Contro gli imprenditori integralistico finanziari

Camaleontico

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Stavolta non ho resistito, appena mandata una mail ad "otto e mezzo" di Giuliano Ferrara su la7, in relazione all'intervento del dottor Tiraboschi di ieri, offensivo per l'intelligenza umana di base:

Gentile redazione e da me stimatissimo Giuliano Ferrara,

Seguo da sempre otto e mezzo, ma mai mi era capitato di assistere ad un intervento denso di inesattezze, per usare un eufemismo, come quello del dottor Tiraboschi di ieri sera.
Per farla breve: Tiraboschi ha centrato il suo intervento sulla scarsa preparazione, coraggio e motivazione di molti giovani laureati italiani.
Questo è vero, ma è altrettanto vero che gran parte dei mali dell’economia italiana risiede nell’altrettanto scarsa correttezza e professionalità di larga parte degli imprenditori italiani.
Se è vero il dato di oggi, fonte CNA, che in Italia il 94,9% delle imprese è fatto di microimpresa (1-5 dipendenti circa), le cause sono altrettanto evidenti.
Per completezza, riporto il link all’inchiesta dell’UNLA (Università italiana per la lotta all’analfabetismo) del novembre 2005, che specifica in base al censimento Istat 2001 che i laureati in Italia sono il 7,5%, mentre il 66,64% è dato da gente con licenza elementare o media.

http://www.panorama.it/italia/cronaca/articolo/ix1-A020001033552

Se il dottor Tiraboschi analizzasse sul campo queste due ultime cifre, vedrebbe che l’ultima è data principalmente dalla classe imprenditoriale che difende a spada tratta. Con ovvie conseguenze di macroscopici errori di valutazione da parte degli imprenditori, nei confronti di giovani o meno giovani laureati, considerandoli tout court una massa indistinta di gente non formata e poco flessibile, quando troppo spesso è la classe imprenditoriale ad essere priva di competenza nella valutazione, con inesistente cultura manageriale, e non raramente impegnata in speculazioni finanziare con liquidità prelevata dalla cassa aziendale.
Nell’area servizi è quasi un miraggio ottenere un contratto a norma di legge: scritture private senza nessuna validità giuridico commerciale salvo tutelare esclusivamente il datore di lavoro, nella migliore delle ipotesi. Altrimenti si è pagati in contanti, il modo più banale ed elegante per definire il lavoro nero.
Il dottor Tiraboschi sostiene che la flessibilità è condizione necessaria per far sì che le imprese assumano giovani. A me sembra invece incredibile che in Italia non sia ancora avvenuto nulla di simile a quanto sta accadendo in questi giorni in Francia. L’unica spiegazione può risiedere nel DNA dell’italiano medio, abituato a tutto, assuefatto ad ogni cosa.
Centinaia di architetti trentenni lavorano con partita iva, ma costretti ad un unico committente, geometra cinquantenne magari, titolare d’avviato studio professionale, a 500euro mensili per 10 ore giornaliere, pena vedersi sostituiti dal successivo malcapitato; conosce questi aspetti il dottor Tiraboschi ? Sono la maggioranza, la normalità dilagante, non casi sporadici nel panorama nazionale.
Altrettanti ex praticanti in studi legali o commerciali con lauree in Giurisprudenza o Economia più o meno nelle stesse condizioni, salvo avere lo studio di famiglia, ma questa è storia vecchia.
Oppure collaboratori occasionali come me, 34 anni e laurea con 104/110 in Filosofia a Bologna con tesi sperimentale in Psicologia della Comunicazione sulla pubblicità comparativa: mai avuto un contratto di lavoro degno di questo nome, account per tre agenzie di servizi, due volte in nero, una volta con contratto a progetto di due mesi non rinnovati. Il titolare di quest’ultima agenzia ha ovviamente preferito rinnovare il contratto solo ad una mia collega con laurea breve in Scienza della Formazione (la vecchia Pedagogia…) e master in comunicazione di 6 mesi a Reggio Emilia speso a far fotocopie aziendali, parole sue. Per 800 euro netti mensili, io costavo troppo, 1200 euro.
Il dottor Tiraboschi è al corrente della qualità nella formazione in molti, troppi stage o master aziendali ?
Mi fermo per non annoiarvi e per non incazzarmi, è venerdì 17, dimenticavo…
 
