
Don Carlo, 16,9 mg/L;
Fabia, 17,03 mg/L;


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DECOTTO DI FOGLIE DI FICO PER LA DERMATITE ATOPICA: STUDIO GIAPPONESE EVIDENZIA UTILITÀ

LA DERMATITE ATOPICA è una condizione infiammatoria della pelle che si presenta con prurito, secchezza e arrossamento. Spesso tende a cronicizzare con continue remissioni e esacerbazioni e, in genere, viene trattata con creme idratanti, corticosteroidi e antistaminici locali, a volte anche con terapie orali. Farmaci che, alla lunga, possono dare effetti collaterali, pertanto ben vengano eventuali possibili alternative naturali.

Di recente, uno studio giapponese randomizzato e controllato, ha riscontrato che il consumo di the preparato con le foglie di fico allevia i sintomi e gli effetti positivi sono stati confermati in 14 su 15 partecipanti, infatti i valori dell’area dell’eczema e dell’indice di gravità sono stati significativamente ridotti nel gruppo trattato con the alle foglie di fico rispetto al gruppo trattato con placebo.

L’effetto, però, si è indebolito quattro settimane dopo la fine dell’intervento, suggerendo agli autori dello studio che proprio l’assunzione continua di the alle foglie di fico è efficace. Inoltre i ricercatori hanno valutato anche la sicurezza dell’uso continuativo di questo the sottoponendo tutti i pazienti a esami del sangue all’inizio, poi alla quarta, ottava e dodicesima settimana e gli esiti delle analisi hanno confermato la sicurezza del prodotto.
Da qui la loro conclusione: “Il consumo prolungato di the alle foglie di fico può essere un’alternativa sicura ed efficace alle attuali terapie per la dermatite atipica”. Con una precisazione, però: “I risultati di questo studio devono essere ulteriormente convalidati in un campione più ampio.”

N.B.
Spesso c’è una relazione tra dermatite, fenomeni allergici e infiammazione da cibo. Consigli alimentari personalizzati sulla base della storia e del terreno individuale, uniti a eventuali altri integratori naturali, a seconda della necessità, aiutano a recuperare pienamente la tolleranza immunologica e a migliorare anche le risposte allergiche cutanee
.


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LA GLICEMIA ALTA SI PUÒ TENER SOTTO CONTROLLO CON LE FOGLIE DI FICO, LO DICE UNO STUDIO DI ALCUNI RICERCATORI SPAGNOLI, I QUALI HANNO SCOPERTO CHE SEGUENDO QUESTO TRATTAMENTO NATURALE SI POSSONO ABBASSARE I LIVELLI DI ZUCCHERO NEL SANGUE.
Inoltre le foglie di fico essendo potenti antiossidanti e antinfiammatori riducono lo stress ossidativo, aiutano a combattere i radicali liberi e servono a guarire le lesioni cutanee tipiche del diabete.

Infuso di foglie di fico (si trovano in commercio essiccate o in polvere): mettiamo 2 cucchiaini di foglie essiccate in una tazza di acqua bollente. Copriamo e lasciamo in infusione per circa 10 minuti, filtriamo e beviamo.

OVVIAMENTE, È OPPORTUNO SE SIETE IN CURA PER IL DIABETE CHIEDERE CONSIGLI AL PROPRIO MEDICO.


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Il balsamo di tigre è un unguento naturale che ha origine nella medicina tradizionale cinese.
Si prepara a base di erbe e piante medicinali ed è considerato un rimedio naturale analgesico e calmante, capace anche di attivare la circolazione sanguigna.

Ne esistono due versioni: il balsamo di tigre rosso e il bianco.
In questo articolo parleremo del balsamo di tigre rosso.


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Le piante e le erbe medicinali impiegate nella produzione del balsamo di tigre sono tante, e tra di esse troviamo l’olio essenziale di chiodi di garofano, quello di menta, di cannella cinese e tantissimi altri.
Contengono composti come il mentolo (calmante, rinfrescante, antinfiammatorio), canfora (dilata i vasi sanguigni, analgesica) e tanti altri..

Questo unguento naturale viene commercializzato sotto forma di crema, ma esistono anche delle lozioni e dei cerotti a base di balsamo di tigre.

