credito di imposta

Fgf

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ho letto riguardo il dividendo diu bvanca intesa:

"
Al dividendo è attribuito il credito d’imposta “pieno” del 51,51%, il quale, in
base alle nuove regole fiscali recentemente introdotte, spetta esclusivamente
agli azionisti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare e che
incassano il dividendo entro la fine del periodo d’imposta in corso al 1.1.2004. "


cosa significa?
 
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Scritto da Fgf
ho letto riguardo il dividendo diu bvanca intesa:

"
Al dividendo è attribuito il credito d’imposta “pieno” del 51,51%, il quale, in
base alle nuove regole fiscali recentemente introdotte, spetta esclusivamente
agli azionisti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare e che
incassano il dividendo entro la fine del periodo d’imposta in corso al 1.1.2004. "


cosa significa?

Che se ti hanno attribuito il dividendo del bilancio 2003 entro il 01/01/2004 puoi metterli nella dichiarazione dei redditi, in caso contrario vengono tassati al 12.5%. Ciao.
 
Re: Re: credito di imposta

Scritto da dodoale
Che se ti hanno attribuito il dividendo del bilancio 2003 entro il 01/01/2004 puoi metterli nella dichiarazione dei redditi, in caso contrario vengono tassati al 12.5%. Ciao.


chiarissimo
grazie
 
è un credito di imposta limitato

Il nuovo schema a seguito della variazione dell'aliquota Irpeg
La certificazione degli utili 2003
va consegnata entro il 15 marzo
Recepite pure le disposizioni antielusive in tema di crediti d'imposta
previste dall'articolo 40 del decreto legge n. 269 del 30/9/2003

Con provvedimento del 13/2/2004, l'Agenzia delle Entrate ha approvato lo schema di certificazione, previsto dall'articolo 4, commi 6-ter e 6-quater, del Dpr n. 322/1998, da utilizzare per attestare i dividendi corrisposti nell'anno 2003.
La variazione intervenuta sull'aliquota Irpeg per l'anno d'imposta 2003 e le novità introdotte con il decreto legge n. 269/2003 hanno avuto riflesso sulla tassazione dei dividendi per le distribuzioni effettuate nell'anno 2003 e comportato l'approvazione di una nuova certificazione che considerasse le nuove ipotesi.

Nella nuova certificazione, infatti, sono stati inseriti i punti 42 e 43, riservati alla indicazione degli utili sui quali è stata applicata l'Irpeg nella misura del 34 per cento, come previsto dall'articolo 4, comma 1, lettera b) della legge 27 dicembre 2002, n. 289, a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 2003.
L'inciso previsto dalla norma "a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 2003" comporta che, sulla distribuzione di utili deliberate a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 1° gennaio 2003, è prevista l'attribuzione di un credito d'imposta "pieno" nella misura del 51,51 per cento sull'ammontare degli utili corrisposti e l'attribuzione del credito d'imposta limitato, secondo le disposizioni previste dagli articoli 11, comma 3-bis, e 94, comma 1-bis, del Tuir in vigore sino al 31/12/2003.

L'attribuzione del credito d'imposta è disciplinato dall'articolo 105 del Tuir, nella versione in vigore sino al 31/12/2003, che prevede, per gli utili distribuiti ai quali è attribuito ai soci o partecipanti il credito d'imposta "pieno" di cui all'articolo 14 del Tuir, che il credito d'imposta può essere attribuito nella misura e sino a concorrenza delle imposte effettivamente pagate dalla società. E' previsto, inoltre, l'attribuzione di un credito d'imposta limitato, di cui ai citati articoli 11, comma 3-bis, e 94, comma 1-bis del Tuir, che riflettono eventuali agevolazioni concesse alla società , che hanno permesso a quest'ultima l'applicazione di un'aliquota Irpeg ridotta.

L'altra novità di rilievo della nuova certificazione sono i punti 40 e 41, che devono essere utilizzati per l'indicazione delle fattispecie previste ai commi 1 e 2 dell'articolo 40 del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con modificazioni dalla legge 24 novembre 2003, n. 326. L'articolo 40 del citato decreto legge n. 269 si riferisce a disposizioni antielusive in materia di crediti di imposta. Le disposizioni del predetto articolo prevedono alcune limitazioni alla disciplina del credito d'imposta relativamente alle distribuzioni di utili accantonati a riserva e agli acconti sui dividendi deliberate successivamente al 30 settembre 2003 e sino alla data di chiusura dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2003.

In particolare, è previsto tra l'altro, che:
- per gli utili accantonati a riserva, distribuiti nell'ultimo trimestre del 2003, il credito d'imposta spetta nella misura del 51,51 per cento dell'ammontare complessivo degli utili distribuiti e può essere utilizzato dal percipiente unicamente per compensare debiti tributari propri del periodo d'imposta in cui il dividendo concorre alla determinazione dell'imponibile. Si tratta, di conseguenza, di un credito d'imposta limitato di cui agli articoli 11, comma 3-bis, e 94, comma 1-bis, del Tuir in vigore al 31/12/2003;
- per gli acconti sui dividendi, il regime fiscale previsto è quello proprio dell'eventuale saldo del dividendo stesso deliberato con riferimento al periodo d'imposta in cui è stato distribuito l'acconto. In altri termini, l'acconto deve seguire il regime di tassazione proprio alla data del saldo e, se riferito ad acconti di utili di competenza dell'anno d'imposta 2004, dovranno essere tassati con le disposizioni in materia previste dal decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344;
- per gli utili distribuiti a seguito di apposita delibera di chiusura anticipata dell'esercizio, se effettuata senza giustificate ragioni, è prevista l'attribuzione di un credito d'imposta limitato, nella misura del 51,51 per cento dell'ammontare complessivo degli utili distribuiti nel periodo da ottobre a dicembre del 2003. Limitazione valida anche da settembre, per le distribuzioni di utili deliberate prima del 30 settembre 2003 qualora dopo il 1º settembre 2003 è stata deliberata la chiusura anticipata dell'esercizio sociale senza giustificate ragioni.

