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PARMALAT: S'INFIAMMA LO SCONTRO POLITICO, SALE NUMERO DEGLI INDAGATI

(ASCA) - Roma, 8 gen - E' appena un'illusione il ritrovamento ...
.
.
Sul versante politico, il presidente del Senato Marcello Pera in una intervista sollecita il governo ad agire subito, dando atto al ministro del Tesoro di aver da tempo posto domande senza avere risposta da nessuno. La polemica politica si incentra ancora su sistema dei controlli e su responsabilita' eventuali di Bankitalia e Consob.

Il leader dei Ds Piero Fassino sottolinea che la Banca d'Italia

e' tra i meno colpevoli

ma soprattutto rileva che ''l'offensiva contro il governatore ha come obiettivo l'indipendenza e l'autonomia dell'istituto''.

Bruno Tabacci, dal centrodestra, replica che ''la sinistra sta con Fazio per non rafforzare Tremonti''. Un ''Pera chi?'' che sarebbe stato pronunciato da Fazio rispondendo alle domande dei giornalisti provoca alcune prese di posizione nel mondo politico che criticano il governatore. ''Battuta poco istituzionale'' per Follini, ''mancanza di rispetto verso il Parlamento'' secondo Sandro Bondi di Forza Italia.
.
.



l'indipendenza e l'autonomia dell'istituto''

Gruppo Intesa (27,2%)
Gruppo San Paolo IMI (17,23%)
Gruppo Capitalia (11,15%)
Gruppo Unicredito (10,97%)
Gruppo Assicurazioni Generali (6,33%)
INPS (5%)
Banca Carige (3,96%)
BLN (2,83%)
Monte dei Paschi di Siena (2,50%)
Cassa d Risparmio di Firenze (1,85%)
RAS (1,33%)
Gruppo La Fondiaria (2,00%)
Gruppo Premafin (2,00%)



PARMALAT: TONNA PARLA DI TANGENTI, INQUIRENTI CAUTI

PER ORA SUE CONGETTURE, COMMENTANO DOPO INTERROGATORI
(ANSA) - PARMA, 6 GEN - Le presunte tangenti di cui ha parlato Tonna nel corso dei suoi interrogatori di ieri e di oggi sono "soltanto delle congetture al momento" ma comunque "ipotesi di indagine". E´ quanto afferma un investigatore a margine dell´interrogatorio odierno dell´ex direttore finanziario di Parmalat, Fausto Tonna,

il quale ha parlato di presunte tangenti pagate dal gruppo di Collecchio al mondo politico.

"E´ naturalmente un filone di indagine su cui si dovranno svolgere degli accertamenti", conclude sull´argomento la stessa fonte.(ANSA).
 
due sere fa, striscia la notizia ha mandato uno spezzone di uno spettacolo di beppe grillo risalente al 2002:
grillo, citando espressamente il nome del dirigente (bippato dalla tv) fonte dell' informazione confidenziale, parlava del fatturato, dei bilanci e dei debiti parmalat.
....che dire......
 
Scritto da slowdown



l'indipendenza e l'autonomia dell'istituto''

Gruppo Intesa (27,2%)
Gruppo San Paolo IMI (17,23%)
Gruppo Capitalia (11,15%)
Gruppo Unicredito (10,97%)
Gruppo Assicurazioni Generali (6,33%)
INPS (5%)
Banca Carige (3,96%)
BLN (2,83%)
Monte dei Paschi di Siena (2,50%)
Cassa d Risparmio di Firenze (1,85%)
RAS (1,33%)
Gruppo La Fondiaria (2,00%)
Gruppo Premafin (2,00%)



(ANSA). [/B]

La mia proposta è:
chi ha un conto corrente presso uno di queste banche di mandare una lettera o un messaggio (per i conti online) al direttore con la richiesta di chiedere le dimissioni di Fazio:
"
Egr. Sig. Direttore.
In seguito ai casi Bipop, Argentina, Cirio, Parmalat, Giacomelli e Banca 121 e alle dichiarazioni di Fazio che considero oltraggiose nei confronti dei risparmiatori, vi chiedo in qualità di azionisti di Banca d'Italia di proporre e condividere le dimissioni di Fazio.
Sottolineo che tale proposta non ha alcun scopo politico ma è a tutela della dignità di tutti i risparmiatori italiani.

Distinti saluti.
"

Il testo potrebbe essere questo ma è molto migliorabile.

Ciao.
 
Anche questo ci informa che ha fatto fessi quelli di Morgan Stanley

16:13 Parmalat, Nextra ha rivenduto bond 300 mln a M.Stanley - Passera
MILANO, 13 gennaio (Reuters - Nextra, sgr del gruppo Banca Intesa , ha rivenduto a Morgan Stanley il bond Parmalat da 300 milioni tra il primo settembre e il 17 ottobre 2003 e Banca Intesa non sa chi furono i successivi acquirenti.
Lo ha detto l'ad di Banca Intesa Corrado Passera rispondendo alle domande degli azionisti.
A seguito dell'apprezzamento del bond, "Nextra decise di rivenderlo nell'interesse dei fondi, registrando un profitto di venti milioni", ha spiegato Passera.
Il bond è stato rivenduto a Morgan Stanley che a sua volta lo ha ceduto ma non sappiamo a chi", ha aggiunto. L'Ad ha precisato che le obbligazioni Parmalat acquistate da Morgan Stanley l'11 giugno sono state rivendute alla stessa in quattro tranche tra il 1 settembre e il 17 ottobre.
Passera ha poi sottolineato la totale autonomia delle scelte di investimento di Nextra in quanto sgr. "Anche nel caso del bond Parmalat Banca Intesa non ha interferito né in acquisto né in vendita".


