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Presi del tutto a caso - trombe sparse

Però bisognerebbe non dimenticarsene


BANKITALIA:TAROLLI; FAZIO NON TRABALLA, E' GUIDA PER SISTEMA

(V.'LEGA: CALDEROLI, FAR TRABALLARE FAZIO?...' DELLE 11,16) (ANSA) - ROMA, 10 DIC - Sotto la guida del governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio ''abbiamo assistito alla piu' profonda ristrutturazione del sistema bancario italiano degli ultimi quaranta anni, che ha reso tale sistema piu' forte e piu' competitivo sia sul piano interno che internazionale''. E' quanto ha affermato il senatore Ivo Tarolli, Vice Presidente Udc, rispondendo alle affermazioni del vice presidente del Senato e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Roberto Calderoli, secondo il quale Fazio ''traballa'' nel suo ruolo di governatore. ''Calderoli ha la memoria corta'', afferma Tarolli ricordando anche che sotto la guida dell'attuale numero uno di via Nazionale ''il sistema bancario ha provveduto al salvataggio e al rilancio della piu' grande azienda meccanica del Paese: la Fiat, salvaguardando il lavoro a migliaia di lavoratori italiani''. Per cui, secondo il senatore ''se ci sono state crisi di singole aziende industriali, come quello di Cirio, che hanno provocato ricadute negative sul circuito finanziario, questo non puo' essere attribuito al Governatore della Banca d'Italia; che pertanto deve considerarsi in ottima salute e per niente traballante come inopinatamente vorrebbe sostenere il Senatore Calderoli''. ''Sollevare inutili speculazioni in una fase di congiuntura economica dove si cominciano ad intravedere i primi segnali di ripresa - conclude Tarolli - potrebbe provocare effetti negativi sul sistema creditizio nel suo complesso''. (ANSA). FOL


15:54 Parmalat non seguirà Cirio, garanzie da manager - Alemanno

ROMA, 10 dicembre (Reuters) - Il ministro dell'Agricoltura,
Gianni Alemanno, si dice convinto che il gruppo Parmalat
, per il quale si teme una crisi di liquidità, sia in
grado di evitare il default in cui è invece caduto il gruppo
alimentare Cirio.
"Credo che siano situazioni completamente diverse, che
Parmalat supererà questa difficoltà. L'impianto complessivo è
sano, ho sentito uomini del management di Calisto Tanzi
(presidente Parmalat): mi hanno dato garanzie. Quindi ho tutte
le speranze, ci sono tutte le condizioni, perchè Parmalat non
segua l'esempio di Cirio", ha detto Alemanno a margine di un
convegno sull'immigrazione.


13:44 Parmalat, analisti delusi chiedono più chiarezza su liquidità

MILANO, 10 dicembre (Reuters) - Il comunicato diffuso ieri
da Parmalat ha lasciato a bocca asciutta il mercato,
in attesa di informazioni più precise, soprattutto sulla reale
consistenza della liquidità e dell'indebitamento del gruppo.
"Il cda tanto atteso ha partorito un topolino", commenta
Marco Vailati, gestore di Profilo Asset Management.
Ieri sera, al termine di un cda straordinario su cui era
puntata l'attenzione di tutti, Parmalat ha comunicato che
rimborserà il bond da 150 milioni di euro entro il termine
ultimo del 15 dicembre, che il piano di rimborso del fondo
Epicurum resta da definire e che a Enrico Bondi è stato affidato
un incarico di consulenza per un'eventuale ristrutturazione.
"Mi auguro che si faccia chiarezza sulla situazione
effettiva, qual è la cassa, quanto è disponibile e qual è il
debito effettivo", dice un analista milanese che preferisce non
essere citato. "Ancora le cose da chiarire sono tante e speriamo
che lo facciano al più presto".


12:47 Parmalat, Marzano spera sia possibile evitare nuovo caso Cirio

ROMA, 10 dicembre (Reuters) - Il ministro delle Attività
produttive, Antonio Marzano, spera che nel caso di Parmalat
sia possibile evitare un nuovo mancato pagamento di
bond come successo per Cirio.
"Spero di no (che non sia come Cirio)", ha detto Marzano ai
giornalisti a margine di un convegno dopo aver precisato di non
essere interessato al momento dalla vicenda del gruppo
alimentare di Parma per il quale si teme una crisi di liquidità.
"Dal piano che riusciranno a formulare i consulenti e
dall'impegno della famiglia che è stato già annunciato spero che
sia possibile evitarlo", ha aggiunto.
Un anno fa il gruppo agro-industriale Cirio è stato
dichiarato insolvente sugli oltre 1,1 miliardi di bond emessi.
Parmalat non ha rimborsato lunedì un bond da 150 milioni di
euro. Il presidente del gruppo, Calisto Tanzi, ha assicurato
ieri che il pagamento verrà effettuato entro lunedì e ha
incaricato Enrico Bondi, manager gradito al sistema bancario, di
occuparsi della ristrutturazione del gruppo in qualità di
consulente.


Capitalia: Della Valle, Geronzi e' un grande banchiere
(FIN) Capitalia: Della Valle, Geronzi e' un grande banchiere Radiocor - Firenze, 10 dic - "Geronzi e' un grande banchiere italiano, che non avra' problemi a dimostrare come ha operato". Questa la risposta di Diego Della Valle a chi gli chiedeva un commento alla vicenda di Capitalia nel corso del convegno organizzato da Progetto Citta'. "Lo conosco bene, - ha continuato il patron di Tod's - e' una persona di prim'ordine, molto seria. Lo considero uno dei pilastri del sistema bancario e una delle persone che ha dato una mano al sistema industriale italiano, a volte senza dirlo". Mod (RADIOCOR) 10-12-03 13:14:05 (0292) 5 NNNN


Cirio: Marzano, importante che core business resti italiano

(FIN) Cirio: Marzano, importante che core business resti italiano Del Monte puo' andare all'estero Radiocor - Roma, 10 dic - L'auspicio del ministero delle Attivita' produttive sulla Cirio e' che "l'impresa che fa il core business rimanga italiana, e questo accadra'". Cosi' Antonio Marzano si sofferma sul piano di cessioni presentato ieri dai commissari straordinari della Cirio che prevede la scissione del gruppo in due: Cirio-De Rica da un lato e Del Monte dall'altro. Secondo Marzano non e' un problema che la Del Monte venga venduta all'estero perche', spiega, "non fa parte del core business". Col-sim-gr- (RADIOCOR) 10-12-03 12:35:25 (0251) 5 NNNN


12:56 FAZIO: SABATO LAUREA HONORIS CAUSA UNIVERSITA' PONTIFICIA SALESIANA
(ASCA) - Roma, 10 Dic - Il governatore della Banca d'Italia
Antonio Fazio riceve sabato prossimo dall'Universita'
Pontificia Salesiana la laurea honoris causa. Per l'occasione
Fazio terra' una lezione.