P.S. : non ho scritto ovviamente dell'attività di trading e come consulente finanziario indipendente come magari molti di voi ELETTI del FOL, questa è un'altra storia, da perfetto Democratico Finanziario. :cool: ;)
 
ottimo intervento Camaleontico: per i contenuti interessanti ed il modo pacato con cui li hai espressi.

Mi trovi d'accordo su molti punti che ho avuto più volte modo di verificare nella mia personale e diretta esperienza in ambito lavorativo.

:)
 
Mia moglie ha lavorato aggratis per il praticantato per 3 anni in uno studio di dottore commercialista.

Questo commercialista non ha paga impiegati perchè ha solo persone che lavorano aggratis per il praticantato.

Mi vengono in mente le parole di un certo Silvio: ma perchè fare pagare tasse sempre più alte per quelli che sono "cosi bravi" a generare guadagni?
Immagino che il furbastro dottore commercialista sia uno di quelli a cui si riferiva il nostro Silvio.

In tutte le epoche si hanno avuto gli sfruttatori e gli sfruttati, io penso che in un paese democratico si dovrebbero eliminare sia gli uni che gli altri.
Purtroppo noto che da qualche anno le cose vanno a peggiorare.
 
Camaleontico ha scritto:
Stavolta non ho resistito, appena mandata una mail ad "otto e mezzo" di Giuliano Ferrara su la7, in relazione all'intervento del dottor Tiraboschi di ieri, offensivo per l'intelligenza umana di base:

Gentile redazione e da me stimatissimo Giuliano Ferrara,

Seguo da sempre otto e mezzo, ma mai mi era capitato di assistere ad un intervento denso di inesattezze, per usare un eufemismo, come quello del dottor Tiraboschi di ieri sera.
Per farla breve: Tiraboschi ha centrato il suo intervento sulla scarsa preparazione, coraggio e motivazione di molti giovani laureati italiani.
Questo è vero, ma è altrettanto vero che gran parte dei mali dell’economia italiana risiede nell’altrettanto scarsa correttezza e professionalità di larga parte degli imprenditori italiani.
Se è vero il dato di oggi, fonte CNA, che in Italia il 94,9% delle imprese è fatto di microimpresa (1-5 dipendenti circa), le cause sono altrettanto evidenti.
Per completezza, riporto il link all’inchiesta dell’UNLA (Università italiana per la lotta all’analfabetismo) del novembre 2005, che specifica in base al censimento Istat 2001 che i laureati in Italia sono il 7,5%, mentre il 66,64% è dato da gente con licenza elementare o media.