Le principali proprietà terapeutiche del balsamo di tigre sono antinfiammatorie, calmanti, analgesiche, leggermente anestetiche, rilassanti, decongestionanti e capaci di riattivare la circolazione.
Per questo motivo gli usi del balsamo di tigre sono molteplici. Può essere usato per trattare e alleviare le seguenti condizioni:

Dolori muscolari
Dolori articolari e artrite
Reumatismi
Distorsioni
Mal di schiena (lombare, dorsale, cervicale)
Mal di testa
Emicrania
Raffreddore
Congestione nasale
Tosse
Piedi stanchi
Problemi circolatori
Stress


Il balsamo di tigre può essere usato anche per repellere gli insetti e per trattare le punture degli stessi, così come per riscaldare i muscoli prima di fare attività fisica.

Sebbene si tratti di un prodotto completamente naturale, anche il balsamo di tigre può presentare delle controindicazioni come irritazione della pelle, sensazione di formicolio, allergie o ipersensibilità a uno o più ingredienti.

Per questo motivo è sempre bene applicarne una piccolissima quantità per verificare eventuali reazioni prima di usare il balsamo di tigre.


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Il balsamo di tigre bianco é una versione più soft di quella rossa.

Apporta una sensazione di freschezza, mentre il balsamo rosso procura una sensazione di calore.
Si puo’ usare allo scopo di calmare l’emicrania, liberare naso e bronchi e dare sollievo alle punture d’insetto.

Al pari del balsamo rosso, esso contiene delle sostanze attive come il mentolo, la canfora, il chiodo di garofano e l’eucaliptolo.
Le proporzioni delle sostanze nei due balsami non sono le stesse, ecco il perché della differenza fra i due.
Le proprietà restano comunque identiche, a parte il fatto che il balsamo bianco é più leggero e combatte i sintomi attraverso la sensazione del freddo.

Modo d’uso Balsamo Tigre
Si consiglia di Applicare 3 volte al giorno sulle zone dolorose accompagnando con un massaggio.
Mal di testa: applicato sulle tempie e sulla fronte aiuta ad alleviare il mal di testa.
Per le punture d’insetto basta mettere un po’ di balsamo sulla zona arrossata e premere forte con l’unghia per far sparire il dolore.


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Ieri ho visto una bellissima pianta con dei deliziosi frutti rossi...un Corbezzolo!
Corbezzolo rosso: il frutto bello da vedere e buono da mangiare

Questa pianta dalle foglie verdi, fiori bianchi e frutti rossi, è chiamata anche “pianta di Garibaldi”, per l'evidente richiamo al tricolore.
Il frutto del corbezzolo si tinge di un colore diverso a seconda della fase di maturazione:

quando è molto acerbo si presenta verde
diventa giallo/arancio quando è quasi maturo
infine assume una caratteristica colorazione finale rossa che lo rende simile ad una bacca

Il bello di questa pianta è che si può mangiare praticamente tutto:

I frutti
Il miele che da essa deriva
Le foglie essiccate
Le radici

Radici e foglie secche, in particolare, devono essere preparate in un decotto e sono considerate un toccasana disturbi al fegato, ai reni e alle vie urinarie.


I frutti, da raccogliere sempre alla giusta maturazione (altrimenti il sapore sarà amaro), possono essere mangiati assoluti o in moltissime altre versioni.

Del corbezzolo non si butta via nulla, perché dai suoi fiori bianchi milliferi viene prodotto il celebre miele di corbezzolo, dal retrogusto amarognolo e il profumo aromatico, un prodotto particolarmente difficile da trovare.

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Il gusto intenso del miele di corbezzolo è perfetto per condire i formaggi.

Infusi e tisane a base di foglie di corbezzolo invece, gioverebbero al sistema nervoso e allevierebbero i disturbi intestinali, producendo un effetto rilassante.

Assumere abbondanti quantità dei frutti di corbezzolo potrebbe provocare bruciore intestinale.

Fin dai tempi antichi, il corbezzolo è rinomato per i suoi effetti benefici e depurativi.

Le sue proprietà antinfiammatorie infatti, sono in grado di alleviare e curare efficacemente le infezioni del tratto urinario, come cistiti, uretriti e disturbi alla prostata.

Anche le foglie possono essere consumate, in quanto ricche di vitamine e antiossidanti, mentre alcuni studi sostengono che le radici di questa pianta possano prevenire malattie come l'arteriosclerosi.