Parmalat: Della Valle, deve restare in mani italiane
(FIN) Parmalat: Della Valle, deve restare in mani italiane Azienda eccellente sotto il profilo industriale Radiocor - Firenze, 10 dic - "Speriamo che Parmalat non abbia grossi problemi finanziari. E' un'azienda che deve rimanere in mano italiana". Questo il commento di Diego Della Valle, presidente di Tod's, al caso Parmalat nel corso di un convegno organizzato da Progetto Citta'. "Vedremo cosa succedera' nei prossimi giorni - ha proseguito Della Valle - sotto l'aspetto industriale e' un'eccellente azienda". Mod- (RADIOCOR) 10-12-03 13:33:14 (0318) 3 NNNN



18:54 PUNTO 2-Parmalat, S&P's taglia rating, lamenta info "fuorvianti"


(aggiunge dichiarazioni di analisti S&P su downgrade) LONDRA, 10 dicembre (Reuters) - Il drastico declassamento da
parte di Standard & Poor's dei rating a lungo e breve termine di
Parmalat Finanziaria e della controllata Parmalat spa,
che in 24 ore sono precipitati dal livello di investiment grade
alla soglia del default, è dovuto al "chiaro e attuale rischio
di insolvenza" che per l'agenzia "è aumentato". Il downgrade, inoltre, è scattato solo all'indomani della
scadenza del bond 8/12/2003 da 150 milioni di euro non ancora
rinborsato, e non prima, in quanto fino al fine-settimana scorsa
Parmalat aveva fornito ai mercati e alla stessa S&P
"informazioni fuorvianti" sulla sua liquidità, dice l'agenzia di
rating. "Fino a venerdì scorso avevamo ricevuto forti e positive
rassicurazioni dalla società, ma ora crediamo che la maggior
parte delle informazioni fornite sino a venerdì scorso da
Parmalat a Standard & Poor's e ai mercati fossero fuorvianti" ha
detto l'analista di S&P's Hugues de La Presle durante una
conference call. "Sulla base delle informazioni dettagliate fornite da Parmalat e dai revisori", ha aggiunto l'analista, "fino a
venerdì scorso non vedevamo un'incombente crisi di liquidità per
Parmalat".


mannaggia, da che mani dipende la nostra vita....

bye
 
Risparmio: Pedrizzi, Ddl su indipendenza revisori conti

(FIN) Risparmio: Pedrizzi, Ddl su indipendenza revisori conti Accelerazione tempi alla luce di vicende Cirio e Parmalat Radiocor -

Roma, 16 dic - Gli episodi avvenuti in Usa ed in Italia, tra cui "le note vicende Cirio e Parmalat", porteranno ad una accelerazione, in commissione Finanze del Senato, dei tempi per il varo di un Ddl che disciplini compiutamente e in maniera organica la materia degli analisti finanziari, dei revisori contabili e dei prestiti obbligazionari emessi da societa' operanti in mercati regolamentati". Lo preannuncia il presidente della commissione, Riccardo Pedrizzi (An), che intende mettere all'odg dei lavori un progetto generale di legge

in materia di finanza e tutela degli investitori.

com-nep (RADIOCOR) 16-12-03 18:01:14 (0692) 5 NNNN



RIDONDANZE : deve essersi già dimenticato di aver votato per la depenalizzazione del falso in bilancio , che come tutela degli investitori è più che sufficiente

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Parmalat: Capuano, distinguere casi isolati da resto listino
(FIN) Parmalat: Capuano, distinguere casi isolati da resto listino Radiocor - Milano, 16 dic - "E' importante che siano casi isolati.

Da questo punto di vista

credo che un risparmiatore un po' evoluto sappia isolare i casi che sono critici da tutto il resto del listino".

Cosi' Massimo Capuano, a.d. di Borsa Italiana interpellato in merito all'impatto del caso Parmalat sulla fiducia degli investitori. A proposito dell'informazione in generale sul caso Parmalat, Capuano ha risposto che "non dovevamo dare noi l'informazione tocca alla societa', noi la diffondiamo". Gli-rd (RADIOCOR) 16-12-03 13:50:38 (0390) 5 NNNN



Allora S&P e simili sono dei ritardati
 
Ma che fai vai a cercare le illazioni politiche che passano sulla stampa circa l’argomento credito ed il suo timoniere?
Forse ti sei scordato che questi ultimi anni i giornali si sono gonfiati della sezione finanziaria che ospitano diventando più pesanti sia come peso specifico che finanziario?
I partiti poi, lungimiranti come sempre, buttano le mani avanti prima di cadere.
Sai non fosse mai che li servisse un nuovo Presidente della Repubblica!!
Bisogna conservare la moralità della categoria vergine, nella sacra sacrorum.
 
Scritto da skepsi
Ma che fai vai a cercare le illazioni politiche che passano sulla stampa circa l’argomento credito ed il suo timoniere?
Forse ti sei scordato che questi ultimi anni i giornali si sono gonfiati della sezione finanziaria che ospitano diventando più pesanti sia come peso specifico che finanziario?
I partiti poi, lungimiranti come sempre, buttano le mani avanti prima di cadere.
Sai non fosse mai che li servisse un nuovo Presidente della Repubblica!!
Bisogna conservare la moralità della categoria vergine, nella sacra sacrorum.

ciao ,
non lo trovi divertente ? che scalcagnata banda di ottoni ossidati !
Faccio solo una microraccolta di insulti che questi personaggi inviano tutti i giorni alla gente che quotidianamente va a lavorare per pagare anche il loro stipendio
E molte loro prodezze non le dimentico - soprattutto di quello che fanno - sotto qualunque bandiera - E' come togliergli il trucco . (glielo mettiamo noi) senza cerone e make-up non vedresti più nulla
Poi il timoniere mi sta proprio antipatico , credo non valga una cicca , è un esubero e se fosse in una fabbrica sarebbe già stato messo in cassa integrazione

notte
 
Oggi la banda no ha suonato

Probabilmente alla ricerca di un nuovo sparito

Piccoli risparmiatori fai da te , incompetenti ,avidi ,affidatevi ai professionisti che sono competenti , il rating , ci sono gli organismi di controllo e tutela del risparmio ,..... investitori istituzionali.....