http://www.panorama.it/italia/cronaca/articolo/ix1-A020001033552

Se il dottor Tiraboschi analizzasse sul campo queste due ultime cifre, vedrebbe che l’ultima è data principalmente dalla classe imprenditoriale che difende a spada tratta. Con ovvie conseguenze di macroscopici errori di valutazione da parte degli imprenditori, nei confronti di giovani o meno giovani laureati, considerandoli tout court una massa indistinta di gente non formata e poco flessibile, quando troppo spesso è la classe imprenditoriale ad essere priva di competenza nella valutazione, con inesistente cultura manageriale, e non raramente impegnata in speculazioni finanziare con liquidità prelevata dalla cassa aziendale.
Nell’area servizi è quasi un miraggio ottenere un contratto a norma di legge: scritture private senza nessuna validità giuridico commerciale salvo tutelare esclusivamente il datore di lavoro, nella migliore delle ipotesi. Altrimenti si è pagati in contanti, il modo più banale ed elegante per definire il lavoro nero.
Il dottor Tiraboschi sostiene che la flessibilità è condizione necessaria per far sì che le imprese assumano giovani. A me sembra invece incredibile che in Italia non sia ancora avvenuto nulla di simile a quanto sta accadendo in questi giorni in Francia. L’unica spiegazione può risiedere nel DNA dell’italiano medio, abituato a tutto, assuefatto ad ogni cosa.
Centinaia di architetti trentenni lavorano con partita iva, ma costretti ad un unico committente, geometra cinquantenne magari, titolare d’avviato studio professionale, a 500euro mensili per 10 ore giornaliere, pena vedersi sostituiti dal successivo malcapitato; conosce questi aspetti il dottor Tiraboschi ? Sono la maggioranza, la normalità dilagante, non casi sporadici nel panorama nazionale.
Altrettanti ex praticanti in studi legali o commerciali con lauree in Giurisprudenza o Economia più o meno nelle stesse condizioni, salvo avere lo studio di famiglia, ma questa è storia vecchia.
Oppure collaboratori occasionali come me, 34 anni e laurea con 104/110 in Filosofia a Bologna con tesi sperimentale in Psicologia della Comunicazione sulla pubblicità comparativa: mai avuto un contratto di lavoro degno di questo nome, account per tre agenzie di servizi, due volte in nero, una volta con contratto a progetto di due mesi non rinnovati. Il titolare di quest’ultima agenzia ha ovviamente preferito rinnovare il contratto solo ad una mia collega con laurea breve in Scienza della Formazione (la vecchia Pedagogia…) e master in comunicazione di 6 mesi a Reggio Emilia speso a far fotocopie aziendali, parole sue. Per 800 euro netti mensili, io costavo troppo, 1200 euro.
Il dottor Tiraboschi è al corrente della qualità nella formazione in molti, troppi stage o master aziendali ?
Mi fermo per non annoiarvi e per non incazzarmi, è venerdì 17, dimenticavo…

Che dire.....Esemplare!
I miei più vivi complimenti per la chiarezza espositiva e per la pacatezza dei toni.
Un praticante avvocato :rolleyes:
 
Camaleontico ha scritto:
Stavolta non ho resistito, appena mandata una mail ad "otto e mezzo" di Giuliano Ferrara su la7, in relazione all'intervento del dottor Tiraboschi di ieri, offensivo per l'intelligenza umana di base:

Gentile redazione e da me stimatissimo Giuliano Ferrara,

Seguo da sempre otto e mezzo, ma mai mi era capitato di assistere ad un intervento denso di inesattezze, per usare un eufemismo, come quello del dottor Tiraboschi di ieri sera.
Per farla breve: Tiraboschi ha centrato il suo intervento sulla scarsa preparazione, coraggio e motivazione di molti giovani laureati italiani.
Questo è vero, ma è altrettanto vero che gran parte dei mali dell’economia italiana risiede nell’altrettanto scarsa correttezza e professionalità di larga parte degli imprenditori italiani.
Se è vero il dato di oggi, fonte CNA, che in Italia il 94,9% delle imprese è fatto di microimpresa (1-5 dipendenti circa), le cause sono altrettanto evidenti.
Per completezza, riporto il link all’inchiesta dell’UNLA (Università italiana per la lotta all’analfabetismo) del novembre 2005, che specifica in base al censimento Istat 2001 che i laureati in Italia sono il 7,5%, mentre il 66,64% è dato da gente con licenza elementare o media.