.... ma questo non lo dice


NEW YORK, 13 gennaio (Reuters) - Parmalat (Milano: PRFI.MI - notizie - bacheca) avrebbe fornito informazioni false al mercato circa il pagamento del tasso di interesse su un bond, collocato privatamente a Nextra, la società di gestione del risparmio di Banca Intesa (Milano: BIN.MI - notizie - bacheca) , in realtà più elevato di quanto dichiarato dal gruppo alimentare.
Lo riferisce oggi il Wall Street Journal, citando la testimonianza dell'ex numero uno di Parmalat Calisto Tanzi resa ai magistrati il 30 dicembre.

Sul bond cinque anni da 300 milioni dello scorso giugno, gestito da Morgan Stanley (NYSE: MWD - notizie) e collocato privatamente a Nextra, Parmalat avrebbe dichiarato ufficialmente un tasso di interesse del 3,05% sopra il principale tasso pagato dalle banche europee.

In realtà, è emerso dagli interrogatori di Tanzi, il tasso di interresse realmente pagato a Nextra sarebbe più elevato.

"Se una tale informazione fosse stata rivelata al mercato, sarebbe emersa la difficile situazione finanziaria" di Parmalat, avrebbe detto Tanzi.




QUESTA LEGGETELA PER BENE visto che il suo subalterno Strazio disse che coloro che acquistarono Cirio-bond erano solo pochi avidi , idi oti , ignor anti , presunt uosi , che non sapevano valutare i rischi
LORO VALUTANO TUTTO , SONO DEI VERI PROFESSIONISTI


17:29 PUNTO 1 - Crisi Parmalat non si estenderà alle banche - Bazoli
(Riscrive, aggiungendo dichiarazioni Bazoli)
MILANO, 13 gennaio (Reuters) - Il presidente di Banca Intesa , Giovanni Bazoli scende in campo a difesa del sistema bancario, che non sarà travolto dalla crisi Parmalat , e

denuncia i "comportamenti delittuosi"

di cui le banche stesse, come il mercato, sono state vittime.

Lo fa in occasione dell'assemblea degli azionisti, primo appuntamento pubblico di confronto con i soci di una delle banche maggiormente esposte verso il gruppo di Collecchio, con
un discorso appassionato anche se pacato, a tratti didattico, che richiama al passato accademico del banchiere. Per Giovanni Bazoli,

la crisi Parmalat non si estenderà alle banche grazie alle condizioni di efficienza
e di solidità che consentiranno di assorbire gli oneri.

Il presidente di Intesa, definendo

"incontrollate e ingiustificate"

le accuse scatenatesi sul sistema bancario, sottolinea che "l'esposizione delle banche italiane verso Parmalat è rilevante ma di entità ragionevole", ricordando che l'istituto milanese ha un'esposizione pari allo 0,22% del totale degli impieghi.
"L'ammontare complessivo del sistema italiano è minoritario rispetto ai prestiti concessi dalle banche internazionali", ha aggiunto.

A giustificare il sostegno che il sistema ha fornito al gruppo alimentare, Bazoli afferma che

"è incontestabile che Parmalat si presentava come uno dei maggiori gruppi industriali del paese, per fatturato, numero di dipendenti,

rating sempre positivi e

bilanci certificati senza riserve dalle più importanti società di revisione".

E' per questi motivi - dice il presidente di Intesa - che le banche le hanno concesso fiducia "in forma prevalente di smobilizzo di crediti commerciali".

Tutti coloro che hanno dato credito a Parmalat "si rammaricano di avere riposto fiducia in un'azienda

guidata da manager

capaci di frodi inaudite".

Le frodi e le falsificazioni nascoste dal gruppo di Calisto Tanzi tuttavia "non sono state scoperte né dagli organi sociali, né dai certificatori, non sappiamo se per negligenza, difetto di mezzi di indagine o connivenza".

Le banche

- prosegue la difesa del banchiere,

"non hanno né il compito

né la possibilità di verificare le poste in bilancio,

non devono sostituirsi al Cda, ai sindaci e ai certificatori".

Pur riconoscendo la ferita che il caso Parmalat ha provocato alla credibilitò del paese e al risparmio, Bazoli afferma che "se venisse meno la possibilità di emettere bond sarebbe una catastrofe per le imprese.

Il risparmio è un valore da garantire in se stesso".

Riguardo alle misure per far fronte ai guasti prodotti dal crack di Collecchio, Bazoli ha ricordato le iniziative di Intesa che sta mettendo a punto, insieme alle associazioni dei consumatori, un meccanismo di conciliazione rivolto ai sottoscrittori dei bond in default (non solo Parmalat).