Alla ricerca di un nuovo spartito ... e il timoniere alla ricerca del timone smarrito

Gruppo Intesa (27,2%)
Gruppo San Paolo IMI (17,23%)
Gruppo Capitalia (11,15%)
Gruppo Unicredito (10,97%)
Gruppo Assicurazioni Generali (6,33%)
INPS (5%)
Banca Carige (3,96%)
BLN (2,83%)
Monte dei Paschi di Siena (2,50%)
Cassa d Risparmio di Firenze (1,85%)
RAS (1,33%)

bye
 
Eccone uno - Andate a rivedere la sua precedente suonata (1° post)


PARMALAT: TAROLLI, EVITARE POLVERONI E RIMPALLI COLPE

SERVONO PIU´ EFFICACI CONTROLLI INTERNI E POTERI PER CONSOB
(ANSA) - ROMA, 19 DIC - Polveroni accusatori e rimpalli di
responsabilità non servirebbero a nulla. Il caso Parmalat
dovrebbe invece richiedere maggiori strumenti per il controllo
interno delle società da parte dei revisori e il potenziamento
di quelli affidati alla Consob.
E´ quanto afferma il vice presidente Udc al Senato, Ivo
Tarolli, secondo il quale "il susseguirsi delle notizie
negative sulla difficile situazione di Parmalat, seguita a poca
distanza da quella di Cirio, dovrebbe suggerire che occorre
individuare più efficaci strumenti sia per ciò che attiene alla
trasparenza e alla "governance" di questi grandi gruppi
industriali e, più in generale, su tutte le forme di controllo
interno, sia sulle modalità con cui vengono certificati i
controlli interni da parte dei revisori e sugli strumenti, da
potenziare, affidati all´organo di controllo delle società sul
mercato (Consob)".

Per Tarolli "lo sforzo dovrebbe essere quello di vedere
tutte le parti interessate animate da un convergente impegno per
recuperare, in un momento di congiuntura economica nel quale
però si cominciano a registrare i primi segnali di ripresa,
spirito costruttivo e concordia d´intenti".

Per questo - secondo Tarolli - "indugiare sui rimpalli di responsabilità non serve a niente; altrettanto inutile, anzi dannoso, è il sollevare polveroni in chiave accusatoria. Sarebbe, in definitiva, una strada semplicistica che favorirebbe l´aumento
della conflittualità senza portare un contributo utile in una
fase di difficoltà".(ANSA).


????????
:eek: :confused:
 
......a proposito.......


LA PADANIA - 7 Mag 1998
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Gheddafi, Craxi, Berlusca: soci in affari di ....
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FEDERCONSORZI / 3 - Il piano del finanziere Fiorini per mettere le mani sul patrimonio della holding agricola. Nella rete distributiva dei Consorzi dovevano inserirsi Tamoil e Standa.

