Consiglio legale

  • Ecco la 56° Edizione del settimanale "Le opportunità di Borsa" dedicato ai consulenti finanziari ed esperti di borsa.

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bage

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Circa 10 anni fa i miei genitori hanno acquistato un immobile che dopo avere ristrutturato hanno dato in fitto.

Il conduttore ha sempre lamentato il fatto di pagare bollette dell'acqua salatissime.

Dopo vari controlli abbiamo scoperto che dal nostro contatore prendeva acqua il negozio accanto.

Dopo una causa, la sentenza del giudice di pace ha fatto recuperare al conduttore parte dei soldi spesi per il pagamento delle bollette “salate”.

Da poche settimane in quell’immobile ci sono io in comodato e, inoltre, il proprietario del negozio è cambiato.
Il nuovo proprietario mi ha detto che non ha nessuna intenzione di darmi l’autorizzazione scritta di tagliare il tubo che gli porta acqua (“gratis”) poiché, secondo lui, si tratta di una servitù acquisita (?).

Ho chiamato diverse volte il call center dell’Acquedotto Pugliese e gli operatori mi hanno detto che l’Acquedotto è responsabile sino al contatore. Quel tubo può essere tagliato, ma la responsabilità sarebbe tutta a carico di mio PADRE CHE E' L'INTESTATARIO DELL'UTENZA.
La responsabilità è, secondo loro, quella di privare un’abitazione di acqua, una risorsa primaria.

In che modo posso agire?

Non ho intenzione di fare cause a vita per il rimborso di parte delle bollette, ne tantomeno ho voglia di consultare altri avvocati. Ne ho sentiti almeno 5; tutti pareri diversi ma una sola cosa in comune: la voglia di "spillare" soldi.

Ciao e grazie anticipatamente
 
Scritto da bage
Circa 10 anni fa i miei genitori hanno acquistato un immobile che dopo avere ristrutturato hanno dato in fitto.

Il conduttore ha sempre lamentato il fatto di pagare bollette dell'acqua salatissime.

Dopo vari controlli abbiamo scoperto che dal nostro contatore prendeva acqua il negozio accanto.

Dopo una causa, la sentenza del giudice di pace ha fatto recuperare al conduttore parte dei soldi spesi per il pagamento delle bollette “salate”.

Da poche settimane in quell’immobile ci sono io in comodato e, inoltre, il proprietario del negozio è cambiato.
Il nuovo proprietario mi ha detto che non ha nessuna intenzione di darmi l’autorizzazione scritta di tagliare il tubo che gli porta acqua (“gratis”) poiché, secondo lui, si tratta di una servitù acquisita (?).

Ho chiamato diverse volte il call center dell’Acquedotto Pugliese e gli operatori mi hanno detto che l’Acquedotto è responsabile sino al contatore. Quel tubo può essere tagliato, ma la responsabilità sarebbe tutta a carico di mio PADRE CHE E' L'INTESTATARIO DELL'UTENZA.
La responsabilità è, secondo loro, quella di privare un’abitazione di acqua, una risorsa primaria.

In che modo posso agire?

Non ho intenzione di fare cause a vita per il rimborso di parte delle bollette, ne tantomeno ho voglia di consultare altri avvocati. Ne ho sentiti almeno 5; tutti pareri diversi ma una sola cosa in comune: la voglia di "spillare" soldi.

Ciao e grazie anticipatamente


se ti e' possibile momentaneamente stacca il contratto dell'acqua...aggiusta il tubo in modo che serva solo il tuo appartamento, e rifai il contratto.

Comunque ti basta una raccomandata A/R al proprietario del negozio dove dici d'installarsi immediatamente un contatore separato o di eliminare il tubo da cui prende acqua senza permesso (se ho capito bene).

Io fossi in te (e se ho capito bene la situazione) ... staccherei (o taglierei ?!) subito il tubo e farei in modo che l'acqua la usufruisci solo tu, che la paghi !!


:)
 
Re: Re: Consiglio legale

Scritto da ataru33
se ti e' possibile momentaneamente stacca il contratto dell'acqua...aggiusta il tubo in modo che serva solo il tuo appartamento, e rifai il contratto.

Comunque ti basta una raccomandata A/R al proprietario del negozio dove dici d'installarsi immediatamente un contatore separato o di eliminare il tubo da cui prende acqua senza permesso (se ho capito bene).

Io fossi in te (e se ho capito bene la situazione) ... staccherei (o taglierei ?!) subito il tubo e farei in modo che l'acqua la usufruisci solo tu, che la paghi !!


:)



Disallacciarsi e rifare il contratto costa circa 600 euro.



Di preciso non so quanti anni fa è stato installato quel tubo; sicuramente il tubo era già presente quando mio padre ha acquistato l'immobile (poco più di 10 anni fa).
Molto probabilmete quelle tubazioni si trovano così da quando l'immobile è stato costruito.


