credito d'imposta

reboot

Retilio Serpentiello
Registrato
21/5/02
Messaggi
766
Punti reazioni
30
Cari Webnauti finanziosi,

:confused: qualcuno mi può dare spiegazioni a proposito dell'eventualità che una società, all'atto della distribuzione del dividendo, attribuisca 'CREDITO D'IMPOSTA' agli azionisti?
che significa?
In sostanza, dato che la banca ha comunque effettuato la consueta ritenuta fiscale del 12,5% sull'accredito del dividendo in c/corr.te, che cavolo significa allora 'che la società si è accollata anche questo ònere (e allora perché la banca ha effettuato la trattenuta) oppure si tratta di altro...

grazie fin d'ora per l'aiuto ed i chiarimenti!

un saluto anche a Rebo (che ha lo stesso mio pseudo...) ho dovuto cambiarlo per accedere...
 
La persona fisica può scegliere di percepire i dividendi tra due regimi fiscali.

1) Incasso dell'intero dividendo, con successiva indicazione nella dichiarazione dei redditi e godimento del credito di imposta, se presente (in genere c'è).

2) Incasso del dividendo con ritenuta del 12.5% e nessun altro obbligo: non riportando il dividendo in dichiarazione, nella stessa non emerge il credito di imposta.
 
Alcune società godono del credito d'imposta sull'utile distribuito di cui all'art. 14 del d.p.r. n 917 del 1986, di cui all'art. 11, comma 3-bis, e 94, comma 1 bis.
Di conseguenza il dividendo che incassi non è soggetto all'imposta del 12,5%.
La banca ti invia un certificato con l'importo percepito, il quale lo devi inserire nella dichiarazione dei redditi, nel caso del 730, nella casella D. Dell'importo indicato hai diritto ad un credito d'imposta sul il 56%(o 58% non ricordo bene) del percepito.

Questa esperienza l'ho fatta nella dichiarazione del 2001 relativa ai redditi 2000 .
Sui seguenti dividendi non ho avuto la ritenuta del 12,5% ed ho operato come sopra:
ITALGAS, POP.BG, BANCA INTESA, ITALCEMENTI, SIRTI, ESPRESSO.

Riassumendo: se la banca ti ha fatto la ritenuta del 12,5% sul dividendo non hai diritto al credito d'imposta.
Se invece non te lo ha applicato, devi ricevere dalla banca una certificazione la quale và inserita nella dichiarazione dei redditi.
 
Ultima modifica:
Verificare che talvolta le società non distribuiscono utili ma riserve, in questo caso la tassazione è differente.;)

ciao
 
many thanks

:) O.K. ricevuto, sentiti ringraziamenti a Bacicalupo, Voltaire e Snupy per la sollecitudine a rispondere: effettivamente la questione dev'essere in questi termini... visto che avevo optato a suo tempo per il 'risparmio amministrato' la banca ha effettuato la consueta ritenuta sul dividendo lordo da percepire, adesso collego...

buon week-end a tutti e 'alla prossima'
 
Le opzioni fiscali per il capital gain e per i dividendi sono distinte, pertanto si può anche essere in regime amministrato per il capital gain ma optare per l'incasso dei dividendi al lordo, e viceversa.
 
:o ti copio, Voltaire... ma in definitiva, se io opto per l'accredito dei dividendi 'lordi' e conseguente dichiarazione su mod.Unico, rispetto all'applicazione della solita ritenuta in misura unica del 12,5% applicata dalla banca, questo è forse più conveniente nel caso di 'dividendi notevoli' che possono beneficiare di 'credito d'imposta' - cosa non ammessa nel primo caso - ovvero, per intenderci, in quale caso o casi è conveniente optare per l'uno o l'altro sistema?

grazie in anticipo per la/le risposta/e (le tue comunque rasentano la 'consulenza' per cui ritengo, se non sbaglio, tu debba essere un 'esperto in materia'

(ti saluto poiché non dispongo di una connessione veloce, e i costi salgono sul mio I_counter)
 
Ancora in tema di dividendi, allego le notizie trovate su una rivista di Altroconsumo, penso possano essere utili. E' un po' lungo ma forse vale la pena leggere tutto.