Il decotto di foglie di corbezzolo è inoltre un ottimo alleato di bellezza, in quanto tonifica e preserva l'elasticità della cute.


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La tripofobia è la paura dei buchi.
Più nel dettaglio, chi soffre di questo disturbo è terrorizzato dalla visione di pattern ripetitivi, costituiti da piccoli fori ravvicinati e profondi, come quelli di un favo delle api o una spugna da bagno.


Nella tripofobia, l'esposizione allo stimolo fobico suscita forte disagio, ansia o disgusto, fino a provocare panico, nausea e brividi; questa sensazione può essere enfatizzata quando dai buchi fuoriesce qualcosa (come, ad esempio, un seme o un insetto).

Secondo alcuni studi scientifici, la tripofobia deriverebbe da un reazione di difesa inconscia ed istintiva, ereditata dai nostri antenati, nei confronti di pattern presenti sul corpo di alcuni animali velenosi (come i serpenti) o di cavità in natura che possono nascondere un pericolo (es. nidi degli imenotteri).
Altre ricerche sostengono, invece, che la tripofobia sia correlata alla repulsione nei confronti delle malattie infettive e dei parassiti.

La tripofobia è il timore morboso o la repulsione provocata da qualsiasi pattern costituito da figure geometriche ravvicinate. A scatenare la paura sono soprattutto i buchi, ma possono anche essere piccoli rettangoli, cerchi convessi o altre particolari forme che si ripetono.

Nei casi più gravi, la tripofobia può provocare sintomi fisici o attacchi di panico in piena regola, con sudorazione fredda, battito cardiaco accelerato, mancanza di respiro e nausea.

Le immagini che generano reazioni repulsive sono molte e comprendono:

Bolle di sapone (se l'una è attaccata all'altra possono ricreare una forma simile a quella di un favo dell'alveare);
Spugne da bagno;
Formaggio svizzero tipo Emmentaler;
Tavoletta di cioccolato aerato;
Baccello di un fiore di loto;
Fori in un muro di mattoni;
Tubi impilati;
Coralli;
Follicoli piliferi;
Pori della pelle;
Soffioni della doccia;
Fragole;
Melograni.

Nelle persone sottoposte a questo studio scientifico, è stato osservato che la visione dell'insieme dei buchi generava principalmente una sensazione di disgusto, più che di paura. Simbolicamente, ogni cavità rappresenta un luogo di scambio fra il mondo interno e quello esterno, quindi sede di una possibile contaminazione. La tripofobia sembra scaturire, in particolare, da un'intensa repulsione nei confronti delle malattie caratterizzate da eruzioni circolari sulla pelle (come vaiolo, morbillo, rosolia ecc.).

I partecipanti ad uno studio riportavano, inoltre, una fastidiosa sensazione, come se la pelle fosse infestata da parassiti o insetti, pur avendo la consapevolezza che ciò non poteva essere reale.

La paura di una potenziale contaminazione - non a caso - ha spesso anche a che vedere con gli insetti, animali che sono oggetto frequente di fobie specifiche, come quella dei ragni (aracnofobia).In altre parole, la mente interpreta il buco o ciò che questo ospita come una minaccia o un potenziale pericolo, quindi prepara automaticamente il corpo a combattere per la sopravvivenza.

Ultimamente è facile incappare in immagini pubblicitarie disgustose sul web...e da lì ho cominciato a provare repulsione per certe figure.:(


