covered call writing

Danlead

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Ieri ho scoperto che un mio parente da anni utilizza la strategia in oggetto sul mercato italiano con risultati costanti del 15-20% annui sul capitale impiegato. Utilizza una banca tradizionale tramite ordini telefonici e relative commissioni esorbitanti, ha superato indenne i vari 11 settembre. Mi piacerebbe leggere opinioni e commenti dagli esperti in opzioni su detta strategia, in particolare sui contro.
 
il contro è per me lampante: sono anni che il mercato non sale veloce, e quindi questa strategia è in "bolla", con conseguenze pesanti sulla volatilità che è ipercompressa.


Probabilmente poi il tuo parente non effettua vendite meccaniche di call, specie dopo un crollo rapido, e quindi rimane lungo sui rimbalzi mentre la vendita di call lo farebbe stare poco esposto e perdere i forti rialzi.
 
dal momento che tenere in portafoglio il sottostante + vendere call equivale a vendere put scoperte, stento a credere che abbia passato indenne l'11 settembre

che poi abbia recuperato nei mesi successivi, è un altro discorso
 
lowrisk67 ha scritto:
dal momento che tenere in portafoglio il sottostante + vendere call equivale a vendere put scoperte, stento a credere che abbia passato indenne l'11 settembre

che poi abbia recuperato nei mesi successivi, è un altro discorso


perche non ci sono titoli che, oggi ,hanno una quotazione superiore/uguale/leggermente inferiore a quella dell'11/9.l'11/9 non lo avrebbe passato solo in caso di fallimento delle azioni in portafoglio(dato che possedeva il sottostante).

è vera l'eguaglianza,però ci sono delle piccole differenze non da poco.
ciao
p.s. come ha detto pierrone,i nemici della strategia menzionata sono, un movimento deciso in salita che ti fà perdere parte del movimento e un movimento analogo in discesa con conseguente sosta nella parte bassa.
 
Scusate se spolvero un vecchio thread, MA:

L'intuito mi dice che se oltre alla covered call mi copro anche con una put a breve la strategia diventa perfetta.

Esempio:

Titolo Pippo 10euro

Moltiplicatore opzione = 100

Compro 100 azioni: investimento 1000 euro

Vendo una call strike 11 giugno 2007: incasso (a titolo di esempio) 100 euro, che corrisponde al 10% dell'investimento

Compro una put a tre mesi strike 9.5 prezzo 50.

A questo punto, grazie al possibile esercizio della put, sono tranquillo e posso gestire l'investimento facendo gli eventuali aggiustamenti del caso.

O no? :)
 
no

hai in mano uno spread diagonale:

azione + short call = short put stesso strike e scadenza (11, giugno 2007)

long put 9,5 a tre mesi (settembre?)



Il tutto è equivalente a: (aggiungendo e sottraendo put 11 settembre):

short time spread 11 settembre / giugno 2007 : -put 11 giugno 2007 + put 11 settembre 2006 . figura che punta a un movimento lontano da 11, che perde al passare del tempo, e che punta a una diminuzione di volatilità (hai un vega negativo)

bull spread settembre: -put 11 settembre 2006 + put 9,5 settembre 2006: figura lateral rialzista, che sopra 10,25 è corta theta e sotto 10,25 è lunga theta, abbastanza neutrale alla volatilità
 
Ciao Pierrone!

Mi sono un attimo perso.

Dunque, io avevo fatto queste considerazioni:

- Se il titolo sale, il massimo che può succedere è che mi venga esercitata la call. Quindi incasso il premio più la vendita del titolo al Target dello strike, lasciando scadere la put.ù

- Se il titolo resta fermo, non guadagno con le azioni, ma incasso progressivamente il valore temporale del premio meno le eventuali put con le quali man mano potrei decidere di coprirmi. Le azioni mi restano in mano.

- Se il titolo scende, ricompro la call (dovrebbe esserci del guadagno dato il passare del tempo e l'allontanarsi dello strike) e chiedo l'esercizio della put, in modo da garantirmi comunque il pareggio o una perdita limitatissima.

Così a me sembra che quadri tutto, c'è qualcosa che non considero? :confused:
 
lowrisk67 ha scritto:
dal momento che tenere in portafoglio il sottostante + vendere call equivale a vendere put scoperte...

ma che cazz dici??!!
 
Calmail ha scritto:
Ciao Pierrone!

Mi sono un attimo perso.

Dunque, io avevo fatto queste considerazioni:

- Se il titolo sale, il massimo che può succedere è che mi venga esercitata la call. Quindi incasso il premio più la vendita del titolo al Target dello strike, lasciando scadere la put.ù

- Se il titolo resta fermo, non guadagno con le azioni, ma incasso progressivamente il valore temporale del premio meno le eventuali put con le quali man mano potrei decidere di coprirmi. Le azioni mi restano in mano.