http://www.panorama.it/italia/cronaca/articolo/ix1-A020001033552

Se il dottor Tiraboschi analizzasse sul campo queste due ultime cifre, vedrebbe che l’ultima è data principalmente dalla classe imprenditoriale che difende a spada tratta. Con ovvie conseguenze di macroscopici errori di valutazione da parte degli imprenditori, nei confronti di giovani o meno giovani laureati, considerandoli tout court una massa indistinta di gente non formata e poco flessibile, quando troppo spesso è la classe imprenditoriale ad essere priva di competenza nella valutazione, con inesistente cultura manageriale, e non raramente impegnata in speculazioni finanziare con liquidità prelevata dalla cassa aziendale.
Nell’area servizi è quasi un miraggio ottenere un contratto a norma di legge: scritture private senza nessuna validità giuridico commerciale salvo tutelare esclusivamente il datore di lavoro, nella migliore delle ipotesi. Altrimenti si è pagati in contanti, il modo più banale ed elegante per definire il lavoro nero.
Il dottor Tiraboschi sostiene che la flessibilità è condizione necessaria per far sì che le imprese assumano giovani. A me sembra invece incredibile che in Italia non sia ancora avvenuto nulla di simile a quanto sta accadendo in questi giorni in Francia. L’unica spiegazione può risiedere nel DNA dell’italiano medio, abituato a tutto, assuefatto ad ogni cosa.
Centinaia di architetti trentenni lavorano con partita iva, ma costretti ad un unico committente, geometra cinquantenne magari, titolare d’avviato studio professionale, a 500euro mensili per 10 ore giornaliere, pena vedersi sostituiti dal successivo malcapitato; conosce questi aspetti il dottor Tiraboschi ? Sono la maggioranza, la normalità dilagante, non casi sporadici nel panorama nazionale.
Altrettanti ex praticanti in studi legali o commerciali con lauree in Giurisprudenza o Economia più o meno nelle stesse condizioni, salvo avere lo studio di famiglia, ma questa è storia vecchia.
Oppure collaboratori occasionali come me, 34 anni e laurea con 104/110 in Filosofia a Bologna con tesi sperimentale in Psicologia della Comunicazione sulla pubblicità comparativa: mai avuto un contratto di lavoro degno di questo nome, account per tre agenzie di servizi, due volte in nero, una volta con contratto a progetto di due mesi non rinnovati. Il titolare di quest’ultima agenzia ha ovviamente preferito rinnovare il contratto solo ad una mia collega con laurea breve in Scienza della Formazione (la vecchia Pedagogia…) e master in comunicazione di 6 mesi a Reggio Emilia speso a far fotocopie aziendali, parole sue. Per 800 euro netti mensili, io costavo troppo, 1200 euro.
Il dottor Tiraboschi è al corrente della qualità nella formazione in molti, troppi stage o master aziendali ?
Mi fermo per non annoiarvi e per non incazzarmi, è venerdì 17, dimenticavo…


Purtroppo la "flessibilità" e i minori costi fiscali che derivano dalle assunzioni a tempo determinato si sono rivelati un vantaggio per i soli datori di lavoro.

Dove stanno tutte le nuove "occasioni" di impiego per i giovani, create dalle nostre aziende, finalmente sgravate dai vincolanti contratti a tempo indeterminato?

E dove stanno tutti i soldi risparmiati dalle imprese grazie a queste leggi che permettono di ingaggiare a basso costo giovani diplomati o laureati letteralmente "ricattati" e defraudati dei loro diritti attraverso l'arma di una legale precarietà?

Io qualche idea me la sono fatta.
Soprattutto considerando che la nostra classe dirigente è tra le più pagate in assoluto nel mondo e che il divario retributivo esistente tra questa lobby e per chi si avvicina per la prima volta al mondo del lavoro, non è mai stato così distante come negli ultimi anni.
Purtroppo, in Italia, mai come in questo periodo le leggi continuano ad andare a senso unico.
Quello dei più forti KO!
 
