conto cointestato "svuotato"

discofisso

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A un amico è capitata una disavventura......
Aveva (incautamente) aperto un conto cointestato con un suo amico (non io!) e questo, dopo un pò, lo ha "svuotato".
Mi ha chiesto un consiglio e io, dato che il conto era in amministrazione disgiunta, di getto gli ho risposto che non c'era nulla da fare.
Però, allora, la presunzione che nei conti cointestati le cifre appartengano in misura uguale ai cointestatari a cosa serve? Forse solo ai fini fiscali, ad esempio?
Anche perchè se l'operazione non fosse stata possibile la banca non l'avrebbe permessa........
Io ho trovato una regolamentazione della materia solo nel Codice (art. 1854) che nulla aggiunge a quanto già sapevo.

Voltaire o qualcun'altro ne sa di più?
Cosa consiglio all'amico: mutismo e rassegnazione?

Grazie a tutti.
 
Scritto da discofisso
...
Cosa consiglio all'amico: mutismo e rassegnazione?
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Purtroppo si; se la cifra da recuperare è notevole, può sempre farsi "aiutare" da qualche personaggio prezzolato per l'occasione !!
 
Re: Re: conto cointestato "svuotato"

Scritto da Giannival
Purtroppo si; se la cifra da recuperare è notevole, può sempre farsi "aiutare" da qualche personaggio prezzolato per l'occasione !!

I "personaggi prezzolati" in questione sono forse gli avvocati?

il problema ha una soluzione ben precisa, scritta nel codice civile, ed una via d'uscita anche - forse - più breve, rinvenibile nel codice penale (salvo che i due "amici" siano in realtà marito e moglie).

Se la cifra lo giustifica, suggerirei di rivolgersi ad un avvocato che adeguatamente "prezzolato" potrà (a) verificare se valga la pena tentare un recupero, e (b) consigliare al meglio sulla scelta (o sommatoria) tra azione civile ed azione penale.

Pietro66

(sono uno che di mestiere fa il "personaggio prezzolato" e che NON si occupa di casi come questo, quindi il mio consiglio è spassionato e disinteressato)
 
Re: Re: Re: conto cointestato "svuotato"

Scritto da pietro66
I "personaggi prezzolati" in questione sono forse gli avvocati?

il problema ha una soluzione ben precisa, scritta nel codice civile, ed una via d'uscita anche - forse - più breve, rinvenibile nel codice penale (salvo che i due "amici" siano in realtà marito e moglie).

Se la cifra lo giustifica, suggerirei di rivolgersi ad un avvocato che adeguatamente "prezzolato" potrà (a) verificare se valga la pena tentare un recupero, e (b) consigliare al meglio sulla scelta (o sommatoria) tra azione civile ed azione penale.

Pietro66

(sono uno che di mestiere fa il "personaggio prezzolato" e che NON si occupa di casi come questo, quindi il mio consiglio è spassionato e disinteressato)



Scusa, quali sarebbero le soluzioni possibili?
Non sono un avvocato (anche se ho fatto giurisprudenza) e non avevo idea che potessero uscire delle vie d'uscita dal momento che la norma del Codice (1854) mi sembrava piuttosto "dirimente" a proposito dei casi in questione.
A cosa ti riferisci? Che recupero si può tentare? Arricchimento senza causa o cose del genere?
Sul piano penale non mi sovviene niente (ma...........ho rifatto l'esame due volte!!)
Il mio amico (veramente amico!) ce la può fare?
Un consiglietto spassionato.........edddai.........tra traders!
Ciao.;)
 
La banca non poteva fare altro che far riscuotere al cliente la somma prelevata, trattandosi di firma disgiunta.

Si potrebbe approfondire il discorso sul perché questo conto era cointestato, a cosa serviva, come si doveva manovrare.
 
Potrebbe ricorrere l'appropriazione indebita (non e' reato il prelievo dal conto bensi' il successivo utilizzo a proprio beneficio) con possibile richiesta di risarcimento del danno in sede civile.
Occorre valutare attentamente le circostanze.
L'esito e' incerto.
 
Ne ho parlato con la mia ragazza, avvocato, e mi ha detto che qualcosa si può fare. Però, come tutti gli avvocati, mi ha detto che bisogna conoscere bene tutti i termini dell'argomento.
In sostanza, se le somme "distratte" superano i 1000 euro, mi rivolgerei ad un avvocato. Non è detto che poi, stante una possibile causa, non si riesca a risolvere tutto in via stragiudiziale.

Ciao,
Marco
 
per Pietro 66

Scritto da pietro66
I "personaggi prezzolati" in questione sono forse gli avvocati?
........