- Se il titolo scende, ricompro la call (dovrebbe esserci del guadagno dato il passare del tempo e l'allontanarsi dello strike) e chiedo l'esercizio della put, in modo da garantirmi comunque il pareggio o una perdita limitatissima.

Così a me sembra che quadri tutto, c'è qualcosa che non considero? :confused:

non si può valutare una figura complessa come fai tu, occorre scomporla in figure più semplici e più facilmente valutabili.

Se il sottostante è a 10 euro la figura è certamente lunga theta, perchè entrambe le figure in cui l'ho scomposta sono a 10 lunghe theta: bull spread 9,5 - 11 settembre e short time spread settembre giugno 11.

Compri a breve, più atm, e quindi il theta sfavorevole incide molto, in quanto il theta aumenta al diminuire della scadenza e all'avvicinarsi allo strike
 
pierrone ha scritto:
non si può valutare una figura complessa come fai tu, occorre scomporla in figure più semplici e più facilmente valutabili.

Se il sottostante è a 10 euro la figura è certamente lunga theta, perchè entrambe le figure in cui l'ho scomposta sono a 10 lunghe theta: bull spread 9,5 - 11 settembre e short time spread settembre giugno 11.

Compri a breve, più atm, e quindi il theta sfavorevole incide molto, in quanto il theta aumenta al diminuire della scadenza e all'avvicinarsi allo strike

Mah, io le figure in effetti le avevo scomposte, però per me era più semplice vederle così che considerarle degli spread.

1° figura: covered call
2° figura: long put

Per quanto riguarda il discorso del theta, nel caso della covered call mi sarebbe molto favorevole, ed infatti è lì che vorrei concretizzare il mio guadagno; mentre per quanto riguarda l'acquisto della put è negativo, ed infatti proprio per questo pensavo di comprarla con scadenza ravvicinata (ogni tre mesi circa, diventa quattro operazioni l'anno che dovrebbe dare un rendimento interessante con un rischio molto limitato).

Ovvio che la speranza è di non doverla esercitare, infatti posso tranquillamente permettermi di lasciarla scadere, dato che seppure dev'essere considerata un costo, il minor prezzo del theta limiterebbe la spesa.

Quindi per quanto riguarda il theta:

la 1° figura (covered call) è theta positiva
la 2° figura (long put) è theta negativa

Ti risulta?

Se non mi sto perdendo qualcosa la settimana prossima volevo cominciare con un pò di paper trading.

E' corretto affermare che in qualsiasi caso, grazie alla put posizionata esattamente sulla % di incasso della call venduta rispetto al totale del sottostante posseduto, la strategia ha un rischio limitato (lo so, sto scrivendo in modo un pò cervellotico :rolleyes: )?

P.s.
Per quanto riguarda il discorso del considerarla una figura unica, lo sto facendo per costruire il grafico del payoff, che come sai considera solo l'effettiva possibilità nel momento in cui viene posta in essere la strategia.
 
mercuzio ha scritto:
ma che cazz dici??!!


In effetti anche a me qui erano venuti dei dubbi, perchè se vendo una put scoperta, nel caso mi venga esercitata mi trovo con il sottostante in portafoglio;
viceversa vendendo una call coperta, nel caso mi venga esercitata mi ritroverei con la vendita del sottostante allo strike della call.

Il discorso invece cambierebbe nel caso in cui vendessimo put coperte da posizioni short in essere nel portafoglio. A quel punto, nel caso la put venisse esercitata, andrebbe semplicemente a chiudere la posizione short, sempre al prezzo dello strike s'intende.

Quindi a me risulta che le due posizioni non sono comparabili.

Invece potremmo comparare la vendita di una put scoperta al semplice possesso del sottostante in portafoglio.
 
mercuzio ha scritto:
ma che cazz dici??!!

Basta ricordare che:

covered call write=+az -call

ma

+az=-put +call

ergo

covered call write= -put+call -call= -put

questa la sostanza, il dettaglio é leggermente diverso per via degli strike infatti:

covered call write = +call10 -call11 -put 10
 
Ultima modifica:
Calmail ha scritto:
Scusate se spolvero un vecchio thread, MA:

L'intuito mi dice che se oltre alla covered call mi copro anche con una put a breve la strategia diventa perfetta.

Esempio:

Titolo Pippo 10euro

Moltiplicatore opzione = 100

Compro 100 azioni: investimento 1000 euro

Vendo una call strike 11 giugno 2007: incasso (a titolo di esempio) 100 euro, che corrisponde al 10% dell'investimento

Compro una put a tre mesi strike 9.5 prezzo 50.