Troppe lauree che non servono a nulla, molto semplice. Servono ingegneri, non architetti. Quanto alla laurea in fiolosofia, non ho mai capito a cosa serva professionalmente parlando se non a produrre insegnanti di questa disciplina. Poi, spiace dirlo ma il tuo punteggio di laurea, tenendo conto della scarsa qualificazione del titolo è troppo basso. Da una facoltà così è obbligatorio uscire con la media del 110 con lode per essere apprezzato. Punteggi inferiori sono come il 36 della vecchia maturità. Non si può pretendere che il mondo del lavoro si adegui ai desideri personali, ma deve essere il contrario. Se c'è bisogno di idraulici non si può pretendere di essere assunti come filosofi. Sturano i cessi, leggendo la repubblica di Platone?
 
teniamo presente che in italia ci sono 150.000 avvocati contro i 30.000 presenti in francia. Difficile pensare che i numerosi laureati in giurisprudenza possano trovare facilmente una collocazione professionale, anche nelle condizioni economiche più rosee.
 
adolar ha scritto:
Troppe lauree che non servono a nulla, molto semplice. Servono ingegneri, non architetti. Quanto alla laurea in fiolosofia, non ho mai capito a cosa serva professionalmente parlando se non a produrre insegnanti di questa disciplina. Poi, spiace dirlo ma il tuo punteggio di laurea, tenendo conto della scarsa qualificazione del titolo è troppo basso. Da una facoltà così è obbligatorio uscire con la media del 110 con lode per essere apprezzato. Punteggi inferiori sono come il 36 della vecchia maturità. Non si può pretendere che il mondo del lavoro si adegui ai desideri personali, ma deve essere il contrario. Se c'è bisogno di idraulici non si può pretendere di essere assunti come filosofi. Sturano i cessi, leggendo la repubblica di Platone?

Perdonami Adolar, ma questo e' qualunquismo. In Italia non servono affatto ingegneri perche' anche quei pochi che ci sono finiscono per essere sottopagati e a fare lavori di basso profilo. Ma non per incompetenza, ma per il basso profilo delle aziende stesse. Ogni anno circa 80.000 tecnici laureati/ricercatori scientifici/tecnici di alto profilo se ne vanno all'estero, mentre nel verso opposto non arriva niente. Servono chimici/fisici/matematici/ingegneri/biologi per cosa? Questo sono le sciocchezza che si sentono alla TV. Basta guardare che tipo di immigrazione abbiamo. Ormai il lato tecnico vola in Asia (Cina e India), quel poco che resta e' nel nord Europa e in Nord America. Ma c'e' crisi pure la. Negli US dopo il 2000 c'e' stato un disastro specie per gli ingegneri elettronici/informatici .... gente con 20 anni di esperienza qualificatissima e' finita a fare l'idraulico per pagare le bollette. Negli US questo e' un problema sentitissimo .... solo in Italia (che sta cronicamente indietro di 10 anni) si continua a raccontare la favola che basta andare nel tecnico/scientifico e si avra' futuro scintillante e soldi a palate. Ormai gran parte del lavoro si fa a Shentzen, Bangalore, Shanghai .... ecc .... :yes:
 
adolar ha scritto:
Troppe lauree che non servono a nulla, molto semplice. Servono ingegneri, non architetti. Quanto alla laurea in fiolosofia, non ho mai capito a cosa serva professionalmente parlando se non a produrre insegnanti di questa disciplina. Poi, spiace dirlo ma il tuo punteggio di laurea, tenendo conto della scarsa qualificazione del titolo è troppo basso. Da una facoltà così è obbligatorio uscire con la media del 110 con lode per essere apprezzato. Punteggi inferiori sono come il 36 della vecchia maturità. Non si può pretendere che il mondo del lavoro si adegui ai desideri personali, ma deve essere il contrario. Se c'è bisogno di idraulici non si può pretendere di essere assunti come filosofi. Sturano i cessi, leggendo la repubblica di Platone?