Importante infine, per l'interesse del paese, "non incrinare il rapporto tra banche e industria

in un momento di incertezza e confusione", nella consapevolezza che "se le banche italiane non fossero state disponibili a sostenere le imprese, con il presupposto della certezza delle informazioni, alcuni gruppi industriali oggi non esisterebbero più".




Mi pare di capire , dunque , che si debbano accomunare lui e le banche al discorsino di Strazio


Le banche

- prosegue la difesa del banchiere,

"non hanno né il compito

né la possibilità di verificare le poste in bilancio,

non devono sostituirsi al Cda, ai sindaci e ai certificatori".


....... ergo , devono fare queste verifiche i sottoscrittori -
ma se non sono capaci . lo lascino pure fare ai professionisti ... che però , dicono , non gli compete !!!!

...Importante infine, per l'interesse del paese, "non incrinare il rapporto tra banche e industria ...

Forza gente , portate i vostri soldini ...
 
Ultima modifica:
MILANO/PARMA, 13 gennaio (Reuters) - A Milano l'inchiesta sulle banche coinvolte nel dissesto Parmalat (Milano: PRFI.MI - notizie - bacheca) si allarga con una denuncia di Citigroup (NYSE: C - notizie) al gruppo alimentare e una fonte di Parma dice che gli investigatori si concentrano ora non solo sugli istituti di credito ma anche sui politici.


"Ormai è chiaro. E' lì che puntiamo, a banchieri e politici," ha detto una fonte giudiziaria rispondendo a una domanda sul coinvolgimento che possono avere avuto nel dissesto finanziario del gruppo gli istituti di credito italiani e stranieri.

Sul tema Antonella Ioffredi, una delle due pm titolari dell'inchiesta a Parma, evita di sbilanciarsi. "Lo dite voi" ha detto il pm fuori dal Tribunale di Parma.

Sul possibile ruolo dei politici è questa la prima volta che una fonte giudiziaria ne fa menzione dopo che nei giorni scorsi i media hanno speculato sui legami che il gruppo di Collecchio ha avuto nel corso degli anni con i rappresentanti dei partiti.


Una fonte legale milanese ha detto oggi che Citigroup ha presentato sabato scorso un esposto al pm milanese Francesco Greco, denunciando Parmalat di aver falsificato note di credito per un valore di circa 200 milioni di euro nel 2003.

Stamattina due avvocati di Citigroup si sono incontrati con il pm milanese Francesco Greco, mentre nei giorni scorsi sono stati sentiti da pm milanesi come persone informata dei fatti due funzionario di Bank of America (NYSE: BAC - notizie) .

Gli istituti di credito, italiani ed esteri, sono sotto la lente degli investigatori soprattutto per il loro ruolo nel collocamento di bond Parmalat dopo che il gruppo alimentare è stato coinvolto in uno dei dissesti finanziari più grandi del paese.

Mentre Corrado Passera, ad di Banca Intesa (Milano: BIN.MI - notizie - bacheca) , ha detto oggi di non essere stato ancora convocato dai magistrati inquirenti nell'ambito delle indagini sul crack del gruppo alimentare, il presidente dell'istituto Giovanni Bazoli è sceso in campo a sostegno del sistema bancario.

La crisi Parmalat, ha detto Bazoli, non si estenderà alle banche grazie alle condizioni di efficienza e di solidità che consentiranno di assorbire gli oneri.

"Le banche sono state vittime di comportamenti delittuosi" ha detto Bazoli a Milano e le critiche che si sono scatenate sul sistema sono "incontrollate e ingiustificate".
 
PARMALAT: CEI, CONSUMATORI VANNO AIUTATI A CAPIRE DAI VESCOVI UN SUSSIDIO PER DARE 'GIUDIZI MORALI' SU FINANZA (ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN -
Vicende come il 'crac' della Parmalat rischiano di ''prendere alla sprovvista i non addetti ai lavori'', che ''vanno aiutati in un'opera di discernimento su uno dei fenomeni piu' tipici della globalizzazione, da cui non e' possibile tirarci fuori''. Don Paolo Tarchi, direttore dell'Ufficio Conferenza episcopale italiana per i problemi sociali e il lavoro, presenta cosi' al Sir (il servizio di informazione religiosa promosso dalla Cei) il sussidio su ''Finanza internazionale ed agire morale'', appena elaborato dai vescovi italiani grazie ai contributi del gruppo di studio su 'Etica e finanza' attivo presso l'apposito Ufficio Cei. ''Sempre piu' spesso - fa notare Tarchi - quella che si definisce finanza internazionale esce dai circoli degli addetti ai lavori e fa irruzione nella vita di tutti i giorni della cosiddetta gente comune''. Non solo sulle pagine dei giornali o in tv, aggiunge, ma anche ''quando prendiamo decisioni sull'investimento dei nostri risparmi, facciamo i conti con le conseguenze dei suoi movimenti come consumatori e come lavoratori, prendiamo coscienza di fenomeni preoccupanti come quelli del debito estero dei Paesi poveri o delle tragiche condizioni di vita di troppi abitanti del nostro pianeta''. Di qui l'intento del volume, che si propone di ''aiutare'' i credenti a formulare un ''giudizio morale'' su una materia ''complessa ed urgente'' come la grande finanza, basandosi sulla ''tradizione'' della Chiesa in questo ambito. Oltre ai ''principi etici'' in materia di finanza, il sussidio analizza la funzione di quest'ultima nell'economia moderna e gli strumenti del mercato finanziario internazionale, con un linguaggio non ''per esperti'' finalizzato ad individuare ''prospettive di azione'' nei comportamenti ''personali e collettivi''. E proprio al tema ''Democrazia e governance internazionale'' e' dedicato l'ultimo seminario preparatorio alla 44a Settimana sociale dei cattolici italiani, in programma a Bologna, dal 4 al 7 ottobre, sul tema ''La democrazia: nuovi scenari e nuovi poteri''. Al centro dell'incontro, che si terra' il 31 gennaio a Napoli, il rapporto tra la comunita' internazionale come ''club delle nazioni piu' ricche'' e una possibile ''democrazia dell'inclusione'' dei Paesi poveri. (ANSA). VN