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“☝️Ho imparato in anni di esperienza pratica che i farmaci non vengono MAI eliminati,
così come i rifiuti derivanti dal cibo, e vengono immagazzinati nel corpo per decenni.
👌Ho potuto osservare centinaia di casi in cui farmaci presi dieci, venti, trenta o persino quarant’anni prima sono stati eliminati insieme al muco applicando questo sistema di guarigione perfetto.
☝️Tale fatto è di fondamentale importanza, soprattutto per i medici.
👉Quando questi veleni chimici, dopo essersi disciolti, entrano in circolazione per venire eliminati dai reni, andando a colpire i nervi e il cuore, causano estremo nervosismo, capogiro e battiti del cuore accelerati, insieme ad altre sensazioni sgradevoli.
Chi non è ben informato le considera un enigma, e magari chiama il medico di famiglia che gli diagnosticherà una «malattia cardiaca» trovandone la causa in una «mancanza di cibo» anziché nel farmaco che aveva prescritto dieci anni prima.
👌L’uomo «medio», considerato normale e in buona salute, possiede un accumulo cronico di rifiuti derivati dal cibo: veleni e farmaci.
‼️È questa la sua malattia latente‼️
👌Quando ogni tanto avviene un cambiamento nella materia di questa malattia latente, per esempio per un
😨RAFFREDDORE, sono espulse grandi quantità di muco, e il paziente si sente infelice anziché godersi il processo di pulizia della Natura.
👌Se la quantità di muco liberato è abbastanza importante da colpire l’intero organismo, pur non essendo pericolosa, potrebbe essere diagnosticata
😰un’INFLUENZA.
👌Se il lavoro di eliminazione della Natura scava più a fondo nell’organismo, soprattutto in un organo importante come i polmoni, vengono liberati all’improvviso così tanti veleni e muco che nella circolazione sanguigna si crea una frizione, come un macchinario intasato o, per esempio, un’automobile che corre con il freno a mano tirato. Tale frizione produce un calore anormale, denominato febbre, e i medici parlano di 😱POLMONITE, 👌ma in realtà è la Natura che si sforza in modo «febbrile» di liberare dai rifiuti l’organo più vitale.”


Arnold Ehret :read:

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Leggendo il tuo intervento, facevo delle riflessioni su come, purtroppo, sia difficile per la maggior parte delle persone
assumere uno stile di vita secondo Natura, lasciando che un'eventuale malattia faccia il suo corso: per un mal di testa è più facile
prendere una pastiglia e correre al lavoro, non c'è tempo...bisogna correre, correre...
Perciò mi è venuta la curiosità di sapere qualcosa di più sullo stile di vita e sulla salute della Comunità Amish,
comunità religiosa nata in Svizzera nel XVI secolo e stabilitasi negli Stati Uniti d'America.
Con una media di sette figli per famiglia, sono tra le popolazioni a maggior incremento demografico del mondo.
Gli Amish vivono come contadini e artigiani in campagne che tengono gelosamente libere dalle intrusioni della civilizzazione che possano intaccare i loro princìpi guida.

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Questo genera una sorta di binomio che può apparire curioso: l'elettricità non è ammessa, poiché rovina la naturalezza del creato e la semplicità del vivere, mentre fonti alternative di energia (come il vento, il sole, l'acqua) sono le benvenute. Non esistono automobili, poiché l'intento di un amish è di vivere con semplice umiltà tra i suoi cari e simili: questo fa degli amish dei buoni allevatori di cavalli (principale forza motrice), che tirano i semplici carri neri coperti o meno (detti buggies), che sono diventati il simbolo di questa comunità.

Gli Amish vestono fuori dal tempo. Gli uomini portano il cappello e vesti scure, dal taglio semplice, facili da indossare, prive di cerniere lampo e in parte anche di bottoni. I calzoni hanno fondo largo e orlo alto, per motivi di praticità e di modestia. A partire da quando si sposano portano la barba, come chiede la Bibbia,[senza fonte] ma non i baffi, che associano con la vita militare e i suoi disvalori di arroganza e violenza.

Le donne hanno abiti privi di ornamenti e dalle maniche lunghe, con grembiuli e cuffiette che coprono i capelli, che non tagliano mai. Se sono nubili hanno cuffie nere, se sposate rigorosamente cuffie bianche. La gonna del vestito è lunga a metà polpaccio per essere modesta e pratica al tempo stesso. Il vestiario non è un vezzo, ma il segno tangibile dell'appartenenza alla comunità e alle sue regole, non dissimilmente dall'abito di una suora o di un frate.

Nessuna donna porta gioielli. In generale nessun amish porta oggetti superflui o che esprimono vanità. Lo stile è quello di un tardo Ottocento semplificato e dedicato alla praticità per adattarsi ai lavori svolti. Questi sono privi di ausili elettrici; infatti, ogni incombenza viene svolta con un duro lavoro manuale, alleviato dall'aiuto che la comunità è sempre pronta a dare a chiunque ne necessiti; il lavoro quindi è spesso collettivo.