DIVIDENDI E CREDITO DI IMPOSTA
Vorrei che mi spiegaste cos’è il credito di imposta sui dividendi e per quale motivo sulle certificazioni inviatemi dalla mia banca per i dividendi di due diverse società – pagati entrambi nel 2001 – le percentuali di credito di imposta sono differenti (56,25% e 58,73%). Inoltre, in quale colonna e in quale rigo del modello 730/2002 devo indicare i due importi?

· Il credito di imposta serve a evitare la doppia tassazione dei dividendi, prima in capo alla società (tramite l’Irpeg) e poi in capo ai soci (soggetti all’Irpef, se optano per la dichiarazione).

· Con il credito di imposta il socio recupera interamente l’Irpeg pagata dalla società, ma deve essere richiesto – pena la decadenza – nella dichiarazione dei redditi del periodo di imposta in cui i dividendi sono stati percepiti. Pertanto, in caso di omessa presentazione della dichiarazione o indicazione degli utili nella dichiarazione presentata (perché si è optato per la cedolare secca) il diritto al credito di imposta decade.

· Poiché l’obiettivo del credito di imposta è quello di permettere ai soci di recuperare l’imposta pagata dalla società, la percentuale per calcolarlo è determinata in funzione dell’Irpeg che ha tassato gli utili da cui i dividendi derivano. Ne consegue che una variazione dell’aliquota Irpeg con cui gli utili sono tassati comporta anche una variazione della percentuale per il calcolo del credito di imposta sui dividendi che da quegli utili scaturiscono. Più concretamente: gli utili tassati con aliquota Irpeg del 36% danno diritto – in caso di distribuzione di dividendo – a un credito di imposta del 56,25%, quelli tassati con aliquota del 37% danno diritto a un credito di imposta del 58,73%, gli utili che subiranno un’aliquota del 35% (in vigore dall’1/1/2003) daranno infine diritto a un credito di imposta del 53,85%.

· L’associazione di diversi crediti di imposta ai dividendi di due società – sebbene pagati entrambi nel 2001 – dipende dal fatto che non sempre coincidono il momento in cui gli utili vengono tassati e ne viene deliberata la distribuzione e quello in cui il pagamento del dividendo viene effettuato. Lei dovrebbe aver percepito dividendi la cui distribuzione è stata deliberata in periodi di imposta differenti, e che derivavano da utili tassati con aliquote Irpeg diverse.


DIVIDENDI: IL REGIME MIGLIORE
Per i dividendi distribuiti da società italiane, i contribuentihanno la possibilità di scegliere fra il regime della dichiarazione e quello della cedolare secca. Vediamo di cosa si tratta e come individuare il regime più conveniente.

Due diversi regimi

· Per i dividendi di fonte italiana (a seguito della riforma fiscale sulla tassazione delle rendite finanziarie entrata in vigore l'1 luglio 1998) gli investitori possono scegliere se essere tassati in sede di presentazione della dichiarazione annuale dei redditi o al momento della riscossione del dividendo. Poiché la scelta del regime deve essere fatta prima della riscossione del primo dividendo dell’anno, è necessario agire per tempo, stimando reddito e dividendi, ed effettuando alcuni calcoli, in modo da optare per il regime più conveniente.

· Col regime della dichiarazione o metodo ordinario, l’investitore non subisce trattenute in sede di riscossione del dividendo. L’assolvimento degli obblighi fiscali è infatti rinviato alla data di presentazione della dichiarazione annuale dei redditi, quando l’investitore dovrà denunciare i dividendi percepiti e sommarli alle altre entrate realizzate nello stesso periodo di imposta.

· Due sono i vantaggi per chi opta per questa soluzione: le tasse si pagano solo a maggio/giugno dell’anno successivo a quello di riscossione del dividendo (nel frattempo il denaro può essere investito) e si gode del credito di imposta, previsto dall’articolo 14 del Tuir al fine di evitare la doppia imposizione dello stesso reddito (gli utili da cui scaturiscono i dividendi hanno già subito una tassazione in capo alla società che li ha realizzati). Attenzione: Il metodo della dichiarazione si presume implicitamente preferito qualora nessuna dichiarazione venga rilasciata al sostituto di imposta. Nel caso in cui il contribuente abbia invece optato per la cedolare secca, prima della riscossione del primo dividendo dell’anno può comunque cambiare idea, ma deve rilasciare una nuova dichiarazione di rinuncia alla ritenuta fiscale a titolo definitivo.