Abbiamo rischiato di trovarci pure i libici nell'affare del crac Federconsorzi.
Evidentemente non bastavano i Mig a sorvolare il Paese o a giocare alla guerra con la Nato sui cieli di Ustica. La svendita del patrimonio Fedit, tutto compreso, dai palazzi di Roma coi loro quadri, le loro collezioni d'arte inventariate persino da Federico Zeri (che magari vorremmo sapere che fine hanno fatto), sino ai cereali nei silos della Padania, per arrivare alla Polenghi, tutto, ma dico, proprio tutto, doveva finire sul tavolo del colonnello libico.
Cosa ne avrebbe fatto poi non lo sappiamo, ma di certo questo regalo ci pare piuttosto singolare. Quantomeno anomalo. Come se di compratori, di acquirenti interessati non ne fossero esistiti altri sulla piazza.
ETERNI AMICI PER LA PELLE Ma facciamo, è d'obbligo, un passo indietro. I protagonisti di questa storia, tutta intenzionata a fare affari con un Paese sul quale era stato decretato nel 1992, anno in cui si svolgono i fatti che andiamo a raccontare, persino un embargo dell'Onu, finiscono tutti in -isti. O in -ista, se vogliamo analizzare la vicenda soggetto per soggetto.
Socialista era il finanziere Florio Fiorini, in carcere a Ginevra per il crac della sua società, la Sasea. Fu testimone di straordinari intrecci affaristici della prima Repubblica, come le super tangenti Enimont, o come, ad esempio, il "transito" di certe operazioni finanziarie sul Banco Espanol de Credito, il Banesto, all'epoca di Felipe Gonzales, pure lui socialista, s'intende.
IL COMMISSARIO LOCATELLI E Federconsorzi? Ci arriviamo. Scrive Fiorini nel suo memoriale pubblicato a stralci dal settimanale L'Espresso il 24 ottobre '93 alla vigilia del primo grande dibattimento contro Sergio Cusani per la storia Enimont: «Roma, 1992. Mi chiama Pompeo Locatelli».
Rinfreschiamoci la memoria: è quello stesso Locatelli, commercialista socialista, indicato dal ministro Goria nella terna dei commissari di Federconsorzi. Bene, proseguiamo. «Locatelli ci ha rifilato un bidone, qualche anno prima, e ha un debito di riconoscenza con me.
Mi propone di studiare un piano per la Federconsorzi». SARÀ UN PIANO DEL GAROFANO Ci tiene, Fiorini, a rivendicare la paternità della scalata alla Federconsorzi. In queste righe c'è tutta la preoccupazione di "fregare" in volata un'altra cordata di finanzieri, che escono questa volta dal ventre della Balena Bianca. È uno scontro tra titani.
Sentite cosa scrive.«Naturalmente sarà un piano socialista, perché i democristiani hanno già messo al lavoro la Akros di San Roveraro (la finanziaria presieduta dal diccì Gianmario Roveraro, in corsa con Sergio Cragnotti, già vicepresidente Montedison, anche per rilevare la Polenghi Lombarda, n.d.r.). Mi faccio dare i dati, e poi l'idea mi viene. Allora: ci sono debiti per 5mila miliardi.
Proponi un concordato al 40 per cento in contanti (suggerisce Fiorini a Locatelli, n.d.r.). Non conversione dei debiti». IL CONCORDATO PIACEVA A CRAXI Un momento, per favore: se non abbiamo capito male, l'idea di spingere sul concordato, per aggiustare sotto banco le cose, ed evitare la dichiarazione di fallimento, per portare i libri contabili in Tribunale, arriva pure dal Psi craxiano. Prosegue Fiorini: «Se le banche il piano nostro lo accettano, bene. Sennò accetteranno quello di Roveraro. Allora, hai comperato tutti gli arrivi per 2mila miliardi. Hai gli immobili: mille miliardi. I crediti li incassi e ci paghi i fornitori. Ti rimane un po' di cassa».
TAMOIL, STANDA E PARMALAT. Dopo, ho un'organizzazione di vendita in tutti i comuni d'Italia. Ci vendo i prodotti petroliferi della Tamoil, i prodotti alimentari della Parmalat. Ogni negozio, in ogni comune, mi diventa un corrispondente della Standa (prima di diventare di proprietà di Silvio Berlusconi, era in mano alla Montedison di Raoul Gardini, n.d.r.). E poi raccolgo i prodotti agricoli come faceva Fedit, ma sui base privata.
E chi lo fa? Ma i contadini della Ferruzzi. Allora con Callisto Tanzi (a quel tempo patron della Parmalat, n.Sd.r.) ci parlo io». A Tripoli ci vado io Con il Berlusca e i Ferruzzi - scrive Fiorini - non ci può parlare che Sergio Cusani. Non è stato forse il paraninfo della cessione della Standa dalla Montedison alla Fininvest?».
Si profila con chiarezza il ruolo di Fiorini nella trama dei rapporti tra il Psi della finanza e il governo di Tripoli. Rapporti non casuali, non occasionali.
FACCIAMO LA CASA DELLA LIBIA «Sono stato a Tripoli. Vado a trovare per primo come al solito Omar Muntasser. Ministro, gli dico, comperiamo la Federconsorzi? Siccome parla l'italiano meglio di me, gli spiego (...). Gli immobili ce li teniamo.
C'è un bellissimo immobile nel centro di Roma. Quadri bellissimi. Le ho portato le foto. Vede, c'è un Guercino. Ci mette l'ambasciata, la sede della Tamoil e della Ubae. Lo chiamiamo la "Bet al Libya", la casa della Libia». Ecco cosa stava accadendo dietro il commissariamento del ministro Goria, commissariamento sponsorizzato da Giulio Andreotti. Ed ecco cosa si celava dietro la richiesta di concordato preventivo che galoppava a gran velocità con il nulla osta del presidente del Tribunale fallimentare di Roma, Ivo Greco.
Ma andiamo avanti nella lettura del diario del finanziere socialista.
BERLUSCONI PUÒ ENTRARE «Ritorno da Tripoli - narra non senza un velato compiacimento -, benedetto dal ministro e dal maggiore (una spalla di Gheddafi). Vado a trovare Cusani. Il progetto gli piace. "Ci lavoro", mi dice, "mi faccio vivo".
Mi richiama dopo una settimana. La gens berlusconiana è stata contattata. "È d'accordo per studiare il progetto. Appena lo abbiamo approfondito ne parleremo con Sua Emittenza (...) Ho parlato con i massimi, Giancarlo Foscale"».
ECCO L'ASSE: PSIBISCIONE-GHEDDAFI C'è dunque un asse finanziario ben chiaro nel futuro di Federconsorzi. Fininvest, finanza socialista, Partito socialista, governo di Gheddafi? Tutti sulla torta di Federconsorzi? È così? Doveva essere un bell'affare per catturare così tanta attenzione. Altro che azienda decotta, da buttar via.
LA BALENA BIANCA PERÒ INCOMBE C'è comunque un piccolo intoppo nell'operazione. E non si tratta, considerato poi l'esito di tutta l'operazione finanziaria, di un dettaglio trascurabile, di una cosa da poco. Florio Fiorini lo spiega così, con le sue parole: «La segretaria di Cusani mi ha convocato in ufficio. Male, penso io.
Infatti mi dice di averne parlato ai Ferruzzi. Arturo sembra interessato. Ma Garofano mica è tanto caldo. certo, che bischero sono stato! Garofano sa che Roveraro sta studiando l'operazione e non vuole che rompiamo i ******** al suo collega opusduessino (Garofano era dell'Opus Dei, n.d.r.). Maledetto Pippo il cardinale, penso tra me (Garofano era soprannominato così per la sua frequentazione della curia romana, n.d.r.)».
L' "OPUS DEI"CI METTE IL BECCO Come circuitare il progetto democristiano di acquisizione di Fedit? I socialisti ci pensano un po' su e poi si muovono: «Locatelli, dammi le carte. Assumi una persona che lavorava alla Federconsorzi per capire i dati ce riesci a trovare. Fai fare una valutazione degli immobili.
Fai sapere a Giovanni Goria, il ministro dell'Agricoltura, che se facciamo un'offerta non è contro di lui (volevano forse allungargli una stecca? La democrazia cristiana, una parte della Dc, sarebbe stata disponibile a chiudere la bocca se "imboccata" a dovere dai socialisti?, n.d.r.).
Parla con la Sumitomo perché senta il parere delle banche estere. Calcola quante tangenti devi mettere da parte (...)».Eh sì, il sistema va oliato così. Se la ragionevolezza non è una virtù, il denaro può tuttavia rendere molto virtuosi. Anche santi, e molto silenziosi, se serve. Il racconto sta per finire e, con lui, anche il tempo a disposizione per portare a porto l'affare.
Un grande affare. Immobili, beni artistici dimenticati dalle Sovrintendenze, dai musei. Collezioni con Giulio Romano e altri artisti, si sommano all'immenso patrimonio di Federconsorzi, con tutta la sua rete capillare di distribuzione, pronta per essere sfruttata a puntino dai nuovi canali di vendita della Standa, delle pompe di benzina e gasolio della Tamoil, addirittura, si ventila, punti di vendita della Parmalat.
Il tempo però corre, si arriva all'estate del 1992.VIENE DISTRIBUITO IL PROGETTO «Il progetto è pronto. Distribuiamo copia ai destinatari».
Quali? Chi? Il ministro all'Agricoltura, Giovanni Goria? L'allora governatore di Bankitalia, Carlo Azeglio Ciampi, che aveva sul groppone del Tesoro i debiti per gli ammassi grano? I tre commissari liquidatori, Cigliana, Locatelli e Gambino? Le segreterie dei partiti interessati, Psi e Dc? Il senatore Giulio Andreotti, supervisore delle operazioni di commissariamento? La Fininvest di Berlusconi? La Montedison di Gardini? Il finanziere Sergio Cusani? Il governo libico? E cosa può dire Gianmario Roveraro, della finanziaria Akros?
CHI HA IN MANO QUELLE CARTE? Che non sia il caso di chiarire tutta questa vicenda? Non ci sono forse elementi sufficienti perché la magistratura ci guardi almeno dentro? Lo ha già fatto? E le Commissioni d'inchiesta su Fedit, quella della passata legislatura e quella appena insediata, ne sanno qualcosa?
Gli attuali commissari non avrebbero magari il prurito di sentire qualcuno di questi soggetti per aggiungere un tassello alla storia del crac? FIORINI HA FALLITO Sentite poi come chiude Fiorini: «Vedremo che bomba farà l'offerta. Qualche giornale ha già parlato dei libici che vogliono comperare la Federconsorzi. Questo è Pippo che ci boicotta. poi viene settembre. La Sasea fallisce. Io vado in prigione. Arturo e Muhammar non saranno mai padroni della Federconsorzi».
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Concerto ... cosa suoni?

Ho apprezzato molti tuoi interventi: sei preparato, non si discute.
Ma devi togliermi una curiosità: sei un privato o lavori presso qualche banca o similia?
Puoi anche non rispondere.

Comunque .... bravo.

P.S: perdona la mia domanda, ma mi piace sempre sapere cosa rappresenta chi sto leggendo.
 
Re: Concerto ... cosa suoni?

Scritto da Lothar96
Ho apprezzato molti tuoi interventi: sei preparato, non si discute.
Ma devi togliermi una curiosità: sei un privato o lavori presso qualche banca o similia?
Puoi anche non rispondere.

Comunque .... bravo.

P.S: perdona la mia domanda, ma mi piace sempre sapere cosa rappresenta chi sto leggendo.


