Comparazione Debiti Pubblici et altro...

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Ho pensato di creare questo monitor per seguire l'evoluzione dei conti pubblici di questi tre paesi. L'andamento dell'Italia ovviamente ci interessa per controllare l'affidabilità dei titoli di Stato presenti nella maggior parte dei portafogli italici. La Germania è il punto di riferimento dell'eurozona e pietra di paragone della virtuosità dei bilanci pubblici. La Gran Bretagna è un caso a parte, un cane sciolto utile per ragionare su cosa influenza la percezione degli investitori internazionali. E le conseguenti decisioni di investimento...
Mi sembra che questo monitor di dati macro, oltre al flusso delle notizie al riguardo, abbia diretta attinenza con le micro decisioni a livello operativo, ma se i mod riterranno di spostare questo argomento di discussione in altra sezione....:bow:
 

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Ho pensato di creare questo monitor per seguire l'evoluzione dei conti pubblici di questi tre paesi. L'andamento dell'Italia ovviamente ci interessa per controllare l'affidabilità dei titoli di Stato presenti nella maggior parte dei portafogli italici. La Germania è il punto di riferimento dell'eurozona e pietra di paragone della virtuosità dei bilanci pubblici. La Gran Bretagna è un caso a parte, un cane sciolto utile per ragionare su cosa influenza la percezione degli investitori internazionali. E le conseguenti decisioni di investimento...
Mi sembra che questo monitor di dati macro, oltre al flusso delle notizie al riguardo, abbia diretta attinenza con le micro decisioni a livello operativo, ma se i mod riterranno di spostare questo argomento di discussione in altra sezione....:bow:

bello, io però lo allargherei ai principali TDS esteri: PIGS, argentina, brasile,....
 
Ho letto sul sole o milano finanza tempo addietro, che la Germania nel conteggio debito pil non ha inserito i debiti derivanti dalla KFW istituto di finanziamento pubblico tedesco. Inserendolo come andrebbe fatto, il debito pil equivarrebbe se non ricordo male a quasi 20 punti in più.................:yes: e ci vengono a rompere le scatole a noi....
 
Ho letto sul sole o milano finanza tempo addietro, che la Germania nel conteggio debito pil non ha inserito i debiti derivanti dalla KFW istituto di finanziamento pubblico tedesco. Inserendolo come andrebbe fatto, il debito pil equivarrebbe se non ricordo male a quasi 20 punti in più.................:yes: e ci vengono a rompere le scatole a noi....

Ti confermo che il debito KFW, di cui non conosco l'ammontare, non vi rientra.

Windows dressing anche sul debito UK: se andate a vedere il loro istituto statisco nazionale, vedrete che conteggiano a parte i debiti che di fatto si sono accollati con il salvataggio di alcune banche. Ma non gli basta, conteggiano il debito netto....se lo facesse l'Italia allora saremmo al 100% deb/pil. Io nella tabella ho messo i dati Eurostat per l'UK.
 
In altro thd postai questo grafico. Secondo me è molto importante e significativo. Mostra quali sono stati i fattori che hanno contribuito ai recenti aumenti dei debiti pubblici. Per l'Italia è preponderante, in questi ultimi anni, il peso che hanno gli interessi sul nostro grande debito (mentre per UK il calo delle entrate per es.). E questo ci fà capire l'importanza vitale che giocano in questo momento gli interessi che andremo a pagare sul debito da rinnovare, il loro livello. Se rinnoveremo a tassi intorno al 5% sui titoli lunghi ce l'avremo fatta.
 

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Buone nuove dal sito del Tesoro. Abbiamo il disavanzo, ora manca il dato del Pil 2011. Cresci Italia!!!


FABBISOGNO: il 2011 chiude meglio del previsto

Il saldo migliora di 5,5 miliardi rispetto al 2010 3 miliardi più delle stime ufficiali DEF.

Il fabbisogno annuo del settore statale del 2011 registra un miglioramento significativo non solo rispetto all'anno precedente ma anche in relazione alle ultime stime ufficiali inserite nella Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza.