L'avvocato che sino ad ora ci ha "seguito" ci ha detto di tagliare il tuo solo se la controparte ci da un'autorizzazione scritta;
si tratterebbe di una servitù acquisita (?). (Mi date una definizione di servitù acquisita, o magari l'indirizzo di alcuni siti web dove possa trovare delucidazioni?).


A me non interessa raggiungere un accordo per la ripartizione delle spese; io voglio che al mio contatore non ci siano attaccate altre abitazioni.

Quello che mi infastidisce è che l'utenza è intestata a mio padre, il quale teme di beccarsi una denuncia nel caso elimini questo tubo che SI TROVA DOPO IL CONTATORE.
 
Re: Re: Re: Consiglio legale

Scritto da bage
......io voglio che al mio contatore non ci siano attaccate altre abitazioni. ......



e' un tuo diritto, e comunque sia se lui vuole usufruire dell'acqua deve installarsi un contatore separato. Altrimenti deve pagarne la meta'. E comunque qualche raccomandata ti conviene mandarla se proprio non vuoi ricorrere a un legale.

:mad:
 
Perche' non denunci il proprietario del negozio per appropriazione indebita, perche' se non ho capito male il tubo era stato attaccato a vostra insaputa, chiedi ad un legale cosi' oltre alle spese deve pagarti anche gli arretrati.
 
Posto acuni cinsigli che mi hanno dato sul forum di http://praticanti.altervista.org/index.php






Inviato: 05 Set 2003 03:18 pm Soggetto: Consiglio legale


Circa 10 anni fa i miei genitori hanno acquistato un immobile che dopo avere ristrutturato hanno dato in fitto.

Il conduttore ha sempre lamentato il fatto di pagare bollette dell'acqua salatissime.

Dopo vari controlli abbiamo scoperto che dal nostro contatore prendeva acqua il negozio accanto.

Dopo una causa, la sentenza del giudice di pace ha fatto recuperare al conduttore parte dei soldi spesi per il pagamento delle bollette “salate”.

Da poche settimane in quell’immobile ci sono io in comodato e, inoltre, il proprietario del negozio è cambiato.
Il nuovo proprietario mi ha detto che non ha nessuna intenzione di darmi l’autorizzazione scritta di tagliare il tubo che gli porta acqua (“gratis”) poiché, secondo lui, si tratta di una servitù acquisita (?).

Ho chiamato diverse volte il call center dell’Acquedotto Pugliese e gli operatori mi hanno detto che l’Acquedotto è responsabile sino al contatore. Quel tubo può essere tagliato, ma la responsabilità sarebbe tutta a carico di mio PADRE CHE E' L'INTESTATARIO DELL'UTENZA.
La responsabilità è, secondo loro, quella di privare un’abitazione di acqua, una risorsa primaria.

In che modo posso agire?



Inviato: 05 Set 2003 06:04 pm



Voglio sapere:
1) quanti anni fa è stato installato quel tubo diciamo "abusivo"?
2) lo sottrazione di acqua mi sembra di aver capito che continua anche con il nuovo proprietario, ma questo si è mai formalmente reso disponibile a concorrere alle spese?


Inviato: 06 Set 2003 12:24 am




Di preciso non so quanti anni fa è stato installato quel tubo; sicuramente il tubo era già presente quando mio padre ha acquistato l'immobile (poco più di 10 anni fa).
Molto probabilmente quelle tubazioni si trovano così da quando l'immobile è stato costruito.

A me non interessa raggiungere un accordo per la ripartizione delle spese; io voglio che al mio contatore non ci siano attaccate altre abitazioni.

Non so se è giusto definire questo tubo "abusivo" per 2 motivi:

1) l'avvocato che sino ad ora ci ha seguito ci ha detto di tagliare il tuo solo se la controparte ci da un'autorizzazione scritta;
2) si tratterebbe di una servitù acquisita (?). (Mi date una definizione di servitù acquisita, o magari l'indirizzo di alcuni siti web dove possa trovare delucidazioni?)

Quello che mi infastidisce è che l'utenza è intestata a mio padre, il quale teme di beccarsi una denuncia nel caso elimini questo tubo che SI TROVA DOPO IL CONTATORE.

Avevo già pensato a un disallaccio e poi a rifare un altro contratto di fornitura, ma questo "giochetto" costa 600 euro






Inviato: 06 Set 2003 01:23 am



Cerchiamo di fare un po' d'ordine:

1-La servitù prediale (dal latino praedium = garanzia, ma anche podere rustico) è il peso imposto sopra un fondo per l'utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario (art. 1027 codice civile).
Le servitù cosiddette aziendali spesso sono irregolari perché di solito non sono per nulla collegate all'attività svolta sul fondo: questo potrebbe essere il tuo caso.