Faccio tutt'altro ,sono uno che fino a qualche anno fa non leggeva nemmeno la pagina finanziaria dei quotidiani .
Che si è rotto di farsi menare per il naso ogni volta che andava in banca
Che veniva preso per un rompi perchè chiedeva i prospetti e perche vrificava quello che gli raccontavano .... e poi tornava a mettere in chiaro
Che ha scoperto perchè dopo poco dal default Russia il Carifondo bond era piombato di 4/5 punti sotto il valore di un mese prima
Che si è fatto un sacco di domande e , quasi per principio ,si è preso la briga di verificare e tenere nota di un po' di cose

e che di queste stombazzate ne ha già sentite molte con i risultati che stiamo vedendo

Dunque rappresento solo me stesso - il problema è che vengo suonato

Poi , ahimè non sono bravo , anche se con pochi bond del latte ,
sono rimasto nella rete , fregato da una carta di formaggio da 4000 mln di euro - speculatore speculato (ma pago io - le trombe incassano comunque e paga sempre qualcun altro)


PER FA3
- pensa che credo di essere tra i pochi che si è sorbito in tv tutto il processo Enimont - tutto

Più utile di un master -


bye
 
Ultima modifica:
21:06 Parmalat, D'Amato chiede revisione poteri vigilanza risparmio
ROMA, 19 dicembre (Reuters) - Il presidente di Confindustria, Antonio D'Amato, sollecita la revisione del ruolo e dei poteri delle autorità preposte a tutelare il risparmio dopo il default Cirio e il caso Parmalat .
In una nota trasmessa in serata D'Amato scrive che gli
gli ultimi eventi nella finanza italiana rendono "urgente la ncessità di aprire un
confronto rigoroso sul ruolo e sui poteri degli organismi di vigilanza preposti alla tutela del pubblico risparmio e alla trasparenza dei mercati,
beni, questi, supremi,
alla base di quella fiducia, nevralgica, per un corretto rapporto tra mercati finanziari, investimenti industriali e familiari".


Il presidente di Confindustria chiede inoltre che su Parmalat "occorre chiarire al più presto i reali contorni della vicenda e le effettive responsabilità, e consentire di operare per salvaguardare una importante realtà industriale italiana, chi direttamente e indirettamente vi lavora, i suoi marchi e i suoi prodotti".


Fino a ieri l'altro Tanzi stava sulla sedia accanto,due chiacchiere poteva ben farle!
 
Parmalat: Grillo, Ultima Cosa Da Fare e' Criticare Istituzioni

(ASCA) - Roma, 20 dic - Mentre infuria la polemica sul caso Parmalat (Milano: PRFI.MI - notizie - bacheca) che ha fatto seguito solo in ordine cronologico alla vicenda dei Cirio (Milano: CBDI.MI - notizie - bacheca) bond, il senatore Luigi Grillo, FI, presidente della Commissione Trasporti del Senato scende in campo a difesa della Banca d'Italia. ''In un momento difficile come l'attuale - afferma il senatore Grillo - l'ultima cosa da fare e' quella di criticare le nostre Istituzioni di garanzia, o anche solo di dare l'impressione di volerle indebolire''. La questione, secondo Grillo, ''non e' tanto un problema di controlli sulle banche, perche' le banche dopo 10 anni di processo di riforma si sono consolidate ed hanno una robustezza tale che ha saputo far fronte alle crisi piu' gravi del sistema industriale italiano (vedi Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) )''. Il caso Parmalat - conclude Grillo - dovrebbe semmai ''suggerire una seria riflessione attorno alla liberta' che alcuni gruppi industriali globalizzati hanno di organizzare operazioni di evasione fiscale utilizzando le loro reti all'estero''. E ancora ''andrebbe fatta luce sulle attivita' delle societa' di certificazione dei bilanci che, in Italia, appaiono troppo spesso compiacenti o succubi della volonta' delle societa' certificate''.


Se non erro (mi prendo il beneficio della verifica) , questo signore lo ricordo durante un voto di fiducia in cui cadde la maggioranza di governo di cui faceva parte - non è la stessa di oggi
A difesa delle istituzioni , forse era preferibile il suo silenzio - concordo con la riflessione
 
Risparmio: Buttiglione, risposte puntuali da Fazio e Cardia

(FIN) Risparmio: Buttiglione, risposte puntuali da Fazio e Cardia Clima "corretto" Tremonti-Governatore, non discussa riforma Radiocor - Roma, 23 dic - "Abbiamo ascoltato il Governatore della Banca d'Italia e il presidente della Consob, sono state ripercorse le tappe di questa incredibile vicenda e sono stati offerti molti chiarimenti". E quelli di Fazio e di Cardia, dice il ministro delle Politiche comunitarie Rocco Buttiglione, interpellato da Il Sole-24 Ore Radiocor dopo la riunione del Cicr di questa sera,

sono stati "chiarimenti precisi e puntuali.

Rimane il problema

di che cosa non funziona

o non ha funzionato

nel sistema dei controlli.

Qui non si tratta di cercare il colpevole,

ma di ripristinare davanti ai mercati la fiducia nel sistema Italia.

Dobbiamo dare certezze agli investitori,

creando un sistema piu' rigoroso e bilanciato".

Il tema della riforma degli organismi di controllo non e' stato affrontato nel corso della riunione del Cicr, riferisce Buttiglione, "ma rimane 'il Tema'. E' un punto di arrivo. Oggi si e' solo cercato di capire che cosa e' successo". Sono stati chiesti ulteriori elementi a Fazio e Cardia, ci sara' una nuova riunione del Cicr probabilmente subito dopo le vacanze, ha aggiunto Buttiglione, che ha definito "corretto", questa sera, il clima fra il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e il Governatore, dopo le scintille del 16 ottobre scorso. Gvb-y- (RADIOCOR) 23-12-03 21:26:29 (0768) 3 NNNN



..ma di ripristinare davanti ai mercati la fiducia nel sistema Italia.


PERCHE' SIA NUOVAMENTE PRONTO PER LA PROSSIMA AVVENTURA





10:30 PUNTO 2 -Fazio detta la sua riforma, Berlusconi accusa le banche
(riformula titolo, aggiunge intervista a Berlusconi)
ROMA, 24 dicembre (Reuters) - Il governatore di Bankitalia Antonio Fazio non ha intenzione di dimettersi dopo la crisi che ha travolto prima Cirio e poi Parmalat , crisi che vanno ricondotte alla debolezza della Consob e alla inadeguatezza della disciplina dei mercati.
......
LA RIFORMA DI FAZIO
"Sciocchezze. Falsità messe in giro
da chi vuol male non solo a me,

ma a un'istituzione

che è sempre stata

e sarà sempre al servizio del Paese",

ha detto Fazio in un'intervista a Repubblica, una delle rarissime mai concesse dal governatore, in risposta alle voci che ventilavano le sue dimissioni.
"Tutto nasce dalla inadeguatezza della Consob e dall'inadeguatezza della disciplina del mercato azionario e obbligazionario", ha detto Fazio.
"Il controllo spetta alla Consob... se il sistema di controlli che la Consob può svolgere fosse più stringente e più penetrante, molti problemi sarebbero risolti", ha aggiunto precisando di non voler addossare tutte le responsabilità alla Commissione.
Il governatore ha anche anche affermato, in risposta ai progetti di riforma del sistema delle authority in Italia,

che il sistema dei controlli "così com'è ha una sua coerenza".
che il sistema dei controlli "così com'è ha una sua coerenza".
che il sistema dei controlli "così com'è ha una sua coerenza".
che il sistema dei controlli "così com'è ha una sua coerenza".