Il fabbisogno del 2011 ammonta - con i dati provvisori al 31.12.2011 - a circa 61,5 miliardi, 5,5 miliardi in meno rispetto all'anno precedente che aveva chiuso con un fabbisogno annuo di circa 67 miliardi. Il miglioramento arriva quasi a 8 miliardi se si confronta il dato annuo 2010 e 2011 in modo omogeneo escludendo l'erogazione per il sostegno finanziario alla Grecia, che nel 2011 è stata molto più rilevante (circa 6 miliardi contro i 4 miliardi circa del 2010) .

Rispetto alle ultime stime DEF che si basavano per il 2011 su un fabbisogno di 64,8 miliardi, il dato effettivamente registrato sul fabbisogno 2011 è migliorativo di oltre 3 miliardi.

Sul risultato ottenuto incide sia l'andamento più favorevole degli incassi fiscali sia l'andamento riflessivo di alcuni comparti di spesa.

Per quanto riguarda il dato mensile, relativo al dicembre 2011, si segnala un avanzo del settore statale provvisoriamente determinato in oltre 8 miliardi, inferiore di circa 2 miliardi rispetto a quello realizzato nel dicembre 2010 che fu di oltre 10 miliardi. In termini omogenei, tenuto conto dell'erogazione a favore della Grecia e della riduzione della percentuale di acconto IRPEF, l'avanzo del mese si attesterebbe a oltre 12 miliardi.

In particolare, dal lato degli incassi nel mese di dicembre è da segnalare il buon andamento delle entrate fiscali nonostante il differimento al 2012 del versamento di 17 punti percentuali dell'acconto Irpef (circa 3 miliardi), disposto in attuazione dell'articolo 55 del D.L. 78/2010, come modificato dalla legge di stabilità per il 2012, per alleggerire il carico fiscale di fine anno dei contribuenti persone fisiche.

Dal lato dei pagamenti, rispetto all'analogo mese di dicembre 2010, il saldo del mese sconta, oltre alla citata erogazione a favore della Grecia, una dinamica in linea con le previsioni. In particolare si segnalano il contenuto aumento alla spesa per interessi, i trasferimenti alle regioni che hanno rispettato i piani di rientro della spesa sanitaria e l'accelerazione dei rimborsi fiscali.

————

Roma, 2 gennaio 2012
 
questa è l'escalation del nostro debito pubblico in miliardi di euro:
1987 460
1988 523
1989 590
1990 664
1991 751
1992 848
1993 959
1994 1.067
1995 1.149
1996 1.211
1997 1.238
1998 1.254
1999 1.282
2000 1.300
2001 1.357
2002 1.367
2003 1.392
2004 1.442
2005 1.508
2006 1.584
2007 1.602
2008 1.667
2009 1.764
2010 1.843
2011 1.884
 
dicono di si, anche a me risulta passata la soglia dei 1900, mi sono solo rifatto ai dati di milano finanza non da molto pubblicati , debito che cresce tra le altre cose di 2700 euro al secondo :rolleyes:
 
mi è arrivata questa segnalazione tratta dal sito di Giancarlo Dall'Aglio che riporto integralmente:
La Germania bara sui conti pubblici: ecco come
martedì 3 gennaio 2012 14:52:35


Come sapete, sostengo da tempo che l’atteggiamento della Germania in questa crisi è inappropria, dettato com’è dai soliti interessi legati al mantenimento dell’elettorato e ai cospicui guadagni che fino ad oggi i tedeschi sono riusciti a fare, convogliando sul Bund gli acquisti europei di debito sovrano considerato “sicuro”. A tal proposito voglio condividere con voi un’interessantissima disamina del dott. Michele Spallino, mentore dei miei inizi in borsa nel 2000 e acuto preconizzatore, in tempi non sospetti, dello scoppio di una serie di bolle a cui abbiamo via via assistito durante gli ultimi anni.