A questo punto, grazie al possibile esercizio della put, sono tranquillo e posso gestire l'investimento facendo gli eventuali aggiustamenti del caso.

O no? :)
Strategia perfetta?

Vediamo (stando al tuo esempio):

investi 1000
incassi 100 vendita call
spendi 50*4=200 (acquisto di una put ogni tre mesi)
Se ti va bene a giugno Pippo é a 11 o sopra quindi:
+100 plusvalenza
+100 vendita di call
-200 acquisto di put
totale rendimento 0%

Se ti va male pippo è a 9,5 o sotto quindi:
-50 minusvalenza
+100 vendita call
-200 acquisto put
totale rendimento -15%

In effetti non rischi molto, ma mi sa che non guadagni nulla (salvo eventuali aggiustamenti in corsa)
 
Matrix_mfx ha scritto:
Strategia perfetta?

Vediamo (stando al tuo esempio):

investi 1000
incassi 100 vendita call
spendi 50*4=200 (acquisto di una put ogni tre mesi)
Se ti va bene a giugno Pippo é a 11 o sopra quindi:
+100 plusvalenza
+100 vendita di call
-200 acquisto di put
totale rendimento 0%

Se ti va male pippo è a 9,5 o sotto quindi:
-50 minusvalenza
+100 vendita call
-200 acquisto put
totale rendimento -15%

In effetti non rischi molto, ma mi sa che non guadagni nulla (salvo eventuali aggiustamenti in corsa)

no perchè il presupposto di fondo è che la call venduta si svaluti molto più velocemente della put (il famoso spread diagonale che indicava Pierone), quindi com'è vero che acquisti 4 put l'anno è altrettanto vero che nel frattempo sei riuscito a vendere 5 o 6 call o anche più (perchè se il prezzo della call venduta precipita puoi sempre permetterti di ricomprarla prima della scadenza).

Come qualsiasi strategia richiede una gestione attiva...
 
Calmail ha scritto:
no perchè il presupposto di fondo è che la call venduta si svaluti molto più velocemente della put (il famoso spread diagonale che indicava Pierone), quindi com'è vero che acquisti 4 put l'anno è altrettanto vero che nel frattempo sei riuscito a vendere 5 o 6 call o anche più (perchè se il prezzo della call venduta precipita puoi sempre permetterti di ricomprarla prima della scadenza).

Come qualsiasi strategia richiede una gestione attiva...

Hmmm....sei sicuro che la call (a un anno) si svaluti molto più velocemente della put (a tre mesi)? perchè dovrebbe? A parità di volatilità....credo sia più vero il contrario. Di solito il time value decresce molto più velocemente all'avvicinarsi della scadenza.
Ammesso poi che il prezzo della call sia precipitato.....può essere dovuto a:
calo del sottostante, quindi non è un evento favorevole....o
calo di vola (ecco forse in questo caso sì, si svaluterebbe di più della put)
In ogni caso, che fai? Una volta che l'hai ricomprata (spendendo altri quattrini) come la rivendi di nuovo a 100? passi a uno strike più basso? (quindi rinunci al profit sul titolo). Aspetti che risalga? Se ti va bene lo fai 1 o due volte, o potrebbe non risalire mai.
Gestione attiva.....certo, potrebbe anche funzionare ma, a meno che qualcosa mi sfugga....non capisco "la perfezione" di questa strategia.
 
Matrix_mfx ha scritto:
Hmmm....sei sicuro che la call (a un anno) si svaluti molto più velocemente della put (a tre mesi)? perchè dovrebbe? A parità di volatilità....credo sia più vero il contrario. Di solito il time value decresce molto più velocemente all'avvicinarsi della scadenza.
Ammesso poi che il prezzo della call sia precipitato.....può essere dovuto a:
calo del sottostante, quindi non è un evento favorevole....o
calo di vola (ecco forse in questo caso sì, si svaluterebbe di più della put)
In ogni caso, che fai? Una volta che l'hai ricomprata (spendendo altri quattrini) come la rivendi di nuovo a 100? passi a uno strike più basso? (quindi rinunci al profit sul titolo). Aspetti che risalga? Se ti va bene lo fai 1 o due volte, o potrebbe non risalire mai.
Gestione attiva.....certo, potrebbe anche funzionare ma, a meno che qualcosa mi sfugga....non capisco "la perfezione" di questa strategia.


No, non ne sono sicuro, altrimenti non avrei chiesto pareri ;)

Vediamo se con il paper trading riesco a chiarirmi meglio le idee, purtroppo non conosco un archivio dei prezzi storici delle opzioni che mi permetta un test...
 
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