Per ridare fiducia al mercato la ricetta del governatore di Bankitalia è "un rigoroso rafforzamento dei poteri ispettivi, di prevenzione e di controllo sui bilanci delle società", ha detto Fazio.
BERLUSCONI CONTRO BANCHE E CHI ACCUSA IL FALSO IN BILANCIO
L'intervista di Fazio arriva dopo che ieri pomeriggio, prima il consiglio dei ministri, poi il Comitato interministeriale per il credito si sono occupati di riforma della vigilanza sui
mercati finanziari.
Al termine del consiglio dei ministri, il governo ha fatto sapere che in una delle prossime riunione dell'esecutivo verrà discussa la riforma della vigilanza che potrebbe essere
realizzata con "provvedimenti di urgenza". Una posizione che non ha trova consenziente tutti gli alleati e che ha acceso il dibattito sulle diverse ipotesi possibili per rivedere i
meccanismi di controllo e le autorità della vigilanza.
Secondo Berlusconi, in un colloquio con alcuni giornalisti ieri nel negozio dove faceva acquisti natalizi, il consiglio di ieri non ha deciso alcun rinvio: "Tremonti ci ha illustrato i
termini della questione e i modi con cui tutelare i risparmiatori. E noi abbiamo deciso di prendere la questione in esame al più presto". Quando, a gennaio? "Può essere, ma la data
non è ancora stata decisa. Sicuramente lo vedremo alla ripresa".
Poi Berlusconi se l'è presa con chi accusa la riforma del falso in bilancio, riforma che non ha responsabilità "semmai il problema è quei gruppi di banche amici tra loro".
DIVISIONI NEL GOVERNO
I giornali di oggi parlano poi di riunioni "non serene" al consiglio dei ministri di ieri ed al successivo Cicr. Il ministro delle Politiche comunitarie, Rocco Buttiglione, ha spiegato che la riforma non si può fare con una delega al governo. Inoltre deve servire ad aumentare la tutela ai
risparmiatori e non a regolare conti. Il riferimento è alla posizione del ministro Tremonti, più volte critico nei confronti di Banca d'Italia.
Le indicazioni per la riforma date da Fazio coincidono con quelle diffuse ieri sera dal ministro delle attività produttive,Gianni Alemanno, e che rappresentano la posizione ufficiale di
Alleanza nazionale, il secondo partito della coalizione. Come il governatore anche i vertici di Allenza nazionale che, in occasione del dibattito sulla Finanziaria, si sono incontrati più volte con Fazio, pensano che la riforma della vigilanza debba passare per un aumento dei poteri ispettivi della Consob.
Non la pensa così il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che viceversa vuole una revisione della vigilanza realizzata attraverso la costituzione di un'apposita Autorità che abbia
poteri su tutti i mercati e con un obiettivo di difesa dei risparmiatori. L'autorità esproprierebbe poteri a tutti i soggetti che oggi controllano o vigilano sui mercati e le
società.



...che il sistema dei controlli "così com'è ha una sua coerenza"....

Gruppo Intesa (27,2%)
Gruppo San Paolo IMI (17,23%)
Gruppo Capitalia (11,15%)
Gruppo Unicredito (10,97%)
Gruppo Assicurazioni Generali (6,33%)
INPS (5%)
Banca Carige (3,96%)
BLN (2,83%)
Monte dei Paschi di Siena (2,50%)
Cassa d Risparmio di Firenze (1,85%)
RAS (1,33%)
Gruppo La Fondiaria (2,00%)
Gruppo Premafin (2,00%)

......un'istituzione che è sempre stata e sarà sempre al servizio del Paese"..................


bye
 
19:09 Vigilanza risparmio, si alza tono polemica Tesoro/Bankitalia

ROMA, 2 gennaio (Reuters) - Si alza il tono della polemica
tra il ministero dell'Economia e la Banca d'Italia sul ruolo di
vigilanza sui corporate bond e sulla difesa dei risparmiatori.
Il sottosegretario all'Economia Maria Teresa Armosino
attacca il presidente di Confindustria, Antonio D'Amato, che ha
equiparato il ministro Giulio Tremonti e il governatore Antonio
Fazio nella polemica in corso, mentre il ministro delle
Politiche agricole Gianni Alemanno replica al compagno di
partito Ignazio La Russa che aveva definito la sua proposta di
riforma delle Authority non come la proposta di An.
Questa mattina il Corriere della Sera ha pubblicato una
intervista a D'Amato (unitamente a un'articolo di Marco Vitale
sul riordino delle autorità di vigilanza), mentre il Sole 24 Ore
ha pubblicato un'intervista a La Russa unitamente a un
editoriale del direttore Guido Gentili critico con "vigilanti
paternalisti" che si conclude con un perentorio "chi ha
sbagliato o non ha detto la verità si faccia da parte".
Il tono dei due quotidiani è apparso critico verso
Bankitalia mentre Repubblica sottolinea che il discorso di
mercoledì sera del capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi -- che
aveva invitato tutti alla collaborazione sulla difesa del
risparmio -- "fa respirare" Fazio al quale giunge anche
l'esplicito sostegno del direttore del Tempo.
La polemica è ravvivata oggi da due interventi di peso.
Il primo porta la firma di cinque politici di Forza Italia
tutti vicini a Tremonti: il sottosegretario Armosino, il
relatore alla Camera della Finanziaria 2003 Guido Crosetto,
Osvaldo Napoli, Franco Stradella e Giorgio Calvagno.
I cinque rimproverano a D'Amato, che pure ha sollecitato una
riforma delle Authority che veda un rafforzamento della Consob
con il passaggio del controllo sulla concorrenza bancaria da
Bankitalia alla commissione di borsa, l'invito lanciato a
Tremonti e Fazio a mettere da parte questioni personali e
litigi. La reprimenda del gruppetto di Forza Italia si conclude
con l'accusa di voler così "difendere, depistare, deviare. E'
solo strumentale equiparare chi denuncia un fatto strutturale e
chi copre responsabilità personali".
Alemanno invece alza la polemica all'interno di An,
accusando La Russa di voler minimizzare la sua proposta che
invece è stata "elaborata su delle linee concordate con il
presidente di An Gianfranco Fini".
Il ministro della destra sociale, a differenza di La Russa
che aveva attaccato Fazio, lo difende dicendo che "la nostra
posizione non è di difesa aprioristica di nessun assetto
precostituito, ma evita di creare inutili conflitti
istituzionali sulla base di accuse generiche e non documentate.
Non si tratta di accusare genericamente né la Banca d'Italia né
l'attuale Consob, ma di rilevare che anche le autorità
statunitensi dopo il caso Enron hanno potenziato la Sec senza
mettere in discussione la Federal Reserve".
La polemica sta alzando lo scontro all'interno di ogni
singolo partito della maggioranza. A parte la Lega Nord, tutta
impegnata a difendere Tremonti e ad attaccare a testa bassa
Fazio, in Forza Italia Gianni Letta e Luigi Grillo sono pro
Fazio e contro Tremonti; in An si è detto e nell'Udc il
sottosegretario al Tesoro Gianluigi Magri è con Tremonti mentre
Ivo Tarolli ed il ministro Rocco Buttiglione sono apertamente
pro Fazio.
Per quanto in molti invitino a non ridurre la questione su
corporate bond, scatenata dai casi Cirio e Parmalat
, una polemica personale tra Fazio e Tremonti, è su
questo scontro che si gioca e si giocherà la partita: alla
prossima riunione di governo il tema è già iscritto all'ordine
del giorno, mentre già la prossima settimana prenderà
formalmente avvio l'indagine conoscitiva del Parlamento sui
rapporti fra banche e imprese.