Di qui l'intento del volume, che si propone di ''aiutare'' i credenti a formulare un ''giudizio morale'' su una materia ''complessa ed urgente'' come la grande finanza, basandosi sulla ''tradizione'' della Chiesa in questo ambito.

Bisognerebbe farne trovare alcune copie nella chiesa dove tutte le mattine si recano Strazio , Bazoli , etc


''Sempre piu' spesso - fa notare Tarchi - quella che si definisce finanza internazionale esce dai circoli degli addetti ai lavori e fa irruzione nella vita di tutti i giorni della cosiddetta gente comune''

A questi proposito servirebbe soprattutto un bel volumetto tipo
" Attività dello IOR " magari scritto da Mons. Marcinkus - i principi etici sarebbero più comprensibili
 
Tanto rumore per nulla - tutto a posto - non è successo niente -
la fiducia dei compratori di bonds nati per il default è stata ripristinata - si torna a fare sistema tra chi le da e chi le prende
(le fregature ... etc - i giusti ruoli mai messi in discussione) -
.. e sempre a messa tutte le mattine - amen


14:43 Banche, basta discredito, fare sistema con imprese - Bazoli


ROMA, 31 maggio (Reuters) - Un attacco al governo, che nei
casi dei crack Cirio e Parmalat ha gettato discredito sul sistema bancario e un plauso al neo presidente di Confindustria Luca di Montezemolo che ha invocato il dialogo fra gli attori sociali ed economici per rilanciare l'economia. E' questo il messaggio rivolto dal presidente di Banca Intesa , Giovanni Bazoli, nel suo consueto intervento in occasione dell'assemblea annuale di Bankitalia. "Di fronte alle crisi di alcuni grandi gruppi industriali, che hanno pesantemente colpito gli interessi dei risparmiatori e hanno provocato una turbativa sui mercati finanziari, è mancata da parte di molti osservatori - tra cui esponenti di spicco della classe dirigente e delle istituzioni - una analisi obiettiva delle cause e delle responsabilità.

Alla pubblica opinione, almeno in un primo momento, è stato additato come colpevole ultimo il sistema bancario", si legge nella relazione di Bazoli.

"L'intero sistema bancario ha così subìto, oltre al danno delle ingenti perdite registrate sui crediti, quello ancor più grave di un discredito generalizzato, che ha accomunato l'intero sistema Italia agli occhi di molti osservatori internazionali.

Deve essere chiara a tutti la perniciosa spirale che si sarebbe
innescata se tale discredito si fosse consolidato", aggiunge il
presidente di Intesa.

Bazoli lamenta in particolare che sia stata rivolta alle banche, specie nei casi di dissesti accompagnati da azioni fraudolente, l'accusa "di avere scientemente concorso ad indirizzare il risparmio delle famiglie verso strumenti finanziari destinati a non essere onorati" e che tali accuse siano state rivolte anche alle autorità di vigilanza. Fortunatamte, nota il banchiere, la fiducia del pubblico nelle banche non è venuta meno cosìcché "sembra scongiurata l'eventualità rovinosa di un allentamento di quel legame - fatto di solidarietà e cooperazione - tra mondo bancario e industriale, che rappresenta una condizione essenziale dello sviluppo economico". Da qui l'apprezzamento per le parole di Montezemolo. "A questo riguardo sono parse assai opportnue e apprezzabili le recenti dichiarazioni del nuovo presidente della Confindustria a proposito dell'esigenza di fare sistema e di ripristinare un clima di dialogo e di fiducia, così da poter ricreare insieme le condizioni di una nuova crescita", conclude Bazoli.