In quel momento non stavo pensando ad una via giudiziale, ma ad una alternativa delineata qualche intervento dopo il Suo.

Cordialmente.
 
Re: Re: Re: Re: conto cointestato "svuotato"

Scritto da discofisso
Scusa, quali sarebbero le soluzioni possibili?
Non sono un avvocato (anche se ho fatto giurisprudenza) e non avevo idea che potessero uscire delle vie d'uscita dal momento che la norma del Codice (1854) mi sembrava piuttosto "dirimente" a proposito dei casi in questione.
A cosa ti riferisci? Che recupero si può tentare? Arricchimento senza causa o cose del genere?
Sul piano penale non mi sovviene niente (ma...........ho rifatto l'esame due volte!!)
Il mio amico (veramente amico!) ce la può fare?
Un consiglietto spassionato.........edddai.........tra traders!
Ciao.;)

L'art. 1854 cc regola solo i rapporti verso la banca, non quelli tra i cointestatari.
Se i soldi sono stati versati da uno solo degli intestatari, sempre dimostrabile, credo, sono e restano suoi ancorchè depositati in un C/C cointestato.
L'unico limite è la "presunzione" di possesso congiunto, e quindi al 50%; già solo l'avvenuto prelievo anche dell'altro 50% giustifica a mio avviso la configurabilità del prelievo stesso come "appropriazione indebita", per la quale si può sporgere querela.
Talvolta con il penale si ottengono risultati inimmaginabili in sede civile.
Suggerisco quindi nuovamente di contattare un legale, sottoporgli TUTTI gli elementi (incluso lo scopo di quel conto cointestato; a che doveva servire? .. che fine hanno fatto, se si conosce, i soldi prelevati?) e affidarsi all'operato del legale stesso.
 
Re: Re: Re: Re: Re: conto cointestato "svuotato"

Scritto da pietro66
..
Se i soldi sono stati versati da uno solo degli intestatari, sempre dimostrabile, credo, sono e restano suoi ancorchè depositati in un C/C cointestato.
...

E nel caso che entrambi i cointestatari abbiano fatto almeno un deposito ?
 
Re: Re: Re: Re: Re: Re: conto cointestato "svuotato"

Scritto da Giannival
E nel caso che entrambi i cointestatari abbiano fatto almeno un deposito ?


Quello che era stato versato dall' "amico" era suo, ma per quello versato dal "gabbato" resto della mia idea.
A titolo esemplificativo se l'amico ha versato 100 ed il gabbato 300, e poi non ci siano stati altri movimenti, la somma di cui l'amico si sarebbe indebitamente appropriato sarebbe quantomeno 400 (totale attivo) / 2 (presunzione di possesso paritetico) = 200 (quota che si presume a favore di ogni cointestatario) - 100 (versato dall'amico) = 100 (somma illegittimamente prelevata).

Il tutto, ovviamente, previa verifica di TUTTI i documenti ed elementi.
Scusate se insisto su questa verifica, ma per esperienza le cose non sono MAI così semplici come sono state prospettate.
 
Per me è pura e semplice appropriazione indebita. Ad aprile ho appunto una causa su questo argomento e penso che la persona che ha prosciugato il conto di mia nonna mentre era ricoverata all'ospedale in gravi condizioni (invece poi si riprese e campò ancora 15 mesi) verrà mazzolata per bene e spero che gli portino via tutto, casa, terreni e mutande...
 
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: conto cointestato "svuotato"

Scritto da pietro66
Quello che era stato versato dall' "amico" era suo, ma per quello versato dal "gabbato" resto della mia idea.
A titolo esemplificativo se l'amico ha versato 100 ed il gabbato 300, e poi non ci siano stati altri movimenti, la somma di cui l'amico si sarebbe indebitamente appropriato sarebbe quantomeno 400 (totale attivo) / 2 (presunzione di possesso paritetico) = 200 (quota che si presume a favore di ogni cointestatario) - 100 (versato dall'amico) = 100 (somma illegittimamente prelevata).

Il tutto, ovviamente, previa verifica di TUTTI i documenti ed elementi.
Scusate se insisto su questa verifica, ma per esperienza le cose non sono MAI così semplici come sono state prospettate.

Concordo nella perseguibilità del reato di appropriazione indebita, salvo verifica del termine di proponibilità della querela. Civilisticamente credo si applichino le norme sulla comunione. Per cui nell' esempio fatto credo che l' illiceità sia nell' aver disposto di 200 e non di 100, presumendosi le quote in parti uguali, dal momento che , salvo prove scritte, sia difficile dimostrare un frazionamento diverso della comproprietà
 
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