11:09 Parmalat, Ciampi: accertare responsabilità, definire correttivi
MILANO, 1 gennaio (Reuters) - Il capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi ha esortato ieri sera ad accertare le responsabilità delle crisi di alcune grosse imprese, con un indiretto riferimento al crack del gruppo Parmalat . "Insieme, si affrontano meglio anche le crisi di alcune grosse imprese, i cui effetti negativi vanno al di là delle pur gravi conseguenze aziendali. Esse incidono sul prestigio, sulla credibilità dell'intero sistema economico e finanziario. Minano il rapporto di fiducia dei risparmiatori con imprese e intermediari", ha dichiarato il presidente della Repubblica ieri sera nel suo tradizionale discorso di fine anno al Quirinale. "L'accertamento dei fatti e delle responsabilità è la premessa per ben definire correttivi opportuni", ha proseguito Ciampi. La crisi dell'ottavo gruppo industriale italiano ha portato ieri, proprio poche ore prima del discorso del capo dello Stato, all'arresto di altre sette persone dopo quello del patron di Parmalat Calisto Tanzi, avvenuto sabato 27 novembre. Si tratta dei due ex direttori finanziari di Parmalat Fausto Tonna e Luciano Del Soldato, i due dipendenti del gruppo alimentare Gianfranco Bocchi e Claudio Pessina, l'ex presidente di Grant Thornton Lorenzo Penca, che ieri si è dimesso, il suo partner Maurizio Bianchi e l'avvocato Giampaolo Zini. Secondo fonti giudiziarie l'inchiesta, che conta una ventina di indagati anche a Parma dopo Milano, intende fare chiarezza anche sul ruolo delle banche italiane ed estere in una vicenda definita dalla Sec "una delle maggiori e più sfrontate frodi finanziarie della storia".



Esse incidono sul prestigio, sulla credibilità dell'intero sistema economico e finanziario. Minano il rapporto di fiducia dei risparmiatori con imprese e intermediari",
ha dichiarato il presidente della Repubblica ieri sera nel suo tradizionale discorso di fine anno al Quirinale.
"L'accertamento dei fatti e delle responsabilità è la premessa per ben definire correttivi opportuni", ha proseguito Ciampi



Anche qui sembra che il problema unico sia restituire la fiducia dei risparmiatori
IN MODO CHE SIANO RIPROGRAMMATI PER ESSERE NUOVAMENTE FREGATI ALLA PRIMA OCCASIONE UTILE

Nessuno che si chiede se e cosa si può fare per restituire il restituibile ai polli..... ma proprio nessuno !!!!

bye
 
La cosa più irritante è che l''italiano continua ad essere pieno di sè e sentirsi il migliore del Mondo .Negli Usa dopo una settimana dallo scandalo Enron , è stata inasprita una legge (già dura di per sè)che condannava in forma molto grave i manager che commettevano reati finanziari di società quotate.
In Italia è passato quasi un anno dallo scandalo Cirio e non si è fatto niente per scoraggiare queste brave persone a ripetere questi episodi, cercando allo stesso tempo di ridare fiducia ,a questo punto punto irrimediabilmente persa, ai piccoli investitori.
Io penso che una delle caratteristiche che contraddistingue un popolo ,è quella del rispetto delle altre persone.
E da questo punto di vista gli italiani devono ancora imparare molto.
Lasciamo stare la politica per favore ,la Dx,la Sx etc...

Miguel
 
Scritto da Miguelangel

Io penso che una delle caratteristiche che contraddistingue un popolo ,è quella del rispetto delle altre persone.
E da questo punto di vista gli italiani devono ancora imparare molto.
Lasciamo stare la politica per favore ,la Dx,la Sx etc...

Miguel

Io penso che i ladri siano solo ladri
Se poi indossano una maglietta come (diciamo quella che più gli assomiglia va..) la mia , per quanto mi riguarda ,sono LADRI molto più degli altri

Se si fa il tifo , si paga comunque sempre il biglietto

bye
 
Scritto da slowdown


Se si fa il tifo , si paga comunque sempre il biglietto

bye

L'importante è sapere che si deve pagare il biglietto, e non dire che è gratis per poi chiedere il biglietto(facendolo pagare caro) alla fine dell'incontro ,altrimenti non ti fanno più uscire.
Bye
Miguel
 
PARMALAT: TONNA PARLA DI TANGENTI, INQUIRENTI CAUTI

PER ORA SUE CONGETTURE, COMMENTANO DOPO INTERROGATORI
(ANSA) - PARMA, 6 GEN - Le presunte tangenti di cui ha parlato Tonna nel corso dei suoi interrogatori di ieri e di oggi sono "soltanto delle congetture al momento" ma comunque "ipotesi di indagine". E´ quanto afferma un investigatore a margine dell´interrogatorio odierno dell´ex direttore
finanziario di Parmalat, Fausto Tonna, il quale ha parlato di presunte tangenti pagate dal gruppo di Collecchio al mondo politico.
"E´ naturalmente un filone di indagine su cui si dovranno svolgere degli accertamenti", conclude sull´argomento la stessa fonte.(ANSA).
 
Risparmio: Gasparri, leviamo i nomi e parliamo di norme

(FIN) Risparmio: Gasparri, leviamo i nomi e parliamo di norme Saglia (An): Fazio smentisca battuta "molto grave" su Pera Radiocor - Roma, 08 gen -

"Leviamo i nomi

e parliamo di norme".