· Col regime della cedolare secca, la tassazione avviene ad opera dell’intermediario (la banca o la Sim che per conto vostro incassa il dividendo), mediante l’applicazione di un’aliquota d’imposta sostitutiva del 12,5%. Poiché la tassazione è a titolo definitivo, l’investitore, quando presenta la dichiarazione dei redditi, non deve cumulare i dividendi agli altri redditi percepiti nel medesimo periodo di imposta. Dato le azioni di risparmio sono al portatore, viene automaticamente applicata la ritenuta a titolo di imposta del 12,5%. Non esiste pertanto la possibilità di optare per il metodo ordinario della dichiarazione (e beneficiare del credito di imposta) a meno che non se ne chieda la trasformazione in titoli nominativi.

La stima del reddito e dei dividendi…

· La scelta del regime non è neutrale sul totale delle imposte che si finirà per pagare. Pertanto, in base al reddito annuo percepito e all’ammontare dei dividenti riscossi, può essere più conveniente optare per un regime piuttosto che per l’altro. Poiché però la scelta va fatta prima della riscossione del primo dividendo dell’anno, è necessario fare alcune previsioni.

· In primo luogo occorre stimare il reddito annuo che si pensa di conseguire. Sebbene l’operazione non sia facile, se non sono attese variazioni significative (per esempio un consistente aumento di stipendio o entrate straordinarie) può essere utile prendere come punto di riferimento il reddito del 2001 e aumentarlo del 2% (il tasso medio di inflazione atteso per il 2002). Trattandosi di una stima, è opportuno considerare anche un margine di errore nella previsione dell’imponibile. Vi conviene pertanto aggiungere un altro 2%.

· In secondo luogo è necessario stimare i dividendi che verranno riscossi. In tal caso, sarà sufficiente moltiplicare il numero delle azioni in portafoglio per il corrispondente dividendo unitario (potete trovare una stima dei dividendi che saranno distribuiti dalle società che noi seguiamo nel nostro supplemento tecnico).

Calcoli di convenienza

Stimati il reddito e i dividendi (considerando un opportuno margine di errore), il passo successivo da compiere è la scelta del regime fiscale che permette di subire la minore tassazione. Abbiamo fatto per voi alcuni calcoli, per cui, a seconda del vostro reddito e dei dividendi che pensate di percepire nel 2002 (alla base dei nostri calcoli ci sono redditi da lavoro fino a 70.000 euro e dividendi fino a 50.000 euro), siamo in grado di consigliarvi quando è più conveniente optare per la cedolare secca e quando è invece preferibile il regime della dichiarazione. Per redditi fino a 49.500 euro conviene sempre dichiarare.


· Per esempio, se avete un reddito annuo lordo, dividendi esclusi, di 67 mila euro e abitate in un comune che adotta come aliquota addizionale Irpef lo 0,2%, se i dividendi che pensate di percepire sono superiori a 8 mila euro vi conviene optare per la cedolare secca. Per importi più bassi è invece più vantaggioso che dichiariate.
 
roger...

;) tante grazie per l'ultimo chiarimento, molto utile Ciak47


ciao!
 
http://www.sanpaoloimi.com/cgi-bin/bvsvr/ibank/educationcentre/fiscoonline/creditoimposta.jsp

Copio e incollo ma la formula finale non viene corretta.
Vai all'indirizzo sopra indicato


Credito d'imposta limitato


Alcune società (es: Fiat, Olivetti, ecc…) hanno distribuito, nel 2001, dividendi con credito d'imposta "limitato": in quale misura va considerato tale credito ?

Il credito d'imposta "limitato" viene attribuito nel caso in cui la società, sugli utili oggetto di distribuzione, abbia fruito di esenzioni da imposta o dell'applicazione di aliquote ridotte (es: agevolazioni per le società operanti nel Mezzogiorno; aliquota ridotta per effetto della Dual Income Tax; ecc…).

In tali casi, in sede di distribuzione del dividendo, l'agevolazione riconosciuta alla società viene mantenuta anche in capo al socio, mediante attribuzione, però, di un credito d'imposta che pur non essendo ridotto nell'ammontare, presenta alcune limitazioni nelle modalità di utilizzo. Tale credito può infatti essere scomputato soltanto dalle imposte dovute sui dividendi per i quali è stato concesso e solo nell'esercizio in cui il credito viene attribuito, non potendo essere riportato all'esercizio successivo né chiesto a rimborso.