....tutto semplice come sempre eh caro adolar???
:rolleyes: :rolleyes:
Magari ti fossi candidato tu!Ti avrei votato sicuramente così almeno avrei avuto la certezza che tutti i problemi del ns paese sarebbero stati risolti in 2 o al max 3 gg...
:rolleyes: :rolleyes: :rolleyes: :specchio: :specchio: :specchio:

Siccome non voglio fare troppo l'invadente non ti sto nemmeno a chiedere che lavoro fai e con quali realtà del mondo del lavoro sei venuto nella tua vita a contatto.
Immagino comunque che sia una cosa del tipo: "....io mi sono tirato su le maniche, ho sgobbato, mi sono sacrificato e ora tutto è fantastico!Così bisogna fare!Tutto molto semplice!!!...."
:rolleyes: :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes:

Io ti riporto UNA (ma se vuoi te le racconto tutte quelle che ho visto con i miei occhi nella LOCOMOTIVA D'ITALIA: il Veneto, mica zone depresse eh??!!!) mia esperienza:

tu parli di ingegneri eh??!!
La società d'ingegneria dove lavoro non assume + nessuno da 2 anni e attualmente vi sono 2 ingegneri (ma sono gli ultimi di una lunghissima sequenza....): telecomunicazioni e gestionale che sono lì da 7 (e dico sette!!!) mesi a 300 euro al mese!!!Contratto di stage, 8 ore al giorno.
Neolaureati certo, ma si sciroppano 50 km al giorno per venire a lavorare 8 ore al giorno e nemmeno riescono a ripagarsi la benzina!!!
Ovviamente dopo non vi è alcuna certezza che verranno assunti.....

Ingegneri eh....mica filosofi!

:rolleyes: :rolleyes:
 
Ragazzi, per farsi una chiara e obiettiva idea della realtà penso che sia inutile fare battibecchi fra una visione dei fatti e l'altra.

Io concordo con Ricpast e anche se riconosco che Adolar ha ragione quando afferma che bisogna adeguare le proprie aspirazioni al mercato del lavoro, è anche vero che la classe dirigenziale in Italia come nota Camaleontico, ha una livello culturale - non per farne una loro colpa - indecente.

Provate semplicemente a fare una banale ricerca presso le società di "head-hunters". Oramai da head-hunters lavorano nel campo del reclutamento braccianti, facendo concorrenza alle piu banali e deprimenti Adecco et similia.

Ci sono in giro aziende che per posizioni mediocri cercano gente iper-qualificiata, senza nemmeno rendersi conto di cosa chiedono, di quale sia in realtà il potenziale delle persone che cercano per quelle posizioni mediocri.

E passando alle mie esperienze, eccetto pochi imprenditori con un certo spessore culturale, ti ritrovi gente che per mansioni di capo-turno cerca ingegneri: eh si, perchè in progettazione ci devono mettere i parenti e gli amici usciti con un 36 da perito!

Un anno fa ho fatto un colloquio dove cercavano una figura di laureato per importante posizione gestionale: alla fine cercavano un laureato che fosse in grado di spedire le email perchè il loro ragioniere non sapeva farlo!

Ma scherziamo??? Che è una presa per il c.ulo??

E poi ti ritrovi degli ignoranti in poltrona che solo perchè hanno messo in piedi una baracca di impresa pensano di essere dei padri-eterni. Certo, in un periodo di boom-economico con un pò di buona volontà e fortuna ci sarebbe riuscito qualsiasi ********* con un minimo di competenze tecniche.

Up Camaleontico. OK!
 
Ecco un esempio:

"Una nota Società di ingegneria che progetta e realizza impianti e linee di produzione complete, eseguendo interamente le fasi del montaggio fino al collaudo finale, ci incarica di ricercare un manager che unisca expertise e qualità organizzative-gestionali di ottima scuola. Il contesto operativo internazionale richiede l'uso della lingua inglese costantemente. La committenza è rappresentata da aziende multinazionali che applicano standard di validazione della messa in servizio delle macchine estremamente stringenti, oltre ad esigere il pieno rispetto dei tempi di consegna e di tutti gli altri aspetti contrattuali. L'interno aziendale è ben strutturato, in grado di fornire performance efficaci, mantenendo la specializzazione delle funzioni durante l'avanzamento della commessa. La posizione di Direttore Montaggio, che prevede la qualifica dirigenziale, enuclea le problematiche fondamentali del post-vendita, avendo la responsabilità della gestione conclusiva dell'iter organizzativo da cui dipende la soddisfazione del cliente. Il profilo del candidato che ricerchiamo privilegia la laurea in Ingegneria ed una esperienza cresciuta in ruoli di Project Manager, oltre che nelle funzioni specifiche, ed almeno una prima formazione professionale decisamente acquisita nell'ambito di grandi aziende internazionali. Pertanto, viene ritenuto essenziale l'apporto di metodologie rivolte alla pianificazione ed al migliorameno dei processi. La sede di lavoro è nel Veneto orientale"

Secondo me questi sono presi talmente con le bombe e disorganizzati che sperano di trovare l'ingegnere di ottima scuola che gli pulisce le mutande dal ca.gotto. Magari una media azienda con il paron che ha fatto sie no le superiori. Avranno magari bisogno di uno che riesce a sbiascicare due parole di fila in inglese e che magari provenga da un grosso gruppo, così si sentono piu "sicuri" che l'assunto gli risolva le rogne.

Non considerano che caso mai il nuovo candidato, ingegnere ecc... ecc... dal canto suo si aspetti di trovare un ambiente con una certa cultura e organizzazione, dove non sia l'unico sfigato che sa usare un pc, spedire un'email e fare una telefonata in inglese.
 
Beccatevi questo: notasi il tono pomposo utilizzato per descrivere mansioni di manovalanza per un responsabile tempi e metodi.

"Il nostro Cliente un'azienda che si avvale di un'importante struttura tecnico-produttiva per realizzare dei prodotti di qualità perà un'ampia clientela, ma con caratteristiche differenziate sulla base di una elevata personalizzazione. La notevole dimensione industriale, ma soprattutto lo sforzo incessante di miglioramento dei processi e di razionalizzazione dei costi diretti, determina l'esigenza di porre costantemente il focus sull'analisi e la risoluzione delle problematiche di efficienza e di miglior utilizzo degli investimenti. Il Responsabile Tempi e Metodi che ricerchiamo dovrà, quindi, occuparsi di tutte le tematiche di tipo tecnico e organizzativo influenti sulla produttività, sviluppando i programmi d'intervento e le proposte dei nuovi investimenti per attrezzature e impianti. Al Servzio Tempi e Metodi fanno, inoltre, riferimento le attività di documentazione che specificano le fasi delle lavorazioni previste per ciascun prodotto."


...di cosa hanno bisogno? Di uno che gli faccia le distine base o le prescrizioni di imballo?? O del padre eterno che gli sistema la baracca?
 
a mio modo di vedere sono due problemi distitni...

la precarizzazione del lavoro èè stata credo stravolta come significato....

suii doveva usare per i picchi di lavoro non preventivati ed invece di assumere una persona in painta stabile se si aveva bisogno per x mesi si prendeva un dipendente per qualche mese, invece molte aziende hanno sostituto vere e proprie necessità di assunzione con turni legali di qualche mese per volta, così riescono a spremere sempre il neo assunto (temporaneo) con la speranzadi farlo diventare titolare del posto fisso e dopo la scadenza del contratto ricominciano comunque con un'altra persona....

discorso diverso per i laureati....io a mio figlio (non ne ho ) non farei mai fare allo stato attuale l'universià perchè comunque c'è un eccesso di offerta spaventosa e quindi inutile....ma questo è un altro discorso
 
Ancora:

"RESPONSABILE ASSICURAZIONE QUALITÀ per Importante Gruppo che opera nel settore della componentistica del mobile.
La posizione dovrà gestire l’intera attività di assicurazione della qualità dalla definizione alla realizzazione del Sistema Qualità Aziendale sia del prodotto sia del processo produttivo avendo la responsabilità dei costi di gestione e dell’efficienza del servizio. Pianifica e sviluppa il sistema ambientale aziendale. Provvederà inoltre alla formazione del personale per l’attività inerenti alla qualità.
Ci rivolgiamo a diplomati o laureati in discipline tecniche, preferibilmente in Chimica, di età compresa tra i 30 e i 35 anni.
Costituirà titolo preferenziale una significativa esperienza in posizioni analoghe presso aziende del settore del mobile."