La comunità si fonda sul reciproco aiuto, sia per il lavoro che per il denaro, aiuto che rende superflue assicurazioni, fondi pensionistici e simili. Ogni membro adulto è tenuto a lavorare per provvedere a sé, ai suoi cari e alla comunità, nelle cui casse versa una certa cifra per le evenienze e le difficoltà dei membri. Se un ragazzino deve andare dal dentista e il padre non ha di che provvedere, la cassa della comunità lo farà al posto suo. Allo stesso modo interviene di consueto per costruire le case per le giovani coppie (con fondi o col lavoro collettivo) o per aiutare una famiglia in difficoltà, per un incendio o per un raccolto perduto.


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Le comunità Amish non hanno strutture mediche e spesso non hanno nemmeno l’assicurazione medica addirittura alcune comunità proibiscono l’acquisto di qualsiasi forma di assicurazione, credono nella parola e nella volontà di Dio, se qualcosa di negativo succede l’evento e i risultati sono la sua volontà. Una visione decisamente fatalista.

Questa forte credenza li porta a non partecipare ad attività che li metta a rischio “tragedia”: amish che fanno bunjee jumping effettivamente non se ne sono mai visti.

E quindi come si curano gli Amish dalle malattie?

Normalmente non vanno all’ospedale, ma si curano da soli le tipiche malattie, escludendo ovviamente le situazioni più rare e serie. Il loro assoluto principio di frugalità li porta a vedere la visita medica come una spesa non necessaria, specialmente per raffreddori, febbre o piccole ferite…[quanto sarà per loro una piccola ferita? Una falce che ti trancia una mano mentre cogli il grano sarà piccola, media o grande ferita?]

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Quindi ci si appoggia alla conoscenza tramandata da generazioni in materia delle donne, rimedi casalinghi dalle origini antiche. Insomma, questo non vuol dire che non comprano medicinali, ma sono visti come ultima spiaggia.

Il punto però qual è? Siccome non hanno una “forma standard di identificazione” (non si fanno le foto per una questione di umiltà, quindi spesso glissano sulla questione documenti), c’è la concreta – e non tanto rara – possibilità di essere rifiutati nelle strutture mediche.

E non avere memoria della loro storia medica di sicuro non aiuta, anche perché i loro geni provenienti da un unico ceppo, sempre e continuamente “rimescolati” tra loro, non sono proprio il meglio per la genetica. Come ogni popolazione chiusa gli Amish hanno un alta frequenza di disordini genetici dovuti al piccola base genetica d’origine e questo porta spesso anche ad un’altissima mortalità neonatale.

Il loro vivere da outsider spesso li porta ad aspettare fino all’ultimo momento possibile per chiedere aiuto, il che, in casi come cancro o problemi gravi, se non precocemente diagnosticati, di traduce spesso in pazienti non trattabili perché ormai oltre il limite della curabilità, e quindi alla morte. Anche malattie semplici possono diventare pericolose.


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Siccome non sono dotati di assicurazione medica, gli Amish per ogni cura devono pagare di tasca loro, il che, negli Stati Uniti, significa spesso una facile bancarotta, anche se spesso raccolgono – tramite donazioni – soldi tra gli amish della comunità.

Quando si dice che loro vivono nel 1800 è incredibilmente vero.

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Provate a immaginare un contadino amish che sta aggiustando la lama dell’aratro trainato dal bue, è molto stanco quindi non è molto attento a quello che fa. Gli scappa la lama, si taglia in profondità una gamba.
Chiama la moglie che chiama quacuno, insieme decidono che no, non può essere curato con foglie di gelso e yogurt, chiamano qualcun altro che prende il carretto, ci aggancia il cavallo, ci carica il ferito che intanto sta perdendo litri e litri di sangue per portarlo in un ospedale nella contea vicina.

La mancanza di telefoni e altre forme di comunicazione convenzionali possono portare a situazioni paradossali

Questa situazione limite, oltretutto, si presenta spesso anche quando si tratta di parti: gli amish hanno una lunga storia di parti in casa (calcolando che fanno una media di 7/8 figli a testa è ovvio che hanno capito come farlo in casa più alla svelta possibile), anche se non è vietato partorire in ospedale.


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Una famiglia Amish può avere fino a 15 figli, partorire in casa può essere considerato un ambiente meno stressante per la madre, soprattutto se circondata dalla famiglia e dalla comunità, che portano supporto e aiuto nei giorni e nelle settimane prima e dopo. Ovviamente preferiscono appoggiarsi ad un dottore o a un’ostetrica famigliari specializzati in visite in casa.