Fazio:Cetica (Ugl),Autoassoluzione Su Crack Cirio E Parmalat

(ANSA) - ROMA, 31 MAG - In Bankitalia oggi "si è respirato un clima di restaurazione del potere del credito e di autoassoluzione per le responsabilità della Vigilanza rispetto agli esiti sui risparmiatori dei crack Cirio e Parmalat": è il commento del segretario generale dell'Ugl, Stefano Cetica, sulle considerazioni finali del Governatore, Antonio Fazio.
E stata "una relazione con molte contraddizioni afferma Cetica - rispetto al ruolo degli intermediari bancari appesantita dall intervento di Bazoli che, nonostante tutto quello che è successo in questi mesi, vorrebbe negare al Parlamento il potere di legiferare in favore dei risparmiatori.
Neppure una parola infine conclude - è venuta da Fazio per le famiglie in difficoltà sia per il comportamento di alcune banche sia per la situazione economica del Paese". (ANSA).
 
Risparmio,Italia indietro in Europa,serve nuova normativa-Cardia

MILANO, 6 ottobre (Reuters) - La normativa italiana sul risparmio è indietro rispetto a quella europea e ha bisogno di essere urgentemente rinnovata, pena la perdita della fiducia che sarebbe un danno enorme per tutti gli attori del sistema.

Lo ha detto Lamberto Cardia, presidente della Consob, nel corso di un convegno sul sistema bancario a Milano.

"Nelle riunioni internazionali ci chiedono sempre a che punto sta la normativa e io non so più cosa rispondere. Sono in un imbarazzo terribile perché intanto la normativa europea va avanti", ha detto Cardia.

"C'è bisogno assolutamente di una nuova normativa. Se viene meno la fiducia abbiamo tutti da perdere", ha proseguito.

Cardia ha poi sottolineato che da un punto di vista qualitativo "la Consob non è seconda a nessuno" ma c'è bisogno di norme più cogenti e di un urgente potenziamento delle risorse.

"Non credo che sia interesse della stessa Consob avere una normativa diffusa e analitica perché sarebbe soffocante. Occorrono principi forti e la potestà regolamentare che consentano di seguire l'evoluzione del mercato", ha poi spiegato il presidente Consob.

Prima dell'inizio del convegno, conversando con i giornalisti, Cardia aveva detto che "nella fiducia che Governo e Parlamento entro poco tempo diano norme più cogenti che consentano di operare di più e meglio e che diano risorse valide, la Consob sarà in prina linea nella tutela del risparmio".

L'iter di approvazione del ddl risparmio dovrebbe ripartire la prossima settimana quando il ministro Domenico Siniscalco sarà sentito sul tema presso le commissioni Finanze e Attività Produttive della Camera.

Copyright 2000 Reuters Limited.
 

Allegati

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:specchio: Pagano solo gli innocenti.... :specchio:

Parmalat, Nextra propone transazione su bond, offre 160 mln euro

MILANO, 6 ottobre (Reuters) - Nextra, società di gestione del risparmio del gruppo Intesa <BIN.MI> ha formalizzato una proposta di definizione transattiva con il commissario straordinario di Parmalat <PRFI.MI> Enrico Bondi, riferibile al bond Parmalat da 300 milioni acquistato da Nextra a giugno 2003 e poi rivenduto a ottobre dello stesso anno.

Lo rende noto un comunicato congiunto di Nextra e Bondi.

L'ipotesi di accordo, dice la nota, "prevede che, con il versamento da parte Nextra della complessiva somma di 160 milioni di euro, si intenderà rinunciata, nei confronti di Nextra e di ogni altro soggetto facente parte di Nextra e/o del Gruppo Intesa, qualsiasi azione revocatoria e/o risarcitoria comunque riferibile all'operazione di acquisto e di rivendita da parte Nextra delle dette obbligazioni".

La notizia era stata anticipata qualche minuto prima del comunicato da una fonte alla fine del cda di Intesa.

Entro cinque giorni da oggi la proposta sarà presentata dal commissario, con parere favorevole, al comitato di sorveglianza e al ministro delle Attività Produttive per ottenere l'autorizzazione prevista e, nel caso di rilascio del via libera, sarà accettata nei successivi tre giorni, dice la nota.


Copyright 2000 Reuters Limited.






:eek: :eek:

L'ipotesi di accordo, dice la nota, "prevede che, con il versamento da parte Nextra della complessiva somma di 160 milioni di euro, si intenderà rinunciata, nei confronti di Nextra e di ogni altro soggetto facente parte di Nextra e/o del Gruppo Intesa, qualsiasi azione revocatoria e/o risarcitoria comunque riferibile all'operazione di acquisto e di rivendita da parte Nextra delle dette obbligazioni".

:eek: :'(
 
Parmalat, Cardia apprezza tempi brevi fissati da magistrato

MILANO, 6 ottobre (Reuters) - Il presidente della Consob Lamberto Cardia esprime apprezzamento per i tempi stretti fissati dalla magistratura per il processo Parmalat <PRFI.MI>.

"A me ha fatto un'ottima impressione che il magistrato abbia stabilito tempi brevi per procedere, significa che con determinazione vuole portare avanti il giudizio", ha detto Cardia a margine di un incontro.

