Commissione di massimo scoperto=usura

terenzio

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da Virgilio.it

Si chiama Commissione di massimo scoperto ed è forse il "principe" dei costi occulti del conto corrente. Che può anche sfondare il tetto di usura

Facciamo un esempio: il medico vi ha prescritto una dieta rigida in base alla quale non potete assolutamente superare un certo tetto di calorie giornaliere, ma voi non volete rinunciare alle incursioni in pasticceria. Come fare? Semplice, basta mettere nel conto calorico solo la fetta di torta e tralasciare la crema che ci versate sopra. Vi sentite ligi alla prescrizione. Che poi questo non vi serva a dimagrire è un altro discorso.

E' più o meno questo il modo in cui molte banche si sottraggono all'accusa di usura. C'è un tetto massimo di interesse effettivo sui prestiti che non può essere superato per legge? Bene, per rimanere al di sotto di questa soglia è sufficiente escludere dal calcolo alcuni costi dell'indebitamento, cioè non farli rientrare nel Teg (tasso effettivo globale) sulla base del quale si calcola il tasso usurario. Uno di questi costi "sottratti" è la fatidica Commissione di massimo scoperto (Cms), una voce del conto corrente sconosciuta alla maggior parte degli utenti bancari, ma molto importante per le banche. Che infatti si guardano bene dal pubblicizzarla troppo.

La Cms è una commissione che la banca applica sulla punta massima di scoperto, cioè di conto “in rosso” raggiunta nell'arco di un determinato periodo, generalmente il trimestre. In quanto "commissione", appunto, non è calcolata tra gli interessi passivi - cioè quelli che il cliente deve pagare alla banca quando va in rosso - ma si aggiunge ad essi. Diciamo che è un modo, non troppo gentile né legittimo, che le banche usano per dissuadere il cliente dallo scoperto sul conto.

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Nessuna novità quindi sul modo di agire di questi "signori"...
 
balzello assurdo, come tanti nelle banche.
 
terenzio ha scritto:
da Virgilio.it

Si chiama Commissione di massimo scoperto ed è forse il "principe" dei costi occulti del conto corrente. Che può anche sfondare il tetto di usura

Facciamo un esempio: il medico vi ha prescritto una dieta rigida in base alla quale non potete assolutamente superare un certo tetto di calorie giornaliere, ma voi non volete rinunciare alle incursioni in pasticceria. Come fare? Semplice, basta mettere nel conto calorico solo la fetta di torta e tralasciare la crema che ci versate sopra. Vi sentite ligi alla prescrizione. Che poi questo non vi serva a dimagrire è un altro discorso.

E' più o meno questo il modo in cui molte banche si sottraggono all'accusa di usura. C'è un tetto massimo di interesse effettivo sui prestiti che non può essere superato per legge? Bene, per rimanere al di sotto di questa soglia è sufficiente escludere dal calcolo alcuni costi dell'indebitamento, cioè non farli rientrare nel Teg (tasso effettivo globale) sulla base del quale si calcola il tasso usurario. Uno di questi costi "sottratti" è la fatidica Commissione di massimo scoperto (Cms), una voce del conto corrente sconosciuta alla maggior parte degli utenti bancari, ma molto importante per le banche. Che infatti si guardano bene dal pubblicizzarla troppo.

La Cms è una commissione che la banca applica sulla punta massima di scoperto, cioè di conto “in rosso” raggiunta nell'arco di un determinato periodo, generalmente il trimestre. In quanto "commissione", appunto, non è calcolata tra gli interessi passivi - cioè quelli che il cliente deve pagare alla banca quando va in rosso - ma si aggiunge ad essi. Diciamo che è un modo, non troppo gentile né legittimo, che le banche usano per dissuadere il cliente dallo scoperto sul conto.

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Nessuna novità quindi sul modo di agire di questi "signori"...

Visto che a loro conviene sulla dissuasione non ci giurerei, anzi...

se no altrochè se la pubblicizzerebbero!
 
NordSudOvestEst ha scritto:
Visto che a loro conviene sulla dissuasione non ci giurerei, anzi...

se no altrochè se la pubblicizzerebbero!