Cavolo, una figura di responsabile per un'azienda che fa tocchettini per i mobili... in pratica cercano uno che gli faccia da controller, aq e responsabile di stabilimento... da responsabile ambientale... formatore dei quattro sfigati che fanno aq... e lo vogliono magari laureato, giovane, con esperienza significativa...

Eh gia. Meglio in Chimica....
Perchè per fare quelle quattro scemenze una laurea in Ingegneria Elettrica non va bene... invece in Chimica eh si, cambia tutto...

Per un'azienda da 25 mi. di Euro di fatturato con 30 dipendenti che fa antine per mobili direi che è il minimo una laurea in Chimica industriale, per fare scartoffie per le certificazioni, fare la contabilità e calcolare costi/efficienze produttive....

No che uno laureato in Chimica magari avrebbe l'aspettativa di lavorare in un laboratorio o adirittura andare in Bayer...

Evidentemetne se cercano una persona con comprovata esperienza signifca che li dentro nessuno è in grado di trasmettere quelle conoscenze che, a mio avviso, sono estremamente banali... da qui emerge l'idea di un'azienda di basso profilo...
 
Mi stupisco che dei laureati si incazzino xè ci sono imprenditori ignoranti che non li assumono.
Se ci sono riusciti degli ignoranti e incapaci xè non la tirate su voi una bella azienda, sicuramente la migliore al mondo e che darà servizi e beni da strapagare xè voi in fondo siete...... laureati.

p.s. se pensate che prodi farà pagare le tasse agli avvocati, commercialisti e notai, vi sbagliate..... a subire saranno quel 94 % di aziende piccole condotte da ignoranti che però tirano avanti l'italia e rischiano il prorpio, e non i soldi degli azionisti o risparmiatori.
 
mst1 ha scritto:
Mi stupisco che dei laureati si incazzino xè ci sono imprenditori ignoranti che non li assumono.
Se ci sono riusciti degli ignoranti e incapaci xè non la tirate su voi una bella azienda, sicuramente la migliore al mondo e che darà servizi e beni da strapagare xè voi in fondo siete...... laureati.

p.s. se pensate che prodi farà pagare le tasse agli avvocati, commercialisti e notai, vi sbagliate..... a subire saranno quel 94 % di aziende piccole condotte da ignoranti che però tirano avanti l'italia e rischiano il prorpio, e non i soldi degli azionisti o risparmiatori.


Il punto non è non li assumono, il punto è rapporto fra richieste dell'azienda e offerta. E mi pare sia molto inequo.

Un laureato apporta una grande capitale di conoscenze e capacità, non avrà magari alcun senso pratico e i suoi limiti, ma quello che spesso gli imprenditori non capiscono è che l'università infonde delle conoscenze, modi di operare, flessibilità mentale: perchè uno ha una laurea non significa che abbia la bacchetta magica.

Le aspettative da una parte e dall'altra non combaciano per la peculiare struttura produttiva italiana.

Lo devono capire tanto gli imprenditori quanto i laureati, i secondi devono "adattarsi" si ma un conto è essere flessibili, un conto è calar le braghe ogni volta.

E il mercato del lavoro attuale ti costringe a accettare ricatti da ogni parte se vuoi lavorare. Ci sono passate le generazioni ormai pensionate, ma questo non signfica che di dobbiamo passare noi giovani perchè significa che la società invece di progredire sta regredendo.
 
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