Ieri si è aperta a Milano l'udienza preliminare per le accuse di aggiotaggio, false revisioni e ostacolo alla Consob relativamente al crack del gruppo di Collecchio. L'udienza riprenderà il 29 ottobre, quando si deciderà sulle costituzioni di parti civili, per cui hanno presentato richiesta anche numerosi piccoli risparmiatori. "Una parte dei risparmiatori ha pieno titolo di sentirsi danneggiata, probabilmente i risparmiatori, anche i più piccoli, sono tutti danneggiati incolpevoli", ha aggiunto Cardia.

Copyright 2000 Reuters Limited.




..........che il magistrato abbia stabilito tempi brevi per procedere, .......

Ieri si è aperta a Milano l'udienza preliminare ..... L'udienza riprenderà il 29 ottobre....
 
slowdown ha scritto:
20:17 PUNTO 2 - Parmalat, governo stringe tempi su riforma controlli
(Riscrive lead, aggiunge dichiarazioni Tabacci)

ROMA, 8 gennaio (Reuters) -

Il governo stringe i tempi sulla riforma del sistema di controlli sui mercati finanziari per evitare che gli scandali Cirio e Parmalat scuotano la fiducia dei risparmiatori e degli investitori internazionali. Contrariamente alle attese, il ministro dell'Economia Giulio
Tremonti non aspetterà la fine di febbraio per conoscere le
conclusione delle indagini parlamentari sui crack dei due gruppi
ma potrebbe presentare il suo disegno di riforma delle autorità
di controllo già la prossima settimana. "Anziché procedere con due provvedimenti è meglio un solo provvedimento, dell'Economia e delle Politiche comunitarie da portare ad un consiglio dei ministri successivo a quello di domani", ha detto Buttiglione parlando a margine dell'ufficio politico dell'Udc di questa mattina sul tema. Il ministro ha aggiunto che "l'ipotesi è di Tremonti, ed io non ho particolari difficoltà".
A Buttiglione è stato chiesto se abbia cambiato idea rispetto a quanto aveva dicharato due giorni fa a Reuters: cioè che sarebbe meglio aspettare la fine delle indagini delle commissioni parlamentari prima di presentare un ddl del governo sulla riforma delle Authority. "Sì, la mia convinzione era che
sarebbe stato possibile fare subito il provvedimento su market
abuse e darci più tempo per una risposta più meditata [sulla
riforma delle Authority]. Bisognerà raccordare i tempi di questo
provvedimento [unico] con le indagini parlamentari. Sembra che
il Parlamento non abbia obiezioni", ha risposto il ministro.
LA DIRETTIVA 2003/6/CE DELLA UE Nell'intervista di martedì scorso a Reuters, Buttiglioneaveva detto di avere già pronto (ndc : dopo un anno e dopo Cirio )
un provvedimento di recepimento della direttiva 2003/6/CE emanata nel gennaio dello scorso anno dal Parlamento e dal Consiglio Ue che mira alla repressione degli abusi di mercato (la cosiddetta direttiva "market abuse").
Il ministro aveva detto che avrebbe potuto presentare il provvedimento già al cdm di domani, ma che avrebbe risposto affermativamente se il ministro del Tesoro gli avesse proposto un rinvio del provvedimento unitamente a quello del ddl che Tremonti sta preparando sulla riforma delle Authority di vigilanza.

Oggi Buttiglione ha aggiunto che "dobbiamo andare verso un modello che da settoriale si sposti ad uno funzionale, basato cioè sulle funzioni, un modello a due o tre teste che veda una Consob rafforzata, la Banca d'Italia e l'Antitrust, con una nuova e rafforzata collaborazione tra queste entità".

Anche il segretario dell'Udc, Marco Follini, è intervenuto sul tema dicendo che "migliaia di risparmiatori senza colpa sono stati danneggiati e a loro è dovuta la revisione del sistema dei controlli che, nella vicenda Parmalat, ha dimostrato di non funzionare". Circa la possibilità che vengano tolti poteri a Bankitalia,Follini ha detto: "C'è un percorso parlamentare che è iniziato.
Credo in un sistema piu efficace su tre pilastri e tengo molto a
che la riforma si realizzi con l'accordo condiviso tra maggioranza e opposizione. E' giusto che il governo metta in campo la sua proposta".
A titolo personale Bruno Tabacci, altro membro dell'Ufficio politico dell'Udc e presidente della commissione Attività produttive della Camera, ha detto che la Consob dovrebbe essere rafforzata con poteri ispettivi e sanzionatori
mentre Bankitalia dovrebbe perdere poteri sulla concorrenza in materia di banche a favore dell'Antitrust e allargare le sue competenze in materia di stabilità su assicurazioni e fondi pensione.


ROMA, 8 gennaio (Reuters) - Il governo ...................

Il governo stringe i tempi ...

...Marco Follini, è intervenuto sul tema dicendo che "migliaia di risparmiatori senza colpa sono stati danneggiati e
a loro è dovuta la revisione del sistema dei controlli che, nella vicenda Parmalat, ha dimostrato di non funzionare". ...