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Il parto in casa tiene anche i bambini amish lontani dalle registrazioni: se non è presente un dottore o un’ostetrica generalmente la nascita non viene registrata e di conseguenza niente registrazione, nessun certificato e nessun social security number. Questo compromette anche le statistiche associate al tasso di mortalità infantile: dalle tombe non si capisce nulla perché c’è solo il nome.

Il fatto che non si curano e non si vaccinano fa pensare ai medici se abbiano sviluppato una certa resistenza alle allergie. Gli Amish sono diventati fortissimi. Geneticamente devastati ma non intolleranti al lattosio.

Rimedi Amish per le malattie e i malanni

Partiamo dalle cose classiche. Per far passare il mal di testa un vecchio rimedio Amish è quello di mangiare due cucchiaini di miele ad ogni pasto. Oppure bollire acqua e miele in egual parte, togliere dal fuoco, mettere un asciugamano sulla testa del malato e inalare i vapori. Insomma, fatevi del miele e passerà tutto.


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Non condivido tutto...ma mi sento un pò Amish :D

;)Sai che lo avevo intuito!:D:eek::D

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La vita di un Amish deve essere dedicata alla preghiera e al lavoro per la comunità.
I ragazzi imparano da giovanissimi i mestieri degli adulti.
Le uniche fonti di sostentamento sono l’agricoltura, l’allevamento e l’artigianato.
Il bambino Amish cresce educato dalla famiglia, soprattutto dai nonni. La figura dell’anziano è ritenuta importante per l’insegnamento ai più giovani. I bambini frequentano una scuola fino ai 13 anni.
Gli insegnanti sono solitamente donne nubili della comunità scelte in base alla loro reputata intelligenza e condotta morale. Dopo gli anni di scuola i maschi imparano i lavori di famiglia, mentre le femmine vengono educate in casa nei lavori domestici e nella cura dei famigliari.

Durante l’adolescenza avviene la Rumspringa, ossia il periodo in cui ai ragazzi viene permesso uscire con i loro coetanei e fare cose che di solito non possono. In questo periodo i ragazzi provano diverse esperienze del mondo fuori dalla comunità. In questo modo quando i giovani dovranno scegliere se essere devoti alla comunità, sapranno ciò a cui rinunciano.

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A partire dai 16 anni il giovane Amish deve scegliere se entrare ufficialmente a far parte della comunità e ricevere il battesimo, dove gli viene domandato più volte se accetta di impegnarsi completamente verso Dio e la comunità, rinunciando a tutto il resto. Nel caso in cui un componente rifiuti il credo dopo il battesimo, è costretto all’esilio e non può contattare o essere contattato da un membro della sua comunità per tutto il resto della vita. Una volta battezzato, il ragazzo Amish può scegliere la sposa. Il matrimonio avviene in maniera molto semplice, con abiti privi di ornamenti, senza testimoni e damigelle poiché tutta la comunità è presente a testimoniare l’unione.

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Ecco alcuni rimedi naturali degli Amish:

Infezioni da funghi

Possono essere dolorose, fastidiose e difficili da trattare. Gli amish fanno bollire il mallo (buccia) delle noci in acqua facendo una specie di the viene applicato una volta raffreddato sull’area colpita due volte al giorno. (non ci conto poi molto su questa ricetta).

Muffa
Può essere un problema per la salute per chiunque ne venga a contatto, soprattutto chi ha un sistema immunitario fragile. Mescolare mezza tazza di candeggina, mezza tazza di succo di limone e 2/4 di acqua in una bottiglia spray e spargerla uniformemente sull’area colpita. Aspettare una notte e poi pulire acqua tiepida pulita il giorno dopo e ripetere se si ripresenta.

Candida
Per le donne può essere un vero enorme problema.
Le donne amish applicano lo yogurt ogni notte per due settimane.


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Non condivido tutto...ma mi sento un pò Amish :D

io solo per il miele :D

Trovo esagerati invece quelli che criticano a 360° la modernità, elettricità e tecnologia ci hanno aperto un maggior numero di opzioni nella quotidianità, e quantomeno fanno risparmiare tempo. Che sta a noi reinvestire in una nuotata al mare, una passeggiata nel bosco, c'è chi fa l'orto, chi sport all'aperto, yoga e qualsiasi attività che mantenga un contatto con la natura.