“Tra le mostruosità generate dall'euro in quanto valuta unica tra economie profondamente diverse, ed in assenza di un unico governo federale, vi è quella della super bolla sui bund tedeschi, che a furia di essere comprati da tutti come "bene rifugio" sono arrivati a rendimenti ridicoli, ben negativi in termini reali considerando che l'inflazione in Germania viaggia al 3% e – nelle eufemistiche ipotesi BCE- non scenderà sotto il 2% neanche nei prossimi ani. Invece i bund decennali rendono l'1,8% lordo, gli schaltz biennali poco più di dieci centesimi. Dunque l'euro-mostro beneficia i tedeschi non solo con l'enorme vantaggio commerciale (nel 2011 altri 100 miliardi di surplus intra europeo), bensì anche con costi della finanza pubblica nulli in termini reali, e minimi in valore nominale.
Il tutto a fronte di una situazione di finanza pubblica ben più grave e pericolosa di quanto non venga percepito: se è vero, infatti, che il debito pubblico esplicito tedesco ammonta al 85,8% rispetto al Pil, il debito implicito arriva al 111,8%, portando il divario di sostenibilità ad un inaudito 197,6 %. Per avere un termine di raffronto, si consideri che con la stessa metodologia in Italia a fronte di un consistente debito pubblico esplicito del 120%, il debito implicito ammonta solo al 28%, per un divario di sostenibilità complessivo del 148%. Ma che cosa si intende per debito implicito e debito esplicito? Il primo rappresenta il bilancio dello Stato e degli enti periferici, il secondo la spesa per previdenza, sanità, assistenza sociale. Parlando di cifre tedesche: ai 2080 miliardi del primo se ne devono sommare almeno altri 5000 per avere una fotografia chiara dello stato effettivo del deficit tedesco: oltre 7 trilioni di debito reale. Una cifra che pone la Germania sull'orlo del collasso nonostante la sua tanto decantata virtuosità. Ma come è possibile che la spesa assistenziale e previdenziale raggiunga una tale spropositata entità? E' necessario sfatare un mito (l'ennesimo, a dir la verità…): il welfare tedesco, tanto ammirato anche e soprattutto dai tecno-europeisti italiani, è tutt'altro che efficiente. Fa acqua da tutte le parti. Una distinzione preliminare innanzitutto: quella che noi in Italia chiamiamo «pensione» in Germania si divide in due ben distinte categorie, ovvero «Pensionen» e «Renen». La prima, più assimilabile alla nostra pensione, è destinata solo ed esclusivamente agli ex dipendenti pubblici e risulta particolarmente cospicua: 103.700 fruitori (circa il 15,82% dei beneficiati) percepisce oltre i 3500 Euro mensili, seguiti in percentuale dagli oltre 90.000 che percepiscono circa 2700 euro mensili e dai 77.000 (11,75%) che arrivano ai 2250 euro al mese. In coda abbiamo 9600 ex pubblici dipendenti (appena l'1,46%) che arrivano ai 1000 euro mensili. Complessivamente i fortunati «Pensionare» tedeschi sono circa 650.000. Discorso assai diverso per i «Rentner», ovvero i fruitori di trattamento previdenziale generico: il 46% di questi ultimi infatti non arriva a percepire 700 euro mensili. L'8,37% (1.139.178 individui per la precisione) prende meno di 150 euro al mese (!!!). I «Rentner» più fortunati, appena 26.545 (lo 0,20%) arrivano a circa 2100 euro al mese. Ora, va da sé che non è immaginabile vivere in un Paese come la Germania, ove il costo medio della vita è molto alto, con cifre esigue al limite del ridicolo (o, meglio, del tragico…), quindi come fanno a campare i poveri pensionati tedeschi? Semplice: subentra l'assistenzialismo di Stato che integra le magrissime entrate dei «Rentner» al fine di garantire loro la sussistenza e nulla di più. Questo consente al governo di mascherare una spesa corrente effetti va allucinante (circa 5000 miliardi, appunto) come uscita formalmente non incidente sul debito pubblico esplicito dello Stato: una vera e propria cosmesi di bilancio finalizzata a simulare l'adempimento pieno ai parametri di Maastricht. Parametri peraltro ideati e organizzati dalla Germania stessa e che a tutt'oggi non prevedono la valutazione del divario di sostenibilità complessivo (debito esplicito +debito implicito) al fine della valutazione di congruità del bilancio di un paese, ma prendono in esame, guarda caso, solo il debito implicito.
L'apparente severità nei confronti degli altri Stati dell'Eurozona, non è determinata pertanto dal disdoro, tipicamente luterano, nei confronti di coloro che non hanno svolto il proprio dovere, quanto da una situazione di oggettivo predominio. Infatti i tedeschi sono gli unici nella serie di recenti manovre economiche che, anziché contenere il debito pubblico, lo hanno ulteriormente espanso: ad esempio la manovra finanziaria tedesca per il 2012, approvata pochi giorni fa, aumenta il deficit pubblico da 20 a 26 miliardi di euro, prevedendo tra le altre cose un cospicuo aumento di 600 Euro mensili per le ricche pensioni degli alti burocrati di Stato (fonte: Bild Zeitung)”.