In concreto, per tener conto di tali limitazioni, l'Appendice alle Istruzioni al Modello UNICO 2002 - Persone Fisiche riporta un'apposita formula, in base alla quale il credito d'imposta è determinato applicando all'imposta netta (diminuita cioè delle detrazioni d'imposta) il rapporto tra l'ammontare degli utili per i quali spetta il credito d'imposta limitato (comprensivo di detto credito) e l'ammontare del reddito complessivo (comprensivo del credito d'imposta limitato e non).

Esempio:


Dividendi percepiti nel 2001 con credito d'imposta limitato: 1000,00
Credito d'imposta limitato (58,73%): 587,30


Dividendi percepiti nel 2001 con credito d'imposta "pieno": 2000,00
Credito d'imposta "pieno" (58,73%): 1174,60


Reddito complessivo indicato nel rigo RN1: 30000,00
Imposta netta indicata nel rigo RN22: 7000,00



Credito d'imposta limitato di fatto scomputabile:

7000 * 1000 + 587,30

----------------------------------------------------------------------------

30000 + 1761,90
= 349,82



Nell'esempio riportato, il credito d'imposta limitato di 587,30 euro potrà essere utilizzato solo per 349,82 euro, dal momento che a tale importo ammonta la quota di imposta netta imputabile ai dividendi in oggetto (imposta che va calcolata tenendo conto dell'aliquota "media" - e non di quella "marginale" - e delle detrazioni d'imposta spettanti); l'eccedenza di credito, che non trova capienza nell'imposta dovuta sui dividendi per i quali è attribuito e che non può essere riportata all'esercizio successivo né chiesta a rimborso, viene invece persa.
 
question

:rolleyes: come hai fatto a 'importare' il link? Intendo quello del S.Paolo-IMI... mi interesserebbe il chiarimento sulla procedura di 'incolla-indirizzi I_net' sui forum F.O.L

(many thanks)
 
Devi fare il "copia e incolla" dell'indirizzo.


Se non sai come: selezionare col mouse (cliccandoci sopra una volta col tasto sinistro) l'indirizzo web nella barra dell'indirizzo che trovi sopra, una volta che diventa verde devi premere contemporaneamente i tasti Control e C e poi effettuare la copia dove ti interessa con i tasti (sempre contemporaneamente) Control e V.

Altra soluzione, una volta selezionato l'indirizzo, è cliccarci sopra col mouse (stavolta tasto sinistro), e selezionare "copia" per poi incollarlo (Control e V oppure mouse, tasto destro, "incolla")
 
red-post

:) consueta procedura con il tasto-ds del 'topo' (pensavo più difficile)

Ne approfitto, allora, per chiedere a che cosa serve l'opzione 'quota & rispondi' posta in fondo a destra (ho provato ma non ho capìto bene come funziona, nè a che serve...

(il quesìto è già stato sottoposto alla redazione, in 2^piano, e dev'essere stato involontariamente ignorato...


bye-byte, Volt
 
Scritto da reboot
a che cosa serve l'opzione 'quota & rispondi' posta in fondo a destra



Ecco a cosa serve.....si può anche decidere quale brano sia comrpeso nel "quote", basta lasciare intatti i comandi che appaiono tra parentesi quadra.
 
ho trovato interessantissima questa discussione...e ringrazio vivamente voltaire,bacicalupo,ciack ...mi accorgo solo ora che lavorando con due banche...una che mi calcola e mi fa pagare il 12,50 di tasse e un'altra che mi spedisce a casa la lettera dei dividendi percepiti che poi giro al commercialista il quale mi compila unico...che avrei guadagnato molto di più per tim e telecom se avessi preferito per tutte e due le banche il regime di dichiarazione dei redditi.......ho perso il credito di imposta percependo il dividendo tassato del 12,5.....è possibile recuperarlo chiedendo documentazzione alla banca?,c'è un tempo limite?....presumo che ormai quello che è stato fatto è stato fatto......ma ho imparato per il prossimo anno.....grazie
 
Indietro