Nell'intervista di martedì scorso a Reuters, Buttiglionea
aveva detto di avere già pronto
(ndc : dopo un anno e dopo Cirio ) un provvedimento di recepimento della direttiva 2003/6/CE emanata nel gennaio dello scorso anno dal parlamento e dal Consiglio Ue che mira alla repressione degli abusi di mercato..


:'( :'(


:bye:
 
Ultima modifica:
Risparmio,legge e maggior coordinamento fra controllori -Cervone
MILANO (Reuters) - Maggior cooperazione a livello internazionale e fra autorità di controllo e una legge sul risparmio, da varare senza ulteriori rinvii, che tenga conto di una serie di punti chiave: trasparenza informativa, correttezza degli intermediari, rafforzamento dei controlli degli organismi di vigilanza con una Consob dall'organico potenziato.

E' su queste linee guida di massima che si costruisce, unitamente a una maggiore etica dei mercati, la risposta da dare alle grandi crisi da Enron a Worldcom e in Italia da Cirio a Parmalat (Milano: PRFI.MI - notizie - bacheca) che hanno sconvolto il sistema finanziario mondiale negli ultimi anni, secondo il commissario Consob Enrico Cervone.

Intervenendo al convegno Assiom di Desenzano su Garda, Cervone ha elencato i cardini di cui una legge sul risparmio dovrebbe tener conto:


* maggiore dialettica tra funzioni esecutive e di controllo in azienda ponendo l'accento su caratteristiche di amministratori non esecutivi e sindaci e sul ruolo dei soci di minoranza;
* rafforzare poteri e responsabilità dei soggetti incaricati del controllo.
* migliorare gli standard di qualità e garantire la terzietà dei revisori, con un potenziamento della vigilanza sulle società di revisione;
* rafforzare i controlli e la trasparenza sulle operazioni con parti correlate e sull'uso di società domiciliate nei cosiddetti paradisi fiscali;
* prevedere standard di correttezza per analisti e società di rating.
* rendere più efficaci i limiti all'emissione di obbligazioni e limitare la cessione al pubblico di titoli oggetto di collocamento privato;
* introdurre un sistema di sanzioni reputazionali e amministrative.

Per Cervone, inoltre, la completa attuazione della vigilanza per finalità deve rappresentare un obiettivo cui tendere, "eliminando le asimmetrie normative esistenti quanto meno attraverso ... forme di collaborazione e coordinamento tra autorità di vigilanza".

"Modifiche di assetti che hanno le radici nella nostra carta costituzionale (la tutela del risparmio e la disciplina del credito) non potevano non aprire un ampio dibattito. E' di ieri la notizia dell'intendimento del Governo di fare approvare entro l'anno la legge per la tutela del risparmio", dice Cervone.

Ieri il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto che la maggioranza sta lavorando a una legge sul risparmio da approvare entro l'anno.

Nei giorni scorsi il governo ha depositato in aula alla Camera un emendamento alla Legge comunitaria con il quale si prevede il rafforzamento dei poteri della Commissione nazionale per le società e la Borsa (Consob) compreso l'aumento del personale a 600 persone dalle attuali 450.




INTANTO........................

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Si salvano ancora i bond bancari - Slitta l'obbligo del prospetto
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Da Repubblica di oggi:

Slitta di altri cinque anni l'obbligo di prospetto per i bond emessi dalle banche.

La ritrovata concordia istituzionale tra l'esecutivo e la Banca d'Italia - tra i tanti effetti mostrati dopo l'uscita di Giulio Tremonti dal tesoro - ha una ricaduta non di poco conto sulla trasparenza delle obbligazioni bancarie.

Strumenti del risparmio che da anni ottengono crescente successo, specie nella tipologia degli "strutturati", che spesso inglobano gestioni, costi e rischi di un certo livello.

Strumenti complessi, che raccolgono oltre 300 miliardi di euro di risparmi nel paese ma sono privi di documento informativo dopo che sei anni fala legge Draghi li aveva dispensati, con un cavillo dell'ultima ora che molti giudicarono un exploit delle lobbybancario-assicurative.



..dopo che sei anni fala legge Draghi li aveva dispensati, con un cavillo dell'ultima ora che molti giudicarono un exploit delle lobbybancario-assicurative.
 

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....comandano le lobby.....che altro aspettarsi???

...che regolarmente ci pigliano per il c ulo oramai da decenni.

Qualcuno vede via d'uscita??????
 
. :)
 

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slowdown ha scritto:


è una via d'uscita.
Da che parte si inizia ?

Per intendersi: è logico che non si può chiedere alle lobby di suicidarsi.
Così come non è possibile intervenire nell'eliminazione diretta.
Bisogna usare il cervello.
Che strumenti abbiamo, dico concretamente, per sostituire un sistema oligarchico ( lobby ) con un sistema realmente demo-cratico?
 
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Mercati chiedono rapida legge tutela risparmio- Siniscalco

ROMA, 28 ottobre (Reuters) - L'approvazione rapida di una legge di tutela del risparmio è chiesta a gran voce dai mercati. Lo ha detto il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco nel corso di una audizione davanti alla Commissione finanze della Camera.

Il ministro ha quindi sollecitato una soluzione in tempi rapidi del provvedimento.