E quindi, mentre noi veniamo additati come la pecora nera dell’Europa , suscitando le risatine di Sarkozy, chi ride davvero sotto i baffi è la Sig.ra Merkel, ma attenzione che la storia di quel signore tedesco con quegli strani baffetti tanti anni fa, non è finita bene.
 
Quadro sintetico della situazione UK

Punti di forza:

Svalutazione competitiva, la sterlina è scesa da 0,7£ per 1 euro fino quasi al cambio di 1 a 1 nella fase + acuta della crisi UK, per poi risalire fino all'attuale cambio di circa 0,8£/€ dopo l'insediamento del nuovo governo;

Acquisto di titoli di Stato lunghi da parte della BOE, per un controvalore di circa 200 miliardi, e conseguenti tassi sui titoli a 10 anni al 2%;

All'inizio della crisi, 2007, debito pubblico basso, circa 44,4% del Pil nel 2007;

Il governo insediatosi nel maggio 2010 ha subito indicato che avrebbe dovuto operare scelte difficili per affrontare la crisi e contrastare il bilancio pubblico disastrato con deficit/Pil al -10,3%;

Apparato dei media molto forte e seguìto anche all'estero;

Almeno due grandi banche, HSBC e Standard Chartered, che stanno approfittando della crescita economica dei paesi emergenti (ora + che emersi);

Evasione fiscale “fisiologica”;

Criminalità organizzata “fisiologica” o assente;


Punti di debolezza:

deficit pubblico ancora alto e pareggio di bilancio previsto nel 2017;
debito pubblico che sta puntando al 100% in rapporto al Pil;
due grosse banche, Lloyds e RBS, salvate dallo Stato e piene di mondezza;
dibattito politico sul rapporto con l'Unione Europea e suo mercato interno;
 

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La Germania bara sui conti pubblici: ecco come
martedì 3 gennaio 2012 14:52:35

Se andiamo a vedere le implicazioni sui bilanci pubblici futuri di tutti i paesi "avanzati", leggasi popolazione che invecchia, e quindi aumento di spese mediche, pensionistiche, assistenziali, credo che il problema valga per tutti...
 
Debito implicito, una tabella dove non sfiguriamo:
 

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secondo questo sito,di un istituto finanziario di Torino,il debito sta scendenso discretamente
Debito HTML
 
Debito italiano su scala logaritmica (dati del Min. Tesoro):
 

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Debito/Pil Italia (al 2010):
 

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Mario Monti parlò:


L'Italia sta facendo la sua parte, ora vuole che i tassi sui suoi titoli pubblici si abbassino. Chi farà il lavoro che la BOE ha fatto per i Gilt inglesi? BCE, Deutsche banke, fondi pensione tedeschi etc., è ora che cominciate ad acquistare BTP....
 
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