2-Non ci si può fare giustizia da soli: la cosa migliore sarebbe andare dal giudice per ottenere una sentenza che imponga al negozio di ripristinare una situazione di legalità, imponendogli di collegare il suo tubo ad un suo contatore, oltre al risarcimento dei danni.



Il discorso "servitù acquisita" diventa un po' il nodo centrale. La situazione pare del tutto analoga alla servitù di presa o derivazione di acqua. Tale servitù può anche essere acquisita per usucapione, trattandosi di servitù apparente (e cioè con opere visibili e permanenti per il suo esercizio, in questo caso il tubo allacciato alla conduttura).
Ti chiedevo da quanto tempo c'era il tubo proprio per capire se poteva ipotizzarsi un acquisto di servitù per usucapione, il quale si completa in 20 anni di possesso ininterrotto.
Ovviamente l'eventuale acquisto di detta servitù conferisce il diritto a "prendere acqua", non certo il diritto a "prendere acqua gratis".

Fatte queste brevi premesse veniamo a quello che puoi fare.
1) Il tubo non lo devi tagliare assolutamente di tua iniziativa: oltre al rischio di una denuncia penale per art. 392 c.p. (esercizio arbitrario delle proprie ragioni), potresti subire un'azione possessoria per il ripristino del tubo ed un'azione di risarcimento dei danni. E tutto questo anche avendo tu eventualmente tutte le ragioni del mondo (è per questo che il tuo legale ti ha detto di tagliare il tubo solo con autorizzazione firmata dal vicino).
2) se non è decorso più di un ventennio dall'installazione del tubo non hai altra strada che ricorrere al giudice per ottenere l'accertamento negativo della servitù vantata dal tuo vicino (l'accertamento, cioè, che tale servitù non sussiste per mancanza di titolo costitutivo della stessa) con ordine di rimozione del tubo e risarcimento dei danni patiti (quelli non prescritti).
3) se invece è decorso più di un ventennio non puoi fare molto: puoi provare ad agire comunque, come diceva crowdsurfer, per accertare il mancato collegamento tra attività aziendale e servitù, sempre se tale mancato collegamento sussiste (ma mi pare una strada assai rischiosa perché l'acqua serve sempre e comunque).
Se no, laddove la sussistenza della servitù non sia più contestabile, puoi agire giudizialmente per ottenere il pagamento di tutte le spese passate (non prescritte) per il consumo d'acqua imputabile al vicino, nonché per stabilire le modalità di ripartizione delle spese future.
Va da sé che in questo caso (come in tutti i casi, o quasi) un accordo tra le parti sarebbe la cosa migliore.


Inviato: 06 Set 2003 05:31 pm Soggetto:



Un'ultima considerazione: bisognerebbe anche vedere se il dante causa dei tuoi genitori sapeva di quel tubo. Se non ne era al corrente la clandestinità del possesso è cessata quando lo avete scoperto voi (10 anni fa se ho capito bene), per cui l'usucapione non sarebbe completata perchè il termine avrebbe iniziato a decorrere da quel momento.










Ho un altro elemento: ieri mattina ho chiamato ancora una volta il call center dell'Acquedotto Pugliese. Il contratto mio padre lo ha stipulato nel 1993 (anno d'acquisto dell'immobile) e l'operatrice mi ha detto che questo contratto prevede un solo modulo contrattuale; in pratica è prevista la fornitura per una sola abitazione.
La stessa operatrice, intuita la situazione "anomala", mi ha consigliato di rivolgermi presso un loro ufficio commerciale e di chiedere un'ispezione poiché, da quanto ho capito, di questi casi ce ne sono parecchi, in particolare su forniture presenti nei fabbricati di vecchia costruzione.
E' palese che l'Acquedotto abbia interesse ha risolvere casi come il mio al fine di stipulare nuovi contratti di fornitura.

Effettivamente è difficile stabilire se si tratta di un'usucapione e stabilire la decorrenza dei termini della stessa. I proprietari degli immobili, rispettivamente venduti a mio padre e alla mia attuale controparte, dovrebbero essere deceduti e probabilmente quel tubo (che come già detto si trova dopo il contatore) potrebbe essere stato il frutto dell'accordo dei 2 ex proprietari.

Credo che elementi come la stipula del contratto nel 1993 (anno di acquisto dell'immobile), la presenza di un solo modulo contrattuale (mio padre ha stipulato quel contratto di fornitura per alimentare solo casa sua) e la sentenza del giudice (la quale purtroppo non ho letto a causa della negligenza del nostro attuale avvocato che non ce la resa disponibile) siano elementi sui quali costruire le nostre ragioni.
 
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