Comunque contro il logorio della vita moderna mi viene in mente

 

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Siccome non sono dotati di assicurazione medica, gli Amish per ogni cura devono pagare di tasca loro, il che, negli Stati Uniti, significa spesso una facile bancarotta, anche se spesso raccolgono – tramite donazioni – soldi tra gli amish della comunità.

Quando si dice che loro vivono nel 1800 è incredibilmente vero.

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Provate a immaginare un contadino amish che sta aggiustando la lama dell’aratro trainato dal bue, è molto stanco quindi non è molto attento a quello che fa. Gli scappa la lama, si taglia in profondità una gamba.
Chiama la moglie che chiama quacuno, insieme decidono che no, non può essere curato con foglie di gelso e yogurt, chiamano qualcun altro che prende il carretto, ci aggancia il cavallo, ci carica il ferito che intanto sta perdendo litri e litri di sangue per portarlo in un ospedale nella contea vicina.

La mancanza di telefoni e altre forme di comunicazione convenzionali possono portare a situazioni paradossali

Questa situazione limite, oltretutto, si presenta spesso anche quando si tratta di parti: gli amish hanno una lunga storia di parti in casa (calcolando che fanno una media di 7/8 figli a testa è ovvio che hanno capito come farlo in casa più alla svelta possibile), anche se non è vietato partorire in ospedale.


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ci sono anche film ambientati nella comunità Amish, come il poliziesco "Witness" (1985) di Peter Weir

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con H. Ford e l'attrice di Top Gun

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Tante persone lamentano di sentire il naso otturato, di avere difficoltà respiratorie e la sensazione di avere dei muchi in gola. Lo sappiamo,il corpo ci porta i messaggi del nostro inconscio.

Al bando quindi la tristezza e tutto ciò che ci opprime,bisogna avere il coraggio di "Respirare la vita",e riconnetterci al flusso.

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Per ridere veramente, devi essere in grado di sopportare il tuo dolore e giocare con esso.
(Charlie Chaplin)


Ma se una persona coscienziosa ha problemi seri che gli creano ansia, può al mattino alzarsi, far finta che non esistano e farsi una bella risata?:mmmm::censored:
Forse è il caso di ricorrere ai soliti rimedi naturali per liberare il naso chiuso
:;)

La congestione nasale è un fastidio che spesso si accompagna a starnuti frequenti, naso che cola, dolore pulsante localizzato nella zona compresa tra naso, occhi e zigomi e al mal di testa.
Accanto ai necessari rimedi farmacologici, è possibile ricorrere ad alcuni rimedi naturali per limitare il fastidio e migliorare lo stato generale di benessere, come:

Suffumigi al bicarbonato di sodio o all’eucalipto e fare impacchi con panni caldo-umidi sul naso

Lavaggi nasali, con soluzione fisiologica o soluzione ipertonica per favorire la pulizia delle cavità nasali; la soluzione ipertonica è preferibile perché riduce il gonfiore della mucosa nasale.

Realizza il tuo spray nasale. Aggiungi un cucchiaino di sale a una tazza di acqua tiepida e mescola bene. Versa l’acqua salata in una narice usando un contagocce con la testa leggermente reclinata all’indietro. Lascia che l’acqua salata riposi per 10 secondi e poi scarica delicatamente fuori dalla narice l’acqua e il muco. Ripeti con l’altra narice.

Bere bevande calde come brodi e tisane per una corretta idratazione.

Applicazione di olio d’oliva tiepido all’interno della narice, utile per la secchezza delle mucose

Fare docce calde, il cui vapore dà sollievo e libera il naso chiuso

Soffiare il naso con delicatezza

Rimedi per la notte
Durante il sonno, oltre ai rimedi sopracitati, è preferibile adottare i seguenti accorgimenti:

Umidificare l’aria della stanza, soprattutto nella stagione invernale quando il riscaldamento tende a seccarla eccessivamente, con vaporizzatori o umidificatori, reperibili in farmacia. Questo permette di mantenere la giusta umidità, contribuendo a tenere naso, bocca e gola ben idratati, durante il sonno.
Dormire con la testata del letto sollevata di circa 15-20 cm con l’utilizzo di cuscini, ciò può aiutare il drenaggio dei liquidi dai seni paranasali e a limitare i gonfiori nel naso.
Aerare la camera la mattina seguente, cercando di evitare sbalzi di temperatura, per eliminare così le tossine formatesi durante la notte.



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