Questo il commento del ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, sulla riforma delle Autorita' per il risparmio. "Dobbiamo fare presto e bene - aggiunge - evitando discussioni personalizzate e senza la vittoria dell'uno o dell'altro".
Sul tema interviene anche il responsabile per le Attivita' produttive di Alleanza nazionale, Stefano Saglia: "Spero che Fazio smentisca - osserva - una battuta (sul presidente del Senato, Marcello Pera, ndr.) che, se confermata, sarebbe molto grave, perche' il principale garante, anche in vista della riforma, e' il Parlamento.

Le Autorita' devono essere indipendenti dal Governo,

ma non possono esserlo dal Parlamento".
Bab-g- (RADIOCOR) 08-01-04 15:33:28 (0450) 5 NNNN



Leviamo i nomi... Anche dai bond e azioni Parmalat ?????


Le Autorita' devono essere indipendenti dal Governo,

NB : I membri della Consob sono nominati dal governo


Meglio di Maurice Andrè

bye
 
QUESTO E' DAVVERO FORTE - spendete due minuti

20:17 PUNTO 2 - Parmalat, governo stringe tempi su riforma controlli


(Riscrive lead, aggiunge dichiarazioni Tabacci) ROMA, 8 gennaio (Reuters) - Il governo stringe i tempi sulla riforma del sistema di controlli sui mercati finanziari per evitare che gli scandali Cirio e Parmalat

scuotano (nota del copiatore : scuotano !!!!!!! ergo : non è ancora scossa!!! )

la fiducia dei risparmiatori e degli investitori internazionali. Contrariamente alle attese, il ministro dell'Economia Giulio
Tremonti non aspetterà la fine di febbraio per conoscere le
conclusione delle indagini parlamentari sui crack dei due gruppi
ma potrebbe presentare il suo disegno di riforma delle autorità
di controllo già la prossima settimana. "Anziché procedere con due provvedimenti è meglio un solo provvedimento, dell'Economia e delle Politiche comunitarie da portare ad un consiglio dei ministri successivo a quello di domani", ha detto Buttiglione parlando a margine dell'ufficio politico dell'Udc di questa mattina sul tema. Il ministro ha aggiunto che "l'ipotesi è di Tremonti, ed io non ho particolari difficoltà".

A Buttiglione è stato chiesto se abbia cambiato idea rispetto a quanto aveva dicharato due giorni fa a Reuters:

cioè che sarebbe meglio aspettare la fine delle indagini delle
commissioni parlamentari prima di presentare un ddl del governo
sulla riforma delle Authority. "Sì, la mia convinzione era che
sarebbe stato possibile fare subito il provvedimento su market
abuse e darci più tempo per una risposta più meditata [sulla
riforma delle Authority]. Bisognerà raccordare i tempi di questo
provvedimento [unico] con le indagini parlamentari. Sembra che
il Parlamento non abbia obiezioni", ha risposto il ministro.
LA DIRETTIVA 2003/6/CE DELLA UE Nell'intervista di martedì scorso a Reuters, Buttiglioneaveva detto di avere già pronto (ndc : dopo un anno e dopo Cirio )
un provvedimento di recepimento della direttiva 2003/6/CE emanata nel gennaio dello scorso anno dal Parlamento e dal Consiglio Ue che mira alla repressione degli abusi di mercato (la cosiddetta direttiva "market abuse").
Il ministro aveva detto che avrebbe potuto presentare il
provvedimento già al cdm di domani, ma che avrebbe risposto
affermativamente se il ministro del Tesoro gli avesse proposto
un rinvio del provvedimento unitamente a quello del ddl che
Tremonti sta preparando sulla riforma delle Authority di
vigilanza.

Oggi Buttiglione ha aggiunto che
"dobbiamo andare verso un modello che da settoriale si sposti ad uno funzionale,

basato cioè sulle funzioni,

un modello a due o tre teste

che veda una Consob rafforzata, la Banca d'Italia e l'Antitrust, con una nuova e rafforzata collaborazione tra queste entità".

Anche il segretario dell'Udc, Marco Follini,
è intervenuto sul tema dicendo che "migliaia di risparmiatori senza colpa

sono stati danneggiati e a loro è dovuta la revisione del sistema dei controlli (ndc : truffati no?? - dovuta la revisione del sistema : soldi no???? )

che, nella vicenda Parmalat, ha dimostrato di non funzionare". Circa la possibilità che vengano tolti poteri a Bankitalia,
Follini ha detto: "C'è un percorso parlamentare che è iniziato.
Credo in un sistema piu efficace su tre pilastri e tengo molto a
che la riforma si realizzi con l'accordo condiviso tra maggioranza e opposizione. E' giusto che il governo metta in campo la sua proposta".
A titolo personale Bruno Tabacci, altro membro dell'Ufficio
politico dell'Udc e presidente della commissione Attività
produttive della Camera, ha detto che la Consob dovrebbe essere
rafforzata con poteri ispettivi e sanzionatori

mentre Bankitalia dovrebbe perdere poteri sulla concorrenza in materia di banche a favore dell'Antitrust

e allargare le sue competenze in materia di stabilità su assicurazioni e fondi pensione.
(ndc : ALLARME ROSSO !!)

FAZIO, NO A LIMITI MANDATO, MA SIA "PIU' ISTITUZIONALE" Circa la possibilità, avanzata da un giornale, che il ddl
sul risparmio possa contenere anche l'introduzione di un limite
quinquennale al mandato del governatore, Buttiglione ha detto di
credere "che siano questioni straordinariamente delicate, sulle
quali occorre parlare solo dopo attenta riflessione. Non è stato
proposto da nessuno nelle sedi competenti". A Follini è stato invece chiesto di commentare una battuta detta oggi da Fazio a Francoforte quando gli è stato chiesto un commento all'intervista a Marcello Pera sul Sole 24 Ore nella quale sollecita il governo ad assumere con urgenza un provvedimento di riordino delle Authority ("Pera chi?", ha risposto Fazio). "Mi sembra una considerazione poco istituzionale. Io so chi è Pera e chi è Fazio", ha detto Follini. Per Tabacci il ruolo del governatore di Bankitalia dovrebbe essere collegiale e a termine,



bye


PARMALAT: TONNA PARLA DI TANGENTI, INQUIRENTI CAUTI

PER ORA SUE CONGETTURE, COMMENTANO DOPO INTERROGATORI
(ANSA) - PARMA, 6 GEN - Le presunte tangenti di cui ha parlato Tonna nel corso dei suoi interrogatori di ieri e di oggi sono "soltanto delle congetture al momento" ma comunque "ipotesi di indagine". E´ quanto afferma un investigatore a margine dell´interrogatorio odierno dell´ex direttore
finanziario di Parmalat, Fausto Tonna, il quale ha parlato di presunte tangenti pagate dal gruppo di Collecchio al mondo politico.
"E´ naturalmente un filone di indagine su cui si dovranno svolgere degli accertamenti", conclude sull´argomento la stessa fonte.(ANSA).
 
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