((Giselda Vagnoni, in redazione a Roma, Stefano Bernabei Reuters Messaging: stefano.bernabei.reuters.com@reuters.net - +39 06 8540049 - rome.newsroom@reuters.com)) Copyright 2000 Reuters Limited.
 

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slowdown ha scritto:
Mercati chiedono rapida legge tutela risparmio- Siniscalco

ROMA, 28 ottobre (Reuters) - L'approvazione rapida di una legge di tutela del risparmio è chiesta a gran voce dai mercati. Lo ha detto il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco nel corso di una audizione davanti alla Commissione finanze della Camera.

Il ministro ha quindi sollecitato una soluzione in tempi rapidi del provvedimento.

((Giselda Vagnoni, in redazione a Roma, Stefano Bernabei Reuters Messaging: stefano.bernabei.reuters.com@reuters.net - +39 06 8540049 - rome.newsroom@reuters.com)) Copyright 2000 Reuters Limited.


La rava e la fava, la fava e la rava, c azzi e mazzi, mazzi e c azzi, sopra e sotto , sotto e sopra, bibì e bibò, bobò e bibì, vai e torna, torna e vai....
QUILODICO E QUILONEGO, TULODICI E IOLONEGO, TULONEGHI E IO LODICO

....mi sa che hai ragione tu.

MA CHE SI INIZI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
 
slowdown ha scritto:
PER FA3
- pensa che credo di essere tra i pochi che si è sorbito in tv tutto il processo Enimont - tutto

Più utile di un master -


bye


Ti seguo da molto tempo ma questa me l'ero persa: ti ho dato un punto :clap:


P.S. Fly slow but not low
 
Ddl risparmio, Siniscalco rinuncia a ridisegnare vigilanza
ROMA (Reuters) - Il governo rinuncia al progetto di ridisegnare il quadro dei poteri di vigilanza sui mercati finanziari e punta a modifiche assai più modeste, ma comunque necessarie, per migliorare la tutela dei risparmiatori e sviluppare quindi i mercati italiani.

E' questa la sintesi dell'atteso intervento del ministro dell'Economia e delle Finanze Domenico Siniscalco in Parlamento sul contestato disegno di legge sul risparmio presentato dal suo predecessore Giulio Tremonti a inizio anno per rispondere agli scandali Cirio e Parmalat (Milano: PRFI.MI - notizie - bacheca) e finito su un binario morto alla Camera per una serie di veti incrociati.

La Banca d'Italia conserverà tutti i suoi poteri attuali, concorrenza inclusa, ad eccezione di quelli di controllo sui corporate bond che passano alla Consob. Siniscalco non ha parlato poi di limiti temporali al mandato del governatore, scoglio sul quale il ddl si arenò in estate.


Bankitalia si rafforza e si rinnova per essere in grado di vigilare sulla trasparenza di tutti i prodotti finanziari offerti sul mercato. Restano al loro posto anche Isvap e Covip oltreché, naturalmente, l'Antitrust.

Siniscalco, che ha detto di parlare a nome del governo, ha suggerito ai parlamentari di abbandonare un testo sul quale si dice d'accordo dal punto di visto teorico ma che ritiene poco probabile realizzare.

"I mercati", ha spiegato con un apparente riferimento ai possibili movimenti nel settore bancario, "si avviano verso una fase delicata. Meglio arrivare alla fase della turbolenza con un modello che funziona", evitando il rischio di essere colti impreparati nella fase di transizione tra un modello e l'altro.

Qualcosa per migliorare la tutela degli investitori però va fatto, attraverso lo strumento ddl risparmio e/o altri provvedimenti legislativi, come il decreto Vietti sul diritto societario, la legge comunitaria.

I primi 13 articoli del provvedimento, ha detto Siniscalco, quelli sulla corporate governance (organi amministrativi, conflitto di interessi, controlli interni, eccetera) vanno bene e al limite si può anche procedere alla trasformazione in legge del codice di autodisciplina delle società quotate.

Sui rapporti tra banche-imprese è desiderabile una "disclosure" delle situazioni debitorie dei soci introducendo limiti di fido più stringenti.

"Ho cercato di individuare un minimo comune denominatore e di disinnescare i detonatori che, se lasciati, avrebbero dato vita ad un dibattito perfetto, ma che non avrebbe portato a nulla di concreto. Poi mi sono domandato se questo minimo comune denominatore è decente. A mio parere è anche più che decente e ha una sostanziale probabilità di consenso", ha aggiunto.




Tanto tuonò che , ovviamente non piovve.....

bye



perchè il rubinetto della pioggia...

gli azionisti BdI

Gruppo Intesa (27,2%)
Gruppo San Paolo IMI (17,23%)
Gruppo Capitalia (11,15%)
Gruppo Unicredito (10,97%)
Gruppo Assicurazioni Generali (6,33%)
INPS (5%)
Banca Carige (3,96%)
BLN (2,83%)
Monte dei Paschi di Siena (2,50%)
Cassa d Risparmio di Firenze (1,85%)
RAS (1,33%)
Gruppo La Fondiaria (2,00%)
Gruppo Premafin (2,00%)
 
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