Il punto 40, inserito nella nuovo certificazione, è destinato a contenere sia l'indicazione degli utili derivanti dalla distribuzione di utili accantonati a riserva deliberati dal 30 settembre 2003 sino alla data di chiusura dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2003, sia l'indicazione degli utili distribuiti a seguito di chiusura anticipata dell'esercizio sociale. Entrambe le ipotesi prevedono l'attribuzione di un credito d'imposta limitato nella misura del 51,51 per cento sull'ammontare complessivo degli utili distribuiti nel periodo indicato. Per evidenziare, invece, la distribuzione di acconti sui dividendi nell'ultimo trimestre del 2003, di competenza dell'anno d'imposta 2004, lo specifico punto è il 41.

Il nuovo regime fiscale sui dividendi in vigore dal corrente anno prevede l'abolizione del credito d'imposta e un differente regime impositivo degli utili. In particolare, in merito alle disposizioni in materia di credito d'imposta sugli utili societari, è opportuno precisare che la riforma dell'imposizione sul reddito delle società ha effetto "per i periodi di imposta che hanno inizio a partire dal 1° gennaio 2004". La conseguenza di tale impostazione è che il nuovo regime di detassazione dei dividendi si applica ai dividendi incassati a partire dai periodi di imposta decorrenti dal 1° gennaio 2004, indipendentemente dal momento di adozione delle relative delibere di distribuzione. Tale impostazione comporta l'attrazione al nuovo regime anche degli utili realizzati dalle società partecipate nel corso dell'esercizio 2003, sottoposti a tassazione con le regole del Tuir in vigore al 31/12/2003 e distribuiti con il bilancio approvato nel 2004.

Diversa e più articolata è la tassazione prevista per i percettori di dividendi soggetti Irpeg che non hanno l'esercizio coincidente con l'anno solare. Di particolare rilievo è l'indicazione dei dati da fornire ai soggetti percettori nella ipotesi, prevista dall'articolo 40 del citato decreto legge n. 269/2003, relativa alla distribuzione di acconti tassati con le disposizioni vigenti nel 2004. Tali soggetti, infatti, potendosi trovare in condizioni diverse rispetto al soggetto che distribuisce gli utili, devono poter conoscere tutti i dati relativi ai dividendi indicati nella certificazione per i quali non è stato attribuito il credito di imposta.
Per descrivere tale ipotesi, si propone il seguente esempio:
- emittente: soggetto Irpeg con l'esercizio sociale coincidente con l'anno solare;
- dividendo distribuito: acconto utili futuri per i quali si applica la disciplina fiscale prevista dal Dlgs n. 344/2003, erogati il 25 novembre 2003;
- cassa incaricata: istituto di credito delegato allo scopo;
- percettore: altro soggetto Irpeg con l'esercizio sociale "a cavallo" dal 1° luglio 2003 al 30 giugno 2004.

Premesso che la società emittente non è tenuta a conoscere la situazione dei propri soci, la certificazione rilasciata dal soggetto che eroga il dividendo, dovrà essere compilata come segue:
- nella parte riservata ai dati del soggetto che rilascia la certificazione: i dati della cassa incaricata.
- nella sezione I saranno riportati i dati della società partecipata;
- nella sezione III saranno riportati i dati della società partecipante.
Nella sezione IV i dati relativi agli utili, in particolare, tra gli altri:
- nel punto 41, deve essere indicato l'importo complessivo derivante dalla distribuzione di acconti sui dividendi per i quali si applica la disciplina prevista sulla tassazione degli utili dal 1° gennaio 2004 che non prevede l'attribuzione del credito d'imposta;
- nello spazio delle annotazioni devono essere riportati, dal soggetto che compila la certificazione, i dati degli utili con l'indicazione dell'ammontare del credito d'imposta pieno e limitato, entro i limiti dei canestri previsti dall'articolo 105 del Tuir, spettanti in vigenza del precedente regime impositivo.

Non vi è l'obbligo, invece, di rilasciare la certificazione, così come previsto dagli articoli 27 e 27-terdel Dpr 29 settembre 1973 n. 600, nel caso di utili corrisposti a soggetti residenti e assoggettati alla ritenuta alla fonte a titolo d'imposta o a imposta sostitutiva e di utili relativi a partecipazioni detenute nell'ambito di gestioni, ai sensi dell'articolo 7 del Dlgs 21 novembre 1997, n. 461, salvo per gli utili derivanti dalla partecipazione in società estere non negoziate in mercati regolamentati.

Infine, si ricorda che la veste grafica della certificazione può essere diversa, rispetto alla certificazione approvata, mentre i dati da indicare devono essere esposti nella stessa sequenza dello schema approvato e con l'esatta indicazione del numero progressivo e della denominazione del punto. E' appena il caso di segnalare che non ci sono variazioni nella indicazione dei dati personali da riportare nella nuova certificazione, che, sostanzialmente, resta invariata rispetto alla precedente.





Donato Ignazzi e Giovanni Pavese
 
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