:yes: OK!
 
terenzio ha scritto:
da Virgilio.it

Si chiama Commissione di massimo scoperto ed è forse il "principe" dei costi occulti del conto corrente. Che può anche sfondare il tetto di usura

Facciamo un esempio: il medico vi ha prescritto una dieta rigida in base alla quale non potete assolutamente superare un certo tetto di calorie giornaliere, ma voi non volete rinunciare alle incursioni in pasticceria. Come fare? Semplice, basta mettere nel conto calorico solo la fetta di torta e tralasciare la crema che ci versate sopra. Vi sentite ligi alla prescrizione. Che poi questo non vi serva a dimagrire è un altro discorso.

E' più o meno questo il modo in cui molte banche si sottraggono all'accusa di usura. C'è un tetto massimo di interesse effettivo sui prestiti che non può essere superato per legge? Bene, per rimanere al di sotto di questa soglia è sufficiente escludere dal calcolo alcuni costi dell'indebitamento, cioè non farli rientrare nel Teg (tasso effettivo globale) sulla base del quale si calcola il tasso usurario. Uno di questi costi "sottratti" è la fatidica Commissione di massimo scoperto (Cms), una voce del conto corrente sconosciuta alla maggior parte degli utenti bancari, ma molto importante per le banche. Che infatti si guardano bene dal pubblicizzarla troppo.

La Cms è una commissione che la banca applica sulla punta massima di scoperto, cioè di conto “in rosso” raggiunta nell'arco di un determinato periodo, generalmente il trimestre. In quanto "commissione", appunto, non è calcolata tra gli interessi passivi - cioè quelli che il cliente deve pagare alla banca quando va in rosso - ma si aggiunge ad essi. Diciamo che è un modo, non troppo gentile né legittimo, che le banche usano per dissuadere il cliente dallo scoperto sul conto.

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Nessuna novità quindi sul modo di agire di questi "signori"...
Come alcune altre voci dell'estratto conto (tipo la clausola "uso piazza" per determinare il tasso di interesse da corrispondere alla banca sui conti scoperti) anche la c.m.s. è dichiarata nulla dai tribunali, con conseguente condanna alla restituzione delle cifre pagate a tale titolo.
Per approfondimenti sul teme c'è il thread "Anatocismo" nella sezione Officine giuridiche.
Per i privati non penso abbia senso fare causa, ma per le piccole e medie imprese la faccenda merita approfondimenti.
 
aston ha scritto:
Per i privati non penso abbia senso fare causa, ma per le [size=+2]piccole e medie imprese[/size] la faccenda merita approfondimenti.

che è poi il mio caso, grazie davvero!
 
Ad esempio riporto uno stralcio della sentenza 422/06 del Tribunale di Lecce

"...Deve, altresì, ritenersi illegittima la pretesa della banca relativa alla commissione di massimo scoperto ed ai giorni valuta. È stato osservato, infatti, che "La commissione di massimo scoperto, enunciata quale corrispettivo per il mantenimento dell'apertura di credito e indipendentemente dall'utilizzazione dell'apertura di credito stessa, é nulla per mancanza di causa, atteso che si sostanzia in un ulteriore e non pattuito addebito di interessi corrispettivi rispetto a quelli convenzionalmente pattuiti per l'utilizzazione dell'apertura di credito" (Cfr. Tribunale Milano, 4 luglio 2002). Inoltre, "L'assenza di previsione della commissione di massimo scoperto nel contratto di conto corrente, anche se stipulato "ante" l. n. 154 del 1992, ne comporta la non debenza; non é idoneo a legittimare la pretesa di tale commissione il richiamo alle norme bancarie uniformi ed alle istruzioni della Banca d'Italia" (cfr. Corte appello Lecce, 22 ottobre 2001).
Con riguardo alla questione dei giorni-valuta, va rilevato, anche in conformità all'orientamento di questo Tribunale che "nulla é anche la clausola dei c.d. giorni valuta per gli addebiti e gli accrediti, in quanto gli stessi, nel caso di specie, non risultano computati in relazione al giorno in cui é stata effettuata l'operazione bancaria" (Cfr. Trib.. Lecce 11/03/2005, Giudice dott.. De Pascalis)..."
 
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